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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 05 febbraio 2015 alle ore 20:59
    Avrei voluto e potuto esserci

    Non ricominciamo più balbettando prometto d'essermi esposto a tua voluta-insaputa.
    Perplesso avio un procedimento esponenziale-micidiale senza rendermi conto: corteggio!
    Avrei potuto e dovuto essere felice sempre nonostante la ricerca estesa di sopravvivenza.
    Non dimenticherò mai nessuno; lo farò di rado consenso!

  • 05 febbraio 2015 alle ore 18:12
    La tartaruga

    Mentre, una notte, se n'annava a spasso,
    la vecchia Tartaruga fece er passo
    più lungo de la gamba e cascò giù
    co' la casa vortata sottinsù.
    Un Rospo je strillò: - Scema che sei!
    Queste so' scappatelle
    che costano la pelle... -
    Lo so - rispose lei - 
    ma, prima de morì, vedo le stelle.

  • 05 febbraio 2015 alle ore 13:00

    I castelli crollano sempre. Le false facciate, i falsi idoli, i falsi uomini e le false donne prima o poi decadono. Non è Facebook a regalarti la stima delle persone, almeno non quella vera. Su facebook ognuno può dire di essere chi vuole, puoi raccontare a seconda di come gli conviene le cose... ma avere la stima delle persone dopo che ti hanno vissuto vale molto di più. E ci sono persone che dopo averle vissute non solo non stimi più, ma capisci che vivono di un mondo e di un copione che hanno scritto su misura per loro stessi. Chi è vero non ha mai bisogno di essere diverso in questo mondo virtuale... Chi è vero ama se stesso qua e nel reale e lo rispetta in entrambe i casi. Chi nel reale non gode del rispetto e della stima delle persone e soprattutto non ha autostima di se, vanta in questo mondo virtuale una personalità completamente inventata e studiata a tavolino. Peccato però che anche le tavole più belle e imbandite prima o poi vengano sparecchiate.

  • 04 febbraio 2015 alle ore 21:08
    Vado oltre

    Nelle mie perenni arrabbiature

    sto a spronare le stelle
    a farle brillare sempre più

    e immaginarle scintille
    ad accendere i colori
    dei confini certi del mio futuro

    E continuo a scrivere

    mettendo al centro delle emozioni
    incertezze confidenziali

    quasi fosse terapia privata

    a fortificarmi il carattere
    la volontà e le intenzioni

    e nel magma in divenire
    della mia tormentata esistenza

    scoprire e inventare il mio mondo

    ...e vado oltre
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

     

  • 04 febbraio 2015 alle ore 20:44
    Poesia giocherellona (S. Valentino ironico)

    Vorrei dirti “Ti amo.....”

    ma al momento mi sfugge il tuo nome

    se potessi tu darmi una mano.........

    Federica, sei tu, col tuo tocco sublime?

    Mi sembravi più bionda stanotte

    tra un martini, una vodka e un daiquiri

    e hai pure le tette rifatte

    dal Brasile mi dici che arrivi?

    Or mi sovviene l'amletico dubbio

    e la testa rimasta mi è in scacco

    “ho scambiato Perugia per Gubbio

    e nel frac, mi sono preso il pacco?”

    “O memoria”, che fine hai fatto?

    Dai ricordi io anelo risposta

    ma quest'alba è d'un buio pesto

    e all'incertezza io dico basta.

    Dimmi cara, svela il tuo segno

    ma fa' attenzione che il mio cuore vacilla

    che sia “patata” il tuo dare estremo

    anche se ho il dubbio che si tratti d' anguilla.

    Mi dici “voltati”, in posizione prona

    mi prende l'ansia e penso alla vaselina

    maledetto party, maledetta sera

    fossi andato alla veglia di preghiera.

    Io ti leggo la voglia negli occhi

    ma la tenzone s'è un poco ammosciata

    quando vedo dal gioco di specchi

    non pisello, ma gran bella patata.

    Ora il vento diventa tempesta

    e del fuoco accende la miccia

    non andare, ti prego, resta

    che facciamo polenta e salsiccia.

     

  • 04 febbraio 2015 alle ore 11:20
    Non oso

    Non oso, pensarci ancora....non oso!
    intanto voi adesso preparatevi ora!
    non oso restare ancora solo e, soltanto solo a lungo, intanto voi ora...preparatevi a farmi compagnia!
    non oso adesso: perché non ho mai osato ora!

