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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 02 dicembre 2014 alle ore 13:05
    Amiamo scivolando

    Amiamo scivolando
    in pensieri accavallati
    che ci sotterrano
    ed afferrandoci
    crescono dubbi
    e momenti dispettosi
    dividendo i buoni
    dai cattivi
    che competono fra loro
    dentro noi
    nella nostra intimità
    nei segreti rovistati
    dai segnali indicati

  • 02 dicembre 2014 alle ore 9:26
    I Passi Del Cuore - Ai Miei Nipotini -

    Le luci del tempo
    Immutabili  e perenni
    Giocano e si alternano
     
    Come raggi di fuoco
    Scandiscono i giorni
    Di una estate rovente
     
    Ripetuti baci a morsi
    Nel tempo che esiste
    Mai troppo bastevole.
     
    Uno alla volta l’amore
    Matura i suoi frutti
    Tra ansie e gioie infinite
     
    Così si affacciano alla vita
    Tre pregevoli  gioielli
    Lidia, Gabriele e Jacopo
     
    Nicolò
    Li abbraccia
    E gioisce
     
    Con i loro genitori
    I relativi nonni
    E i tanti zii e zie
     
    Ancora una volta
    I cuori gioiscono
    La vita trionfa.

  • 01 dicembre 2014 alle ore 21:59
    Isola di Capri

    Famosa piazzetta
    bagno in spiaggia
    marina piccola
    bella passeggiata.
     
     

  • 01 dicembre 2014 alle ore 21:25
    Sogni da orgasmo(a mia moglie)

    E ti ritrovo ancora nei miei sogni

    a immaginare e vivere il tuo amore
    nella felicità raggiunta

    vissuta

    mantenuta tra le angustie della vita

    al tepore dei sentimenti

    a esaltare i fremiti e alleviare i dolori

    E volare ancora insieme nel futuro
    a godere d'ogni istante

    d'ogni sorriso

    d'ogni peccato compiuto
    nella sensualità che rende giustizia ai sogni
    .
    cesaremoceo(c)
    diritti riservati

  • 30 novembre 2014 alle ore 22:16
    A veces el silencio

    A veces el silencio duele,
    a veces solamente es silencio...
    A veces creemos que el dolor
    es parte integral de cada uno
    de nosotros...
    En realidad es solo silencio,
    habría querido que no existiera
    el silencio...
    Pero existe...
    habría querido que fuese
    solo silencio...
    Pero es ausencia, soledad, hastío...
    A veces quisiera escuchar
    el bullicio del silencio...
    A veces quisiera no escuchar
    el silencio...
    Acompaña demasiado
    los recuerdos...
    Los revive, los encuadra,
    en silencio nos ponemos
    la mascara del sueño adentro..
    Y nos acosa el silencio
    en medio al grito profundo
    del cada herida,
    de cada espacio,
    de cada momento
    que nos conduce al silencio..
    Quisiera hacer silencio,
    callarme, no expresar
    jamas lo que siento,
    pero el silencio es grande
    tanto que mis recuerdos fluyen...
    Y la vida,
    lentamente se termina
    germinando espacios,
    profundos dolores afloran
    y te encuentras allí...
    en silencio...
    a masticar tu alma
    y acongojar los sueños...
    En silencio...
    profundo, etéreo...
    pero existente silencio...

  • 30 novembre 2014 alle ore 22:07
    A volte il silenzio

    A volte il silenzio duole,
    a volte è soltanto silenzio...
    A volte pensiamo che il dolore
    sia parte essenziale do ognuno
    di noi...
    In realtà è soltanto silenzio.
    Avrei voluto che non esistese
    il silenzio...
    Pero esiste...
    Avrei voluto che fosse
    soltanto silenzio...
    Pero è assenza, solitudine, noia...
    A volte vorrei ascoltare
    il trambusto del silenzio...
    A volte voorei non ascoltare
    il silenzio...
    Ne fa troppa compagnia
    ai ricordi...
    Gli riavvia, gli inquadra,
    in silenzio ci poniamo
    la maschera dei sogni dentro...
    E ci perseguita il silenzio
    nel mezzo delle grida profonde
    di ogni ferita,
    si ogni spazio,
    di ogni momento
    che si conduce
    al silenzio...
    Io vorrei fare silenzio,
    tacere, non esprimere
    giammai quel che sento,
    ma il silenzio è grande,
    cosi tanto che i miei ricordi
    fluiscono...
    E la vita,
    finisce lentamente
    germogliando spazi,
    profondi dolori che emergono
    e ti trovi li...
    in silenzio...
    a masticarti l'anima
    strizzando i sogni...
    In silenzio...
    profondo, etereo...
    pero esistente silenzio...

