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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 20 agosto 2014 alle ore 9:42
    L'Immenso

     
     
    Ammiro il sole
    Ed è luce nei miei occhi
     
    Scruto le stelle
    Ed è gioia sul mio viso
     
    Osservo la luna
    E il mio viso s’indora
     
    Sfido il buio
    E mi perdo nell’infinito.
     

  • 19 agosto 2014 alle ore 14:29
    Mistero

    Si fonde nella notte
    al calare
    di tiepidi suoni, fra raggi
    protettivi
    nel sole coraggioso
    che si concentra
    rivestendosi di chiarezza
    illuminata da un mondo sincero
    con repellenti scorciatoie
    mentali
    in domande infinite
    disegnando esclamazioni

  • 19 agosto 2014 alle ore 13:25
    Notturno rosso

    Sbocciò la notte
    sulle tue labbra
    in petali di sillabe dolci
    dischiuse tra i sorrisi
    sottovoce
    mentre i tuoi occhi
    annaffiavano
    la voglia mia di te.

  • 19 agosto 2014 alle ore 11:00
    Il rischio vale!

    Funambolo.
    Sul filo sottile di una meta
    senza rete
    Passo dopo passo 
    s' apre un nuovo orizzonte
    Il rischio di cadere vale poco
    Il funambolo sa!
    Questo è il suo cammino

     

  • 19 agosto 2014 alle ore 10:27
    Medidazione Del Due Novembre

    Meditazione Del Due Novembre
     
     
     
     
    In questa notte fanciulla
    E quiete di Novembre
    Con i pensieri tremuli
    Pian piano
    Inseguo il conoscere
    Oltre la tempesta
    Dei mie sentieri
    Solitario e muto
    Osservo i cipressi
    Che pungono il cielo
    Nella calma
    Prossima a morire
    All'ingresso del cimitero
    Con il solo conforto del cuore
    Vivono storie passate e diverse
    Sepolte nella vita fuggevole
    Che ora rivivo nella mente
    Avida a nutrisi del meglio
    Per migliorare il futuro.
     

  • 19 agosto 2014 alle ore 9:55
    La Solitudine

     
    Si nasce da soli
    Si sta in compagnia
     
    Emozioni
    Sentimenti
     
    Aurora
    Tramonto
     
    Il mare
    Le stelle
     
    La conciliano tantissimo
     
    Non è dannosa
    Invoglia alla meditazione
     
    La si fugge
    La si cerca
     
    Dona gioia
    Offre piacere
     
    È buona compagna
    È maestra di vita.
     

  • 18 agosto 2014 alle ore 18:02
    Varco delle sensazioni

    Viaggio, meta, sogno,
    Punto, linea, via,
    Sentiero di luci,
    Luci che varcano
    Sensazioni.

  • 18 agosto 2014 alle ore 16:46
    L’emblema della vita

    Nell’immensità del ciel
    porgo a te o mio Signor
    l’emblema della mia vita,
    dinanzi al costui relatore
    della mia anima,
    riflette l’emblema dell’umanità
    la misericordia si è affacciata
    alla mia vita dalla mia venuta
    su questa terrà…
    Colui che mi ha messo dinanzi
    al mio cospetto questa famiglia
    che non ha mai trovato pace ed amore
    l’emblema della mia rinascita
    riparte da te o mio Signor…
    Tu che mi hai dato un Angelo Custode
    che mi ha donato ali 
    proteggendomi da quel dolore
    di quell’imminente perdita,
    di una donna che mi ha fatto nascere
    e crescere che mi ha dato forza e coraggio…
    Parole e versi, poemi
    nati da quell’Angelo 
    che mi ha abbracciato dandomi il conforto
    tanto cercato in tantissime persone,
    il tuo Angelo o mio Signor
    mi ha donato immensità
    di misericordia e di arte
    dell’esprimere le tue emozioni,
    le tue tristezze, le mie preoccupazioni
    di una società non più di fratellanza,
    non più amichevole e benevole…
    Parole che nel mio cuore
    sono sempre esistite fin dalla mia
    venuta su questa terrà,
    terrà difficile che si sgretola
    per l’avidità acquistata dai figli,
    nipoti ed pronipoti…
    Avidità che si sta trasformando
    in omicidi di corpi ed anime…
    In questa difficile società
    si è aperto un varco 
    che nell’emblema io mi porgo,
    osservar in silenzio creando
    felicità ad ogni persona che incontro
    con il dono che mi hai donato,
    l’empatia…
    Oppure scriver versi d’amor
    per far arrivar come un messaggero
    l’amore del nostro creato,
    per rivolger un mondo
    più misericordioso e di grande umanità…
    O mio Signor risolvi
    il mio emblema di vita

