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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 16 febbraio 2015 alle ore 11:43
    L'isis attaccherà...l'Italia

    Non ho paura della futura guerra: la guerra non piace ne' da pace.
    Resisto e oppongo resistenza un attacco diretto e spietato spiegato a tutti.
    Preghiamo insieme l'avemaria e il padre nostro verso gli opposti.
    Al governo prospera serenità di santa pace dai fedeli agli infedeli a tutti i gesuiti e cristiani.
    Non piegate la testa ma voltate le spalle questa rivolta avrà una lunga svolta...di volta in volta.

  • 15 febbraio 2015 alle ore 20:56
    Le imposizioni del destino

    Notti insonni
    esasperate dalle illusioni

    nella continua ricerca
    di chi o cosa

    possa calmare il cuore imbestialito

    Silenzi da ascoltare in silenzio
     
    a esulare dai desideri
    e dalle bontà dell'anima

    E spogliarsi dei dubbi
    preparandosi a rivalutarsi
     
    per piacere o per esigenza

    e continuare a vivere alla giornata
    senza guardare al futuro

    E obbligarsi a esprimere
    idee invecchiate e obsolete 

    nell'imposizione del destino

    di non potersi confrontare
    col mondo che cambia repentino

    e fomentare la speranza

    di poter fare ancora qualche giro 
    sulla giostra dei sogni

    e possibilmente amare
    nella libertà di essere me stesso
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 15 febbraio 2015 alle ore 16:14

    Un uomo non è un uomo se non ha un cuore, una donna non è una donna se non conosce valori. Un uomo non è uomo se non sa vivere nella sincerità, una donna non è donna se non conosce dolcezza. Un uomo è colui che ti abbraccia, una donna colei che cerca l'abbraccio in un momento di tristezza. Un uomo è colui che si ferma a pensare, una donna è colei che gli si siede accanto anche restando in silenzio. Un uomo sostiene, una donna appoggia. Un uomo e una donna si ascoltano, si completano e si rispettano... Sempre. 

  • 15 febbraio 2015 alle ore 14:19

    Facile è la vita per chi usa vivere "Girando" fatti e parole a suo piacimento. Facile camminare in avanti e restare in piedi per chi non si è mai assunto colpe e responsabilità perchè è abituato a scaricarle sugli altri. Facile essere stimati, quando ci avvolgiamo in  una finta anima, un finto volto e abbelliamo il nostro essere con finti valori e concetti che non abbiamo mai praticato. Io "Schifo" in modo smisurato queste persone, preferisco essere chiamata stronza ma essere me stessa. Essere quella che si ama quando soffre, quando piange, quando ride e quando s'incazza. Non mi interessa il "Vociferare" di persone che della mia vita non fanno parte. Credo sia essenziale mantenersi la stima delle persone anche dopo che ci hanno vissuto, anche dopo che hanno percorso un tratto di strada con noi. Questo è ciò che secondo me veramente conta!

  • 15 febbraio 2015 alle ore 14:01
    Auguri Valentina

    Ricorderò sempre il tuo viso come un sogno in paradiso.
    La tua eleganza non ha uguaglianza.
    T'avrei voluta bene e cercata sempre nel tuo amore ho scoperto il cuore.
    Noi figli di un paese il presepe con il bue e l'asinello sempre quello.
    A pensarti sempre un fiore per amore sempre t'assenti nel presente.
    Figlia mia predisposta all'amore per Valentino auguri...amore.
     

  • 15 febbraio 2015 alle ore 12:06
    Arlecchino in cerca di sorrisi

    Cercare nell'aria il vento

    la displasia di un aquilone muto

    in cerca d'un volo

    come nuvola bulimica

    che divora cielo.

    Sono lacrime

    sul trono dell'attesa

    in balia di emozioni spasmodiche

    e preghiere

    in frangiflutti di delusioni

    l'eutanasia dell'anima

    l'unica risposta.

    Appendere

    il destino alle ipotesi

    e conficcare chiodi

    su mura instabili

    per crocifiggere il desiderio

    e disinnescarne gli ardori.

    Sono coriandoli

    i miei passi sterili

    strade senza passaporti

    e chimere

    su deserti di sogni

    nel grottesco Pierrot

    d'un arlecchino in cerca di sorrisi.

