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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 14 luglio 2014 alle ore 21:29
    Tripudio

    Passo tra
    l’assolata
    mia città
    ancora mi rapisce la gioia
    la gioia più vera
    la gioia più sincera
    Non vedo l’ora
    un mese ancora
    passar dovrà
    solo allora
    il tempo si compirà
    tutto s’avvererà
    Anche se non sempre
    puoi rispondere
    alle mie lettere
    mi è sufficiente
    ricevere
    tue fotografie o tue notizie
    Altre tue epistole
    anticiperanno il tuo ritornare
    il tuo soggiornare
    il tuo restare
    del nostro incontro le date
    del nostro vedersi le date
    Gioisco attendendo le future giornate
    riesco solo adesso ad essere felice
    riesco solo adesso ad appieno godere
    riesco solo adesso a fortemente sperare
    certamente succederà il tuo venire
    allora bacerò le tue gote rosee.
     
     

  • 14 luglio 2014 alle ore 21:19
    Sognando la balena

    Sono i luoghi che ancora non ho visto
    sono Marrakech e le sue figlie
    sono i sgargianti sepolcri
    da cui le mani carezzevoli e sabbiose
    spariscono nel nostro denso respiro
    sono i luoghi di codesto
    sottofondo incantatore
    tra il sole che s’alterna
    a quelle rocce cineree
    dalle quali il poeta sogna la balena
     

  • 14 luglio 2014 alle ore 11:54
    Celesti linee disgiunte

    Mistica appare la linea retta
    che il sole congiunge al buio
    e smarrito l’iride s’incanta
    per divenire ubriaco e dimentico.
     
    Il vuoto che annulla l’imbarazzo
    di recarsi spiazzati al bivio
    confonde il giusto e l’inferno
    e riposa finalmente il dovere.
     
    Il nulla partorito e volontario
    dal cantare celesti linee rette
    che lenisce il nodo ed il dubbio
    sicché risposta di conforto muore.
     
    Utile l’attimo cosi speso e dormiente
    perché troppo alta la voce del giorno
    capace di spegnere soli
    capace di collegare sogni.

    Raffaele di Ianni.

  • 14 luglio 2014 alle ore 9:07
    Il Pastore

     
     
    Una quercia
    Un pino
    Si fanno compagnia
    A due passi un ruscello
    Scorre lento
    Nel prato mille colori
    E ricchi profumi
    Mentre io
    Consumo un sentiero
    Che porta verso nulla
    Lontano, lontano
    Dagli alberi
    Odo venire
    Una musica di vento
    Messia di compagnia
    Seduto
    Con i miei pensieri muti
    Osservo un gregge
    Che come sassi viventi
    Si specchia
    Nei miei occhi di pioggia
    Silenzio
    Udite
    Arriva qualcuno
    Corre verso di me
    È una donna
    È già nel mio cuore
    Sorge la speranza
    È solo un sogno!
     

  • 13 luglio 2014 alle ore 18:12
    Puppa!

    Da dove vieni?
    Perché sei qui?
    Qual’è il tuo nome?
    Perché mi guardi?
    Perché quel sorriso?
    Perché hai scelto me?
    Non rispondi, eh?

  • 13 luglio 2014 alle ore 18:08
    Callo

    Bezzo…ma quanto è zungo…
    È cosi ziscio…
    Bezzo zargo anche, vai..
    Davvero un bez callo

  • 13 luglio 2014 alle ore 18:00
    Datata

    Di desiderio struggente
    sommessamente vestita
    prigioniera di sguardi che non parlano d'amore
    talvolta prudente
    più spesso curiosa
    aspettando
    finalmente
    la Sita.

  • 13 luglio 2014 alle ore 14:16
    Il mare del mio cuore

    Nel mare del mio cuore
    le tempeste,
    il mare calmo della serenità.
    Nel mare del mio cuore
    le scoperte,
    la cruda verità...
    Però una mare sempre infinito,
    immenso d'amore,
    un mare che a riva
    si specchierà sempre
    negli occhi del sole!

  • 13 luglio 2014 alle ore 14:14
    Amo il vento

    Amo il vento
    che delicato porta via
    i pensieri...
    amo il vento che sembra
    porti a destinazione
    tutti i miei desideri!
    Amo il vento perchè
    custodisce tutti i miei ricordi...
    prende le mie emozioni,
    si nutre di esse,
    le fa vibrare
    e si alza nuovamente il vento,
    un vento di speranza!

