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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 05 dicembre 2014 alle ore 22:55
    Ogni alba rivive

    Ogni alba rivive
    un nuovo giorno
    e formandosi da un calcio
    alla luna assopita
    che si sveglia all'imbrunire
    temendo di soffrire di nuovo
    per l'ennesima volta ancora
    nell'ascoltare pene severe
    con ascolti
    vertiginosi, e immediate
    risposte taglienti
     

  • 05 dicembre 2014 alle ore 21:16
    A passeggio tra i pensieri

    Sfuggo schegge di passato

    sfidandole con parole appuntite
    conficcate nei sentimenti e nei gesti

    Pezzi di vita già vissuta 
    gorgogliano umori ancora fumanti

    a contrastare l'ostracismo del mondo 

    e scansare il buco nero 
    in cui vorrebbe seppellirmi

    E sfrutto il mio talento
     
    a dispetto dello smalto
    dei migliori anni

    ormai appannato

    facendo della speranza
    il rifugio segreto delle mie incertezze
    .
    cesaremoceo(c)
    diritti riservati

  • 05 dicembre 2014 alle ore 14:12

    SSSShhhh... Amiamo il silenzio e rispettiamolo. Lui uno dei regali più grandi da fare a chi non merita parole! Una delle voci più forti capaci di gridare quello che spesso le parole non dicono. Lui, spesso mal interpretato e ignorato. Il silenzio la più alta forma d'intelligenza laddove la stupidità di vaga. Esso è l'arma di coloro che sono maturi perché chi non lo è preferisce "Sparlare" invece che "Tacere"!

  • 05 dicembre 2014 alle ore 8:45

    Troppe persone provano a capirmi, ma pochi ci riescono. A volte nemmeno io mi capisco, ma mi piaccio e mi amo proprio così. I miei pregi, i miei difetti e le mie eterne paure. I miei momenti no, la mia dolcezza e quella mia capacità di saper "Rompere" con classe. Mi amo e me ne frego di chi non mi apprezza, perchè continuerò ad AMARMI!

