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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 30 gennaio 2015 alle ore 19:15
    L'Ultima Ballata

     
     
     
    Una luce si perde
    Nel cielo di marzo!
     
    Camminava di notte
    Negli spazi del cuore
     
    Quante volte ti ho cercata
    Per il bisogno di averti vicina
     
    La tua voglia di lontananza
    Simile alla danza dei colori
     
    Trepidava nuovi sentimenti
    Nel vortice dei miei sensi
     
    Come l'urlo di quella nave
    Che affondava nel tuo mare
     
    Nella danza della tua
    Ultima ballata.
     

  • 30 gennaio 2015 alle ore 18:58
    C'è una valigia vuota che aspetta la tua voce.

    C'è una valigia vuota che aspetta la tua voce,
    il verso taumaturgico del fruttivendolo non abita più la strada,
    denutrite alchimie bizantine fingono orgasmi letterati,
    quadricipiti in esposizione sui davanzali decorati di retorica.
    C'è un giradischi spento che aspetta le tue mani,
    proiettori di buio crocifissi ai muri ingrigiti dai ricordi,
    posate di legno rivestite d'olio di gomito,
    bandi di concorso ad annunciare l'abitudine alla sconfitta.
    C'è un cassetto chiuso che aspetta il tuo sorriso, 
    chiave di cera, una volta, arrugginita da saliva bollente,
    archetipo in disuso ostentare familiarità con l'inesplorato,
    ciclamini di velluto sbocciano su tele di seta dai capelli cotonati.
    C'è un dolce profumo di occhi bagnati che illuminano,
    i giorni felici sono gli attimi trascorsi con te,
    tra le cose dimenticate dalla vita
    c'è una valigia vuota che aspetta la tua voce.

  • 30 gennaio 2015 alle ore 16:54
    Sta dentro l' anima

    Scavano a mani nude
    la fronte gronda sudore
    il cuore pulsa a tamburo
    Cercano tra le radici fradice
    il coraggio di vivere.
    Nessuno ha detto loro
    che devono scavare
    dentro la propria anima
     

  • 30 gennaio 2015 alle ore 10:21
    La Nostra Terra

    Ecco com'è la nostra terra:
     
    Pianure
    Vallate
    Montagne
    E' la casa della vita.
     
    Eccola com'è…!
     
    Una marea di persone
    Una distesa deserta
    Uomini che lavorano
    Persone che pensano.
     
    Eccola com'è…!
     
    Tante case nuove
    Poche case vecchie
    Un mare calmo
    Un vento forte.
     
    Eccola com'è…!
     
    Tenerezze nella vita
    Passione per il terrore
    Uno scorcio d'orizzonte
    Una nebbia che avvolge.
     
    Eccola com'è…!
     
    Vitalità della vita
    Degrado sociale
    Un fiore che si apre
    Un frutto che riproduce.
     
    Ecco come deve essere la terra…!
     
    Equilibrio del Creato
    Un seme che germina
    Una vita che nasce
    Un ciclo perpetuo.
     
    Vibrazioni d'attenzioni…!             

  • 30 gennaio 2015 alle ore 10:13
    un giorno sarò grande abbastanza

    un giorno sarò grande abbastanza da contenere in me eppur distinguere
    il giorno e la notte
    il buio e la luce,
    distinguerli, sì, ma non dall'apparente luminosità del raggio scagliato verso l'orizzonte infinito , verso il nulla,
    no
    ma dal vero calore che l'anima percepirà e dai colori che da essa verranno a galla

    un giorno sarò sicuro abbastanza da lasciare che la mia fragilità mi lasci le ossa rotte e il cuore in affanno

    un giorno sarò veloce abbastanza da correre più in fretta delle mie paure

    un giorno sarò grande e forte abbastanza....
    un giorno sarò piccolo e fragile abbastanza
     da prendermi per mano
    e portarmi via

    Marco Bo  http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/01/un-giorno-saro-grande-abbastanza.html

  • 29 gennaio 2015 alle ore 21:26
    Tabelle di marcia forzata

    Flemmatico nel prendere
    in giro la vita

    godo ancora
    dei sensi sbarazzini della gioventù
    con silenziosi innesti di libertà

    Dolci immagini
    fissate nella memoria

    a inebriare di buoni profumi i ricordi
    e accendere la fantasia

    E do spazio alle indulgenze
    restando coinvolto nei sentimenti

    emozioni e sensazioni
    da mettere in conto all'anima

    continuando a credere 
    di non esser migliore di alcuno

    ma poi accorgermi
    che nessuno è migliore di me
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 29 gennaio 2015 alle ore 20:49
    Condividere la vita

