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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 02 gennaio 2015 alle ore 16:54
    Sarò solo una poesia

    Sarò solo una poesia
    nell'azzurro
    dove solo il vento mi vedrà
    e da là ti parlerò
    ti dirò quanto ho ascoltato
    la mia verità, perchè possa
    tu comprendere
    che bisogna accettare
    anche se male farà
    ma non come la menzogna
    che lentamente sfinisce
    e per sempre morirà

  • 02 gennaio 2015 alle ore 14:54
    Il trapezio

    Silenzio...
    ti sorreggi alla barra
    colle gambe piegate
    gli occhi puntati sui miei
    oscilli, non hai paura
    Manca la rete
    vibrano le corde
    a ritmo crescente
    Sorrido, affinità d' intesa
    è il rischio
    lascio la presa
    mi lancio nel vuoto
    Tendo le mani
    fisso le tue
    allunghi le braccia
    io inarco la schiena
    tu apri le dita ad artiglio
    devi afferrarmi
    Silenzio assordante
    tra poco saremo abbracciati
    ansimanti e in trionfo
    Ma, se manchi la presa,
    oscillerai, oscillerai...
    senza di me!
     

  • 02 gennaio 2015 alle ore 11:54
    Sogno D'Amore

     
    Mamma mia!
    Dio mio!
    Luce vera
    Nella notte muta
    Gocce di pioggia
    Donate dal cielo
    Baciate dal sole
    Svaniscono nell’acqua
    Nel rumore del silenzio
    E negli schizzi del mare
    Che frullano gli scogli
    Sul lido della speranza
    L’uomo sordo e solitario
    Brama sogni veritieri, e
    Ruba le voglie all’amore
    Alla visione di una donna
    Dal corpo nudo e perfetto
    E cercato dagli sguardi
    Nel tempo folle della vita
    Anni su anni della follia
    Che volano e tacciono
    La sua speranza
    Che possa essere veramente
    Un sigillo di un amore padrone
    Grande
    Grande
    Come la sua
    Anima. 

  • 02 gennaio 2015 alle ore 11:49
    Bagliori Senza Tempo

     
    In un giorno
    In un mese
    In un anno
     
    Sempre:
     
    Cerco la luce
    Della notte
     
    Il sole mi spia
    Dalla sua finestra
     
    Penetra in silenzio
    I nostri sentimenti
     
    I pensieri viaggiano
    È bagliori senza tempo. 

  • 02 gennaio 2015 alle ore 8:07
    troppo spesso si sente dire

    troppo spesso si sente dire che bisogna cadere per risalire
    troppo spesso si sente dire che non si deve piangere
     e che si deve sognare in grande

    la verità è che tutti sogni sono nudi e fragili per il momento
    i sogni hanno freddo là fuori persi e soli per le vie del mondo

    la verità è che ai sogni bisogna dare da mangiare e da bere 
    bisogna vestirli i sogni con abiti caldi e carezze sincere
    i sogni non si possono comandare
    e le cadute non servono a niente, fanno soltanto tanto male

    troppo spesso si sente dire che bisogna cadere per risalire
    troppo spesso si sente dire che non si deve piangere
     e che si deve sognare in grande
    che bisogna
    che si deve
    che si 
    e poi che non 
    si deve

    ma uno non si prepara a niente nella vita
    uno si esercita giorno per giorno
    momento dopo momento
    istante dopo istante
    a portare come regalo a se stesso e al mondo, 
    il prossimo respiro
    respiro
    inspiro
    espiro 
    e ancora
    ancora

    troppo spesso si sente dire che bisogna 
    troppo spesso si sente dire che non si deve 
    e poi che si deve
    io per il momento null’altro so fare
    provo a respirare
    ancora
    e sia quello che deve essere presso questi cieli di periferia
    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/01/troppo-spesso-si-sente-dire.html

  • 02 gennaio 2015 alle ore 1:50
    Vele e dimore

    Dimmi che non sono tuoi questi occhi Dimmi che né una né mille altre volte mi perderò in loro. Chiudili quando mi sarai vicino o voltatati altrove. Perché in queste verdi dimore ho paura di perdermi. Perché in queste ambrate vele ho paura di ritrovare un significato uguale al mio. Allora se devi guardarmi fa' che non siano dimora o paga il prezzo ch'io ti guardi.