  • 04 dicembre 2014 alle ore 23:46
    Confessione di una società

    Noi siamo
    la società della metropolitana
    l'indifferenza qui
    regna sovrana
    il posto a sedere,
    vuoi mettere la preoccupazione?
    Quello lì me l'ha rubato
    "Ma sei proprio
    un gran coglione!"
    Gente a disagio
    senza il telefonino
    "Mi si è scaricato
    e mo' che faccio?
    Che gran casino!"
    E poi i campioni 
    dell'antropologia
    con i dottori in sociologia
    e tutti gli scienziati
    della psicologia
    gli esperti che conoscono
    tutto sulla vita: ogni terapia!
    Eccoli che cercano
    di imbastire qua e là
    qualche pacata conversazione
    ma sono troppo emozionati
    poverini
    devono improvvisare
    son senza copione
    e si finisce per stare tutti zitti
    a fissare lo sguardo
    sopra l'altro pantalone
    Gente che sgomita
    si insulta, si accapiglia
    quel vagone è troppo pieno
    "Signore, metta giù
    quella bottiglia"
    Gente che cambia
    gente che parla
    con l'aria svogliata
    delle 7 del mattino
    gente che chiede
    gente che risponde
    e se ne va
    in tutto il gran casino
    Gente che sbaglia stazione
    gente che "questa volta
    al prossimo sciopero
    vedranno
    che gran polverone!"
    Gente che "in fondo
    non potevamo diventare
    che questo:
    siamo tutti nel profondo
    un po' piccoli borghesi
    viviamo in eterno
    aspettando l'ora del tè"
    Gente di marmo
    che ascolta appassionata
    il Radio Costanzo Show
    per prodursi poi
    in elevati discorsi
    riguardo all'ottimismo
    che è il profumo della vita
    Gente che si arrabbia
    per una scommessa persa
    e offre il proprio braccio
    all'anestesia dal giudizio
    Gente che si perde
    nella foresta della realtà
    e preferisce giacere
    alla porta del sentimento
    e non costruire niente
    "Tanto ho sentito dire
    che il girone degli accidiosi
    è proprio un bel posticino
    c'è pure il prete
    che la domenica
    al mattino
    ti dice la sua messa
    seduto in poltrona:
    mi sembra si chiami
    Abbondio"
    Gente che vaga
    smarrita per la strada
    acquistandosi un pacchetto di felicità
    nel discount sotto casa
    "Nel quartiere accanto
    già un po' mi disorienta"
    Gente che ha smesso
    di inventare
    di immaginare
    di creare
    di viaggiare
    tanto c'è google maps!
    Gente che ha eletto
    i suoi nuovi profeti
    i grandi maghi del bestseller
    quelle sfumature di grigio
    io le vedo tristemente
    riaffiorare sulla tua pelle
    Gente che ha scordato
    e vilipeso
    chi sa ancora
    domandare alla luna
    "A che tante facelle?"
    Gente che ha dimenticato
    l'amore come una cosa concreta
    come assalita da una noia ansimante
    nel fermarsi alle soglie
    della Strada
    Gente che si affanna
    di nuovo a censurare
    quel dilemma elementare
    "Ma ha senso 
    o non ha senso
    questo nostro amore?"
    Gente che ha eretto
    il suo nuovo tempio laico
    alla seduzione
    come l'emblema moderno
    di una epocale liberazione
    la seduzione viscida
    della retorica del sogno
    che puntualmente cade
    in quella sfida tutta personale
    della fatica quotidiana
    Tra duemila anni forse
    amanti di cose arcaiche
    e abbandonate
    come la Poesia
    ci chiameranno
    "La nuova Lost Generation"
    noi abbiamo visto
    sfregiati un'altra volta
    gli idoli dei padri
    come a soffocare
    ogni germoglio di slancio
    ed abbracciare di nuovo
    gli alambicchi della ragione
    in un cinico realismo
    vuoto, gelido
    e ormai incapace
    di andare oltre
    l'immediatezza della realtà
    Ma voi mi direte ora:
    da dove ti viene
    tutta questa sapienza
    un po' troppo compiaciuta
    che puzza di giudizio universale?
    Non sono mai stato
    un sociologo
    lo ammetto
    e l'idea mi fa un po' schifo
    e un po' spavento
    sarei studioso delle masse
    neanche un gran portento
    osserverei col dito in bocca
    l'insieme degli uomini
    mandato in pasto
    a calcoli di probabilità
    uomini come incapaci
    di ricostituirsi Comunità umana
    il cui segreto nessuna scienza
    potrà mai svelare
    Allora
    - caro amico -
    il mio personalissimo
    giudizio universale
    tramuta in confessione
    perchè ci sono io
    nel mezzo
    forse te lo eri dimenticato
    io sono ancora qui,
    invischiato nei nostri sfaceli
    qui: accusatore e complice
    schiacciato tra le due porte
    del metrò
    Vorrei mantenere
    la rotta dritta
    fermo, inflessibile
    coerente, ma forse sarei
    immobile
    vorrei anch'io
    respirare a pieni polmoni
    la brezza che danza
    attorno a Thomas Paine
    e spezzare definitivamente
    quella catena artificiale
    che tiene qui ancorati
    questi gabbiani
    senza più nemmeno
    l'intenzione del volo
    potrei elevarmi
    come un eroe
    che non conosce
    nè macchia nè paura
    e con un gesto disumano
    sollevare il mondo
    come un novello Eracle:
    ma lo confesso,
    io non ne sono capace,
    forse neanche per me stesso,
    io non sono altro
    che un vostro Compagno
    qui impegnato
    nel Cammino.

  • 04 dicembre 2014 alle ore 21:41
    Con un po' di fortuna morirò di vecchiaia

    E sono ancora qua

    a parlarvi di me

    accompagnato
    da impeti rivoluzionari

    a compromettere
    la mia integrità

    minacciosi brontolii

    crescenti enfasi

    Tarli che mi rodono
    dall'intimità dell'anima

    mettendosi al centro dei pensieri

    nella loro ricerca
    d'armonia e d'equilibrio

    E arrivo sempre
    all'orlo del precipizio

    a rimanere sospeso
    nei respiri del tempo

    laceranti sospiri
    a portarsi via le parole

    e assediare le emozioni
    e i sentimenti
    .
    cesaremoceo(c)
    diritti riservati

  • 04 dicembre 2014 alle ore 16:55
    Magia Di Una Sera

     
    Danzano lenti i passi
    Sulla terra arida del Sud
     
    Poi…
     
    Uno sguardo verso l’alto
    Per vedere la mia stella
    Ed inciampo nel cielo
     
    Paziente e garbato
    In un mese di Agosto
     
    Assaporo…
     
    L’illusione di un sogno
    Che forse diverrà realtà.

