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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 23 novembre 2014 alle ore 12:27
    Regia di un tempo

    Regina di un tempo... di un tempio lontano...
    entri ed esci dal mio cuore
    entri ed esci dai miei sogni
    dai miei desideri
    dalla mia vita plasmata nelle tue mani
    argilla modellata
    scolpita nel granito
    posata nella mia anima
    leggera, incandescente punto di principio
    radiazione letale
    vortice sottosopra tra la terra e il mare
    irraggiungibile pensiero d'amore
    materializzato nel nulla
    nel nulla
    nel nulla...

  • 23 novembre 2014 alle ore 8:15
    Petali di sabbia

    Nella volontà di abbandonarvi
    vostro malgrado alle forze dell'oblio

    e nel piacerVi a non rottamare
    un passato per niente nobile

    assisto impotente

    al calar della marea

    allo spuntar tra gli scogli
    della solita miscela di colori

    petali di sabbia
    nei suoi finti contrasti

    a coltivare vizi incompatibili con la realtà

    nascondere privilegi e benefici

    e seguitare a vivere
    col freddo nell'anima e nella mente

    nell'incantesimo
    che conserva omertà e pregiudizi
    .
    cesaremoceo(c)
    diritti riservati

  • 23 novembre 2014 alle ore 7:54
    I viaggi della mente

    Suggestivi itinerari
    a comporre percorsi della memoria
    pieni di segni e di colori

    Sfide accompagnate dallo scetticismo
    di rendere visibile la propria storia

    mostrarne la povertà
    o la ricchezza delle emozioni

    sempre pronte a far vibrare 
    le corde dell'anima

    Policromie d'amore e d'odio

    nel bisogno di usare la poesia
    in favore o contro le bellezze dell'universo

    Fiotti agro-dolci di passioni
    che fluiscono a nutrire i sentimenti

    a tenere acceso il sempiterno
    fuoco dei desideri

    farne offerta ed esigerne copiose rendite

    e risplendere di quelle stesse luci
    .
    cesaremoceo(c)
    diritti riservati
     

  • 22 novembre 2014 alle ore 20:40
    La danza delle ombre

    Lusinghe

    ad accendere le passioni
    e sperimentare audaci intimità

    Realizzare profondi desideri
    anche proibiti

    a colmare i vuoti dell'anima

    con la convinzione che la spregiudicatezza
    fosse degna d'amore

    Vivere i disagi di quella vergogna

    e immaginare risvegli della coscienza
    a creare più voci nei versi

    con le distanze a essere amiche

    e diradare le nebbie dell'anima

    ombre che si stagnano
    tra le pareti della coscienza

    E ripartire da ciò che mi condanna

    La mia unicità
    .
    cesaremoceo(c)
    diritti riservati
     

  • 22 novembre 2014 alle ore 20:10
    Ti ho incontrata

    Non ti ho incontrata
    per poi doverti perdere
    Ma per amarti
    e dedicarti così 
    la passione di vivere
    Non ti ho incontrata
    per poi doverti dire addio
    Ma per sussurrarti
    ogni sera che
    sei tu il mio pensiero
    Non  estirperò dall' anima  
    il mio sentire così ostinato
    le sue radici sono assai profonde
    Non rinuncerò
    a guardare il mondo
    assieme a te
    E vorrò  percorrere
    i sentieri della bellezza
    tenendoci per  mano
    Non ti ho incontrata
    per poi doverti dimenticare
    Ma per esplorare insieme a te
    il cielo cesellato di perle
    come scritto nei sogni più belli
    Ti ho incontrata...
    per non doverci mai lasciare
     

  • 22 novembre 2014 alle ore 17:36
    Due donne canute

    Novembre - pallide
    Al sole mite
    Due donne canute

  • 22 novembre 2014 alle ore 17:35
    la morente falena

    Sera - la morente falena cade 
    presso un cavallo stanco, 
    indifferenti l'una all'altro.

