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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 09 settembre 2014 alle ore 19:58
    Senza titolo X

    Dov’è il peso del tuo torace
    sul mio corpo, tra le mie braccia?
    Dove sono il profumo dei tuoi
    riccioli biondi, del tuo collo dolce?
    Andati via con la pioggia,
    portati via come il suono della voce.
    Aspetterò ancora la tua risposta,
    aspetterò se vorrai tornare.

  • 09 settembre 2014 alle ore 19:53
    Presagio

    Come corvo resterò qui, fermo,
    ad aspettarti tra questi rami spogli.
    Tornerai quando sarà passato
    l’inverno? Tornerai con il nuovo sole?
    Come può un grasso corvo innamorarsi
    di un’agile rondine? Come posso
    io volere te, così bella e forte?
    Eppure tutto questo è, anche se impossibile;
    Attendo che torni la primavera, che
    i rami di ciliegio tornino in fiore.
    Che siano quei petali il giaciglio in cui
    ti avrò, in cui passerò il mio becco tra le tue piume.

  • 09 settembre 2014 alle ore 17:05
    In sacro disarmo accogliere

    Passi lenti rompono il silenzio
    nella penombra del bosco di lecci
    cui il vento tra i rami
    reca lieve un murmure frusciante.
     
    Foglie secche nel terriccio
    accolgono i nostri piedi stanchi
    mentre in reciproco riconoscerci
    siamo assorti in tacito ascolto.
     
    Rari uccelli sui rami alti
    rimandano sporadici versi
    alle nostre voci che parlano
    a tutti e al proprio vicino.
     
    Molteplici suggestioni possiamo ora
    in sacro disarmo accogliere
    e lasciar germinare
    nel mondo in noi.
     
    Monteluco di Spoleto, Bosco Sacro 31 agosto 2014

  • 08 settembre 2014 alle ore 18:00
    Addio Del Marinaio

     
    Nell'eternità del cielo
    Domina dall'alto
    La luce della luna
    Lanterna del marinaio
    In un mare palpitante.
    Mi ha toccato il cuore
    vedere due metà dell'amore
    Abbracciarsi e dirsi addio
    Il cuore del navigante
    dopo un bacio fuggitivo
    È scivolato via nel nulla
    Come un fiume dilatato
    Di uccelli migranti a lasso
    Nell'emisfero di una stella
    Di un universo estesissimo
    Non più d'oro agli occhi di lei.
     

  • 08 settembre 2014 alle ore 17:26
    Incanto!

    Immersi
    nei gorghi giocosi
    del desiderio,
    sogniamo di danzare
    sulle punte delicate
    di magnifiche emozioni

     

  • 08 settembre 2014 alle ore 17:20
    Amore E Disamore

    Il buio mi appartiene
    La notte è padrona di me
    Gli occhi hanno ritrovato
    Il pianto della sofferenza
     
    Con lacrime strappate
    All’incompreso amore
    Per tua pura volontà
    Povero nostro amore
     
    Poveri sentimenti miei
    Per questa vita che
    Ha smesso di gioire
    Ha smesso di vivere
     
    Ora mi rimane solo
    L’ardente desiderio
    Di far morire l’essenza
    Di questo odio amore.
     
    Atavico
    Ereditato
    Infettato
    E mai scrollato di dosso.

  • 07 settembre 2014 alle ore 23:51

    Non so perché ma quando ti guardo sento che qualcosa in me cambia. Si accende qualcosa, si anima e si colora. E' poco che ci sei ma il tuo viso ha per me qualcosa di diverso.., Trasmette qualcosa di diverso e va a scavare laddove molte cose sono state accantonate, nascoste e dimenticate. Il tuo modo di essere riaccende in me alcune forme e colori che avevo dimenticato "Volutamente" e non so chi ti possa aver dato le chiavi per riuscire in tutto questo, ma so per certo che quando si dice: "Alcune persone le percepiamo in modo diverso" è una sacrosanta verità... Perché TU... SEI DIVERSO!

