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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 22 gennaio 2015 alle ore 20:21
    SETTIMO MESE

    Chiedo in giro
    se Madonna
    avesse partorito
    anticipando il bene.
    "Si è presa il suo tempo
    cercando animali silenziosi!"
    mi dissero.
    Le donne dell'Eden
    erano tutte gestanti
    impazienti
    per poi fuggire via
    lasciando il feto adulto
    tra le mani degli squallidi.
    Settimo mese
    d'attesa...
    dentro acque vergini,
    attaccato ad uno stelo di ghiaccio
    su sottili rami spogli.
    Freddo e confusione 
    che penetravano
    fino a budella senza sapori.
    Il gravido tempo
    continua percorsi
    verso di me
    ed attendo senza peluria
    la luce della neve.
    Ecco...
    poco tempo ancora
    per la crescita della montagna
    senza rinascere ancora.
    Ecco...
    lo sapevo, prima ancora del momento,
    che avrei toccato sete e velluti
    in mezzo a cammelli che sbavano
    e giumente che partoriscono.
    Ancora poco...
    dentro placenta
    e globo fuori che mi vuole
    ...ancora.
    Visione perfetta
    nel freddo sterile
    della campagna Reatina.
    Donna con lunghi capelli
    che ondeggiano a toccare culo
    allontanando sporche impronte
    che non hanno saputo aspettare
    ed occhi che abbagliano nel buio.
    Capelli a coprire la mia nudità
    e scaldare il cuore.
    Occhi a schiarire il visivo
    e guardare il vero fiore.
    Ecco...
    sapevo che ogni petalo che cade
    porta con se il suo colore
    magenta, porpora, rosso sangue
    ed ogni petalo che si apre
    offre sempre le sue grazie.
    Valgo quello che sono
    prima dell'orgasmo di mio padre,
    prima di essere figlio di Dio.
    Inizio il settimo mese
    e comincio a scalciare
    sentendo già la primavera.

    francescoruffinorossi(C)

  • 22 gennaio 2015 alle ore 17:41
    La Guerra

     
     
     
    Ricomincia la favola
    Gli angeli cantano
    Suonano
    Fischiano
    Ascoltano
     
    I cuori di pietra
    Dai pensieri vuoti
    Decidono
    Agiscono
    Rovinosi
    Distruttivi
     
    Soffia
    Infuria
    Il vento gelido
    Della guerra
    Che strappa la luce
    Dei giorni abituali
     
    Confidavo
    Che gli errori della storia
    Dessero agli eletti
    Il ruolo di figli del creato.

  • 22 gennaio 2015 alle ore 12:09
    il prezzo

    il servizio è a pagamento 
    se ti esponi paghi il prezzo
    se ti nascondi paghi lo stesso
    se non ti importa nulla allora
    corri fuori adesso
    scappa!
    perché il servizio è a pagamento
    lo è sempre stato 

    e tu come hai potuto?
    come hai potuto credere che l’accesso virtuale al passato al presente e al futuro fosse gratuito?
    come hai potuto credere?

    il servizio è a pagamento 
    il prezzo era nascosto sì è vero,
    a tua discolpa lo potrai accennare 
    di fronte alla Commissione d’Inquisizione
    ma se tu vuoi un vero e diretto contatto fisico
    allora scendi in strada! 
    se vuoi un amico sincero
    se vuoi una stretta di mano e una pacca sulla spalla
    se  vuoi amore, vero
    allora cerca altrove
    cerca altrove!

    il servizio è a pagamento 
    lo è sempre stato
    questa è una registrazione
    e tu stai parlando con una macchina
    e allora
    perché recrimini?
    cosa lamenti cosa piangi?
    se vuoi calore umano 
    cerca altrove

    fine della conversazione
    il tuo credito è scaduto
    striscia la carta 
    se vuoi rinnovare la tua sottoscrizione
    in comode e flessibili rate mensili

    questa
    è 
    la
    fine...