  • 01 gennaio 2015 alle ore 20:57
    Compatibilità confermate

    Parole prima sommesse
    poi urlate a suggellare l'amore

    con le carezze a rinnovare i segreti

    e fremiti sfrenati
    a scorrere dagli occhi al cuore

    a raccogliere le speranze

    sfuggendo inutili sensi di colpa
    dei nostri cuori storditi 

    desueti a sorrisi mesti
    e sguardi velati di malinconia

    E esaltare la nostra libertà
    traboccante di concessioni

    con i sentimenti a combattere guerre

    frutto della passione delle nostre anime
    ormai senza controllo 

    senza saccheggiare il cuore 

    E continuare a sollazzarci
    nel piacere di non voler uscire
    da quella perversa sudditanza
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 01 gennaio 2015 alle ore 17:31
    L'attesa

    Ogni giorno all'alba
    seduto sull'erba 
    coperta di bianca rugiada
    aspetto di scorgere il tuo viso
    nel mentre all'orizzonte
    sorge il sole
     

  • 31 dicembre 2014 alle ore 20:22

    La tua libertà la toverai così allora,
    ritirandoti un istante dal mondo,
    e tornando in scena con un abito di vera pelle,
    la tua.

  • 31 dicembre 2014 alle ore 10:23
    Sapere senza conoscere

    Oggi ho molto imparato.
    Ricordo tutto o quasi.
    Ora so risolvere tanti problemi.
    Ho capito il nesso tra sapere e soluzione.
    Mi sento forte, pronto.
    Soddisfatto,in strada, corro, volo.
    Imprevisto un sorriso giovane allegro mi colpisce
    si stampa sulle pupille distratte.
    Un corpo leggero provocante
    invita il desiderio a destarsi .
    Un tremore, vibro all'incontro inatteso.
    Non ho studiato questo problema.
    Passo avanti , bocciato.
    Non ho risolto il quesito dei quesiti
    non ho risposto alla domanda :
    chi sono ?

  • cosa vorranno tutti quanti non si sa
    e intanto aspettano il vuoto che c'è

    tu quello che non vuoi lo sai bene
    non vuoi finire giù in quella voragine
    eppure vai giù
    e non sai come risalire
     non sai come tornare su 
    e non riesci a più fermarti
    e non sai più come fare
    ci fosse almeno un vigile del cuore ad avvisare i viaggianti

    "lungo il percorso ci sono esseri umani
    prestare attenzione!"

    cosa vorranno tutti gli altri non si sa
    e intanto aspettano il vuoto che c'è

    e tu per il momento null'altro sai fare
    sai soltanto volare via con la tua poesia
    poesia poesia poesia
    che poi cosa vuoi che sia?
    forse è soltanto l'urgenza della vita che vola via!
    poesia poesia poesia
    cantare il caldo durante l'inverno
    e rimpiangere il freddo che non c'è più sotto cieli di aria condizionata in periferia

    cosa vorranno tutti  quanti non si sa
    e intanto aspettano il vuoto che c'è
    tu quello che non vuoi lo sai bene
    non vuoi finire giù in quella voragine
    eppure vai giù
    ma forse alla fine e in fondo 
    il vero miraggio è voler risalire
    forse l'importante è rimanere in bilico sul bordo di una zolla di terra in mezzo al campo, in mezzo alla via
    e sia quello che deve essere presso questo grigio sentiero di periferia
    e così sia

    Marco Bo
     http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/12/esseri-umani-lungo-il-percorso-prestare.html

  • 30 dicembre 2014 alle ore 22:19
    Sogno di Natale

    Venne la notte
    quella gelida notte
    che si riveste ancora
    di uno splendore trepido
    e di un candore antico
    perchè di nuovo a noi
    è giunto il lieto annuncio
    ed io mi scopro
    qui, uomo moderno
    al freddo 
    rimirare il firmamento
    a chiedermi "di tutto questo
    l'origine è un bambino?"

