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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 23 luglio 2014 alle ore 9:33
    Il Figlio Della Natura

     
     
     
    Vorrei essere figlio del sole
    Per regalare tanto calore
     
    Vorrei essere figlio delle stelle
    Per far brillare la terra
     
    Vorrei essere figlio della luna
    Per far sognare ognuno di noi
     
    Vorrei essere figlio dell’aurora
    Per regalare a tutti l’amore
     
    Vorrei essere figlio del tramonto
    Per far sognare a tutto il mondo
     
    Vorrei essere figlio delle montagne
    Per far baciare terra e paradiso
     
    Vorrei essere figlio del mare
    Per annegare tutto il male
     
    Vorrei essere figlio del vento
    Per spazzare  ogni tormento
     
    Ma sono figlio del mondo
    E non posso cambiare il mondo.
     

  • 23 luglio 2014 alle ore 2:37

    Viviamo in un mondo dove le madri uccidono i figli, i mariti le loro mogli, i preti violentano i bambini. Dove questo paese non ci appartiene più, dove siamo schiavi a casa nostra... E poi?!Ancora ci stupiamo quando qualcuno finge, gioca con i nostri sentimenti e ci delude... Non c'è più niente ormai di cui dobbiamo stupirci.

  • 23 luglio 2014 alle ore 2:37

    Tutto è importante nella vita:I ricordi, le delusioni, le vittorie e i traguardi. Tutto è necessario, ma niente è indispensabile: Le lotte, le discussioni e le conquiste.
    Tutto si può avere, ma non tutto si può comprare: L'amore, il rispetto, la stima e l'amicizia. Tutto ha un suo senso, ma non tutto è come sembra: le persone, le parole,gli atteggiamenti e gli interessi!

  • 22 luglio 2014 alle ore 20:59
    Felicità

    Dopo l’estate
    mi verrai a trovare
    mi verrai a vedere
    mi verrai a incontrare
    per poco potrai restare
    dopo poco dovrai tornare
    Quei giorni sarai felice
    quei giorni sarai raggiante
    quei giorni sarai splendente
    ancora potrai me abbracciare
    ancora potrai me salutare
    ancora potrai me baciare
    Anch’io sarò gioioso
    anch’io sarò gaio
    anch’io sarò lieto
    ancora potrò con te parlare
    ancora potrò con te conversare
    ancora potrò con te discorrere
    Anch’io sarò giocondo
    anch’io sarò contento
    anch’io sarò allegro
    ancora con te potrò rivivere
    ancora con te potrò rinascere
    ancora con te potrò risorgere
    In autunno
    ti aspetto
    ti attendo
    ti desidero
    io amico
    io compagno.
     
     

  • 22 luglio 2014 alle ore 19:54
    Ore dodici

    Tempo che dolsi
    tempo che non colsi.
    Tempo sprecato,
    ammanettato,
    amato,
    disciolto
    in sogni infranti 
    sul selciato
    e finalmente
    di sospiri tirati
    liberato
    ricalcolando
    i punti della rotta,
    stavolta giusta
    e cavalcata a botta. 

  • 22 luglio 2014 alle ore 16:25
    Il veliero della solidarietà

    Solo, su una piccola barca in mezzo al mare,
    osservi la riva poco distante
    e ti metti a pensare.
    Pensi che la vita con i suoi colpi di scena
    dispensi ora raggi dorati,
    ora ombre cupe
    da cui non ti separi se non a gran fatica.
    Ma tu confidi nel fatto che
    altri uomini vivono il tuo destino
    e che in loro troverai sempre un sostegno,
    che il mare sia in tempesta
    o che sia fermo.
    Ricorda, però: la solidarietà
    non è un dato scontato
    ma un valore aggiunto.
    Un comune sentire, un comune soffrire,
    e solo in pochi lo ricevono in dono.
    È il sentimento che fa del cuore
    cera stillante
    alla schiusa delle uova di una Caretta
    sulla spiaggia di Lampedusa,
    e che ti gela il respiro quando lo stesso lido
    da culla si tramuta in bara
    per l'ultimo viaggio
    di chi, a bordo di una carretta,
    sognava l'approdo su terra
    e si è involato
    in cielo.
    Sul veliero chiamato solidarietà
    sono in pochi a salire.
    Eppure il posto c'è, quello non manca.
    Come non manca il vento.
    La bocca di Eolo soffia una forza
    che trascinerebbe il mezzo all'altro capo del globo.
    È la volontà la grande assente,
    soffocata da implacabili moti di egoismo.
    Basterebbe poco per veleggiare
    di mare in mare
    e portar conforto a quanti
    come te,
    ma ad altre latitudini,
    sostando su una barca
    poco distante dalla riva
    si mettono a pensare
    ai "fratelli"e a quello che li unisce,
    non che li separa:
    il comune destino di navigatore.
    In cerca di un faro,
    in cerca di una mano.
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