  • 13 luglio 2014 alle ore 14:10
    L'amato fiore

    Solo chi ama i fiori,
    può soffrire nel vederli
    sfiorire,
    solo chi ama i fiori,
    li curerà con amore
    per non vederli appassire!
    E anche nella vita,
    ognuno ha il suo amato fiore,
    di molti fiori ne ammirerà la bellezza
    ma non ne ricorderà il profumo,
    altri li vorrà cogliere
    per poi dimenticarsene
    una volta appassiti.
    Poi troverà il suo fiore,
    e non ci sarà giorno che non lo
    curerà con amore e devozione,
    quello sarà il fiore che renderà
    sempre più bello
    il giardino della sua vita!
    L'amore è una fontana
    che disseta chi a sua volta
    d'acqua l'ha riempita!

     

  • 12 luglio 2014 alle ore 19:24
    Io

    Urlo, si fa eco nella mia cassa
    toracica, primeva e antica cassa
    armonica, rimbomba il sentimento
    odio e amore uniti, rabbia autolesionista.
    Urlo, atavica forma di espressione del
    dolore, della frustrazione che sento,
    come una scimmia ma scimmia non sono,
    come un uomo ma merito di esserlo?
    Urlo, nel anima, dentro, in modo intimo
    che nessuno può sentire, nessuno può vedere
    un corpo che brucia ed un cuore che esplode.
    Urlo, i sentimenti che non mostro, i desideri
    che ho abortito, i sogni che non faccio,
    natura umana sei tu che mi richiami a terra?
    Urlo, perché fino ad ora credevo di volare.

  • 12 luglio 2014 alle ore 12:46
    Shandra

    Shandra
     
    Vi voglio parlare solo dell’amore
    sperso nell’infinito oceano blu
    rapito dall’onda che lo porta lontano.
     
    La c’è la mia isola
    immersa nell’azzurro e silenzio
    l’approdo è avvolto nell’ombra
    ha la forma di un sogno
    dove scivolo lentamente
    spalmando movimenti e disusi diari.
     
    Solo una nuvola in cielo
    muschiate rocce
    delineano sabbioso sentiero
    sontuose alte palme l’incoronano.
     
    Sussurro dell’attimo è musica
    di diapason, vibrante nota espande
    il silenzio improvviso prelude il tuono
    è lecita l’attesa del rombo dell’onda
    possente s’infrange scavando anfratti
    profonde cale e buie caverne
    di gabbiani porti dal stridulo richiamo
    risacca accarezza lunghe brune alghe
    brezza leggera come mano le sfiora
    porta intenso profumo m’avvolge.
     
    Brucia il senso, parole non trovano voce
    per raccontare la musica dell’acqua
    gonfio il petto in un insensato respiro
    nulla s’addice all’incombente buio
    solo inutili ricordi, cose smisurate
    qualche clamore, fievole eco di persa battaglia
    mi chiedo: “sono invecchiato troppo presto?”
    senza il gesto o l’atto che incide
    sempre in fuga da cio che appartiene
    l’ansia, l’attesa della voce che spiega ogni cosa.
     
    Non avrò più il mio tempo
    attimo unico pieno di presenze
    l’amico vivo solo nel ricordo
    Lei che mi ha detto t’amo
    la carezza della mia dolce madre.
     
    Per questo sono tornato da “ Shandra”
    per fondermi nel suo frastuono silenzio
    in balia tra cielo duna e vento
    poi…
    …nel buio di notte  senza luna
    punteggiata da mute stelle
    immaginare nuova luce
    sarà lecito dire: domani…
    …(un giorno senza dover sempre fuggire).

    Brunouk
    “Shandra” è un’isola corallina sita nell’oceano Indiano In Somalia a pochi km. Dall’ equatore.

     

  • 12 luglio 2014 alle ore 11:37
    Alla Ricerca

     
     
     
     
     
     
    E' da un po’ di giorni
    che la luna non si fa vedere
    C'è un velo che annebbia
    Tutte le sue espressioni
    Addio emozioni vissute
    Da ritrovare nel passato
    Lungo la strada aspra
    Meno battuta
    Da percorrere
    Per fortuna
    Si affacciano
    Gli occhi della notte
    Ed io ritrovo lei
    La mia guida
    Che ho sempre cercato
    Ora il fiume della vita
    Scorre lento
    E l'acqua limpida
    Ha ripreso a consolarmi.
     

