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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 28 ottobre 2014 alle ore 20:40
    Deliri notturni

    Attesa
    quasi bramata
    da spasmi d’illusa euforia
    la notte si fa malandrina
    e tenta gli inganni più assurdi
    celata ai riflessi del sole.

    Si schiude
    allo scoccar mezzanotte
    il fiore delle certezze perdute
    e trema la mano
    sulla trama inconsapevole
    di un seno lascivo
    che inganna il mistero
    dal labirinto all’attesa.

    Vuota è l’idea
    d’un folle orgasmo
    eiaculato su tela antica
    e labbra spezzate
    dallo scavar del tempo
    sono voglie mute
    di una giostra sola.

    Cerca lo stelo
    un’orchidea avvizzita
    bramosa d’aria
    la gioventù perduta
    e assale il canto
    con gorgheggi di rosa
    mentre divora il dardo
    e ne cannibalizza il seme.

    La notte arriva
    il treno se ne va.

    Solo panchine vuote
    in questa stazione anemica.

  • 28 ottobre 2014 alle ore 17:55
    Il silenzio dei sogni

    C' è un luogo sacro
    dove è possibile che ci si ami
    in assoluta libertà
    Dove l' anima si svela 
    spoglia di paure
    Le parole fluiscono
    senza che si inceppino
    Gli sguardi ardono di gioia
    Le emozioni germogliano
    in audace sincronia
    I desideri si tramutano
    in perle di piacere
    Il dialogo si ammanta
    di preziosa intimità
    E i sogni si esprimono
    in deliziose complicità
    C' è un luogo sacro 
    dove il fascino dell'eros
    trova sicura dimora.
    Il silenzio dei sogni!
     

  • 28 ottobre 2014 alle ore 10:35
    Polvere

    Nasce una nuova stella
    da quella densa nube di polvere.
    E morirà, morirà anche lei.
    E nasceranno nuovi amori,
    frutto del suo sacrificio,
    così come noi siam nati,
    così come l'amore nostro.

  • 28 ottobre 2014 alle ore 10:16
    Oscurità

    Oscurità, 
    apprezzo
    la vita a tentoni, 
    immaginando 
    la felicità
    e attendendo
    i tuoi occhi 
    per tornare
    a vedere il mondo.

  • 28 ottobre 2014 alle ore 9:58
    Rientro

    Rientro a casa, 
    ad attendermi 
    aria fredda 
    e uno spazio vuoto. 
    Nessun abbraccio
    a scaldarmi il cuore. 
    Continuerò a far finta 
    che sia tutto normale.

  • 28 ottobre 2014 alle ore 9:57
    Ho visto

    Ho visto 
    due occhi 
    come stelle 
    nella notte buia, 
    spuntare sottili 
    dall'orizzonte. 
    Ho visto 
    due occhi 
    come stelle 
    nella notte buia, 
    meravigliosa visione.

  • 28 ottobre 2014 alle ore 9:50
    Si Può Non Essere Malvagi

    E' il silenzio che parla!
     
    Una canagliata ti umilia
    Impaurisce chi la subisce
    Specie senza giusta causa.
     
    Ti deprime la mente
    Ti avvilisce l'anima
    Offende ogni dignità.
     
    Il demone si può pentire
    E porgere la propria guancia
    Io mi astengo dall'offendere.
     
    Non saprei porgere la mia
    In quell'attimo vorrei essere
    Una forza della natura:
     
    Dirompente
    Devastante
    Per annientare l'uso e l'abuso.
     

  • 27 ottobre 2014 alle ore 22:55
    Il dono della poesia

    O saggio Poeta,
    poni i semi della cultura,
    annienti le tenebre dell’ignoranza
    accendendo i lumi della ragione.
    Inviti all'avventura del mondo
    e all'esplorazione
    dell’universo interiore.
    Sui tuoi fogli scrivi
    versi d’amore con
    disegni, immagini, colori
    e suoni nuovi.
    La tua vita s’illumina
    al chiarore della luna
    in riva al mare,
    e la luce del sole sui prati.
    La grandezza della tua poesia,
    è la storia della tua vita.
    Fiorisci e sfiorisci
    con lo scorrere delle stagioni.
    O saggio Poeta,
    non c’è una ragione precisa
    che mi spinga a scrivere di te.
    E’ semplicemente l’esigenza
    di fare un personale
    punto della situazione
    del mio essere un lettore.
    La tua poesia, in realtà
    è depositaria della tua felicità
    e della felicità di me lettore!
     

