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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 26 aprile 2014 alle ore 16:32
    Karol

    Il grano maturo
    riflesso nell’oro dei capelli,
    l’immacolato manto
    steso sul mondo
    come le nevi perenni,
    il buio degli occhi
    rischiarato da una croce
    di sostegno e pianto.
     
    Dalla vetta più alta
    un baluardo ai cuori sperduti,
     
    unica arma il dolore,
     
    scavato nel tremore del giorno,
    vissuto nel pianto delle genti,
    amato nel ritorno alla vita
    dopo ogni notte straziata.
     
    Valli e pianure,
    confini di filo spinato,
    quel nome amato ha bruciato
    l’urlo dell’uomo
    in un fuoco divampante:
     
    “Karol,
    totus tuus  per sempre!”

    Dal libro “Oltre la curva del tramonto” LietoColle Editore, 2014,
    vincitrice Sezione Poesia Religiosa alla 3^ Edizione del Concorso Letterario "Città di Sant'Antonio Abate" Messina
     

  • 26 aprile 2014 alle ore 11:18
    Definizione #2

    Avere te è
    riempire le finestre che vedo.
    È il vuoto al centro
    dell'alba
    che non è d'aria ma d'acqua.
    È giocare 
    all'infanzia e
    ridere
    delle negazioni.

  • 25 aprile 2014 alle ore 20:48

    Vedo persone scontente dei rapporti che hanno. Persone lamentarsi dei compagni o delle compagne. Vedo persone non essere mai contente e pretendere sempre di più dagli altri senza mai pensare a quanto sono disposte a dare! A queste persone dico: Avete mai fermato un attimo il vostro tempo? Il vostro egocentrismo o la vostra presunzione?! Avete mai pensato a chi  sta di merda veramente, non per cose futili e non ha nessuno a cui aggrapparsi? Avete mai pensato prima di chiedere e chiedere e ancora chiedere a quante persone invece hanno dato, dato e ancora dato senza mai ricevere?! Avete mai pensato prima di non essere contenti di chi avete a fianco, a quanto invece l'altro possa dire di essere contento di voi?!  Siete certi che ciò per cui vi lagnate ogni giorno sia davvero il motivo della vostra rabbia, della vostra tristezza oppure è solo un modo per nascondere che quando le cose si hanno si vuole sempre di più senza pensare al valore delle stesse oppure senza pensare a chi davvero non ha nulla ma è comunque sereno e fiero di ciò che possiede!?

  • 25 aprile 2014 alle ore 18:06
    Non so più cantare i giorni

    Non so più cantare i giorni.

    Distratto dal silenzio

    un rampicante antico ruba la mia luce

    e la notte si lega ad ogni orario.

    Per la vastità del vuoto

    ammaina la vela anche la più piccola barca

    e le nubi intrecciano ombre

    sulla solitudine del fiume.

    Oh, quanto lontano il tempo

    in cui scrivevo lettere di fumo

    e mi baciava gli occhi l’autunno

    taciturno e grondante

    come l’albero dopo la tempesta!

    Ancora ti vedo 

    ma distante

    come dalla collina un campo

    il cielo da un naviglio.

  • 25 aprile 2014 alle ore 18:04
    Sul sentiero delle robinie

    Sulla sponda
    odore di pietre e di fiume
    voci stridenti di uccelli migranti
    annodati a nenie di foglie attorcigliate sulla corrente.
    In un’altra distanza si muovono i tuoi passi
    va con piedi sempre uguali la mia vita
    sul sentiero senza svolte delle robinie.
    Prima e dopo quell’alba lucente
    crepuscoli di rame
    e un cielo borchiato di stelle
    ad allungare la notte.

  • 25 aprile 2014 alle ore 18:01
    Questa è la mia anima

    Questa è la mia anima

    naviglio pronto a salpare

    attraccato alle rive dell’aria

    stecca di ventaglio tra pieghe di  colori

    luna assopita su ambigui profili di monti

    filo d’acqua nell’orto disseccato

    dolore che cade dal cuore e si disperde

    al modo delle foglie morte sulla strada

    spazzate via dal vento indifferente

    una dolcezza mite che abbraccia

    come una cintura di mare la costa

    scrigno di ricordi indelebili

    simili a tatuaggi sulla pelle

    scelta folle di un attimo d'amore

    date marchiate a fuoco nella mente

    lontane nel tempo e ancora dolenti 

    attesa d'una risposta che risolva.

  • 25 aprile 2014 alle ore 17:05

    Amo le persone schiette e sincere perché i classici "Pianta grane" non mi piacciono. Sono quelle persone convinte di sapere tutto e che vagano per il mondo innescando bombe e pulci nelle orecchie della gente con il solo scopo di innescare micce, discordie e rancori. Sono persone povere di animo e di intelligenza che prima o poi non solo raccoglieranno ciò che hanno seminato, ma troveranno anche chi li prende a calci in culo come meritano!

