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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 23 aprile 2015 alle ore 16:53
    sugli alberi maturano i frutti

    sugli alberi maturano i frutti
    la vita vista dai bambini
    ...........................................................

    fine della vecchia storia
    sono finite tutte le guerre
    le persone non scappano più per non morire 
    le persone non pagano più per scappare
    il villaggio non si indebita più per pagare il viaggio
    i trafficanti non hanno più i soldi per comprare armi
    le armi non crescono sugli alberi
    sono finite tutte le guerre
    sugli alberi maturano i frutti
    questo è l'inizio della nuova storia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/04/sugli-alberi-maturano-i-frutti.html

  • 22 aprile 2015 alle ore 23:17
    Migranti

    Mare nostro che non sei nei cieli 
    e abbracci i confini dell'isola
    e del mondo col tuo sale, 
    sia benedetto il tuo fondale,
    accogli le gremite imbarcazioni
    senza una strada sopra le tue onde
    i pescatori usciti nella notte,
    le loro reti tra le tue creature,
    che tornano al mattino con la pesca
    dei naufraghi salvati.

    Mare nostro che non sei nei cieli,
    all'alba sei colore del frumento
    al tramonto dell'uva e di vendemmia.
    ti abbiamo seminato di annegati più di 
    qualunque età delle tempeste.

    Mare Nostro che non sei nei cieli,
    tu sei più giusto della terraferma
    pure quando sollevi onde a muraglia
    poi le abbassi a tappeto.
    Custodisci le vite, le visite,
    come foglie sul viale,
    fai da autunno per loro,
    da carezza, abbraccio, bacio in fronte,
    madre, padre prima di partire.

  • 22 aprile 2015 alle ore 21:53
    Elegia

    Da quando ti ho perso, mio tesoro, il cielo è 
    venuto vicino, 
    Ed io lo sono a lui, le stelle piccole taglienti sono abbastanza vicine, 
    la luna bianca va in mezzo a loro come un 
    uccello bianco tra bacche di bosco, 
    E il suono del suo dolce fruscio in cielo 
    come un uccello io sento. 
    Ed io sono pronto a venire da te ora, mia cara, 
    come un piccione che sta fuori dalla 
    cupola della Cattedrale
    a perdersi nella nebbia del cielo, 
    mi piacerebbe venire,
    ed essere perso di vista con te, svanito 
    come schiuma.
    Perché sono stanco, mia cara, e se potessi 
    staccare i miei piedi, 
    i miei piedi tenaci dalla crosta della terra,
    cadere come un soffio nel respiro del vento.
    Dove ti sei persa, cosa resta, amore mio, cosa resta!

  • 22 aprile 2015 alle ore 21:53
    La fine

    Se avessi potuto tenerti nel mio cuore,
    se solo avessi potuto in me avvolgerti,
    quanto sarei stato felice!
    Ma ora la carta della memoria davanti
    una volta ancora mi srotola il corso
    del nostro viaggio sin qui, qui dove ci separiamo.

    E dire che tu non sei mai, mai stata
    una qualche tua realtà, amor mio,
    e mai alcuna delle tue varie facce ho visto!
    Eppure esse mi vengono e vanno avanti,
    e io forte piango in quei momenti.

    Oh, mio amore, come stanotte fremo per te,
    pur senza più speranza alcuna
    di alleviar la sofferenza o ricompensarti
    per tutta una vita di desiderio e disperazione.
    Riconosco che una parte di me è morta stanotte! 

  • 22 aprile 2015 alle ore 21:53
    Se lei potesse venire qui da me

    Se lei potesse venire qui da me 
    ora che la violenza della falce 
    ha disegnato sentieri nel sole 
    e le rondini già fendono l'aria 
    al tramonto! Se venisse da me!
    Se lei potesse venire ora da me 
    prima che le campanule sfioriscano falciate, 
    mentre le vecce si infiammano, prima 
    che cercando freschezza i pipistrelli 
    cadano nella notte; oh se venisse!
    Staccati i cavalli, il crepitio della macchina 
    tace. Se lei venisse raccoglieremmo il fieno 
    sulla collina e tranquilli giacere 
    davvero potremmo fin quando il cielo verde 
    non avesse più brividi nel lucore fremente.
    Vorrei lasciarmi andare sopra il fieno 
    con la mia testa sulle sue ginocchia, 
    disteso, abbandonato, mentre lei 
    quietamente respira su di me 
    e silenziose crescono le stelle.
    Vorrei giacere, immobile 
    come se fossi morto, ma sentendo 
    che la sua mano furtiva accarezza 
    la mia testa, il mio viso, 
    fino a quando si sciolga il mio dolore.

  • 22 aprile 2015 alle ore 21:51
    Sole d'autunno

    D'autunno il sole fa spuntar i crochi
    e li riempie sino a traboccare
    di vino mortale, tesoro
    che giù scorre per i calici, sprecato.

