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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 07 ottobre 2014 alle ore 13:55
    Brezze di una nuova alba

    Scrutare orizzonti cupi
    cosparsi da nubi d'imminenti follie
    sentimenti occultati e repressi
    nel doloroso impatto
    con la certezza che niente
    è più come prima
    nè intorno nè dentro me
    Scoprire in questo Nulla che m'avvolge
    d'aver ancora voglia d'amare
    e oppormi con tutte le mie forze
    agli sguardi e ai silenzi
    che infilzano il cuore
    e saccheggiano i sogni
    con l'arroganza di nutrire l'ignavia
    di rinunciare a riemergere
    e prendere a due mani
    il coraggio di recidere
    le più depravate radici
    decisioni travagliate
    per nulla scontate
    raccolte camminando
    sul filo di lama
    dell'indifferenza umana
    e così risorgere
    da quest'effimera esistenza
    .
    cesaremoceo(c)
     

  • 07 ottobre 2014 alle ore 13:39
    Similitudini

    Ma tu dov'eri quando
    la città con i suoi muri di sale
    scendeva giù
    lungo la sera azzurra e 
    l'aria si apriva nella
    solitudine del porto,
    io non ti conoscevo o meglio
    non avevo incontrato 
    l'ora che sosta rovesciata intorno
    alle ciglia, ai natanti delle mani,
    alle partenze.
    Una memoria bianca
    ingravida le notti e le sospende
    in una bolla, il sentiero astrale
    si apre verso un bordo
    distante e qui, il rullio si ferma,
    vastità marine s'intravedono
    dietro la tua ombra.
    Anche se
    non mi avrai mai
    ti regalerò l'ultimo barlume
    della mia entità notturna,
    la ribellione ordinata nella
    composizione solenne del sonno,
    quello che non si rivela se non
    senza coscienza, il riflesso
    intatto del protendersi
    verso la similitudine 
    senza sapere d'altro.

  • 07 ottobre 2014 alle ore 11:02
    Pessimista

    Il sole splende
    ma tu non ci sei
    inasprendoti
    ad ogni tuo respiro
    che si materializza
    imprigionando rinascite
    gioiose, vicine a te
    che sono vive
    e vorrebbero
    lo fossi pure tu
    come ricordi tornati
    per essere perdonati
    in delicatissimi baci
     

  • 07 ottobre 2014 alle ore 9:42
    Il Seme Del Cuore

     
    Dentro
    Nel mio petto
    In un angolo del cuore
    Fra le nuvole agitate
    Come onde del mare
    Dorme
    L'embrione fanciullo
    Della mia fantasia.
    Lo coltivo come un fiore
    Dipinto di purezza
    Nell'attesa
    Di essere preso per mano
    Come un candido puledro
    Scalpitante per i sentieri
    Gioiosi dell'amore.
     

  • 06 ottobre 2014 alle ore 23:15
    Cosa c'è che fa male?

    Cosa c'è che fa male? 
    L'odio che risponde ad altrettanto odio. 
    L'indifferenza. 
    La rabbia. 
    E poi, a guardar le stelle, spesso ci si accorge di poter fare un salto nel passato tra i momenti trascorsi e condivisi con quelle persone che oggi non ci sono più, perché lontane dal cuore o perché fin troppe vicine al Cielo. 
    La brezza del vento. 
    Una foglia che cade. 
    Sono i particolari a renderci imperfetti, diversi, consapevoli di poter cambiare le cose intorno e seppur impossibilitati a far qualcosa per gli altri, dovremmo imparare a mobilitare il cuore.
    Tutto è nero.
    Tutto è bianco.
    E la vita continua tra le sfumature degli istanti. 
    E si continua a sognare... a sperare.
    Cosa c'è che fa male? 
    L'innocenza degli errori.
    Le passioni soppresse.
    La mancata cura dei dettagli.
    Ritorna la notte. La luna è presente.
    Un altro giro di giostra, un altro giorno che inizia...

  • 06 ottobre 2014 alle ore 20:31
    Io Vivo!