  • 27 ottobre 2014 alle ore 21:27
    Barcellona

    Di Gaudì gloria
    sagrada familia
    comune allegria
    comune gioia
     

  • 27 ottobre 2014 alle ore 21:05
    Il risveglio dell'anima

    Aggredito dall'indifferenza 
    che m'avvolge tutt'intorno 

    e si diffonde come cenere al vento
    rivolgendomi occhiate di disprezzo

    vivo la vita penetrandola nella sua intimità
    districandomi tra le sue cazzate architettoniche

    pronto a tappare i buchi del sapere
    con mille inquietudini

    E cammino in quella luce grigia
     
    con i motori dei sentimenti
    spesse volte inceppati

    rinchiuso nel mio falso infantilismo spirituale
    che porta verso il Nulla

    col forte desiderio di sgridare il mondo

    sgridarlo a tutta voce per risvegliarne l'anima
    .
    cesaremoceo(c)
    diritti riservati

  • 27 ottobre 2014 alle ore 18:13
    Ora Sei Un'Anima

     
    Stella dentro le Stelle!
    Luce dentro la Luna!
    Giorno dentro la Notte!
    Sei già lì e non ritorni più
    Sorrisi
    Lacrime
    Ricordi
    Mi avvicinano a te.
    Vorrei vivere nella tua vita
    In quella festa di colori
    Per esserti sempre vicino.
     
     
     
    Quello Che Vorrei
     
     
     
    Passato!
    Presente!
    Futuro!
    Respirare senza tempo
    Vorrei
    Dormire
    Dormire
    Nella tua fantasia
    Nella tua allegria
    Nella tua nuova vita
    In quella festa di colori
    Per esserti sempre vicino.
     

  • 27 ottobre 2014 alle ore 9:58
    Oltre La Vita

    Domina nella brughiera
    Il gigante solitario
    Ai suoi piedi giace
    La sete del conoscere
    Di uno scettico vagabondo
     
    Che inizia
    La scalata sino alla cima
    Dentro
    Nel mistico orizzonte
    E non gli basta
     
    Vorrebbe penetrare l'oltre
    Ma tra un cercare e l'altro
    Vede una foglia
    Navigare l'Infinito
    Per poi perdersi nel vuoto
     
     
    Gli viene voglia di volare
    Ma come aliante in avaria
    Giù a picco alla deriva.
     
    Capisce che vicino alla morte
    L'uomo ama di più l’universo
    E intensamente il Divino.
     

  • 27 ottobre 2014 alle ore 0:14

    E' strana la vita, mamma mia se è strana... 
    Fino a qualche tempo fa vivevo serenamente nel mio quotidiano, mio figlio, le corse, il lavoro e poi la sera, ogni benedetta sera andavo a dormire ed ecco che quel piccolo vuoto si faceva sentire... Sei mamma, sei amica, sei una persona, ma sei anche donna e come tale senti il bisogno di qualcuno che ti ami e che ti rassicuri. Qualcuno che non importa che ti "Assilli", ma che semplicemente ci sia, che tu possa sentirlo che c'è... Poi ecco che in pochissimo tempo la situazione si ribalta, incontri qualcuno, lo guardi, gli parli ed ecco che all'improvviso senti che ti riempie l'anima. Il modo di parlarti, di avvicinarsi a te e anche solo poggiare la tua testa sulla sua spalla ti fa sentire "A casa"... Quella strana sensazione di essere in pace con il mondo intero. Oggi so che stare soli è possibile, è possibile essere sereni ed avere un equilibrio interiore bellissimo, ma ora so anche che amare ed essere amati è qualcosa di PIU' ... Quel qualcosa che io chiamo "Completezza"!