  • 04 dicembre 2014 alle ore 11:57
    La canzone degli amanti distratti

    Questa è una canzone priva di musica,

    omaggio a Cupido, a Kama, a Nausica.

    Una canzone per gli amanti distratti,

    fatti a pezzi da lettere d'amore comprensibili solo a tratti.

    Una canzone per gli amanti che non sanno amare,

    spero avrai il buonsenso di non farmi gli auguri per Natale,

    si, lo so che ogni scherzo vale

    ma c'è un limite anche nell'esagerare.

    Sai, non era novembre ma Aprile il mese che andavi cercando

    non era maggio il mese che ti avrebbe donato il coraggio

    di vedere chi sei. 

    Gli amanti distratti, dalle date dei nuovi arrivati,

    dimenticano in fretta da dove erano partiti, 

    rifiutano a se stessi l'idea di essere in fondo solo rifiuti riciclati,

    non smaltibili, progetti cumulabili con migliori offerte,

    rimessi in circolo con la devozione data in dono solo ai parolieri più esperti.

    Dal cielo cade il fischio di un merlo,

    stravagante melodia, troppo allegra per chi si crogiola nell'oblio di un cielo terso,

    questa è la canzone degli amanti distratti

    da rime più confacenti a smussarne i loro anfratti, 

    melodia pura, vergine incantevole bisognosa di ogni premura,

    ascendente scorpione, distratto pure lui dalle solite parole.

    Questa è la canzone degli amanti,

    coro di cicale a frinire tra ulivi giganti,

    incompatibilità al tramonto recata da chi

    contro il veleno ha un siero sempre pronto,

    squilli a fondo perduto resuscitano quando 

    l'abitudine non è un dono, bensì un rifiuto.

    Ciao come stai? Come stanno i tuoi guai?

    Li ho dimenticati ad aspettarti.

     

  • 04 dicembre 2014 alle ore 6:10
    pochi fragili versi

    poesia poesia poesia,
    pochi fragili versi e nulla più

    poesia poesia poesia,
    forse null'altro che un caldo abbraccio,
    e tutto qua
    un abbraccio alla vita
    poesia

    poesia
    pochi fragili versi e poi la giusta memoria
    in segno di rispetto
    di rispetto
    al tuo cuore e al tempo che scorre via
    che corre e va

    poesia
    un lieve e fugace abbraccio alla vita e nulla più, e tutto qua
    pochi fragili versi 
     e poi essere felici e inquieti aspettando la felicità
    e così sia
    presso questi cieli grigi di periferia 

    Marco Bo
     http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.fr/2014/12/pochi-fragili-versi_3.html

  • 03 dicembre 2014 alle ore 21:05
    Storia di un sogno

    Ferito da petali di rose
     mi ribello ai grigiori di questa vita

    vissuta tra le sfumature
    dei miei mille sentimenti

    a chiedere l'elemosina alla coscienza
    nel silenziare che indebolisce la mente

    E mi sento come un pittore
    attratto da emozioni disordinate

    che sfoga dipingendo scorci d'immagini
    che lasciano senza parole

    e nei quali riconosce
    tracce di instabili affetti

    E vado oltre me stesso
    in avventurose peripezie

    con la volontà di fondere
    le emozioni del cuore e dell'anima
     
    in una piacevole mescolanza
    di modi garbati e scanzonati

    per alimentarmi l'esistenza

    superare il passato

    e far parte ogni giorno
    di una nuova storia

    da tramandare ai posteri
    .
    cesaremoceo(c)
    diritti riservati

  • 03 dicembre 2014 alle ore 20:05
    Ti vedo

    Sto dietro i vetri
    mentre cade la pioggia sottile
    Ti vedo, sorridi di gioia
    i riccioli neri bagnati da stille d'argento
    Hai gli occhi splendenti,
    ammiccano
    io continuo a guardarti
    M'inviti a danzare
    a piedi nudi
    su note di versi
    che il cosmo ama cantare
    Cade lenta la pioggia
    l'anima impaziente s'acquieta
    in attesa di te
     

  • 03 dicembre 2014 alle ore 17:43
    Il Tempo Gioca

    Attimo per attimo
    Il tempo dona
    Il tempo toglie
     
    C’è chi riceve
    C’è chi perde
    Chi gode, chi si danna
     
    I giorni
    Gli anni
    L’esistenza è un attimo
     
    Nello stesso istante:
     
    Si nasce
    Si vive
    Si muore.
     