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/06/il-prezzo.html

  • 22 gennaio 2015 alle ore 10:47
    Nel Mio Tempo

     
     
     
    Il rumore del silenzio
    Mi lascia alle spalle
    Tante stelle smorte
     
    Ritrovo nel futuro
    Destini brillanti
    Esploro il vivere
     
    Nei suoi segreti
    Ritrovo embrioni
    Di latente verità.
     

     

  • 22 gennaio 2015 alle ore 10:14
    Come Una Favola

     
    Bagnerò i miei piedi
    Nel ruscello a valle
     
    Sotto una nuvola
    Di petali colorati
     
    Danzeranno sul mio corpo
    E sulle penitenze dei cuori
     
    Il calore del sole vestirà
    I miei pensieri spogliati
     
    I desideri voleranno alto
    In nuovi spazi universali
     
    Per ridare a tutto il creato
    Pezzi di sogni desiderati…
     
    Le miei creature celesti
    Non saranno vagabonde
     
    Ma candide e prodighe
    Spazzeranno ogni ombra
     
    E tu sarai il mio angelo custode
    Con profumi di spezie orientali.

  • 21 gennaio 2015 alle ore 18:06
    Il senzatetto

    Errabondo vagavo per le vie,
    come campana stordita
    dai colpi del batacchio.

    I miei non erano invitanti rintocchi di festa,
    ma scomodi scampanii di morte.

    I passanti che incrociavo per la via
    mi attraversavano come fossi aria,
    ma aria putrida, malata,
    quasi un castigo di Dio.

    Dell’anima, dei sentimenti miei
    a nessuno importava.
    Nessuno avrebbe udito la mia storia.

    Finché un giorno,
    freddo come pochi,
    un uomo, spinto dal figlio,
    una coperta mi porse,
    e lì capii che c’era ancora
    qualcosa al mondo
    per cui la vita
    doveva essere vissuta.

    Non è retorica se dico
    che quel gesto
    mi scaldò più di una bevanda calda.

    Qualcuno si era accorto
    del “fantasma”
    in una terra
    fatta di potenti e di aguzzini,
    ma anche martiri e santi.

    Con un po’ di carta e una penna,
    un impegno presi con me stesso:
    annotar le buone azioni
    a me rivolte per provare che
    l’umanità non era morta.

    Ma un giorno, ahimè, ascesi al cielo,
    e mi fu chiesto di mostrare
    il mio taccuino improvvisato.
    Il numero segnato
    era assai basso
    e ammettere dovetti la sconfitta:
    più alta era la cifra dei buoni
    che all’altro mondo stavano,
    quello più in alto,
    quello che ora mi ospitava.

    I poveri di tasca, ma non di spirito,
    avevano perso la partita
    sulla terra.

    Gli altri, invece,
    avevano trionfato,
    e tronfi si godevan la vittoria
    mentre, tra motteggi e bagordi,
    si ubriacavano al calice della vita.

     

  • 20 gennaio 2015 alle ore 22:15
    Sei il mio fiore più bello

    Con gli occhi
    a esprimere caldi desideri

    stimoliamo la fantasia

    per esaltare il fascino
    di seducenti incantesimi

    piacevoli pretesti

    opportunità rubate
    alla creatività dei sentimenti
     
    a farle divenire delizie carnali
    negli intervalli peccaminosi della vita
    dedicati all'amore 

    E apprezzare il silenzio
    e l'acuto frastuono di quelle emozioni

    passioni a convergere e contribuire
    all'unicità della nostra unione

    nei cui riverberi

    si specchiano riccamente le nostre Essenze
    affaccendate a darsi lezioni d'amore

    a condividere l'orgoglio
    e la libertà delle nostre anime

    nella volontà di non screpolare 
    i nostri ardori invecchiando 
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 20 gennaio 2015 alle ore 22:15
    Impietoso destino

