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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 17 gennaio alle ore 17:32
    Canto di Persefone

    Sei rubini
    di oppiaceo
    Melograno

    Sono danza
    che sibila il vento
    L'aspide benefico
    che serpeggia
    in acque chete
    Il veleno in medicina
    La cura che devasta

    Dall'ombra antica 
    i neri capelli 
    al fuoco centrale
    di assiale equilibrio
    In croce altissima
    che tira giù
    il cielo per il grembo
    opulento di madre terra 
    Da cui dirigo lo Stige
    di tutte le promesse mancate

    Bevendo il segreto ultimo 
    trasmigrare dal ciclo 
    di vite

    Pericolosa
    perché 
    sopravvissuta
    agli inferi 

  • 17 gennaio alle ore 15:15
    Allegra famiglia

    Nella giungla di pregiudizi mi ero
    perso...dolci ricordi ho rievocato
    grazie a voi; che bello, è tutto vero!

    Un doppio senso, voi avete dato
    alla vita mia: sinceri amici
    siete, il sorriso mai è mancato.

    Con voi trascorro giornate felici,
    e nel mio cuore, qui viene il sole!
    Non fanno male queste cicatrici.

    In voi, io non solo vuote parole
    ho trovato: una guida sicura
    siete, dalla gente che non mi vuole.

    Nessun altro, ormai, di me si cura?
    Guardate con voi quanto sono forte!
    Di essere me stesso, non ho paura.

    Grazie, per avermi aperto le porte!
    A tutti voi voglio bene! Mi avete
    ridato emozioni, che erano morte.

  • 17 gennaio alle ore 8:51
    Esecuzione Capitale

    Perderò la testa
    per Mastro Titta
    per uno struggente tramonto
    in soffitta.
    Vilipeso tra
    un sconfitta in trasferta
    e il leggendario Gra
    questo è un popolo in continuo movimento,
    in perenne migrazione;
    dal senso civico e la buona educazione
    agli alti pascoli della più cupa rassegnazione.
    Che di Ottavi monarchi ne ho piene le tasche
    come gli spiccioli di questa Fontana
    come le ore perse ad una fermata
    come a dire “a chi tocca nun se ‘ngrugna”
    porgendo l’altra guancia alla vergogna
    se solo mandi giù bocconi amari
    e ti rimane un filo di voce impigliato nelle mani.
    Ce ne sono di escrementi, di voragini, prestanome e cardinali
    Neroni che incendiano la rabbia
    per questo castello sulla sabbia
    chiamato Roma, chiamato Urbe
    di lupe e volpi poco furbe
    per decidere qualcosa di sensato
    senza darsi troppe arie su pe’ l naso.
    Non è Pasquino che è tornato.
    È solo il canto stupido e spaesato
    di chi di quest’eterna Capitale
    n’è ancora tutto sommato innamorato.
    Ma Lorsignori saran d’accordo
    su questo fastidioso Corso degli eventi
    che Qui di fulgido e glorioso
    sono rimasti solo i monumenti.
    Il barcarolo va contro corrente
    parla ma non dice niente,
    fra le sponde e i ponti sul Biondo incedere
    medita che in fin dei conti
    ciascuno ha quello che si merita.
    “ Bonanotte Popolo”
    l’eco finalmente si risente
    “ torna a dormì e lassa perde
    tutte ste faccenne. Aricordete ora e ancora
    che nun ce stà nisuna assoluzione
    e che stamo e ce staremo sempre
    nell’anno der Signore!”

  • 16 gennaio alle ore 19:16
    Col grigio schermo loci

    Col grigio schermo loci
    al limite contorto dell’inerzia
    dai poli che si strappano per vite
    disunite, gittate sterili di semi
    impolverate d’acqua.
    Lo stile ch’era il mare
    a sorreggere vertebre
    sale in traccia è rappreso - non chiama
    migratori. Lo sciabordio di culla,
    un atto falso. S’incurva, al fianco.