  • 04 febbraio 2015 alle ore 11:04
    Ho visto la poesia morire

    Ho visto la poesia morire
    nelle parole sfregiate
    sanguinante l’ho trovata
    in molti neologismi
    all’ora dell’apericena, diabetica
    l’ho guardata spegnersi
    nei nomignoli extradolci degli amanti.
     
    Ho visto la poesia schiantarsi
    lungo un muro di speranze
    residenti oltreconfine, disillusa
    l’ho vista esalare l’ultimo respiro
    tra le braccia d’Italia
    mentre teneva alto il tasso
    di disoccupazione nelle vene.
     
    Giace la poesia nella mancanza di senso
    nella demagogia dei manifesti elettorali
    nella politica distruttiva dell’io
    nell’altro che non vede altro che se stesso
    in una sinistra che camaleontica
    si confonde con la destra.
     
    Nelle fughe dei cervelli all’estero
    nelle lauree in lettere sprecate
    tra corridoi di supermercati
    imbustando la scienza del niente
    negli occhiali a specchio
    nella comunicazione algida
    dietro uno schermo
    in una birra calda
    ho visto affogare la poesia.
     
    Ho visto la poesia morire
    nell’assenza di semplicità
    in me
    che guardavo te
    che cercavi lei
    che desiderava lui
    che tradiva la moglie
    mentre illudeva l’amante
    guardando un cielo
    scritto con la kappa.
     
    Muore la poesia
    ogni giorno
    nel mio qui e nel tuo altrove
    in un fatto o in una parola
    in un’opera o in un’omissione
    s’infrange nella bellezza distrutta
    e in quella mancata
    della lettera chiusa nel cassetto.
    Muore la poesia e rinasce
    ogni giorno
    come gatta dalle tante vite.
     
     

  • 04 febbraio 2015 alle ore 6:57
    l'amore vive nella premura e nelle piccole cose

    l'amore vive nella premura e nelle piccole cose
    nel raccontare una cosa per volta 
    e colorare i dettagli con infinite sfumature,
    solo per il piacere di stare insieme ad ascoltare
    ad ascoltare le parole e la voce 
    riecheggiare nella stanza

    l'amore vive nelle piccole cose
     nella caffettiera sul fuoco la mattina
    nello scarpe di cuoio della festa tirate a lucido
    nella legna spaccata per la stufa 
     nella minestra buona in una fredda sera di livido d'inverno 

    l'amore alberga nelle piccole cose, nei minimi dettagli 
    nelle pieghe della biancheria profumata
    nel sorriso dietro alla finestra 
    all'arrivo inaspettato o fuori orario,
    in una  passeggiata in riva al mare la mattina

    di che cosa parliamo quando parliamo d'amore?
    forse è lo stupore e la paura del cuore,
     quest'unico breve soffio di vita... 
    ma altre parole non ho,
    mi giro e trovo il tuo caldo respiro,
    e non ho più paura, non ho più bisogno di una risposta, mi basta
    respirare nel tuo caldo respiro

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2012/07/lamore-vive-nella-premura-e-nelle.html

  • 03 febbraio 2015 alle ore 21:26
    Napoli

    Via Chiaia
    rione Posillipo
    procedere lento
    mano calda.
     

  • 03 febbraio 2015 alle ore 21:04
    Le calde pause dell'anima

    E diserto tutte le strategie di lamento

    riti antichi che si tramandano nel tempo

    emblemi dell'autolesionismo
    che graffia le emozioni

    e portano a sminuire
    la capacità dell'anima

    E vivo sensi d'inferiorità
    a rivelare le mie insofferenze

    e creano allarmismi al cuore

    vessazioni quotidiane

    negli incroci devastanti
    di insensate dipendenze

    che frappongono ostacoli
    tra i valori dell'interiorità

    E cerco momenti di confronto
    a fertilizzare i sentimenti

    e imporre calde pause all'anima
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 03 febbraio 2015 alle ore 19:57

    Essere egoista e ascoltare solo se stessi: Credere con certezza che il proprio pensiero sia legge! Non ascoltare gli altri fino in fondo, tanto non c'è volontà ne di capire e tanto meno di rispettare il loro pensiero. Tagliare fuori tutti coloro che non la pensano come te, ritenendoli stupidi... con la convinzione di essere migliori e soprattutto intelligenti. L'intelligenza è ben altro e soprattutto non vanta mai di CONVINZIONE ASSOLUTA verso se stessi !  