    Cammino insieme
    ad un uomo di Neanderthal
    - lui forse lo intuisce,
    non sa mica di idealista -
    e fumo un'altra sigaretta
    ripensando ancora
    a questo senso Eterno
    Incommensurabile
    d'Immenso
    che riveste in fasce
    quel bambino lì indifeso
    "Ma il Natale
    la sua vera Essenza
    in fondo mi sai dire
    che cos'è?"
    "È una grande tradizione!"
    Sussulta a me parlando
    con la sua sapienza innata
    l'ennesimo filosofo metropolitano
    "Il panettone, la sangria
    il tombolone, e la famiglia
    tutta riunita fra grande allegria!"
    Interviene un po' distinto
    un tedesco con un gran barbone
    "Bando al sentimento,
    non c'è Natale nè cenone
    quando la festa vera
    è solo per il padrone"
    E mentre l'inviato del tg
    cerca affannato
    il senso del Natale
    tra i banchi degli strilli
    poi crede di trovarlo
    tra regali, shopping
    e chissà cos'altro
    una voce timida
    di un prete di campagna
    là in fondo, trascurato
    "Avrei una cosa qui, da dire
    se me lo permettete:
    il Natale per me
    è la memoria del presente"
    E Giorgio Gaber
    lì nel mezzo
    tra una chitarra e l'altra
    in un coraggioso
    slancio interessato
    irrompe:
    "Siete tutti così,
    voi preti:
    sulla vostra bocca
    tutto sembra così semplice
    ma non mi hai ancora
    parlato di Gesù:
    per me il Natale
    è solo il compleanno
    di un grande uomo vero
    un profeta casomai
    che ci ha saputo ricordare 
    slancio e bellezza
    di questa nostra vita"
    Io assistivo
    stupito del fervore
    che un argomento
    così strano
    - ah, l'uomo moderno!
    Lui, così avanzato! -
    potesse risvegliare
    in cotanta intellighenzia
    "Tu forse fraintendi
    caro Giorgio
    la semplicità innerva
    il mio giudizio
    perchè chi è cristiano come me
    ha la sua pietra d'angolo
    nella misteriosa Storia
    di una Presenza viva:
    e non è mica un'astrazione!
    Lui venne
    e viene ancora, oggi, qui
    ci incontra in mille modi
    Lui conosce mille antri
    Forse non hai camminato mai
    tu sul sentiero dell'amore?"
    "Ora lo so
    tu metti il disco
    prova a dirmi adesso
    cosa c'entra qui
    l'amore?"
    "La verità del Natale
    è una memoria
    di quell'Amore infinito
    che ogni giorno si rinnova"
    "Ma adesso smettila
    con queste baggianate
    forse non lo hai capito
    ancora:
    non parli dal tuo pulpito!"
    "Lo slancio di cui parli
    la "Cosa" vera
    che lega te e Ombretta
    l'accordo della tua chitarra
    l'armonia infinita
    tu la percepisci
    ma non la sai spiegare
    il pubblico tuo Amico
    e tuo Compagno
    le tue grandi domande
    sulla vita
    assieme a questo fascino
    indomabile
    per questa strana cosa
    che noi chiamiamo Uomo
    tutto questo è quell'Amore
    di cui parlavo prima"
    A quel punto Giorgio
    prese e se ne andò
    barcollante
    come stordito
    da questo piccolo uomo
    che gli aveva letto dentro
    come se lo conoscesse
    e amasse
    più di se stesso
    sussurandosi tra sè
    "Non è vero tutto questo...
    Non è vero tutto questo..."

    Un piccolo uomo
    un piccolo bambino
    dorme ora,
    da duemila anni ancora
    in quella grotta umile
    sperduta tra le strade di Betlemme
    e questa sera ancora
    una cometa ci ricorda
    che il cielo si è chinato
    e ha sposato la sua terra:
    forse col Natale 
    c'entrerà qualcosa
    questa piccolezza 
    che ci lascia qui stupiti
    a noverar le stelle 
    ad una ad una

    Ho ricercato tante volte
    - io lo ammetto -
    di far la pace
    con il mio intelletto
    impacchettare il Natale
    ed archiviarlo in un cassetto
    ma la mia ricerca continua, ogni giorno
    vibra, come il resto della vita
    con una semplicità
    estrema, misteriosa
    quella piccolezza entra
    in un Incontro vivido
    e pieno di stupore
    come quel sorriso Eterno
    di quel bambino lucido
    che ancora oggi ci è donato.

  • canzone del bisonte e del fiume 
    e di qualcosa che chiamiamo amore

    il bisonte corre sempre contro vento e nessuno può fermarlo
    il fiume scorre lento verso il mare, calmo lento scorre verso il mare e nessuno lo può fermare

    io corro verso di te
    come un fiume in piena
    corro verso di te
    e ti incontro nel cammino
    no, non è un sogno,
     è la mia vita
     e io sono come un fiume
     che corre a te vicino
    e continuo a chiamarti amore

    canzone del bisonte e del fiume 
    e di qualcosa che chiamiamo amore

    il bisonte corre sempre contro vento e nessuno può fermarlo
    il fiume scorre lento verso il mare, calmo lento scorre verso il mare e nessuno lo può fermare

    camminando io ti vedo
    e ti chiamo qui accanto
    e tu mi porti per mano al mare,
     il mare mio destino
     che mi aspetta
     solitario e lontano
    e continuo a chiamarti amore

    canzone del bisonte e del fiume 
    e di qualcosa che chiamiamo amore

    il bisonte corre sempre contro vento e nessuno può fermarlo
    il fiume scorre lento verso il mare, calmo lento scorre verso il mare e nessuno lo può fermare