  • 22 luglio 2014 alle ore 15:57
    Ricordando Edgar Lee Masters

     
    Qui in un vecchio cimitero di campagna
    abbandonato dove par  assente la pietas
    che ai morti porta un amorevol  sguardo
    qui dove  regnan solo rovi sterpi ed erbe
    quattro tombe vedi e sassi a far lor ricordo
    con scure  lapidi dal tempo nemico fessurate
    niente si legge  fuor che ad un occhio attento
    su una questa consunta giallo scolorita scritta
     il  resto eroso cancellato :… a sedici anni morta !
    Io cara fanciulla dal nome  sconosciuto
    di te tanto più di te  vorrei sì altro  sapere
    oltre l’attimo di tempo breve cui la vita un dì
    poi  spenta un tempo ti sorrise.. muta la risposta
    tua anche se il vento che l’erbe muove sembra
    con dolce sospirare dire: non turbar forestiero
    il sonno mio e di quanti mi stanno qui vicini,
    perché il voler saper?  Sol morti e muti siamo
    e quindi il tuo  saper  sia solo questo:  taccio
    rimuovo rovi sterpi e sassi, quattro di campo
    fiori sulla riva di un vicin fosso la man mia
    poi coglie e con amor in silenzio tremando lì  depone.
     
     
     
     

  • 22 luglio 2014 alle ore 15:46
    Asmodeo

    Sono il padre dell'ira,
    generatore del fuoco e del dolore.
    Sono colui che porte la rabbia,
    che muove la mano prima che
    la mente possa placare il
    cieco furore incondizionato.
    Sono il rosso ardore che portò
    l'umana progenie a tramutare
    falci in spade, aratri in asce,
    da alzare contro il fratello.
    Sono il marchio dell'istinto,
    il laccio della nera bestia,
    vivo nell'occhio dell'assassino,
    nel campo di battaglia saturo.
    Sono l'antico fuoco di distruzione,
    non mi rinnegare perchè anche grazie 
    a me l'intelletto brilla e sopravvive,
    eppure anche grazie a me tu sei ancora vivo!

  • 22 luglio 2014 alle ore 15:43
    Alle 3:33

    Notte fonda, ed io
    attendo, fermo nel mio
    giaciglio, il buio mi avvolge
    ma gli occhi non cedono
    al peso delle arti di Morfeo.
    Il corpo è pur si macroscopicamente
    fermo, ma io lo sento che trema
    percorso e percosso da violente fitte
    di rabbia e di rancore, che salgono
    dal basso su, rapide come fiamme
    e implacabili come mastini, fino al cervello.
    Per quanto ti ami, mio dolce amico,
    questo corpo non sarà tua lieta
    dimora fintanto che non sarò calmo.
    Di già fuori la notte inizia
    a cedere il passoal giorno,
    s’è fatta ora di alzarsi,
    s’è fatta ora di aprire gli occhi.

  • 22 luglio 2014 alle ore 15:16
    Il buio

    S'impossessa del male
    come una tigre inferocita
    addentrandosi
    nella foresta soffocante
    di carnefici rubini
    avvolti in un tetro abbaglio
    che distoglie prede
    buttandole nel sacco
    chiudendolo stretto
    con un passo deciso
    senza far respirar
    il vuoto svuotato
    che lentamente nell'abisso
    sprofonda

  • 22 luglio 2014 alle ore 11:51
    Ciao fratello!

