username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • 25 luglio 2014 alle ore 22:34

    Quelle come me non alzano il calice per brindare alle sconfitte altrui, ma solo per gioire delle proprie. Quelle come me non sorridono sui problemi altrui, ma per le piccole conquiste raggiunte dalle persone che amano. Quelle come me non tramano vendette, ma si impegnano perché il loro cammino sia sempre pulito e degno di un percorso fatto a testa alta. Quelle come me non abbassano il capo di fronte all'arroganza e all'ignoranza, ma lo tengono alto per puntare dritto negli occhi chi vuol farle passare da stupide!

  • 25 luglio 2014 alle ore 22:25

    Hanno un volto leale quelle parole che nascono spontanee seguite da un gesto naturale e fiero. Hanno un volto leale i sorrisi di chi ci vuole bene, i sorrisi di chi ci tiene a noi e lo ha dimostrato sempre con costanza. Hanno un volto leale quelle giornate spensierate che trascinano l'anima in una serena atmosfera di pace e complicità su di una strada chiamata Amicizia. 

  • 25 luglio 2014 alle ore 18:30
    Esiti Delle Guerre

     
     
     
    L’arruffio d’una barca in avaria
    Avvampata sotto l’arsura
    Di un sole tanto audace
    Alla ricerca dell’attracco
    Alla banchina che argina il mare
    Prodigo di avannotti
    mentre nell’aria gabbiani
    Sorvolano i moti e i mari
    E le sventure dei gommoni
    Affollati di speranze
    Stracolmi di paure
    E incertezze
    Attuali e remote
    All’orizzonte l’aliscafo
    Anfitrione dei mari
    Alitato dai venti  e dai motori
    Angustia e angoscia i pensieri
    man mano che si accorcia il tempo
    Solo poi stupisce e allibisce
    Colui che allarga le braccia
    Per alleviare il tormento
    E passare dall’angustia
    Ad una allestita accoglienza
    Che dona loro la speranza
    E l’anima per il futuro.
     

  • 25 luglio 2014 alle ore 14:20
    Nei tuoi occhi

    Germoglio tra alberi dall’alto fusto 
    nell’aria soave di una montagna

    Germoglio tra i tuoi contorni occhi
    attraverso sonetti sorrisi
    dei nostri conoscenti amici

    Germoglio di te che sei il mio raggio sole nell’alba di un nuovo giorno.

    Germoglio di fresco sapere 
    che di te 
    sei la mia aria

    Germoglio tra le braccia 
    nel respiro vivo 
    di città nuove 
    nel tocco soave di vere emozioni.

    A te

  • 25 luglio 2014 alle ore 11:03
    Oltre le frontiere

    Ora intendo solo il varco
    oltre le frontiere
    e non 
    la misura dell'orologio,
    è la voce roca che 
    scuce dal tempo l'ascesa
    verso i tuoi alberi dall'altezza infinita.
    Dalla colonna -vertebrale
    si moltiplica la scala che si estende
    verso tutti i tuoi nomi.
    La morte è
    disperatamente sfinita
    dalle rinascite continue
    avverate dalla linfa dell'abbraccio.
    La nostra terra ora
    è seminata dal vento senza tempo,
    condotta al mondo
    dalle acque che inondano,
    entrambi siamo condannati
    a questi continenti 
    oltre le frontiere.

  • 24 luglio 2014 alle ore 19:55
    La tua mano

    La tua mano

    La stringo, mi guardi
    dimmi, come è il mio mare oggi?
    agitalo con rinnovato ardore
    lascia che il tuo vento mi porti con se
    assieme navigando sull’onda
    nell’avventura verso nuove mete.

    Guarda amore
    ti ho portato dove sono nato
    un’altra alba colora il cielo
    l’aurora come d’incanto ravviva il sogno
    tocca questa pietra che i miei avi hanno riposto
    il tempo l’ha segnata con solchi e crepe
    nella storia d’atri vissuta
    vi è celato l’intimo di imponderabile Dio
    a piene mani il dono ha diffuso
    in questa terra che l’onda accarezza
    il pino profuma e il sole risplende.