  • 25 aprile 2014 alle ore 11:56
    Capelli Al Vento

     
     
     
     
    Il mare non si agita più
    Sotto la frusta del vento
    Che ha smesso di respirare.
    Il silenzio sveglia la notte
    Stringe compagnia alla solitudine
    Che m’appartiene.
    Il giorno inesorabile avanza nel buio
    Tu sotto un insipido sole mattutino
    Capelli al vento, fuggi
    In un campo di grano
    lasciandoti alle spalle
    una lunga scia di vuoto.
    Adesso l’usignolo
    Non canta la solita serenata
    Gli uccelli cinguettano  meno
    Le rondini si sono fatte da parte
    E la mia solitudine ricca e muta
    Per colpa del destino
    Che ha portato lontano i miei sogni.
    Ora il  cuore vaga nel buio
    Verso vicoli solitari
    Alla ricerca di un nuovo furtivo padrone
    Per impedire ai miei occhi di lacrimare
    E dire quello che il cuore non osa.
    Quasi quasi morirei!
     

  • 25 aprile 2014 alle ore 11:15
    In attesa

    Notte senza luna.
    Bagliori di anime.
    Riflessi di paura
    che brulica
    tra la folla scura
    ferma, in attesa
    davanti al mare...
    Porta un bagaglio
    di un solo abbraccio,
    una lacrima, un bacio...
    Sulla bocca una preghiera,
    negli occhi speranze
    di una vita vera.
    Nel suono lieve
    della risacca
    attende Caronte...
    infame nocchiero
    della sua barca.
     

  • 24 aprile 2014 alle ore 21:07
    L'altra metà del mio cerchio

    Sentire il bisogno
    di svagarsi con le parole

    per esprimere la reale vocazione
    delle emozioni

    talvolta refrattarie e frammentate

    e creare equilibri nell'interiorità

    sfruttando stimoli inconsci
    sospinti dalla sensibilità dell'anima

    turbata dal vivere ogni giorno
    una vita in controluce

    opaca e senza sussulti

    vissuta nell'oblio della dimenticanza

    E completare così
    l'altra metà del mio cerchio

    nel rimpianto di una vita
    diluita nei sogni

    lasciandomi cullare
    dalle onde di quel piacere
    .
    cesaremoceo

  • 24 aprile 2014 alle ore 20:07
    Certi cieli

    Conosco bene il peso
    di certi cieli bassi
    neri come la pece
    dove arrancano stormi di pensieri
    che a colpi d'ala
    tracciano traiettorie
    per poi sparire nel nulla
    come miraggi.
     Ho imparato ad amare
    certi cieli,
    presagi di uragano
    sono così miei
    che senza guardarli
    posso contemplarne
    il baratro che ci divide.

  • 24 aprile 2014 alle ore 16:46
    L'incontro

    Per differenti strade procedenti
    a due strane figure accadde d'incontrarsi:
    l'una diritto andava sicuro e uguale il passo 
    convinta della meta che s'era prefissata
    per l'andatura l'altra rassomigliava il gambero
    e zigzagava spesso incerta del cammino.

    "Tranquillità dell'animo" la prima si chiamava
    ed era "Inquietudine" il nome proprio all'altra.

    Nel luogo dell'incontro stava seduto un uomo
    a cui le invisibili toccarono le mani.

    Alle creature umane da allora spesso accade 
    di ospitare dentro l'incontro delle due
    con prevalere alterno a dar la direzione:
    nel cuore l'Inquietudine ha agio e abitazione
    Tranquillità è nomade in cerca d'un suo spazio
    che solo ben vissuta la vita garantisce.

  • 24 aprile 2014 alle ore 15:21
    Il mio nome era ...

    Sono “cosa”,
    “oggetto” vecchio
    rilasciato in un cassetto
    o in un angolo in soffitta.
    Sono stato cancellato
    o mi sono cancellato
    dalla faccia terra...
    vivo solo nei ricordi
    di qualcuno o di qualcosa.
    Sono sedia traballante
    appoggiata giù in cantina
    che nessuno cerca più.
    Sono fiore ormai appassito
    che non ha più profumo.
    Il mio nome era...
    non me lo ricordo più.
     

  • 24 aprile 2014 alle ore 14:53
    Ultime settimane

    Il pensare
    che dovrà passare
    ancora qualche mese
    prima di vedere te
    il mio animo avviluppa
    il mio cuore avvinghia
    il mio intelletto offusca
    il mio io confonde come se fosse sera
    Ancora la vita sopporto
    aggrappandomi di speranza pieno
    al nostro futuro incontro
    ormai prossimo
    I miei giorni soltanto
    allieto
    ricordando
    il tuo roseo viso
    dal sol baciato.
     