  • 26 ottobre 2014 alle ore 21:50
    A ciascuno i propri anni

    Vivere nella convinzione
    che tutto quello che arriva è trovato

    evitando d'immischiarsi
    nelle proprie faccende

    solo così la vita può far meno paura

    Frantumarsi le idee

    e declinare le arrabbiature
    che si mescolano con le bruttezze della vita

    divenendone inestricabili

    Attraversarle alla ricerca
    delle proprie radici

    manciata di perle
    incastonate nel tempo

    e trovarle segregate
    nei confessionali dell'anima

    a dar linfa ai sentimenti 
    e farli rivivere dopo aver sofferto

    Così comprendere che in questa terra
    tutto è legato e collegato

    camminando sobri
    con la pace nel cuore

    e correre velocemente
    solo in vista dei traguardi
     
    per raggiungere il lieto fine
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 26 ottobre 2014 alle ore 18:02
    Il Gigante

     
    Dall'alto domina il maestoso e solitario pino
    Radicato al turgido petto del prato in fiore
    A godersi il fresco venticello
    E il mattiniero sole.
    Il generoso piange i maturi frutti
    Che, rotolando, scivolano rumorosi
    Verso il bosco ad infastidire
    Il sazio ed assonnato bove
    Che borbottante sollecita
    La ricerca di una nuova  calma dimora
    Da divorare sdraiato sulla rigogliosa erba.
    Il sole in cima al giorno
    Ha percorso metà dell'usuale cammino
    A fatica riesce a trafiggere
    Con le dorate e pungenti lance
    Le fitte e multiforme chiome
    Dell'immensa marea di foglie.
    Nell'aria serpeggia una calura
    Che invita al ristoro sotto gli alberi
    Che si fanno ombra per dispetto.
    L'erba gioisce e regala al viandante
    Il sospirato e fresco giaciglio.
    Coppie di uccelli si rincorrono
    E giocano ai giochi dell'amore
    Altri diffondono nel silenzio
    Una dolce musica da riposo.
    In uno stagno prigioniere rane
    Gracidano il loro pianto di libertà
    Mentre un panciuto e verdognolo rospo
    In agguato cattura la sua preda
    E soddisfa l'atavica fame.
    Cicale che cantano
    Insetti variopinti volano
    Da fiore in fiore e su di me.
    Un bruco millepiedi si trascina sul ramo
    Scivola sul mio nudo corpo
    Sollecita il petto, si posa sul mio cuore
    E muta il suo aspetto con ali colorate.
    Lambisce i pensieri del cuore
    Carpisce i suoi sentimenti
    Li depone sulle ali e vola verso Dio.
    Il caldo incalza
    Il tempo passa e segna la sua fugace esistenza
    Ma gli rimane il tempo di morire
    E di precipitare con il fardello
    Del mio cuore.
     

  • Non si può morire così
    Per aver difeso la propria dignità
    Per aver detto no all' arroganza
    dei servetti di un  potere con la forca
    Non si può morire così
    Per saziare la ferocia disumana
    di miserabili integralisti
    Per placare la sete d' onnipotenza
    dei cortigiani di idoli senza volto
    Non si può morire così'
    sotto gli occhi inebetiti
    di spettatori privi d' anima.
    La vita umana è sacra
    La dignità è inviolabile
    Non si può morire così!

     

  • 26 ottobre 2014 alle ore 9:18
    Pena Ingiusta

     
     
    Un sentiero serpeggia
    Tra bagliori di luce
    E scenari di ombre
     
    Chissà dove mi porta
    Il sentiero della sera
     
    Forse a meditare
    Alla fontana del bosco
    Alla fiumara nella valle
     
    Se tu potessi aprirmi
    Forse capiresti da sola
    Come mi pesa e mi duole
     
    Il tuo rimanere muta
    Il tuo rimanere sorda
     
    La porta chiusa del tuo cuore
    È la condanna più dura
    Che io possa scontare
    Nella prigione dei sentimenti.
     

  • 25 ottobre 2014 alle ore 21:10
    La miseria a colazione

    E ringrazio Dio
    per l'immenso dono
    che mi ha fatto

    di ricordare sovente
    il mio passato

    quando possedevo
    meno che niente

    solo il mio fascino
    senza tempo

    gemma incisa
    nei drammi dell'anima disperata
    a sfogare i suoi dolori

    nostalgie e struggimenti

    sconfitte e umiliazioni

    a pervadere d'intenso amore
    e trasudare nobili sentimenti

    e con quelli
    viver felice e contento
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 25 ottobre 2014 alle ore 18:12
    Admit

    Mi eccita non saperti
    in fondo alla sera
    ma come sfida
    del giorno.

  • 25 ottobre 2014 alle ore 17:58
    Pianto Delle Stelle

     
    Magica è la notte
    Per i cuori amanti
    In questa sera di festa
    Sotto le stelle sfavillanti
    Mentre piangono
    Schizzi di luce.
     
    Come fuochi d'artificio
    Simili ai sogni del cuore
    Che durano l'attimo
    Del pianto di una stella
    Nella notte di
    San Lorenzo.
     