    Vedi quella casa dalle ante socchiuse
    li nell’accogliente ombra di una sua stanza
    ho visto la prima luce del sole di luglio
    mentre brezza dal mare mescolava
    al profumo del pino sapore d’alga e mare.

    Il soffio dell’alito del tempo
    tra gli anfratti di muri corrosi
    nel profondo silenzio lento avanza
    filtra dalla finestra aperta
    irrompe nell’aria mescolandosi
    al nuovo battito del mio cuore.

    Questa è la mia terra
    dolcemente a ritroso cavalco l’attimo
    come atteso eco il mio ieri irrompe
    sopiti ma intatti ricordi non mutano le cose.

    Travolto, come troppi altri, da anonime scelte
    ritrovo qui la pace che ho cercato sui lastricati del mondo
    di posti nascosti in solitario delirio
    tra dune di rosso deserto e l’onda blu del grande oceano
    tra volti di brulicante folla in citta piovose e fredde
    luminoso orizzonte del primo sole e notte di punteggiate stelle.

    A te confido tutti i miei sogni
    tu sola oggi puoi ascoltarmi
    ti racconto dell’infanzia, dell’ardore dei vent’anni
    falsi e veri amori, trionfi e amare sconfitte
    i tradimenti a riposta fiducia
    l’attesa della prima stella compaia al tramonto
    ti confesso un intimo dove il voglio supera ogni pudore
    mentre il piacere della bellezza supera l’amore.

    Lo so che ti sarà difficile lasciarmi andare
    stai tranquilla l’amore in eterno resta
    ora sono a casa, salirò nella stanza
    dalla finestra aperta attendendo il tramonto
    e quando la nell’universo apparirà la mia stella
    mi unirò alla sua sfavillante luce là nel tempo infinito.

    Bruno Gasparri

  • 24 luglio 2014 alle ore 18:44
    L'appuntamento

    T'aspetto alla riva del lago
    dove ha porto il traghetto
    per riprendere il viaggio
    di cui reco dolce il ricordo.

    T'aspetto e di certo ci sarai
    sperando nei magici istanti
    sull'acque dei nostri sguardi
    innamorati delle vele filanti.

    E' nostalgia del ritorno
    che penetra alcuni momenti
    ripensando un incontro.

    E' nostalgia di quei palpiti
    legati all'incantevole lago
    coi remoti suoi abbracci.

  • 24 luglio 2014 alle ore 13:54

    Regalare un sorriso è qualcosa di immenso. Non costa e non ha prezzo. Riempie ma non avanza mai. Dona amore ma non è mai sprecato. Regalare un sorriso può aggiustare milioni di cose a chi lo riceve e anche a chi lo dona. Un sorriso è un gesto unico. Lui può essere inaspettato, commuovente oppure desiderato. Un sorriso spiazza il buio e riaccende il giorno.

  • 24 luglio 2014 alle ore 11:18
    Senza titolo IX

    Mi manca l’aria e vorrei stringerti,

    strappare via con foga i vestiti che indossi

    e tenerti stretta a me, nuda e perfetta, tu

    piccola gattina che hai graffiato il mio cuore.

    Cerco i tuoi baci nei miei ricordi, dove gli occhi

    degli altri non possono toccarci; Cerco il tuo sapore

    sulle mie labbra, il tuo profumo sui miei vestiti.

