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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 13 gennaio 2015 alle ore 9:15
    Buongiorno a modo mio!

    Siamo su questa terra
    Per amare...
    E se ci fossimo dimenticati
    Di farlo,
    Se non avessimo avuto
    Tempo
    Per farlo,
    Non è mai troppo
    Tardi!
    L'amore è quel sentimento
    Che nasce e muore
    Ogni volta che noi
    Lasciamo che sia
    Il nostro cuore
    A decidere!
    Io ho amato sempre
    E non ho mai smesso
    Di farlo,
    Amo anche quest'alba
    Che mi regala
    Un nuovo giorno,
    Amo questa vita
    Che mi dona emozioni in ogni istante,
    Amo chi entra nella mia vita,
    Qualsiasi sia il suo ruolo,
    Amo anche te amico
    Che mi porgi la mano!
    Amo dirti buongiorno
    Così a modo mio!

  • 13 gennaio 2015 alle ore 9:14
    Il tuo bellissimo sorriso! (A le Thuy Ai)

    I tuoi occhi
    che brillano
    sono stelle
    nella notte!
    Sei l'artista della vita,
    l 'artista dell'amore,
    sei tu stessa un dipinto,
    perché variopinto
    e' il tuo cuore,
    forgiato dalle lacrime e dal dolore.
    E sono sempre più belli
    I tuoi occhi...
    ancora più radioso
    Il tuo viso...
    Sei un fiore nato
    Nella roccia...
    In mezzo a tanta gente,
    brillera' sempre più degli altri il tuo bellissimo sorriso!
    Le Thuy Ai

  • 12 gennaio 2015 alle ore 23:13
    La febbre

    Quando ti tocca ti tocca
    come diceva il buon Tonio
    dell'immortale romanzo
    con una storia d'amore
    dentro degli anni di peste.

    Oggi è cosa più semplice
    si sa che non c'entran le stelle
    da don Ferrante imprecate
    e ci son farmaci buoni
    dai morbi a guarir quasi tutti.

    Resta la noia della febbre
    l'arsura e il girare di testa
    la lucidità che vien meno
    il fatto di doversi arrendere
    al male e a curare che cessi.

  • 12 gennaio 2015 alle ore 21:43
    Ad una trapezzista

    E stai li, ti tieni al trapezio
    e dondoli lenta, prima di volare.
    Quanta grazia nei tuoi movimenti
    e come si tendono i tui tendini d’acciaio.
    Scattanti le tue dita si appigliano alla
    barra nuova dopo un vorticoso salto.
    Vortici di luce dal tuo costume escono,
    Nina, mentre io ti guardo volare li,
    dove io non oso nemmeno con la mente,
    invece tu domini senza cavi di sicurezza.
    Mia cara amica, tue sono le stelle della
    notte, tuo è il canto del vento questa sera,
    perché tu sei come loro, sei libera e
    brilli, nel tendone come nei miei occhi.

  • 12 gennaio 2015 alle ore 21:42
    Senza titolo VIII

    Se solo potessi amarti, stanotte,
    una volta per ogni tuo ricciolo biondo.
    Se solo potessi stringerti, adesso,
    come stringo un patto arcano.
    Se solo potessi assaggiarti, ora,
    la piccola dolce malia del tuo sesso.
    Se solo potessi averti, subito,
    e soddisfare la mia sete di te.

  • 11 gennaio 2015 alle ore 23:34
    Il mio "Albicocco biondo" non è più...

    Il mio albicocco biondo non è più…
    Ne hanno fatto legna per il fuoco.
    Non sarà più la casa dell'allodola
    o del fringuello o dell'usignolo.
    Ne sarà di aiuto a me viandante
    che a fatica salgo per la china
    e prima di rientrare alla magione
    m'inebrio al fresco dell'ombra generosa.
    Tronco slanciato e fronde rigogliose
    paradisiaca oasi per il corpo
    mentre la mente rimugina e si illumina.
     

