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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 18 febbraio 2015 alle ore 17:15
    Ultima camera in fondo a destra

    Mi ricordo come si corre fuori
    mi ricordo i rumori
    qui, a stento dieci passi dal letto al bagno
    una goccia uno stagno
    le correnti sono maligne, entrano nelle pieghe dei pigiami
    e portano brividi,malanni
    qui dentro i minuti sono anni.
    beati voi fuori, a correre inconsapevoli
    a non salutarvi neppure fra parenti
    qui noi tra sconosciuti siamo diventati fraterni.

    ospedale
    ultima camera
    in fondo
    a destra
     

  • 18 febbraio 2015 alle ore 15:45
    Mare della Tranquillità

    Tien la luna vecchie strade
    a separar gli ammassi oceani
    alla superfice
    mari la solcano
    in prosciugata tranquillità

    (17 gennaio 2013)

    Ispirato da una zona della luna, denominata appunto “Mare della Tranquillità”. Scritta quasi come risposta alla domanda che compare all’inizio del “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia” di Giacomo Leopardi: “Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,/ Silenziosa luna?” 

    Da: Emanuele Marcuccio, Anima di Poesia, TraccePerLaMeta Edizioni, 2014.

  • 18 febbraio 2015 alle ore 13:25
    Bianco splendore

    Respirano lievi gli altissimi abeti
    racchiusi nel manto di neve.
    Più morbido e folto quel bianco splendore
    riveste ogni ramo, via via.

    Le candide strade si fanno più zitte:
    le stanze raccolte, più intente.
    Rintoccano l'ore. Ne vibra
    percosso ogni bimbo, tremando.
    Di sovra gli alari, lo schianto d'un ciocco 
    che in lampi e faville rovina.

    In niveo brillar di lustrini 
    il candido giorno là fuori s'accresce,
    divien sempiterno, infinito.

  • 18 febbraio 2015 alle ore 13:22
    L'angelo

    Con un cenno della fronte respinge
    lungi da sé ogni vincolo, ogni limite
    perché per il suo cuore passa alto e immenso il ciclo
    degli eventi che ricorrono eterni.

    Nei fondi cieli scorge una folla di figure
    che lo chiamano: riconosci, vieni.
    Ciò che ti pesa, perché lo sostengano,
    non affidarlo alle sue mani lievi.

    Verrebbero di notte a provarti nella lotta,
    trascorrendo la casa come furie,
    afferrandoti come per crearti
    e strapparti alla forma che ti chiude.

  • 18 febbraio 2015 alle ore 13:20
    Tu vieni e vai e le porte si chiudono

    Tu vieni e vai e le porte si chiudono
    più dolcemente, quasi senza vento.
    Tra chi va per silenti case
    sei il più silente.
     Ci si avvezza tanto alla tua presenza
    che si resta chini sui libri
    quando le immagini si fanno belle
    nel blu della tua ombra,
    perché risuoni in ogni cosa
    a volte forte e a volte piano.
    Se ti scorgo nei miei pensieri, spesso
    si spacca la tua grande immagine:
    sei un capriolo luminoso e corri
    io sono buio e sono un bosco.
    Sei una ruota accanto a me
    e dei tuoi mille raggi bui
    uno si fa sempre più greve

    e sempre più vicino,
    e crescono ad ogni suo giro
    le mie opere obbedienti.

  • 18 febbraio 2015 alle ore 13:18
    Giorno d'autunno

    Signore: è tempo. Grande era l'arsura.
    Deponi l'ombra sulle meridiane,
    libera il vento sopra la pianura.

    Fa' che sia colmo ancora il frutto estremo;
    concedi ancora un giorno di tepore,
    che il frutto giunga a maturare, e spremi
    nel grave vino l'ultimo sapore.

    Chi non ha casa adesso, non l'avrà.
    Chi è solo a lungo solo dovrà stare,
    leggere nelle veglie, e lunghi fogli
    scrivere, e incerto sulle vie tornare
    dove nell'aria fluttuano le foglie.

  • 18 febbraio 2015 alle ore 13:16
    La notte e l'anima

    In grembo alla notte nevosa, d'argento,
    immensa si stende dormendo, ogni cosa.

    Solo una eterna sofferenza è desta
    dentro l'anima mia.

