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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 09 giugno alle ore 20:51
    Al riparo del tempo

    Alla fedeltà alle passioni
    che vanno in prestito d'orgoglio

    nelle parole del poeta

    noi semplici di cuore
    ci riconosciamo

    A piedi scalzi me ne vo
    pel cammino della vita

    a goder dell'incostanza

    indifferente ai miei timori

    Poesia leggera questa sera

    per riprendermi in cuore
    tutto cio' che ho tralasciato

    Consapevole delle mie gioie
    e anche dei miei voti

    accendo l'audacia

    a far che niente mi nuoccia
    in quest'andare
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 09 giugno alle ore 20:50
    Giorni che non so

    Giorni che non so

    Giorni veloci

    conseguenti tra loro

    uno dietro l'altro

    a ancheggiare
    nel mio tempo

    a divenire rapaci

    come cicloni tempestosi
    e ondeggiare tra fluttuanti ore

    in pensieri spasimanti
    e speranze miseramente fallite

    E restano solo giorni

    dipinti con i colori della terra

    esaltati dalla malinconia

    nel desiderio represso
    di chiudersi dentro i ricordi

    in quest'unico rifugio sicuro
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 09 giugno alle ore 20:49
    G7 , G8 oppure Gdel mondo

    Terrorismi di storie

    raccontate nella mescolanza
    di pensieri abbandonati a se stessi

    chiusi al culto della mente
    con i " si dice " o i " si crede "

    E non si capisce ancora
    quale sara' il colore della volonta'

    pronta a seminare
    nuovi campi di pace

    dove far germogliare
    giovani ulivi e nuove piante d'alloro

    La' mi chiedo chi e come
    se ne raccoglieranno i frutti
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    tutti i diritti riservati
     

  • 09 giugno alle ore 20:48
    Imbarazzi di un cuore isterico

    Mattinate di vento
    smuovon la mente

    rivelando scontrosi pensieri
    color verde militare

    a render vive

    orgogliose ondate di calore
    che li avvolgono

    e ne assopiscono le sconfitte

    con baci e abbracci di consolazione

    Stormi di gabbiani

    corrono felici nel cielo
    a raccontare la vita

    mentre Io rimango immobile

    con lo sguardo al passato
    e confuso di futuro

    in forza a punti di svolta

    immaginati sognati voluti

    e realizzati in incubi
    dalle guance infuocate
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 09 giugno alle ore 20:46
    Un giorno forse qualcuno si pentira'

    Segnali di discontinuita'
    abbracciano esordi di vita

    crudeli intenti educativi
    che portano in se' eredita' di vendetta

    Pensieri dimenticati nel tempo
    rimasti pionieri volontari di malvagita'

    risultano oggi fosforescenti al futuro

    nel vento freddo
    che sembra non aver paura del suo soffio

    anime che si aggirano ancora nell'aria

    ritorni che hanno tanto da raccontare
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • Pianta umile e trascurata
    clorofillo i miei giorni
    nel dar d'importanza
    a umilta' e trascuratezze
    di cui intravedo le ombre nefaste
    che oscurano le Verita'
    E lego il mio vivere
    a impressioni d'essenze
    che m'aiutano a proteggermi
    dalla siccita' e dagli alluvioni
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 09 giugno alle ore 20:44
    Fiore di maggio

    Assisto inerme
    alla lenta agonia dei giorni

    nell'averti negli occhi

    mio bel fiore di maggio

    Nel tuo colore e nel mio pianto
    si specchian l'anime del mondo

    giallo con sfumature di rosa

    a non voler dir nostalgia
    e neanche malinconia

    ma soltanto gelosia d'amor scemato

    Deluso

    trascino parole logorate a brandelli
    nelle labbra rugose

    che ormai da tempo
    ornan la mia bocca bavosa

    Mi nasconda ancora
    il silenzio e il suo dire

    e' l'ora che s'abbraccia alla notte
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 09 giugno alle ore 20:42
    La fedelta' degli occhi

    Al mattino passeggio
    con il mio Noel nella sacca
    nel rimprovero agli occhi
    di non aver in se'
    il giusto equilibrio
    tra dolcezza e ferocia
    E aspetto ancora che decidano
    da quale parte stare
    pur nella tranquillita' espressa
    sulle loro intenzioni
    di non farmi soffrire
    sensi di colpa
    per troppa dolcezza
    o per troppa ferocia
    e garantirmi la fedelta'
    al cuore e alla mente
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 08 giugno alle ore 22:49
    Giugno (due haiku in acrostico)

    gazanie in macchie-
    iride color vento
    un frinir d’ali
     
    ginko in fulgore-
    non si abbiglia di petali
    ornello antico

  • 08 giugno alle ore 11:35
    Il nostro tempo

    Prende forma
    tra parole di conforto
    e sguardi attenti,
    progetti futuri
    e ricordi passati…

    Si porge
    come un fiore
    al vicino di cuore

    Ma al profumo
    subentra il brillio
    del diamante…

    è il nostro tempo
    per gli altri.