    Dardi di Cupido a vagabondare
    negli attimi di tenerezza

    e centrare il cuore
    sfavillante d'emozioni e d'amore

    a zampillare le miglior sensazioni
    per rendere felice chi si ama

    Pulsanti creatività che accendono i sensi
    impreziosite da fluttuanti percezioni

    con le emozioni distese sull'anima
    a illuminarla con le luci dei sentimenti

    e coniugare bagliori dorati
    con raffinate brezze d'amore

    e alimentare gli intrecci
    tra i più intimi segreti

    slanci preziosi
    a comunicare sensualità
    e condividere la vita
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati
     

  • 29 gennaio 2015 alle ore 20:26
    Devozione

    Ci basti la carezza del fiume
    che ci ha sfiorato e la luce
    del cielo che partorì
    la nostra perfezione,
    se ora sono inseguita da un'ombra
    le sono devota.

  • 29 gennaio 2015 alle ore 20:25
    Messaggi dal centro

    Ricordo
    il messaggero azzurro 
    della neve
    e la sua emanazione intorno
    alla tristezza e al giorno,
    lo spazio fuori dal tempo 
    abbracciare rotondo
    e so che non si torna
    dalla dimora
    al centro del fiume.

  • 29 gennaio 2015 alle ore 20:23
    Risvegli

    Questo mondo sopraelevato del giorno
    stracciato dal bianco
    questo vortice apparso del gelo e
    il suo ponte che strappa dal buio,
    il risveglio
    tra le rovine immacolate e ferme.
    La gravità di piombo
    sotto la ruota delle costellazioni.
    Astraiti. Metti una zona di luce,
    un rosso che
    spezzi le colonne del tempo,
    un soffio temporaneo di creazione
    che porti allo scoperto anche le vene.
    Angoli, croci di mercurio lucente
    e forse un volto umano ma
    solo accennato.
    Filamenti e lune e cavità.
    Questo ardore terrestre e la sua spada coraggiosa
    che scocca atomi e si riversa tra le ciglia
    al risveglio.

  • 29 gennaio 2015 alle ore 19:21

    Le persone semplici come me non hanno bisogno di troppe cose. Amo il mio viso struccato al mattino, che fa da cornice al mio "Broncio". Amo le mie serate sul divano con la tuta o il pigiama e un caldo plaid. Amo le serate con gli amici, fatte di jeans e scarpe da tennis. Amo le corse in bici, il panino veloce e il caffè caldo seguito da una sigaretta ed ottime chiacchiere. Amo me stessa per quello che è senza bisogno di cambiarla. Amo me stessa perché è così! Essa si sente a suo agio solo nella semplicità. In quella semplicità che mi veste e mi arricchisce l'anima di grandezza interiore. Quella semplicità che chi non comprende non potrà mai vedere, apprezzare e amare. Quella semplicità a cui non rinuncerò mai, tanto meno per qualcuno che ha la convinzione che essa non sia un "Pregio"!

  • 29 gennaio 2015 alle ore 18:15
    La Mia Gente

     
     
     
     
    Mi è caro
    Questo lembo di verde
    Di spazio di terra natia
    Questo esistere
    Di vite nel buio
    Logorate dal patema
     
    Si perde…
     
    Il ruggito del vento
    Di questa umile gente
    Che ha tanta voglia
    Di vivere serena
    E di sorridere
    Oltre il sudore
    Del sole che brucia.
     

     

  • 29 gennaio 2015 alle ore 17:08
    Siamo soli

    Siamo soli, come il vento
    che parla distante 
    dagli occhi sinceri
    dalle nuvole
    che oltrepassano
    sentieri tortuosi
    nelle vallate nevose
    incantevoli suggestioni
    delle sere pensierose
    Siamo soli, scrutando gli inverni
    rattristati che inneggiano
    l'età invecchiata, in un volo 
    rassegnato ed eternamente
    infinito, dentro il sogno
    di suoni celestiali

  • 29 gennaio 2015 alle ore 11:00
    Vivere O Morire

     
    L'alba oggi sorge
    Come un fulmine
    A ciel sereno
    Ed io ho paura
    Di del silenzio
     
    Vivere o Morire!
     
    Il fiume in piena
    In seno alla notte
    É un inferno maledetto
    Come la prima giovinezza.
     
    E così
    Al sole pigro
    Del tramonto
    Lei aveva
    Un cappello nero
    Il vestito rosso
    Due occhi nuovi
    Il viso bruno
    Si chiamava Regina
    Ed io la baciai.