  • 24 luglio 2014 alle ore 10:09
    L'Amore

     
     
    Amore
    Amore
    Non morire
    Dura tutta la vita
    Amore
    Sei come l'aurora
    Nasci e ti perdi nella sera
    Amore
    Sei come il crepuscolo
    Ti tuffi nel seno della notte
    Amore
    Sei come il vento
    Spiri tutti i sentimenti
    Amore
    Sei come il mare
    Mai sempre calmo
    Amore
    Sei come la pioggia
    Attesa e poi bagni di pianto
    Amore
    Sei come la nebbia
    Ti dissolvi nel nulla
    Amore
    Sei luminoso
    E poi buio come la notte
    Amore
    Sei un vulcano
    Esplodi ardi e ti raffreddi
    Amore
    Sei come la neve
    Candido e poi gelido.
     

  • 24 luglio 2014 alle ore 9:31
    tirando a sorte con il destino

    tirando a sorte con il destino
    con passione e compassione
    estraggo premi rifugi soluzioni 
    e consolazioni

    e invece
    prefissando e stabilendo schemi
    paradigmi, dogmi  e sistemi
    io svanisco tra le incognite 
    e i violenti marosi del "così deve essere"

    forse la soluzione all’arcano, l’arrivo, 
    l'agognata meta non è altro che
     giocarsi tutto sul cammino
     non chiedere il nome di ogni singolo elemento 
    e non aver la presunzione di dare un nome 
    a quello che, se esiste, è smisuratamente
    infinitamente più grande di noi 

    forse la soluzione, l’arrivo 
    il segreto non è altro che
    non conservare niente
     non lasciar nulla di intentato
     e soprattutto non cedere niente al nulla eterno, all'oblio 
    all'abbandono, al silenzio
    perché ogni piccola e fragile briciola di esistenza
    ha pieno diritto di passeggiare e di ridere 
    presso queste dimenticate periferie del mondo
    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/07/tirando-sorte.html

  • 23 luglio 2014 alle ore 21:46
    Aiutarsi a non arrendersi


    dove i sensi di colpa
    rendono irripetibili
    gli errori commessi
    imporsi la volontà
    di purificarsi nei ricordi
    e asservire i sensi
    accordando tra loro
    i rumori dell'anima
    sconfiggendo patetiche paure
    di cadere dentro
    le sabbie mobili dell'angoscia
    Prediligere solo desideri minimi
    rinunciando a quelli
    racchiusi nelle utopie
    E rivivere in ciò che resterà di me
    nel gioco sottile della vita
    che tutto avvolge e tutto consuma
    E tanto mi basta...
    .
    cesaremoceo(c)
     

  • 23 luglio 2014 alle ore 20:31
    Toons of reality

    Capitan Harlock chiama,
    la Verità risponde
    con corna ed alabarde
    sulle sponde
    come barriere alzate
    a difesa degli anni che verranno
    dagli attacchi degli attimi passati.
    Capitan Harlock chiama,
    la Verità risponde
    con magli perforanti ed una strega
    ad aprire il fuoco fatuo
    contro il pianeta Vega.

  • 23 luglio 2014 alle ore 17:40
    Nell'attimo, l'eternità

    Accarezzo le tue labbra
    M' immergo nell'intimità
    del tuo sguardo
    Respiri con me.

     

  • 23 luglio 2014 alle ore 13:47
    La centenaria

    C'era questa donna
    nella trasmissione
    un secolo dietro le spalle
    già da alcuni anni.

    Ti sorprendeva vederla
    a se stessa presente
    del paradiso parlare
    senza fretta d'andarci.

    Sapevi da prima
    di non poterla trovare
    perché ormai partita.

    Però che belle le tracce
    il suo attendere gaia
    la contentezza di vivere.

  • 23 luglio 2014 alle ore 10:31
    Lacrima, da "Fiori di campo" 1993

    Intingere le sguardo
    in un lago
    di tristezza.
     
    Carpire
    un fruscio
    un addio
    un dolore.
     
