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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 02 agosto 2015 alle ore 15:21
    ANIME DOMINANTI

    IRIS VIGNOLA

    ANIME DOMINANTI

    Anime disperate,
    d'altre anime, assetate,
    dall'infida vita, tradite,
    che fa dono, in un palmo di mano,
    di gioia irrisoria,
    intanto che, nell'altro,
    elargisce dolore,
    in quantità, vilmente, superiore.
    Anime confuse,
    da delusioni, accomunate
    e finanche da letali dispiaceri,
    che divengono spiriti amanti,
    ancora anelanti
    d'inebrianti e radicati desideri,
    nati nelle menti ed approdanti ai corpi,
    in cui si perdono, consumando i sensi
    nel peccaminoso, ardente fuoco,
    affinché, della perduta vita, riappropriarsi.
    Anime dominanti,
    plasmate, alla stregua di demoni e Angeli,
    d'inferno e Paradiso,
    prendenti e concedenti,
    nell'arcaico gioco dell'amore,
    come calamite, da passione, attirate,
    seppur, viceversa,
    interiormente, contrastanti,
    tuttavia, a scindersi,
    perpetuamente impossibilitate.
     

  • 02 agosto 2015 alle ore 15:20
    LE STAGIONI DISUBBIDIENTI

    IRIS VIGNOLA

    LE STAGIONI DISUBBIDIENTI

    Dal maestoso castello sulle nubi,
    lesta, s'avvia alla Terra
    ed estranea al proprio potere,
    al leggiadro arrivo,
    la rende ancor più bella.
    Al suo passar, Madre Natura,
    dal sonno si risveglia,
    inverdendo prati brulli,
    disseminando delicati boccioli,
    che testé s'apron, effondendo olezzi
    e andando ad acquietar
    e tinteggiar, di blu,
    il cielo e i mari sparsi.
    E, di ritorno,
    con, tra i capelli, un fiore,
    raccontar deve,
    Primavera bella,
    all'amata sorella,
    che, in segreto, al padre suo,
    l'esile piede posa,
    sullo sconosciuto pianeta,
    che muta, dov'ella si riposa.
    Succosi frutti, raggi brucianti,
    dell'astro, in ciel, radioso,
    di campi, distese di spighe dorate,
    delle quali, una, afferrare
    e, tra folta chioma, inserire,
    innanzi risalire e tutto raccontare,
    gioiosa Estate, al, di lei, fratello,
    Autunno, che, mesto e incredulo,
    discende,
    rendendo tutto triste e cupo,
    ingiallendo foglie
    e fomentando il vento,
    ma, altresì,
    assaggiando castagne e mosto,
    avanti tornare al proprio posto.
    "Fratelli menzogneri"...
    Proclama il diafano Inverno.
    "Ognun di voi narra storia a sé,
    per cui,
    questa volta, toccar deve, a me".
    Silenzio, intorno, al suo calare al suolo.
    Bigio il cielo ed il sole scompare.
    Candido e gelido manto copre la Terra,
    mentre egli, sull'ali del vento,
    l'esplora, senza esitare,
    ambendo verde prato fiorito,
    di grano, distesa,
    grappolo d'uva matura
    e, ancor, dolce mosto saporito.
    Turbato, al castello, occor far ritorno
    acciocché, i fratelli, smentire
    e, sul pianeta, insieme, tornare,
    per la verità, appurare.
    Apocalittica impresa
    che, il mondo, sconvolge,
    in un solo momento
    d'incauto ignorare.
    "Ogni tre mesi, figli sciagurati,
    ad alternarvi, siete comandati,
    finanche io, Re Tempo,
    padre vostro,
    lo imporrò
    poiché la Natura, vostra madre,
    proteggere dovrò.

    Estrapolata dall'omonima fiaba pubblicata nel mio libro "Nel Fantastico mondo delle fiabe". Iris Vignola

