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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 25 maggio 2014 alle ore 11:31
    SOGNI PREZIOSI

    un sogno è prezioso
    quando leggi tra le righe della speranza
    prezioso perché i muri crollano
    si sbriciolano, spariscono
    e ti fanno vedere oltre, ...
    oltre le tue convinzioni false e grigie
    e allora svanisce anche la tua voglia
    di sembrare e non essere
    si sbriciola come quei muri
    che ti hanno protetto come in un bozzoloma i tuoi sogni sono preziosi
    forse per qualcuno, o forse per nessuno
    perché è l'essenza dei muri a restare
    e non la loro sostanza
    i tuoi sogni sono preziosi
    fino a quando decidi di..
    non dare loro più un senso

    fai che tu non debba mai ricucire i tuoi sogni
     

  • 25 maggio 2014 alle ore 8:10
    il più grande tabù

    il più grande tabù

    siamo tutti schiavi del più grande tabù

    la paura della fine, il timore dell’oblio del bel mondo che fu

    e così ci convinciamo di possedere un immenso presente che non finirà mai 
    più

    la realtà è che chi non muore non si rivede più

    perchè non c'è tempo! 

    "...chiamami più tardi 
    troviamoci prima o poi 
     il prossimo mese, il prossimo anno
    o forse mai più........."

     l'unica cosa certa è che 
    solo chi muore si rivede
     prima o poi
     lontano lassù
    presso le periferie del più grande tabù

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/05/il-piu-grande-tabu.html

  • 24 maggio 2014 alle ore 21:20
    Piogge perverse

    Gocce di pioggia battente
    scrosciano irruenti

    dentro l'anima floglotica
    ad ammansire i malesseri

    effusioni suggestive nauseabonde

    varianti perverse
    nell'insidiosità selvaggia degli istinti

    barlumi di sentimenti concupiscenti

    accasciati sullo sconforto del cuore

    a strappare lacrime alle emozioni 

    e imprimere tracce di fragili pensieri
    nella vita ottenebrata da sbiaditi colori
    .
    cesaremoceo(c)

  • 24 maggio 2014 alle ore 17:27
    DANZA

    succhiare la vita dal fuoco
    con il ritmo di un sorriso,
    ombre, situate ogni dove,
    si scoprono e si voltano
    non hanno storia,
    non hanno senso del ritmo,
    ma hanno un sorriso
    e ti guardano, forse si domandano
    dove andranno dopo che…
    la musica finisce
    forse dietro a chi brucia,
    o a chi danza, al ritmo di un sorriso
     

  • 24 maggio 2014 alle ore 17:18
    MEDUSA

    Fosforescenze, alcool e fosforescenze
    Sei splendida come una morbida medusa..
    Vino e fosforescenza, alcool lucido,
    lucido e liscio, scende giù nel profondo
    e ti stravolge in una danza
    come un tornado, fosforescente
    sei morbida come un fiocco di cotone,
    sei splendida come luce, fosforescente
    medusa, vino, alcool e io mi ubriaco
    e mi illumino
     

  • 24 maggio 2014 alle ore 17:13
    FUMO COLORATO

    Ascolto e urlo negli occhi
    Che mi spingono là dove si corre…
    Sintonia nella penombra
    Che diventa fumo colorato
    Che tu respiri in parte
    E in parte soffochi con pensieri di polvere
    Urlo nell’ascoltare e nulla si muove
    Se non la musica che brilla nel fumo..
     

  • 24 maggio 2014 alle ore 17:11
    AQUILONE

    Sento di guidare un aquilone
    è quello che provo, guardando le tue labbra
    sospirando nei tuoi occhi..
    apro le porte di un cancello
    e mi affaccio su un porto, dove navi non ci sono
    ma solo foglie appoggiate sull'acqua ferma..
    i tuoi seni profumano, fresco ricordo
    i tuoi fianchi sono come vele piene di pioggia
    che si agitano nella tempesta
    delle nostre passioni...
    parto, e volo su un aquilone.
     

