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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 16 agosto 2014 alle ore 22:57
    Mamma rabbia

    Erano giorni disperati,
    comprati a poco prezzo
    da un padre che non aveva null'altro da offrire.
    La rabbia mi ha salvato
    non mi ha reso migliore,
    mi ha semplicemente salvato
    e oggi, a chi si arrende
    a chi crede ancora alla morte
    e se la fa amica
    quando non ha più niente da scrivere
    nessun ballo da fare,
    auguro quella stessa,
    preziosa, 
    fedele,
    mamma rabbia.

  • 16 agosto 2014 alle ore 19:57
    Ronzini e stalloni

    Sono amalgama di mani
    quelle nuvole che scandiscono il cielo
    spighe di grano e puledri
    come fermagli di donna da accarezzare
    mentre sale l'allegoria
    tra il vigore delle viti
    e cala il sipario
    sulle uve rafferme.

    Lo sguardo avvizzito
    dell'abito vecchio
    un'anta che cigola
    mentre tenta l'affondo
    un armadio richiuso
    un pensiero defunto
    e quel profumo di donna
    che si spegne maldestro
    sull'asola inerme
    d'un ronzino assopito.

    Chi spira di vento
    e chi accende tempesta
    la donna s'inventa
    l'uomo s'arresta.

    Sono amalgama di mani
    quelle colline che accolgono il sole
    e canuti cuscini di seta
    su eremi di segatura
    ma la notte cancella gli accenni
    e anche il ronzino più inerte
    nella notte
    ritorna stallone

  • 16 agosto 2014 alle ore 17:32
    Solitario seduto

    Solitario seduto 
    sulla soglia d'una sottile spaccatura
    suscitai subito
    scurità suadente
    sullo sguardo scoraggiante
    di Subasio
    sostenuto dallo sfizio strano 
    d'un sedere spossato! 

  • 16 agosto 2014 alle ore 16:25
    IL MARE

    Può l’amore incitar parole a chi non è poeta,
    e la mia penna inquieta raccontare il mare?
    Vedo una scogliera lasciarsi schiaffeggiare
    da un’onda che s’infrange per poi scivolar giù.
    Avete mai pensato al mare senza onde?
    Stringo forte una donna al petto, e ripenso
    al mare piatto che non s’infrange più.
    E vento e naviganti lo sanno che vuol dire.
    Orgoglio e forza son della superficie;
    il fascino e il mistero alle profondità.
    Ma se non provo amore, che posso dire o fare,
    se non guardar la spiaggia che si eccita e
    scompare quando, spumando, il mare la possiede e se ne va.

  • 16 agosto 2014 alle ore 16:24
    ERA MIA MADRE

    Quel tuo quaderno nero,
    esile e sottile,
    bordato ai lati di rosso.
     Sta lì, sul mio scaffale,
    ma io sfogliar non posso
    senza sentire un fremito,
    leggendo le parole:
    le ultime a tuo figlio
    che sento amavi tanto.
     Dal letto d’ospedale
    un semplice fibroma
    in quell’anno ‘sessanta
    si rivelò fatale.
     Ma tu non disperavi,
    chiamavi a te la vita
    del figlio tuo che amavi
    per vincer la partita.
    Avevo sette anni.
    Tu, solo trentanove.
     Lo sposo tuo, mio padre,
    ci aveva già lasciati
    lottando per due anni
    contro quel mal sottile.
     
    Ma quelle tre parole,
    mamma mia, mamma mia cara!
    Son tutto ciò che ho di te!
     Perché dei miei ricordi di bambino,
    quel solo istante è salvo.
    Unico.
    Vive nella mia memoria.
    E quell’istante di tenerezza su di me
    io lo rivivrò per sempre con te,
     perché tu sei mia madre.
    Tu sei mia madre.

  • 16 agosto 2014 alle ore 16:21
    DOLCI LABBRA

    Labbra,
    calici purpurei
    dai quali dissetarsi,
    e noi riarsi,
    ebbri d'amor.

  • 16 agosto 2014 alle ore 16:17
    AL TOCCO DELL'AMORE

    Anche una rosa rossa
    i suoi petali muta
    in bianco candore,
    quando al tocco dell'amore
    per invidia impallidisce.