    E seminare
     schegge di silenzio
    nei rimorsi
    di chi se ne va
    senza tendere
    la mano.
      Da “Fiori di campo” 1993, rieditato 2011
     

  • 23 luglio 2014 alle ore 9:33
    Il Figlio Della Natura

     
     
     
    Vorrei essere figlio del sole
    Per regalare tanto calore
     
    Vorrei essere figlio delle stelle
    Per far brillare la terra
     
    Vorrei essere figlio della luna
    Per far sognare ognuno di noi
     
    Vorrei essere figlio dell’aurora
    Per regalare a tutti l’amore
     
    Vorrei essere figlio del tramonto
    Per far sognare a tutto il mondo
     
    Vorrei essere figlio delle montagne
    Per far baciare terra e paradiso
     
    Vorrei essere figlio del mare
    Per annegare tutto il male
     
    Vorrei essere figlio del vento
    Per spazzare  ogni tormento
     
    Ma sono figlio del mondo
    E non posso cambiare il mondo.
     

  • 23 luglio 2014 alle ore 2:37

    Viviamo in un mondo dove le madri uccidono i figli, i mariti le loro mogli, i preti violentano i bambini. Dove questo paese non ci appartiene più, dove siamo schiavi a casa nostra... E poi?!Ancora ci stupiamo quando qualcuno finge, gioca con i nostri sentimenti e ci delude... Non c'è più niente ormai di cui dobbiamo stupirci.

  • 23 luglio 2014 alle ore 2:37

    Tutto è importante nella vita:I ricordi, le delusioni, le vittorie e i traguardi. Tutto è necessario, ma niente è indispensabile: Le lotte, le discussioni e le conquiste.
    Tutto si può avere, ma non tutto si può comprare: L'amore, il rispetto, la stima e l'amicizia. Tutto ha un suo senso, ma non tutto è come sembra: le persone, le parole,gli atteggiamenti e gli interessi!

  • 22 luglio 2014 alle ore 23:08
    Inquisizione

    A mani giunte
    prego in questo altare
    s'affaccino i giusti 
    negli esuli promontori
    in esso gli occhi inquisitori 
    ch'ella è nel sospiro agitato;
    venni chiamato 
    tenera creatura
    sono tua prigioniera 
    ma il castello fu nella dimora della matrigna
    divenni fantasma 
    nelle silenziose stanze
    una volata di vento irrorava l'aria
    che artefatta si snodava nei corridoi
    di stanze affollate da inquisitori.
    Ebbi la porta socchiusa
    al ritmo dei battiti 
    lo sgranare del rosario al consumo del tempo
    nell'imprecazione che essa raggiunse 
    quel soffio di cielo
    ancor una volta  nel raggio dei suoi occhi
    di iridi splendenti 
    contornavano la gioia in essa,
    gli angeli aprirono le ali 
    e il viaggio iniziò nei cieli dei giusti

  • 22 luglio 2014 alle ore 20:59
    Felicità

    Dopo l’estate
    mi verrai a trovare
    mi verrai a vedere
    mi verrai a incontrare
    per poco potrai restare
    dopo poco dovrai tornare
    Quei giorni sarai felice
    quei giorni sarai raggiante
    quei giorni sarai splendente
    ancora potrai me abbracciare
    ancora potrai me salutare
    ancora potrai me baciare
    Anch’io sarò gioioso
    anch’io sarò gaio
    anch’io sarò lieto
    ancora potrò con te parlare
    ancora potrò con te conversare
    ancora potrò con te discorrere
    Anch’io sarò giocondo
    anch’io sarò contento
    anch’io sarò allegro
    ancora con te potrò rivivere
    ancora con te potrò rinascere
    ancora con te potrò risorgere
    In autunno
    ti aspetto
    ti attendo
    ti desidero
    io amico
    io compagno.
     
     

  • 22 luglio 2014 alle ore 19:54
    Ore dodici

    Tempo che dolsi
    tempo che non colsi.
    Tempo sprecato,
    ammanettato,
    amato,
    disciolto
    in sogni infranti 
    sul selciato
    e finalmente
    di sospiri tirati
    liberato
    ricalcolando
    i punti della rotta,
    stavolta giusta
    e cavalcata a botta. 