    Tutte, tutte uguali le pallide coppe di Persefone
    son sulla mensa, stracolme;
    versata è la porzione degli dei;
    ora, voi tutti bevetene, o mortali!

    Questo è il momento, pienissimo è il calice
    di cielo scintillante;
    prenderà ora ogni mortale
    la bevanda in un unico lungo, forte sorso.

    Fuor della coppa della regina infernale, il pallido vino celeste!
    Bevete allora, invisibili eroi, bevete!
    Mai le labbra si ritirino dai calici
    mentre volte ai cieli son le gole.

    Assumete così, entro il vino, il grande giuramento
    degli dei sul cielo, la terra e il gorgo infernale,
    di romper questo nauseabondo sogno morboso
    ove assieme ci dimeniamo per il desiderio.

    Giurate, sul pallido vino versato dalle coppe
    della regina d'inferno, di svegliarvi e liberarvi
    da quest'incubo in cui ci agitiamo,
    di fuggire da questo passato immondo.

  • 22 aprile 2015 alle ore 21:50
    Tempesta d'amore

    Molte rose nel vento 
    picchiettano sui vetri.
    Un falco è in cielo; iniziano
    lentamente a vibrare le sue ali.

    Le rose son strappate dai colpi
    del vento, e uno spruzzo
    di rosso scende nell'aria fluttuante.

    Sospeso ancora è il falco, e il cielo tutto
    alle sue spalle scorre: solo un battito d'ala
    svela la volontà che lo sostiene.

    Tra l'erba si curvano le margherite,
    il falco s'è lasciato cadere, il vento consuma
    tutte le rose, e senza fine
    uno stormir di foglie filtra il lacerante
    grido d'un uccello.

    Col vento va una rosa rossa. Il falco
    la sua via battuta dai venti risale e senza fatica
    verso il profondo cielo si dirige. Inviando le margherite
    strani bianchi segnali, sembra vogliano
    mostrare da qual posto
    sia stato lanciato il grido.

    Ma, cuore mio, oh come stanno pigolando gli uccelli!
    Un argenteo vento in fretta il viso
    asciuga alla più giovane tra le rose.

    E, cuore mio, oh smetti ogni preoccupazione! .
    Il falco più non c'è, sui vetri una rosa
    picchietta come gli sbuffi del vento dell'ovest.

    Batte, batte, altro non è che i colpi d'una rosa rossa,
    e la paura è un fremere d'ali.
    Che c'è, allora, se sbatte una rusa scarlatta
    precipitando per la grigio-luccicante rovina delle cose?
     

  • 22 aprile 2015 alle ore 21:49
    La madre vergine

    Mio piccolo amore, mia cara,
    una soglia eri per me,
    e uscir mi facevi dai confini
    in questa terra straniera dove
    come cardi s'affolla la gente,
    seppur piacevole a vedersi e decorosa.

    Mio piccolo amore, mia carissima,
    per due volte mi hai generato:
    una dal ventre tuo, dolce madre,
    l'altra dall'anima, libero
    per rendermi d'ogni cuore, mia diletta,
    libero d'entrare in tutti i cuori.

    E così, mio amore, madre mia,
    sempre ti sarò fedele.
    Due volte son nato, mia carissima:
    in te, alla vita e alla morte
    ed è questo l'aldilà della vita
    dove son io fedele.

    Ti bacio nell'addio, mia cara,
    ora son diverse le nostre vie;
    tu un seme sei nella notte,
    un uomo io, che deve arare
    la difficile terre del futuro
    per far germogliare il seme.

    Ti bacio nell'addio, mia cara,
    qui è finita tra noi. .
    Oh, foss'io calmo come tu sei,
    dolce e quieta nella tua bara!
    Dio, Dio! non dovessi lasciarti
    sola, mia diletta.

    È stata detta l'ultima parola ormai?
    Pronunciato è l'addio?
    Dammi la forza di lasciarti
    ora che sei morta.
    Debbo andare, ma senza speranza resta
    l'anima mia al tuo letto accanto.

  • 22 aprile 2015 alle ore 20:03
    LINEA 6 arrivo previsto in 6 minuti

    Vecchie
    feroci
    che sarebbero brutte
    anche da uomini

    Vecchi
    con l' alcool negli occhi
    e sui berretti unti

    Cani
    più belli dei padroni

    mentre ascolto Morricone
    sabbia e campane
    sognando un caffé.

    Tutti segretamente devastati
    dalle feste dalla vita
    e dall' attesa di un tram.

    L' autobus stamattina
    non è un mezzo di trasporto
    è un atto di coraggio.

