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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 16 settembre 2014 alle ore 9:12
    Amori Fugaci

    Giovine pieno di speranze
    Racchiuse in un pallone da rincorrere
    In attesa della domenica.
    L’anno scolastico che avanza
    Il sole sempre più caldo
    La testa sui libri e giorno dopo giorno
    L’amore nel cuore che tarda a venire.
    Una sera d’estate
    Il pallone nello stipo
    La mente verso la villa
    Ed una snella e bruna fanciulla venuta dal nord
    Ferma i miei occhi.
    Niente miraggi, ma solo domande
    Timidi propositi
    Germoglia il tanto sospirato amore.
    Amore fugace
    Amore di un mese amore d’agosto
    Intenso, ardente, speranzoso
    Che muore con i fuochi d’artificio
    Nella festa del Santo Patrono.
    Rinasce ogni anno nel solito mese
    E rimuore per colpa di mille chilometri.
    Due cuori appena nati e già destinati a soffrire
    Si uniscono si dividono
    Arriva un invito che rallegra e rattrista.
    Sgorgano lacrime, un ultimo bacio
    Gli auguri per il suo matrimonio or celebrato.
    Tutto è finito.
     

  • 15 settembre 2014 alle ore 20:51
    Polvere

    Non più gigli
    fioriti senza perdono.
    Rinnovato dunque
    il sangue nei cipressi
    si alza in volo
    maestosa
    la grande Quiete.
    Odiare
    non vale
    la primavera delle spighe
    odiare 
    non vale
    il riflesso di clessidre.
    Ancora credo
    in un cielo 
    capace di sperare.

  • 15 settembre 2014 alle ore 20:12
    Nasone di Borgata

    I piedi scalzi, dentro i zoccoletti
    sul vestitino c’è la mantellina
    all’uncinetto, fatta da mammina
    Un dono di Natale tra i  dolcetti
     
    Fermavi i tuoi capelli con cerchietti
    toccavi l’acqua fresca ed argentina
    giochi e risate la tua medicina
    La povertà, il freddo, i denti stretti…
     
    Con la tua veste larga e un po’ dismessa
    attorno a quel nasone di borgata
    riuscivi sempre a fare una gran festa.
     
    L’era dei sogni, di un mondo migliore
    ora ricordi di mente naufragata
     Del tempo andato, gran compositore.
     
     

  • 15 settembre 2014 alle ore 17:30
    In Silenzio

    In Silenzio
     
    Mi volto indietro
    A guardare il passato.
     
    In avanti
    A guardare il Futuro.
     
    E così
    Fra infinito e orizzonte
    Inciampo nel presente
    A frantumare i ricordi
    Nelle notti dilaniate
    Da una luce stanca.
     
    Apro e chiudo gli occhi
    Per entrare nel silenzio
    A far sorridere il cuore
    Ferito dall’indifferenza.
     
    In questo mondo
    Il gabbiano della vita
    Vola alto
    Su un mare in bufera
    Vola basso
    Su di un mare calmo.
     

  • 15 settembre 2014 alle ore 17:25
    Vana Ricerca

    Ho scrutato l’infinito
    Ho vagato nel cosmo
    Ho abitato l’universo
     
    Ho cercato il mio credo
    E nel tempo dell’essere
    Si è spenta la mia realtà 
     
    Tra gli odori d’incenso
    Nel saluto di commiato
    Sorge un sciolto sorriso
     
    Eri il mio unico amore
    L’entità del mio cuore
    La luce del mio essere
     
    Ho adorato tutto di te
    Conoscevi tutto di me
    Ora il faro si è spento.
     

  • 15 settembre 2014 alle ore 12:49
    Finestra notturna

    Un cane abbaia lontano, 
    brividi alla finestra, 
    due occhi si affacciano
    e la notte è sempre lì 
    ad ascoltarmi.

  • 15 settembre 2014 alle ore 10:23
    Serenata

     
    Canto la mia serenata
    Nel bosco
    Che più verde non c'è
    Io canto l'amore
    E mentre canto per te
    Le campane suonano a festa
    E festa non è
    Io canto la sera
    Più rossa che c'è
    Io canto la notte
    Sotto le stelle
    Che brillano per te
    Io canto sotto le luci
    Che brillano per me
    Allora salto
    Salto d'amore per te
    Salto di gioia
    Ed allegro non sono
    Salto nell’attesa di un dì
    In cui l'amore nel cuore vivrà
    E la mia serenata nell'aria volerà
    Allora il tuo cuore saprà
    Che io vivo soltanto per te
    Perché canto la mia serenata
    Nel bosco che più verde non c'è.
     