  • 22 novembre 2014 alle ore 11:03
    La moda passa

    La moda passa
    con i suoi consueti
    girasoli, che si voltano
    per vedere dov'è il sole
    e dove va a riposare
    tra lo scaldare e proteggere
    dall'inverno insidioso
    e dirompente indagatore
    che si limita appena, a proseguire
    il ciclo della vita composto
    nelle immense soddisfazioni

  • 21 novembre 2014 alle ore 21:00
    Il piacere dell'oblio

    Andare agli appuntamenti con la vita

    portando con sè il proprio ruolo sociale
    ripieno di valori rivestiti di stile 

    Rintananarsi in profonde ansie

    anchilosate e sclerotiche

    tatuaggi d'amicizie
    conquistate sul campo
     
    esaltando riti virtuosi

    collaudati con la stima dei sentimenti
    coltivati nelgiardino dell'Essere

    manifeste pause romantiche
    da conservare nelle stanze dell'anima
     
    abbracciate a vecchi ricordi
    e ammantate da dolci e innocenti emozioni

    care compagne degli anni già scorsi
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 21 novembre 2014 alle ore 17:34
    Oltre E Altrove

     
    La luce splendente
    Pura come la fiumara
    E lo sguardo penetra l’anima
     
    I passi affondano l’erba
    Sono orme senza amore
    Come la tua arroganza  

    Ma non vedi oltre
    E…
    Non vai altrove
     
    Per ciò che non si dice
    Per ciò che non si vuole
    Per quello che si ha
     
    L’attimo dei giorni
    È scolpito dai passi
    Ma senza orme d’eterno.
     

  • Non si ode più
    lo stridio
    di rugginosi tormenti
    per l’anima.
     
    Solo l’agonia
    di  nuovi livori
    e foschi presagi.
     
    A.C. Da  “Fiori di campo” 1993, rieditato 2011
     

  • 21 novembre 2014 alle ore 9:26
    Gabbiani

    Schiena compressa, petto aperto,
    le braccia tese come corde di violino.
    Equilibrio precario sugli artigli appuntiti,
    aggrappati al bordo della scogliera.
    Il peso in avanti,
    solo il vento contrario
    tiene sospesi.
    Un vuoto d’aria
    o un pieno di coscienza
    e in un attimo vento.
    Nessun contatto con la terra,
    un proiettile in picchiata
    contro lo specchio lucente.
    L’aria fredda solca il viso,
    attendi secondi immensi. Speri.
    Affidato alle correnti, eccola che arriva, 
    all’improvviso, calda e avvolgente.
    Tendi più che puoi le braccia
    e in un attimo su.
    Ora la puoi controllare,
    domini l’aria, ci giochi, la sfidi.
    L’abbandoni, rischiando
    e la riprendi leggero. Libero.
    Rasenti la scogliera, le rocce ti solleticano la pancia,
    sfiori i tuoi compagni, incroci i loro occhi 
    e ti infili nei piccoli spazi tra loro.
    Penne che scrivono nelle pieghe del vento,
    piume che assaporano le correnti.
    E il calamaio sei tu,
    un’unica storia, una storia unica.

  • 20 novembre 2014 alle ore 21:01
    Poeta di periferia

    Attraversato dalla vita
    e vinto dalle umiliazioni

    vivo con il corpo arso dai sentimenti

    e con l'ingenua speranza
    di realizzare un qualunque desiderio

    Non so se sentirmi
    appagato o insoddisfatto

    da quest stagione della mia esistenza

    piena solamente
    di momenti stantii

    addolciti dall'inventario dei ricordi
    epurati delle emozioni

    con i versi a perdersi
    nella tristezza e nell'inquietudine

    E allora con coraggio e passione
    mi perdono e vado avanti

    a inseguire sogni anche disillusi
    da questo mondo perverso

    dove il tempo dei poeti fra le nuvole
    ancora non è finito
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 20 novembre 2014 alle ore 20:42

    Tutto scompare nella vita, tutto prima o poi passa e tutto prima o poi si supera. Restano i ricordi, resta l'esperienza e il sapere che cosa sia "Affrontare" determinate cose e situazioni. Superare dolori e paure, rimettersi in piedi e riprendere a camminare. Tutto passa, resta l'amaro e la delusione, che si scioglierà strada facendo e comprendendo che nella vita si deve lottare... Lottare sempre e non arrendersi mai, soprattutto quando in gioco c'è "Te stesso"!

  • 20 novembre 2014 alle ore 18:48
    La rivoluzione delle rette

    Procedono inquadrate su binari equidistanti
    con l'obbligo geometrico di andare sempre avanti
    senza svoltare mai senza tornare indietro
    la meta è fantomatica e lo scenario è tetro

    Nell'ambito di questo cervellotico regime
    qualcuna si rassegna qualcun'altra si deprime
    ma c'è chi non ci sta e sfodera il coraggio
    poi cerca un'alleata per partire all'arrembaggio

    Due rette parallele si ribellano al sistema
    si oppongono alla rigida equazione di un teorema
    la cui presupponenza per assurdo ha stabilito
    che possono incontrarsi solamente all'infinito
    disintegrando il dogma di un'astratta convinzione
    anticipano i tempi della loro intersezione
    orientano la rotta sulle stesse coordinate
    e dopo i convenevoli proseguono intrecciate

