username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • 10 dicembre 2014 alle ore 19:57
    Amando te...

    Se un refolo di vento
    accarezza il mio viso
    sento le tue labbra che mi baciano 
    Se il sole coi suoi raggi
    mi riscalda
    sento il calore dei tuoi abbracci
    Se la luna col suo sguardo
    m'incanta
    sento i tuoi occhi che mi cercano
    In te amo tutto, così
    e con te
    amo pure l'intera natura
     

  • 10 dicembre 2014 alle ore 16:59
    L'Anfiteatro Dell'Esistenza

     
     
    Illudersi per sperare
    Esistere per vivere
     
    Nella strada dell’uomo
    La quiete dell’oscurità
     
    Con le luci dell’accaduto
    Nella voglia del bagliore
     
    Il divertimento dei venti
    Nei riflessi del chiarore
     
    Per rifilare illusioni
    All’errare nei sogni.
     
    Ho udito nel vallone
    I rumori del faggeto
     
    Ho vissuto sogni a metà
    Nell’alba di un tramonto
     
    È rifiorito il trascorso
    Di una strada segnata
     
    E a briglia sciolta ho camminato
    Tra rupi, querce e foglie allegre.
     

  • 10 dicembre 2014 alle ore 16:10
    Giorno dopo giorno

    Come una porta che si affaccia sul mondo,così vedo la mia vita prendere luce nell'incalzante monotonia di questo giorno.
    Vedo i volti della gente sciogliersi al mio sguardo,per poi perdersi tristemente nei miei ricordi.
    Come torce malinconiche li vedo spegnersi giorno dopo giorno.
    Dietro ogni mano che vedo tendermi davanti,trovo celata l'immagine riflessa dell'ipocrisia che la riveste,come un guanto consumato dal tempo.
    La mia ragione trova sfogo nell'indifferenza che le mie parole trovano come nuvole bianche l'acqua d'estate.
    E così,solitaria la mia penna,si perde nel deserto della mia mente.

  • 10 dicembre 2014 alle ore 9:48
    lievi increspature di vita

    al contrario di chi credeva di sapere tutto 
    io sono partito presto
    che al buio e al fresco si cammina meglio
    e così sul cammino ho incontrato 
    prima una certezza e poi un poteva essere 
    una mappa del tesoro e poi un imbroglio
    un segno di pace e poi un pedaggio
    un miraggio un graffio al cuore e poi un bacio al vento
    e alla sera al calar del sole
    ancora un dubbio un nodo 
    ancora un ingarbuglio da sbrogliare e tanti ricordi 
    antichi che uno alla volta tornavano ad incontrarmi su questo sentiero 
    di periferia

    altro non ho altro non so se non che andrò avanti fino a che vedrò 
    innanzi una prospettiva una profondità un crepuscolo da esplorare là 
    davanti
    una lieve increspatura di vita sulla linea spazio temporale

    questo prego e spero 
    sotto questo temporale
    prego e spero che i miei occhi non vedano, non distinguano mai tutto
    chiaramente
    la linea dell'orizzonte 
    e le mille sfumature
    e così baciato dalla consapevolezza di non sapere andrò avanti ancora e ancora 
    e che sia quello che deve essere presso questi grigi sentieri di 
    periferia
    e così sia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/12/lievi-increspature-di-vita.html

  • 09 dicembre 2014 alle ore 22:22
    "L' anima parla così"

    L'ho vista
    il sorriso sulle labbra vermiglie
    silenziosa e in attesa
    lo sguardo di dolce tristezza
    L' ho abbracciata con gli occhi
    l' ho avvolta in un manto d' amore

  • 09 dicembre 2014 alle ore 20:55
    Amori malati

    Costruire gli alti muri del male
    innalzandoli sui dossi della cattiveria

    e cercare truccate consolazioni 
    a falsi drammi esistenziali

    immersi nell'oceano
    di un'indefinibile superbia

    Atti surreali inconsulti

    offensivi della verità

    a mostrare tutta la loro permeabilità
    e focalizzati sulla marginalità degli affetti

    nella fuga da tutte le regole d'amore

    di una madre malata

    che ha trovato nel focolare domestico

    le condizioni ottimali
    per dare il meglio di sè
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 09 dicembre 2014 alle ore 9:39
    Il Futuro Dei Giovani

     
     
     
    La strada rovente
    Dal caldo di luglio
    Lungo la pianura
    Dal grano mietuto
    Va verso la scuola
    Per l’ultima prova.
     