  • 11 gennaio 2015 alle ore 21:41
    giorno di festa

    pagina bianca
    pensieri in testa
    cuore che arranca
    giorno di festa
    eppure 
    non si vede il sole
    eppure 
    mancano le parole

    io sono qui
    postazione scomoda
    ascolto il dì
    e sulle note dell'anima
    canto il mio quotidiano non so
    e provo a riparare il cammino
    chiudendo buchi con terra che non ho

    io sono qui
    a mani vuote
    cammino in salita verso nuove mete
    è tempo di andare dove non so
    riprendo il cammino e svanisco  tra la zolle di argilla azzurra
    antico mare di pace a cui appartengo
    e vado in silenzio
    sono un vagabondo
    mancan le parole
    cammino e con i miei passi rispondo
    al canto di gioia e di dolore
     di queste dimenticate periferie del mondo

    Marco Bo 
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2015/01/giorno-di-festa.html

  • 11 gennaio 2015 alle ore 17:46
    La libertà

    Destini vinti
    da mordenti spirali
    di morte e vendetta.

    Il vivere, mestamente avanza
    come soldato spento,
    tra una barricata e un’altra,
    scorgendo paesaggi siberiani…

    Sguardi persi,
    cuori in subbuglio,
    menti vaganti, confuse.

    Oscurante oblio,
    dilagante tensione,
    senso di impotenza…

    La domanda torna,
    come plumbea nube carica di pioggia…

    Tarderà un altro Plutone
    a scegliere la sua Proserpina?

    Divelto sarà il vessillo delle libertà,
    o alta sventolerà la bandiera
    piantata a suggellar la vittoria
    non di uno, non di mille,
    ma dell’umana civiltà intera?

    Come il padre de Il cinque maggio scrisse,
    ai posteri l’ardua sentenza!

    Nell’attesa, il campo di battaglia
    è la piazza, che mille voci sente
    per dare fiato all’eloquente silenzio dei morti,
    all’ombra dell’Arco di Trionfo, come altrove.

  • 11 gennaio 2015 alle ore 12:34
    Collega-Menti

    Persone che ritrovi,
    persone che non trovi,
    ricerchi
    colleghi.
    Costruisco relazioni
    con piccoli colorati mattoni
    col-Lego.
    L’ego, l’io-tu,
    lì alter ego,
    retail ego:
    vendita al dettaglio.
    Il prodotto si adegua
    al consumatore.
    Offri numerose varianti,
    mille eghi, mille aghi.
    Mille fili per cucire,
    per creare nuovi feeling.
    Per congiungere in rete,
    link 
    che portano ad altre pagine,
    l’ink 
    per scriverci parole.
    Parole di vita, racconti di storie.
    Menti che si connettono
    anche se non c’è campo.

    (M. B. 11/01/2015)

  • 11 gennaio 2015 alle ore 12:25
    Poesie per sognare

    Scrivo poesie
    per non smettere mai di sognare.

    Scrivo poesie
    perché il mondo ha bisogno di sentirle.

    Ha bisogno di carezze,
    non di pianti.

    Di questo abbiam bisogno
    tutti quanti.

  • 11 gennaio 2015 alle ore 12:09
    Silenzio

    Il silenzio
    è poesia essenza musicale
    ampiezza d'amore melodiosa

    espressione formale d'ardui pensieri
    luoghi ambienti e tempi e spazi

    è manifesto scavato il rincorrersi liberi
    allineo i pensieri vetro dell'anima.

     

  • 11 gennaio 2015 alle ore 11:16
    Camminare

     
     
     
     
     
     
     
    Animo cagionevole
    Nel cuore una cagnara
    Di desideri legittimi
    Per mutare il destino
     
    La vita mi consiglia
    Di conservare
    Il meglio
    Nel mio cuore.
     
    Povera infanzia
    Povera gioventù
    Povero cammino
    Se non ci fossi Tu
     
    Che doni
    Doni
    E ancora doni
    Senza chiedere mai.
     

