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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 07 gennaio alle ore 20:39
    O5.01.2018 ore 07.25

    Ho imparato
    ad aspettare il mio tempo
    per infilzarlo
    delle giuste risposte
    Ho imparato
    ad ascoltare il mio tempo
    e cercar di capire
    il perché del suo scorrere
    E indugio
    allegramente e con ironia
    sulla mia destrezza
    di replicare i miei fasti
    in uno strano passatempo dei pensieri
    divenuti tanto arroganti
    da voler catturare ogni estasi
    .
    Cesare Moceo @

  • 07 gennaio alle ore 20:37
    A spasso con Goethe

    In qualche anfratto
    dentro la mente

    tra la passione dei litigi

    nella mia tarda età
    piena d'aceto e d'esperienza

    non so bene dove

    nascondo con cautela
    le mie parole sbagliate

    versi senza nobiltà
    ricchi di codardia

    a ignorarsi tra loro
    e sopraffarsi immorali

    tra il desiderio d'un sogno
    e l'umore represso

    E su e giù in questa spiaggia
    divorata dall'onde rapaci

    me ne vado ramingo
    a cercar la mia pace

    insieme con chi
    non é stato normale

    e indovino d'amore
    ogni volta che parla

    a trovare il mio cranio
    e la sua ispirazione

    e donare il mio cuore
    a ogni cosa che faccio

    E mi guardo stupito
    fra la gente "normale"

    pregando il mio orgoglio

    di far necessario
    ogni intenso disagio
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 07 gennaio alle ore 20:35
    Da uno a tre centesimi

    Pranzi cene
    e pure colazioni di lacrime e dolori

    consumiamo nella costrizione
    di chiedere pietà e non riceverne

    E ci condanniamo da soli alla crocifissione
    nella vana speranza d'ottenere dopo

    la pietà invocata

    vivendo d'abbozzi da ritoccare
    nel bisogno personale d'intima onestà

    nel nasconder a noi stessi
    e ai nostri indiscreti sogni

    che a volte ricevere un rimprovero fa male

    ma non riceverne è ancora peggio

    E tu colomba continua a volare

    e vola libera senza incontrar malincuore
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 07 gennaio alle ore 20:33
    Onde Celesti

    Davanti a te Mare
    e alle tue movenze

    nei miei occhi
    colmi d'ogni nudità di sensi

    angosce di timori
    m'assalgono il sangue

    ristretto nelle vene

    nel conflitto tra il suo scorrere
    e il nutrire la vita

    E m'immergo a interpretare
    il vivere e i miei desideri

    tra pensieri nascosti
    e sogni agognati

    lasciandomi cullare
    dall'ingenuita' del mio intuito

    per carpire al Cielo
    le fiamme ardenti dell'anima
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 07 gennaio alle ore 20:04

    Tu nemmeno lo immagini quanto mi sia costato lasciarti andare. Quanto doloroso e lacerante sia stato il distacco. Quanto devastante sia stato il peso dell'assenza e dell'indifferenza. No, nemmeno te lo immagini, credimi... Non puoi nemmeno lontanamente capire come ci si sente ad aprire il cuore e trovarlo vuoto... Spoglio e afflitto. Vestito solo di cicatrici e bagnato di lacrime. Non puoi capire quanto duro sia stato aprire il palmo della mia mano e mollare la presa, vederti allontanare e non riuscire più a muovere nemmeno un passo per raggiungerti. Però... Non puoi nemmeno lontanamente immaginare quanto da quella scelta la mia vita sia cambiata. Avevo perso tutto di me. Ormai priva del mio sorriso, della mia energia e di quella luce che mi ha sempre contraddistinta, ho iniziato a coccolarmi. Sono tornata ad occuparmi di me. No, credimi, non puoi neanche immaginare quanto rincorrere se stesse, riconquistarsi spazio, autostima, coraggio ed energia possa essere stato ancora più doloroso e faticoso di quanto lo sia stato stare dietro a te. Ai tuoi capricci da bambino viziato, al tuo egoismo, al tuo orgoglio e a tutti i tuoi finti valori. Non puoi capire, quanto ricostruirsi possa essere difficile, ma chi non ama, di conseguenza non soffre e non si perde mai. La mia vita dal buio totale è tornata a splendere di una luce ancora più bella proprio da quando ti ho lasciato andare! Fiera di aver aperto il palmo della mia mano e di aver mollato la presa; perché lasciando andare te io ho cominciato a tornare a camminare piano piano verso me stessa. Mi sono finalmente riabbracciata. Anche se tu non immagini cosa voglia dire... Io so che certe cicatrici sapranno ricordarmi quanto preziosa sono e credimi, chi ci ha veramente perso sei solo TU. 