    Per fortuna una nuvola
    Solitaria e educata
    Si dissolve nell'aria
    Per far posto a mamma luna
    Che illumina e mi regala
    Sogni veri e duraturi.
     
    Oh quanto vorrei questa notte
    Che tu nascessi solo per me!
     
    Per
    Illuminare
    Solamente
    Le mie
    Nuove
    Speranze.

     

  • 24 ottobre 2014 alle ore 21:49
    Pietre che schiacciano l'anima

    Malinconici e nostalgici momenti

    a ricordare il tempo in cui
    la vita era più dura

    tra flussi accidentati della coscienza
    e viaggi nei sentieri delle sofferenze

    pietre che schiacciano l'anima 
    capaci di intaccare la sua purezza

    e brindare nelle taverne
    dove si ubriaca il dolore

    e là abbandonarmi ai capricci della mente
     
    Adesso mi restano solo i versi
    a raccontare il mio Essere

    e in essi

    godere della voce cristallina della speranza
     
    tra miraggi al sapore di fiele
    e notti insonni
    nel desiderio di riportare in vita i giorni.
    .
    cesaremoceo(c)

  • 24 ottobre 2014 alle ore 18:38
    Io Esisto

     
     
     
    Io esisto
    Perché sono nato
     
    Io vivo
    Per chi vuole ricordarmi
     
    Io morirò
    Per chi non mi vuole vivo
     
    Ma…
     
    Non saprà farlo
    Non potrà farlo.
     
    Io esisto.
     

  • 24 ottobre 2014 alle ore 17:01
    l'innocenza dell'acqua

    l’innocenza dell’acqua 
    fino a quando non hai imparato a rimanere a galla 
    e poi a riconoscere la corrente favorevole
    e ancora fino a quando non hai imparato a nuotare 
    verso una riva sicura in questi mari di periferia in burrasca, 
    fino ad allora non accusare, non denigrare non criticare l’acqua a cui appartieni

    e anche quando sarai arrivato sull'altra sponda, al tuo presunto approdo, non farlo nemmeno allora perchè
    l’acqua che ti circonda lo fa per sua natura e non può far altro, 
    la ragione per cui tu ci sei finito dentro a quell'acqua fino al collo è un insondabile mistero per quanto ne sappiamo noi naufraghi come siamo sotto questo cielo
     sotto questo sole di periferia

    ma, il compito di arrivare dall’altra parte 
    da una qualsiasi parte 
    e una volta arrivato, il compito di accendere un fuoco per riscaldarti insieme ai tuoi buoni compagni di traversata
     è sempre e soltanto tuo 

    e così sia
    presso questi sperduti mari di periferia 

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/10/linnocenza-dellacqua.html

  • 24 ottobre 2014 alle ore 16:58
    Polvere Di Sole

    Lamenti
    Oscuri
     
    Speranze
    Mute
     
    Frammenti
    Di esistenza
     
    Soffocati
    Da incertezza
     
    Nel patema
    Di un mare
     
    Agitato
    E calmo
     
    Anelli
    Di vita oscura
     
    Usurati
    Da raggi opachi
     
    E
    Da un sole
     
    Stanco
    Dell'autunno.
     

  • 24 ottobre 2014 alle ore 16:11
    Glitter

    Fammi vibrare, pensare,
    fammi capire, intuire,
    ogni volta che ti avvicini,
    ogni volta che cerchi di sfiorarmi,
    ogni volta che cerchi il mio sguardo.
    La tua voglia di stare insieme,
    il tuo desiderio di cercarmi,
    la tua testardaggine nel volermi,
    sempre e comunque.
    Se ci sarà vita migliore e giusta,
    rinasceremo e ci rincontreremo,
    bimbo, amico, padre, cacciatore, amante.
    Tra serenità e spensieratezza,
    sarai il soffio del vento,
    sarai la spuma del mare,
    sarai il fiocco di neve,
    sarai il sole del meriggio,
    sempre e ovunque.
    Il malinconico pensiero del capello sul cuscino,
    dolcemente ricorderà che ci sei stata,
    che sei stata parte della mia vita,
    come una scheggia di luce brillante.
    Lascerai un solco nel mio campo,
    sarà la culla di un nuovo fiore,
    bagnato dalla rugiada dei tuoi occhi,
    la tua anima sarà libera di sorridere,
    sempre e comunque,
    sempre e ovunque.