  • 07 settembre 2014 alle ore 21:39
    Promesse da mantenere (a tutti i costi)

    In balia delle onde impetuose
    dell'immenso mare della mia solitudine

    nell'inimicizia dei giorni a venire

    rubo i momenti alla vita
    per trovare approdi appartati 

    e coltivare le passioni

    senza mai tramontarne l'ombra 
    o stabilizzarne gl'influssi

    E così passeggiare in sentieri assolati 
    di ermetici glossari

    a convergere negli eremi dell'anima

    e lasciare là le impronte dei miei pensieri

    carrellata pungente sulle assurdità della vita

    tra lo scetticismo e la disillusione
    del mio folle destino 

    e riappropriarmi dei desideri
    inghiottiti da un passato
    che puntuale torna a bussare.
     

  • 07 settembre 2014 alle ore 20:14
    Sogni D'Amore

    Mamma mia!
    Dio mio!
    Luce vera
    Nella notte muta
    Gocce di pioggia
    Donate dal cielo
    Baciate dal sole
    Svaniscono nell’acqua
    Nel rumore del silenzio
    E negli schizzi del mare
    Che frullano gli scogli
    Sul lido della speranza
    L’uomo sordo e solitario
    Brama sogni veritieri, e
    Ruba le voglie all’amore
    Alla visione di una donna
    Dal corpo nudo e perfetto
    E cercato dagli sguardi
    Nel tempo folle della vita
    Anni su anni della follia
    Che volano e tacciono
    La sua speranza
    Che possa essere veramente
    Un sigillo di un amore padrone
    Grande
    Grande
    Come la sua
    Anima.
     

  • 07 settembre 2014 alle ore 17:42
    Novecento ( Esodo )

     
     
    Il treno dei vent’anni corre e va!
       
    Sosta nelle metropoli con i porti
    Una scala accede a quattro legni
    Che galleggiano per  andare via
    Piano verso i sogni della libertà
     
    È il mare delle ultime aspettative
    Piene di menti e tante facce scure
    Che galleggiano su di un oceano
    Dalle cento forme e mille miraggi
     
    Pian piano tutto si tinge di buio
    Che avvolge assedia e coinvolge
    In una apparente serena quiete
    E gli occhi convivono con le luci
     
    Tutti cercano sollievo nelle stelle
    Trovano compagnia nella luna
    Con il sogno di approdare illesi
    Vicini alla scultura della libertà
     
    Ammantati di buone prospettive
    E senza la paura che lo sguardo
    Possa vedere quello non devono
    E riuscire a fare una nuova vita. 
     

     

  • 07 settembre 2014 alle ore 15:11
    Fanno male le offese

    Fanno male le offese
    rigando il pensiero
    nelle notti buie
    che trafiggono con il chiaro
    della luna luminosa
    e girano fra le lenzuola
    faticando per farti addormentare
    tutta sola nel tuo dolore
    immenso, che annienta
    non facendoti dormire
    nel graffio profondo
    di un misero meschino

     

  • 07 settembre 2014 alle ore 14:08
    Ascolta la mia storia

    Ascolta la mia storiaAscolta la mia storia

    che persa fu nel tempo

    esposta a gioia e morte

    trafugata pe’ quattro venti

    Ascolta e resta fermo

    assapora e assieme

    ad essa piangi

    che altro non racconta

    che la giostra de’ tuoi giorni

    E’ un canto che trasporta

    arrotola e distende

    stride in mezzo a sassi

    aguzzi e laceranti

    e ride e si discioglie

    fra onde strette a ricci

    poi sfinito s’abbandona

    su rive stanche e pallide

    e languido si stende

    su scie infuocate all’orizzonte

    Ascolta la mia storia

    lenzuolo latteo ammainato

    animo bianco su impiccato

    sguardo limpido sporcato

    cuore aperto infilzato

    braccia larghe sbranate

  • 06 settembre 2014 alle ore 20:22
    Venezia

    Gondola nera
    sospiri appassionati
    vie lagunari
    antica maschera.

  • 06 settembre 2014 alle ore 10:54
    La Vita Di Un Giorno

     
     
     
    Questa notte
    La notte più lunga
    Della mia vita
    Il mattino
    Non vuole nascere
    All'improvviso
    Un brivido gelido
    Mi scuote la pelle
    Ed io capisco
    Che da domani
    I giorni
    Saranno più lunghi
    Le notti più brevi
    Non sembrerà vero
    Ma presto ti accorgi
    Che quando il gelo
    Ti ha portato via
    Un pezzo di cuore
    Nella vita abita il vuoto.
     