    Io vivo!
    Vivo per regalarti i fiori
    che piacciono a te.
    Io vivo!
    Per mostrarti l'azzurro del mare
    in cui ami tuffarti
    Io vivo!
    Per portarti con me nei luoghi
    che incantano i tuoi sogni
    Io vivo!
    Per dedicarti le parole
    che aspetti da sempre
    Io vivo!
    Per dirti di non aver paura
    perché con te ci sono io
    Io vivo!
    Per chiederti di gridare al mondo
    che tu sei felice
    Io vivo!
    Per sentire quando canti
    di rispetto e lealtà
    Io vivo!
    Per avere il tuo buongiorno
    nel mentre all' alba ci svegliamo
    Io vivo!
    Per attraversare assieme a te
    le vie della bellezza
    Io vivo!
    Per inondarci
    d'arte e poesia
    Io vivo!
    Per giocare con te
    anche senza un perché
    Io vivo!
    Per poter eternizzare
    questo dialogo d'amore.
     

  • 06 ottobre 2014 alle ore 19:43
    La moda

    Nel relativismo dei tempi
    le certezze dentro il cestino
    le ansie alimentate ad arte
    sfoglio al mattino il giornale.

    D'annunci un bazar diventato
    con mille inserti pesanti
    promuove prodotti lussuosi
    restando depressi i consumi.

    Ed è strano spesso l'effetto
    del grido d'allarme sui debiti
    vicino al maglione di cachemire.

    Ci sono dei pezzi sui drammi
    accanto alle beghe politiche
    fra tante sfilate di moda.

  • 06 ottobre 2014 alle ore 18:06
    Io E Il Serpente

     
    Visiera sopra agli occhi
    E via verso la campagna
    Per ignorare  emozioni.
     
    Dall'ombra al sole
    Dall'erba secca
    Al muro assolato
     
    Lo striscio del serpente
    Si arresta sul muro
    E si sveste lentamente.
     
    È la muta del serpente!
     
    Intera
    Morbida
    Screziata
    La sua veste si secca al sole.
     
    La custodisco segretamente
     
    Come:
     
    Talismano della speranza
    Dall’anima immortale.
     
    Perennemente serbata
    In un'ampolla sigillata
     
    E le chiedo:
     
    Possibile
    E impossibile.
     

  • 06 ottobre 2014 alle ore 9:46
    Il Giardino Dei Silenzi

     
    Questa terra
    Conosce storie
    Conosce segreti
    Sogni e speranze
    Sospese nel vento
    Del nostro tempo.
    In qualsiasi
    Angolo del mondo
    Si può penetrare
    Nel silenzio
    E fare in modo
    Che la luna
    E le stelle
    Si abbracciano
    E si dividono
    Nello splendore.
    Ora però:
    Vorrei vedere
    La tua ombra
    Mai più traballante
    Nei silenzi
    Nei respiri
    Del tuo nuovo tempo.
     

  • 06 ottobre 2014 alle ore 9:24
    e poi ci incontriamo, a volte parliamo

    che ognuno ha i suoi nodi da sbrogliare in testa 
    e forse sono proprio quei nodi che ci mantengono in vita
    e poi ci incontriamo a volte e parliamo di quei nodi...
    parliamo solo di noi stessi che abbiamo paura di ascoltare gli altri
    e poi uno o l'altro dice 
    dai andiamo!

    qualcuno dice così che tanto c'è sempre qualche altro posto più importante dove andare, c'è sempre qualche altra festa migliore da assaggiare
    c'è sempre qualche altro angolo del mondo dove buttare i nostri nodi e dove sbattere la testa

    e forse poi ci ritroveremo un giorno
    forse no ma poco importa
    che tanto siamo soltanto granelli di polvere di passaggio presso queste periferie del mondo
    siamo nodi di spazio e di tempo
    che a volte, nel grande vuoto che c'è
    e per il tempo che conviene,
    gridano 
    ti voglio bene

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/10/e-poi-ci-incontriamo-volte-e-parliamo.html

  • 05 ottobre 2014 alle ore 18:12
    Se si perde l' amore

    Perdere l' amore
    devasta la mente
    frantuma il corpo 
    sconvolge l' anima.
    E porta con sè i sogni di una vita
    le attese costruite a quattro mani
    la gioia di immergersi in ciò che è bello
    Perdere l' amore
    è perdere se stesso
    è rinunciare al fare
    è  perdere il sorriso.
    L' amore va curato
    senza alcuna distrazione
    Esso è il filo sottile
    su cui si sta mano nella mano
    si va a passo di danza
    si afferra l' altro ad ogni oscillazione
    Se si perde l' amore
    si perde l' essenza d'ogni cosa
    Perdere l' amore
    è come il mare senza te.