  • 16 agosto 2014 alle ore 15:42
    Arcobaleni di colori

    Nell'alba delle emozioni
    incanto ed energia
    luce e colore
    forma e dimensione
    fragranze di sibilii romantici
    piccole soffici bellezze

  • 16 agosto 2014 alle ore 13:37
    Numero Uno

    Nello sguardo il cielo cupo
    del crepuscolo friulano
    solitario come un lupo
    segue il gioco da lontano
    nel suo ruolo marginale
    decentrato dall'azione
    sa che l'attimo cruciale
    non ammette distrazione

    Quattro uomini in barriera
    nebbia gelida incombente
    schizza l'ombra della sfera
    sventa in angolo il fendente
    neutralizza tra le braccia
    lo spiovente successivo
    allontana la minaccia
    respingendo il tentativo

    Per l'impresa non si esalta
    piedi saldi sul terreno
    ritenendo la ribalta
    un diabolico veleno
    è il prototipo spartano
    di uno scudo refrattario
    tenebroso capitano
    di un trionfo leggendario

    È indelebile il ricordo
    della magica atmosfera
    dello storico traguardo
    che da lustro alla carriera
    portavoce silenzioso
    per il suo quarantennale
    un regalo prestigioso
    la conquista del mondiale 

    (È il testo di una canzone)

  • 16 agosto 2014 alle ore 13:02
    Tra cielo e stelle

    Guardo in alto e ascolto le limpide note soavi
    di suono di cielo e stelle.
    Mi immergo in paradisi immensi
    e estatici pensieri.
    mi accorgo che non sono solo
    nel contemplare tale gioia.
    Morbida armonia che è in me
    Grazia e felicità immense.
     

  • 16 agosto 2014 alle ore 11:07
    Policroma estate suonatrice

    L'estate è colma e suona
    strumenti sconosciuti
    di pietra e di conchiglia,
    l'appartenenza al vento
    invoca il mare tra le rovine
    di una terra brulla.
    Ristorami nel tuo silenzio
    Selinunte, sorella,
    laccio che leghi, stringi,
    attorcigliami al girasole
    sii generoso di ferite
    e di campane.
    Segesta, pietra che tace,
    silvestre divenire, amore
    caduto in un canestro,
    luna.
    Che questi sassi in tasca
    siano presto lucertole
    salamandre e vespe
    nate dalla mia rinuncia gravida di soli.
    Sono la barca che sbatte sullo scoglio,
    sono terra di porto,
    relitto intatto, schiuma.
    Estate, policroma morte suonatrice
    che ti amo, cantandoti dichiaro
    sconfitte le distanze e vivo il grano.

  • 16 agosto 2014 alle ore 10:31
    Non rimane mai nulla di noi

    Stanotte ho lasciato che il dolore arrivasse prima del tempo. 
    A volte si ha bisogno di soffrire per capire se si e' ancora capaci di piangere.
    E' un po' come ingannare il giorno chiudendo gli occhi. 
    Ho lasciato chiusa la porta così che tu debba bussare per entrare, 
    così da non trovare i miei desideri perduti dentro ad un sogno.
    Ed e' stato domani che ti ho dimenticata, perche' oggi non ero pronto. 
    E' stato domani che non ti ho sognata perché oggi ho comprato una speranza col tuo nome. 
    Ho provato a ricordare la tua assenza, 
    ed era cosi tagliente che avrei voluto piangere. 
    Non rimane mai nulla di noi. 
    Solo l'istante e la ragione. 
    Ho chiuso la porta, per non disturbare.

  • 16 agosto 2014 alle ore 9:58
    Ti Avevo Dipinto E Non Lo Sapevo

     
     
     
    Oh Padre Pio!
     
    Il Tuo volto
    Uguale al mio
    E a quello
    Di mio padre
     
    Solo in una stanza
    A disegnare
    Con la mente
    E nulla nei pensieri
     
    Sul muro
    Nasce un viso
    Espressione travagliata
    Lineamenti stanchi
    Sguardo assente
     
    Negli occhi solo nebbia
    E quando si dissolve
    Nient’altro che delusione
    Ti prego San Padre Pio
    Donami il Tuo carisma .
     

  • 15 agosto 2014 alle ore 23:37

    A volte capita di vedere cose che non vorresti vedere, ma quando succede mi pongo delle domande;  mi domando che cosa trasmettiamo ai nostri figli, cosa insegniamo loro:  Ho visto un bambino di 10 anni essere scartato da altri 3 perché "Ciccione".  L'ho visto spingere, prendere a calci e mentre lui a testa bassa tra le lacrime nel silenzio camminava per allontanarsi questi bambini lo seguivano e ridendo lo prendevano a calci dicendo: "Vai ciccione vai"... Avranno avuto si e no 11 o 12 anni al massimo... Non ce l'ho fatta a trattenere le parole, e a non intervenire. Non ce l'ho fatta ad andare in contro a quel bambino  ( che subito senza nemmeno sapere chi fossi mi ha abbracciata) e domandare agli altri tre ce erano fieri di ciò che facevano! Ma come ragiona il mondo? Siamo noi che cresciamo i nostri figli in questo modo, che diamo loro esempi sbagliati?!  Pensiamoci ogni volta che discutiamo tra noi grandi, che ci offendiamo, ci sputtaniamo e ci aggrediamo. Pensiamoci quando schifiamo qualcuno,  lo discriminiamo oppure lo allontaniamo. Pensiamo a come siamo noi per primi con gli altri, perché i nostri figli sono il nostro specchio... Loro assorbono il nostro comportamento... Credetemi, loro imparano molto più dai nostri atteggiamenti e dal nostro comportamento... Che non dalle nostre parole. 