    Medita la mente
    Il vicino domani
    Con teneri affetti
    Pronti a dividersi
    Nel nuovo futuro
    Che la vita ci dona.
     
    Gioventù bruciata
    Fra ansie e timori
    Nei giorni felini
    Che rotolano via
    Tra sogno e realtà
    Come ombre molli.
     
    Noi candidi angeli
    Felici di respirare
    Con l’unico intento
    Di aprirci la strada
    Che batte nel petto
    Per l’attuale futuro…
     

  • 08 dicembre 2014 alle ore 21:39
    regali di oggi

    parlare con gli amici venuti da lontano di stagioni e di campagna 
    sulla piazza del mio paese davanti alla chiesa 

    un aeroplano di carta che fa mille giravolte

    un bicchiere di vino sorseggiato tra i ricordi

    un frammento di me che solo gli amici sanno raccontare

    e poi pulir la strada dalle foglie secche prima di partire

    un bacio e una carezza per il cuore
    i regali di oggi 
    presso questi sentieri di periferia
    e così sia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/11/regali-di-oggi.html

  • 08 dicembre 2014 alle ore 21:09
    La dolce ballata del fuoco

    Bagliori d'incanto

    odori intensi
    di emozioni intrise di ricordi

    a salvarmi l'anima
    dai mille mali che l'affliggono

    frivoli sospiri che confortano
    antiche e attuali malinconie

    spiragli che spezzano la realtà
    e immergono nei sogni

    a raccontarmi e ricordarmi chi sono

    lingue di dolcezza ardenti

    a insegnare tra piaceri e misteri
    il delirio al cuore

    colmo d'ingenua bontà
    e di libertà senza nome

    sguardi accecati
    d'occhi arrossati

    dall'esasperata ricerca
    degli amori perduti

    elogiare nell'entusiasmo
    il risvegliarsi di forze interiori

    a raggiungere le ambizioni

    e ritrovarmi in tutti
    gli arcobaleni del mondo
    .
    cesaremoceo(c)
    diritti riservati

  • 08 dicembre 2014 alle ore 19:33
    Cercare

    Cerco forme nuove
    Ideali di vita
    Cuori che vivono tutt’ora di lacrime.

    Li cerco nel tempo 
    Che l’uomo ha cancellato
    In quei pensieri 
    Che l’uomo ha ucciso
    Li cerco sempre, ahimè,
    Nella mia immaginazione.

  • 08 dicembre 2014 alle ore 15:33
    Pathos

    Urlo dentro me
    di dolore, nel silenzio
    La mia anima
    è sconvolta.

  • 08 dicembre 2014 alle ore 13:14
    5/12/14

    Andrò ovunque,
    dove desidero,
    il latte di mia madre 
    mi ha gonfiato le cosce 
    perchè camminassi,
    e per non sentirmi solo,
    mio padre mi ha donato 
    brava gente di strada.
    Farei tutto, però la musica giusta
    non manchi, una musica adatta a me,
    sono ingordo di questo vivere che mi appassiona,
    voglio brindare alle strade e ai volti.
    Ancora una volta

  • 07 dicembre 2014 alle ore 13:03
    C'è un limite

    C'è un limite
    che esplora la forza
    e la sostiene
    anche se tutto
    sembra perduto
    di non poter resistere più
    farneticando in quei dolori
    opprimenti che asciugano
    la gola e tolgono i respiri
    non permettendo di vivere
    come vorremmo, in quella
    calma interiore, indispensabile
    per noi che viviamo inseguiti
    dai fantasmi del nostro passato
    turbandoci infinitamente, quando
    finiamo d'apparir
     

  • 07 dicembre 2014 alle ore 9:38
    Alla Vergine Maria

     
    Il sole ti riscalda
    La luna ti veste
    Le stelle ti ornano
    L'amore ti insegue
     
    Alba rossa perenne
    Adagiata nel tempo
    Dai colori dell'alba
    Ai rossicci tramonti
     
    I cuori ti cercano
    L'amore ti accoglie
    Il desiderio di averti
    È vivo dentro di noi
     
    Diversa e uguale
    Sei unica, eterna
    Io ti chiamerei:
    Madonna Dei Soli.