    camminando per arrivare e te
    inciampo nel cammino
    ma non è stanchezza né il dubbio 
    è solo il rumore di fondo del mondo che a volte mi confonde 
    mi confonde
    ma io ti cerco ti chiamo e ti ritrovo
    sul cammino
    e continuo a chiamarti amore

    canzone del bisonte e del fiume 
    e di qualcosa che chiamiamo amore

    il bisonte corre sempre contro vento e nessuno può fermarlo
    il fiume scorre lento verso il mare, calmo lento scorre verso il mare e nessuno lo può fermare

    io continuo a chiamarti amore e a cercarti
    e non è invano
    no, non è invano
    sin dal primo giorno 
    sapevo che questo sarebbe stato il mio destino
    camminare verso di te
     in inverno in estate e in ogni stagione

    come un fiume in piena che nel periodo delle piogge 
     corre verso il suo destino
    come un fiume in piena che nel tempo delle piogge 
     corre verso il mare

    come un bisonte che sulla prateria dei suoi sogni 
    non teme fulmini, pioggia o tempesta
    e corre senza posa a testa bassa contro il vento 
     a testa bassa corre senza posa contro il vento
    contro il vento

    canzone del bisonte e del fiume 
    e di qualcosa che chiamiamo amore

    il bisonte corre sempre contro vento e nessuno può fermarlo
    il fiume scorre lento verso il mare, calmo lento scorre verso il mare e nessuno lo può fermare

    e nessuno lo può fermare

    canzone del bisonte e del fiume 
    e di qualcosa che sottovoce chiamiamo amore

    Marco Bo

    Wichita Kansas 2004  http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2013/03/canzone-del-bisonte-e-del-fiume-e-di.html

  • 30 dicembre 2014 alle ore 21:07
    Concessionario d'avventure

    Passionalità vincenti
    nel lusso di non poter scegliere
    quando esser tuono oppure lampo
    Creste feroci d'onde travolgenti
    m'abbracciano a rappresentare
    timori incisi nella vulnerabilità dell'anima
    priva di serenità e livida di violenza
    E arriva la notte
    con i sogni incorniciati d'utopie
    e l'inconscio a nutrirsi di fede
    splendori e misteri
    a banchettare con le emozioni
    con il palato del cuore a non mentire
    e misurare la qualità dei sentimenti
    Risvegliarmi e salpare
    verso nuovi orizzonti
    facendo i conti con ciò che mi rimane
    nel piacere di navigare a vista
    per capire da che parte mi porta il cuore
    e continuare a essere
    concessionario d'avventure
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 30 dicembre 2014 alle ore 18:00
    Margherita

     
    La pioggia battente
    In un mattino ozioso
     
    Pare un chiacchierare
    Piacevole con la terra.
     
    In questo dì uggioso
    L’immagine è di sole
     
    Di una pioggia di luce
    Di una pioggia di luna
     
    Di una dolce passeggiata
    Sul verde prato erboso
     
    Di una donna colorata
    Da petali rosso rubino
     
    Con un bel viso gioioso
    In un giardino in fiore.

  • 30 dicembre 2014 alle ore 17:15

    Siete pronti a salutare questo 2014 e a dare il benvenuto al 2015?
    Io per questo anno non voglio sogni, non voglio speranze e non voglio occhi pieni di malinconia. Per questo anno avrò vicino a me le persone che amo di più, mio figlio, il mio compagno e gli amici più cari che ho nella vita... Ormai da tutta una vita. Questo 00:00 lo festeggerò con il sorriso per quello che ho, senza chiedere di più... Ho chiesto e non è arrivato e quando ho smesso di chiedere, di sperare e di cercare ecco che la vita si è ricordata che esito, il destino mi ha lasciato incrociare le giuste strade e le giuste persone. Sono contenta di come termina e di come inizia... Meglio poco ma vero, che tanto, superficiale e falso. Io non voglio una vita fatta di apparenze costruite, ma di certezze curate e mantenute nel tempo. BUON ANNO AMICI... Ricordatevi: Per una volta sorridete per il poco che avete, quel poco vero e sincero e non lasciatevi prendere dalla malinconia, dalla tristezza per quello che ancora non siete riusciti a raggiungere... Saremo in molti a non avere molto, ma ce la possiamo fare.

  • 30 dicembre 2014 alle ore 12:18
    Parola mai nata

    La voce chiede di esser parola
    la parola respinge il pensiero
    il pensiero richiama la voce.
    Afona,asfittica,muore,abortisce.
    Il tutto non detto si adagia nel nulla interiore
    segreto mai svelato
    nell'io assente dell'essere non essere.

