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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 11 settembre 2014 alle ore 22:45
    Dedicata a Jane Austen

    Mia Cara Jane,
    lontana dal mio tempo,
    ma non dal sentimento e l’emozione,
    non penso
    la tua vita ti abbia dato
    ciò che cercavi con il fiato e la ragione.
    Non penso:
    le eroine dei tuoi film
    fatti con l’intuizione e l’ironia,
    hanno alla fine vinto le battaglie,
    placato l’animo coi desideri vinti
    ma ciò non fu per te, amica mia.
    Film:
    non d’immagini di celluloide,
    ma fatti di fantasia ed inchiostro,
    scritti e poi da qualcuno realizzati.
    Storie di donne che non eri tu
    a cui l’amore, invece, fu negato.
    Non tu, cui il tuo Thomas rinunciò
    in quanto preda di un altro destino,
    tu, le cui notti non rallegrò l’amore
    ed il calore di un altro respiro.
    La tua gioia, cara Jane, l’hai cercata
    e l’hai trovata,
    nei tuoi personaggi.
    L’hai regalata a noi,
    ricca di vita,
    di quella che a te stessa fu proibita.
    Non posso che abbracciarti, col pensiero
    come  la perla di una immensa collana
    fatta di donne tutte come noi,
    che han combattuto
    i propri e gli altrui errori,
    immerse in tanti tempi differenti
    con un unico grande filo a unirle:
    il tentativo di essere se stesse
    e vive l’amore e la ragione,
    cui intorno il mondo tenta di fermare
    l’arte, l’ardore, la forza e la visione.
     

  • 11 settembre 2014 alle ore 16:01
    Sono i poeti

    Sono i poeti che amano
    colorando i pensieri
    di una notte, che amano
    con il silenzio del cuore
    dipingendola con parole
    sofferte, addormentandosi
    nella speranza, di veder un sogno
    per sempre, anche nell'aldilà

  • 11 settembre 2014 alle ore 11:02
    Eccoti lì...

    Eccoti lì, felice, raggiante più che mai, ne hai passate tante, troppe, ma ne sei sempre uscita, hai trovato in te forze che non sapevi di avere, forze che non immaginavi, mai avresti pensato di riuscirci, ma affrontando e superando ogni ostacolo, un passo alla volta, sei diventata quella che sognavi e hai raggiunto traguardi insperati superando mille avversità con molte lacrime e moltissimi sorrisi. Eccoti lì, bella ogni giorno di più e sicura di chi sei e della strada che stai percorrendo, ora sai qual è la direzione, sai dove stai andando, sai come andarci. Eccoti lì, desideri raggiunti molti, da raggiungere moltissimi, ma ci riuscirai. Eccoti lì, ne hai passate tante, ma sono servite e ora lo sai che senza tutto questo, le sofferenze, le gioie, le difficoltà non si cresce e non ci si migliora. Eccoti lì e più ti osservo più sono fiero di te e di quello che sei.
     

  • 11 settembre 2014 alle ore 11:01
    E adesso

    E adesso che non ci sei più
    E adesso che sono rimasti solo i ricordi
    E adesso che fa male
    E adesso che ho più bisogno di te
    E adesso che ho solo voglia di piangere
    E adesso che sono solo
    E adesso……e nulla più
     

  • 11 settembre 2014 alle ore 9:24
    Saggezza Di Paese

     
    Dice il vecchio saggio:
     
    Cari ragazzi dovreste sapere
    Che nella vita bisogna diffidare
    Di tutto e di tutte le persone
     
    Sappiate che per conoscere un individuo
    È necessario mangiare tre quintali di sale
    In un solo ed unico pasto
     
    Dice ancora il vecchio saggio:
    Ve lo spiego chiaramente
    Una vecchia saggia più di me
     
    Che aveva novantanove anni
    E voleva vivere un altro anno
    Per capire meglio l’umanità
     
    Non ci riuscì per via della morte
     
    Morale della favola
    Non ci sarà nessuno al mondo
    Che capirà il genere umano.
     

  • 11 settembre 2014 alle ore 9:20
    Il Vino

    Vagabondo della notte sono io
    Solitario me ne vado a zonzo
    Per le vie deserte e silenziose
    Alla ricerca d'una compagnia
    Che scacci via la malinconia
     
    Testardo io quando lo capirò…!
     
