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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 07 settembre 2014 alle ore 14:08
    Ascolta la mia storia

    Ascolta la mia storiaAscolta la mia storia

    che persa fu nel tempo

    esposta a gioia e morte

    trafugata pe’ quattro venti

    Ascolta e resta fermo

    assapora e assieme

    ad essa piangi

    che altro non racconta

    che la giostra de’ tuoi giorni

    E’ un canto che trasporta

    arrotola e distende

    stride in mezzo a sassi

    aguzzi e laceranti

    e ride e si discioglie

    fra onde strette a ricci

    poi sfinito s’abbandona

    su rive stanche e pallide

    e languido si stende

    su scie infuocate all’orizzonte

    Ascolta la mia storia

    lenzuolo latteo ammainato

    animo bianco su impiccato

    sguardo limpido sporcato

    cuore aperto infilzato

    braccia larghe sbranate

  • 06 settembre 2014 alle ore 20:22
    Venezia

    Gondola nera
    sospiri appassionati
    vie lagunari
    antica maschera.

  • 06 settembre 2014 alle ore 10:54
    La Vita Di Un Giorno

     
     
     
    Questa notte
    La notte più lunga
    Della mia vita
    Il mattino
    Non vuole nascere
    All'improvviso
    Un brivido gelido
    Mi scuote la pelle
    Ed io capisco
    Che da domani
    I giorni
    Saranno più lunghi
    Le notti più brevi
    Non sembrerà vero
    Ma presto ti accorgi
    Che quando il gelo
    Ti ha portato via
    Un pezzo di cuore
    Nella vita abita il vuoto.
     

  • 06 settembre 2014 alle ore 10:43
    Mondo triste

    Quel mondo se ne va
    alla frontiera
    e resta a guardarsi
    fra sconfitte ammainando
    vele issate da rassegnazioni
    che non guardano più
    oltre l'orizzonte
    dei loro persi pensieri
    costretti a dimenticare
    non rimettere piede
    in quei ricordi
    che affievoliscono
    lentamente la vita

  • 05 settembre 2014 alle ore 17:07
    con un soffio di vento è arrivato Settembre

    con un soffio di vento e la rugiada nel campo è arrivato Settembre

    forse è andata l'estate dove il cuore non piange

    a noi rimane il ricordo di un bel gioco di ombre 

    quando il giorno è più lungo e la gente non dorme

     in un soffio di vento è tornato Settembre

    canteremo il raccolto e cureremo il cuore che piange
     i ricordi di un tempo e degli amori il tormento 

    con un soffio di vento è arrivato Settembre
    ieri ho visto in mio padre un bambino sorridente
    che affondava i suoi passi 
    fra le zolle del campo
    è il ciclo perenne
     del più bel sogno eterno
    Settembre

    Settembre
    forse salverà la nostra piccola e fragile porzione di eternità

    con un soffio di vento è arrivato Settembre
    e se così deve essere 
    che così sia
    inizio e fine
    e ancora

    il raccolto è ormai pronto
    ben tornato Settembre

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/09/con-soffio-di-vento-e-arrivato-settembre.html

  • 05 settembre 2014 alle ore 10:37
    Vivere In Un Sogno

     
    …tutto è possibile
    Al viandante stanco
    Saggio e sensitivo
    Mentre cammina
    Di giorno
    Di notte
    Tra gli abitanti dei boschi
    Tra gli abitanti del mondo
    Tra gli abitanti del mare.
    E quando si fermerà in un Castello
    Lui dirà: 
    Non esiste luogo
    Non esiste spazio
    Ma… Io esisto
    E mi è possibile ogni magia
    Anche quella di penetrare l’essere.
    Tutto può la mia immaginazione:
    Leggere nei cuori
    Creare una idea
    Creare un sogno da risveglio
    Basta farsi prendere sottobraccio
    E poi camminare mano nella mano
    Vedrai che non incontrerai ostacoli
    E vivrai felice un sogno in un sogno.
     