  • 08 giugno alle ore 11:34
    Treni

    Treni di ricordi

    percorrono paesaggi lunari

    tra aridi sassi

    e terreni spenti.

     

    Fermate annunciate

    riportano a un eterno,

    stagnante presente.

  • 08 giugno alle ore 11:33
    L’aiuto

    Il capo chino

    di un bocciolo di rosa

    chiede di trovare udienza

    ma trova sordi intorno

     

    Acqua e sole

    potrebbero bastare

    a rigenerare un essere

    piegato dal tempo

    con quel

    che porta dietro.

     

    Così, Attenzione e Ascolto

    squarciano il velo

    di un incallito rigore

    per riportare in vita

    l’arido terreno

    che debolmente sostiene

    il capo chino.

  • 07 giugno alle ore 19:07
    Germinare

    Solo perché germini il germinare
    da pietre in fumo ingrasso un gelsomino
    di quell’odore in ciocche 
    di quelle stringhe in luce da disperdere 
    ogni mia ombra dappertutto
    e forma esterna e paratie dei fuochi.
     

     

  • 06 giugno alle ore 22:39
    Le voci della coscienza

    Voi

    rimanete pure rinchiusi ...
    nella vostra scatola del tempo

    a mangiare dolcetti macabri

    le ossa dei morti

    appartenuti ai bambini
    che giocavano a moscacieca

    E inventatevi pure

    giorni di festa e di riposo
    dai vostri mestieri duri

    mentre risuonano nel mondo
    rumori di ferri che stridono

    voci della coscienza
    che un giorno forse

    vi porteranno a scavare
    dentro la vostra anima

    e trovare cosi' la pace
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 06 giugno alle ore 22:36
    Nella mia disperazione...resisto

    Vedo dalle finestre
    della mia intuizione

    una sorta di universalita'

    ante aperte con vista
    sulla semplicita' dei miei dettagli

    Quasi un tutto compreso
    che scandisce i palpiti del mio vivere

    e ne percorre d'amore e d'accordo
    i momenti particolari

    E rifugio la mente in questo belvedere

    nel mio fantasticare

    che cerca allegorismi senza pregiudizi
    ne' tessere di mosaici

    a godere del mio scrivere

    anche con le ante richiuse
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 06 giugno alle ore 22:31
    Rottami della mente

    Sono segreti che tengo per me

    le mie paure

    irrevocabili sentenze dell'anima

    impoverita dalla pesantezza
    degli anni e dei malanni

    E mi sento
    come un uomo che piange la sua sorte

    nella tacita essenza del suo vivere

    e dentro cui ha perduto ogni privilegio
    di divertire e divertirsi

    detriti abbandonati e raccattati

    mercificando i suoi giorni nell'incoscienza

    e barattandoli con esigui e inutili versi
    a lenire i tormenti

    a dir al mondo cio' che non e'
    e che non vuole essere

    e magari trovar cosi'
    nuovi motivi per sorridere
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 06 giugno alle ore 22:30
    Luci nelle notti

    Solista
    nella coralità del vivere quotidiano

    abito nell'oscurità delle notti

    rifugio e salvezza dalle mie condanne

    a percepire l'armonia d'insieme

    che nella nostra unione
    ci riempie e ci completa

    Scorre il tempo
    e con lui i miei battiti

    a dissolvere immagini di vacue speranze

    visioni di cose perdute
    sostituite da nuove emozioni

    morbide nuvole

    giaciglio soave
    su cui riporre i miei stanchi gangli

    Raccolto in me stesso
    m'immergo in quel buio

    a svolazzare tra la realtà e i sogni

    un fremito

    un sospiro

    una carezza

    un bacio

    e finalmente libero

    la vereconda luce dello Spirito

    ...s'illumina.
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 06 giugno alle ore 22:28
    La consapevolezza dei tormenti

    Qui giace il mio passato
    e i miei ricordi

    quegli inutili miei ricordi

    struggenti e impavidi

    a riempirmi di Nulla
    e incupire i giorni

    Sorpasso in velocita' la mente

    chiudendo i miei versi
    nei recinti delle Verita'

    in un intricato racconto
    del mio essere stato

    teso e contorto

    a donare quel Nulla
    e la sua miseria fatale

    nella tranquillita'
    dei miei tormenti

    e della loro consapevolezza
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 06 giugno alle ore 22:25
    Fervide fantasie