  • 18 agosto 2014 alle ore 16:13

    Ti amano dal giorno in cui scoprono la tua esistenza. Ti amano in modo spropositato, incondizionato e senza limite. Ti rispettano e ti conducono verso ciò che di più caro hanno nel cuore... Trasmettendoti valori e principi che nella vita faranno di te una persona valida. Non dimenticarti mai di loro, perché loro non si dimenticheranno MAI di te. Ovunque tu sia, in qualsiasi luogo loro ti ameranno comunque. Nel silenzio, tra le lacrime loro saranno accanto a te. Che tu sia giusto, sbagliato, innocente o colpevole loro ci saranno sempre. Loro sono : LA TUA MAMMA E IL TUO PAPA'.

  • 18 agosto 2014 alle ore 14:21
    Vivi e non sai

    Vivi e non sai
    cosa ti aspetta
    arrampicandoti
    su di un pergolato
    come uno sposalizio
    all'apparenza stabile
    che non si inclina
    recandosi all'altare
    e nel chiedere il permesso
    si fa santificare

  • 18 agosto 2014 alle ore 9:47
    Il Tessitore

     
    Il sole tesse il giorno
    Con i suoi aghi dorati
     
    Tesse la luce
    Che illumina
     
    Trama le nuvole
    Che come treni
     
    Viaggiano su e giù
    Per regalare sogni.
     
    Gli argentei raggi della luna
    Ricamano la sera che avanza
     
    Nella notte dei sogni e speranze
    Culla madre del primo mattino
     
    Dal caldo respiro che dissolve
    Ogni buia paura della notte.
     

  • non serve a nessuno ricordare
    la mano che ci porgeva un panino preparato con cura,
    noi seduti sui sassi del bagnasciuga
    la sabbia tra le dita dei piedi
    il sole che scendeva sul mare
    il sale sulle labbra e nel naso un odore di sapone e di crema per proteggersi dal sole
    gli occhi che bruciavano ancora
     e un sapore di buono in bocca
    una pace nel cuore
    era il giorno del mare 
    e tutto era speciale

    ma adesso non serve ricordarlo a nessuno che non sappia
    non serve a nessuno
    un semplice e povero ricordo di mare
    o forse,
    chissà

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/08/non-serve-nessuno-un-semplice-e-povero.html

  • 17 agosto 2014 alle ore 21:39
    Angeli caduti dal cielo

    Nel susseguirsi di sconfitte e vittorie

    con la vita impegnata
    a risolvere le incapacità

    e la ragione a cancellarsi nelle illusioni

    vivo con la testa tra le nuvole

    l'infinito desiderio
    di un domani diverso

    nei momenti distratti della realtà
    a vivacizzare gli umori della mente

    E pregare sempre la Fortuna
    d'assistermi nel cogliere la preziosità
    degli Angeli caduti dal Cielo 

    ricavarne l'anima

    e riempire di quell'Essenza
    la mia profonda immensità
    .
    cesaremoceo(c)

  • 17 agosto 2014 alle ore 21:07
    Ci sono giorni

    Ci sono giorni
    che mai ci furono destinati
    tranne nei sogni.
    Eppure li inseguiamo
    come naufraghi il faro.

    A noi
    trasportati a caso in un mare di sabbia
    insonni            
                 nella notte sorella del silenzio
    sonnambuli        
                  in cerca dell’alba
    d’improvviso il cuore risuona
    nel cavo di una conchiglia disseccata
    e una lingua di terra ci tende la mano.