    Scoprirò l'oasi dei sogni
    In gruppo griderò
    Miracolo
    Miracolo
    Nella cantina ho trovato
    Il nutrimento dell’anima
    L'uva ha prodotto il vino
    W il vino
    W il vino
    W … W… W…
    E' venuto sulla tavola
    A miracolo mostrare
    Bianco rosso fa lo stesso
    L’armonia dona a tutti
    E dell'anima rimane
    La sola medicina
    Dalle botti alla bottiglia
    Nel bicchiere profuma
    E nella gola poi s'affossa.
    Lemme lemme
    Passo dopo passo
    L'allegria ti conquista
    Alle vene fa tanto bene
    Perché scorre così bene
    Da tutti è desiderato
    Prima amato
    Poi collezionato
    soprattutto  consumato
    Se si beve in compagnia
    Unanimemente battezzato
    Il gigante alla riscossa.

  • 10 settembre 2014 alle ore 16:46
    Pisa

    Torre alta
    ovattata finestra
    indicibile gioia
    luminosa gloria.
     

  • 10 settembre 2014 alle ore 15:56
    come le libellule

    previsioni del tempo
    tempo precario, tempo presente
    tra la terra e il cielo 
    tra un dubito e un credo
    tra una preghiera e una canzone
    abbiamo tutto il tempo del mondo io e te
    durante questo  leggero soffio di vita  
     per prenderci per mano, 
    e guardandoci negli occhi,  dirci ti amo
    ti amo

    tempo precario, tempo presente
    tra la terra e il cielo 
    tra un dubito e un credo
    tra una preghiera e una canzone
    quest’increspatura sulla linea del tempo e più che sufficiente
    per noi che qui viviamo e qui moriamo
     in bilico sul filo teso del mistero eterno
    per noi che siamo ebbri, turbati e storditi di passione 
    come le libellule alla fine della loro unica e infinita giornata di vita,
    per noi, per guardarci negli occhi adesso
    e ancora 
    cantare nel vento
    ti amo
    e sia quello che deve essere

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/09/come-le-libellule.html

  • 10 settembre 2014 alle ore 9:15
    Tamburi lontani

    Tamburi lontani
    io sento
    rullare
    Inarco il mio corpo
    lo ruoto
    e in basso lo adagio
    e poi
    in alto di nuovo
    lo porto...
    Un ritmo incalzante
    che nasce
    nel cuore
    e batte veloce.
    Lo seguo.
    Affondo
    nel vuoto
    l'anca di seta
    che docile torna
    e
    in lunghi meandri
    si snoda
    seguendo nell’aria
    tracciati sognati
    rubati a paesi
    assolati.
    Rimbalzano echi
    per tutta la stanza
    arabeschi
    a colori
    tappezzano
    il vuoto
    la musica
    inonda
    travolge ogni cosa
    il mio corpo
    che freme
    dipinge una danza..
    Si sazia
    la gusta
    voglioso
    e ancora
    e ancora
    e ancora…
    I tuoi occhi
    di fuoco...
    implorano
    che venga
    la fine..
    Il mio ventre impazzito
    lanciato in un ritmo
    tribale
    conclude la danza
    DI COLPO!
    La gente seduta a guardare...
    mi batte le mani 

  • 10 settembre 2014 alle ore 8:13
    Tenendoti ad una fune

    Cerchi una strada
    ma non c'è via
    d'uscita. La cerchi
    in una domanda
    che sai già
    qual è la risposta
    tenendoti ad una fune
    stretta stretta
    cercandone un'altra
    se ti dovesse
    scappare la prima
    Per inseguirla sudi
    e nel frattempo speri
    di aggrapparti a denti stretti
    a quel che non trovi
    per mentire senza mete

  • 09 settembre 2014 alle ore 21:58
    Ho conosciuto un dio

    Ho conosciuto un dio,
    un inverno
    con la mia stessa voce.
    Ho conosciuto un dio,
    gravido di speranza
    condannato ad amarmi.
    Ho pregato quel dio
    vero come il dolore
    giusto come il sogno.
    E'andato lontano,
    ha pianto
    cogliendo dei fiori.
    Ho avuto un dio;
    ha urlato il mio nome,
    gli ho risposto
    col silenzio del tempo.