  • 15 settembre 2014 alle ore 9:58
    Piccolo Grande Amore

    Amore!
    Amore non morire
    Dura tutta la vita.
    Amore!
    Sei come l'aurora
    Nasci e ti perdi nella sera
    Amore!
    Sei come il crepuscolo
    Ti tuffa nel seno della notte
    Amore!
    Sei come il vento
    Aliti tutti i sentimenti
    Amore!
    Sei come il mare
    Mai sempre calmo
    Amore, sei come la pioggia
    Atteso e poi bagnato di pianto.
    Amore!
    Sei come la nebbia
    Ti dissolvi nel nulla
    Amore!
    Sei luminoso
    T rabbui nella notte
    Amore!
    Sei un vulcano
    Esplodi e poi ti raffreddi
    Amore!
    Sei come la neve
    Candido e poi gelido
    Amore!
    Sei una fiamma
    Si spegne per non ardere
    Amore!
    Sei come una foglia
    Voli come farfalla
    Che precipiti nel nulla
    Amore!
    Non morire
    Dura quanto vorrei
    Amore!

  • 14 settembre 2014 alle ore 18:54
    La Colomba Della Pace

     
    Una colomba
    Vola sopra i capi
    E Tu mi neghi
     
    Il Tuo sguardo
    Mi fugge
     
    Io mi domando
     
    Sei Mare
    Sei Cielo
    Sei Fuoco
     
    Bruci
    Hai bruciato tutto
    Brucerei tutto
     
    Sappi che la Pace
    È una colomba in volo.
     

  • 14 settembre 2014 alle ore 18:27
    cuori di periferia

    cuori di periferia

    fiori che crescono tra asfalto e cemento

    cuori di periferia 

     tutti in fila allineati e vicini 

    come mattoncini tenuti insieme da una misteriosa malta di pace e di bene

    oltre e nonostante tutto 
    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/09/cuori-di-periferia.html

  • 14 settembre 2014 alle ore 18:11
    Sedici Giugno ( San P. Pio )

     
     
     
    Sei ovunque!
     
    Nel luogo
    nel tempo
    nello spazio.
     
    Spirito onnipresente
    Immenso 
    Infinito.
     
    Il mio corpo ansante
    Dalle movenze simili
    Alle tue Sofferenze.
     
    Dolcezza del mio cuore
    Gli occhi impazziti
    Ti vedono ovunque.
     
     Io Ti penso
    Ti imploro
    Ti  abbraccio.
     
    La tua anima
    È il cuore della gente
    Palpita amore per Te.
     
    Oh Padre Pio
    Ora sei di tuttiSei Universale.
     

  • 14 settembre 2014 alle ore 16:40
    Mare di cedri

    Non fermare le mie mani
    adesso che sono immerso
    nel tuo mare di cedri
    e un concerto di falangi in tempesta
    intona questo amore ruvido e dolce
    che ti inarca all'indietro la schiena
    e ti chiude negli occhi i suoi brividi.
    Non fermare le mie mani 
    adesso che la tua schiuma
    mi ricopre le rive.

  • 14 settembre 2014 alle ore 14:44
    In rime delicate

    I mali si susseguono nell'ombra
    con rapidi respiri costanti
    nell'atmosfera silenziosa
    in rime delicate
    che pensano a tuoni passati
    sulle cime sparite dagli sguardi
    persi e mai più ritrovati

  • 14 settembre 2014 alle ore 10:47
    Bambolina

    Come si buona
    Come sei bella
    Bambolina
    Nel tempo
    Nell'immenso
    Mordi l'anima
    E nulla più
     
    Come sei buona
    Come sei bella
    Bambolina
    Mordi l'anima
    E voli via
     
    Come sei buona
    Come sei bella
    Bambolina
    Sei una fiamma
    Sei sempre viva
    Solo per me
     
    Come sei buona
    Come sei bella
    Bambolina
    In questo tempio dorato
    Con la luna alta nel cielo
    Respiri nel mio petto
    Ed io solo ad a respirare
     
    Come sei buona
    Bambolina mia
    Come sei bella
    Bambolina mia.
     

  • 14 settembre 2014 alle ore 10:27
    Era Quasi Mio Padre

     
    Il fiume della vita
    Da veloce scorre lento
    Sordo e silenzioso
    Nell'aria cupa d'agosto
    Non si ode più
    Lo striscio dei rettili
    Le rondini si sono levate alte
    Il giorno cede la luce diffusa
    Tace ogni cosa sulla terra arida
    Si dorme il sonno del distacco
    Il suo viso pareva dirmi
    Sento che è finito
    Il gusto per la natura
    La mia vita è un ostacolo
    Ed io vi prego amici
    Niente lacrime
    Non piangete sul presente
    Non piangete sul futuro
    Non innalzate preghiere
    Aspettandovi elargizioni
    Il randare inizia e finisce
    Io gioisco alla sola idea
    Del richiamo selvaggio
    Vi prego gente
    Non elevate preghiere
    Voi sapete il perché…
     