  • 02 agosto 2015 alle ore 15:18
    Magico libro

    IRIS VIGNOLA

    MAGICO LIBRO

    Come Alice,
    voglio entrare
    nel fantastico mondo
    che, qui davanti, mi appare...
    Magico libro...
    Un varco ha aperto,
    di fulgida luce,
    che mi richiama
    ed io sto salendo...
    Tremula fiamma,
    entro la mano...
    Pare il mio cuore,
    che...sto provando...
    ma non riesco a calmare...
    Nondimeno...non mi posso arrestare...
    Come la bionda Aurora,
    mi par d'essere,
    da occulto incanto, attratta...
    Per cui, al Signore, chiedo
    che sia, Malefica strega, distratta...
    Bianco coniglio, troverò lassù?
    O dispettosi folletti?
    Ahimè...spero non sian diavoletti...
    Di scorgere, mi par, grande castello...
    Forse, da Principessa, abitato...
    Prigioniera...fra tristi mura,
    anelante un intervento fatato
    o, solamente, un Principe del cuore,
    che, dall'incantesimo, la liberi
    e le dichiari vero amore...
    Il mio cuore trema...
    ...e le mie gambe, in ugual modo...
    Purtuttavia...non cedo...
    e di arretrare...non intendo...
    affinché capire,
    cosa il libro racchiuda, devo...
    ed anche tutti gli altri,
    chiusi, al momento,
    sotto i miei piccoli piedi,
    che, come scala, stanno calcando...
    Di conoscenza e sapere...
    Di cui, acciocché la mente accrescere,
    mi sto ognor nutrendo.
     

  • 02 agosto 2015 alle ore 15:17
    SIRENA

    IRIS VIGNOLA

    SIRENA

    Dolce sirena del mare...
    Quanto dovrai aspettare?
    Biondi e lunghi capelli,
    fra l'esili dita,
    scivolano, fluenti...
    Tra cerulea acqua marina,
    infrangi l'onda,
    che, tenue luce,
    d'alba nascente,
    manifesta cristallina...
    al pari del tuo viso,
    ancora da bambina...
    Poi t'immergi,
    con armoniosa movenza,
    nel profondo
    della tua casa immensa...
    E piroetti...
    E ti rituffi...
    E risali la spirale,
    come graziosa danzatrice,
    danzante nel suo mare...
    E torni a galla...
    Il caldo sole...scalda...
    Allorché, a lui, ti doni...
    l'azzurra coda s'alza...
    Di nuovo, scruti l'orizzonte,
    ma non veliero, tra l'onde,
    apparir, al tuo sguardo,
    sovviene,
    mentre, al pensiero,
    memore del sogno tuo,
    anelato,
    nitida immagine risorge,
    del tuo adorato
    Principe innamorato...
    Ma sconforto non temi,
    giacché, tu, lo sai,
    che sei l'unico amore
    e, lui, per te,
    donerebbe il suo cuore...
    Quindi, vestire devi,
    di serena attesa,
    l'anima tua, smaniosa...
    mentre di te,
    soave canto,
    d'amore narrante,
    il vento diffonde,
    vibrante...
    affinché il sogno tuo,
    sospirato,
    la mera realtà rapisca,
    per farlo divenir realizzato...
    in men che non si dica.

  • 02 agosto 2015 alle ore 15:15
    GUARDA

    IRIS VIGNOLA

    GUARDA...

    Guarda quanto è grande la luna!
    Cosa dici, sorellina...
    non ti sembra più vicina?
    Vedi come è sorridente?
    E' davvero carina...
    Guarda quante stelle che ci sono, lassù,
    in spazi infiniti!
    Sembrano piccole luci...
    forse fan chiarore al piccolo Gesù...
    Guarda quel lago, sembra fatto di luce,
    anziché d'acqua dolce!
    A te non pare?
    Son curioso e lassù vorrei andare...
    Guarda che scia luminosa
    sta per arrivare!
    Forse è polvere d'argento,
    calata dalla luna,
    per render preziosa la Terra...
    e un po' per ciascuna!
    Oppure polvere di stelle,
    sfolgorante di luce,
    con cui Dio l'ha ricoperte,
    per farle apparir più belle...
    ed il vento...
    sai che è dispettoso,
    col suo soffio la disperde,
    affinché la notte
    abbia un manto luccicante
    ed un po' meno ombroso...
     

  • 02 agosto 2015 alle ore 15:14
    DOLCE ORCO

    IRIS VIGNOLA

    DOLCE ORCO

    Un verde orco, guardandomi in viso,
    m'aveva sussurrato:
    "Ti amo, mio paradiso".
    Così ascoltando, osservavo i suoi occhi,
    di splendido azzurro, tinti,
    che, d'immenso amore, apparivano colmi,
    sprigionando altresì tenerezza infinita,
    la quale giungeva al mio sguardo
    che, lesto, la conduceva al mio cuore,
    al quale narrava il mio nome,
    in un melodico cantico d'amore:
    "Iris, mia fata...da sempre, ti ho amata".
    Calde e sublimi parole...
    Avevano posto radici profonde,
    dentro l'anima sgomenta,
    che tutto s'aspettava,
    nondimeno di venire attratta
    da un dolce orco,
    divenuto, all'improvviso, agli occhi miei,
    soggiogati dal suo intenso amore,
    Shrek, il soave Principe del cuore,
    che mi rendeva unica e divina,
    intanto che mi giurava eterno amore.
     