    Inevitabilmente l'episodio fa scalpore
    Euclide e i suoi seguaci stigmatizzano l'errore
    l'estrema gravità dell'atto sovversivo
    scorgendo lo spauracchio di un complotto collettivo

    Infatti le colleghe delle rette incriminate
    si associano incrociandosi in traiettorie articolate
    disegnano una rete di fitte relazioni
    l'origine strategica delle rivoluzioni

    (É il testo di una canzone)

  • 20 novembre 2014 alle ore 10:38
    Natura Dolce Amara

     
     
     
    Io sono qui
    Noi siamo qui
     
    Cara natura
    Nel silenzio
     
    Si  ascolta
    La tua voce.
     
    Ho avuto paura
    Ed ho urlato
     
    Ho strillato all’umanità
    Ma l’uomo non ha udito
     
    Ha perduto la sua strada
    E non trova la giusta via
     
    Vi è luce e non vede l’aurora
    Non vuole uscire dalla notte
     
    Oh luce dell’orizzonte
    Disegnaci l’alba giusta.
     

     

  • 20 novembre 2014 alle ore 10:34
    Vento di costiera

    Vento che porta sale, vento che spezza il cuore,
    vento che sale le scale di fretta mentre l'onda muore,
    vento che ammazza il tempo a un aquilone
    di capelli visibile fino all'infinito del mio tormento.

    Vento chiuso in prigione all'angolo di villa Cimbrone,
    vento che perquisisce crepe e cambia la voce,
    vento che sposta le reti impigliandosi 
    agli ami di tutti gli amori taciuti.

    Vento discreto, che a passo di danza 
    entra nella stanza dove non sono stato accettato, 
    vento che ammala le chiavi di casa,
    vento che non consola, vento che graffia la sera.

    Vento che rimbalza dal muro di una chiesa
    agli occhi di una donna che si sente parte lesa,
    per non aver osato, per non aver voluto,
    vento che ripulisce tramite il silenzio chi ha mentito.

    Vento che spacca il sole, vento di libagione,
    vento che bagna gli scogli con il proprio odore,
    vento che fugge via da chi si è scelto un bel mestiere,
    vento che affonda nell'ombra il proprio dolore.

    Vento che parte e poi torna sui propri passi, 
    vento codardo dissimulato sotto una pelliccia di ghepardo,
    vento che impavido sfreccia tra alti e bassi,
    vento che non t'aspetti esibisca tutti i tuoi difetti.

    Vento che cambia forma, vento che porta il profumo
    di un uomo abbandonato al proprio destino,
    vento che fa ballare bandiere di letti, vento da fotografare
    quando non resta altro che rimpiangerne il suo colore.

  • 20 novembre 2014 alle ore 10:18
    Bentornato, sole

    Sole,
    sovrano guaritore di ogni affanno,
    sul trono di un turchese cielo
    finalmente regni
    e posi l'amorevole sguardo
    su ogni cosa.
    Strali di speme lanci,
    infuocati dardi
    per riaccendere ceneri di vita,
    mentre, padre tenero,
    le amare lacrime asciughi
    dei tuoi provati figli.
    Soffi, paziente, sulla brace della volontà, 
    sciogli il ghiaccio
    degli inverni della vita.
    Cavalier errante
    dall'aureo manto,
    la fulgida spada sguaini
    per squarciare la pesante coltre
    grigio fango che tutto avvolge
    ma che non schiaccia
    una pur avvilita
    voglia di vita.
     

  • 20 novembre 2014 alle ore 10:15

    Mi piacciono i piccoli gesti fatti sotto voce, quelli che restano nell'intimità di un attimo. Si leggono negli sguardi, nelle piccole movenze delle labbra e non si perdono mai, perché chi li sa cogliere li afferra e li trattiene nel cuore. Mi piacciono le piccole promesse, quelle "Stupide". Quelle che fai anche al mattino, quando dietro un semplice abbraccio dici: "A stasera"... Mi piace la quotidianità vissuta in una semplicità che fa del mio tempo una splendida certezza.