  • 04 settembre 2014 alle ore 22:17
    un passo insieme

    non basta avere passione

    bisogna essere e sentire compassione

    e arrivati lì non basta commuoversi

    bisogna muoversi insieme

    e credere fermamente credere

     di poter volare lassù, più in alto ancora

    per poter compiere nella giusta direzione un piccolo passo insieme 

    come esseri umani con i piedi ben saldi e sicuri

     su queste povere zolle di terra perse nelle periferie del mondo 

    e che così sia

    Marco Bo 

    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/09/un-passo-insieme.html

  • 04 settembre 2014 alle ore 10:20
    Amore E Paura

     
     
    Paura nella paura
    E dentro la paura
    L’ardente voglia di te
    E di un amore 
    Che si nutre di timori
    Paure e ansie concrete
     
    Regali rubati all’amore
    Nel tempo che viaggia
    E giorno dopo giorno
    Si porta via il piacere
    E gioire sempre meno
    Sotto le luci della paura
     
    Amore
    E desiderio
    Di sfuggire
    Alle precetti della vita
    E alla paura della morte
    Suicida dell’amore.
     

  • 04 settembre 2014 alle ore 9:55
    Il Pastorello...Pastore

     
    Solitario
    Pensieroso
    Vagabondo
    Rubato alle gioie
    Della Vita
    E regalato al dolore
    Sempre allo sbando
    Fra pianure
    Colline
    E Vallate
    In compagnia dei cani Le creature dal manto
    E della natura amica
    Padrone dei solo pensieri
    E dei sogni coltivati
    Tra una fermata al fiume
    E una all’ombra
    Della quercia
    Sempre in aspettativa
    Che il giorno s’addorma
    E che tarda a svegliarsi
    Per stipare ricordi sognati
    Vivi nella mente e nel cuore
    Ma le notti sono fugaci
    E svaniscono come nebbia
    Al rituale nascere dell’alba
    Che lo riconsegna alle dure
    Battaglie del nuovo giorno.
     

  • 04 settembre 2014 alle ore 8:52
    Il poeta

    Forse si è perso
    fra le righe
    di un tramonto.
    Nelle promesse
    di una lacrima
    incatenata al mare.
    Ineluttabile azzurro,
    arroccato su poggi
    di abile resa
    le sue ali
    non son più parole.
    Stagioni appassite
    piovono sul giorno
    spoglie
    flettono sguardi
    fendono il vento.
    Il poeta
    curvo
    sulla materna ombra
    dona l'età
    al silenzio delle foglie.
     

  • 03 settembre 2014 alle ore 9:54
    L'Uomo Civetta

    L’uomo Civetta
     
     
    Lui!
    Non era del posto
    Veniva da lontano

    Abitava una casetta
    Vicino al Cimitero.
     
    La gente aveva paura
    E lo chiamavano :
     
    “ Il Solitario”.
     
    Parlava pochissimo
    E lo faceva con la civetta
     
    Dalle ali mozzate
    Che viveva con lui.
     
    Uomo lugubre sciancato
    Nasone lo sparapalle
     
    A chi faceva scongiuri
    Gli sputava sentenze
     
    Lo fissava negli occhi
    Prendendolo di mira;
     
    Il futuro era bello e segnato
    Al quel povero malcapitato.
     
    Come un albero in fiore
    Colpito da un fulmine
     
    Era destinato a patire
    La sua lenta agonia.
     
    Tutte le mattine
    Si girava il paese
     
    A tangente versata
    Si metteva all’opera
     
    Questa la lugubre esistenza
    Della Civetta- Camposanto.
     

  • 03 settembre 2014 alle ore 9:39
    Ritornare

    Ritornare
     
     
     
    Ricordo!
     
    Il cortile di casa mia
    Dove tutto era possibile
     
    Questo è il momento
    Di tornare nella mia terra
     
    Addio crudele malinconia
    Addio brevi e felici ritorni
     
    Ora l’anima ritorna nei sogni
    L’anima è appagata per sempre
     
    Adesso è l’amore a risplendere
    Quello lasciato sulle mie strade
     
    Sarà dolce sognare insieme agli amici
    Come una volta nei voli della fantasia
     
    Anche se i visi sono segnati dal tempo
    Per le tantissime aurore volate via
     
    Ora le rivivrò mentre vanno a oziare
    Dietro le colline mai dimenticate
     
    Vivrò nelle luci della sera
    In quelle nuove della notte
     
    Vivrò nel flusso di vita vera
    Nel cortile che tutto dona
     
    Laddove c’è l’onda azzurra
    Per vivere la vita vermiglia.
     