  • 30 dicembre 2014 alle ore 11:32
    Percorsi Avversi

    La nostalgia di un tempo
    Nella gioia di un mattino
     
    Si aggrappa alla speranza
    Per volare  dentro il tempo
     
    Istante futuro del passato
    Che si nutre nella serata
     
    E tra gli spazi degli attimi
    Muti alla fonte del passato.
     
    Sono…!:
     
    Le riflessioni del viandante
    Che volano lievi nella valle
     
    All’agitarsi delle foglie secche
    E nelle carezze gelide dell’aria
     
    Dove si perde il canto di gioia
    Di quei ritagli di giorni oziosi
     
    Con il solito vento malinconico
    Dell’errante illuso vagabondo.

  • 29 dicembre 2014 alle ore 21:14
    Notturno elegante

    Cammino su cocci di vetro,
    avanzo, spento,
    incurante del danno che
    mi procuro.
    Vuoto, freddo,
    come un urlo di un morto,
    che riecheggia dal fondo del pozzo,
    mi sento.
    Triste, malinconico,
    per l’amore che voglio ma non provo,
    per un cuore nero che non batte,
    mi uccido.

  • 29 dicembre 2014 alle ore 21:13
    Seduto al bar

    Piove, indistinte gocce cadono,
    come pensieri andati prima
    di vedere il loro sviluppo,
    deboli e umide, stentoree.
    Piove, ed io resto qui seduto
    solo e calmo con il mio bicchiere
    guardando dal bancone i tavoli,
    scrivendo quello che non so definire.
    Piove, e tu sei li, seduta che
    sorridi alle tue amiche e parli,
    ed il tuo sorriso è fiamma ed
    i miei occhi falena ad essa attratta.
    Piove, ed il coraggio mi manca
    di avvicinarti e chiedere se
    questa notte saresti la mia
    tenera amante in un grande letto.

  • 29 dicembre 2014 alle ore 21:04
    E' sempre la prima volta

    A un passo dal Cielo

    e senza aver ancora capito
    il perche' della vita 

    rimango a passeggiare
    su sentieri non asfaltati 

    a vagare tra la realta'
    e l'immaginazione

    con la mia giovinezza intima

    insostituibile amica

    ricca di passione e d'audacia

    a mietere dolcezze
    e accrescere le complicità

    nel carattere fiammeggiante
    della sensualita' ostentata e intrigante

    E m'affanno a smussare
    le arguzie della mia personalita'

    ribelle e trasgressiva

    nutrita di vive passioni

    traslocando con forza all'anima
    i piaceri della mente
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 29 dicembre 2014 alle ore 20:14
    Motta Visconti

    Casa colonica
    orti coltivati
    fiori recisi
    ricordi d’allegria.

  • 29 dicembre 2014 alle ore 17:52
    Coi versi di un sogno

    Sbaglierò mille volte
    ma canterò all' infinito
    ciò che sento per te
    Non è facile il sentiero
    che dovrò percorrere
    saprò affrontarlo senza paura
    Il desiderio d' amarti
    mi farà da guida
    durante il cammino
    Giungerò a te
    coi versi di un sogno
    divenuto realtà
    Accarezzerò i tuoi occhi
    e nutrirò la mia anima
    della tua stupenda bellezza

  • 29 dicembre 2014 alle ore 9:53
    Una Notte Buia

     
     
    Quella notte
    Non vi era nessuno
     
    Nei vicoli scuri si udiva solo
    L’andare usato dei miei passi
     
    E lo svolazzare di falène brune
    Vagabonde vicino ai lampioni.
     
    I pensieri cavalcavano la mente
    Sotto l’unica finestra illuminata
     
    I miei occhi fissi spasimavano
    La visione in controluce di lei
     
    Ma una voce tombale sussurrò
    Seppellisci storie e desideri
     
    Ora abito in un altro mondo
    Sono un anima nella quiete.

  • 29 dicembre 2014 alle ore 9:51
    Musica Della Notte

    Allo smorzare del chiarore
    In una silenziosità immensa
     
    Cadenzati passi nella notte
    Inclini a fuggire dal giorno
     
    E dalla dubbia rotta di ieri
    Per cercare miglior futuro
     
    E girovagare verso il dopo
    Entro l’alba rossa del sole
     
    Sfogliando pagine d’anima
    Agli angeli celesti invisibili
     
    Viaggiando nei momenti
    Sopra i prati dello spazio
     
    Lontano dalle speranze vuote
    Nell’effervescenza luccicante.