  • 07 gennaio alle ore 11:27
    Predatore e preda

    Non ti pare che sia un po’ strano

    questo sentimento che ci fa andare lontano,

    passo dopo passo, mano nella mano?

    Tu sei la mia bussola, io il tuo talismano,

    ogni cosa per me farai, anche invano.

    Io sono saggezza e ferocia, predatore e preda,

    e non mi interessa che tu ci creda,

    voglio solo guardarti negli occhi

    sentendo sul mio corpo i tuoi sensuali tocchi:

    sfiorerai il mio animo così delicato e puro

    e sazierai il mio corpo così forgiato e duro.

    Perchè, se il mio sesso può far impazzire,

    il mio amore può far morire.

    Dott. Eugenio Flajani Galli

    © RIPRODUZIONE RISERVATA.

  • 07 gennaio alle ore 10:10
    Petit-Onze n. 64

    Sboccia 
    la mano
    È un immenso 
    schiudersi lungo il vento
    Musica

  • 06 gennaio alle ore 21:03
    Arcobaleno di ogni colore

    Non ho programmi, a nulla anelo,
    in silenzio voglio giacere, fisso, a mirare il cielo:
    dopo la pioggia è così lucente, infinito e sereno,
    lascia intravedere tutti i colori dell’arcobaleno.
    Momenti della vita per ogni colore,
    indelebili ricordi che fanno battere il cuore.
    Che batta per tristezza, gioia o ardore,
    nulla cambia, perchè la vita è amore,
    avvolta da un grande arcobaleno di ogni colore.

  • 06 gennaio alle ore 17:10

    E' vero! Sono una persona dura. Una di quelle persone che non sognano quasi più e se lo fanno, sanno farlo in silenzio. Una di quelle persone dallo sguardo realista e crudo. Di quelle che anche se a tratti riesci ad intravederne la dolcezza, hanno sempre l'accortezza di non scoprirsi troppo. E' vero! Sono una di quelle persone che non temono nulla, ma ancora non hanno trovato il modo di difendersi dal dolore dell'anima. Quel dolore che un tradimento, un amore sbagliato o la falsità della gente sa lasciarti dentro. Eccola la persona che sono. Una di quelle che si fida poco, che da poco spazio e non sottovaluta mai chi ha di fronte, ma ti distrugge se sottovalutandola la ferisci. Non conta cosa gli altri possano pensare di me, no... Non conta più. Io ho imparato a guardare oltre troppe cose e il giudizio di coloro che non vogliono capire non mi sfiora più. Io stessa ho scelto di essere quella che sono! Io stessa so quanto ho lottato per diventare simile ad un muro invalicabile e solo io decido a chi aprire il varco per oltrepassarlo. Non chiedo a nessuno di farlo, non propongo loro nemmeno di provarci... Ho imparato che chi vuole veramente... Quel varco sa trovarlo da solo.

  • 06 gennaio alle ore 8:19
    Nuovo canto palindromo

    Sembra allegro quell’uomo
    che invia delle stampe
    per l’anno nuovo, l’arte
    di amare l’arte, una poesia
    che col pretesto
    delle sue belle figure
    retoriche, fa cadere i bottoni
    cattivi dai fiori.