  • 02 agosto 2015 alle ore 15:13
    MAGICA SFERA

    IRIS VIGNOLA

    MAGICA SFERA

    Magica sfera,
    di luce, splendente,
    in cui ho racchiuso,
    ermeticamente,
    estraendolo dal cuore,
    tutto il mio amore.
    Corri veloce e vola leggera,
    in terra lontana,
    laddove vive e si dispera,
    per la mia obbligata assenza,
    l'unico signore mio adorato,
    avente, tra le sue dita,
    completa, la mia vita,
    ch'io stessa gli ho donato,
    affinché, a lui, appartenga
    e a nessun altro,
    né in ciel, né sulla Terra.
    Quando, da lui, tu giungerai
    e, tra le gentili mani, ti calerai,
    apriti all'istante,
    liberando il dolce sentimento,
    che, tutto, lo avvolgerà,
    d'incantesimo, preso,
    in modo da riempirne il cuore,
    che spasima, dolente,
    per me, solamente.
    E non tornare indietro
    senza portarmi, in cambio,
    il suo prezioso amore,
    di cui colmare devo,
    per continuare a vivere,
    il mio, di cuore.
     

  • 02 agosto 2015 alle ore 15:11
    Strega

    Ti nascondi nel bosco addormentato,
    in mezzo alla natura oscura,
    fra ombre minacciose,
    che non t'incutono paura...
    Tu, figlia della notte,
    che, sotto l'ala sua, tenebrosa, ti ha ghermita;
    con fredda e adunca mano,
    e, come amorevole madre, ti ha carpita
    da luce soffusa
    e da sguardo innocente,
    che scoprire vuole il tuo segreto,
    per poi divenire irriverente...
    e condannarti a morte sicura,
    sul rogo, a bruciare, tra lingue infuocate
    e gridare "alla strega"
    con voci ed urla sguaiate...
    Ma la silente notte, d'accordo con la luna.
    nell'oscuro grembo, ti trasporta,
    oltrepassando il bosco, fino alla radura,
    di cui gli alberi, assopiti,
    al tuo passar, si svegliano e bisbigliano,
    scrutandoti, con occhi intimoriti...
    E lì, sotto i raggi dell'astro lunare,
    pieno e splendente, altresì così distante,
    dal suo influsso ti lasci investire e penetrare
    per cui il tuo corpo inizia a mutare,
    gli arti, in zampe, con acuminati artigli, trasformare
    ed il tuo bel viso, un muso diventare,
    di selvaggio lupo, di cui il potente ululato,
    rivolto all'indifferente luna,
    tonante, tra cielo e terra,
    di straziante dolor, risuona.
     

  • 02 agosto 2015 alle ore 15:10
    EPPURE SENTIRE (UN SENSO DI TE)

    IRIS VIGNOLA

    EPPURE SENTIRE (UN SENSO DI TE)

    Eppure ti sento...
    seppur ognor lontano...
    Ti sento dentro...
    avverto un senso di te, che amo,
    satollante il cuore e saturante la mente,
    che se ne appropria, come carta assorbente.
    Paure ignote s'affacciano di getto,
    estrapolate da un connubio di pensieri,
    confusi e contrastanti tra di loro,
    assillati dall'enigma del futuro.
    Un senso di te
    m'arriva nel silenzio, proponendosi a me,
    che vago, negli atri oscuri dell'indecisione, intanto che ascolto i battiti del cuore,
    come puledri galoppanti,
    immaginando realizzati sogni variegati
    pressochè irrealizzabili, pur così intriganti,
    confidando nel potere dell'amore.
    Tristezza e sofferenza si trovano al mio fianco,
    mere aguzzine che, da sempre, m'accompagnano,
    nemiche abbiette, pur divenute compagne eterne,
    di cui m'affrancherei, in un'esistenza amica,
    del senso di te, totalmente intrisa.