  • 03 febbraio 2015 alle ore 18:31
    Occhi di ragazza

    Occhi di ragazza in
    corpo di donna che
    di veste porta
    dolcezza e innocenza,
    odor di purezza trovo
    io in te amandoti
    e in cuor mio
    amo e amo e amo
    più forte di mio
    percepire che già
    mi pervade

  • 03 febbraio 2015 alle ore 17:13
    Come un covone

    Come un covone,
    ti senti rotolar
    lungo il pendio
    mentre corvi
    di pittorica memoria,
    con funeree striature,
    interrompono il cielo.

    Non ti è dato saper
    cosa ti attenda
    giunto in fondo.

    E mentre in corsa rotoli,
    speri che con te
    giri la ruota della vita…
    e che posato che avrai
    il piede al suolo,
    una distesa azzurra
    accoglierà il tuo sguardo
    mentre, perso, si confonde
    tra biancheggianti voli di gabbiani.
    ©G.M.

  • 03 febbraio 2015 alle ore 9:57
    W la gente folle

    W la gente folle, che è se stessa, che segue il suo cuore nonostante si sia spezzato mille e mille volte
    W la gente folle che segue le emozioni, i sentimenti, che ci mette tutta se stessa in ogni cosa e anche se continua a sbattere, a cadere, a soffrire in questa lucida follia che è la vita va avanti a seguire le emozioni, a vivere
    W la gente folle che dice le cose che pensa, che le dice in faccia, che è sempre diretta, sincera, che è semplicemente così, se stessa sempre e comunque
    W la gente folle per cui l’orizzonte è infinito e cerca sempre di vedere oltre
    W la gente folle con quella sana pazzia che la rende viva, speciale, che la fa soffrire ma anche vivere le gioie più immense della vita
    W la gente folle che vive di pensieri concepiti in un momento di totale lucida pazzia
     

  • 03 febbraio 2015 alle ore 9:39
    Le Speranze

    Le stelle non sono
    Fuochi d’artificio
    Ma luci dei desideri
    Espressi dalla mente
     
    Non sono utopie di, per
    Bensì attese realizzabili
    Perché nutrite dal cuore
    Sono la nostra speranza
     
    Il nettare che sazia
    La svolta della vita
    E la rende verosimile
    Nelle nostre speranze. 

  • 03 febbraio 2015 alle ore 9:38
    Volo Spezzato

     
    Sogni e speranze
    Consumate
    In un campo di calcio
    Fra la gioia giovanile
    E l’attesa futura
    Alla testarda ricerca
    Di desiderate speranze
    Coltivate nel mitico mese
    Che festeggia Maria
    Calcando l’antica erba
    Con lo sguardo fra passi
    E giochi di gambe
    Vicino al pallone
    Scorgo  uno spaurito
    Canarino selvatico
    Negato a liberi voli
    La preda sicura
    Color  verdognolo
    Preda sicura
    Si regala con gioia
    Alle mani protese
    Per abitare la mia casa
    In compagnia guaritrice
    Delle sue e altrui ferite
    Per poi essere restituito
    Alla libertà dei cieli
    Con i suoi gorgheggi
    E tantissimi viaggi
    Verso future speranze. 

  • 02 febbraio 2015 alle ore 21:55

    A molte persone sto sulle palle, pensano che sia una persona altezzosa, piena di rabbia e convinta di se. Questo solo perchè pubblico frasi toste, dirette e poco smielate. Non ho mai parlato d'amore, ne ho sempre parlato poco. Ho sempre preferito scrivere di cose che mi fanno rabbia, di quei comportamenti e atteggiamenti che non approvo. Facile scambiarmi per questo per una persona priva di sentimenti. Facile dire che sono convinta... Invece che provare a pensare che sono soltanto una persona sicura di se. Stupido credere che vivo nella rabbia, guidata dal rancore, quando invece sono una persona estremamente dolce, che mostra la sua dolcezza solo a chi decide lei. Fermarsi all'apparenza, giudicare senza sapere ... Ecco alcune delle cose, alcuni degli atteggiamenti che proprio mi fanno incazzare e tracimano in me diventando parole e link! 