    È la vita.

  • 03 dicembre 2014 alle ore 11:35
    Tutto passa

    Tutto passa, assecondando
    i morti deceduti per venti
    malati che scoppiano
    per l'esagerato cemento
    continuo, in soli imbevuti
    di arie modificate, dall'eccesso
    dei super poteri. Svegli ma
    imprudenti, senza domandarsi
    cosa si aspetta la terra
    che avvolge il mare rattristato
    col timone che lo salpa

  • 03 dicembre 2014 alle ore 11:00
    L'Esistere

    Quanta saggezza
    Quanta ribellione
    Lontano dalle certezze.
     
    " I giorni volano…"
     
    La vita corre veloce
    Ribelle e vagabonda
    Tra errori e tormenti
    Dentro… e nell'Ignoto.
     
    " Gli anni scappano frettolosi…"
     
    Domanda… Risposta
    Conviene perdersi per ritrovarsi!
    Comunque vadano le cose
    Ci rimane quello che avevamo.
     
    La speranza e l'Amore di Dio.
     
    La Neve si scioglie sempre
    Il Sole sorge sempre
    Le Stelle brillano sempre
    La Luna ci fa sognare sempre.
     
    La giustizia Divina
    Paga sempre
    Prima o poi arriva…

  • 02 dicembre 2014 alle ore 21:56

    Troppo spesso Facebook è il mezzo per lanciare frecciate, offese e parole verso le persone. Questo dimostra un'enorme immaturità generale e un enorme calo di gente con le "Palle". Dimostra come oggi dire le cose in faccia sia "Arte" di pochi prescelti. Quindi insegniamo o spieghiamo a chi ci lancia frecciate, parole di basso livello e tesse enormi tele alle nostre spalle che del loro pensiero non ce ne frega niente. Non so loro e non so voi, ma io sono abituata a scegliere chi tenere vicino e sono quelle le opinioni che contano (E forse nemmeno tutte). Per tanto se ti ho "Cagato fuori" dalla mia vita puoi "Cagare" in casa tua anche le tue frecciate, le tue offese e le tue trame da "Telenovelas" da 4 soldi... Perché per quanto mi riguarda la tua "Opinione" è qualcosa che appartiene solo a te.

  • 02 dicembre 2014 alle ore 17:00
    una vita da non vivere

    una vita da non vivere
    una gioia per non ridere
    un prezzo per non vendere
    un sorriso da non condividere
    una mano da non stringere
    un passo in avanti da non dare
    un gesto di compassione da non regalare........
    quante altre cose negherai alla tua vita oggi?
    e poi domani e ancora
    quante?

    e scende la notte
    e cala il sipario
    e non si torna indietro
    mai 
    da una vita per non
    nulla più

    Marco Bo
     http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/11/una-vita-da-non-vivere.html 

  • 02 dicembre 2014 alle ore 13:05
    Amiamo scivolando

    Amiamo scivolando
    in pensieri accavallati
    che ci sotterrano
    ed afferrandoci
    crescono dubbi
    e momenti dispettosi
    dividendo i buoni
    dai cattivi
    che competono fra loro
    dentro noi
    nella nostra intimità
    nei segreti rovistati
    dai segnali indicati

  • 02 dicembre 2014 alle ore 9:26
    I Passi Del Cuore - Ai Miei Nipotini -

    Le luci del tempo
    Immutabili  e perenni
    Giocano e si alternano
     
    Come raggi di fuoco
    Scandiscono i giorni
    Di una estate rovente
     
    Ripetuti baci a morsi
    Nel tempo che esiste
    Mai troppo bastevole.
     
    Uno alla volta l’amore
    Matura i suoi frutti
    Tra ansie e gioie infinite
     
    Così si affacciano alla vita
    Tre pregevoli  gioielli
    Lidia, Gabriele e Jacopo
     
    Nicolò
    Li abbraccia
    E gioisce
     
    Con i loro genitori
    I relativi nonni
    E i tanti zii e zie
     
    Ancora una volta
    I cuori gioiscono
    La vita trionfa.

  • 01 dicembre 2014 alle ore 21:59
    Isola di Capri

    Famosa piazzetta
    bagno in spiaggia
    marina piccola
    bella passeggiata.
     