     

  • 05 ottobre 2014 alle ore 12:55
    Panni Puliti

    Da li lavatoi drento quer cortile
    le voci de le donne, er chiacchiericcio
    er pianto de li pupi pe ‘n capriccio
    le bagnarole co’ li panni a pile.

    Er canto che sortiva assai gentile
    mi’ madre cor sinale bagnaticcio
    ‘na voce a mi’ fratello: -viè qui, Ciccio!-
    Li panni stesi ar ber sole d’Aprile.

    L’artrosi ne le mani, er suo dolore
    L’olio de gomito, pe la fatica
    e quarche vorta puro er batticore

    ma sempre cor soriso che cantava
    co’ la famìa che teneva unita
    e li panni puliti… che vantava.

    Mo ce se làssa pe ‘na liticata
    E lavà… nun è tutta st’ammazzata...

    ( Libera ispirazione tratta da una foto di Quelli cresciuti a Roma negli anni 50-60)

  • 05 ottobre 2014 alle ore 10:48
    La Partita

     
    In un tempo
    Predeterminato
    Su un rettangolo di gara
    Un pallone rotola
    Dietro regole stabilite
    Con triangolazioni
    Dettate dal fato
    La fortuna talvolta
    È
    Più forte della bravura
    E determina i numeri.
    C'è chi vince e chi perde
    Come nella gara della vita.
     

  • 05 ottobre 2014 alle ore 9:17
    Famose n'insalata

    Quanno l’afa t’abbiocca...
    e nun sai che fa pe’ cena,
    “Né pajata né minestra...”
    pensi “Mejo fasse  n'insalata
    preparata la per là”
    Che ce vo’... ecchela qua!
     
    Sceji ‘n cetriolo fresco
    che sia giovane e gustoso
    taja er pezzo der picciolo,
    e strofinalo cor resto
    così perde ‘n po’ l’amaro
    e puranche nun rinfaccia
    Poi lo sbucci e lo riduci
    a fettine o a “dadolini”
    come dice “Antonellina”
    che è maestra de cucina.
    Ce poi aggiunge ‘n pommidoro
    ‘na carota a la julienne
    ‘na cipolla fina fina
    fatta co l’amandolina
    Ce va pure, te lo dico,
    ‘na fojetta de basilico
    e der sellero più tenero
    quattro o cinque  costoline...
    Pe finì sta leccornìa
    butta olio a volontà
    spargi sale quanto basta
    e ‘na saggia dosatina
    dell’aceto de cantina.
    Je voi dà ‘n po’ de colore?
    Quarche striscia de radicchio
    due olive baresane
    tanti rossi ravanelli
    e poi... basta!
    Che artro voi?
     
    L’insalata pe’ esse bona
    nun ce serve tanta robba
    ma ha da esse strapazzata,
     maneggiata e ‘carezzata
    come fa ‘n omo a ‘na donna
    ner momento dell’amore
    quanno se la strigne ar core.
     
     

  • 05 ottobre 2014 alle ore 8:39
    Bologna

    Antiche torri
    dolce pace
    calma quiete
    vicoli stretti.

  • 04 ottobre 2014 alle ore 22:37

    Dirsi “Ti amo” è uno dei regali più grandi e significativi, sia riceverlo che donarlo... Un regalo che oltrepassa il cuore, la mente e va oltre alla semplice parola... E' un'anima piena di sentimento che spezza un silenzio e spiega gesti, atteggiamenti e effusioni che rendono “Musica” l'aver scelto di appartenersi.

  • 04 ottobre 2014 alle ore 22:31

    Se sei tra quelli che non ti innamori di "tutti"  né di "chiunque" perché sei tra quelle persone che sole ci sanno stare e anche bene ormai... Quando t'innamori, quando dici "Amo";  ami... ! Non è un gioco, ne una scommessa... Non è una partita per riempire qualche giorno della tua vita in modo diverso. E' un "Impegno" che prendi con te stessa/o e con chi scegli ... Sperando abbia nel cuore lo stesso sentimento e lo stesso modo di vedere l'amore.