  • 07 dicembre 2014 alle ore 9:38
    Alla Vergine Maria

     
    Il sole ti riscalda
    La luna ti veste
    Le stelle ti ornano
    L'amore ti insegue
     
    Alba rossa perenne
    Adagiata nel tempo
    Dai colori dell'alba
    Ai rossicci tramonti
     
    I cuori ti cercano
    L'amore ti accoglie
    Il desiderio di averti
    È vivo dentro di noi
     
    Diversa e uguale
    Sei unica, eterna
    Io ti chiamerei:
    Madonna Dei Soli.

  • 07 dicembre 2014 alle ore 8:56
    nonostante la tempesta

    nonostante la diffidenza
    sorridere al vento contrario con sete di libertà

    perchè la vita è un gioco
    la vita è breve
    la vita è tutto
    la vita è interamente compresa in questo unico e fragile respiro
    e nulla più

    nonostante la tempesta
    vestirsi soltanto con la responsabilità della speranza
     qualunque cosa accada
    presso questi dimenticati cieli di periferia
     e così sia

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/12/nonostante-la-tempesta.html

  • 07 dicembre 2014 alle ore 1:19

    Ho vissuto momenti che ancora oggi mi fanno paura e malgrado quei momenti non ho mai smesso di essere quella che sono, non ho mai smesso di credere nei miei valori e non ho mai smesso di essere convinta che essere se stessi, restare quello che vogliamo essere fosse la cosa migliore. Oggi ho la conferma che il mio pensiero era giusto. Oggi guardo dietro e non mi fa più paura nemmeno ciò che è "Stato" . Vivo finalmente la vita che desidero, vicino a qualcuno che mi ama, mi rispetta e che fa di me uno dei suoi primi pensieri. Qualcuno che finalmente si occupa di me, qualcuno che c'è e che quando mi siede vicino mi fa sentire quella strana sensazione di "Pace". Ho aspettato, non ho regalato niente di me stessa e non ho mai svenduto niente di me. Ho imparato a stare sola, a stare bene da sola e ad aspettare chi davvero meritasse "ME". Non ho chiesto niente a nessuno,  ho valutato le persone e non ho mai scelto per convenienza ne per solitudine. Io non volevo una "Presenza"  io cercavo "LUI". Cercavo un uomo, un uomo di cui fidarmi. Cercavo un uomo che sapesse difendermi, proteggermi e rendermi migliore. E' facile cercare calore quando ci sentiamo soli, meno facile sopportare il freddo e il vuoto e aspettare quel qualcuno che davvero merita determinati lati di "TE"! In questo mondo dove sembra che essere "Single" è come essere "ritardati"  ricordatevi che non è così! Meglio single in attesa della persona giusta... Che svendersi a chiunque e poi essere delusi, traditi, ingannati e presi per il culo. Saper aspettare premia e premia in modo certo e definitivo. ora so che di altro ho bisogno, ora so che esser sola per me è solo un ricordo... E' solo un "Periodo" di passaggio che appartiene ormai al passato... Ora so che ci sei TU ! 

  • 06 dicembre 2014 alle ore 18:05
    La Pace

     
    Una colomba
    Vola sopra i capi
    E Tu mi neghi!
     
    Il Tuo sguardo
    Mi fugge!
     
    Io mi domando:
    Sei Mare?
    Sei Cielo?
    Sei fuoco?
     
    Bruci!
    Hai bruciato tutto!
    Brucerei tutto!
     
    Sappi che la Pace
    È una colomba in volo.

  • 06 dicembre 2014 alle ore 9:48
    Sera

     
    Rughe sul volto!
     
    Mi tuffo nel buio
    Fra ombre e misteri
    E l'incerto cammino
    Con un cuore muto
    Sotto un cielo infinito.
     
    Splendori di stelle
    Gemme nel nulla
    Nutrono la vita
    Con schegge di sogni.
     