  • 02 febbraio 2015 alle ore 21:48
    Cerco un modo per confessare la mia anima

    E mi sento come colui
    che riesce a camminare
    sull'orlo del burrone
    mentre dorme
    e vi cade dentro
    non appena si sveglia
    Abissi e inquietudini
    nei quali piombare
    fino allo schianto sul fondo
    e là rifugiarmi nei miei princìpi
    scrutando all'orizzonte
    il labile confine
    tra giustizia e libertà
    e scoprire i riflessi
    della sua fragilità
    E in quest'esperienza
    tendere al disincanto
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 02 febbraio 2015 alle ore 20:52
    Il piacere nel dispiacere

    Amare una donna significa dispiacere di tutto al tutto che nasce sconfitta!
    Non posso promettere amore nel piacere a desiderio un principio di un re la creò.
    perdonami dopotutto dappertutto esisti per precipizio o per definizione percepisci.
    il piacere nel dispiacere di averti trovato che avverti la musica illuminata il suono mio d'amore.

  • 02 febbraio 2015 alle ore 19:18

    Siamo ponti che collegano alcuni sentimnti del cuore. Acque che colmano alcuni vuoti che le persone hanno nell'anima. Siamo parole che a volte non escono e silenzi che  a volte non vengono interpretati. Siamo il sale sulle ferite di qualcuno e la dolcezza che assorbe l'amare lacrime di qualcun altro. Siamo porte che si spalancano e si chiudono in base a chi di fronte ad esse si presenta. Siamo la serratura più blindata di quella parte più nascosta che non vogliamo mostrare. Siamo la forza delle nostre fragili gambe e siamo la fragilità della nostra forte personalità!

  • 02 febbraio 2015 alle ore 15:20

    Si dice che il cuore non ascolta la ragione... Io invece vi dico che si può arrivare ad ascoltare la ragione, ad essere persone veramente adulte e capaci di guardare in faccia l'evidenza. Si può smettere di negarla a se stessi, tanto ciò che è certezza prima o poi spazza via ogni illusione. Quindi perché tacere, fare finta di non capire, di non vedere ?! Ascoltatela quella maledetta testa che avete... Le vostre sensazioni e seguitele!

  • Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale 
    e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino. 
    Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio. 
    Il mio dura tuttora, né più mi occorrono 
    le coincidenze, le prenotazioni, 
    le trappole, gli scorni di chi crede 
    che la realtà sia quella che si vede. 

    Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio 
    non già perché con quattr'occhi forse si vede di più. 
    Con te le ho scese perché sapevo che di noi due 
    le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, 
    erano le tue. 

  • 02 febbraio 2015 alle ore 9:52
    Nel Cuore

     
    Nel sole
    La mia gioia
     
    Nelle nuvole
    Vagano mille storie
     
    Nella luna
    I miei sogni
     
    E nel cuore
    L’amore.

  • 01 febbraio 2015 alle ore 21:16
    Affamato di vita

    Intellettuale spiantato

    passeggio dentro la mia creatività
    accompagnato da fasci di rose rosse

    a stimolare il sostegno reciproco 
    tra il cuore e le emozioni

    E riparto dalle macerie dell'anima

    imponendo ai sentimenti di ritrovarsi 
    per vincere gli smarrimenti

    col fermento dell'interiorità

    a calamitare piaceri e godimenti
    spumeggianti e fascinosi

    adatti a far vivere al meglio
    l'autunno della vita

    e nel creptìo di quei desideri

    adattare la mente
    ai cambiamenti del corpo

    conservando l'ardore
    con il quale andare
    al di là della stessa vita
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 01 febbraio 2015 alle ore 20:11
    Rivedo - da "Donna" ed. 2012 -

    Rivedo la stanza
    e noi due
    - ombre bianche di luce 
    sospese -
    nei pensieri caldi
    Rivedo il bisogno
    di noi due:
    fondersi anima e corpo
    Raggi di sole le nostre braccia
    - si allargano -
    la nostra enfasi avvolgono
    Diventa oro liquido
    il nostro incontro
    E’ oro quel che ora vedo
    lontana anni, da te,

    rivedo.