     

  • 10 gennaio 2015 alle ore 21:07
    Cerchiobottismi

    Nell'impermeabilità
    dei contrappassi della vita

    che affanna e consola

    guadagnarsi il futuro
    ripercorrendo il passato

    sfuggendo ruggini di antiche sfide

    ancora intrise
    del risentimento dell'ingiustizia

    barlumi di sentimenti

    inseguiti come fossero chimere
    nelle dimensioni temporali di questo mondo

    dimentico d'onestà e splendori

    Rombi d'epoche di epopea
    a esorcizzare devianti dolori

    e tappare falle di vite sfuggite di mano

    esercitando tutto il fascino di anguillare
    tra i meandri di logiche amiche

    buone solo a raccontare la storia
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 10 gennaio 2015 alle ore 18:13
    Rami di salice

    Siamo, l' un l' altro
    come rami di salice
    in alterna armonia
    nell' intreccio cosmico
    degli spazi vitali

     

     

  • 10 gennaio 2015 alle ore 16:20
    Web

    Foglio che accoglie 
    strali di vite arroccate
    in pagine
    di vite grame inventate
    È un velo di quadri 
    verdi illuminati
    a blandire di vita
    fantasmi nell’ ombra morenti
    E rendere vive e arrabbiate
    pallide anime 
    di reale mascherate.

    da Dissolvenze ed, 2014

  • 10 gennaio 2015 alle ore 11:27
    Ciao, grande voce

    D'un colpo sei volata via,
    voce soave
    che hai saputo prestar parola
    alla città in cui Virgilio,
    sommo cantore in versi,
    trova riposo.
    Il firmamento dei poeti in note
    brilla adesso di un nuovo astro
    asceso dalle ardenti falde del Vesuvio
    al divampante Elio…
    da te disperatamente cercato.

    Il mio personale saluto a Pino Daniele
     
     

  • 10 gennaio 2015 alle ore 0:10
    La prima neve dicembrina

    Scendeva fitta
    senza rumore
    la prima neve
    dicembrina.

    Fiocchi veloci
    si rincorrevano
    si superavano
    e poi cadevano...

    Seguivo i fiocchi
    da dietro il vetro
    di una finestra
    con le tendine.

    In casa l’albero
    e il presepe
    magie d’incanti...

    riflessi di stelle
    negli occhi ridenti
    di noi bambini.

  • 09 gennaio 2015 alle ore 21:29
    I libri non mi bastano come scala per il cielo

    E rimango immobile in quest'oggi
    consequenza di lunghi sonni e d'oblio

    Lacrime silenziosamente mute
    scendono inermi

    facendosi strada fra le rughe

    sempre pronte a concimare il cuore
    e allietare i sentimenti

    Ma mi sento un'anima senza luce

    seppur salvata dai muri del dolore
    crollatimi addosso

    recinti costruiti dai sogni
    di una gioventù che ormai non c'è più

    Illusioni cercate

    volute

    figlie di un sole onesto

    delle sue albe e dei suoi tramonti 

    infettato dai gelidi venti dell'afflizione

    complici di compromessi e svolte
     
    a fischiare ancora la mia vergogna 
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati

  • 09 gennaio 2015 alle ore 16:48
    Il nuovo anno

    Che bussi alle porte
    un anno ridente,
    di laute conquiste
    e piccole disfatte

    Le ali si spieghino
    dei sogni più audaci

    I cuori si gonfino
    di gioie inattese

    I cancelli si schiudano
    di ambiti eldoradi

    Tappeti di fiori
    costeggino il cammino
    per colorare
    odorosi sentieri di pace.

     