  • 24 aprile 2014 alle ore 13:38

    Ogni giorno riesco a meravigliarmi delle persone, dei modi, dei toni e delle loro azioni. Riesco a meravigliarmi sempre, ogni volta  e purtroppo mai in senso positivo. Riesco a meravigliarmi del modo che hanno di usare le loro colpe e i loro errori contro gli altri. Di come siano abili a creare storie sul tuo conto e farle girare, creando attorno a  te risentimento, diffidenza e astio che non meriti. Un astio e una diffidenza che non durerà a lungo, ma ricadrà su chi l'ha "Partorita"! Mi meraviglia ancora quando li sento parlare con gli altri, vedere come riescono ad "Apparire" persone degne di rispetto, fiducia e stima quando in verità non sanno nemmeno cosa siano queste tre parole. E nel mostrare tutta la loro "Stupidità" e "Ignoranza" nel non capire che prima o poi tutto ciò che è finto, costruito e "Apparenza"  decade!  Mi meraviglia più di tutto vederli camminare fieri del loro "Sporco" modo mentre ancora seminano parole e giudizi sugli altri senza riserva ne vergogna alcuna.

  • 23 aprile 2014 alle ore 23:09

    Si dice che gli Angeli più belli siano in cielo, ma io so che non è esattamente così. Ci sono persone che hanno avuto quella rara fortuna di poterne godere ancor prima di raggiungere il cielo. Di poter avere il privilegio di incontrare uno di questi angeli qui, sulla terra. Io sono una di quelle poche persone fortunate... Quell'angelo sei tu che senza chiedere nulla non lasci la mia mano e mi permetti a me e mia figlia di restare a galla in questo mare chiamato "Mondo".

  • 23 aprile 2014 alle ore 21:40
    I fiori del conforto

    Non trovo più
    le briciole dei pensieri

    lasciate apposta per ricordare
    le primavere già trascorse

    Spazzate via dal vento dell'indifferenza

    col buio dell'inquietudine
    a oziare senza indicarmi la strada

    hanno lasciato il posto alle mille tigri
    che mi dilaniano la mente

    a distruggere le gioie del momento

    con le domande a non dimenticare
    chi mi è stato vicino nei momenti peggiori

    e con le risposte ad alimentare le speranze
    di buon conoscitore dell'animo umano

    a donare agli altri quel che desidero per me
    ricevere ciò che non posso comprare con i soldi

    e piantare in vita 
    sterminate praterie di fiori del conforto

    che abbeverati dalle vostre lacrime
    sbocceranno con la morte.
     

  • 23 aprile 2014 alle ore 18:56
    Haiku

    Le piume fiacche
    Lo zufolio dolente
    Merlo ferito

  • 23 aprile 2014 alle ore 17:45
    Senza metà

    Ridammi il cd di Jeff Buckley
    e l'Identità di Kundera
    fammi resuscitare le unghie che ho mangiato 
    e lo smalto che ho ingoiato, scolorami la gola.
    Voglio la saliva che c'era nei miei baci
    infettati da quelli che tu svendevi, e l'anima
    che dalla mia bocca schiusa
    è passata sulle tue labbra
    per precipitare, rotolando
    nei tuoi sospiri rarefatti.

    Niente più atmosfere a lume di candela.

    Mi riprendo la libertà del mio corpo
    e della mia pancia
    che non dovrà più essere schiacciata
    dal peso dei tuoi muscoli di ferro  
    nel mio ombelico
    ci faccio entrare il mondo degli altri
    lo spingo e lo incastro.
    Svuoto gli occhi sbattuti e accartocciati 
    delle meravigliose perle bianche dei tuoi denti
    sullle arcate che portano affreschi disegnati
    dal pennello della mia lingua
    passo vernice fresca.
    Ti chiedo, anche, di restituirmi
    il sorriso del duemiladue
    la bambina che era in me
    alla quale hai rubato 
    il vestito a fiori dell'allegria ed il sonno
    quando ha deciso di amarti.

    Rendimi quel regalo che si fa sempre
    e non ritorna mai: me stessa.
    Lo chiedo a te che mi hai scartata dal petto
    saccheggiata del cuore
    spedita via dalla tua vita
    come fossi un pacco:
    con un mittente e nessun destinatario.
                                                  Senza meta. 