  • 30 novembre 2014 alle ore 21:10
    Siamo diventati disgraziati senza spina dorsale

    Pronti a disprezzare 
    pensieri d'altri tempi

    sopportiamo frane di macigni sul collo
     
    barattando il giusto passato
    in cambio di sbagliate modernità

    col piacere di accettare 
    le contraddizioni di ogni giorno

    come esorcismi contro
    le cattiverie del mondo

    E vivere finte profonde crisi interiori
    nella ricerca di se stessi

    mentirsi recitando vittimismi

    senza lasciar fluire
    l'onestà della propria Essenza

    e proclamare ai quattro venti
    ciò di cui si è insicuri

    senza la paura di pentirsi
    .
    cesaremoceo(c)
    diritti riservati

  • 30 novembre 2014 alle ore 15:38
    il peso dell'universo in un fragile istante

    il peso dell’universo
    del tutto compreso in un fragile istante 

    l’insieme universo è un concetto primitivo
    che non può essere definito……

    il peso dell'universo
    il senso dell'infinito

    io considero che 
    alcuni raggiungeranno le stelle 
    altri non muoveranno un passo oltre le sbarre che hanno in testa
    ma questo è il mio momento 
    e io appartengo a questo istante
    mai più paure mai più ripensamenti mai più rimpianti
     questo è il mio momento
     adesso tocca a me!

    spazio
    e io sono solo
    spazio
     provo a modulare il suono della mia voce nello spazio immenso
    mi guardo intorno apro le braccia m’innalzo e penso
    considero
    che in questo fragile istante non possiedo nulla
     niente
    eppure io sento
    sento dentro presente tutto il peso dell’universo
     denso e immenso 
    chiaramente sento dentro
    e scorrere come un brivido sulla pelle, 
    nel corso del fiume di sogni sangue sorrisi e lacrime, gioie e dolori,
     sento distintamente scorrere l’universo 
     sulla pelle sento vibrare 
    il caos e il frastuono del silenzio
    il silenzio nello spazio

    silenzio e spazio

    spazio
    con un sorriso e un canto
     io provo a interpretare il tempo presente
    ed a riconquistare l’infinito
     in questo fragile istante che ho qui accanto a me

    il peso dell'universo
    il senso dell'infinito
    e io considero che 
    alcuni raggiungeranno le stelle 
    altri non muoveranno un passo oltre le sbarre che hanno in testa
    ma questo è il mio momento
    e io appartengo a questo istante
    mai più paure mai più ripensamenti mai più rimpianti
     questo è il mio momento
    adesso tocca a me!

    cammino 
    cammino con calma e riempio lo spazio intorno
    spazio e tempo
    relazione tra me e il mondo 
    equilibrio instabile 
    tra realtà e sogno
    tra ambizione e bisogno
    tra urgenza e sogno
    spazio
    tempo
    silenzio

    nel silenzio,
     nonostante la spavento, lo sgomento, 
    lo stupore e la meraviglia del vivere
    perso come sono nella corrente di questo torrente di attimi liquidi flebili,
     deboli attimi, 
    io so che 
    anche questa volta
    riuscirò a passare indenne da un estremo all'altro
    di questo istante immenso
    e una volta ancora potrò cantare al vento
     io sono salvo e sono vivo!

    io sono salvo, 
    io sono vivo
    lo scorrere del tempo nello spazio immenso dell'universo
    del tutto compreso in questo fragile istante
     fragile adesso e qui

    considero,
    alcuni raggiungeranno le stelle 
    altri non muoveranno un passo oltre le sbarre che hanno in testa
    ma questo è il mio momento
    e io appartengo a questo istante
    mai più paure mai più ripensamenti mai più rimpianti 
    questo è il mio momento
    adesso tocca a me!

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2013/02/il-peso-delluniverso-in-un-fragile.html

  • 30 novembre 2014 alle ore 13:17
    SICILIA

    SICILIA

    Sì un triangulu di peni e d’amuri,

    sì ’na matri di tanti beddi figli

    masculi e fimmini comu gigli,

    ma una ie tinta e ie lu to duluri.

    Di ’na matri cu lu cori d’oru

    nascì na figlia laira e vilinusa,

    sangisuca ca attacca la vintusa

    e nun canusci né frati né soru.