  • 29 gennaio 2015 alle ore 2:27
    Latte di mandorla

    Amari son gli sguardi
    figli di scevre forme
    e di sapori ispidi
    che si stampano 
    di sale appiccicoso
    sulle retine.

    Sotto il mandorlo
    ho colto a piene mani
    quel tuo sguardo dolce
    e l'ho bevuto
    mentre in testa costruivo
    un diadema di pensieri
    a farti da corona.

  • 28 gennaio 2015 alle ore 21:57

    C'è chi vive una vita piena di verità e fa di ogni cosa un qualcosa di unico e c'è chi fa della sua vita un copione e da la colpa agli altri quando sbaglia una battuta. C'è chi cresce nell'amore e insegna cosa sia a chi incontra e chi l'amore lo loda, ma forse mai lo ha conosciuto veramente. C'è chi ti aiuta nelle difficoltà e chi ti ci affonda. C'è chi trova forza di migliorarsi nelle disgrazie e chi invece le usa per ottenere consensi e compassione. C'è chi è verità e chi è menzogna. Chi è pieno di valori e chi è solo pieno di se! 

  • 28 gennaio 2015 alle ore 20:43
    sogni di pace

    sono anni questi che non passano 
    sono anni uguali a poco o nulla
    e più scorre il tempo 
    e più  noi tutti diventiamo piccoli
    piccoli
    e gli spazi tra di noi si allargano 
    sono crepe profonde
    solchi di solitudine 

    eppure ci avevano detto che saremmo stati sempre più vicini, sempre più felici
    e ci avevano descritto il presente come un gioco e il futuro come un sogno senza fine senza zavorre e senza radici
    e invece stiamo sprofondando in un abisso, 
    un incubo di paura e di mille insicurezze

    forse dovremmo rimanere in silenzio ad ascoltare il vero sogno che abbiamo dentro
    fatto di terra di sole e di pioggia
    fatto di semina di sudore e di messi buone
    e poi ridere dovremmo con gli occhi del cuore 
    del nostro affanno 
    perchè in fondo sono piccoli anni questi 
    e tutt'intorno si sentono respirare, sospirare mille solitudini 
    lontane 
    lontane
    eppure
    forse quel sospiro nel temporale
    non è altro che l'estremo  tentativo dell'anima 
    di vincere l'ardua sfida
    è l'ultimo saluto, prima di partire per sempre l'ultimo addio prima che sia troppo tardi
    prima che non sia più
    piccoli anni e mille solitudini
    forse sogni di pace
    e nulla più

    Marco Bo

  • 28 gennaio 2015 alle ore 17:44
    L'Uomo Duro

     
     
    " Il taddato ! "
     
    Forma dialettale
    Per definire
    Un uomo duro
    Per natura
     
    Vale a dire
    Un tralcio di vite
    Indurito dal tempo
    Non potato e poco utile
     
    Una persona dall'aspetto
    Umile e buono per finzione
    Occhialini non graduati
    Con aria da Professorino.
     
    Un poeta dialettale alla buona
    In realtà… un cattivo per natura
    Che non tradisce  mai le origini
    Le quali vengono sempre a galla.
     
    Un " Trilussa Casereccio "
    Solamente nella negatività
    Vale a dire un Maialone
    Anzi un “Porco Maialone”.
     
    Un animale allo stato brado
    Che poetizza zozzerie
    Barattando l'arte poetica
    Con la bestialità animale.
     
    Un “Maialone Porcone”
    Unico e solo al creato
    A nutrirsi di infamità
    Come un affamato.
     
    " Il Taddato …"

  • 28 gennaio 2015 alle ore 13:21
    Appare stanco

    Il vento appare stanco
    non si misura con la tenacia
    delle corde che sono tese
    ed indurite per storie smarrite
    come tragici colpetti
    che risalgono in alto
    lì al sicuro, dove nessuno
    può prenderli e neanche punire.
    Sono irrangiungibili
    godendosi spettacoli atroci
    con perdite stratosferiche
    dell'immaginabile di menti
    intrappolate nell'agiatezza

  • 28 gennaio 2015 alle ore 11:11
    Vivere!!!

     
     
     
    Mi è successo di nascere
    E rinascere sulla sponda
    Della fiumara a valle
    E trasportato alla deriva.
     
    È successo e mi sono perso!
     