  • 17 agosto 2014 alle ore 15:01
    Abbraccio

    L'abbraccio
    si espande
    in un esule cammino
    sicuro, al porto
    con navi arrivate
    ed avvistate
    da remore infelici
    che attendono di raccontarsi
    e sparire fra ronde notturne
    dove il giorno non sorge
    nel meandro di una lacrima
    versata, dalla rugiada

  • 17 agosto 2014 alle ore 12:37
    anni e grovigli

     io per il momento e ancora null'altro so fare
     prendo per mano la mia ansia ingarbugliata alla speranza, 
    e mi siedo ad aspettare nascosto dietro al mio solito sorriso
    il mio sorriso come fosse un fiore
    un fiore da regalare a chi avrà la pazienza di aspettare 

     aspettare che io riesca a sbrogliare 
    la matassa di aspettazioni di sospiri e di illusioni
    che porto in testa  ancora adesso che di anni ne ho tanti
    come quando attorno ai venti correvo senza paura per le periferie del mondo

    e adesso corro anche di più e perfino meglio 
    che ogni mattina ancora mi sorprendo di essere qui vivo ad inseguire il grande sogno

    un sorriso un sogno una carezza e un fiore
    e torno ancora sulla solita via del mio migrare
    come quei cani randagi di paese e di periferia
    che sanno tutto loro di sconfitte e di vittorie su questa terra 
    e camminano per il mondo provati ma ritti e fieri
     come reduci di una grande guerra

    ma la vera guerra è sempre e solo con se stessi
    la guerra  e poi la tregua
     per riuscire a comprendersi un po' meglio 
    e regalarsi almeno una carezza 
    un sorriso un sogno una carezza e un fiore 
    da regalare a me stesso e a chi avrà la pazienza di aspettare 

     aspettare che io riesca a sbrogliare 
    la matassa di aspettazioni di sospiri e di sogni 
    che ho ancora in testa
    ancora adesso che di anni ne ho tanti 
    come quando attorno ai venti correvo senza paura per le periferie del mondo
    e sia quello che deve essere
    che così e la vita
    o per lo meno così è la vita mia
    presso questi santi e poveri anni,
     grovigli di periferia

    Marco Bo
     http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/08/grovigli.html

  • 17 agosto 2014 alle ore 11:24
    Lei

     
    Giochi di luci all’orizzonte
    Esplosioni di stelle nella notte
    E nel buio cavalca una cometa
    Un viso di luna vestita di stelle:
     
    Si fa luce
    Si fa voce
    Si fa lei.
     
    Il vento suona e canta!
     
    Al calare dell’oscurità
    Nella calma che regna
     
    Mi succede di penetrare
    Quel misterioso silenzio
     
    E nel tempo immobile
    Dominano da sovrano
     
    Quei ricordi da ignorare
    Sparpagliati tra le stelle
     
    Quelle storie di vento
    Che non volano via.
     
    Oh notte che domini su tutti!
    Tracciami il sentiero di luce.
     

  • 17 agosto 2014 alle ore 10:39
    L'Attesa

     
    La mattina di buon ora
    Nella quiete della stanza
    Un raggio di luce
    Trafigge il silenzio
    E nel buio senza voci
    L'ignoto domani
    Attanaglia il nuovo giorno.
     
    In questa luce tremula
    Sogni senza fine
    Abortiscono
    Nel cuore disabitato.
     
    Oh come vorrei
    Che fossero lunghe
    Queste nuovi notti dell'esistere
    Fatte di tempo senza tempo
    E che lo sguardo smarrito
    Ora …privo di appigli
    Uscisse dalla nebbia
    Con ali di farfalla…!
    "La danza del vento…
    Ci doni sempre stelle vive".
     

  • 17 agosto 2014 alle ore 6:14
    L'alba alle finestre

    Modula il buio
    e ti sfuma sulle labbra
    prendendo lentamente
    il loro rosso.
    La notte
    è figlia dei tuoi occhi
    e dei cristalli liquidi
    che sul display
    misurano le note.
    Nel tintinnio dei calici
    e nei suoni morbidi
    un bacio appoggiato
    alla tua bocca
    sarà il preludio
    dell'alba alle finestre.