  • 03 settembre 2014 alle ore 9:38
    La Donna Dei Sogni

     
    Sulla pianura
    Aldilà del fiume chiaro
    Oltre le verdi colline
    Dove il sole si perde
    Nella quiete serale
    La donna dei sogni
    Dalle movenze leggere
    Si gode l'odore del luogo
    regalando soffi d'amore.
     
    I suoi sorrisi innocenti
    I suoi  giovani pensieri
    Racchiudono nell'anima
    Squarci di sole
    Ai cuori tremuli
    Simili a foglie al vento
    E una magica serenità.
     

  • 02 settembre 2014 alle ore 20:57
    Avrei potuto

    Avrei potuto rimanere in pace
    con la mia coscienza

    e la sua essenza infantile

    cercando e trovando la giusta porta
    per uscire dal fermento delle riflessioni

    e invece mi trovo condannato
    all'erranza e alla follia

    nella costrizione di fare i conti con "l'Esistenza"

    e guerreggiare con le false apparenze

    tra i meandri delle false libertà
    e gli scandali della ragione

    a correre senza meta
    nei sentieri delle scelte

    e saltellare dalle lodi agli odi
    per guarire la mia anima infetta
    .
     

  • 02 settembre 2014 alle ore 20:24
    Cunnilingus

    I tuoi occhi ora stanno ruotando
    In cerca di un appiglio sicuro
    Il tuo respiro viene meno
    Ti senti cadere perduta.
    I tuoi capelli scendono vivi
    E grondi di sudor come fiumi,
    lenti e pesanti, sulle tue spalle
    e sul tuo seno, che pulsa con i gemiti.
    Le tue mani premono forte
    Sulla mia testa, ed i vortici della lingua
    Sul tuo sesso vuoi che non terminino mai,
    poiché ora il piacere è più forte di te.
    Spingi forte, perché hai fame
    Di sesso e d’amore, perché lo voglio
    Perché tu sei ciò che ho di buono
    Ed il piacere è il dono che ti offro.

  • 02 settembre 2014 alle ore 20:23
    Rimpianto

    Sentire dentro un urlo che 
    infrange i vetri dello spirito
    e non poterlo sfogare fuori.
    Vedere tutto intorno che
    si muove velocemente sapendo
    che nel vero è tutto normare.
    Ricordare quando tenersi la mano 
    era semplice e camminare insieme
    era essere più liberi degli uccelli.
    L'unico compagno di viaggio era
    il silenzio, perchè non c'era bisogno
    di parole per comprendersi oltre gli occhi.
    L'ultimo bacio prima di allontanarsi 
    ora ha un sapore amaro, si trasforma
    in un calice il cui siero ha
    il tetro sapore del rimpianto.

  • 02 settembre 2014 alle ore 19:10
    Maguzzano

    Antica abbazia
    frati silenziosi
    pii e devoti
    divina misericordia.
     

  • 02 settembre 2014 alle ore 16:34
    La Cornice Dei Ricordi

     
    La cornice d’argento
    Sul comodino dei memorie
    Ormai priva di foto
    L’unico regalo dei miei
    Alla mia immaginazione
    La mattina mi alzo
    Con l’animo bisognoso
    Per ornare la foto dei sogni
    Quella del Signore
    Per lenire le pene
    Quella della donna ideale
    Dolce compagna di vita
    Quella delle mie figlie
    Frutto del mio amore
    Infine dipingo il buio
    Per sognare
    Sogni mai sognati
    Da coltivare ne sonno.
     