     

  • 01 dicembre 2014 alle ore 21:25
    Sogni da orgasmo(a mia moglie)

    E ti ritrovo ancora nei miei sogni

    a immaginare e vivere il tuo amore
    nella felicità raggiunta

    vissuta

    mantenuta tra le angustie della vita

    al tepore dei sentimenti

    a esaltare i fremiti e alleviare i dolori

    E volare ancora insieme nel futuro
    a godere d'ogni istante

    d'ogni sorriso

    d'ogni peccato compiuto
    nella sensualità che rende giustizia ai sogni
    .
    cesaremoceo(c)
    diritti riservati

  • 30 novembre 2014 alle ore 22:16
    A veces el silencio

    A veces el silencio duele,
    a veces solamente es silencio...
    A veces creemos que el dolor
    es parte integral de cada uno
    de nosotros...
    En realidad es solo silencio,
    habría querido que no existiera
    el silencio...
    Pero existe...
    habría querido que fuese
    solo silencio...
    Pero es ausencia, soledad, hastío...
    A veces quisiera escuchar
    el bullicio del silencio...
    A veces quisiera no escuchar
    el silencio...
    Acompaña demasiado
    los recuerdos...
    Los revive, los encuadra,
    en silencio nos ponemos
    la mascara del sueño adentro..
    Y nos acosa el silencio
    en medio al grito profundo
    del cada herida,
    de cada espacio,
    de cada momento
    que nos conduce al silencio..
    Quisiera hacer silencio,
    callarme, no expresar
    jamas lo que siento,
    pero el silencio es grande
    tanto que mis recuerdos fluyen...
    Y la vida,
    lentamente se termina
    germinando espacios,
    profundos dolores afloran
    y te encuentras allí...
    en silencio...
    a masticar tu alma
    y acongojar los sueños...
    En silencio...
    profundo, etéreo...
    pero existente silencio...

  • 30 novembre 2014 alle ore 22:07
    A volte il silenzio

    A volte il silenzio duole,
    a volte è soltanto silenzio...
    A volte pensiamo che il dolore
    sia parte essenziale do ognuno
    di noi...
    In realtà è soltanto silenzio.
    Avrei voluto che non esistese
    il silenzio...
    Pero esiste...
    Avrei voluto che fosse
    soltanto silenzio...
    Pero è assenza, solitudine, noia...
    A volte vorrei ascoltare
    il trambusto del silenzio...
    A volte voorei non ascoltare
    il silenzio...
    Ne fa troppa compagnia
    ai ricordi...
    Gli riavvia, gli inquadra,
    in silenzio ci poniamo
    la maschera dei sogni dentro...
    E ci perseguita il silenzio
    nel mezzo delle grida profonde
    di ogni ferita,
    si ogni spazio,
    di ogni momento
    che si conduce
    al silenzio...
    Io vorrei fare silenzio,
    tacere, non esprimere
    giammai quel che sento,
    ma il silenzio è grande,
    cosi tanto che i miei ricordi
    fluiscono...
    E la vita,
    finisce lentamente
    germogliando spazi,
    profondi dolori che emergono
    e ti trovi li...
    in silenzio...
    a masticarti l'anima
    strizzando i sogni...
    In silenzio...
    profondo, etereo...
    pero esistente silenzio...

  • 30 novembre 2014 alle ore 21:10
    Siamo diventati disgraziati senza spina dorsale

    Pronti a disprezzare 
    pensieri d'altri tempi

    sopportiamo frane di macigni sul collo
     
    barattando il giusto passato
    in cambio di sbagliate modernità

    col piacere di accettare 
    le contraddizioni di ogni giorno

    come esorcismi contro
    le cattiverie del mondo

    E vivere finte profonde crisi interiori
    nella ricerca di se stessi

    mentirsi recitando vittimismi

    senza lasciar fluire
    l'onestà della propria Essenza

    e proclamare ai quattro venti
    ciò di cui si è insicuri

    senza la paura di pentirsi
    .
    cesaremoceo(c)
    diritti riservati

  • 30 novembre 2014 alle ore 15:38
    il peso dell'universo in un fragile istante

    il peso dell’universo
    del tutto compreso in un fragile istante 

    l’insieme universo è un concetto primitivo
    che non può essere definito……

    il peso dell'universo
    il senso dell'infinito

    io considero che 
    alcuni raggiungeranno le stelle 
    altri non muoveranno un passo oltre le sbarre che hanno in testa
    ma questo è il mio momento 
    e io appartengo a questo istante
    mai più paure mai più ripensamenti mai più rimpianti
     questo è il mio momento
     adesso tocca a me!