    Ssu cancaru t’avissitu a livari:

    ssa to figlia crudeli e tantu brutta

    tutta la to dignità si vo mangiari;

    ’nchiudila si pua dintra ’na grutta.

    Tu sì ’na signura nobili e fina,

    ma siccomu cumanna ssa patruna,

    ca a lu pedi t’attacca la catina,

    ’nguttuta tu ti chiangi la sfurtuna.

    La mafia di la sugiità ie lu riiettu,

    ie ’na lupa allupata senza cori

    e a mia m’abbruscia lu pettu,

    datu ca campa si lu statu mori.

    Pri la Sicilia ie sulu disprazioni,

    ie lu scunfurtu di tanti siciliani

    ca non vonnu la strema unzioni,

    ma travagliari sireni oj e dumani.

    Sicilia mia bedda comu la luna,

    pri tia scrivu versi notti e jornu

    pri tia iju cantu amuri a serenata;

    sì ’na rigina cu ’n testa la curuna,

    di la to biddizza lu me cori adornu,

    accussì senza feli passu la jurnata.

    Gino Ragusa Di Romano
    Dal mio libro "LACRIME E SORRISI"  - Pellegrini Editore
    Cosenza 2014

  • 30 novembre 2014 alle ore 13:12
    L'ILLUSIONE E' VITA

    L’illusione è vita

    Un albero non produsse frutto,

    ma io lo vidi carico di pomi.

    Vissi di fiabe e pur di gnomi,

    mirando il bello e non il brutto.

    Dello sterco non sentii fetore,

    ma il bene che alla terra dona.

    Vale la sostanza e non l’odore,

    di cui poi l’uomo si corona.

    L’illusione fu per me la guida,

    che mi portò all’ultima mèta

    con un fardello meno faticoso.

    Elogiai l’amore e non la sfida,

    nel ruvido sentii ognor la seta

    ed il sentiero lo vidi luminoso.

    Vissi così, come vive il poeta,

    che dalla mestizia trae la letizia

    o come la gestante, partorita,

    che nel dolore sente la delizia.

    Chi non ha gioia e gioia grida

    nella vita vince la disfida,

    che il Fato ogni dì impone

    all’uomo a singolar tenzone.

    Vissi così la vita e fui grato

    a chi allor mi mise al mondo

    e mi diede un gran precetto:

    “Respingi chi ti fa male al petto,

    pensa che tutto sia giocondo,

    vivi del dì l’aroma con afflato.

    La vita, seppure ardua e breve,

    non è come l’urna così greve”.

    Gino Ragusa Di romano
    La poesia è inserita nel mio libro "LACRIME E SORRISI"
    Pellegrini Editore - Cosenza 2014

  • 30 novembre 2014 alle ore 11:28
    Il fiume

    Roboanti pensieri,
    come lancette,
    segnano impietosi
    lo scorrere
    del tempo,
    tumultuoso fiume
    che tutto trascina
    e poco riconsegna.
    Tormentato da plumbei fragori,
    sei indotto ad abbandonare riva.
    Una mano, intanto,
    con vigore s’allunga
    per offrirti
    di passare a guado.
    Tu l’afferri,
    cupido come recluso
    che elemosini luce.
    Si dura fatica a compiere
    il cammino,
    ma condividere il destino
    è il primo passo
    per uscir dal buio.
     

  • 30 novembre 2014 alle ore 0:06
    Sfida fatale

    Icaro ben lo sapevi
    s'era raccomandato
    di guardare le ali
    il padre tuo Dedalo
    di scansare i raggi
    d'un Sole vicino.

    Giovane non sentivi
    inebriato del volo
    a perdizione correvi
    nella vertigine preso
    per le tenere carni
    colte dal mare profondo.

  • 29 novembre 2014 alle ore 23:36
    Per essere felice

    Il desiderio tuo elude
    inafferrabile e bella
    con rapide ali.

    E allora
    se mai l'avvisti
    sulla coda della felicità
    mettici il sale!

    Così la fermi
    e la prendi con te
    nè potrà più scappare.