    Nel cammino sempre più arduo
    e con la strada ancora in salita

    vivo circondato dai ricordi

    nell'alternarsi delle emotività e tristezze

    rappresentazioni dell'inconscio irresponsabile
     
    simboli di ascese al vuoto celeste 
    e al nulla che rappresenta il Cielo

    E mi piango addosso
    tra liti e denigrazioni dell'Essere

    a districarmi nel groviglio delle malvagità
     
    cibo primordiale della miseria umana

    infima grandezza che alberga
    nel cuore degli uomini

    vuoto di sentimenti

    E vorrei fermare il tempo

    e raccontare con i versi
    gli attimi che fuggono

    nella consolazione tremenda
    di amare la vita
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 20 gennaio 2015 alle ore 22:15
    Esagerare,a volte,non è sbagliato

    Vivo giorni di rinnovata vivacità
    senza mai pensare
    d'aver dato troppo alla vita

    Risorse ricavate dai sogni

    a rappresentare i desideri
    scaturiti dalla fantasia

    e suscitarmi disinibite emozioni

    E non m'importa d'esser diventato
    trastullo e piacere

    nelle intimità ormai incerte

    che hanno trasformato la vita
    nella recita con cui i dolori
    vengono restituiti sotto forma di gioie

    E vado oltre 

    a superare castrazioni mentali
    che rigurgitano scarabocchi di pensieri scialbi 

    e inventarmi sempre qualcosa di più
    per sollecitare le passioni

    con il Cielo a esaudire il desiderio
    d'amar chi m'apprezza pur tacendo

    e compiendo così il mio destino
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

     

  • 20 gennaio 2015 alle ore 22:15
    Valvole di sfogo

    E son qua

    con la melodia del mare
    ad accompagnare il mio andare

    Con gli occhi spenti

    m'illumino a cercare
    orizzonti dispersi

    tra folate di vento
    che scompigliano i pensieri

    Attraversato dall'ardore
    intenso dei ricordi

    con la vita a segnare il passo
    di giorni sempre uguali

    e rotolare ingrata
    verso il suo destino

    passeggio per disertare
    il viver d'amore

    e arruolare sentimenti smarriti
    tra le file eretiche dei tradimenti

    leggère brezze pronte
    a sollevare l'anima insoddisfatta

    e farle vivere l'ebbrezza di quel volo

    E cadere nella genuina immaturità
    di amati sussulti e sospiri sparsi
    in quegli attimi di piacere
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 20 gennaio 2015 alle ore 22:15
    La strana luce dei miei occhi

    Vivo al di sopra delle nuvole

    in mezzo a fragili aquiloni colorati
    e rime incantate consegnate al vento

    forme di pudore a invadere la testa
    e peregrinare nei sentieri della mente

    lontano da crolli psicologici
    inficiati dai sensi di colpa

    nell'eco diffusa
    dei lamenti dell'anima

    E mi godo
    la vittoria amara della dimenticanza

    credendo nell'unicità di ciò che faccio

    senza vergognarmi
    dei miei attimi di difficoltà

    trasformati in magiche comunioni
    di accordi tra le mie diversità
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 20 gennaio 2015 alle ore 22:15
    Invertire la rotta?

    Formato alla sopportazione

    assimilo patemi d'anima

    nel pensiero che non sempre
    la rassegnazione può risultare
    un bene morale

    Io

    a vivere nel vuoto dei fumi

    in balìa di me stesso

    con il nulla tra le mani

    sempre a caccia
    di miti da restaurare

    mi rassegno agli aspri dolori
    procacciati dalla mia fierezza
     
    realtà suggestiva 
    formata da armonici accordi
     
    a far piangere
    senza lacrime il cuore

    nel ritornello continuo
    che con l'orgoglio non si mangia
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati
     

  • 20 gennaio 2015 alle ore 22:15
    Sfuggire all'oblio

    Porte che si aprono
    oppure che si chiudono
    altre ancora che rimangono socchiuse...