  • 02 agosto 2015 alle ore 15:09
    UN'ALTRA ALBA VERRA'

    IRIS VIGNOLA

    UN'ALTRA ALBA VERRÁ

    Nascondendomi nel sonno,
    m'hai trovata, nel mio sogno,
    m'hai baciata e accarezzata,
    sussurrandomi "Mia amata"
    e donandomi una rosa...
    L'alba uggiosa del risveglio,
    abbracciata dalla nebbia,
    ha portato solo lacrime di pianto
    sotto il cielo, gonfio e grigio,
    riversante fitte gocce d'acqua dolce,
    che han lavato il mio viso addolorato,
    trascinandone via, del sale,
    il gusto acidulo ed amaro.
    Rosa, rossa o rosa che tu sia,
    pegno d'amore,
    spine aguzze han trafitto questo cuore,
    giá invero sanguinante.
    D'improvviso, ecco un raggio farsi strada
    e squarciare nubi oscure, all'orizzonte.
    Il pensiero vola alto,
    fuoriuscendo dal tormento del presente,
    per strappare, dalle labbra, il mio sorriso,
    confidando in un'aurora,
    sì splendente e luminosa,
    dacchè lui giungerá a me,
    conducendo con sè una vera rosa,
    appena colta, impreziosita di gocce
    trasparenti e iridescenti di rugiada,
    forse rossi oppure rosa, i suoi petali odorosi;
    sullo stelo, lungo e sottile,
    l'infida arma delle spine,
    mai più, trafiggerá il mio cuore,
    giacchè avrò vicino il mio agognato amore.

  • 02 agosto 2015 alle ore 15:07
    DONNA, SINONIMO DI VITA

    IRIS VIGNOLA

    DONNA, SINONIMO DI VITA

    Mani grandi, sul tuo corpo,
    esile e fragile, all'apparenza,
    seppur sia tu forgiata dalla forza,
    donato tante volte, con amore
    e per amore, nel calore che sai dare.
    Mani forti, mani maschili,
    talvolta d'uomini sconosciuti,
    ma, troppo spesso, familiari,
    che prendono e posseggono, vilmente,
    il corpo tuo, percosso e martoriato,
    sovente, di vitale linfa, grondante,
    lasciandoti, nel cambio,
    la mera essenza dell'ineffabile violenza.
    Mani sporche di sangue,
    che, di rosso, ha macchiato le tue vesti,
    lacerate, nel medesimo momento,
    In cui straziato s'è il tuo cuore,
    dilaniato dal dolore, per l'infame gesto osceno
    di cui, sebbene insensatamente,
    provi tu un'assurda e inconfessabile vergogna.
    Mani, un tempo, amate ed agognate,
    d'un essere bestiale, che inver tu hai accanto,
    sfogante rabbia innata, ognor traviante,
    scaturita da gelosia morbosa e truce,
    che t'ha condannata a portar la croce.
    Mani, che poi abbandonano la preda,
    saziate dalla voglia di far male,
    seviziante l'indifese membra
    e ferente l'anima, avanti il corpo inerte.
    Mani indegne di chi non ha rispetto alcuno, per nessuno,
    nè tantomeno per te, donna, dea divina,
    plasmata per amare e generare,
    di cui, il nome tuo, appare sempiterno
    ed innegabile sinonimo di vita.

  • 02 agosto 2015 alle ore 11:31
    Mylae

    Taccio
    nel tempio degli occhi
    a te votati.
    Scorro nelle vene
    di un vento antico
    e sento
    e posso
    accudire in un brivido
    le ali del mattino.
    Mi coglie l'immensità
    così, planando
    sull'azzurro frinire.
    La possente rupe
    scruta gli orizzonti
    adagio
    sino a perdersi,
    a dissetare
    queste mie radici.
    Ho l'età del sogno;
    nel sole morente
    ripara il mare,
    profondo singulto
    della sperata ora,
    custode arcigno
    di tanto splendore.
    Mia Mylae
    regina,
    ai petali di un tramonto
    affido il tempo
    del bramato ritorno.
     

  • 01 agosto 2015 alle ore 11:44
    Passi

    Su alcuni passi,
    la vita mi scorre addosso
    sgocciolando dolorosamente nei pantani della noia,
    su altri, mi si assorbe,
    e impregna la carne e la terra,
    e in ogni caso,
    inattesa,
    fiorisce nell'una e nell'altra faccia dell'uomo,
    che nel pantan si specchia.