    Il cielo è ormai buio
    Pare oscura dolenza
    Di una vita gioiosa
    Che si perde nel vuoto
    Tra essenze di rugiada.

  • 05 dicembre 2014 alle ore 23:04

    Sento spesso parlare che il sorriso di una donna non va spento, il cuore di una donna non va ferito, i sentimenti di una donna non vanno illusi ecc... Perchè quelli di un uomo si? Non conta uomo o donna, nessun cuore merita di essere ferito e nessun sorriso di essere spento. I sentimenti hanno tutti lo stesso valore che siano di una donna o di un uomo non conta essi non vanno calpestati, illusi o distrutti. RISPETTO: Questa è l'unica cosa che ognuno di noi, uomo o donna che sia, deve... Per DOVERE portare verso gli altri e per DIRITTO deve percepire!

  • 05 dicembre 2014 alle ore 22:55
    Ogni alba rivive

    Ogni alba rivive
    un nuovo giorno
    e formandosi da un calcio
    alla luna assopita
    che si sveglia all'imbrunire
    temendo di soffrire di nuovo
    per l'ennesima volta ancora
    nell'ascoltare pene severe
    con ascolti
    vertiginosi, e immediate
    risposte taglienti
     

  • 05 dicembre 2014 alle ore 21:16
    A passeggio tra i pensieri

    Sfuggo schegge di passato

    sfidandole con parole appuntite
    conficcate nei sentimenti e nei gesti

    Pezzi di vita già vissuta 
    gorgogliano umori ancora fumanti

    a contrastare l'ostracismo del mondo 

    e scansare il buco nero 
    in cui vorrebbe seppellirmi

    E sfrutto il mio talento
     
    a dispetto dello smalto
    dei migliori anni

    ormai appannato

    facendo della speranza
    il rifugio segreto delle mie incertezze
    .
    cesaremoceo(c)
    diritti riservati

  • 05 dicembre 2014 alle ore 14:12

    SSSShhhh... Amiamo il silenzio e rispettiamolo. Lui uno dei regali più grandi da fare a chi non merita parole! Una delle voci più forti capaci di gridare quello che spesso le parole non dicono. Lui, spesso mal interpretato e ignorato. Il silenzio la più alta forma d'intelligenza laddove la stupidità di vaga. Esso è l'arma di coloro che sono maturi perché chi non lo è preferisce "Sparlare" invece che "Tacere"!

  • 05 dicembre 2014 alle ore 8:45

    Troppe persone provano a capirmi, ma pochi ci riescono. A volte nemmeno io mi capisco, ma mi piaccio e mi amo proprio così. I miei pregi, i miei difetti e le mie eterne paure. I miei momenti no, la mia dolcezza e quella mia capacità di saper "Rompere" con classe. Mi amo e me ne frego di chi non mi apprezza, perchè continuerò ad AMARMI!