    Non si toccano i fiori.
    Solo a dirlo viene in mente
    la Storia di pulsanti fatidici
    e piani a difesa le polveri.
    Ai visi in attesa, lui chiede?
    di riempire il sereno
    fare un giro sul petto
    via, all’altra parte del mondo
    in un canto palindromo
    il mio o il tuo. Il loro che torna.

  • 05 gennaio alle ore 23:49
    Animale ingrato

    M’inchino a te anno novo
    che sei venuto ar monno
    la notte der 31 urtimo scorzo
    T’avemo aspettato
    T’avemo preparato un po’ de botti
    na bottija de spumante frizzantino
    e ’n panettone tajato a fette grosse
    Sei nato a mezzanotte
    quanno er celo de Roma era fiorito
    de mille e mille fochi d’artificio
    Tutti a fasse “I più sentiti auguri”
    abbraccci e baci e...“Volemose bene”
    Caro Anno Nuovo
    all’inizzio è così,  tu sei er più bono,
    er più bello de tutti quelli
    che t’hanno preceduto
    Ma cor passar der tempo
    vedrai che nun te se fila più nessuno
    diranno che è corpa tua pure
    se l’IVA aumenta
    o se va tutto male
    spesso te diranno
    “Sei 'n anno disgraziato!”
    perché devi sapè
    che l’omo a vorte è...
    ‘n’animale ingrato

  • 05 gennaio alle ore 18:13
    La ricerca

    Ti cerco
    anche quando non ci sei
    lo smarrimento
    si addolcisce nel vuoto
    di una ricerca inutile.
    So che non ci sei,
    vano rincorrerti,
    è come catturare un’onda:
    pensi di averla presa
    ma ti supera rinascendo.
     
    Ti cerco
    lo stesso nei luoghi sospesi
    dagli sguardi fugaci
    che ci siamo resi
    insieme ai baci,
    trovo solo i riflessi
    di una luna avversa
    e passi dimessi…
    una poesia persa.

     

  • 05 gennaio alle ore 17:07
    I colori e la musica del Mondo

    Ho trovato soavi meraviglie
     in ogni angolo del mondo.
    Il canto così dolce e bello,
    da non sembrare
    un canto di uccelli.
    La bellezza dall’Acqua
    delle fonti perenni,
    ai flutti del mare che
    si infrangono contro la scogliera.
    Tutti i colori della natura
    assieme, si fondono
     e creano un meraviglioso
     scenario coinvolgente
     in cui è impossibile
     non soffermarsi
    sui contrasti di luci
     e ombre.
    I monti, gli alberi e i fiumi
     mutano  con l’avvicendarsi
     delle ore e delle stagioni,
     come l’uomo cambia
     con le esperienze e le emozioni.
    Il mare, non si lascia rubare
    i suoi segreti, ha sempre lui
    l’ultima parola.
     Al tramonto, il cielo azzurro
    lo coinvolge e si unisce a lui.
     E’ uno spettacolo grandioso,
    quanto più il blu è profondo,
    tanto più fortemente
     richiama l’uomo verso
     l’infinito.
    La luce della luna
     trasfigura la montagna
     in un delicato manto d'argento.
    E’ un attimo in cui la magia
     fa battere il cuore.
    Desideri e profumi  si
    diffondono nell’aria,
    irresistibile ed intrigante.
    L’inverno dona agli uomini
    stanchi del lavoro della terra,
    la dolce quiete della casa.
    I grandi uomini esercitano
    l’acutezza della mente
    con barbarie e crudeltà
    ed arrivano ad un elevato
    grado di umanità.
    Il mondo diventa vuoto
    perché  la  grande ombra
    è dentro al  cuore dell’ uomo
    che  non è fuori dalla zona in ombra.
    L’uomo con le sue mani disattente
    e volte al profitto spesso dimentica
     che agisce su qualcosa di fragile
     e che le stesse azioni umane
     possono provocare catastrofi immani. 