    E mi domandi perché mai si tace
    l'anima mia, senza versarsi in grembo
    alla notte che sogna?

    Colma di me, traboccherebbe tutta
    a spegnere le stelle.

  • 18 febbraio 2015 alle ore 13:14
    Gennaio

    Respirano lievi gli altissimi abeti
    racchiusi nel manto di neve.
    Più morbido e folto quel bianco splendore
    riveste ogni ramo, via via.

    Le candide strade si fanno più zitte:
    le stanze raccolte, più intense.
    Rintoccano l'ore. Ne viene
    percosso ogni bimbo, tremando.
    Di sovra gli alari, lo schianto di un ciocco
    che in lampi e faville, rovina.

    In niveo brillar di lustrini
    il candido giorno là fuori s'accresce,
    diviene sempiterno, infinito.

  • 18 febbraio 2015 alle ore 6:38
    principianti da una vita

     uno non si prepara a niente nella vita
    uno si esercita giorno per giorno
    momento dopo momento
    istante dopo istante
    a portare come regalo a se stesso e al mondo 
    il prossimo respiro

    respiro
    inspiro
    espiro 
    e ancora
    ancora

    e sia quello che deve essere presso questi cieli grigi di periferia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.de/2015/02/principianti-da-una-vita.html

  • 17 febbraio 2015 alle ore 22:13
    Eyes/Occhi

    "You have eyes as dark as the blackest rain.
    So dark that when I look into them,
    I can feel the chill of old ages.
    So dark that when you set them on me,
    everything dissolves into nothing
    and I get lost in a maze of beauty.

    Eyes that can easily kill me,
    they sting mine with a touch of poison:
    it fills my veins like the sweetest drug,
    my mind traps me and I crave for more.

    Eyes that repeatedly save me,
    they caress mine with a breath of life:
    it fills my lungs like the loveliest scent,
    my wits fail me and I reach the shore.

    This my heart feels,
    being killed and resuscitated
    over and over again
    whenever I look into your eyes.”

    Frowning he turned to look at me,
    and,
    just when his blue eyes met mine
    as blue as the wildest skies,
    then and there
    I saw.

    TRADUZIONE

    “Hai occhi scuri come la più scura delle piogge.
    Così scuri che quando li guardo,
    sento il gelo di tempi lontani.
    Così scuri che quando li posi su di me,
    tutto si dissolve nel nulla
    e io mi perdo in un labirinto di bellezza.

    Occhi che mi possono uccidere facilmente,
    pungono i miei con un tocco di veleno:
    riempie le mie vene come la droga più dolce,
    la mia mente m'intrappola e io ne desidero ancora.

    Occhi che mi salvano continuamente,
    carezzano i miei con un soffio di vita:
    invade i miei polmoni come il profumo più buono,
    il mio senno mi tradisce e io raggiungo la riva.

    Così si sente il mio cuore,
    ucciso e resuscitato
    continuamente
    ogni volta che ti guardo negli occhi.”

    Corrucciato si voltò a guardarmi,
    e,
    quando i suoi occhi blu incontrarono i miei,
    blu come i cieli più selvaggi,
    immediatamente
    capii.

  • 17 febbraio 2015 alle ore 21:46
    Stato emotivo VII

    Scivolammo nel silenzio,
    che tanto non c’era nulla da fare,
    intorno a noi solo occasioni perse
    e possibilità sfumate pur di essere
    ciò che desideravate, nulla.
    Nulla resta nella mente,
    nulla resta nel cuore,
    non avrei dovuto sognare,
    non sarei dovuto nascere.

  • 17 febbraio 2015 alle ore 21:44
    Notturno veloce

    Nottetempo resterò a guardare il tuo corpo,

    che giace nelle coltri avvolto, dormiente.

    Starò lì dove tu mi hai messo,

    nell'angolo più buio dei tuoi pensieri,

    in agguato, attendendo il momento

    incui le ali dei sogni lasceranno

    dietro il super-io prigioniero e

    voleranno liberi nei cieli dell'Es.

    Solo allora potrai scorgere i miei occhi,

    in quel momento sentirai la mia bocca

    sulla tua pelle, come sai che desideri,

    come sai di non poter avere.

  • 17 febbraio 2015 alle ore 21:23
    Eri un sogno

    Non lo avevo capito ch’eri soltanto un sogno,
    un bellissimo sogno di luce,
    apparizione dorata nella vita mia.
     