  • 16 agosto 2014 alle ore 22:57
    Mamma rabbia

    Erano giorni disperati,
    comprati a poco prezzo
    da un padre che non aveva null'altro da offrire.
    La rabbia mi ha salvato
    non mi ha reso migliore,
    mi ha semplicemente salvato
    e oggi, a chi si arrende
    a chi crede ancora alla morte
    e se la fa amica
    quando non ha più niente da scrivere
    nessun ballo da fare,
    auguro quella stessa,
    preziosa, 
    fedele,
    mamma rabbia.

  • 16 agosto 2014 alle ore 19:57
    Ronzini e stalloni

    Sono amalgama di mani
    quelle nuvole che scandiscono il cielo
    spighe di grano e puledri
    come fermagli di donna da accarezzare
    mentre sale l'allegoria
    tra il vigore delle viti
    e cala il sipario
    sulle uve rafferme.

    Lo sguardo avvizzito
    dell'abito vecchio
    un'anta che cigola
    mentre tenta l'affondo
    un armadio richiuso
    un pensiero defunto
    e quel profumo di donna
    che si spegne maldestro
    sull'asola inerme
    d'un ronzino assopito.

    Chi spira di vento
    e chi accende tempesta
    la donna s'inventa
    l'uomo s'arresta.

    Sono amalgama di mani
    quelle colline che accolgono il sole
    e canuti cuscini di seta
    su eremi di segatura
    ma la notte cancella gli accenni
    e anche il ronzino più inerte
    nella notte
    ritorna stallone

  • 16 agosto 2014 alle ore 17:32
    Solitario seduto

    Solitario seduto 
    sulla soglia d'una sottile spaccatura
    suscitai subito
    scurità suadente
    sullo sguardo scoraggiante
    di Subasio
    sostenuto dallo sfizio strano 
    d'un sedere spossato! 

  • 16 agosto 2014 alle ore 16:25
    IL MARE

    Può l’amore incitar parole a chi non è poeta,
    e la mia penna inquieta raccontare il mare?
    Vedo una scogliera lasciarsi schiaffeggiare
    da un’onda che s’infrange per poi scivolar giù.
    Avete mai pensato al mare senza onde?
    Stringo forte una donna al petto, e ripenso
    al mare piatto che non s’infrange più.
    E vento e naviganti lo sanno che vuol dire.
    Orgoglio e forza son della superficie;
    il fascino e il mistero alle profondità.
    Ma se non provo amore, che posso dire o fare,
    se non guardar la spiaggia che si eccita e
    scompare quando, spumando, il mare la possiede e se ne va.

  • 16 agosto 2014 alle ore 16:24
    ERA MIA MADRE

    Quel tuo quaderno nero,
    esile e sottile,
    bordato ai lati di rosso.
     Sta lì, sul mio scaffale,
    ma io sfogliar non posso
    senza sentire un fremito,
    leggendo le parole:
    le ultime a tuo figlio
    che sento amavi tanto.
     Dal letto d’ospedale
    un semplice fibroma
    in quell’anno ‘sessanta
    si rivelò fatale.
     Ma tu non disperavi,
    chiamavi a te la vita
    del figlio tuo che amavi
    per vincer la partita.
    Avevo sette anni.
    Tu, solo trentanove.
     Lo sposo tuo, mio padre,
    ci aveva già lasciati
    lottando per due anni
    contro quel mal sottile.
     
    Ma quelle tre parole,
    mamma mia, mamma mia cara!
    Son tutto ciò che ho di te!
     Perché dei miei ricordi di bambino,
    quel solo istante è salvo.
    Unico.
    Vive nella mia memoria.
    E quell’istante di tenerezza su di me
    io lo rivivrò per sempre con te,
     perché tu sei mia madre.
    Tu sei mia madre.

  • 16 agosto 2014 alle ore 16:21
    DOLCI LABBRA

    Labbra,
    calici purpurei
    dai quali dissetarsi,
    e noi riarsi,
    ebbri d'amor.