  • 14 febbraio 2015 alle ore 20:57
    Tutto è cambiato in me,fuorchè i sentimenti

    Avvolto nelle spire delle costrizioni

    vertigini coinvolgenti a suggerire passioni
    a esaltare la fantasia

    m'avviluppano a momenti
    di trascinanti emozioni

    sospinte dai vortici
    dei sentimenti più puri

    Placare le rabbie
     
    in fronte alle angosce e alle paure

    dolorosi promemoria a ricordarmi

    che gli appuntamenti della vita
    prima o poi presenteranno il conto

    e continuare a sognare

    per riscoprirmi ancora estroverso
    e pronto a percorsi frenetici

    che siano lo specchio
    della mia coscienza

    e far da colonne portanti
    a misurate modestie

    nel disperato bisogno
    d'amore e d'amare

    e coglierne la più intima natura
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 14 febbraio 2015 alle ore 20:39

    Si può pensare di morire e di non aver raggiunto quel "Qualcosa" che tanto hai sognato e desiderato. Si può morire senza sapere di morire e si può morire senza morire veramente. Si può morire in un secondo, in un maledetto attimo... Quando la vita ti lascia vedere ciò che mai avresti creduto di dover vedere. Ecco che i tuoi occhi ora vedono chiaro, la tua mente collega finalmente i suoi punti sospesi e rimuove quei tanto fastidiosi punti interrogativi. Si può morire per troppa vigliaccheria e per poca forza. Si può morire perché lo si vuole o perché a deciderlo è stato qualcun altro. Si può morire mille, un milione di volte, ma fino a quando non lo sarai a 360° avrai sempre una possibilità: Ed è quella di rialzarti e ricominciare. Ogni dolore che nella vita ci viene inflitto è uno scalino in più sulla scala della "Forza" solo ed esclusivamente se superato. Ogni lacrima che nella vita versi è un momento in più per capire il valore di te stesso e il poco valore di chi le ha causate. Ogni momento in cui pensi che non ce la farai, sappi che se provi per una sola volta a dire: "Posso farcela"! Potresti uscirne vincitore!

  • 14 febbraio 2015 alle ore 17:50
    La vigna

    Non ci sarà vendemmia,
    padre mio.
    I vitigni generosi
    scelti con cura
    interrati da te
    in ginocchio, con le mani
    ora, ammalati nello spazio breve
    di un’estate infame,
    stanno per morire…
    La tua vigna muore!
    Io non ho cuore
    né occhi per guardarla
    posso solo sperare
    che a te sia dato di vederla
    come ce l’hai lasciata
    bella com’era
    la nostra vigna… amata.
     

  • 14 febbraio 2015 alle ore 16:34
    Nostalgia

    Rimpiangi il passato
    scrutandoti intorno
    Lo senti con un cuore
    che piange e malinconico
    si veste proteggendosi
    dalle sue languide serate
    spogliate da cima a fondo
    che allungano gli sguardi
    e immaginano un cielo
    variopinto per ritornare
    a sperare ancora, quando
    le parole, non ci sono più

  • 14 febbraio 2015 alle ore 14:52
    Ti porto con me (testo per canzone)

    E' bastato un tuo sguardo

    per rapire il mio cuore
    tra i tuoi occhi mi perdo
    e mi sento morire.

    Come mare in tempesta
    offro il cielo alla luna
    la tua bocca mi desta
    quando m'offre fortuna.

    Ti porto con me
    tra sospiri e boulevard
    tra un bacio e un “je t'aime”
    il tuo profumo e un foulard

    Ti porto con me
    per non perderti ancora
    due gocce di te
    il domani è qui e ora.

    Dammi un po' del tuo tempo
    il tuo sorriso, il tuo pianto
    col tuo amore ci campo
    mia passione e tormento.

    Nella notte mia sola
    tra le fredde lenzuola
    cerco il sesso tuo caldo
    il tuo piacere profondo

    Ti porto con me
    tra silenzi e paure
    tu contessa, io re
    senza confini o barriere

    Ti porto con me
    mio dolcissimo amore
    perché tu sei di me
    la mia parte migliore.