  • 04 dicembre 2014 alle ore 23:46
    Confessione di una società

    Noi siamo
    la società della metropolitana
    l'indifferenza qui
    regna sovrana
    il posto a sedere,
    vuoi mettere la preoccupazione?
    Quello lì me l'ha rubato
    "Ma sei proprio
    un gran coglione!"
    Gente a disagio
    senza il telefonino
    "Mi si è scaricato
    e mo' che faccio?
    Che gran casino!"
    E poi i campioni 
    dell'antropologia
    con i dottori in sociologia
    e tutti gli scienziati
    della psicologia
    gli esperti che conoscono
    tutto sulla vita: ogni terapia!
    Eccoli che cercano
    di imbastire qua e là
    qualche pacata conversazione
    ma sono troppo emozionati
    poverini
    devono improvvisare
    son senza copione
    e si finisce per stare tutti zitti
    a fissare lo sguardo
    sopra l'altro pantalone
    Gente che sgomita
    si insulta, si accapiglia
    quel vagone è troppo pieno
    "Signore, metta giù
    quella bottiglia"
    Gente che cambia
    gente che parla
    con l'aria svogliata
    delle 7 del mattino
    gente che chiede
    gente che risponde
    e se ne va
    in tutto il gran casino
    Gente che sbaglia stazione
    gente che "questa volta
    al prossimo sciopero
    vedranno
    che gran polverone!"
    Gente che "in fondo
    non potevamo diventare
    che questo:
    siamo tutti nel profondo
    un po' piccoli borghesi
    viviamo in eterno
    aspettando l'ora del tè"
    Gente di marmo
    che ascolta appassionata
    il Radio Costanzo Show
    per prodursi poi
    in elevati discorsi
    riguardo all'ottimismo
    che è il profumo della vita
    Gente che si arrabbia
    per una scommessa persa
    e offre il proprio braccio
    all'anestesia dal giudizio
    Gente che si perde
    nella foresta della realtà
    e preferisce giacere
    alla porta del sentimento
    e non costruire niente
    "Tanto ho sentito dire
    che il girone degli accidiosi
    è proprio un bel posticino
    c'è pure il prete
    che la domenica
    al mattino
    ti dice la sua messa
    seduto in poltrona:
    mi sembra si chiami
    Abbondio"
    Gente che vaga
    smarrita per la strada
    acquistandosi un pacchetto di felicità
    nel discount sotto casa
    "Nel quartiere accanto
    già un po' mi disorienta"
    Gente che ha smesso
    di inventare
    di immaginare
    di creare
    di viaggiare
    tanto c'è google maps!
    Gente che ha eletto
    i suoi nuovi profeti
    i grandi maghi del bestseller
    quelle sfumature di grigio
    io le vedo tristemente
    riaffiorare sulla tua pelle
    Gente che ha scordato
    e vilipeso
    chi sa ancora
    domandare alla luna
    "A che tante facelle?"
    Gente che ha dimenticato
    l'amore come una cosa concreta
    come assalita da una noia ansimante
    nel fermarsi alle soglie
    della Strada
    Gente che si affanna
    di nuovo a censurare
    quel dilemma elementare
    "Ma ha senso 
    o non ha senso
    questo nostro amore?"
    Gente che ha eretto
    il suo nuovo tempio laico
    alla seduzione
    come l'emblema moderno
    di una epocale liberazione
    la seduzione viscida
    della retorica del sogno
    che puntualmente cade
    in quella sfida tutta personale
    della fatica quotidiana
    Tra duemila anni forse
    amanti di cose arcaiche
    e abbandonate
    come la Poesia
    ci chiameranno
    "La nuova Lost Generation"
    noi abbiamo visto
    sfregiati un'altra volta
    gli idoli dei padri
    come a soffocare
    ogni germoglio di slancio
    ed abbracciare di nuovo
    gli alambicchi della ragione
    in un cinico realismo
    vuoto, gelido
    e ormai incapace
    di andare oltre
    l'immediatezza della realtà
    Ma voi mi direte ora:
    da dove ti viene
    tutta questa sapienza
    un po' troppo compiaciuta
    che puzza di giudizio universale?
    Non sono mai stato
    un sociologo
    lo ammetto
    e l'idea mi fa un po' schifo
    e un po' spavento
    sarei studioso delle masse
    neanche un gran portento
    osserverei col dito in bocca
    l'insieme degli uomini
    mandato in pasto
    a calcoli di probabilità
    uomini come incapaci
    di ricostituirsi Comunità umana
    il cui segreto nessuna scienza
    potrà mai svelare
    Allora
    - caro amico -
    il mio personalissimo
    giudizio universale
    tramuta in confessione
    perchè ci sono io
    nel mezzo
    forse te lo eri dimenticato
    io sono ancora qui,
    invischiato nei nostri sfaceli
    qui: accusatore e complice
    schiacciato tra le due porte
    del metrò
    Vorrei mantenere
    la rotta dritta
    fermo, inflessibile
    coerente, ma forse sarei
    immobile
    vorrei anch'io
    respirare a pieni polmoni
    la brezza che danza
    attorno a Thomas Paine
    e spezzare definitivamente
    quella catena artificiale
    che tiene qui ancorati
    questi gabbiani
    senza più nemmeno
    l'intenzione del volo
    potrei elevarmi
    come un eroe
    che non conosce
    nè macchia nè paura
    e con un gesto disumano
    sollevare il mondo
    come un novello Eracle:
    ma lo confesso,
    io non ne sono capace,
    forse neanche per me stesso,
    io non sono altro
    che un vostro Compagno
    qui impegnato
    nel Cammino.