    Poi mi sono ritrovato
    A rinascere e dondolare
    Su onda vivace del mare
    È successo mi sono ritrovato
     
    Ora vivo la mia vita
    In una soffice nuvola
    Il momenti di  sogni
    E infiniti sorrisi
     
    Vivo per andare
    Dove mi porta il mare
    Fra calma e trepidazione
    Nell'aria e nel mio spazio.
     
    Per:
     
    Vagare
    Evadere
    Approdare
    In un cielo limpido
     
    Superba a capo chino
    In una sera inesistente
    È successo ragazza mia
    Che mi hai perso davvero.
     

  • 28 gennaio 2015 alle ore 7:47
    Tu, allá a lo lejos

    Tu, allá a lo lejos,
    escúchame...
    Lo sé que prometí,
    lo sé que quise hacerlo,
    lo sé que probé
    intensamente,
    lo sé...
    Lo susurraste a mi oído...
    has que todo haya valido
    la pena...
    Has que todo no haya
    sido en vano...
    Si, lo susurraste gritando...
    Lo susurraste a mi oído..
    lo susurraste con
    con las venas hinchadas
    y la tristeza en tu voz,
    lo susurraste deletreando
    cada sílaba...
    Lo susurraste a mi oído...
    Con intimas palabras.
    Sigiladas por el beso
    de un saludo furtivo...
    Por la añoranza de ayer
    y lo incierto del mañana.
    Lo gritaste, lo pediste,
    lo exigiste...
    Y yo, prometí de lograrlo...
    lo siento, no puedo...
    no está en mi el poder
    de hacerlo...
    Lo quise...
    Y Dios me es testigo...
    lo quise...
    Y mas pruebo y mas quiero
    mas cerca me encuentro
    del viejo camino...
    Solo, andando veredas
    que no son mías...
    Porque tu...
    No estas conmigo...
    Todo es vacuo,
    sin sentido...
    Lo sé, lo prometí...
    Pero el día se acerca
    con pasos gigantes...
    Y el tiempo ha llegado
    al final de sus días,
    ya no es tiempo
    es locura, vacío...
    Y mas lejos camino
    la via se estrecha...
    Y se vuelve...
    Un final sin salida...
    Perdona mi egoísmo,
    perdona mi huida...

  • 28 gennaio 2015 alle ore 7:45
    ¿Se puede saber de ti?

    ¿Se puede saber de ti?
    ¿Es que existes en otro lugar
    que no sea en mis recuerdos?
    La vida, es verdad
    no se mide según el numero
    de veces que respiras.,
    se mide por el numero
    de momentos
    que te han dejado
    sin aliento.
    La mía...
    es una larga apnea...
    Si estas allí
    y es cierto...
    Tu sabes cómo
    toca a mi puerta...

  • 28 gennaio 2015 alle ore 7:41
    Quieres descubrir...

    ¿Quieres descubrir la poesía?
    Entonces sé sutil...
    No descontada,
    no creas que yo esté
    aquí esperándote...
    No espero nada...
    de nadie...
    No deseo nada...
    de nadie...
    No busco nada...
    de nadie...
    Y si preguntas
    ¿Porqué?
    No sabría responderte,
    no lo sé...
    Y si sugieres que es
    tristeza, eso sí...
    lo sé...
    Lo sé, qué es...
    Es asco, es cansancio...
    Es mi deseo profundo...
    De no arriesgar el cor...
    De no sentir amor...
    Y si preguntas
    ¿Porqué?
    No sabría responderte,
    no lo sé...
    Y si sugieres que es
    despecho, eso sí...
    lo sé...
    Es siempre asco,
    es cansancio...
    es mi deseo profundo...
    de no arriesgar el cor...
    de no sentir amor...

  • 28 gennaio 2015 alle ore 7:16
    Mea nox

    Mea nox obscurum non habet, sed omnia in luce clarescunt...

  • 28 gennaio 2015 alle ore 7:12
    Addio Pino

    Aggio capito ra tempo
    che a' morte accusí é...
    Ingràt ca' arrivà sempe
    a cobràr o' contò
    L'aggio saputo sempe,
    tantu ca' nun me sorprènd,
    Ma oggì, teng o' core griggiò
    perchè l a mortè a portàt
    o' contò ad na' partè
    ro' mie core
    Napule oggi sta e' luttò,
    nun ci song piú e' colorì,
    o' cielò grigiò ra tristezzà.
    Oggi aie perzo nu' altrò figlie
    ca' te ha amatò.
    C verimm Pinuzzò,
    salutàc a Massimìn
    ca' sàrá felicè
    e' cantàr cu te
    a' 'ncoppa o' cielò.