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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 18 gennaio alle ore 20:36
    E mi basta solo un attimo

    Scelgo

    tra i vari pensieri

    quelli

    che mi sembran essere
    i più diversi da me stesso

    ossessioni e deliri
    di sensazioni incompiute

    in appendice
    ai miei attimi d'incoscienza

    che potrete raccogliere e capire
    a vostro piacere

    nelle necessità penose
    che impone la vita

    E vivo grato

    nella speranza dell'indulgenza

    a coloro i quali hanno il piacere della conoscenza

    nel rispetto del diritto alla libertà
    dei battiti d'ogni cuore
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 18 gennaio alle ore 15:08
    TURBINIO DI EMOZIONE

    Con occhi lucidi porgo lo sguardo al mondo:

    è più avventuroso se si vive amando,

    giacchè l’esistenza non è sola ragione

    ma una girandola, un turbinio di emozione

    che ti porta qui e là, su e giù, fino alla tentazione.

    Ma a ogni male c’è sempre una soluzione,

    e in amore occorre arrivare fino in fondo,

    imparando tanto e a volte perdonando,

    perchè insieme si rende più bello il mondo.

    Dott. Eugenio Flajani Galli
    © RIPRODUZIONE RISERVATA.

  • 18 gennaio alle ore 14:50
    (5) Viaggio verso Assisi

    Devota frotta principia cammino
    In verso d’Assisi lontano loco,
    rancando  anfratti, ‘n cor fervor di fuoco,
    franchi d’avere loro buon destino.
     
    E, poi, che sono di Roma al confino,
    pensano visitare il Santo loco,
    donde fede s’ingrande poco a poco,
    spinti per volere di Dio, uno e trino.
     
    Iva Francesco a capo ai genitori
    nel di mondo città dominatrice,
    donde è crucciato d’intensi fervori
     
    per la sontuosità cardinalizia,
    ch’Egli vede quale grande ingiustizia
    per Chiesa che sa in povertà vittrice.
     
    Deplora il porporato per lussuosa
    sua veste prelatizia.
     

  • 18 gennaio alle ore 13:53
    Odio e amore

    La musica della mia poesia
    alberga nel mio cuore
    ove nascono sentimenti
    d’ odio e d’amore
    dei miei versi
    infatti una mia creazione
    m’appare bruttissima
    nonostante sia il contrario
    sono molto perfezionista
    che rivedo tutte le parole
    da me usate
    o poesia come cigno
    nell’acqua voglio nuotare
    insieme a te
    e mai dimenticarti.
     

  • 18 gennaio alle ore 11:41
    Lettera Al Cielo

     
     
     
    Caro silenzio
    Ti voglio bene,
    Hai le dimensioni
    del mare,
    Solo il tuo cielo
    Possiede la luna
    Ed è per questo
    Che non posso
    Nascondermi.
    Quando
    Canta il sole
    Le aquile svolazzano
    Nell'aria quieta
    E godono con me
    Nella luce eterna.
    Non riesco
    A immaginarmi
    Un cielo
    Senza affreschi Divini
    Mi impedisce
    Di scrivere versi
    Mah!
    Non posso fare a meno
    Di capire
    Che l'amore vero
    È nella memoria dei cuori
    Invece altrove
    Regna l'odio
    Allora mi chiedo?
    Cielo!
    Come può regnare
    La pace nel mondo? 
     
     
    Caro silenzio
    Ti voglio bene,
    Hai le dimensioni
    del mare,
    Solo il tuo cielo
    Possiede la luna
    Ed è per questo
    Che non posso
    Nascondermi.
    Quando
    Canta il sole
    Le aquile svolazzano
    Nell'aria quieta
    E godono con me
    Nella luce eterna.
    Non riesco
    A immaginarmi
    Un cielo
    Senza affreschi Divini
    Mi impedisce
    Di scrivere versi
    Mah!
    Non posso fare a meno
    Di capire
    Che l'amore vero
    È nella memoria dei cuori
    Invece altrove
    Regna l'odio
    Allora mi chiedo?
    Cielo!
    Come può regnare
    La pace nel mondo?
     

  • 18 gennaio alle ore 10:50
    Ingiusto

    Chissà perché il sole sorge anche senza di te ?
    Senza che i tuoi occhi possano più guardarmi?
    Chissà perché c'è ancora l'alba e il tramonto?
    Perché il mondo continua a girare?
    È una cosa ingiusta.
    Scorretta.
    Tutto avrebbe dovuto smettere di esistere, nel momento in cui tu non ci sei stato più.
    Tutto c'era, solo perché c'eri tu...