  • 12 luglio 2014 alle ore 10:47
    Alla Ricerca

     
     
     

     
     
     
    E' da un po’ di giorni
    che la luna non si fa vedere
    C'è un velo che annebbia
    Tutte le sue espressioni
    Addio emozioni vissute
    Da ritrovare nel passato
    Lungo la strada più aspra
    Meno battuta da percorrere!
    Per fortuna
    Si affacciano
    Gli occhi della notte
    Ed io ritrovo lei
    La mia guida
    Che ho sempre cercato
    Ora il fiume della vita
    Scorre lento
    E l'acqua limpida
    Ha ripreso a consolarmi.
     

  • 12 luglio 2014 alle ore 10:09
    Cattiveria Di Un Attimo

     

     
     
     
    Da un'ora sono sveglio
    Ridotto a udire
    La musica
    Della tua natura
    La stessa di tua madre
    Eppure non sei più viva
    Per me sei vuota dentro
    Fuggi dai miei pensieri
    Sei scolpita nella nebbia
    Hai una valigia di sogni
    Ed un bagaglio di fumo
    Il mio animo tenero
    È in perenne conflitto
    Con il tuo cuore di sasso
    Nel tempo mi sono fatto male
    Ora so dove prendere lezioni di vita
    Vorrei che tu tornassi l'angelo di prima
    Perché il mio tempo è diventato inutile.
     

  • 11 luglio 2014 alle ore 23:02
    Ambiguità

    Inganna gli occhi
    accarezzati da ombre
    che divergono in sogni
    metallici, come calamite
    nel sospirato
    punto sospeso
    di domande dentro dubbi
    infiniti nei cieli perplessi
    e ricercate per smontare
    enigmi misteriosi che trafiggono
    aspettando la luce vera
    bloccata dalla tenebra del buio

  • 11 luglio 2014 alle ore 14:14
    Scriviamo

    Scriviamo senza esserne certi
    che la vita non si opporrà
    alla passione di un cielo
    che è stato scritto per noi
    con l'inchiostro in mano
    adoperando la tristezza
    disarmante, nascosta
    nel taschino dei ricordi
    Pensiamo che saremo lodati
    e sentiremo la pace
    trasformata in felicità
    riavendo il mare
    che ci conforterà

  • 11 luglio 2014 alle ore 12:21
    Nell'eterna drammaticità Shakespeariana

    Ch'io fui nel lento respiro
    annaspato da sospiri
    di vento sferzato
    si cibarono dei miei fili
    appesi funambolismi da eterni giocolieri 
    fu il sole l'eterea bellezza
    nel sferzar quelle solitudini
    che riecheggiavano 
    lungo gli occhi verdi 
    che si apprestarono al gioire
    nella sua rea bellezza.
    Ch'io ora son 
    lungo questo crocevia 
    di saltimbanchi 
    mi chiedo o mi chiedesti 
    nel chiedermi ch'io sono
    allor che vi svelai l'arcano
    del mio saper
    ed io ora chi sono 
    mi domandai e domandasti 
    a costui 
    ma costui chi è 
    se non è 
    or che il giocoliere
    vi risistema il filar
    dinanzi al versar questi umili versi
    or posso socchiudere gli occhi
    a me concessi 
    nella luna che s'appresta a svelar
    il tuo arcano o il vostro arcaico 
    strimpellar 
    nell'eterea confessione 
    ... ch'io sia 

  • 10 luglio 2014 alle ore 23:41
    Estremità

    Se ci siete 
    sarete i miei re e le mie regine,
    se non ci siete
    vi saluterò come passanti,
    forse meno.
    Non siederete alla mia tavola ogni tanto,
    a me piacciono i sempre
    oppure i mai.

  • 10 luglio 2014 alle ore 21:56
    Impressione

     
    Come una fotografia
    s’imprime in pellicola
    la tua faccia
    nella mente mia
    da allora
    sino ad ora
    non si cancellerà
    L’amore sempre rischiarerà
    una risposta basta
    un piccolo gesto basta
    una piccola attenzione basta
    per riaccendere la fiamma
    per accrescere la speranza
    per diminuire la distanza
    Mi hai colmato di gioia
    con una tua azione preziosa
    dando importanza
    alla mia poesia
    scoprendo la tua verità
    la tua amicizia
    angelica musa
    Solo una giornata
    è passata
    in felicità
    in allegria
    in letizia
    per questa mi troverai
    quando verrai.
     