  • 29 novembre 2014 alle ore 22:05
    Povertà irredente

    Torrenti d'emozioni
    che esprimono inquietudini

    nel disgusto sopravvissuto

    a inspiegabili ammutinamenti
    della natura intrinseca dell'anima

    nel peregrinare tumultuoso e irriflessivo 
    che fa perdere la cognizione di se stessi 

    Ricchezze d'oppressioni

    atti d'impertinenza
    insolenze e presunzioni

    a percepire a pelle 
    vicinanze disamorate 

    e abbacciarsi in un tutt'uno
    con la propria ombra 

    a gustare tutto lo sconcio che ci circonda
    .
    cesaremoceo(c)
    diritti riservati

  • 29 novembre 2014 alle ore 13:30
    Dove non c'è ragione

    La rassegnazione
    vive negli occhi
    dove la logica
    acceca lo stupore.
    Non vive nei miei
    che di pazzia
    han visto il tuo splendore.

  • 29 novembre 2014 alle ore 8:21

    Non abbiate mai paura di dire ciò che pensate, se nel farlo mantenete educazione e come fonte la "Verità"! Non abbiate mai paura di essere giudicati, se nel dito che punta contro di voi non scorgete niente che vi appartiene! Prendetevi cura di ciò che conta, di ciò che sta vicino a voi e non perdetelo mai di vista per ciò o per coloro che della vostra vita ne fanno solo un "Argomento" o un "Passatempo"! Abbiate la forza di sorridere di fronte a chi non si fa i "Cazzi suoi" perchè se la vostra vita gli piace tanto evidentemente tanto "Male" non siete. Ma soprattutto ricordatevi che l'indifferenza uccide, mentre l'invidia, la rabbia e la cattiveria prima o poi auto distruggono. 

  • 28 novembre 2014 alle ore 21:18
    Il sapere bloccato

    Nella devastazione di me stesso

    e nella serenità di agire
    come un uomo perbene

    scavo nell'archivio delle mie passioni

    angosciato  dalla continua ricerca
    di giusti sentimenti

    a ispirarmi l'immaginazione di un mondo diverso

    E mi fa male trovare il mio sapere
    bloccato in macerie d'emozioni

    con ribellioni silenziose
    che mi rendono povero e ricattabile

    impotente e colpevole
    .
    cesaremoceo(c)
    diritti riservati

  • 28 novembre 2014 alle ore 17:12
    La Pelle E L'Inverno

    Fa freddo
    fuori e dentro,
    te ne accorgi quando i pensieri
    rallentano, come i movimenti sotto
    vestiti che non bastano
    a coprire ogni centimetro di te.

    Una parte rimane sempre allo scoperto
    per quante bugie puoi comprare
    nello shopping prima di Natale
    convulso e pieno di comode scarpe di illusioni
    che ti fanno stare bene sul momento
    pensando di essere al riparo
    protetta sotto pensieri
    sintetici quasi quanto quei tessuti.

    Ma quello che non cogli,
    nell’impeto a resistere, a far passare
    un altro inverno, un inverno come gli altri,
    è che puoi scoprirti nuda dove
    non sai di avere pelle,
    sentirla per la prima volta
    deformare l’immagine di te,
    rompere l’equilibrio
    spostare il baricentro
    e hai paura di cadere
    di non poterti più fidare
    delle tue scarpe,
    del contatto con la terra
    che ora è solo infido ghiaccio.

    E’ sempre stata lì,
    il tuo odore, la tua carne,
    monito di verità
    di caducità, di essenza,
    e con quella puoi sentire
    il vero aspetto di ogni cosa.

    Puoi sentire quanto è pungente
    Il vento freddo,
    i rivoli creati dalle gocce di pioggia,
    il calore che li asciuga,
    il fastidio degli insetti
    che fanno i loro giri inconsapevoli,
    con la tua pelle puoi percepire
    il ritmo delle stagioni,
    e quando un brivido ti invade
    salendo lungo la schiena
    e scrosciando nel cervello
    non è sintomo di debolezza,
    ma presenza.
     

  • 28 novembre 2014 alle ore 16:30
    Luna Della Sera

    Luna Della Sera
     
    La luna si è levata
    Dorata e luminosa
    Per elargire dolcezze.
     
    Dalla finestra osserva
    Tutto il regno sovrano
    E sfrontatezza umana
     
    Desideroso e entusiasta
    Del possibile e impossibile
    È per questa ragione che io
    Non rido sempre al mondo.
     
    Devo proprio dirvi che laggiù
    L’umanità è bramosa di tutto
    Vuole vivere di stravaganze
     
    Vuole sognare e realizzare
    L’immaginabile e l’infattibile
    Desidera vivere di stranezze
     
    Da quando Dio ha creato il mondo
    Quelle creature sono insoddisfatte
    Egoiste, chiedono e pretendono
     
    Non concepiscono l’illogica realtà
    Le creature sono sempre scontente
    Egoisticamente esigono senza dare
     
    Tutto questo me lo fanno intendere
    Le illogiche e irrazionali preghiere
    Dono dell’inferno che hanno dentro
     
    Io luna della sera sapete cosa dico
    Voi che siete eternamente ingordi
    È ora che meditate…Io vado via. 
     