  • 31 luglio 2015 alle ore 16:29
    A Cecil

    Volevi celebrare la potenza
    ma hai solo incoronato la pochezza

    Mettendo in mostra la real criniera
    e omaggiando la ferocia,
    hai dato prova del più abietto istinto,
    radunare trofei con la fierezza
    di chi per nulla uccide
    se non vanto,
    dimentico del fatto che
    da sudditi viviamo sulla Terra…

    …né carnefici né vittime
    sono sovrani
    e coabitiamo tutti da perfetti pari,
    perciò i nostri diritti sono uguali

    Il ruggito che a Cecil apparteneva
    smuove ora il petto
    del popolo che alla barbarie
    con forza si ribella,
    e col fuoco in bocca
    fa tizzoni
    dell’inumana brama
    che la scempiaggine elegge
    a sua padrona.

     

  • 31 luglio 2015 alle ore 10:46
    Esito Delle Guerre

     
    L’arruffio d’una barca in avaria
    Avvampata sotto l’arsura
    Di un sole tanto audace
    Alla ricerca dell’attracco
    Al molo che argina il mare
    Prodigo di avannotti
    Mentre nell’aria gabbiani
    Sorvolano i moti del mare
    E le sventure dei gommoni
    Affollati di speranze
    Stracolmi di paure
    E incertezze
    Attuali e remote
    A l’orizzonte l’aliscafo
    Anfitrione dei mari
    Alitato dai venti  e dai motori
    Angustia e angoscia i pensieri
    Man mano che si accorcia il tempo
    E solo poi stupisce e allibisce
    Colui che allarga le braccia
    Per alleviare il tormento
    E passare da l’angustia
    Ad una allestita accoglienza
    Che dona loro la speranza
    E l’animo per il futuro.

  • 31 luglio 2015 alle ore 10:13
    Da questo fango

    postazione d'angolo 
    posizione scomoda

    grigio il piano di lavoro
    grigio il panorama del muro

    di tanto in tanto il riflesso di 
    raddrizzar la schiena

    postazione d'angolo 
    posizione scomoda
    ordinativi crescita
    ingranaggi che girano 
    eppure

    eppure 
    non si vede il sole
    eppure 
    non si sente il mare

    e pensare che qui accanto 
    tu sai che esiste una campagna buona che fa bene al cuore
    come ad un tessuto strappato il filo da cucire

    postazione d'angolo 
    posizione scomoda

    grigio il piano di lavoro
    grigio il panorama del muro
    eppure 
    io so che da questo fango 
    può nascere un fiore

    eppure io so che 
    un giorno
    adesso
    ma non ancora
    da questo grigio fango 
    vorrà nascere un fiore

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/07/da-questo-fango.html

  • 31 luglio 2015 alle ore 9:58
    La Guerra

     
     
     
     
    Ricomincia la favola!
     
    Gli angeli
    Cantano
    Suonano
    Ascoltano
    I cuori di pietra
    dai pensieri vuoti.
     
    Viaggia
    Naviga
    Il vento gelido
    Che strappa la luce
    Ai giorni sereni.
     
    Credevo
    Che gli errori della storia
    Dessero agli uomini futuri
    La saggezza e il dono
    Di figlio del Creato.
     

  • 31 luglio 2015 alle ore 9:54

    C'è un sapore nuovo in me questa mattina. Ho aperto gli occhi e mi sentivo diversa. Ho sorriso, ho sorriso perché mi sono sempre presa cura di me da sola e ne vado fiera. Perché non me ne è mai importato niente di essere stra figa, ho preferito curare altro di me. Ho preferito essere pulita nell'anima. Oggi mi guardo allo specchio e dico che non sono una tipa "Semplice" ma nemmeno ingestibile. Non so stare con tutti e non intendo imparare. Purtroppo mi amo e tanto e questo fa di me una di quelle donne che sorridono sempre, che non si arrendono mai e che se ne fottono del superfluo e di ciò che può pensare la gente. Scelgo, scelgo sempre chi è degno di me e continuerò a farlo ogni giorno, ogni minuto della mia vita. Non mi fa paura nulla, ne ciò che lascio dietro, Ne ciò che perdo e nemmeno ciò che mi si piazza di fronte ad impedirmi il cammino! E non avrò mai paura del dolore, perché crescere dentro può far solo bene! Oggi dico a me stessa: BENTORNATA!