  • 09 settembre 2014 alle ore 20:14
    Veronica (finto Haiku)

    Capelli rossi, sangue, dolore.
    Capelli rossi, morsi, amore.
    Ciò che resta del tuo ricordo è ancora fuoco.

  • 09 settembre 2014 alle ore 19:58
    Senza titolo X

    Dov’è il peso del tuo torace
    sul mio corpo, tra le mie braccia?
    Dove sono il profumo dei tuoi
    riccioli biondi, del tuo collo dolce?
    Andati via con la pioggia,
    portati via come il suono della voce.
    Aspetterò ancora la tua risposta,
    aspetterò se vorrai tornare.

  • 09 settembre 2014 alle ore 19:53
    Presagio

    Come corvo resterò qui, fermo,
    ad aspettarti tra questi rami spogli.
    Tornerai quando sarà passato
    l’inverno? Tornerai con il nuovo sole?
    Come può un grasso corvo innamorarsi
    di un’agile rondine? Come posso
    io volere te, così bella e forte?
    Eppure tutto questo è, anche se impossibile;
    Attendo che torni la primavera, che
    i rami di ciliegio tornino in fiore.
    Che siano quei petali il giaciglio in cui
    ti avrò, in cui passerò il mio becco tra le tue piume.

  • 09 settembre 2014 alle ore 17:05
    In sacro disarmo accogliere

    Passi lenti rompono il silenzio
    nella penombra del bosco di lecci
    cui il vento tra i rami
    reca lieve un murmure frusciante.
     
    Foglie secche nel terriccio
    accolgono i nostri piedi stanchi
    mentre in reciproco riconoscerci
    siamo assorti in tacito ascolto.
     
    Rari uccelli sui rami alti
    rimandano sporadici versi
    alle nostre voci che parlano
    a tutti e al proprio vicino.
     
    Molteplici suggestioni possiamo ora
    in sacro disarmo accogliere
    e lasciar germinare
    nel mondo in noi.
     
    Monteluco di Spoleto, Bosco Sacro 31 agosto 2014

  • 08 settembre 2014 alle ore 18:00
    Addio Del Marinaio

     
    Nell'eternità del cielo
    Domina dall'alto
    La luce della luna
    Lanterna del marinaio
    In un mare palpitante.
    Mi ha toccato il cuore
    vedere due metà dell'amore
    Abbracciarsi e dirsi addio
    Il cuore del navigante
    dopo un bacio fuggitivo
    È scivolato via nel nulla
    Come un fiume dilatato
    Di uccelli migranti a lasso
    Nell'emisfero di una stella
    Di un universo estesissimo
    Non più d'oro agli occhi di lei.
     

  • 08 settembre 2014 alle ore 17:26
    Incanto!

    Immersi
    nei gorghi giocosi
    del desiderio,
    sogniamo di danzare
    sulle punte delicate
    di magnifiche emozioni

     

  • 08 settembre 2014 alle ore 17:20
    Amore E Disamore

    Il buio mi appartiene
    La notte è padrona di me
    Gli occhi hanno ritrovato
    Il pianto della sofferenza
     
    Con lacrime strappate
    All’incompreso amore
    Per tua pura volontà
    Povero nostro amore
     
    Poveri sentimenti miei
    Per questa vita che
    Ha smesso di gioire
    Ha smesso di vivere
     
    Ora mi rimane solo
    L’ardente desiderio
    Di far morire l’essenza
    Di questo odio amore.
     
    Atavico
    Ereditato
    Infettato
    E mai scrollato di dosso.

  • 07 settembre 2014 alle ore 23:51

    Non so perché ma quando ti guardo sento che qualcosa in me cambia. Si accende qualcosa, si anima e si colora. E' poco che ci sei ma il tuo viso ha per me qualcosa di diverso.., Trasmette qualcosa di diverso e va a scavare laddove molte cose sono state accantonate, nascoste e dimenticate. Il tuo modo di essere riaccende in me alcune forme e colori che avevo dimenticato "Volutamente" e non so chi ti possa aver dato le chiavi per riuscire in tutto questo, ma so per certo che quando si dice: "Alcune persone le percepiamo in modo diverso" è una sacrosanta verità... Perché TU... SEI DIVERSO!