    Assorto
    nei miei pensieri
    attraverso
    lento nei passi 
    la piazza indorata dal sole
    Inatteso
    il saluto di un uomo,
    la voce straniera.
    Volgo lo sguardo al suo viso,
    il sorriso di attesa...
    Ciao fratello!

     

     

  • 22 luglio 2014 alle ore 11:25
    Che dire delle vibrazioni

    Che dire delle vibrazioni
    che mi ritmano
    il cuore
    con simmetrica armonia
    quando solo
    io ti guardo?
    Vorrei,
    sì vorrei,
    accarezzare,
    allora
    i tuoi pensieri
    rivolti a me
    che rendono
    l’animo mio
    sublime e speranzoso.

  • 22 luglio 2014 alle ore 10:19
    La Preghiera

     
     
     
    Solitario
    Lungo un sentiero
    Che porta nel nulla
    Con passi stanchi
    Respiro suoni e pensieri
    Che urtano fra di loro…
    Come nuvole nel cielo.
    Stanco e sudato arranco
    Sotto un sole tropicale
    Attraverso piane e valli
    E ruscelli di campagna
    In piacevole compagnia
    Della mia sola ombra.
    Passo dopo passo m'inchino
    Ai piedi di un tramonto
    Per pregare il Buon Dio
    Che mi dona pace e serenità.
    Il buio oscura la mia ombra
    Accende in me una nuova luce
    E nel nuovo giorno che nasce
    Rinasce anche la speranza
    Che alimenta il nuovo futuro
    Della vita che mi circonda.
     

  • 22 luglio 2014 alle ore 9:54
    Il Fiume

     
     
     
    Il fiume scorre lento
    Scivolando sul suo letto
    Disegna un lungo serpente.
    Cammina diritto
    Gira a destra, a sinistra
    Corre verso il mare.
    Si diverte a giocare
    Si diverte a burlare
    Saluta il pescatore
    Rallegra il contadino
    Mentre io seduto
    Registro la sua musica.
    Gli regalo i miei pensieri
    Gli regalo i miei amori
    E con gioia crudele
    Se li trascina per affogarli
    Nel profondo del mare. 
     

  • 22 luglio 2014 alle ore 0:02
    Pugni nello stomaco

    Con i giorni dell'avventura ormai trascorsi

    continuo a vivere in una determinazione
    che m'inquieta

    e col cervello divenuto troppo piccolo
    per cogliere ancora i retroscena della vita

    E cerco in tutti i modi disperatamente
    di non essere appariscente

    godendo solo di circostanze
    che mi promuovono sul campo 

    a sfociare in ironie da contagio

    per il benessere del mio Ego

    diventato vecchio e trasandato

    e l'umana voglia
    di focalizzarmi su cose diverse

    sopportando le alterazioni della coscienza

    nel consequente scollamento
    tra la realtà che mi circonda
    e le mie fantasie immaginarie
    .
    cesaremoceo(c)

  • 21 luglio 2014 alle ore 19:37
    L'ultima vela

    L’ultima vela
    Scompare all’orizzonte 
    Tra il canto dei gabbiani
    E il mormorio delle onde
    E pare che si confonda
    Con il cielo e con il mare.

    Seduto sulla riva
    Osservo il mio passato andar via
    E piango il mio futuro
    Il cielo ormai è grigio
    Il sole ha abbandonato il mio cuore
    E va in cerca di sé stesso

  • 21 luglio 2014 alle ore 17:25
    La Morte Non E' Una Finzione

     
     
     
    Ieri ho scritto
    La vita è una finzione
    Oggi scrivo
    La morte è una realtà
     
    All’infuori della morte
    Gli eventi sono una finzione
     
    Il futuro
    Le speranze
    I sogni
    I ricordi
    I propositi
     
    Il presente è realtà
    Ma dura solo un attimo
    L’attimo prima è futuro
    L’attimo dopo è passato
     
    La morte invece
    È una  realtà.
     

  • 21 luglio 2014 alle ore 17:24
    La Morte

     
     
     
    Una bella Signora
    Che viaggia in abito da sera
     
    Veste di neve se desiderata
    Veste di nero se ripudiata
     
    Arriva per tutti
    Senza preavviso
     
    Si fa desiderare
    Non si fa rifiutare
     
    Rapisce i giovani
    Piglia per mano i vecchi
     
    Ferma i cuori di tutti
     
    Ricchi
    Poveri
     
    Buoni
    Cattivi
     
    Arriva all’improvviso
     
    In punta di piedi
    Con tanto rumore
     
    Ferisce
    Guarisce
     
    Quasi sempre un regalo
     
    È crudele
    È santa
     
    Nessuno può salvarsi.
     

  • 21 luglio 2014 alle ore 14:06

    Nella vita puoi vantarti di milioni di cose, puoi sfruttare mille situazioni e persone. Puoi scegliere di stare dove ti conviene o dave semplicemente ti va di stare. Questo conta poco... ma se mentre lo fai scegli di sputare o deridere ciò che avevi ieri, di dimenticare chi c'è stato, di ridere di persone che hanno avuto un ruolo importantissimo nella tua vita... Allora hai poco da vantarti. L'unica cosa che puoi vantare è di essere una persona opportunista, che in modo squallido usa quando le fa comodo e dimentica e lascia da parte quando non serve. vanti di non avere sensibilità e tatto nell'affrontare determinate situazioni, di non saper gestire rapporti importanti come l'amicizia e di non meritare alcun rispetto . Soprattutto vanti il diritto di essere una persona che merita di essere mandata a "Fanculo" nel momento in cui ha bisogno e si ricorda che esisto ... E io vanto del dovere di ricordarti che le persone non si usano ne si deridono. L'opportunismo è un'arma a doppio taglio... Oggi mi usi e poi mi getti.... Oggi capisco domani non esisti più!

  • 21 luglio 2014 alle ore 11:35
    La risposta

    Non amarti
    mi chiedo se sia possibile
    L'anima non fa harakiri!

  • 21 luglio 2014 alle ore 10:25
    Il Vento

     
     
     
    Alito del mio cuore
    Forte respiro
    Soffia
    Spazza via i grigi
    Disegni del cielo
    Placa la tua ira
    Fai ritornare il sereno
    Fai spuntare il sole
    Per riscaldare i cuori gelidi
    Disegna nel cielo il tuo arco
    Celati nel misterioso tramonto
    Respira la luna
    La marea di lucciole
    Per farla brillare con essa
    Apri il magico mantello stellato
    Oscura i mille pensieri dell'uomo
    E regalagli la dovuta
    E sospirata serenità.
     

  • 20 luglio 2014 alle ore 23:33
    pensieri in corsa

    per non perdere di vista e cogliere quel frammento di verità che noi siamo
     non occorre rallentare o andar lontano
    basta guardare appena oltre il cemento, 
    sotto le zolle di terra
    perchè è lì che affonda le sue radici
    un frammento di verità

    un frammento di verità,
    noi siamo salvi e siamo vivi e del tutto compresi in poche semplici cose,
    una lacrima e un sorriso
    e aspettar la sera con chi amiamo 

    non abbiamo nulla da temere
    perchè questa consapevolezza ci prenderà per mano,
     mentre noi corriamo e corriamo,
    e ci salverà
    ancora e per sempre
    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/07/pensieri-in-corsa.html

  • 20 luglio 2014 alle ore 21:52

    Se un amore lascia il segno dentro al cuore, difficile pensare che quel segno possa scomparire. Certo... Esso si allevia, si cicatrizza e sarà il marchio indelebile di un'esperienza in più. però c'è chi dice anche che a volte nella vita si può incontrare quel qualcuno capace di cancellare definitivamente, ferite, vuoti e lacrime.

  • 20 luglio 2014 alle ore 21:48
    Domenica di sole

    E' domenica
    e c'è il sole
    che mi riscalda
    e mi fa coccole

    Il blu del cielo
    mi rende gioia
    tutto è bello
    niente è noia

     

  • 20 luglio 2014 alle ore 21:08

    Prima di parlare degli altri serve un attento esame di coscienza. Prima di dire che siamo innocenti tra tanti peccatori serve esserne certi. E credetemi... Mai nessuno è santo o completamente innocente. Quindi prima di parlare, giudicare e puntare il dito contro qualcuno...GUARDATEVI DENTRO!