  • 18 gennaio alle ore 9:41
    Con la neve nel cuore

    L'aspetti
    mentre dolcemente la senti arrivare
    nell'ebbrezza di un'aria
    che accarezzi e scoprendola
    cammini senza pensare
    alle cose tristi nei sentieri
    tortuosi che impediscono
    di uscire dalla tana del tuo lupo
    che grande si fa imponendo
    il suo tempo e la sua storia
    in un bosco fitto dove la luce
    se ne va, con la neve nel cuore

  • 17 gennaio alle ore 17:36
    (4) Ritorno da S. Marco Argentano

    Quando poi è assolta votiva promessa
    Francesco alla Sua terra è di ritorno,
    a mente linda, scevra di distorno
    rammenta genitor terra promessa.
     
    Certi che si  tratti  d’idea indefessa
    forzano menti a nullare frastorno,
    convinti che vano sarebbe storno,
    che ante Fanciullo idea , di Dio è premessa.
     
    Appronta Vienna li poch’indumenti,
    nelle bisacce son scarsi alimenti,
    indi col Figlioletto, sì, favella:
     
    mentre che Ciel darà chiaro mattino,
    saremo per Assisi già ‘n cammino,
    e a guidarci sarà  divina Stella.
     
     
     

  • 17 gennaio alle ore 17:32
    Canto di Persefone

    Sei rubini
    di oppiaceo
    Melograno

    Sono danza
    che sibila il vento
    L'aspide benefico
    che serpeggia
    in acque chete
    Il veleno in medicina
    La cura che devasta

    Dall'ombra antica 
    i neri capelli 
    al fuoco centrale
    di assiale equilibrio
    In croce altissima
    che tira giù
    il cielo per il grembo
    opulento di madre terra 
    Da cui dirigo lo Stige
    di tutte le promesse mancate

    Bevendo il segreto ultimo 
    trasmigrare dal ciclo 
    di vite

    Pericolosa
    perché 
    sopravvissuta
    agli inferi 

  • 17 gennaio alle ore 15:15
    Allegra famiglia

    Nella giungla di pregiudizi mi ero
    perso...dolci ricordi ho rievocato
    grazie a voi; che bello, è tutto vero!

    Un doppio senso, voi avete dato
    alla vita mia: sinceri amici
    siete, il sorriso mai è mancato.

    Con voi trascorro giornate felici,
    e nel mio cuore, qui viene il sole!
    Non fanno male queste cicatrici.

    In voi, io non solo vuote parole
    ho trovato: una guida sicura
    siete, dalla gente che non mi vuole.

    Nessun altro, ormai, di me si cura?
    Guardate con voi quanto sono forte!
    Di essere me stesso, non ho paura.

    Grazie, per avermi aperto le porte!
    A tutti voi voglio bene! Mi avete
    ridato emozioni, che erano morte.

  • 17 gennaio alle ore 8:51
    Esecuzione Capitale

    Perderò la testa
    per Mastro Titta
    per uno struggente tramonto
    in soffitta.
    Vilipeso tra
    un sconfitta in trasferta
    e il leggendario Gra
    questo è un popolo in continuo movimento,
    in perenne migrazione;
    dal senso civico e la buona educazione
    agli alti pascoli della più cupa rassegnazione.
    Che di Ottavi monarchi ne ho piene le tasche
    come gli spiccioli di questa Fontana
    come le ore perse ad una fermata
    come a dire “a chi tocca nun se ‘ngrugna”
    porgendo l’altra guancia alla vergogna
    se solo mandi giù bocconi amari
    e ti rimane un filo di voce impigliato nelle mani.
    Ce ne sono di escrementi, di voragini, prestanome e cardinali
    Neroni che incendiano la rabbia
    per questo castello sulla sabbia
    chiamato Roma, chiamato Urbe
    di lupe e volpi poco furbe
    per decidere qualcosa di sensato
    senza darsi troppe arie su pe’ l naso.
    Non è Pasquino che è tornato.
    È solo il canto stupido e spaesato
    di chi di quest’eterna Capitale
    n’è ancora tutto sommato innamorato.
    Ma Lorsignori saran d’accordo
    su questo fastidioso Corso degli eventi
    che Qui di fulgido e glorioso
    sono rimasti solo i monumenti.
    Il barcarolo va contro corrente
    parla ma non dice niente,
    fra le sponde e i ponti sul Biondo incedere
    medita che in fin dei conti
    ciascuno ha quello che si merita.
    “ Bonanotte Popolo”
    l’eco finalmente si risente
    “ torna a dormì e lassa perde
    tutte ste faccenne. Aricordete ora e ancora
    che nun ce stà nisuna assoluzione
    e che stamo e ce staremo sempre
    nell’anno der Signore!”