  • 06 settembre 2014 alle ore 10:43
    Mondo triste

    Quel mondo se ne va
    alla frontiera
    e resta a guardarsi
    fra sconfitte ammainando
    vele issate da rassegnazioni
    che non guardano più
    oltre l'orizzonte
    dei loro persi pensieri
    costretti a dimenticare
    non rimettere piede
    in quei ricordi
    che affievoliscono
    lentamente la vita

  • 05 settembre 2014 alle ore 17:07
    con un soffio di vento è arrivato Settembre

    con un soffio di vento e la rugiada nel campo è arrivato Settembre

    forse è andata l'estate dove il cuore non piange

    a noi rimane il ricordo di un bel gioco di ombre 

    quando il giorno è più lungo e la gente non dorme

     in un soffio di vento è tornato Settembre

    canteremo il raccolto e cureremo il cuore che piange
     i ricordi di un tempo e degli amori il tormento 

    con un soffio di vento è arrivato Settembre
    ieri ho visto in mio padre un bambino sorridente
    che affondava i suoi passi 
    fra le zolle del campo
    è il ciclo perenne
     del più bel sogno eterno
    Settembre

    Settembre
    forse salverà la nostra piccola e fragile porzione di eternità

    con un soffio di vento è arrivato Settembre
    e se così deve essere 
    che così sia
    inizio e fine
    e ancora

    il raccolto è ormai pronto
    ben tornato Settembre

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/09/con-soffio-di-vento-e-arrivato-settembre.html

  • 05 settembre 2014 alle ore 10:37
    Vivere In Un Sogno

     
    …tutto è possibile
    Al viandante stanco
    Saggio e sensitivo
    Mentre cammina
    Di giorno
    Di notte
    Tra gli abitanti dei boschi
    Tra gli abitanti del mondo
    Tra gli abitanti del mare.
    E quando si fermerà in un Castello
    Lui dirà: 
    Non esiste luogo
    Non esiste spazio
    Ma… Io esisto
    E mi è possibile ogni magia
    Anche quella di penetrare l’essere.
    Tutto può la mia immaginazione:
    Leggere nei cuori
    Creare una idea
    Creare un sogno da risveglio
    Basta farsi prendere sottobraccio
    E poi camminare mano nella mano
    Vedrai che non incontrerai ostacoli
    E vivrai felice un sogno in un sogno.
     

  • 04 settembre 2014 alle ore 22:17
    un passo insieme

    non basta avere passione

    bisogna essere e sentire compassione

    e arrivati lì non basta commuoversi

    bisogna muoversi insieme

    e credere fermamente credere

     di poter volare lassù, più in alto ancora

    per poter compiere nella giusta direzione un piccolo passo insieme 

    come esseri umani con i piedi ben saldi e sicuri

     su queste povere zolle di terra perse nelle periferie del mondo 

    e che così sia

    Marco Bo 

    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/09/un-passo-insieme.html

  • 04 settembre 2014 alle ore 10:20
    Amore E Paura

     
     
    Paura nella paura
    E dentro la paura
    L’ardente voglia di te
    E di un amore 
    Che si nutre di timori
    Paure e ansie concrete
     
    Regali rubati all’amore
    Nel tempo che viaggia
    E giorno dopo giorno
    Si porta via il piacere
    E gioire sempre meno
    Sotto le luci della paura
     
    Amore
    E desiderio
    Di sfuggire
    Alle precetti della vita
    E alla paura della morte
    Suicida dell’amore.
     

  • 04 settembre 2014 alle ore 9:55
    Il Pastorello...Pastore

     
    Solitario
    Pensieroso
    Vagabondo
    Rubato alle gioie
    Della Vita
    E regalato al dolore
    Sempre allo sbando
    Fra pianure
    Colline
    E Vallate
    In compagnia dei cani Le creature dal manto
    E della natura amica
    Padrone dei solo pensieri
    E dei sogni coltivati
    Tra una fermata al fiume
    E una all’ombra
    Della quercia
    Sempre in aspettativa
    Che il giorno s’addorma
    E che tarda a svegliarsi
    Per stipare ricordi sognati
    Vivi nella mente e nel cuore
    Ma le notti sono fugaci
    E svaniscono come nebbia
    Al rituale nascere dell’alba
    Che lo riconsegna alle dure
    Battaglie del nuovo giorno.
     