  • 24 maggio 2014 alle ore 17:09
    EGO

    L'inutile essere dell'acrobatico ego
    sale lungo corde di fiato corto...
    correre non è sistematico nel nostro essere
    ma è una costante del nostro sembrare..
    sembianze pallide di un cono d'ombra
    in cui nascondersi è un sogno
    svegliarsi è facile, se respiri forte..
    forte, forte in questo vento
     

  • 24 maggio 2014 alle ore 14:07

    Si riconosce quello che è vero esattamente come si riconosce ciò che non lo è. Troppo spesso ci lasciamo influenzare dai sentimenti, da qualcosa che desideriamo tanto... Trascurando quelle sensazioni e quel sesto senso che la ragione ci procura. Si dovrebbe ascoltare di più alcuni segnali e sensazioni, perché troppo spesso hanno solo come fondo e base una sana verità che se anche evidente facciamo finta di non vedere.

  • 24 maggio 2014 alle ore 13:31

    Ci vuole coraggio per sorridere, ci vuole coraggio per guardare il mondo con ottimismo mentre camminando ti crolla attorno. Ci vuole coraggio per stringere la mano e regalare un abbraccio a qualcuno quando spesso mentre lo fai un pugnale ti trafigge la schiena. Ci vuole coraggio per dire quello che si pensa, calcolando che troppo spesso le persone tengono per se i loro veri pensieri ed esternano solo quelli che servono e nel modo in cui li conviene. Ci vuole coraggio oggi giorno per essere persone vere e oneste se guardandoti attorno vedi solo ipocrisia, opportunismo e falsità.

  • 23 maggio 2014 alle ore 21:19
    Il tempo si spegne sulla pelle

    Un gioco di gesti quotidiani 
    persuade il mio operare

    a diventare regalo per tutti
    senza nuocere alla mia pace

    e trascinarmi libero

    lontano dall'indifferenza
    che rende complici

    E abbattere l'alibi di occhi
    falsamente disperati

    pieni di finte lacrime

    a simulare disturbi
    dentro i sogni

    tra squallidi deliri e speranze
    gettate alle ortiche
    .
    cesaremoceo

  • 23 maggio 2014 alle ore 13:47
    Possesso di tutto

    C’è un filosofo intelligente
    che divide la gente
    d’avere e di essere.
    Chi è non è posseduto da nulla
    è un uomo di libertà,
     chi molto possiede,
    assai spesso non possiede il “sé”.
    Una casa, le mura, il calore,
    vogliono dire per chi vive di essere
    rientrare nel caldo tepore di un nido d’amore.
    Le rondini lo costruiscono spesso
    assai fragile, ma forte già tanto
    d’attenderle ancora
    la successiva primavera.
    Una casa dove vi sia lo spazio per ascoltare
    chi rientra a sera
    ed abbracciare con lui
    le nostre e le sue delusioni,
    la dolcezza o l’amaro del giorno passato.
    Condividere aria,
    un odore che è proprio
    soltanto quello di casa.
    Una casa non è lo splendore
    da mostrare alla gente.
    La ricchezza, magari non vera,
    da fare invidiare.
    Da invidiare per quello che penso
    è soltanto l’amore che si sa donare a chi esce
    dalla porta di casa
    e vi torna.
    Uno sguardo,
    un sorriso,
    un invito a lasciare fuori di casa,
    con la polvere dello stuoino
    ogni amaro ricordo
    e trovare, fra le mura d’intorno
    sollievo e fiducia.

     

  • 23 maggio 2014 alle ore 13:36

    Ci sono persone che lasci dietro te perché non hai scelta o perché è semplicemente giusto così. Ci sono persone speciali, che tieni strette al cuore, le rendi partecipi della tua vita e di cui non puoi fare più a meno. Poi ci sono quelle persone per cui hai semplicemente “Un Debole”! Sono quelle che guardi e non sai perché le guardi, che cerchi e non sai il perché le cerchi. Sono quelle che non è che ti piacciono, ma semplicemente le senti tue. Sono quelle persone che se non le avessi cambierebbe molto di te, del tuo essere. Sono quelle a cui non sei legata in modo morboso, ma se te le “Toccassero” tireresti fuori il peggio di te.