  • 13 settembre 2014 alle ore 19:33
    Guardando quel passato

     
    Guardando a quel passato nostro
    e a quel tempo di giovani studenti
    forte ragion s’ascolti  oggi  ti devo
    già oltre il cammin dantesco giunti.
    Pur non bella ma carina ricordo
    mi piacevi ma anco ricordo che a te
    quel mio incontrar facesse schifo.
    Se ti guardavo se ti sorridevo lesta
    la mano ti coprivi il viso,se ti seguivo
    forte correndo lontano ecco tu fuggivi
    quanti tra noi di questi incontri scontri?
    Mi rivedo così oggi ahi povero frescone
    quel  non voler capire qual vana fosse
    ogni corresponsion di sguardi e sentimenti
    che come perduto  il senno per tempo s’agitò
    quel mio maldestro agire  così ragion  forte 
    oggi  ti devo per l’agir tuo di fronte a quello mio.
     

     

  • 13 settembre 2014 alle ore 18:11
    Ai Miei Genitori

     
    Ho sempre giocato
    Con le stelle
    Senza capire i loro segnali
    Ora siete lontani
    Ma pur sempre vicini.
     
    Loro hanno una cosa mia
    Nella cassaforte delle luci
    Ed io non ho la chiave.
    Segnali!
    Tregue!
    Troppe le emozioni
    Nei giorni corti
    Nei giorni lunghi
    Vorrei quella chiave.
     
    Perdonatemi
    Donatemi
    Pregate!
    Beneditemi
    Mi manca il tempo dei sogni.
     

  • 13 settembre 2014 alle ore 14:31
    Con Te

    Un attimo,
    una vita intera,
    il tempo è quasi un gioco
    e la paura una chimera.

  • 13 settembre 2014 alle ore 9:23
    Ogni pensiero

    Ogni pensiero è un ritorno
    un susseguirsi di parole
    uno strano sentire
    che va al di là dei sentimenti
    ripercosi dai ricordi
    dimenticati esternamente
    ma dentro ancora vivi
    come se vivessero nel presente
    non volendoci lasciare mai
    per riportaci indietro

  • 13 settembre 2014 alle ore 9:13
    Le Guerre (Corsi E Ricorsi)

     
    Gli Angeli del Cielo
    Hanno ripulito l'aria
    Dalle rotte inquinate
    Da uccelli impazziti
     
    C'è molta confusione lassù
    Intrecci di oggetti meccanici
    Strani rumori effetto di morte
    Vapore di nuvole contaminate
     
    Le proibizioni del Paradiso
    Vergognosamente violate
    I volti delle Anime incupiti
    Intristiti dai ricordi terreni
     
    Cosa succede da voi laggiù
    I nostri brividi si domandano
    Ma che vita donate alle verdi età
    Con quelle strane irrazionalità…
     

  • 13 settembre 2014 alle ore 9:11
    La Guerra

    Ricomincia la favola!
     
    Gli angeli
    Suonano
    Cantano
    Ascoltano
    I cuori di pietra
    Dai pensieri vuoti
    Viaggia
    Vaga
    Il vento gelido
    Che strappa la luce
    Dei giorni sereni
    Credevo
    Che gli errori della storia
    Donassero
    Agli uomini del futuro
    Il ruolo di figli del Creato…
     

  • 13 settembre 2014 alle ore 7:34
    imparare

    imparare
     quando si è piccoli vuol dire aggiungere

     quando si è grandi vuole dire 
    rifinire affinare togliere eliminare

    eliminare
     che poi è la vita stessa che toglie
    che modifica i sensi e le sensazioni
    la commozione e le emozioni

    ed è allora che si deve imparare
    imparare ancora e di nuovo a vedere con altri occhi 
    e ad ascoltare con altre orecchie
    ad accarezzare con mani seppur stanche rugose e pesanti
    a camminare di nuovo anche con l'aiuto di bastone

    imparare 
    andare avanti
    e nascere ancora
    a vita nuova 
    ancora
    perchè la tenerezza si può imparare
    sempre
    anche all'alba dell'ultimo giorno

    e se un giorno, o proprio quel giorno preciso
    non ricorderò più queste parole
    spero e prego che qualcuno si prenda il tempo di ricordarmele, 
    di raccontarmele e di spiegarle al mio cuore ed alle mie mani stanche
    e che qualcuno quel giorno si prenda il tempo di aiutarmi ad imparare 
    ancora
    e che così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.com/2014/09/imparare.html

  • 12 settembre 2014 alle ore 21:17
    Costellazioni familiari

    L'uva bianca è verde, 

    incomunicabilità tra acini,

    graspo spettinato,

    vite a perdere.

    Brindiamo alla leggerezza,

    dislessie infantili,

    buoni del tesoro,

    cefalee misteriose.

    Generazioni di mimose,

    applicazioni non convenzionali,

    che senso ha tirare il freno

    mentre pedali?

    Ospiti indesiderati,

    cognizioni irresponsabili,

    posti a tavola variabili,

    vietato morire prima di sparecchiare.

    Suggestioni biodegradabili,

    inverni afoni,

    prospettive ereditarie,

    dolori articolari forfettari.

    Pausa di riflessione,

    casa o prigione?

    L'unica bestia che parla

    non fa mai l'uovo.

  • 12 settembre 2014 alle ore 17:58
    Por no escribir... escribo

    Hoy me reclamaron porque escribo,
    me pidieron de dejar mi pluma...
    de olvidar mis palabras, mis versos,
    y por un segundo..
    no, por un nano-segundo fugaz
    pasó la idea de romper la pluma...
    Y mis versos... se alborotaron todos...
    Algunos, desde lejos vinieron a mi mente
    a recordarme el tiempo...
    Algunos tan antiguos, tristes... soñadores,
    otros con el ímpetu del ser gallardo
    adolescente imberbe,
    otros olvidados afloraron a mi mente
    y con ellos afloraron los recuerdos,
    aquellos tristes aquellos bellos,
    afloraron los aromas de tiempos
    y de estancias, miradas, caricias,
    despechos e ilusiones,
    irrumpieron impetuosos los poemas,
    las nostalgias, las manos amigas
    y aquellas enemigas,
    surgieron los momentos tristes,
    los momentos solo, surgió el hambre
    de amor y de venganza,
    surgieron las noches en vela...
    Vinieron a mi mente fastuosos
    y románticos momentos de alegría,
    una tarde gris bajo la lluvia fría
    mezclada de lodo y nieve
    atravesando el Karlův most a Praga...
    Solo, yo y mi nostalgia...
    Una noche caminando...
    con el olor de los olmos de Auwald
    con su aroma rancio...
    Me recordé de Roma, de París,
    del sonido calmo y lento del Volga,
    allí... recordé las lagrimas...
    el dolor, la rabia...
    allí recordé la historia...
    Me encontré a caminar
    sobre el Puente de las Cadenas
    entre Buda y Pest, no recuerdo
    que fuese romántico el Danubio,
    pero si recuerdo el Dâmboviţa
    torrencial con la nieve hasta las rodillas,
    recuerdo la Transfargarasan
    con sus curvas femeninas y eternas,
    las calles empedradas y los callejones
    de Napoli.... Y así...
    Recordé mis piernas que se doblaron
    de dolor y espanto a Saint-Laurent-sur-Mer...
    millones de recuerdos, de palabras,
    de poemas afloraron en mi mente,
    y con éstos regresó todo el pasado,
    todo el tiempo, aquél lejano, el olvidado..
    Retomó su lugar, su posición, dijo...
    ¡Existo, y no me alejo!
    Nunca lo ha hecho...
    Hoy me pidieron de dejar mi pluma...
    Aquella extraña, romántica pluma,
    que enamora, que odia, que idolatra.
    Hoy me pidieron de cancelar el verbo
    que surge cada día en mis manos,
    en mi mente...
    Hoy, descubrí que escribo desde
    tiempo inmemorial...
    Todos los días de mi vida he escrito,
    palabras dulces, palabras simples,
    diamantinas palabras que han forjado
    mi tiempo...
    Yo no sé decir las cosas en silencio,
    yo no sé no escribir te quiero,
    no soy Dante ni pretendo serlo,
    Mi verso quizás no será eterno..
    pero es mío...
    Hace mas de cuarenta años que escribo,
    y hace mas de cuarenta años
    que me escribí a mi mismo...
    Mi pluma es lo que vivo,
    mi pluma es lo que siento,
    mi pluma es lo que soy
    y cada día surge el verso...
    Hoy me pidieron de cancelarlo el verso...
    Hoy me pidieron de no sentir la lluvia,
    me pidieron de no amar las palabras que escribo...
    Hoy me pidieron de olvidar las rimas...
    Y se olvidaron que el verso mas profundo,
    es el que no escribo...
    Mi poema mas grandioso...
    es el que no he escrito...
    Y tratando de no escribir...
    Escribo...

  • 12 settembre 2014 alle ore 17:56
    Dormiré

    Dormiré aún menos cada día
    para no soñar la sonrisa de tus ojos,
    amor...
    Y si el destino te dice en donde estoy,
    no me busques, no toques a mi puerta,
    irrumpe, simplemente irrumpe...
    porqué mi corazón, mi cuerpo,
    mi sexo, mi dolor, mi locura,
    mi alma no estarán nunca listos
    para recibirte...
    y aún así...te esperan...