  • 23 aprile 2014 alle ore 17:27
    Autunnale lieto

    Inutili gocce cadono sul lago
    Che nero attende immobile,
    la cinerea luna docile,
    che si bagni nelle sue acque.
    Il cuore batte forte in queste notti,
    in cui l’autunno regge la candela
    del tempo infausto, che tutto invecchia
    e, come tumore, crescono
    i ricordi, i rimpianti e i rimorsi.
    Ed il vento si desta trascinando le foglie
    E me con loro, in un turbine impietoso,
    che tutto avvolge nelle sue spire,
    e sublima i sensi nostri, che
    siamo uniti e insolubili, come pioggia e lago.
    Ci ritroviamo, come naufraghi,
    a rimirar le stelle sul cielo dei nostri corpi,
    matidi di sudore e lacrime e piacere,
    splendidi ed imperfetti, uniti.
    Io ti amo, per ciò che sei,
    una luce che conduce alla fine,
    alla perfezione dell’ Eros e del Thanatos,
    perché mi uccidi e mi dai vita, in eterno.

  • 23 aprile 2014 alle ore 17:26
    Inconclusa I

    Sei la corruzione della mia anima

    mi arrivi dentro più delle pillole,

    non so più come fare per lasciarmi

    andare via da te, dalle tue unghie nei miei fianchi!

    Mi frusti l'anima ed il corpo senza vedere

    la strada che tracci nel mio spirito gemente,

    mentre ti avvicini al mio orecchio

    e il tuo sussurro mi fa tremare dicendo:

    Sarai mio schiavo, sarai per sempre,

    perchè io sono il domani che mai vedrai!

    Risposi straziato dalla voglia di morderti

    e deliziato dalla violenza di averti:

    Sarai la mia succube, lo sarai per sempre

    poichè io sono l'apocalisse che non dominerai;

    Sarai mia amante, sarai in eterno

    poichè io sono la via che ti conduce all' inferno...

  • 23 aprile 2014 alle ore 16:39
    MAMMA ALDA

    Di vera poesia
    e immenso amore,
    di sana follia
    e lucide idee,
    Alda.
    Di collane e vesti larghe
    di foto ingiallite
    di ricordi passati,
    e amore per le tue figlie
    con gli occhi radiosi,
    Alda.
    Di sigarette e fumo intorno,
    letteratura, follia, manicomio
    e poesia di contorno,
    Alda.
    Di numeri scritti sulle pareti
    con rossetti vecchi, già usati,
    nelle camere buie
    e d'innanzi il naviglio
    come un tuo nascondiglio,
    Alda.
    Tra Milano e Taranto
    senza mai un lamento
    proseguivi la vita, il tuo amore, il tuo tormento.
    Mai hai odiato
    Alda
    magari chi avresti dovuto,
    ma di poesia in poesia lo lasciasti muto.
    Di tenere parole e voce lieve
    sul tuo letto sdraiata
    sorrisi invecchiati, di follia e vera fede,
    fede per l'arte in ogni sua forma
    di sigaretta e fumo intorno.
    Di poesia e letteratura,
    del tuo amore
    Alda
    hai riempito un mondo.

  • 23 aprile 2014 alle ore 15:13
    Patrimonio genetico

    Sto qua in punta di piedi quasi in silenzio

    con i pensieri impegnati dal destino
    a affievolire la luce maligna

    che sprigiona lo sguardo stanco
    di combattere sconfiggere

    e ritrovare ancora
    mille piaghe gravate da egoismi

    E accarezzare quel dolore
    con immenso paziente amore

    nei viaggi che compie la memoria

    ad annullarsi con disarmante onestà
    e compiacente sincerità

    ritrovandomi aquila con le ali spezzate

    la cui sorte impedisce di volare
    e guardare dall'alto

    i contrasti aspri e violenti
    che la vita mi pone davanti

    accettati e subiti
    con la falsa remissività

    imposta dalla saggezza acquisita
    da anni di bufere nell'anima

    inframezzate da rari squarci di luce
    .
    cesaremoceo
     

  • 23 aprile 2014 alle ore 15:03

    Sono rinata dalle "Tombe" più profonde dell'anima. E oggi la mia vita ha acquistato un privilegio e un valore che prima io stessa non gli davo! Voglio prendermi cura di me, del mio cuore e della mia persona perché questo è ciò che merito. Ed è per questo che per starmi vicino e camminare al mio fianco, prendere per mano la mia vita e ascoltare i miei dolori e le mie gioie si deve conquistare un posto importante e meritevole.

  • 23 aprile 2014 alle ore 13:48

    L'amicizia dura per sempre se è vera. I rapporti prendono delle pause quando attraversati dall'invidia e la cattiveria di altri, ma tornano sempre laddove hanno trovato e lasciato qualcosa. L'amicizia quando è vera e nell'onestà ha vissuto non conosce la parola "Fine" perché sa cosa porta dentro di se. Nel bene o nel male laddove esiste non teme confronto, attraversa tempeste e grandine di bugie e colpi bassi. Lei vera e forte è pronta ad incassarli tutti e non permetterà mai a nessuno di metterla KO!