  • 23 maggio 2014 alle ore 11:07
    Son le carezze

    Son le carezze
    che ci liberano dal cemento
    e ci rendono immortali
    facendo sognare il vento
    caduto da un'ultima
    ciglia bagnata, di acide piogge
    innaturali, prese da deserti
    straziati, nelle ultime pagine
    folli, stordite dalle invenzioni
    e dai soliti poemi

     

  • 23 maggio 2014 alle ore 7:01
    i grandi non cambiano mai

    la vita vista dai bambini

    i grandi non cambiano mai

    i grandi non cambiano mai
    si aspettano sempre qualcosa
     uno schiaffo o un sorriso

     purché sia qualcosa

     e non cambiano mai!

    e se per caso non si aspettano niente 

    o sono troppo tristi 

    oppure gli altri grandi li considerano matti o santi, 

    che è uguale

    ma la maggior parte dei grandi qualcosa si  aspetta da te

     come se tu gli avessi promesso qualcosa

    io non li capisco i grandi e quando li guardo sorrido e penso che noi 

    noi piccoli siamo più maturi di loro,

     perché a noi i piccoli ci basta star lì,

     tranquilli e in pace a giocare 

    e se non ci mettono strane idee in testa e aspettative

     niente ci aspettiamo noi, niente!

     forse noi piccoli siamo i veri grandi 

    oppure noi piccoli siamo tutti matti!

    ma i grandi,

    i grandi non cambiano mai

    e piuttosto di rimanere senza niente

     preferiscono uno schiaffo in faccia

    perché altrimenti si sentono dimenticati e soli

    la vita vista dai bambini

    i grandi non cambiano mai

    Marco Bo

    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2013/09/i-grandi-non-cambiano-mai.html

  • 22 maggio 2014 alle ore 20:36
    Un velo di speranza

    Il cielo ,
    un occhio universale ci osserva e per noi mortali appare come un velo ma ... 
    Spesso è il riflesso dei nostri stati d'animo , 
    apparente ed eterno delimita la nostra immaginazione ... 
    Egli è il cuore dell'evoluzione , 
    uno spazio immenso che ospita la libertà perchè : 
    "Il cielo è vivo quando ascolta le nostre parole e traduce i nostri pensieri" ... 

    Vincenzo Lubrano 

  • 22 maggio 2014 alle ore 18:11
    " A proposito di te " ( acrostico )

    Alito d'anima giunse a me il tuo soffio,

    Posò sul mio cuore petali di una rosa
    Rosso vermiglio, traboccante del tuo amore.
    Odo ancora il canto del vento sussurrarci
    Promesse eterne come fiabe,
    Ornate di baci e sguardi travolgenti
    Sotto stelle splendenti d'argenteo furore.
    Intimi abbracci, come lacci,
    Terranno ancora legata l'anima al tuo cuore,
    Ora come allora e domani ancora...

    Desiderio d'amore eterno non abbandoni
    In noi l'onirico viaggio d'anime intrecciate,

    Travolte pur anche dalle onde, torneranno
    Elevate ad amarsi,come aquiloni legati in cielo.

    ( Anna Serio 19-05-2014 )

  • 22 maggio 2014 alle ore 16:47
    O' clock

    Vorrei che la mia vita vestisse giorni
    con taglia quarantotto
    queste ventiquattro ore strette e anoressiche
    non mi permettono d’indossare un’esistenza baggy.
     
    Mi piacerebbe abbinare
    a quest’abito poco galante
    un orologio dal grande quadrante
    per riempirlo di stagioni
    di troppi natali e meno fine anno.
     
    Sfogliando l’agende degli impegni
    che aspettano puntuali
    vorrei scontrarmi con le spalle del tempo
    che passa e saluta, per dirgli di non correre:
    tanti sono atleti.
     
    Vorrei non sentirmi ladra
    quando rubo tempo al tempo
    sino all’ultimo minuto
    per sottrarmi all’impermanenza della giovinezza.
    Vorrei che qualcuno mi restituisse
    il tempo perso, il bel tempo
    quello nuvoloso e quello sprecato
    o per lo meno si sdebitasse con una clessidra.
     
    Mentre faccio il pendolo tra questi vorrei
    le ore scorrono e le rughe pure.
    Ma io alla faccia del tempo faccio cucù
    e compro quell’orologio intelligente e veggente
    in grado di fermarsi al momento giusto.