    E se nulla è per caso, tu,
    venisti a me per dimostrarmi che l’amore esiste
    e mi baciasti con dolcezza.
     
    Ti afferrai mio sogno,
    ti cercai, ti attesi…
    Fu con stupore che ti guardai negli occhi.
     
    Gustai con te succosi chicchi di passione,
    or ne sento il profumo e li conservo nel ricordo,
    dentro la coppa d’oro che mi offristi.
     
    Avessi io potuto amore, dominare il destino,
    sottrarti al suo volere,
    ti avrei tenuto stretto a me quel giorno.
     
    Ma eri soltanto un sogno…
    Un dolce, meraviglioso, fantastico sogno.

  • 17 febbraio 2015 alle ore 21:12
    Cernobbio

    Leggero squarcio
    annerito scoglio
    ampio spazio
    bel consiglio.
     

  • 17 febbraio 2015 alle ore 20:48
    Io devo esser degno di me

    Dolorante e sconvolto rimango
    dalle frustate continue della vita

    nel destino di servire la vita stessa

    Consegnarmi alla dannazione eterna

    portando con me la vigliaccheria
    di accontentarmi di poco

    all'ombra di cuori secolari
    che piangono lo sdegno del Signore

    E scelgo luci e tenebre

    pretenzioso di istituire in me

    etiche che giustificano
    i sacrifici del cuore 

    e fanno diventare appetibile ogni onore

    vestendo la corazza dei versi

    e incitando le parole a non indietreggiare
    al lampeggiare di quell'ardore
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 17 febbraio 2015 alle ore 19:08
    Gioia felina

    Presenza discreta
    che scalda il cuore,
    hai per occhi
    fiammeggianti dardi
    che trafiggono l'anima.
     
    I tuoi giochi improvvisi
    sono sussulti di vita,
    avide foglie
    che col verde divorano
    muri di silenzio.
     
    Piccolo essere,
    grande potenza,
    averti è un dono
    ed io saprò apprezzarlo.

    ©Giuseppina Manfredi
     

  • 17 febbraio 2015 alle ore 12:38
    Haiku

    Dammi la mano
    Ti donerò il mio amore
    Danziamo insieme

  • 16 febbraio 2015 alle ore 21:31
    Primavere che non verranno

    Sorrisi spenti di bocche mute
     cucite col filo delle paure
     
    con l'anima a battere
    i ritmi oscuri del cuore

    imprigionato tra voglie
    segregate dalla volontà

    Vivo i miei giorni

    perso ad aspettare
    primavere che non verranno

    nell'indugiare di quest'inverno

    che gela gli ottimismi
    e ammaina le speranze

    gioie unte dalle afflizioni 
    e lacrime ancora e sempre piante

    E notti che straziano
     nel mormorìo del fato

    agonizzante nell'ossessione
    di desideri ammaliati
    da seducenti domani

    eccitati dalla cattiveria umana
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 16 febbraio 2015 alle ore 18:45
    troppo stesso si sente dire

    troppo spesso si sente dire
    troppo spesso si sente dire che bisogna cadere per risalire
    troppo spesso si sente dire che non si deve piangere
     e che si deve sognare in grande

    la verità è che tutti sogni sono nudi e fragili per il momento
    i sogni hanno freddo là fuori persi e soli per le vie del mondo

    la verità è che ai sogni bisogna dare da mangiare e da bere 
    bisogna vestirli i sogni con abiti caldi e carezze sincere
    i sogni non si possono comandare
    e le cadute non servono a niente, fanno soltanto tanto male

    troppo spesso si sente dire che bisogna cadere per risalire
    troppo spesso si sente dire che non si deve piangere
     e che si deve sognare in grande
    che bisogna
    che si deve
    che si 
    e poi che non 
    si deve

    ma uno non si prepara a niente nella vita
    uno si esercita giorno per giorno
    momento dopo momento
    istante dopo istante
    a portare come regalo a se stesso e al mondo, 
    il prossimo respiro
    respiro
    inspiro
    espiro 
    e ancora
    ancora

    troppo spesso si sente dire che bisogna 
    troppo spesso si sente dire che non si deve 
    e poi che si deve
    io per il momento null’altro so fare
    provo a respirare
    ancora
    e sia quello che deve essere presso questi cieli di periferia
    e così sia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.de/2015/01/troppo-spesso-si-sente-dire.html

  • 16 febbraio 2015 alle ore 15:19
    Piccole creature danzano

    Piccole creature
    chiamate lettere
    aprono le danze
    di un grande spettacolo
    che su un foglio bianco
    ha luogo,
    un enorme palcoscenico
    che con orgoglio le ospita.
     