  • 30 luglio 2015 alle ore 7:17
    Senza nome N. 6

    sera color acciaio
    eloquente silenzio

    corre sul filo teso 
    la libertà 

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/07/senza-nome-n-6.html

  • 30 luglio 2015 alle ore 7:14
    La mia democrazia

    Svolte d'attenzione a celebrare l'urgenza dell'Essere senza aver paura di contrastare le ideologie dell'anima Forze interiori capaci di scardinare le finestre delle idee rinchiuse a forza stroncando sul nascere derive di sentimenti estremisti che soggiogano l'agire prevaricando la volontà del fare e che si svuota della sua stessa essenza spegnendo i semafori che regolano gli incroci di giustizia e libertà che si incontrano lungo le strade dell'onestà . cesaremoceo diritti riservati Segnala abuso

  • 29 luglio 2015 alle ore 18:14
    Io non ci sto

    Intricato di passioni e tormenti e alieno di colori inseguo chimere mostrando il mio ritratto d'uomo contornato di sfaccettature e visto come stregone ammaliatore a cui dare premi di persecuzioni inquisitorie per le mie spietate analisi critiche nei miei racconti della triste realtà' che avvolge il mondo dominata dal malcoste e dal trasformismo di parte E indago nell'intimità del dolore tenue fragilità pronta a riscoprire nuovi valori semantici e ridisegnarne nuove connessioni tra le lacrime di coccodrillo e le glorie regalate tra false sofferenze e eroismi millantati . cesaremoceo diritti riservati Segnala abuso

  • 29 luglio 2015 alle ore 18:13

    Intricato di passioni e tormenti e alieno di colori inseguo chimere mostrando il mio ritratto d'uomo contornato di sfaccettature e visto come stregone ammaliatore a cui dare premi di persecuzioni inquisitorie per le mie spietate analisi critiche nei miei racconti della triste realtà' che avvolge il mondo dominata dal malcoste e dal trasformismo di parte E indago nell'intimità del dolore tenue fragilità pronta a riscoprire nuovi valori semantici e ridisegnarne nuove connessioni tra le lacrime di coccodrillo e le glorie regalate tra false sofferenze e eroismi millantati . cesaremoceo diritti riservati Segnala abuso

  • 29 luglio 2015 alle ore 10:46
    Care bucoliche figure

    Sì oggi ricordo un tempo antico mio,
    dopo quei precisi tagli al sole l’erba
    attendeva di diventare profumato
    fieno e con sapienti e ben ritmati tocchi
    le donne dai larghi cappellon di paglia
    come formiche alacri a far da gara
    silenziose quel falciato con un bastoncin
     a favorirne l’essiccazion smuovevan
    e sotto l’ampio mantello dei gelsi grandi
    generosi si godevano lì  dell’ombra alta
    la frescura i mietitori le forze a ritemprare,
    grilli e cicale coi loro canti rompevano
    dei luoghi quel silenzio oggi in quei campi
    s’odono soltanto acuti e meccanici rumori
    perse nel tempo le care bucoliche figure
     

     
     

  • 29 luglio 2015 alle ore 10:35
    La Sorte

     
     
    Quest'oggi ha pochi
    Ha tanti ieri sulle spalle
     
    Una voce  con forza
    Rumoreggia nell'aria
    Ostinata e sovrana
    Monitrice e decisa.
     
    Silenziosa mi dice:
     
    “Mi duole il morire!”
    “Di meno il mio vivere”
     
    Al riparo e nell'ombra
    Del vero e del falso
    Negli altri e con lei
    La superbia e l'orgoglio
    Che segnano e disegnano:
    Tracciato, tragitto e traguardo
    Ovvero la rotta gradita
    Per l'arrivo ad un sogno
    Di vita felice!!!
     
    Ma sogno e realtà
    Sono a servizio di chi
    Governa la vita.
    Tacendo e pensando
    Alla restituzione gioiva
    Dopo l'ultimo respiro.
     

     

  • 29 luglio 2015 alle ore 6:48
    adesso e per sempre

    il Faggio ha deciso lasciarsi andare al vento e alle piogge di primavera, 
    lascia scorrere l'acqua sul suo tronco senza opporre resistenza
    si disseta un po' e poi lascia l'acqua alla Terra e al Bosco che sono in attesa

    si è vestito di splendido muschio verde smeraldo, 
    i suoi rami scendono verso Terra come braccia stanche
    le sue foglie sono piccole
    sempre più piccole

    ma i suoi fiori sono più belli che mai
    sono un omaggio alla Terra che l'accoglierà adesso e per sempre
    e che sosterrà nuovi fusti che cresceranno dopo di lui 

    il vero amore è il vestito della passione 
    da portare all'inizio alla fine
    in ogni occasione, e poi
     accada quel che deve accadere

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/07/lultima-semina.html