     
     

  • 10 luglio 2014 alle ore 21:36
    Ceneri tra la polvere quotidiana

    E agitarsi ogni giorno
    dentro dinamici balli

    all'ombra di musiche
    che offuscano la mente

    raccogliendo tutte le alternative
    che sgorgano dall'anima 

    e conservarle nel rifugio dei sogni

    Ed essere centrati dalle delusioni

    nelle loro dolorose perfezioni

    nel bel mezzo di quei sogni

    con la razionalità a sostituire la fantasia
    e strepitare dentro
     
    per spezzare il ritmo dell'esistenza
    con la forza di maligne emozioni
    .
    cesaremoceo(c)

  • 10 luglio 2014 alle ore 16:53
    Dedicata a Raju

    Possente ma impotente,
    eri la triste e pallida ombra di Ganesh
    perché umiliata era la tua natura
    di essere umano.
    Ma con una lacrima
    che tradiva gratitudine
    hai mostrato
    che per quanto si sottragga
    la dignità a un essere vivente,
    il nucleo originale resta sempre,
    pronto a rispuntare
    sotto mille coltri
    e in mezzo a mille patimenti:
    un nucleo fatto di puri sentimenti.
    È quel che ha distinto te, Raju,
    da chi ha sfruttato l'intera tua esistenza
    per farne convenienza!
    La tua grandezza non sta nella tua mole,
    tenero gigante buono,
    ma in quella piccola goccia di riconoscenza
    caduta quando, finalmente,
    libertà ti è stata resa.
    Non esiste più bel dono, Raju!
    Sia per te, dolce elefante,
    che per il più piccolo uomo!
     
     

  • 10 luglio 2014 alle ore 16:38
    Prima alba 2014

    Sembra uguale, il posto dove mi ritrovo
    attendo immerso nel scivolar d’ore
    per me, attento all’utile dettaglio
    mollemente avvolgente e luminoso.

    Chiaro sento l’eco dei miei passi
    quando istinti avventurieri
    accendevano nuove mete
    lontano nell’orizzonte del cielo.

    Il tempo mescola utili pensieri
    gesti rapidi più delle parole
    mutevoli come amori passeggeri
    nel, di maggio nuovo sole.

    Il fatto, che più mi piace
    sentire l’ansia del divenire
    tempi di giochi e nuovi amori
    nella gioia nell'essere vivo.

    Il tepore di questo ultimo sole
    riscalda questo mio riflesso
    nello specchio un volto
    non sarà mai più lo stesso.

    Scandisce l’ora il ticchettio del tempo
    mentre si inabissa nel suo stesso senso
    piano l’ombra prende a dilagare
    nell’oscurità si cancella integralmente.

    Buio triste, ma brevemente
    poi un tripudio sorprendente
    l’universo invade la mia stanza
    e la luna risalta tanto sfavillio.

    Il freddo luccichio
    scolpisce l’ombra vaga e misteriosa
    in realtà però m’appartiene
    nella gioia attento veglio.
    2014
    Il sole ha già incendiato il cielo
    in questo azzurro particolare
    nel tripudio mi commuovo
    abbraccio l’alba nel sereno.

    Bruno Gasparri
     

  • 10 luglio 2014 alle ore 16:25
    Paralisi ed. 2012

    Vorrei piangere ed inondare
    questo foglio bianco ed offensivo
    pei colori miei annebbiati
    Ho dentro il fuoco
    lento e nero
    di un vulcano addormentato
    Nelle viscere del mondo
    annega e strilla il mio dolore
    È un seno freddo
    sotto il palmo?
    È morte pronta ed annunciata
    dietro il corpo neghittoso?
    È una lacrima ghiacciata
    che si cela fra le ciglia?
    È un cuore
    da dolor paralizzato
    che spilla e spande lava
    e sangue nero congelato.

  • 10 luglio 2014 alle ore 11:51
    Sfiorami

    Petalo dolce soave velluto
    di rosa si contorna 
    questa pelle
    labbra soavi
    bellezza intrinseca
    morbide al tatto 
    ... sfiorami ora
    che il giorno rivive in noi