    Ma tu credi al destino
    in un Dio o nella sorte?
    Dai su stammi vicino
    e poi stringimi forte

    Ti porto con me
    tra sospiri e boulevard
    tra un bacio e un “je t'aime”
    il tuo profumo e un foulard

    Ti porto con me
    stretta stretta al mio cuore
    perché senza te
    io mi sento morire.

     

  • 14 febbraio 2015 alle ore 13:36
    A PERDERSI

    ho stretto stupidi cuscini
    là nella villa
    dove i ciottoli
    sono costretti
    agl'impedimenti.
    è l'incomprensibile
    indecifrabile
    impressione
    dell'intenso.
    addentro la maligna
    stridula
    civettuola
    fanciullesca
    ostica
    sragione.
    subconscio da irrompere
    da percepire
    come giocosa
    rappresentazione.
    ma imprevedibile
    è il tempo.
    che non accenna.
    a perdersi.
     

  • 14 febbraio 2015 alle ore 13:33
    INTERMINABILI

    se gli uomini
    avessero
    mezz'ora di vita
    confesserebbero inermi
    milioni di colombe
    mai bastate.
    condotte nella chimica
    emblematica carezza
    dentro lo scrigno
    dove si tuffano
    protette dai tramonti
    scontrati riflessi
    interminabili.

  • 14 febbraio 2015 alle ore 13:30
    DEGL'ESITANTI

    stormiscono oche
    cacciate dal vento
    sovrano.
    in rabbocchi
    ricompensati
    d'adombrati disappunti
    che s'inchinano
    affaticati
    e soffocano l'inchiostro
    accompagnato
    dalla folla.
    dietro la staccionata
    che separa
    salici selvatici
    e stormi di crisantemi
    spediti dall'aldilà.
    salgo nel frastuono
    incurante
    delle ciglia tristi.
    e scordo
    nel padiglione
    degli opposti
    la fluttuante trincea
    degl'esitantii.

  • 14 febbraio 2015 alle ore 13:25
    AH AH AH AH

    la consuetudine rattrista
    il cupo riprendere
    un immacolato
    comperato tradimento.
    aiutatemi
    tra i biscotti
    che ho sempre creduto
    promesse
    sparse
    fra i minuti.
    tra pareti in bilico
    nella bruciante 'ndrangheta
    di quelli che spartiscono
    nelle devote incompiute
    fiabe
    sull'orlo
    di chissà quali meduse.
    e qui il sipario chiude.
    osservo la catena
    che non scende
    servo di un gabbiano
    senza mare.
    bevo ginseng
    ombra cinese.
    se cercano me.
    sono quello là.
    quello che scrive
    le poesie.
    ah ah ah ah

  • 14 febbraio 2015 alle ore 13:20
    SBAGLIATE

    stanno massacrando
    un'idea sbagliata.
    eliminando
    il suo finale.
    nell'invisibile
    predisposto ingresso
    posato sul rimpasto
    del cervello.
    stanno affossando
    i dieci comandamenti
    nell'aria stanca
    di burberi affidamenti.
    in una molteplice
    lussuria anticlericale
    recuperata
    dalle passioni
    inedite.
    castrate
    sull'anziana erba
    aspettata e intimorita
    sbarrata con la solitudine
    della vita.
    ma scomparsa
    è l'alchimia
    dentro quei sogni usati
    nelle insonni
    congelate facce
    di ahimè rubate
    idee.
    sbagliate.

  • 13 febbraio 2015 alle ore 22:51
    La Canzone D'Amore Di Ernèst

    L’amore è ben altra storia!
    Cantava Ernèst seduto sui gradini della chiesa,
    bello e impavido come il sole,
    con la chitarra ed il suo ingenuo ardore.
    L’amore concede occhi nuovi,
    occhi belli come i tuoi;
    l’amore dona e toglie.
    L’amore, l’amore.
     
    Lacrime di seta
    su pioggia infinita,
    e suonano le dita,
    come erbe in collina.
     
    Cantava Ernèst,
    guardando una donna laggiù;
    semplice e pulita,
    la sua donna l’ha svestita.
    L’amore, l’amore.
     
    Gridava alto suonando,
    l’amore è ben altra cosa!
    l’amore è amore
    come abito di rose in fioritura lieta.
     