  • 22 luglio 2014 alle ore 16:25
    Il veliero della solidarietà

    Solo, su una piccola barca in mezzo al mare,
    osservi la riva poco distante
    e ti metti a pensare.
    Pensi che la vita con i suoi colpi di scena
    dispensi ora raggi dorati,
    ora ombre cupe
    da cui non ti separi se non a gran fatica.
    Ma tu confidi nel fatto che
    altri uomini vivono il tuo destino
    e che in loro troverai sempre un sostegno,
    che il mare sia in tempesta
    o che sia fermo.
    Ricorda, però: la solidarietà
    non è un dato scontato
    ma un valore aggiunto.
    Un comune sentire, un comune soffrire,
    e solo in pochi lo ricevono in dono.
    È il sentimento che fa del cuore
    cera stillante
    alla schiusa delle uova di una Caretta
    sulla spiaggia di Lampedusa,
    e che ti gela il respiro quando lo stesso lido
    da culla si tramuta in bara
    per l'ultimo viaggio
    di chi, a bordo di una carretta,
    sognava l'approdo su terra
    e si è involato
    in cielo.
    Sul veliero chiamato solidarietà
    sono in pochi a salire.
    Eppure il posto c'è, quello non manca.
    Come non manca il vento.
    La bocca di Eolo soffia una forza
    che trascinerebbe il mezzo all'altro capo del globo.
    È la volontà la grande assente,
    soffocata da implacabili moti di egoismo.
    Basterebbe poco per veleggiare
    di mare in mare
    e portar conforto a quanti
    come te,
    ma ad altre latitudini,
    sostando su una barca
    poco distante dalla riva
    si mettono a pensare
    ai "fratelli"e a quello che li unisce,
    non che li separa:
    il comune destino di navigatore.
    In cerca di un faro,
    in cerca di una mano.
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

  • 22 luglio 2014 alle ore 15:57
    Ricordando Edgar Lee Masters

     
    Qui in un vecchio cimitero di campagna
    abbandonato dove par  assente la pietas
    che ai morti porta un amorevol  sguardo
    qui dove  regnan solo rovi sterpi ed erbe
    quattro tombe vedi e sassi a far lor ricordo
    con scure  lapidi dal tempo nemico fessurate
    niente si legge  fuor che ad un occhio attento
    su una questa consunta giallo scolorita scritta
     il  resto eroso cancellato :… a sedici anni morta !
    Io cara fanciulla dal nome  sconosciuto
    di te tanto più di te  vorrei sì altro  sapere
    oltre l’attimo di tempo breve cui la vita un dì
    poi  spenta un tempo ti sorrise.. muta la risposta
    tua anche se il vento che l’erbe muove sembra
    con dolce sospirare dire: non turbar forestiero
    il sonno mio e di quanti mi stanno qui vicini,
    perché il voler saper?  Sol morti e muti siamo
    e quindi il tuo  saper  sia solo questo:  taccio
    rimuovo rovi sterpi e sassi, quattro di campo
    fiori sulla riva di un vicin fosso la man mia
    poi coglie e con amor in silenzio tremando lì  depone.
     
     
     
     

  • 22 luglio 2014 alle ore 15:46
    Asmodeo

    Sono il padre dell'ira,
    generatore del fuoco e del dolore.
    Sono colui che porte la rabbia,
    che muove la mano prima che
    la mente possa placare il
    cieco furore incondizionato.
    Sono il rosso ardore che portò
    l'umana progenie a tramutare
    falci in spade, aratri in asce,
    da alzare contro il fratello.
    Sono il marchio dell'istinto,
    il laccio della nera bestia,
    vivo nell'occhio dell'assassino,
    nel campo di battaglia saturo.
    Sono l'antico fuoco di distruzione,
    non mi rinnegare perchè anche grazie 
    a me l'intelletto brilla e sopravvive,
    eppure anche grazie a me tu sei ancora vivo!