  • 20 novembre 2014 alle ore 9:35
    Torneranno le piogge

    Torneranno le piogge
    a bagnare visi provati
    ad illudere speranze
    che si son lasciate morire
    come notti abbandonate
    sulle sedie del mondo
    e su soffici divani mentre
    assistono a storiche imprese
    che costeggiano esperimenti
    precedenti, applauditi da spettatori
    con il naso all'insù, guardando le stelle
    ed esprimendo desideri, meravigliosi
     

  • 20 novembre 2014 alle ore 6:54
    sotto questo cielo di falsa assoluzione

    sotto questo cielo di falsa assoluzione
    sotto questo sole grigio e artificiale 
    ascoltiamo il respiro del mondo
    e consideriamo che 
    se ci fermassimo qui adesso
     l'ansia ci assorbirebbe
     per il nostro fragile e precario sempre 
    e spegnerebbe in noi ogni desiderio 
    ogni aspirazione ed ogni ispirazione

    no,
    non esiste altra soluzione 
    è tempo di andare
    andare oltre
    è tempo di tornare
    tornare a casa
    presso le zolle di terra a cui noi apparteniamo
    è meglio vivere in cammino 
    piuttosto che accontentasi di chiedere l'elemosina di  questa falsa ed effimera assoluzione
    perché noi siamo 
     vivi
    e così sia 
    presso questi dimenticati cieli di periferia

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/11/sotto-il-sole-della-falsa-assoluzione.html

  • 19 novembre 2014 alle ore 21:38
    Ubriacato di te | micropoesia

    Ti sento, ti vedo;
    tra le righe del ciò
    ch scrivo e leggo.
     

  • 19 novembre 2014 alle ore 18:38
    L'Anfiteatro Dell'Esistenza

     
     
    Illudersi per sperare
    Esistere per vivere
     
    Nella strada dell’uomo
    La quiete dell’oscurità
     
    Con le luci dell’accaduto
    Nella voglia del bagliore
     
    Il divertimento dei venti
    Nei riflessi del chiarore
     
    Per rifilare illusioni
    All’errare nei sogni.
     
    Ho udito nel vallone
    I rumori del faggeto
     
    Ho vissuto sogni a metà
    Nell’alba di un tramonto
     
    È rifiorito il trascorso
    Di una strada segnata
     
    E a briglia sciolta ho camminato
    Tra rupi, querce e foglie allegre.
     
     

  • 19 novembre 2014 alle ore 11:05
    Magia Delle Scarpe ( Anche le scarpe parlano.)

     
    È bello avere delle scarpe  
    Camminare a piedi nudi
    E poi calzarle per volare
     
    Ogni stagione veste l’abito
    Che gli appartiene e non solo
    In piena sintonia con  il piede
     
    Esse hanno una loro memoria
    Il loro linguaggio del silenzio
    Infatti parlano con il silenzio.
     
    Calzari
    Scarpe
    E solo scarpe:
     
    Da uomo,
    Da donna,
    Da giuochi
     
    Emblema della personalità
    Quelle pesanti del contadino
    “Scarpa grossa cervello fino”
     
    Quelle leggere della donna
    Quelle epiche dai rialzi a spillo
    Che ti portano lontano nei sogni
     
    Quelle dai sponsor sportivi
    Ti donano soldi e ricchezze.

     

  • 18 novembre 2014 alle ore 20:20

    Non è facile essere genitori. Credo sia uno dei ruoli più difficile che ci sia. E' un qualcosa che non impari mai e che nessuna scuola insegna. Ci sono corsi preparatori e libri... Tutto quello che volete, ma quando di fronte a te hai una creatura da crescere, che dipende da te in tutto non ci sono ne libri, ne corsi ... Hai da gestire situazioni assurde, notti in bianco, malattie e febbri alte. Poi crescono, e li arriva la cosa più difficile... Capirli! Capire quando è giusto intromettersi nelle loro vite, anche in modo invadente e quando invece è bene lasciarli andare e magari sbagliare. Devi capire se qualcosa non va; e se quel qualcosa è preoccupante, grave oppure una semplice fase dell'età. Devi insegnare ai tuoi figli a parlare con te, ma devi stare bene attento a far capire loro e a dimostrare loro che sei in grado di ascoltare, che avrai sempre tempo per ascoltare senza giudicare. Che qualsiasi cosa accada sarai li a proteggerli, correggerli e aiutarli a rialzarsi. Non è facile niente, non è facile nulla di tutto questo, quando poi fuori dalle mura domestiche si imbattono quotidianamente in personalità opposte, in gesti maleducati e atti violenti. Essere genitori è la cosa più bella che la vita ti regala, ma può anche essere il fallimento più grande quando alcuni gesti incomprensibili ti strappano via quello che hai di più prezioso, lasciandoti li a domandarti:"Dove puoi aver sbagliato"!