  • 07 settembre 2014 alle ore 21:39
    Promesse da mantenere (a tutti i costi)

    In balia delle onde impetuose
    dell'immenso mare della mia solitudine

    nell'inimicizia dei giorni a venire

    rubo i momenti alla vita
    per trovare approdi appartati 

    e coltivare le passioni

    senza mai tramontarne l'ombra 
    o stabilizzarne gl'influssi

    E così passeggiare in sentieri assolati 
    di ermetici glossari

    a convergere negli eremi dell'anima

    e lasciare là le impronte dei miei pensieri

    carrellata pungente sulle assurdità della vita

    tra lo scetticismo e la disillusione
    del mio folle destino 

    e riappropriarmi dei desideri
    inghiottiti da un passato
    che puntuale torna a bussare.
     

  • 07 settembre 2014 alle ore 20:14
    Sogni D'Amore

    Mamma mia!
    Dio mio!
    Luce vera
    Nella notte muta
    Gocce di pioggia
    Donate dal cielo
    Baciate dal sole
    Svaniscono nell’acqua
    Nel rumore del silenzio
    E negli schizzi del mare
    Che frullano gli scogli
    Sul lido della speranza
    L’uomo sordo e solitario
    Brama sogni veritieri, e
    Ruba le voglie all’amore
    Alla visione di una donna
    Dal corpo nudo e perfetto
    E cercato dagli sguardi
    Nel tempo folle della vita
    Anni su anni della follia
    Che volano e tacciono
    La sua speranza
    Che possa essere veramente
    Un sigillo di un amore padrone
    Grande
    Grande
    Come la sua
    Anima.
     

  • 07 settembre 2014 alle ore 17:42
    Novecento ( Esodo )

     
     
    Il treno dei vent’anni corre e va!
       
    Sosta nelle metropoli con i porti
    Una scala accede a quattro legni
    Che galleggiano per  andare via
    Piano verso i sogni della libertà
     
    È il mare delle ultime aspettative
    Piene di menti e tante facce scure
    Che galleggiano su di un oceano
    Dalle cento forme e mille miraggi
     
    Pian piano tutto si tinge di buio
    Che avvolge assedia e coinvolge
    In una apparente serena quiete
    E gli occhi convivono con le luci
     
    Tutti cercano sollievo nelle stelle
    Trovano compagnia nella luna
    Con il sogno di approdare illesi
    Vicini alla scultura della libertà
     
    Ammantati di buone prospettive
    E senza la paura che lo sguardo
    Possa vedere quello non devono
    E riuscire a fare una nuova vita. 
     

     

  • 07 settembre 2014 alle ore 15:11
    Fanno male le offese

    Fanno male le offese
    rigando il pensiero
    nelle notti buie
    che trafiggono con il chiaro
    della luna luminosa
    e girano fra le lenzuola
    faticando per farti addormentare
    tutta sola nel tuo dolore
    immenso, che annienta
    non facendoti dormire
    nel graffio profondo
    di un misero meschino

     

  • 07 settembre 2014 alle ore 14:08
    Ascolta la mia storia

    Ascolta la mia storiaAscolta la mia storia

    che persa fu nel tempo

    esposta a gioia e morte

    trafugata pe’ quattro venti

    Ascolta e resta fermo

    assapora e assieme

    ad essa piangi

    che altro non racconta

    che la giostra de’ tuoi giorni

    E’ un canto che trasporta

    arrotola e distende

    stride in mezzo a sassi

    aguzzi e laceranti

    e ride e si discioglie

    fra onde strette a ricci

    poi sfinito s’abbandona

    su rive stanche e pallide

    e languido si stende

    su scie infuocate all’orizzonte

    Ascolta la mia storia

    lenzuolo latteo ammainato

    animo bianco su impiccato

    sguardo limpido sporcato

    cuore aperto infilzato

    braccia larghe sbranate

  • 06 settembre 2014 alle ore 20:22
    Venezia

    Gondola nera
    sospiri appassionati
    vie lagunari
    antica maschera.