  • 16 gennaio alle ore 19:16
    Col grigio schermo loci

    Col grigio schermo loci
    al limite contorto dell’inerzia
    dai poli che si strappano per vite
    disunite, gittate sterili di semi
    impolverate d’acqua.
    Lo stile ch’era il mare
    a sorreggere vertebre
    sale in traccia è rappreso - non chiama
    migratori. Lo sciabordio di culla,
    un atto falso. S’incurva, al fianco.

     

  • 16 gennaio alle ore 1:36
    Il re dei desideri innati

    La sera del 21 dicembre mi sono detto:
    Vorrei volare fino a domani,
    poi nel fragile silenzio,
    stendere un pò' le ali
    e cingermi di stelle,
    di qualche bagliore d'argento.
    Questa sera vorrei
    essere il re dei desideri innati,
    così da non sentirmi più solo
    anche seduto ad un marciapiede.
    Da qui non vedo la mia terra:
    le mura sono molto alte
    e le strade troppo lunghe.
    Sotto questo cielo mi chiedo:
    perchè tutto è così scuro?
    Anche se ora mi alzo
    in una città fredda e straniera,
    non ho paura di carpire
    un sola carezza di luce.
    Forse qualcuno m'ascolta:
    Amico, tu sei libero di andare
    Ma se vuoi fermati
    la mia storia vorrei raccontare.
    Tu non sai ma dove vivevo,
    la mia casa era la più bella
    e la mia porta era sempre aperta.
    otto fratelli siamo
    e dopo scuola, a calcio
    spesso giocavamo.
    Quando ci trovavamo e parlavamo,
    nessuno cambiava strada
    e nessuno si spaventava.
    Ora sono qui, non è un caso,
    Spero di trovare il mio futuro.
    Vorrei dirti altre parole
    ma Volare non mi da pace:
    poichè anch'io sono un viandante
    e di vagare per le tue strade
    davvero non mi piace.
    Ti potrei seguire e rubare i sogni
    per disegnarli nei miei ricordi.
    Eppur se col pensiero ti sono vicino,
    perchè ora mi sento tanto smarrito?

     

  • 15 gennaio alle ore 22:53

    Non sono cattiva. Sono semplicemente una persona che a dirti ciò che ti piace non ci sta. Non mi creo problemi se questo irrita chi lo riceve, non è un mio problema. Non sono scettica. Sono solo una persona che diffida dai troppi "Io sono"... e pochi "Adesso te lo dimostro"... Non sono insensibile. Sono una persona che ama mostrare la sua sensibilità solo dove la trova. Non sono nessuno, ma scelgo sempre io e in modo molto restrittivo per chi diventare "Qualcuno"! 

  • 15 gennaio alle ore 20:42
    Il giusto prezzo

    Fremiti interiori
    simili a brividi di vita

    mi parlano sempre
    della necessità dell'anima

    a volte morbosa e irritante

    d'immaginare sogni malati

    dove nessun insuccesso
    possa turbarmi

    Là mi rivedo

    infante nell'età

    fermo in quel tempo
    ancora a scrutare il mio orizzonte

    sorpreso e ammaliato
    dalla grandezza di Dio

    capace di riunire il Cielo e la terra
    davanti ai miei occhi

    e guardare in quell'infinito
    la mia rinascita nel futuro

    in questa realtà

    che ho poi vissuto
    e pagato al giusto prezzo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 15 gennaio alle ore 20:39
    Anime nobili

    Il lungomare
    al mattino presto
    pullula di anime nobili
    ritratti sfocati dall'alba nascente
    imbacuccati di ricca sensibilità
    generazioni immerse
    in strani modi di vita
    e sensazioni ricercate
    in carezze donate
    da mani tremule e senza sonno
    E io le guardo senza dir nulla
    sentendole nel cuore
    orgoglioso del loro andare
    nella celestialita' della loro vita
    e anche a piangere per Loro
    se ne fosse il caso
    perché siamo così
    anime povere
    felici d'aver vissuto
    felici d'esserci incontrate
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 15 gennaio alle ore 20:37
    Silenziose lacrime... scendono