     

  • 22 aprile 2015 alle ore 20:01
    Soundtrack of me

    Non mi accontento
    di farti da sfondo
    voglio essere
    la tua
    colonna sonora
    l' attrazione principale
    nel tour della tua vita
    rubare la tua scena
    e calare il sipario
    delle tue lenzuola
    sull' applauso finale. 
     

  • 22 aprile 2015 alle ore 19:57
    Come viene viene

    In fondo che puoi fare
    se non arrenderti al sole?
    Non ti importa dei sorrisi
    di un' altra sconosciuta
    non ti importa quanto durerà
    la prossima canzone
    conta e parti
    verrà come verrà
    come vuole venire.
    "Ma va' a puttane!"
    ci si urlava da bambini
    qualcuno c'è andato davvero
    e quell' urlo ti rintocca in testa.

    Certo che capisco amico,
    col sole
    proprio non si può
    spegni il resto
    e lascia acceso
    il sole
    lascia che venga
    come vuole venire.

     

  • 22 aprile 2015 alle ore 19:56
    Pigro su un molo svogliato

    Il sole
    ti balla addosso
    dai riflessi bagnati
    di piccole onde pigrotte
    troppo svogliate
    per incresparsi di più.

    Sole
    pallido sole
    della mattina dopo,
    beato stupore
    quando neppure il male
    fa poi tanto male
    e il tiepido ti carezza
    quel tanto che serve
    per sentirti vivo
    quel tanto che basta.

    E per una volta non chiedi di più. 
     

  • 22 aprile 2015 alle ore 19:51
    Ultima volta

    Dovremmo averla
    l' ultima volta.
     
    Dovremmo averla
    tutti
    la chance
    l' ultimo giro, amico,
    l' ultima giostra
    l' ultimo sorso insieme,
    il diritto
    di chiamarne un altro
    uno ancora
    per i vecchi tempi
    prima che chiuda bottega.

    Stavolta il conto l' hai pagato tu
    e lasceremo un sorso per te.
     

  • 22 aprile 2015 alle ore 12:29
    Alla luce del sole

    Giochi di farfalle
    tra sottili steli d'erba
     
    Ragnatele di arabeschi
    dimoranti sui muri
     
    Raggi d'oro
    filtranti tra i rami,
    abili sarti di sagome di luce
     
    Nidi di uccelli trepidanti,
    vacillanti fra tremolanti giunchi
    lambiti da sussurri di vento
     
    Gli occhi,
    trabordanti di immagini,
    avidi seguitano
    l'esplorazione intorno,
    incastonando ogni perla
    nella cornice sempreverde
    dei ricordi
     
    Il giorno, intanto,
    con instancabile fatica,
    porta alla luce
    impensati tesori
     
    Come un archeologo,
    indefesso scava,
    e di preziosi ricopre
    chi attenzione presta
     

  • 21 aprile 2015 alle ore 20:57
    Il mio viaggio contro il tempo

    Giorni e notti a ritrovarmi
    senza memoria nè ricordi 
    e passeggiare per immaginarie
    strade sconosciute
    spinto da forze autodistuttive
    E attraverso incroci pericolosi
    nei quali affronto prove importanti della vita
    alla ricerca disperata delle mie Verità
    in una guerra seducente
    che sembra non finire mai
    Rivivo più volte la mia adolescenza
    per riscoprire avventure
    coraggiose e imprevedibili
    di quella vita sconnessa
    brutalmente sconvolta
    da ingenue emozioni
    ad alimentare vortici di tensioni
    con la voglia di ambientarmi
    in "bizzarre" esperienze 
    sconvolgere il mio mondo così diverso
    e intrecciarlo con qualche sadico destino 
    E ancora una volta
    cerco nella mia natura
    magiche possibilità
    a recuperare il tempo perduto
    e trasformare quei suoni della mente
    in nostalgie del cuore 
    a sperimentare nuove giovinezze
    e nuovi rimpianti
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 21 aprile 2015 alle ore 17:48
    Horror

    Gli occhi gridano,
    le pietre ridono,
    il buio si affetta
    e mi tiene stretta.

  • 21 aprile 2015 alle ore 9:11
    Da Molto Lontano

     
    Sotto l’albero dei ricordi
    Tra le radici dell’anima
    Ascolto i versi del petto
     
    Forestiero di questi luoghi
    Nell’anima della mia terra
    Ricerco l’aria di casa mia.
     
    Solamente oggi ho capito
    Che i sogni riemergono
    Quando la nebbia sfuma
     
    E camminando con calma
    Dalla pianura profumata
    Verso il silenzio del bosco
     
    Per ritrovare i miei luoghi
    Sulle orme del trascorso
    Sotto lo scenario del cielo.

  • 20 aprile 2015 alle ore 22:40
    Gipsy soul/Anima gipsy

    On a boundless field of wild flowers,
    hair ruffled by the wind, 
    skin gilded by the sun,
    there she stands still.