  • 05 gennaio alle ore 17:04
    Donna

    Donna da sempre hai  ispirato
    poeti e scrittori che ti hanno
    dedicato testi e odi d’amore.

    Donna  indaffarata, disponibile
    e insicura non  accogliere
    le sfide del destino,
    fulmina di sdegno
    chi ti  ingiuria e ti uccide.

    Donna sei forte, attenta e moderna.
    Sei sensibile, emotiva e intensa,
    non essere mendicante,
    non chiedere ad altri
    qualcosa che essi non hanno.

    L’amore è la musica
    del tuo essere interiore,
    porta con sé la libertà,
    e diventa l'esperienza più elevata,
    suprema della vita.

  • Nonna sai lavorare ad uncinetto?
    per  un Natale di Pace, 
    di festa  e d’amore?
    Ho sempre camminato accanto a voi
    amici miei e vi ho tutti nel cuore!
    Non possiamo stare insieme
    e dire una parola, ma con voi tutti
    è come se avessi fatto  la più bella
    conversazione del mondo.
    Conoscete la melodia del mio cuore
    e la cantate quando ho bisogno di voi!
    La magia dell’amore dei nipoti
    raggiunge e conquista.
    Ho vissuto emozioni attraverso
    il loro cuore, ho visto il mondo
    attraverso i loro occhi!
    Scrivono, disegnano, dipingono
     ciò che vedono, ciò che accade
     intorno a loro!
    Pregano  Gesù porta
     la pace a tutta la terra
    e gridano con voce argentina
    Buon Anno, siano le ore di quest’anno
    sempre liete e senza nessun dolore!

  • 05 gennaio alle ore 16:35
    La mosca

    Vira improvvisa - 
    una giravolta nell'aria
    salvandosi dallo schianto
    (resta lo scheletro di uno schiaffo
    il gesto nudo nel rito della cattura)
    lei presa da altri giri, altre capriole
    fra i bracci bianchi del lampadario
    coi suoi occhi grandi a scrutarmi dal soffitto...

    Da "La bussola degli scarabei" (2017, Giuliano Ladolfi Editore)

  • 05 gennaio alle ore 1:03
    In cerca di noi

    Non ricordo dove portava quel treno
    e sognavo paesaggi senza più vetri
    gocce incrostate e facce spente
    Tutte le statue nascoste dal cemento
    sfilavano a sancire le distanze:
    questa enorme apparenza
     
    mentre vorrei aprire le cripte
    strappare con una scossa invisibile il filo
    che divide il nucleo puro dalla superficie
     
    La fiamma va e viene
    in mezzo alle interferenze;
    non è morta - dai piani bassi
    vedo volare la nebbia
    cercando il cuore degli affini
    per troppo tempo sigillato
     

  • 04 gennaio alle ore 19:41
    Autobiografia di un dio

    Dio è un essere
    incontentabile
    nessuno lo ha
    mai visto nudo
    si dice somigli
    a una malattia che
    la felicità non crede
    a un dio
    germogliato al bisogno
    come una musica
    udita provenire
    dai bianchi oleandri che
    il pentagramma ti dona
    meravigliosa dannazione
    mi costringe
    ad uscire di casa
    per ammettere
    la tua esistenza
    fuori da dio
    annettermi a te
    per liberarmi
    di lui
    come potare un albero che
    ricresce più forte
    la paura
    di un Vasco qualunque.

  • 03 gennaio alle ore 20:43
    I nostri occhi

    Occhi scavati

    adorni di doveri
    coscienziosamente adempiuti

    a cercar risposte dentro ogni parola
    e sentirsi in luna di miele con i gesti

    anche se stanchi dall'aver scalato
    montagne di tormenti e dolori

    o rassegnati alla sofferenza

    Eppure orgogliosi di gioia

    a trarre allegria anche dalle pietre
    e realizzarsi nella dignità

    Ma quanti di noi
    guardandoci allo specchio

    possiamo dire questo dei nostri occhi...
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 03 gennaio alle ore 20:41
    Ecco, questo sono io

    Dividermi

    tra la leggerezza
    di soffici pensieri fugaci

    e il duro soffrire
    sempre uguale a se stesso

    Andarmene a caccia

    delle passioni
    represse nel passato

    ergastolane
    rinchiuse a vita nell'inconscio

    svelarle nel mio parlare
    e nei miei silenzi

    nell'incapacità
    di cancellarne le tracce

    ...e in questo sogno
    vedermi felice...