  • 09 gennaio 2015 alle ore 15:38
    L'Aurora della mia contea

    Do you dream of a journey
    taking you back to your home?
    Ritornare alla propria terra
    una contea tra le colline
    in una notte 
    di brezza estiva
    Questa notte
    io incrocio la mia anima
    tra le cime di quel volto
    un volto timido
    che nasconde la tua retina
    afferrata dall'Eterno
    quella cara Beltà
    che mi accarezza gli occhi
    e la mia anima ridesta
    eccola:
    io la vedo prendere la strada
    per quella Contea miniata
    dove il Tutto è qui
    e dove di quella stella ora
    finalmente posso 
    abbracciarne il Vero
    una nota di pianoforte
    che copre
    quel paio di miliardi di anni luce
    perché tu sei 
    per me
    come l'orlo
    di un bicchiere
    che finalmente si è riempito
    perché tu sei
    per me
    come il respiro in mezzo ai campi 
    della mia contea
    dove di quel vecchio scalzo
    Vero uomo
    che tanto sa di vita
    e così poco di una vaga idea
    riscopri ancora
    quel Filo dorato
    intessuto con l'Aurora
    che a volte si nasconde
    ma resiste 
    lui resiste alle tempeste
    più impetuose
    perché l'Aurora
    non si abbatte coi kalashnikov
    perché l'Aurora
    è come il sorriso di Dio
    è l'Invincibile, l'Indomabile
    nel cuore dell'uomo
    che ritorna di nuovo a casa
    dopo un sofferto esilio involontario
    L'Umano
    è il sindaco
    della mia contea;
    dove persino
    quelle facce stanche
    di amanti disperati
    ritrovan senso
    in una domanda
    urlata al cielo
    domanda che resiste
    alle profondità del buio
    per essere Compagni
    sempre
    tra lo stupore e la meraviglia
    di un uomo capace
    di generare il Bello
    di avvicinare l'Armonico
    di accostarsi senza bruciare
    ai margini del cammino
    dell'Amore
    dove altri uomini
    indicheranno lì con me
    "Ecco la Città
    tra le sue mura d'oro
    la città che cinge i venti
    lassù in cima alla collina"
    Né con la mente
    né nell'apice
    del mio talento
    io salirò i sentieri
    per il mio viaggio sul veliero
    ma chinerò il mio capo
    e per la prima volta forse
    scoprirò un altro uomo per la via
    non più un distaccato
    ma per sempre Pellegrino
    un Uomo Amico.

  • 09 gennaio 2015 alle ore 11:06
    Speranze Implorate

     
     
     
    Allo spuntare del sole
    Di un’alba infuocata
    Il profumo dell’aria
     
    Fa navigare l’universo 
    Per capire dal passato 
    E migliorare il futuro
     
    Nella magia del pianeta
    Dell’immenso orizzonte
    Alla ricerca dell’attimo 
     
    Vagare nel mistero
    Nei riflessi delle stelle
    Per elevarsi nella sera.
     
    È l’amara illusione
    Di speranze pretese
    Al vivere l’insieme

    Una fuga nel vuoto
    In attimi di eterno
    La sperata armonia.
     

     

  • 09 gennaio 2015 alle ore 1:24

    Si voltano le pagine del libro della vita. Si voltano e si scrivono cose nuove. Si evita di rileggere a volte quelle dolorose e brutte, ma non si possono cancellare. La vita conosce solo il senso in "Avanti" e non ci da mai la possibilità di tornare indietro. Sono pochi i casi in cui si può tornare sui propri passi e correggere il percorso, ma la cosa certa è che il tempo non cancella comunque le strade "Sbagliate"!

  • 08 gennaio 2015 alle ore 23:48

    Sono roccia che non si sgretola di fronte a chi non conosce la giusta strada per conquistarmi, ma divento paglia che arde nel fuoco di un amore senza limiti di fronte a chi sa spalancare le porte della mia anima, varcare le soglie della mia mente e sedersi comodamente nel mio cuore.

  • 08 gennaio 2015 alle ore 23:04

    Amo quelle persone che non sanno essere quello che il mondo e le mode impongono. Amo quelle persone che pur venendo giudicate e criticate continuano a puntare verso il loro obbiettivo. Non conoscono i "Se" e nemmeno i "Ma"... Loro conoscono solo la "Volontà" di arrivare.

  • 08 gennaio 2015 alle ore 21:57
    Depravazioni

    Pensieri confusi a accendersi 
    nel groviglio di moralità asfissianti
    che invitano ad assistere
    a rappresentazioni esagerate
    di pragmatiche autostime
    Vizi elevati alla stregua di virtù
    a tenere alte adrenaliniche emozioni
    e essere riveriti come sommi piaceri
    capaci di stimolare i sensi
    e alterare percezioni eccitanti
    e mugolii d'umiliazioni
    E conservare sorrisi maliziosi
    legati a succulente visioni
    di occhi allenati a guardare
    verso luminosi orizzonti 
    intenzionalmente privati d'ipocrisie
    .
    cesaremoceo
    diritti riservati