    Mi guardo intorno

    smarrito

    spiaciuto nel mio Essere

    sensi di buio e di torbidezze
    m'avvolgono l'anima

    insultata dai soprusi del vivere

    E mi sento rotto
    in tutto il mio corpo

    nel continuare a chiedermi il perché
    di questi gratuiti tormenti

    che m'indeboliscono il cuore
    e rendono arido il volere

    E non trovo risposte nella mente
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • Lascio a voi tutti i giorni
    i resti del mio pensare

    a svelarvi i segreti destini
    del mio volere

    eccitazioni orgasmiche
    del mio esser di desiderio

    a seminare

    sperando che le piogge di Dio
    le faccian germogliare

    amori e passioni
    nel raccoglimento dei sensi

    E assisto compiaciuto

    all'alleanza tra l'anima e il cuore

    uniti in fraternità

    per sottrarsi alle grate
    dei desideri irrealizzati
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 15 gennaio alle ore 20:32
    Come in un film

    Mi sembra ogni dì
    di patire una nuova pena

    la mia dose giornaliera d'amarezza

    che inaridisce l'anima
    e inasprisce il cuore

    E me ne vado a zonzo
    avaro di passioni

    col capo chino
    e le mani in tasca

    a pensare alle mie carestie

    e alle parate di sofferenze

    che la vita si prepara
    a mettere in scena

    coi suoi artigli
    che arrancano lontano

    verso il passato

    quasi a voler arpionare per i capelli
    le felicità perdute

    E mi sembra di recitare
    ancora nel mio film preferito
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 15 gennaio alle ore 19:03
    Dentro di me

    Circondami di selvaggio immenso,
    aura di remoto a cui sempre penso,
    senza di te il nuovo non ha senso
    giacchè l’amore per te è troppo intenso.

    È verso di te che la mano tendo
    e se non mi dai la tua non mi offendo.

    Vorrei solo sentirti vegliare su di me,
    vorrei solo sentirti vivere dentro di me.

  • 15 gennaio alle ore 18:29
    Ardimi

    Ardimi, sei il fuoco che accende la mia anima.

    Raffreddami, sei la neve con cui posso giocare.

    Inondami, sei il ruscello che placa la mia sete di gioia.

    Illuminami, sei la stella che segna il mio cammino.

    Abbagliami, sei il sole attorno a cui mi muovo.

    Fulminami, sei la saetta che si fa breccia nel mio cuore.

    Sovrastami, sei il cielo che la mia vita ricopre.

    Possiedimi, sei la belva che mi fa godere.

     
    Dott. Eugenio Flajani Galli
    © RIPRODUZIONE RISERVATA.

     

  • 15 gennaio alle ore 17:12
    Oltre le favole...

    Perché se tu fossi qui, tutto sarebbe diverso.
    Potrei amarti come io so amarti.
    Potrei donarti me stessa, senza più riserve.
    Potrei raccontarti del mio amore per te.
    Quell'amore che tu conosci così bene.
    Un amore oltre le favole...
    Oltre te e me...

  • 15 gennaio alle ore 14:10
    Lacrime Indisciplinate

    Perdigiorno Bleffante...
    Armonica Mancanza della Sera...
    Gocce di Rugiada
    come Lacrime Indisciplinate...

  • Quando la luce del giorno a ponente
    annega e all’intorno è priva visione,
    Francesco di badia  bussa a portone,
    che a spalancar pensa mesto serviente.
     
    Così di Dio, Lui, seguace valente,
    il dì di poi veste con devozione
    panni votivi con consolazione
    d’alma e a Dio dà cuore d'amor cocente.
     
    Non è opera che non assolva a modo,
    sempre ‘n preghiera, sempre ginocchioni,
    di Sua presenza ne hanno tutti godo.
     
    I suoi prodigi onorano ‘l Convento,
    sia che legumi cuocia ‘n sol momento,
    oppur  che  ‘n saio rechi ardenti carboni.
     

  • 14 gennaio alle ore 20:19
    (2) Viaggio per cenobio di S. Marco

    Iddio l’Onnipotente buon Creatore
    di pia Vienna le dolci preci accoglie,
    perciò d’infausto mal radici scioglie,
    e ‘n petto di famiglia dà calore. 
     
    Appare a Francesco frate Minore
    e sì favella: quando buio il ciel scioglie
    e  pria che dì, di raggi il sole coglie
    dai a  genitor, desio nostro Signore.
     
    Si vada presto verso di un convento,
    ad appagar promessa a voto dato,
    sia che diman sia calma o spiri vento.
     
    Di buon mattino padre, madre e figlio
    vanno a cenobio  per esser fidato
    a padre Guardiano, virgulto Giglio.