  • 04 settembre 2014 alle ore 8:52
    Il poeta

    Forse si è perso
    fra le righe
    di un tramonto.
    Nelle promesse
    di una lacrima
    incatenata al mare.
    Ineluttabile azzurro,
    arroccato su poggi
    di abile resa
    le sue ali
    non son più parole.
    Stagioni appassite
    piovono sul giorno
    spoglie
    flettono sguardi
    fendono il vento.
    Il poeta
    curvo
    sulla materna ombra
    dona l'età
    al silenzio delle foglie.
     

  • 03 settembre 2014 alle ore 9:54
    L'Uomo Civetta

    L’uomo Civetta
     
     
    Lui!
    Non era del posto
    Veniva da lontano

    Abitava una casetta
    Vicino al Cimitero.
     
    La gente aveva paura
    E lo chiamavano :
     
    “ Il Solitario”.
     
    Parlava pochissimo
    E lo faceva con la civetta
     
    Dalle ali mozzate
    Che viveva con lui.
     
    Uomo lugubre sciancato
    Nasone lo sparapalle
     
    A chi faceva scongiuri
    Gli sputava sentenze
     
    Lo fissava negli occhi
    Prendendolo di mira;
     
    Il futuro era bello e segnato
    Al quel povero malcapitato.
     
    Come un albero in fiore
    Colpito da un fulmine
     
    Era destinato a patire
    La sua lenta agonia.
     
    Tutte le mattine
    Si girava il paese
     
    A tangente versata
    Si metteva all’opera
     
    Questa la lugubre esistenza
    Della Civetta- Camposanto.
     

  • 03 settembre 2014 alle ore 9:39
    Ritornare

    Ritornare
     
     
     
    Ricordo!
     
    Il cortile di casa mia
    Dove tutto era possibile
     
    Questo è il momento
    Di tornare nella mia terra
     
    Addio crudele malinconia
    Addio brevi e felici ritorni
     
    Ora l’anima ritorna nei sogni
    L’anima è appagata per sempre
     
    Adesso è l’amore a risplendere
    Quello lasciato sulle mie strade
     
    Sarà dolce sognare insieme agli amici
    Come una volta nei voli della fantasia
     
    Anche se i visi sono segnati dal tempo
    Per le tantissime aurore volate via
     
    Ora le rivivrò mentre vanno a oziare
    Dietro le colline mai dimenticate
     
    Vivrò nelle luci della sera
    In quelle nuove della notte
     
    Vivrò nel flusso di vita vera
    Nel cortile che tutto dona
     
    Laddove c’è l’onda azzurra
    Per vivere la vita vermiglia.
     

  • 03 settembre 2014 alle ore 9:38
    La Donna Dei Sogni

     
    Sulla pianura
    Aldilà del fiume chiaro
    Oltre le verdi colline
    Dove il sole si perde
    Nella quiete serale
    La donna dei sogni
    Dalle movenze leggere
    Si gode l'odore del luogo
    regalando soffi d'amore.
     
    I suoi sorrisi innocenti
    I suoi  giovani pensieri
    Racchiudono nell'anima
    Squarci di sole
    Ai cuori tremuli
    Simili a foglie al vento
    E una magica serenità.
     

  • 02 settembre 2014 alle ore 20:57
    Avrei potuto

    Avrei potuto rimanere in pace
    con la mia coscienza

    e la sua essenza infantile

    cercando e trovando la giusta porta
    per uscire dal fermento delle riflessioni

    e invece mi trovo condannato
    all'erranza e alla follia

    nella costrizione di fare i conti con "l'Esistenza"

    e guerreggiare con le false apparenze

    tra i meandri delle false libertà
    e gli scandali della ragione

    a correre senza meta
    nei sentieri delle scelte

    e saltellare dalle lodi agli odi
    per guarire la mia anima infetta
    .