  • 15 agosto 2014 alle ore 13:14
    Risacca

    Saprai di mare
    e sabbia a grani grossi
    tra le mie mani 
    e la pelle dei tuoi fianchi
    quando i miei baci
    d'alta marea ti copriranno
    e di risacca
    gli occhi tuoi nei miei
    riposeranno.

  • 15 agosto 2014 alle ore 12:14
    Rapporti

    Tanti "non detto" divengono mattoni che,
    sovrapposti,  
    elevano muri invalicabili…
    portentosi monumenti all'incomunicabilità
    in una geografia di desertici
    rapporti rinsecchiti
    che timide gocce di umanità
    non bastano a dissetare…
    L'aridità tutto ricopre
    col suo manto spietato,
    come in un desolato paesaggio di Dalì.
     
     

  • 15 agosto 2014 alle ore 10:05
    L'Anima

     
    Notte!
     
    Notti nere
    Trascorse nella solitudine
     
    Notti buie
    Che scivolano
    A rincorrere gli anni
     
    Notti scure
    Che si accavallano
    Sempre di più
     
    Notti
    Che portano via briciole
    Di sentimenti
     
    Notti
    Che vivono nell'attesa
    Luminosa e guaritrice
    Delle pene dell'anima.
     
    Notte!
     

  • 15 agosto 2014 alle ore 0:22
    La marea

    La marea percepisce
    il rumore del mare
    ripassa le sue onde
    in quel ricercare un movimento
    astrale, nel riportarlo a galla
    senza chiedersi cosa sogna
    cosa vorrebbe fare
    se affogare o resuscitare
    per non naufragare
    nel suo labirinto complicato
    di fenomeni strani
    intenti a sciogliere corde
    che si vestono ed aspettano
    venti immensi e tropicali

  • 14 agosto 2014 alle ore 21:31
    Noi innamorati

    Non riesco a dire
    di amare te
    provare
    Un sentimento
    è diverso
    saperlo
    La distanza tra noi
    accresce i nostri desideri
    avvicina i nostri cuori
    Formeremo un nido
    per l’amor nostro
    per noi sull’oceano
    Uniremo le nostre passioni
    realizzeremo i nostri sogni
    daremo vita ai nostri ideali
    Si avvererà il nostro futuro
    si compirà il nostro viaggio
    tra noi un unico scopo
    Tra noi un’unica speranza
    tra noi un’unica vita
    di ricordi viva.
     
     

  • 14 agosto 2014 alle ore 21:21

    Fermarsi a pensare ogni tanto fa bene, ma quando la sosta rallenta la vita allora qualcosa non va. Fermarsi ad aspettare gli altri è una tua libera scelta, ma ricorda che la vita non aspetterà te. Fermarsi a pensare a ciò che il mondo pensa, dice e fa contro di te è inutile. Perdi solo l''occasione di fargli vedere che tu sei in grado di camminare anche da solo.

  • 14 agosto 2014 alle ore 13:16
    Piangono i pensieri

    Piangono i pensieri
    lasciati soli
    senza un sorriso
    senza conforto
    come la rugiada
    rivestita d'aria
    che fredda diventa

     

  • 14 agosto 2014 alle ore 12:12
    L' ho vista

    Non so dove andrà
    la luna dopo che sarà tramontata
    So che mi ha incantato!

     

  • 14 agosto 2014 alle ore 11:26
    Nel vento

    Libra nel vento nell'arsura del tempo
    ... di te che eri quel tempo
    scandendo i miei battiti
    ora il tempo divenne lento
    per riaccordarsi al nostro tempo
    se di amor nel tempo 
    ritorna nell'oggi 
    riaccordando quella gioia che era il nostro
    ... tempo

  • 14 agosto 2014 alle ore 11:02
    Haiku

    La luna rossa
    silenziosa sui tetti
    stupisce il poeta

  • 14 agosto 2014 alle ore 9:57
    Il Lampione

     
     
     
    Oggi
    Soffia alle spalle
    Un vento amico
    Un vento che rapisce
    E spinge lontano
    I rimorsi
    La notte assorbe
    I silenziosi
    Pensieri della mente
    Ed io cammino
    Con me stesso
    Lungo una via
    Deserta e silenziosa
    Illuminata
    Da un solitario
    Lampione
    Ubriaco d’amore
    Lo confondo con la luna
    E il suo ingannevole assenso
    Mi regala sogni e illusioni.