    Lasciarmi travolgere
    dalla forza dirompente del destino

    nei disagi che diventano
    pretesti di migliorie

    Vivere attorniato da fogli accartocciati

    ripensamenti a rivelarmi nell'anima
    emozioni di ghiaccio a surgelare la noia

    angoli oscuri a raccontare
    i passi che mi attraversano

    i suoni che mi pervadono

    le luci che mi rischiarano

    le mani che mi accarezzano

    le braccia che mi avvinghiano

    le labbra che mi baciano

    Esser rapito dalle vertigini
    di queste sensazioni

    sentimenti a spettinare i pensieri
    e sfidare le paure

    a valicare i limiti del mio Spirito

    superarli nel desiderio
    di sopravvivere a me stesso

    e sfuggire all'inferno dell'oblio
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

     

  • 20 gennaio 2015 alle ore 22:15
    Senza amore non si vive

    Recuperare il tempo perduto
    tra i meandri dei dolori

    torbidi sentieri

    dove oscuri legami
    tra le emozioni e i sentimenti più puri

    sfociano in sgarbi ricambiati
    nella resa dei conti

    Riavvolgere il nastro dei ricordi
    a evocare suggestivi accoppiamenti

    parabole di vita a consacrarsi 
    in ritmi concupiscenti

    disseminati da orge di felicità

    adrenalina a pompare nelle vene
    carrellate di magie

    emozioni vissute attimo dopo attimo

    con i confini rinvigoriti 
    dai profumi emanati dall'amore 
    sprigionato dall'euforia dell'anima 
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 20 gennaio 2015 alle ore 19:09

    E poi mi sento dire che dobbiamo essere buoni, comprensivi e pazienti. Dobbiamo vivere nell'umiltà e nella verità. Ah belli! Ma siete sicuri che qualcuno ha imparato questo concetto di vita? Scusate se me lo domando, ma vedo tanta merda in giro, tanta cattiveria e superficialità. Non va di moda aiutarsi, ma ferirsi e calpestarsi. Non si vive per amarsi, ma per deludersi e tradirsi. Sinceramente parlando, ho imparato a dare ciò che ricevo e a non farmi nemmeno venire sensi di colpa... Del resto io le mie ferite, anche quelle non meritate e più profonde, me le sono sempre curata da sola!

  • 20 gennaio 2015 alle ore 11:18
    Sapori dell’anima

    Sulla punta della lingua
    assaggio il lato bambino,
    coridale, socievole.
    Emotivo e impulsivo,
    come lo zucchero
    a velo, che in un volo se ne va.

    Non mi tange, l’asprìte,
    è solo un disagio
    che butti addoso.
    Io me la bevo, le sue bollicine
    mi grattugiano la lingua,
    ai lati, in fondo, è già un ricordo.

    Porprio lì, al centro arriva
    e persiste, rimane
    come l’aroma amaro
    del chicco bruno.
    Si espande attorno,
    è il gusto dell’arroganza.

    Energico, dinamico,
    proattivo. A tratti arguto.
    Si lega ai lati frontali,
    ti trascina nel suo sapore.
    Gustoso, curioso,
    è il sale della vita.

    Dolce, aspro, amaro e salato,
    questo è quello che gusto,
    il gusto degli umami.

    (M. B. 18/01/2015)

  • 19 gennaio 2015 alle ore 20:50
    Sempre più spesso risiedo nelle follie

    Salti temporali

    seducenti e senza scrupoli

    a separare le stagioni della vita

    Miscele di spietatezze e masochismi

    affascinanti magnetismi d'equilibri
    spazzati via da sottili venature di crudeltà

    astuzie rafforzate a proposito
    con atti intimidatori

    ad aumentare fervori senza limiti

    e creare strade buie e tortuose
     
    alibi incontestabili
    a appassire il dolore
    e sopravvivere a me stesso
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 19 gennaio 2015 alle ore 18:45
    La Farfalla

     
     
     

     
     
     
    Respira fra le rose
    Intrise di rugiada!
     
    La farfalla insegue il paradiso
    Si posa sulle mie mani protese
    Per non rimuginare il domani.
     
    Ha trovato la primavera
    Dentro chi vive sotto le stelle
    E al mattino apre il suo cuore
    Riscaldato dai raggi di sole.
     