  • 02 settembre 2014 alle ore 13:52
    a volte abbiamo paura di parlare

    a volte abbiamo paura di parlare
    è perchè abbiamo troppo da dire

    e sentiamo vergogna nel ricordare
    e facciamo fatica persino a portare un sorriso
    siamo troppo stanchi per dimenticarci per un minuto di noi stessi
    e tendere una mano

    eppure proviamo ancora e ancora non ci arrendiamo
    portiamo avanti il nostro pezzo di vita qui in queste dimenticate periferie del mondo
    e per quel che sappiamo stiamo in silenzio e aspettiamo e ascoltiamo

    siamo più forti di una roccia possiamo durare mille anni
    seppur circondati dalle nostre mille paure 
    accenderemo ancora il fuoco e ci prenderemo per mano
    racconteremo le nostre storie a chi le vorrà ascoltare 
    e continueremo per il nostro precario sempre
    a iniziare e finire insieme
    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.com/2014/09/a-volte-abbiamo-paura-di-parlare.html

  • 02 settembre 2014 alle ore 13:38
    Animo sensibile

    Cammini accarezzato
    dal pensiero del vento
    che cammina con te
    nell'immobile di un tempo
    ignoto, all' animo tuo
    al cieco fiato, che pesa
    a portarlo sulla schiena
    rattristata
    Vorresti liberartene
    abbandonando la nave
    ed acciuffare cieli migliori
    per sentirti migliore

  • 02 settembre 2014 alle ore 13:17
    Tasti dolenti

    Potrai puntar sull'infinito
    su tasti dolenti
    che lascian respirare
    appena appena
    in piccole aperture
    geniali e del contrario
    di quello che i buoni
    si aspettano da te?
    Potrai cadere, sentire
    ciò che dovresti fare
    per riparare danni
    a insignificanti piantagioni
    ma che sono dolcezza
    e non delusione

  • 02 settembre 2014 alle ore 10:49
    La Conchiglia

     
     
    S’ alza
    Il vento di ponente
    E nasce
    L'onda nuova del mare
    E la conchiglia dei sogni
    Si posa
    Nelle mani protese.
    Uno sguardo …
    E vedo
    L'anima di dentro
    L'ascolto
    E mi sussurra la voce
    Della mia anima
    E' il mare che mi parla!
    E' il mare che mi guida!
    E' il mare
    Che mi sussurra
    La vita…
     

  • 02 settembre 2014 alle ore 9:35
    Oltre La Finestra

     
    La grande casa dell'anima
    S'illumina allo schiudersi
    Degli scuri delle finestre
     
    E mentre osservo la pioggia
    Che bagna il paese inquieto
    Mi chino ai piedi del monte
     
    Germoglia dispettoso il crepuscolo
    Su questo angolo deserto di mondo
    Con la luna maestra dell'amore
     
    Lei spogliata della ragione
    E vestita dei soli respiri
    Mi abbraccia nella luce
     
     
    Che notte questa notte
    Invidiosa e frettolosa
    Si dona di botto al dì
     
    Paziente il nuovo sole
    Si affaccia e riscalda
    Teneri futuri affetti.

  • 02 settembre 2014 alle ore 9:22
    Tra i mandorli

    Sospira il tempo
    senza fede
    giura a chi non prega
    che conoscerà la neve....
    Di mari e morte vissuto,
    scosso dalle verità
    rimpianto.
    Tra i mandorli
    d'onore e onere
    il tenero profumo
    di viva luce
    risorge.
    Ma
    sogna il tempo
    canta isole
    alle raminghe vele,
    mente a chi non crede
    per farsi voler bene.

  • 02 settembre 2014 alle ore 9:05
    Un'altra immagine di me

    Desiderio di guardare lontano
    oltre gli occhi appannati dai piaceri

    a far delle meraviglie della natura

    il trampolino per avvilupparmi
    ancor di più alla conoscenza

    e preservarla come il tesoro più prezioso

    Godere del meraviglioso sole 
    che si alza presto per ascoltare i miei versi

    e si corica tardi stanco d'accordare le parole

    affinchè vibrino in perfetto accordo
     
    e con esse scalare con amore
    i dirupi scoscesi dell'anima

    e scoprire e spiegarmi ciò ch'è nascosto in me

    Condividere la fortuna che ho
    di vivere i miei giorni nella pace

    senza sottomettere il divenire
    a dipendenze predeterminate

    sofferenze e fragilità che hanno l'intento
    di annientarmi nel sonno infinito
    .