    Misty eyes lost into the horizon
    longing for the next place to go.

    Restless and fearless 
    her free soul paws the ground,
    because hers is the whole wide world 
    while nowhere is where she belongs.

    Traduzione

    Su un campo di fiori selvaggi
    i capelli scompigliati dal vento,
    la pelle indorata dal sole,
    lei è lì immobile.

    Occhi occhi velati e persi nell'orizzonte
    bramando la prossima meta.

    Irrequieta e impavida,
    la sua anima libera scalpita,
    perchè suo è tutto il mondo,
    e a nessun dove lei appartiene.

  • 20 aprile 2015 alle ore 20:46
    La sfacciata capacità di percepire il futuro

    Antichi saperi
    a evocare disinvolture

    con l'anima tenuemente indulgente

    ma resistente alle intemperie
    originate dal dilagare costante
    degli accumulatori seriali della vita

    Ritratti passionali

    a far di Te una divergente
    a schiarire gli orrori della mente

    Tratti dominanti

    nella ricerca di Te stessa
    tra le rapide di adrenalina
    che scorrono tumultuose nelle vene

    E riuscire ancora una volta a ritrovarTi
    attivandone le consequenze morali

    nella disponibilità di offrire
    senza soggezioni nè infedeltà

    i gratuiti sentimenti
    nati dallo sposalizio del cuore con la mente
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 20 aprile 2015 alle ore 16:15
    Salerno

    Aperte vie
    incantevole lungomare
    lunghe passeggiate
    estasi d’ore.
     

  • 20 aprile 2015 alle ore 13:47
    L'amaro verde

    Se il rosso colora la passione
    brilla dal chiarore il bianco
    opposto al nero buio mortale.

    La gelosia abita il giallo
    viola s'addice al crudo dolore
    mentre la gioia sta nell'azzurro.

    Ogni colore richiama all'istante
    buono o cattivo un sentimento
    però speranza prende del verde
    e se delusa non cambia veste.

  • 20 aprile 2015 alle ore 12:50
    Blue Cobalto

    Inquiete sere d'amianto fanno seguito a mattine di tremori Blue Cobalto....l'Odore della Tua Pelle di Neve rinvera ogni magica quiete....poi respirarti austera....m'implora di vederti diniega...uncino indaco sprofonda nel mio dondolo che ti adombra.....

  • 20 aprile 2015 alle ore 11:20
    Cuore Randagio

     
    Giorni di vento e di sogni
    Scivolano via ad uno ad uno
     
    Giorni che soffiano a raffica
    I timidi pensieri dell’animo
     
    Un cuore solitario e vagabondo
    Che cerca e non teme padrone
     
    Cuore avido di molte tenerezze
    Danza nei dì in attesa di luce
     
    Per appagare la famelica voglia
    Di amore che spasima nelle notti.

  • 20 aprile 2015 alle ore 9:36
    Casa sul mare

    ll viaggio finisce qui:
    nelle cure meschine che dividono
    l’anima che non sa più dare un grido.
    Ora i minuti sono eguali e fissi
    come i giri di ruota della pompa.
    Un giro: un salir d’acqua che rimbomba.
    Un altro, altr’acqua, a tratti un cigolio.

    Il viaggio finisce a questa spiaggia
    che tentano gli assidui e lenti flussi.
    Nulla disvela se non pigri fumi
    la marina che tramano di conche
    i soffi leni: ed è raro che appaia
    nella bonaccia muta
    tra l’isole dell’aria migrabonde
    la Corsica dorsuta o la Capraia.

    Tu chiedi se così tutto vanisce
    in questa poca nebbia di memorie;
    se nell’ora che torpe o nel sospiro
    del frangente si compie ogni destino.
    Vorrei dirti che no, che ti s’appressa
    l’ora che passerai di là dal tempo;
    forse solo chi vuole s’infinita,
    e questo tu potrai, chissà, non io.
    Penso che per i più non sia salvezza,
    ma taluno sovverta ogni disegno,
    passi il varco, qual volle si ritrovi.
    Vorrei prima di cedere segnarti
    codesta via di fuga
    labile come nei sommossi campi
    del mare spuma o ruga.
    Ti dono anche l’avara mia speranza.
    A’ nuovi giorni, stanco, non so crescerla:
    l’offro in pegno al tuo fato, che ti scampi.

    Il cammino finisce a queste prode
    che rode la marea col moto alterno.
    Il tuo cuore vicino che non m’ode
    salpa già forse per l’eterno.

  • 20 aprile 2015 alle ore 1:39

    Sembra la notte
    e il suo respiro lento
    lenire ogni arsura
    ma non è così
    Di notte
    nel silenzio
    maggiore è l'assenza
    pesante è la sua mancanza
    La solitudine
    se pur carezza
    compassionevole
    raccoglie lacrima.