    Ora vivrà dove vorrà
    Oggi qui
    Domani lì
    Ella vive dentro l’anima.
     

  • 19 gennaio 2015 alle ore 13:30
    Vivere, sì certo

    Vivere, si certo ma fino a che punto
    l'anima può sorreggere tutto il male
    che pesa, ingannando se stessa
    a proseguire per la sua strada
    non abbattendosi e non arrabbiandosi
    coi bisbigli della gente, se non vuol
    solo sognare, ed incontrare la vera realtà
    che fa paura ma necessario è 
    per non imbrogliare la verità

  • 19 gennaio 2015 alle ore 10:54
    Attesa

    Cosa dovrei fare, ora?
    Attendere che il sole
    affondi dove cielo e terra
    si incontrano
    e sperare che l’aurora sia clemente?

    Pensare e ripensare
    a cosa fare,
    lasciando che la mente vaghi
    ma tenendone saldo il comando
    per non rischiare di naufragare?

    Difficile ottener risposta.

    Come un indiano americano,
    vorrei ora la grande natura
    in mio soccorso,
    per chiederle quei grani di saggezza
    che aiutano l’uomo
    a seguire l’arco del suo destino,
    dal punto in cui ha inizio
    al punto in cui ha fine.

  • 18 gennaio 2015 alle ore 20:57
    Nemmeno i girasoli sanno più dove girarsi

    E andiamo a spasso
    dentro l'anima

    ad arrancare 
    sui declivi delle emozioni

    nel vissuto di giorni
    che si susseguono nelle sconfitte

    E in quell'andare

    incubi maligni
    anticipano i passi

    invitando a lanciare sassi
    e a crescere ubriachi

    Crollare e precipitare in baratri

    assurgendo a protagonisti principali
    di favole nere

    che raccontano finti viaggi
    per risanare lo Spirito

    e nel falso susseguirsi
    di paranoie e tormenti interiori

    combattere disgustose isterie
    che mostrano il vero volto alla vita

    simulate mitezze
    che privilegiano sporchi interessi

    tra aurore che brillano
    in tutto il loro splendore

    e tramonti solitari
    bagnati di sangue
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 18 gennaio 2015 alle ore 20:27
    Verona

    Piazza Brà
    mostra di pittura
    ispirati carmina
    da remota passione amorosa.
     
     

  • 18 gennaio 2015 alle ore 16:00
    Amarcord

    Domenica
    ti ricordo
    nel mio riso

    Tra profumi 
    e quel che è stato

    Domenica nel tuo viso
    Dischiuso
    e mai appassito

    La pieghe
    intime delle mani

    Fumi di sigarette
    e solitudini scomode

    Domenica
    il sole battente
    sulle ringhiere
    e tu mi chiami
    bambina

    E vuoi ch'appartenga 
    a qualcosa
    a qualcuno

    Ma non sono
    che un attimo
    Non sono altro
    che vento
    vento leggero
    Di domenica 

  • 18 gennaio 2015 alle ore 12:44
    La via del Pensiero

    Piove il mattino
    da curvi rami.
    Costeggia fiordi d'ebano
    assolve acque ostili.
    Sboccia su prati di pietra,
    si forgia nella quiete.
    Liturgia, sorda al capestro
    cammino che contempla affilate dottrine.
    Selvaggia verità
    che logora
    condanna
    dilania
    onora...
    salva.
    Giunge il mattino
    dai porti della notte,
    antiche colonne
    che non rovinano.
    Lentamente si svela
    la via del Pensiero.

  • 18 gennaio 2015 alle ore 9:41
    Il Miracolo Esiste

     
     
     
    Tu donna!
     
    Da sola questa sera
    Sei comparsa a me
     
    Nutrita della luce
    Della luna e stelle
     
    Sicura di trovarmi
    Nella stessa natura
     
    Sei la mia ricchezza!
     
     
    Hai dato i tuoi occhi
    Alla mia gioia futura
     
    E non tornerai indietro
    Perché le tue voglie
     
    Gioiranno nel concerto
    Della nostra armonia.