    Si accinge Ernèst a depredar la sua sposa,
    ma canta, canta ancora,
    lei non è la sua aurora.
     
    Così Ernèst andò per la sera,
    sul molo vi scorse una luce fioca.
    Cantava, cantava Ernèst
    lungo il viale del molo in piena.
     
    Troverà la sua musa?
    di dolce amore soffrirà per la vita?
     
    L’amore è ben altra storia!
    Cantava Ernèst seduto sui gradini della chiesa,
    bello ed impavido come il sole,
    con la chitarra ed il suo ingenuo ardore.
    L’amore concede occhi nuovi,
    occhi belli come i tuoi;
    L’amore dona e toglie.
    L’amore, l’amore.

  • 13 febbraio 2015 alle ore 21:00
    povere e fragili parole

    è già mattino là fuori 
    poggio un piede a terra 
    cercando un po' di calore
    cammino nel buio 
    cerco di non fare rumore 
    apro la porta 
    e comincio a viaggiare
    lontano 
    lontano verso non so dove

    il sole è ancora basso sulla linea dell'orizzonte,
    e non vuole uscire
    sento sulle mie spalle cadere un peso enorme
    sono i mille incroci del possibile che mi lacerano il cuore
    e che scorrono in corpo come sangue nelle vene

    camminerò questo nuovo giorno
     come un solitario cane randagio nelle periferie
    e mille volte inciamperò 
    cercando un tratto di strada senza buche e senza interruzioni

     ma non è dato ai vagabondi come noi presso queste scoscese vie
     di camminare in tranquillità e pace e così sia
    no,

    qui si procede a vista e si spera nel sole 
    che illumini questi versi, questi canti di dolore
    perchè a volte il poco che resta è solo questo
     eppure 
    la fede è grande, la speranza, ultima a vivere ed a morire, ci sostiene ancora e nonostante tutto
    e queste povere e fragili parole 
    a volte sembra che abbiamo il potere di curare
    di curare

    e così si fa sera ancora 
    ed io torno a casa da te 
    poggio un piede a terra
     cercando un po' di calore
    cammino nel buio 
    cerco di non fare rumore 
    chiudo la porta
     e comincio ancora viaggiare
    lontano  
    lontano nel tuo cuore

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/02/povere-e-fragili-parole.html

  • 13 febbraio 2015 alle ore 20:58
    Respirarti ancora

    In questa alba invernale
    che mi tiene prigioniero

    dell'insensibilità taciturna del cielo 

    a sentirmi quasi come un sole spento

    mi rigiro tra le lenzuola disseminate
    delle punte aguzze dei supplizi

    vessato a pensare a percorsi
    illuminati dalla luce grigia dell'indifferenza

    trabocchetti che si aprono sul nulla
    a nutrire le mie inquietudini

    E nella lungimiranza di capire
    che la discordia è la conferma dell'amore

    riempio quei tormenti con la passione

    smanioso di rifugiarmi nel desiderio
    di respirarti ancora

    e in esso 

    esaltare l'immenso bisogno d'amarti
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 13 febbraio 2015 alle ore 17:19
    La Notte Di Oggi

    All'uscita del mattino
    Alzando gli occhi al cielo
    Ho notato uno strano rosseggiare
    Su questo luogo dell'antico dolore.
     
    L'insolito vestito variopinto
    Incuriosisce la gente del paese
    E nei loro occhi profondi
    Si legge paura del tormento
     
    Uno smarrimento totale!
     
    Scende poi la sera
    E a poco a poco nell'attesa
    Si rattristano i pensieri
    Su questo inquieto paese
     
    A chi mai potrò raccontare
    Queste emozioni nella notte
    Pervase dal vento di scirocco
    Uggiosa e fuori dal normale?
     
    Nel buio piove neve marrone
    Per suggestionare ogni mente
    Opprime visi e cuori palpitanti
    Bruciando  speranze d'esistenza

     
    In questa notte di oggi
    Con il passare delle ore
    Il timore si è fatto paura reale
    Nel pensare ai giorni futuri.

  • 13 febbraio 2015 alle ore 15:11
    Cuore innamorato, per tutti coloro che amano

    Bello è questo sentimento,
    forse puro,
    lo conservo come un fiore
    tra le pagine di un diario,
    lo accarezzo come fosse
    seta o raggi di sole,
    lo respiro nella sua essenza riposta.
     