     

  • 16 gennaio alle ore 1:36
    Il re dei desideri innati

    La sera del 21 dicembre mi sono detto:
    Vorrei volare fino a domani,
    poi nel fragile silenzio,
    stendere un pò' le ali
    e cingermi di stelle,
    di qualche bagliore d'argento.
    Questa sera vorrei
    essere il re dei desideri innati,
    così da non sentirmi più solo
    anche seduto ad un marciapiede.
    Da qui non vedo la mia terra:
    le mura sono molto alte
    e le strade troppo lunghe.
    Sotto questo cielo mi chiedo:
    perchè tutto è così scuro?
    Anche se ora mi alzo
    in una città fredda e straniera,
    non ho paura di carpire
    un sola carezza di luce.
    Forse qualcuno m'ascolta:
    Amico, tu sei libero di andare
    Ma se vuoi fermati
    la mia storia vorrei raccontare.
    Tu non sai ma dove vivevo,
    la mia casa era la più bella
    e la mia porta era sempre aperta.
    otto fratelli siamo
    e dopo scuola, a calcio
    spesso giocavamo.
    Quando ci trovavamo e parlavamo,
    nessuno cambiava strada
    e nessuno si spaventava.
    Ora sono qui, non è un caso,
    Spero di trovare il mio futuro.
    Vorrei dirti altre parole
    ma Volare non mi da pace:
    poichè anch'io sono un viandante
    e di vagare per le tue strade
    davvero non mi piace.
    Ti potrei seguire e rubare i sogni
    per disegnarli nei miei ricordi.
    Eppur se col pensiero ti sono vicino,
    perchè ora mi sento tanto smarrito?

     

  • 15 gennaio alle ore 22:53

    Non sono cattiva. Sono semplicemente una persona che a dirti ciò che ti piace non ci sta. Non mi creo problemi se questo irrita chi lo riceve, non è un mio problema. Non sono scettica. Sono solo una persona che diffida dai troppi "Io sono"... e pochi "Adesso te lo dimostro"... Non sono insensibile. Sono una persona che ama mostrare la sua sensibilità solo dove la trova. Non sono nessuno, ma scelgo sempre io e in modo molto restrittivo per chi diventare "Qualcuno"! 

  • 15 gennaio alle ore 20:42
    Il giusto prezzo

    Fremiti interiori
    simili a brividi di vita

    mi parlano sempre
    della necessità dell'anima

    a volte morbosa e irritante

    d'immaginare sogni malati

    dove nessun insuccesso
    possa turbarmi

    Là mi rivedo

    infante nell'età

    fermo in quel tempo
    ancora a scrutare il mio orizzonte

    sorpreso e ammaliato
    dalla grandezza di Dio

    capace di riunire il Cielo e la terra
    davanti ai miei occhi

    e guardare in quell'infinito
    la mia rinascita nel futuro

    in questa realtà

    che ho poi vissuto
    e pagato al giusto prezzo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 15 gennaio alle ore 20:39
    Anime nobili

    Il lungomare
    al mattino presto
    pullula di anime nobili
    ritratti sfocati dall'alba nascente
    imbacuccati di ricca sensibilità
    generazioni immerse
    in strani modi di vita
    e sensazioni ricercate
    in carezze donate
    da mani tremule e senza sonno
    E io le guardo senza dir nulla
    sentendole nel cuore
    orgoglioso del loro andare
    nella celestialita' della loro vita
    e anche a piangere per Loro
    se ne fosse il caso
    perché siamo così
    anime povere
    felici d'aver vissuto
    felici d'esserci incontrate
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 15 gennaio alle ore 20:37
    Silenziose lacrime... scendono

    Mi guardo intorno

    smarrito

    spiaciuto nel mio Essere

    sensi di buio e di torbidezze
    m'avvolgono l'anima

    insultata dai soprusi del vivere

    E mi sento rotto
    in tutto il mio corpo

    nel continuare a chiedermi il perché
    di questi gratuiti tormenti

    che m'indeboliscono il cuore
    e rendono arido il volere

    E non trovo risposte nella mente
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • Lascio a voi tutti i giorni
    i resti del mio pensare

    a svelarvi i segreti destini
    del mio volere

    eccitazioni orgasmiche
    del mio esser di desiderio

    a seminare

    sperando che le piogge di Dio
    le faccian germogliare

    amori e passioni
    nel raccoglimento dei sensi

    E assisto compiaciuto

    all'alleanza tra l'anima e il cuore

    uniti in fraternità

    per sottrarsi alle grate
    dei desideri irrealizzati
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 15 gennaio alle ore 20:32
    Come in un film

    Mi sembra ogni dì
    di patire una nuova pena

    la mia dose giornaliera d'amarezza

    che inaridisce l'anima
    e inasprisce il cuore

    E me ne vado a zonzo
    avaro di passioni

    col capo chino
    e le mani in tasca

    a pensare alle mie carestie

    e alle parate di sofferenze

    che la vita si prepara
    a mettere in scena

    coi suoi artigli
    che arrancano lontano

    verso il passato

    quasi a voler arpionare per i capelli
    le felicità perdute

    E mi sembra di recitare
    ancora nel mio film preferito
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 15 gennaio alle ore 19:03
    Dentro di me

    Circondami di selvaggio immenso,
    aura di remoto a cui sempre penso,
    senza di te il nuovo non ha senso
    giacchè l’amore per te è troppo intenso.

    È verso di te che la mano tendo
    e se non mi dai la tua non mi offendo.

    Vorrei solo sentirti vegliare su di me,
    vorrei solo sentirti vivere dentro di me.

  • 15 gennaio alle ore 18:29
    Ardimi

    Ardimi, sei il fuoco che accende la mia anima.

    Raffreddami, sei la neve con cui posso giocare.

    Inondami, sei il ruscello che placa la mia sete di gioia.

    Illuminami, sei la stella che segna il mio cammino.

    Abbagliami, sei il sole attorno a cui mi muovo.

    Fulminami, sei la saetta che si fa breccia nel mio cuore.

    Sovrastami, sei il cielo che la mia vita ricopre.

    Possiedimi, sei la belva che mi fa godere.

     
    Dott. Eugenio Flajani Galli
    © RIPRODUZIONE RISERVATA.

     

  • 15 gennaio alle ore 17:12
    Oltre le favole...

    Perché se tu fossi qui, tutto sarebbe diverso.
    Potrei amarti come io so amarti.
    Potrei donarti me stessa, senza più riserve.
    Potrei raccontarti del mio amore per te.
    Quell'amore che tu conosci così bene.
    Un amore oltre le favole...
    Oltre te e me...

  • 15 gennaio alle ore 14:10
    Lacrime Indisciplinate

    Perdigiorno Bleffante...
    Armonica Mancanza della Sera...
    Gocce di Rugiada
    come Lacrime Indisciplinate...

  • Quando la luce del giorno a ponente
    annega e all’intorno è priva visione,
    Francesco di badia  bussa a portone,
    che a spalancar pensa mesto serviente.
     
    Così di Dio, Lui, seguace valente,
    il dì di poi veste con devozione
    panni votivi con consolazione
    d’alma e a Dio dà cuore d'amor cocente.
     
    Non è opera che non assolva a modo,
    sempre ‘n preghiera, sempre ginocchioni,
    di Sua presenza ne hanno tutti godo.
     
    I suoi prodigi onorano ‘l Convento,
    sia che legumi cuocia ‘n sol momento,
    oppur  che  ‘n saio rechi ardenti carboni.
     

  • 14 gennaio alle ore 20:19
    (2) Viaggio per cenobio di S. Marco

    Iddio l’Onnipotente buon Creatore
    di pia Vienna le dolci preci accoglie,
    perciò d’infausto mal radici scioglie,
    e ‘n petto di famiglia dà calore. 
     
    Appare a Francesco frate Minore
    e sì favella: quando buio il ciel scioglie
    e  pria che dì, di raggi il sole coglie
    dai a  genitor, desio nostro Signore.
     
    Si vada presto verso di un convento,
    ad appagar promessa a voto dato,
    sia che diman sia calma o spiri vento.
     
    Di buon mattino padre, madre e figlio
    vanno a cenobio  per esser fidato
    a padre Guardiano, virgulto Giglio.
     
     
     

  • 14 gennaio alle ore 20:19
    Fra gli aranci

    Guardando la nebbia
    fra gli aranci emerge
    una legione di andamenti
    ibridi nelle palpebre
    e colonnati d’ombra e di grazia
     
    l’alito ha il segno del tuo apparire
    da qualche mescolanza
    semplice e liscia
    come una foresta che si innalza
    allo spazio degli uccelli       

  • 14 gennaio alle ore 18:12
    Si chiama amore

    È nel buio dell’inconscio che si nasconde,

    tra follie e gioie invereconde,

    questo sentimento così indomito, così fatale

    che ti può regalare una felicità astrale.

    Ma fai attenzione: può essere mortale!

    Dunque faresti bene a riconoscerlo,

    giacchè è impossibile ignorarlo:

    sboccia piano piano, come un fiore,

    e le innervazioni pervade, come un tremore,

    scorrendo dritto nel sangue, fino al cuore.

    É una dipendenza grave: si chiama amore.

    Dott. Eugenio Flajani Galli
    © RIPRODUZIONE RISERVATA.

  • 14 gennaio alle ore 17:29

    La consapevolezza di sentirsi bene. La consapevolezza di vivere in armonia con se stessi e con gli altri. La consapevolezza di essere affini e di avere vicino qualcuno che ti fa sentire con le spalle coperte anche quando le mostri nude al mondo. Potersi arrendere ad un momento di fragilità e di debolezza senza aver bisogno di nasconderlo. Lasciarsi andare senza preoccuparsi di cadere. Essere se stessi in ogni sfumatura senza aver paura di essere calpestati. Prendere le proprie debolezze e porle sul palmo della mano dell'altro, affidandogliele con la certezza che mai ti verranno girate contro. Fidarsi ciecamente di qualcuno che conosce il tuo valore e per questo lo rispetta. Non so cosa sia per voi l'amore vero, ma io lo vedo così... Esattamente come l'ho descritto in queste poche righe.

  • 13 gennaio alle ore 21:00
    Nel fluire di una nevicata

    Nel fluire di una nevicata
    ci si sente rapiti
    dal suo fascino bianco
    avvolti dal ghiaccio
    che si rapisce in un respiro
    affannoso che tremando
    si abbellisce nelle sue forme
    più chiare come limpidi occhi
    tra pensieri cancellati
    dalla morbidezza sinuosa
    di un delicato lenzuolo
    e invisibili stelle
    rinchiuse da una notte eterna

     

  • 13 gennaio alle ore 17:35
    (1) Patriarca dei Minimi

    Frutto di preci e d’infinito amore,
    nasce Francesco in solitario loco,
    e alma materna scalda più di fuoco
    e fuori salta gaio paterno cuore.
     
    Ma, poi che cresce, sottentra timore
    colpa bubbon ch’avanza poco a poco,
    e ancora più pressante è quell’invoco
    all’ Eccelso divin Predicatore.
     
    O Taumaturgo d’eletto Pensiero,
    se di santa Mano cancrena mondi
    e di tal  grazia me meschina inondi,
     
    Figliolo, Tuo saio avrà per anno intero;
    Tu! Santo d’Assisi ‘n povertà  avvolto
    ond’essere di Cristo in Cielo accolto
     
    ricevi mia  prece, umile e verace,
    ond’ansia cheti e cor di madre tace.
     
     
     

  • 13 gennaio alle ore 16:19
    Dagli animi vessati

    Vessazioni d’animi
    specchiati nei silenzi,
    gli stadi terminali
    d’umanità.
    Umanità in rifiuto di ascoltare
    intanto gioca alla democrazia
    d’élite, parla valori
    senza destinatari
     
    e di quei ponti non sappiamo
    se non di ghiaccio
    -opaco anche l’inverno
    in neve sporca
    e giù, semi d’oblio
    ingrassano. A soffocare petti
    di verità placebo,
    le notti amplificate
    di smarrimento e pietre
    come risposta. 

  • 13 gennaio alle ore 1:31
    Da sempre

    Quando il sonno s'avventa,
    i tuoi cerulei occhi
    sfiorano i miei pensieri,
    come pioggia di notte.
    Temo il tempo e sale,
    da ieri, il caldo soffio
    della tua docile voce
    a decidere di me
    che sorte eseguire.
    Eppur sii onesto e parco,
    d'uno sguardo d'acciaio
    e dei tuoi passi distanti
    si tingono i miei giorni.
    Cosi con me sei da sempre.

  • 12 gennaio alle ore 20:57

    Tu sei speciale. Lo sei quando ti osservano dall'alto in basso. Lo sei quando ti chiudi in te ed evadi da ciò che gli altri vogliono farti sentire. Sei speciale e non devi dimenticarlo mai. Tu sei migliore. Sei migliore di chi ti giudica e non conosce niente di te. Sei migliore di tutte le parole che ti hanno pronunciato alle spalle. Sei migliore delle mille facce che ti hanno mostrato. Tu sei più forte. Sei più forte di ogni schiaffo che la vita ti ha dato. Più forte delle tempeste che hai attraversato. Più forte del male che ti hanno fatto. Tu sei un essere fatto di volontà. Di quella volontà che non molla. Tu sei l'unica ragione per cui devi imparare a non guardare troppo a lungo nella stessa direzione, soprattutto quando non hai più un motivo per farlo. Tu sei "Strada"... La strada che ti porterà verso il "Domani".