    spazio
    e io sono solo
    spazio
     provo a modulare il suono della mia voce nello spazio immenso
    mi guardo intorno apro le braccia m’innalzo e penso
    considero
    che in questo fragile istante non possiedo nulla
     niente
    eppure io sento
    sento dentro presente tutto il peso dell’universo
     denso e immenso 
    chiaramente sento dentro
    e scorrere come un brivido sulla pelle, 
    nel corso del fiume di sogni sangue sorrisi e lacrime, gioie e dolori,
     sento distintamente scorrere l’universo 
     sulla pelle sento vibrare 
    il caos e il frastuono del silenzio
    il silenzio nello spazio

    silenzio e spazio

    spazio
    con un sorriso e un canto
     io provo a interpretare il tempo presente
    ed a riconquistare l’infinito
     in questo fragile istante che ho qui accanto a me

    il peso dell'universo
    il senso dell'infinito
    e io considero che 
    alcuni raggiungeranno le stelle 
    altri non muoveranno un passo oltre le sbarre che hanno in testa
    ma questo è il mio momento
    e io appartengo a questo istante
    mai più paure mai più ripensamenti mai più rimpianti
     questo è il mio momento
    adesso tocca a me!

    cammino 
    cammino con calma e riempio lo spazio intorno
    spazio e tempo
    relazione tra me e il mondo 
    equilibrio instabile 
    tra realtà e sogno
    tra ambizione e bisogno
    tra urgenza e sogno
    spazio
    tempo
    silenzio

    nel silenzio,
     nonostante la spavento, lo sgomento, 
    lo stupore e la meraviglia del vivere
    perso come sono nella corrente di questo torrente di attimi liquidi flebili,
     deboli attimi, 
    io so che 
    anche questa volta
    riuscirò a passare indenne da un estremo all'altro
    di questo istante immenso
    e una volta ancora potrò cantare al vento
     io sono salvo e sono vivo!

    io sono salvo, 
    io sono vivo
    lo scorrere del tempo nello spazio immenso dell'universo
    del tutto compreso in questo fragile istante
     fragile adesso e qui

    considero,
    alcuni raggiungeranno le stelle 
    altri non muoveranno un passo oltre le sbarre che hanno in testa
    ma questo è il mio momento
    e io appartengo a questo istante
    mai più paure mai più ripensamenti mai più rimpianti 
    questo è il mio momento
    adesso tocca a me!

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2013/02/il-peso-delluniverso-in-un-fragile.html

  • 30 novembre 2014 alle ore 13:17
    SICILIA

    SICILIA

    Sì un triangulu di peni e d’amuri,

    sì ’na matri di tanti beddi figli

    masculi e fimmini comu gigli,

    ma una ie tinta e ie lu to duluri.

    Di ’na matri cu lu cori d’oru

    nascì na figlia laira e vilinusa,

    sangisuca ca attacca la vintusa

    e nun canusci né frati né soru.

    Ssu cancaru t’avissitu a livari:

    ssa to figlia crudeli e tantu brutta

    tutta la to dignità si vo mangiari;

    ’nchiudila si pua dintra ’na grutta.

    Tu sì ’na signura nobili e fina,

    ma siccomu cumanna ssa patruna,

    ca a lu pedi t’attacca la catina,

    ’nguttuta tu ti chiangi la sfurtuna.

    La mafia di la sugiità ie lu riiettu,

    ie ’na lupa allupata senza cori

    e a mia m’abbruscia lu pettu,

    datu ca campa si lu statu mori.

    Pri la Sicilia ie sulu disprazioni,

    ie lu scunfurtu di tanti siciliani

    ca non vonnu la strema unzioni,

    ma travagliari sireni oj e dumani.

    Sicilia mia bedda comu la luna,

    pri tia scrivu versi notti e jornu

    pri tia iju cantu amuri a serenata;

    sì ’na rigina cu ’n testa la curuna,

    di la to biddizza lu me cori adornu,

    accussì senza feli passu la jurnata.

    Gino Ragusa Di Romano
    Dal mio libro "LACRIME E SORRISI"  - Pellegrini Editore
    Cosenza 2014