    Egli mi offrirà
    porpore e trine
    per abbellire
    il cuore.
     
     Dal libro  “Fiori di campo” 1993, rieditato 2011
     
     

  • 13 febbraio 2015 alle ore 11:17

    Un uomo è quello che ti rassicura senza offendere.

    E' quello che dimostra senza troppe parole importanti.

    E' quella figura di sicurezza . Non solo sicurezza fisica, ma quella sicurezza che lascia la sensazione di aver dato l'anima e il cuore in mano a chi saprà averne giusta premura.

    E' quella persona che anche se è di sesso maschile si commuove, si emoziona e a volte piange... Perché le emozioni non hanno sesso!!!

    E' la roccia che non deve necessariamente essere sempre forte, può anche sgretolarsi in apparenza ed è per questo che a volte ha bisogno di avere vicino una di quelle figure chiamate: "Donna".

    Non sa essere borioso ne altezzoso, l'uomo... Il vero uomo non mostra superiorità, non ne ha bisogno perché il VERO uomo lo è!

    Sa restare senza farsi sentire e senza far pesare la sua presenza e sa andarsene con classe senza sprecare parole.

    Non è perfetto, ma pieno di difetti esattamente come la donna, sa riconoscere i suoi limiti e ammettere i suoi sbagli. Il vero uomo è umile non superbo!

    Tutti coloro che credono di essere migliori e perfetti... Quelli che di "Uomo duro" hanno solo la convinzione non sono uomini, ma scarti di una categoria che non troverà mai una collocazione vicino ad una vera Donna. Il vero uomo ama...  Lui semplicemente ama la sua donna per quello che è... E nella sua semplicità mostra sentimenti veri e autentici che hanno più valore di tante belle parole mai dimostrate. Quei sentimenti che dedica solo ad una donna, quei sentimenti che le completano l'anima... Perché donne lo si è principalmente nell'anima. Il vero uomo si confronta, ascolta e aiuta... E se trova la giusta angolazione con una creatura femminile ...E' COMPLETO!!!

     

  • 12 febbraio 2015 alle ore 23:47
    rifugiato

    tu schernisci io tremo
    tu provochi io temo
    tu parli, io in silenzio affondo, annego
    in questo mare nostro della disperazione e morte
    tu cerchi inesistenti differenze 
    tu coltivi la discriminazione nel campo dell’esistenza
    io saldo le crepe
    tu mastichi procedure, sistemi metodi
    regolamenti e decreti che segnano con il fuoco
    con il marchio clandestino!
    io accarezzo il cuore
    io cerco un segno di pace
    dopo giorni e notti sotto cieli neri
    alla deriva senza speranza in questi dimenticati mari
    dopo incubi di morte e di bombardamenti  
    e tu carichi ancora la tua arma
    e tu usi e getti uomini donne e bambini alla deriva
    uomini donne e bambini dalle periferie del mondo
    io sogno di vivere per un momento
    io sogno di poter riposare libero
    io sogno rispetto 
    per me per te e per i nostri figli,
    e un solo sospiro
    libero
    adesso
    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/05/rifugiato.html

  • 12 febbraio 2015 alle ore 22:32
    Alte fiamme divampano

    Come un gabbiano ferito

    che vola smarrito nel cielo
    colmo di nuvole nere

    volteggio a raccontare
    la mia perdita e il mio abbandono

    nella ricerca ansiosa di arcobaleni di sogni

    che possano trasformare in lacrime di gioia
    i miei eterni pianti

    E mi vengono incontro

    insoliti fantasmi
    a lottare contro il vento

    che vanno ancora una volta
    verso i loro tramonti

    E il cuore brucia...
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 12 febbraio 2015 alle ore 21:16
    Ho anch'io il diritto ad aver paura

    Con la paura a rimbombare
    nel vuoto dei pensieri

    consumati dai ricordi
    e traboccanti dei desideri irrealizzati

    me ne vado ramingo
    con i passi appesantiti dai patimenti

    tra prati di crisantemi in fiore

    con l'angoscia a prendermi l'anima

    e sigillare i tormenti

    E dentro di essi muore il mio giorno
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati