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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 09 marzo 2015 alle ore 2:48
    dare soddisfazione alla vita

    tutti noi esseri viventi a breve conservazione
    sui cammino dal così deve essere
    al così può essere, soltanto una cosa possiamo fare sotto questo cielo sotto questo sole
    dare soddisfazione alla vita,
    vivere! 
    a braccia aperte e mani vuote, 
    vivere
    così come viene senza soluzioni
    e sia quel che deve essere
    pressi questi dimenticati incroci di periferia
    e così sia

    Marco Bo  http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.de/2015/03/dare-soddisfazione-alla-vita.html

  • 08 marzo 2015 alle ore 12:05

    Festa della Donna... Io oggi voglio spendere due parole per alcune di loro. Faccio i miei auguri a tutte, nessuna esclusa, Auguri a quelle donne che sanno cosa sia davvero esserlo, ma esserlo dentro. A quelle che fanno della loro anima e del loro essere il primo punto di forza. A quelle che amano essere ricordate per ciò che lasciano dopo averle vissute e non durante. Auguri a quelle donne, che da tali non vengono mai trattate. Che vengano usate, deluse e ferite. Auguri a quelle che si nascondono, ormai prive di forza e di voglia di lottare. Auguri a quelle che sono felici di esserlo e di mostrarlo al mondo con fierezza. A quelle che non hanno perso anche la voglia di alzarsi al mattino e donne non si sentono più. Alzate gli occhi donne, asciugate le lacrime, accendete il sorriso e ricordatevi sempre che le prime a sentirvi donne dovete essere voi. Non servono complimenti, frasi mielose o 1000 adulatori... Non serve una ricorrenza. Una vera Donna si sente donna a prescindere. Comunque sia... Buon 8 Marzo a tutte. 

  • 08 marzo 2015 alle ore 9:21
    Donne soprappensiero

    Donne soprappensiero un po’ distratte dalla vita
    che cercano l’amore dentro a un cassetto
    come se fosse un calzino, o un fazzoletto
    da usare per un giorno, forse anche meno
     
    donne sempre di corsa, sempre troppo occupate
    sempre troppo assenti, sempre più indipendenti
    non c’è spazio per un uomo, per le sue attenzioni
    non c’è spazio per le loro emozioni
     
    come il sole dopo la pioggia o la pioggia dopo il sole
    donne sempre più incoerenti, sempre più incostanti
    sempre più incoscienti nel farsi del male,
    sempre più indecise ma alla ricerca di certezze
     
    ma sono le donne a ricordarci quanto siamo vivi
    diabolicamente sempre così presenti
    con il loro prendere, lasciare e abbandonarsi
    come l’onda di un mare senza una spiaggia
     

  • 08 marzo 2015 alle ore 8:36
    Le passioni della noia

    Amori diversi
    d'innamoramenti disuguali

    d'impetuosi amanti

    a voler profittare
    di travolgenti crisi
    d'identità tradite

    Noie appesantite
    da grovigli di pensieri

    e affascinate da sogni
    desiderosi di magie

    punti d'incandescenza
    a spalancare le porte
    di baratri profondi

    Appuntamenti trepidanti

    incontri avventati
    a colmare sprazzi di solitudine

    nel bisogno di evasioni interiori

    vissuti senza la volontà
    di conoscerne le cause

    e precipitare in intense
    e dannose delusioni
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 08 marzo 2015 alle ore 4:00

    La felicità si nasconde dietro sguardi luminosi, dietro sorrisi accennati e dietro piccoli e quasi impercettibili gesti. Gesti che però restano, nel cuore e nell'anima. Si infilano sotto la pelle e lasciano quella sensazione di "Immenso"! Stasera guardo il mio sorriso... Un sorriso spontaneo, fermato in uno scatto rubato alla spontaneità e l'unica cosa che penso è: "Ti prometto, che non ti spegnerò mai più"!

  • 07 marzo 2015 alle ore 21:34

    Io mi arrabbio e non mi faccio problemi se alle persone da fastidio. Quando mi sento "Raggirata" o "Presa per il culo" la mia reazione è immediata. Non conta chi ho di fronte, perché chiunque sia è comunque una persona, una persona esattamente come me! Tra persone ci si rispetta, io non calpesto te e tu non calpesti me. Non voglio "Lezioni di vita e di valori" da chi vive senza farne uso. Non accetto imposizioni, ho scelto io chi essere e decido io se e chi ascoltare! Oggi, domani e sempre ! 

  • 07 marzo 2015 alle ore 21:17
    La tirannia dell'intimità

    Donne amate
    da uomini adoranti

    che vivono la normalità della vita 
    passeggiando con i pensieri 

    per i sentieri fioriti
    delle presunte emozioni

    e pervasi da rozzi orgogli
    e morbose essenze di protezione

    fino a quando

    con la perdita degli effluvi afrodisiaci

    astuti pigli e ribalde intransigenze
    nella demenza della seduzione

    non sforano in turpi fantasie
    dai sapori eversivi del possesso

    Ed è un attimo perdere il senno
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 07 marzo 2015 alle ore 21:15
    Strano carnevale

    Il volo di un coriandolo sui tetti
    attraversò
    comignoli di gioia
    e paludi di dolore.
    Arrestò il suo carnevale strano
    indugiando il volo
    in cerchi su se stesso
    salendo attorno al piedistallo
    di un punto interrogativo. 
    Dov'era quel momento perso
    nel giro fatto attorno a una paura?
    Dov'era lui stesso?
    Dov'era la paura?
    Trovò risposta 
    nel fondo di un dolore
    rimbalzato in gioia
    guardando meglio
    la scissione di quell'attimo
    che divise un uomo in due.

  • 07 marzo 2015 alle ore 19:41

    Essere in sintonia, ridere come due stupidi e giocare come due bambini. Amarsi e rispettarsi, litigare e cercarsi ancora per non perdersi. Sollevare lo sguardo e puntare il tuo rendendosi conto che non riesci a vedere oltre perché tutto ciò che senti e vuoi è li di fronte a te. Esseri affini, mischiati da un'alchimia estremamente consapevole e certa. Abbracciarsi e non rendersi conto che il mondo, le ricchezze, il denaro non hanno lo stesso sapore, lo stesso valore delle braccia che adesso ti strano stringendo al suo petto.

  • 07 marzo 2015 alle ore 17:57

    Ho perso troppo tempo vicino alle persone sbagliate, per questo l'esperienza con esse, mi ha portato a non "Restare" mai dove ci si sente sbagliati. Mi ha portato a capire che non serve "Aspettare" cambiamenti... Nessuno cambia e non tutti saranno pronti a venirti incontro per restarti vicino. Poi arrivi tu e mi spieghi con estrema dolcezza, che l'amore, quello vero invece può farci cambiare... Esso ci fa rinunciare a molte cose che prima reputavamo indispensabili. L'amore fa uscire lati di noi che non conoscevamo; dolcezza, gelosia e desiderio di avere solo una persona vicino. L'amore ci fa capire che quando la persona "Giusta" arriva, tutte le altre diventano insignificanti. Anche quelle più belle, più magre e più  "Femmine"! E' vero! L'amore può cambiare alcuni lati di noi, ma solo se è un amore vero e sentito. Questo mi fa essere ancora più fiera nell'aver scelto di non restare accanto a chi non ha voluto cambiare nulla dei suoi "Modi", ma pretendeva una "ME" diversa.

  • 07 marzo 2015 alle ore 17:45

    Si aspettano dolcezza le Donne, si aspettano comprensione e amore. Si aspettano questo quelle che sono capaci di donare altrettanto a chi "Scelgono". Hanno sogni, spesso infranti... Sogni che si sono infranti contro i duri scogli dell'illusione, per poi essere spazzati via da un'indifferenza lavata dalle lacrime della delusione. Hanno regole e principi che vogliono e sentono di rispettare, cercando coloro che senza fatica le accolgono tra le braccia, accettandole semplicemente così come sono. Non ci saranno mai sogni troppo infranti, indifferenza e dolore troppo grandi e nemmeno illusioni troppo vissute e subite ad impedire a queste Donne di rinascere, di riscattarsi e di continuare a credere, cercare e lottare! 

  • 07 marzo 2015 alle ore 17:30

    Grazie. Grazie per avermi fatto capire che non sono sbagliata. Grazie per avermi ridato la fiducia che hanno tentato di farmi perdere. Grazie perché respiri con me, nello stesso identico ritmo mio e non ti chiedi mai quanto fiato ancora ci resta. Grazie per aver preso la mia mano, quando non volevo nemmeno esser trovata e averla stretta dicendomi: "Sveglia! Sono qui... Guardami"! Grazie, perché nonostante tutto e tutti ho capito che chi ama veramente qualcuno, non guarda come si veste, come si pettina, quanto si trucca... Ma come me ascolta solo come lo fa sentire... Ed io accanto a te, finalmente mi sento migliore! Grazie amore mio! 

  • 07 marzo 2015 alle ore 17:23

    Ho dimenticato me stessa per troppo tempo. Ho dimenticato chi ero, che cosa volevo e come mi sentivo. Ho messo via i miei sogni, la mia personalità per dare voce e soddisfazione a chi mi voleva solo diversa. E' arrivato il giorno in cui il dolore, il vuoto e la sensazione di "Niente" è stata più forte di quella di "Andare incontro" agli altri. E' arrivato il giorno in cui guardandomi allo specchio non mi sono riconosciuta. i miei occhi erano spenti, il mio sguardo vuoto e dentro di me ... L'abisso. E' stato quello il momento in cui ho incominciato ad amarmi... Come una bambina mi sono raccolta e abbracciata, ho pianto chiedendomi scusa, mi sono chiesta perdono per non essermi accorta del male che mi stavo facendo. Ho provato rabbia e ho giurato a me stessa che sarei tornata, che avrei lottato per "Riportarmi a casa" e ce l'ho fatta. 

  • 07 marzo 2015 alle ore 11:09
    Senza Senno

     
     
     
    …nuvole incerte
    Dall’andare affaticato
    Hanno offuscato il cielo
     
    Ora il vento respira forte
    In una sera priva di fascino
    Sopra di un mare fragoroso
     
    Sotto la pioggia urla forte
    È un mormorio insistente
    Sull’inquietudine regnante
     
    La natura ha voglia di ridere
    Il sole sprizzare la sua gioia
    Ma l’uomo avido di potere…

    Progetta e si dispera.
     
     

  • 06 marzo 2015 alle ore 21:15
    E mi amo

    E mi amo 

    con le mie gioie e le amarezze
    con i capricci e i difetti

    a illuminare i lati oscuri dell'anima

    e raccontare i mille demoni
    che vi si annidano dentro

    Sentimenti spontanei
    che incendiano il cuore
     
    tra la certezza di verità artefatte 

    e la condanna a vivere 
    il presente senza luci
    e il futuro senza riflessi
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 06 marzo 2015 alle ore 11:03
    Crisi Dell'Anima

     
     
     

     
     
    Lui si nasconde
    Dietro la collina
    Che sovrasta la pianura
    E le distese di girasole
    Che bevono la luce
    Ma lui si fa spasimare.
     
    Papaveri vermigli
    In un campo dorato
    E fra ginestre in fiore
    Maculano verdi siepi
    E Lui si nasconde.
     
    Libellule smarrite 
    Di fiore in fiore
    Sognano il sole
    Poi gravitano in giù
    Nel folto canneto
     
    Come gocce di rugiada
    che scivolano dalle foglie
    per prendere le distanze
    E dissolvere ogni dubbio
    Ma Lui si cela dispettoso
    Dietro la collina…Il Sole.
     

     

  • 05 marzo 2015 alle ore 23:37
    Karma elettrico

    Vivo di brividi
    elettriche visioni 
    che nutrono gli istanti
    di glissate fatte suono
    tutte le volte che la falange
    si infrange sulla corda,
    coda di topo che imbocca il cuore
    che trabocca al suo vibrare. 
     
    Vivo di brividi
    elettriche visioni
    che nutrono gli istanti
    di carezze fatte brama
    tutte le volte che le falangi
    percorron la tua pelle, 
    via della seta che porta le mie labbra 
    alle tue labbra
    nell'esplosione armonica
    del baciosuono.

  • 05 marzo 2015 alle ore 22:16
    Per noi

    L'amore
    non è paradiso terrestre,
    a noi
    l'amore
    annunzia ronzando
    che di nuovo
    è stato messo in marcia
    il motore
    raffreddato del cuore.

  • 05 marzo 2015 alle ore 22:13
    Notte

    Il porpora e bianco è buttato, gualcito,
    sul verde gettavano ducati a cataste,
    e ai neri palmi di accorse finestre
    ardenti carte gialle distribuirono.
    Ai viali e alle piazze non pareva strano
    vedere edifici togati d’azzurro.
    A chi primo correva, come gialle ferite,
    i fuochi si fidanzavano con bracciali alle gambe.
    La folla – gatta svelta screziata di pelo –
    nuotava, chinandosi, attratta da porte;
    ognuno voleva trascinare per un po’
    la mole del ridere fuso in un grumo.
    Sentendo le zampe di un vestito chiamarmi,
    ficcai loro negli occhi un sorriso; spavento
    facevano i mori battendo lamiere e ridendo,
    la fronte fiorita d’un’ala di pappagallo.

  • 05 marzo 2015 alle ore 22:09
    La blusa del bellimbusto

    Io mi cucirò neri calzoni
    del velluto della mia voce.
    E una gialla blusa di tre tese di tramonto.
    Per il Nevskij del mondo, per le sue strisce levigate
    andrò girellando col passo di Don Giovanni e di bellimbusto. 

    Gridi pure la terra rammollita nella quiete:
    "Tu vieni a violentare le verdi primavere!"
    Sfiderò il sole con un sogghigno arrogante:
    "Sul liscio asfalto mi piace biascicar le parole!".

    Sarà forse perché il cielo è azzurro
    e la terra mia amante in questa nettezza festiva,
    che io vi dono dei versi allegri come ninnoli,
    aguzzi e necessari come stuzzicadenti.

    Donne che amate la mia carne e tu, ragazza
    che mi guardi come un fratello,
    coprite me, poeta, di sorrisi:
    li cucirò come fiori sulla mia blusa di bellimbusto.
     

  • 05 marzo 2015 alle ore 22:08
    Rumori, rumorini, rumoroni

    Strisciamo alla terra sotto ciglia di palme sgattaiolate
    fuori, a trafiggere gli occhi biancastri dei deserti,
    sulle labbra inaridite dei canali –
    ad afferrare i sorrisi delle corazzate.
    Raggelati, ira!
    Sul falò di incendiate costellazioni
    non sia mai che si tragga mia madre, decrepita e tornata selvaggia.
    Strada – corno d’inferno – inebria il russar di autocarri!
    Dilata d’ebbrezza narici di vulcani fumanti!
    Le penne degli angeli in muta getterem sui cappelli delle amate,
    per farne boa, taglieremo le code a comete verso il largo arrancanti.

  • 05 marzo 2015 alle ore 22:08
    Noi

    Strisciamo alla terra sotto ciglia di palme sgattaiolate
    fuori, a trafiggere gli occhi biancastri dei deserti,
    sulle labbra inaridite dei canali –
    ad afferrare i sorrisi delle corazzate.
    Raggelati, ira!
    Sul falò di incendiate costellazioni
    non sia mai che si tragga mia madre, decrepita e tornata selvaggia.
    Strada – corno d’inferno – inebria il russar di autocarri!
    Dilata d’ebbrezza narici di vulcani fumanti!
    Le penne degli angeli in muta getterem sui cappelli delle amate,
    per farne boa, taglieremo le code a comete verso il largo arrancanti.

  • 05 marzo 2015 alle ore 22:08
    Amore

    La fanciulla spaurita s'avvolgeva nella palude,
    lugubri dilagavano le cadenze delle rane,
    tra i binari ondeggiava un chissà chi rossastro,
    e, rimbrottando, passavano tutte boccoli le locomotive.

    Fra coppie di nuvole,attraverso lo stordimento solare,
    irrompeva la furia di una spensierata mazurca,
    ed eccomi, torrido marciapiede di luglio,
    mentre una donna getta baci come cicche!

    Abbandonate le città, stupida gente!
    Andate nudi a versare il solleone
    vini ubriachi negli otri-petti,
    pioggia-baci sulle braci-guance.

  • 05 marzo 2015 alle ore 22:07
    Per la stanchezza

    Terra!
    Lascia che copra di baci il tuo capo quasi già calvo
    con brandelli delle mie labbra sporche di belletti altrui.
    Col fumo dei capelli sull’incendio degli occhi di stagno
    lascia che avvolga i seni incavati delle paludi.
    Tu! Siamo in due – tu ed io,
    lacerati di ferite, braccati come daini,
    nell’impennato nitrito dei cavalli sellati dalla morte.
    Intorbiditi d’ira gli occhi dei fuochi che marciscono
    negli acquazzoni,
    il fumo da dietro la casa ci raggiungerà con le lunghe zampe.
    Sorella mia!
    Negli ospizi dei secoli venturi,
    forse, mi si troverà una madre;
    io le ho gettato un corno insanguinato di canti.
    Gracidando, saltella nel campo
    un fossato, verde spione,
    per imprigionarci
    con le corde delle sudicie strade.

  • 05 marzo 2015 alle ore 22:07
    Qualche parola su mia moglie

    Lungo spiagge lontane di mari ignoti
    cammina la luna -
    mia moglie,
    la mia fulva amante.
    Aietro la carrozza
    si trascina vistosa
    la folla screziostriata delle costellazioni.
    La incorona un garage,
    è baciata dai chioschi dei giornali,
    e un paggio occhieggiante orna lustrini e orpelli
    la via lattea dello strascico.
    E io?
    A me, riarso, il bilanciere delle sue sopracciglia portava
    secchi rinfrescanti dagli occhi dei pozzi.
    Era sulle sete lacustri che tu pendevi
    e, come violini d’ambra, cantavano i fianchi?
    Ma nelle regioni dove c'è la collera dei tetti
    non puoi lanciare uno scintillio di selve.
    Nei boulevards affogo, ricoperto da angosce di sabbie,
    pure è figlia tua - 
    la mia canzone
    con una calza traforata
    davanti ai caffe.