    Vivo disteso sui miei miraggi
    che altro non sono

    se non impulsi di fantasie

    che scaldano i miei freddi pensieri
    al calore dell'anima

    So gia' da me

    che il mondo non gira
    attorno ai miei scritti

    e tutti mi dicon

    che essi non mi faranno
    diventare per niente i capelli bianchi

    ma mi consolo
    guardando al colore delle mie emozioni

    e prego il Cielo

    che almeno esse
    rimangano accese per la vita

    E sghignazzo allegro
    alla durezza dei miei toni
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 06 giugno alle ore 19:22
    SE DIVERRAI LUCE INFINITA

    SE DIVERRAI LUCE INFINITA
     
     
    Se questo silenzio avesse
    parole, non ci sarebbe inciso
    ai muri della metropoli
    il dubbio del nostro amore,
    al risveglio non troverei
    pavimenti vacillanti,
    i passi andrebbero leggeri
    come di giugno il vento.
    In te amore
    si dissolverebbe la cupezza
    se insieme muovessimo il mare
    se scalassimo la montagna
    del sorriso, se non mi negassi
    i caldi abbracci
    che percorrevano le nostre vene
    in fuoco d’artificio.
    Se diverrai luce infinita
    abbaglierai tutta l’anima mia
    impetuose le nostre finestre
    si spalancheranno
    al cristallino riverbero
    del mattino.
    *
     (Grazia Finocchiaro)
     
     

  • 06 giugno alle ore 19:19
    NELLA VALIGIA LA MIA ISOLA

    NELLA VALIGIA LA MIA ISOLA
    (Souvenir d’amore)
     
     Colmai valigia d'acqua
    di mare, fragrante di zagare
    e limoni, mi trepidò l'animo
    come bambina
    quando sciolsi l'intreccio
    dalle mani di madre,
    la pelle saturai di solleone
    i passi amalgamai di salsedine,
    perché non fosse solo nudo ricordo.
     
    Ingoiai bocconi di vento
    - ossigeno di ristoro -
    alle mie spalle si poggiò il sole
    fedele guida perenne per tutti
    i miei giorni, raccolsi
    una manciata di respiri mattutini
    - lievito per il mio vivere -
    nelle tasche sole e grano
    per irraggiare il mio cammino.
     
    D'acqua mi rinfrescai la gola
    alla sorgente che sgorga ancora
    come nelle notti
    che mi custodiva il sonno
    nella casa atavica lì vicino.
     
    Uno sguardo dall'oblò
    della memoria, dello zampillare
    scintille d'argento
    sono limpide parole
     
     (Grazia Finocchiaro)
     
     
     

  • 06 giugno alle ore 7:37
    in Viaggio

    Sii sempre la meta del tuo viaggio
    e del viaggio
    assaporane l'essenza
    le assenze lungo il sentiero.
    Governa i passi ma
    lascia sempre correre
    libero lo sguardo.
    Alimenta i giorni del cammino
    con il grano della curiosità
    e dissetati con le piogge della solitudine.
    Sentirai parlare di te 
    dal vento del mattino,
    ti guiderà la saggezza del crepuscolo.
    Sii sempre la ragione del tuo viaggio
    e nessuna strada mai
    sarà stata inutile.

  • 05 giugno alle ore 15:39
    Matite

    Matite
    che parlano di libe­rtà

    Lasciano il segno

  • 05 giugno alle ore 15:03
    Lei

    Porta sempre con sé
    come l’ombra sul pavimento
    segni d’adolescenza,
    il gusto di mandorle crude
    di un primo bacio che sembrò nel vuoto,
    postumi di cosa non sognò
    e un principio di lacrima nel caffè
    evaporata a gioia

    Non è possibile e lo è:
    quella finestra poggiata al nulla 
    non si può chiudere
    siccome muri intorno non ne ha
    né cardini né scuri 
    e sbatte ugualmente 
    vento o non vento

    tante volte pensa ad una soglia
    tra il finito e l’ancóra,
    e che il coagulo anima- corpo 
    aria nell’aria
    sia lì per sciogliersi
    finalmente

  • 05 giugno alle ore 13:47
    Atlas

    Sulle spalle
    Il peso del cielo
    Mentre di notte
    Splende esercito di luci
    Dissipando Morfeo
    L'ira del primo
    Tra tutti gli dei
    Mi avvicina al gene
    Di Crono Saturnino
    Scolpisco i muscoli
    Per visione universale
    di dolore
    Ripiegandomi sul fusto
    Sono albero d'equilibrio
    Alla donna di vetro
    Dirigo la freccia
    E ogni spina
    Al suo fianco
    Sia allora 
    messaggio d'ascesa
    Che il corpo trafitto
    da aghi sottili
    Sia piuma
    e poi danza
    Al timone
    Del vascello
    della tua vita
    Sia solido
    Compimento del fato
    Ai tuoi piedi il grano
    Di madre terra
    Sul tuo capo Il soffio di Dio