  • 28 novembre 2014 alle ore 16:28
    Sera Della Luna

     
     
    La sera
    Vestita di scuro
    Prodiga e luccicante
    È un miracolo Divino
     
    Puntuale
    Danza e avanza
    Colei che tutto dona
    E nulla chiede
     
    Oh sera
    Ti aspettavo
    Per scaldare
    I nostri cuori
     
    Mai ti sognavo si venere
    E mi domando e chiedo
    Perché di tanto in tanto
    Ti celi nelle vesti del buio.
     
    Cara amica luna
    Sai cosa ti chiedo
    Facciamo un patto
    Regaliamo solo sorrisi
     
    Bella mia
    Devi sapere che lassù
    Ho parlato con Lui
    E sai cosa mi ha detto:
     
    Da quando
    Ho creato l’universo
    Quelle mie creature
    Non sono mai appagate.
     
    Non vogliono migliorare il modo.
     
    Di emilio basta…Venosa…Potenza.
     

  • 28 novembre 2014 alle ore 12:33
    e fui vivo

    un tempo in paese
    ci si guardava l'un l'altro
    e si raccontavano gli eventi della vita in piazza e all'uscita dalla chiesa
    e il raccontare dava corpo e anima
    al vivere
    all'allegria al dolore al lutto alla morte  alla nascita al sacro ciclo delle stagioni

    un tempo in paese le cose succedevano e nel racconto che percorreva le strade in ogni direzione prendevano ad esistere per tutti
    e tutti prendevano vita
    e questo era il prendersi cura

    poi negli anni molti son partiti 
    i più non sono tornati  
    e poi le persone si diradano così come granelli di polvere nel vento 
    e così volano via

    questo succede da quando ci sono più case e cose che persone in paese sotto questo sole

    eppure qualcosa si può 
    fare qualcosa si deve fare 
    forse si potrebbe 
    fare una convocazione per ritrovarsi in piazza una volta ogni tanto una volta al mese
    ritrovarsi tutti in piazza per cantare nel vento 
    noi siamo
    noi siamo qui 
    noi siamo 
    noi siamo vivi 
    adesso
    mano nella mano
    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/11/e-fui-vivo.html

  • 28 novembre 2014 alle ore 12:30
    Per te

    Guardati intorno
    Cosa vedi?
    Proprio niente?
    Non vedi il giorno, la luna e le stelle?
    E me?
    Non mi vedi?
    Non mi senti?
    Davvero non ti accorgi
    Che tutto quello che ti circonda
    Vive solo e soltanto
    Per te?

  • 27 novembre 2014 alle ore 14:51
    Sebbene il silenzio

    Sebbene il silenzio
    possa guarire
    ci son tormenti
    che non danno tregua
    logorandoti all'infinito
    su fili sottili, stesi
    e mai guariti nelle anime
    rapprese dei cervelli
    pensanti di tutte le ore
    sbiadite
    Sebbene ci si provi
    il rimedio non c'è
    e passi dal buio del giorno
    e della notte, ad immaginare
    di salvare, l'universo crollato

     

  • 27 novembre 2014 alle ore 12:27
    Con te...

    Datemi due versi
    e inciderò
    per le vie dell' universo
    il codice di un amore perfetto...
    Con te la mia anima
    sorride in libertà.

     

  • 27 novembre 2014 alle ore 9:46
    non aspettarti niente

    non aspettarti niente
    perchè nella stanza buia
    la luce la vedrai soltanto
     quando imparerai ad accenderla tu da solo

    non aspettarti niente
    e non consegnare una buona notte a qualcuno se non gli hai portato prima almeno una carezza

    non pensare nemmeno ad una buona notte,
    che non si augura un'assenza a chi è già solo

    non aspettarti niente
    non aspettare
    che il bene se arriva, 
    arriva così per caso in una mattina d'inverno
    lo troverai ripiegato nella tasca interna di una vecchia giacca 
    che non mettevi più da tempo

    lo troverai il bene, lo troverai un buon segno 
    ma non aspettarti niente
    non aspettare
    volgi lo sguardo al cammino 
    e vai
    vai

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/11/non-aspettarti-niente.html