  • 04 ottobre 2014 alle ore 20:57
    La mia libertà

    Nel virtuosismo di modellare
    antiche emozioni e farle divenire orgoglio della pace e della gioia

    arrivare all'inverno della vita

    dopo aver vissuto
    tanti momenti di buon raccolto

    Intime esperienze dell'anima

    nelle quali confluiscono
    le mie radici

    a intrecciarsi e fondersi
    con cartoline satiriche

    autostampate dalla mente
    per risollevare il morale
     
    E ripetermi sempre
    di rimanere me stesso

    senza l'imposizione
    di piacere a tutti i costi

    e incarnare la vita

    E' questa la mia grande libertà
    .
    cesaremoceo(c)

  • 04 ottobre 2014 alle ore 10:14
    Voce Della Solitudine

     
    In questo luogo
    Dove il tempo nulla muta
    Il pianeta del mattino
    Intreccia la memoria
    E nella mente scorrono
    Ostinati pensieri
    Con gli occhi assenti
    Che si perdono nel buio.
    Il vento caldo di agosto
    Contro le foglie bruciate
    Anima una dolce musica
    Poche nuvole nel cielo
    Prima che l’incantesimo
    Delle inesauribile stelle
    Dipinge il pianeta luna
    In questa lunga notte.
    Scintillanti nel cuore
    Fioriscono i sogni
    E le sanguigne emozioni
    Di questa improponibile
    Esistenza.
     

  • 03 ottobre 2014 alle ore 23:06
    La posta

    S'è accumulata la posta:
    bollette e tanta propaganda
    insieme a lettere e cartoline
    in una manciata di giorni.

    La rete non è stata da meno:
    auguri per san michele
    scelti, così più graditi
    e tag a fare memoria.

    Ci sono giornate volanti
    giuste per un tuo raccolto
    ore che dagli altri stacchi.

    Però riconosci i legami
    sei quel che sei per loro:
    questo sai bene... e ringrazi.

  • 03 ottobre 2014 alle ore 22:45
    Rumori e Voci

    Primo o secondo
    secondo o primo

    non m'importa

    Camminare tutti assieme

    mano nella mano

    per realizzare i sogni

    concordarne i valori
    e farli sopravvivere al tempo

    Sentimenti paralleli esternati
    nell'eco dei rumori dell'anima 

    a evocare nuove magiche sensazioni

    e al loro frastuono 

    emanare voci di poesia
    a scuotere l'estro

    in questa triste realtà
    meno netta delle verità esibite

    e percepire la sensazione
    di stare perennemente 
    ai margini di un mondo perso di vista

    covando l'intimo desiderio
    arredato a certezza

    di non distruggere ma costruire
    .
    cesaremoceo(c)

  • 03 ottobre 2014 alle ore 17:27
    Per Non Fare E Farsi Male ( Favoletta)

     
     
    Giochi da giocare nell'amore!
     
    E nel gioco delle favole
    Attesa e speranza nel cuore
    Fate e fiabe nelle favole
     
    Sogni nei sogni
    E sognare in un sogno
    Da dormire per vivere.
     
    Inebriarsi fra la fantasia
    Di una favola notturna
    E nella quotidiana realtà.
     
    In me vive la cometa della vita
    Per guidarmi per il cammino
    Dai cento colori e mille sapori
     
    Con le gioie sognate
    Realizzate
    Per volere del Divino.
     

  • 03 ottobre 2014 alle ore 17:18
    Per l'amata spento l'amor mio

     
    Mi affaccio nel cuore della notte
    alla finestra il cielo fisso guardo
    Luna velata spenta nessun lucior
    la volta celeste manda sol buio
    nero il vicino universo mondo
    che avvolge e che circonda ma
    impari al color  del sentir mio
    che più terreo e negro non si può
    che da tempo nel tempo spento
    fu per l’amata mia l’amor mio
     
     

  • 02 ottobre 2014 alle ore 19:19
    Noi siamo...

    Ci protegge,il silenzio
    dalle storie banali
    di sempre
    Noi siamo divini
    l'amore
    pretende rispetto

  • 02 ottobre 2014 alle ore 14:48
    Nutrimento

    Un giorno ho respirato
    l'aria che ha nutrito
    i tuoi polmoni, lo so.
    Un giorno vivrò 
    lo sguardo 
    che nutrirà
    le nostre anime.