    Una serie di mondi incredibili
    alla mente si presenta,
    e la magia che nasce
    tutto attraversa.
     
    La vita si accende
    di pulsanti emozioni,
    e in una realtà sola
    ne racchiude mille altre.

    Come pozzo di San Patrizio
    che di stupir non smette,
    sgrava dai pesi l'esistenza
    e ali le dona per volare in alto.

  • 16 febbraio 2015 alle ore 11:43
    L'isis attaccherà...l'Italia

    Non ho paura della futura guerra: la guerra non piace ne' da pace.
    Resisto e oppongo resistenza un attacco diretto e spietato spiegato a tutti.
    Preghiamo insieme l'avemaria e il padre nostro verso gli opposti.
    Al governo prospera serenità di santa pace dai fedeli agli infedeli a tutti i gesuiti e cristiani.
    Non piegate la testa ma voltate le spalle questa rivolta avrà una lunga svolta...di volta in volta.

  • 15 febbraio 2015 alle ore 20:56
    Le imposizioni del destino

    Notti insonni
    esasperate dalle illusioni

    nella continua ricerca
    di chi o cosa

    possa calmare il cuore imbestialito

    Silenzi da ascoltare in silenzio
     
    a esulare dai desideri
    e dalle bontà dell'anima

    E spogliarsi dei dubbi
    preparandosi a rivalutarsi
     
    per piacere o per esigenza

    e continuare a vivere alla giornata
    senza guardare al futuro

    E obbligarsi a esprimere
    idee invecchiate e obsolete 

    nell'imposizione del destino

    di non potersi confrontare
    col mondo che cambia repentino

    e fomentare la speranza

    di poter fare ancora qualche giro 
    sulla giostra dei sogni

    e possibilmente amare
    nella libertà di essere me stesso
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 15 febbraio 2015 alle ore 16:14

    Un uomo non è un uomo se non ha un cuore, una donna non è una donna se non conosce valori. Un uomo non è uomo se non sa vivere nella sincerità, una donna non è donna se non conosce dolcezza. Un uomo è colui che ti abbraccia, una donna colei che cerca l'abbraccio in un momento di tristezza. Un uomo è colui che si ferma a pensare, una donna è colei che gli si siede accanto anche restando in silenzio. Un uomo sostiene, una donna appoggia. Un uomo e una donna si ascoltano, si completano e si rispettano... Sempre. 

  • 15 febbraio 2015 alle ore 14:19

    Facile è la vita per chi usa vivere "Girando" fatti e parole a suo piacimento. Facile camminare in avanti e restare in piedi per chi non si è mai assunto colpe e responsabilità perchè è abituato a scaricarle sugli altri. Facile essere stimati, quando ci avvolgiamo in  una finta anima, un finto volto e abbelliamo il nostro essere con finti valori e concetti che non abbiamo mai praticato. Io "Schifo" in modo smisurato queste persone, preferisco essere chiamata stronza ma essere me stessa. Essere quella che si ama quando soffre, quando piange, quando ride e quando s'incazza. Non mi interessa il "Vociferare" di persone che della mia vita non fanno parte. Credo sia essenziale mantenersi la stima delle persone anche dopo che ci hanno vissuto, anche dopo che hanno percorso un tratto di strada con noi. Questo è ciò che secondo me veramente conta!

  • 15 febbraio 2015 alle ore 14:01
    Auguri Valentina

    Ricorderò sempre il tuo viso come un sogno in paradiso.
    La tua eleganza non ha uguaglianza.
    T'avrei voluta bene e cercata sempre nel tuo amore ho scoperto il cuore.
    Noi figli di un paese il presepe con il bue e l'asinello sempre quello.
    A pensarti sempre un fiore per amore sempre t'assenti nel presente.
    Figlia mia predisposta all'amore per Valentino auguri...amore.