  • 22 maggio 2014 alle ore 16:00
    "L'anima tra i sassi"

    Ho perso i miei pensieri
    tra i bianchi ciottoli del torrente,
    mentre correvo a piedi nudi
    per eludere una nube scura,
    intenta a non cadere,
    ma lo sguardo fisso all'orizzonte.

    Ho racchiuso il futuro nei miei occhi
    per proteggerlo dalle tempeste,
    mentre lacrime allagavano sogni
    sciogliendoli nell'acida pioggia.

    Ho catturato i raggi del sole
    cucendoli alle labbra,
    per sorridere alla vita
    e illuminare la solitudine.

    Ho ricamato nel cuore 
    le parole
    che risuonino nell'anima
    e diano voce ai miei silenzi,
    tra quei ciottoli dove in fiori
    ora rinascono i miei pensieri.

    ( Anna Serio 23-04-2014 )

  • 22 maggio 2014 alle ore 14:01
    Figure ombrose

    Rami aggrovigliati
    di figure ombrose
    dalle lunghe braccia

    le chiome si sfiorano
    i tronchi sono
    modellati dal vento
    in un fare signorile

    il tempo li fermò
    in un inchino
    carico di gentilezza

    nella solitudine
    è vivo chi cerca 
    il suo destino.

  • 22 maggio 2014 alle ore 6:53
    essere o non?

    a chi di competenza
    ognuno è come preferisce
    e/o crede d'essere
    o di dover 

    finchè non succede qualcosa
    o passa qualcuno di lì e dice 
    grazie basta così!
    oppure non dice un bel niente e se ne va

    quindi perchè insistere, perchè ostinarsi?
    perchè?

    meglio non essere come si crede
    o come gli altri vogliono
    o presumono

    meglio essere così come capita, momentaneamente 
    da qualche parte 
    che quello è il dono 
    l'unico vero dono e il più bello
    quando cala il sipario della notte sul giorno

    essere felici adesso da qualche parte 
    senza saper come si è per tutti e per nessuno!
    esser felici d'essere e niente più

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.fr/2014/05/essere-o-non.html

  • 22 maggio 2014 alle ore 4:49

    Vivo una vita che spesso sento che non mi appartiene più. Una vita dove a stento mi riconosco. Nella mia stessa situazione e nel mio stesso stato d'animo credo ci siano milioni di persone. Persone schiacciate dalla morsa del "Di più non posso fare"! Perché questa vita ormai ci mette a terra e ci toglie anche la possibilità di percorrere una vita meritevole e che sentiamo nostra.

  • 22 maggio 2014 alle ore 4:48

    Non sopporto quelle persone che solo perché occupano un posto privilegiato, indossano una giacca e una cravatta e usano vocaboli altolocati credono di essere "Migliori" di altri. Migliori di chi si spacca la schiena da mattina a sera, migliori di chi un posto privilegiato non ce l'ha e nemmeno riesce a trovarne uno modesto. Migliori di chi non ha una casa, una macchina di lusso o non può permettersi completi firmati. Non siete migliori di nessuno dal momento esatto in cui vi mettete uno scalino sopra al nostro solo per l'abito che indossate e il ruolo che ricoprite. Il rispetto e l' umiltà sono la più grande forma per dimostrare di essere "Migliori"!

  • 21 maggio 2014 alle ore 22:55

    Tiè! A te che mi guardi e ridicchi sperando che io stia male! Tiè! a te che bla bla bla e sei una cacca rinsecchita senza coerenza e senza sostanza! Tiè! A te che ami parlare tanto degli altri quando per te non ci sono più parole da spendere. Tiè a tutti quelli che ci vogliono male, perchè noi vivremo sempre e solo per chi ci vuole bene! Ovviamente i sopra citati non sono compresi; dato che non conoscono nemmeno il significato della frase: "Voler bene"! 

  • 21 maggio 2014 alle ore 22:46
    Malato terminale

    Si illude di essere guarito
    con la terapia del dolore
    che riappare nel tramonto
    di un sogno normale
    costellato di semplici auree
    in giorni che vorrebbero spegnersi
    senza soffrire troppo
    prima che quel corpo voli via
    verso una terra finita
    uccisa da illusioni velenose
    incastrate nei sentimenti
    senza emozioni e ritorni
    infiniti, nelle dimore di tempi
    passati