    Ecco...
    questo sono io
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 03 gennaio alle ore 20:39
    Cara mia Italia

    Non mi associo
    a questo scrollar di capi

    nel mio sperar ancor
    in miglior auspici

    per Te

    cara mia Italia

    abituata nel tempo
    a migliori fronzoli

    E non rassegnarti
    ai tuoi trascorsi felici

    a viver sui segreti dell'alba

    che' ogni volta che fa giorno

    dopo la felicità
    può arrivare il tramonto
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 02 gennaio alle ore 20:43
    Scrivere e soffrire

    Frenetici frulli d'ali
    di gabbiani in volo

    e il loro barrire
    per un pezzetto di pane

    nello zampettar
    per la spiaggia deserta

    accompagnano
    il mio pomeriggio e il mio andare

    E vedo
    nelle poche facce che incontro

    una povertà d'intenti

    mista a tristezza d'occhi
    irritati di paura e di vergogna

    e di disprezzo per la vita

    E in questo vedere
    che sento nell'anima

    io scrivo

    perché con il mio scrivere
    mi sembra di soffrire

    come e più di loro
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 02 gennaio alle ore 20:40
    E ci pensano solo per le feste...

    Ho cercato di conservare intatta
    la mia perseveranza

    alle credenze che la vita
    mi ha imposto

    senza vendere al miglior offerente
    i miei vizi innati

    E non ho mai e poi mai
    dimenticato la mia povertà

    pur nella sofferenza di veder uomini

    amici parenti e gente comune

    che nella loro miseria
    sono stati pronti

    a offendere la loro dignità

    Ora spazzati dal divenire
    e da ogni piacere umano

    con quell'abitudine senza speranza
    diventata pane quotidiano

    chiedono alla vita e al mondo

    la compassione che solo la miseria interiore
    avrebbe potuto dar loro
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 02 gennaio alle ore 18:28
    Vorrei cingere di fiori

    Vorrei cingere di fiori
    il tuo desco
    padre
    e chiederti perdono
    che il nostro campo brucia
    ed è sparso di sale

    E tu sai come piega il cuore
    sull'albero che cresce a fatica
    nell'aria spumosa di veleni

    Ha le radici amare
    nella terra bianca
    l'ultima creatura
    e stormi di cornacchie
    le tolgono il respiro
    qui si gioca il destino dei vinti
    e vorrei spendere lacrime per giustizia
    o vendere col sangue
    la pietà dei potenti

    Ma siamo figli forti
    temperati al sofferto silenzio
    che non teme l'avvenire

    E mi tocca contare i tuoi passi d'ombra
    sul cammino dell'insetto che rode
    e stanca il rovo
    per evocare dalle spine 
    fiori
    padre
    e chiederti perdono

  • 02 gennaio alle ore 10:17
    Accordo di neve

    Anticipo il silenzio 
    che arriverà poi
    da coperta omogenea,
    mi dico fin d’ora 
    di abbassare il timbro
    sembrando a me stessa 
    accordo di neve
    Scalza in un velo
    smorzo la lucciola
    che sembra volare
    da un’estate- riflusso

    C’è l’illusione 
    fattasi calda 
    induzione a esondare
    nella goccia di mare 
    come nell’applique
    Si sente come implode
    ogni cosa lasciata
    nell’assopito caos
    restando in attesa
    affine al nulla

    al lago fermo 
    di un occhio lucido
    nel viso di cera
    che ricorda il cammeo
    scolpito in corallo
    pallido 
    di una bellezza
    non consumata
    nel fulcro 
    E chi lo sa
    se questo è un bene