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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 30 luglio 2014 alle ore 18:28
    Pietre al cielo

    Giochi d'amore
    Tra anime sconosciute
    Passione inenarrabile
    Da fare male
    Intanto la vita scorre
    Su pieghe disperate
    Realtà che non difende
    Pietre al cielo
    All'oscuro
    Di te
    Della tua voce
    Di tutto il resto

  • 30 luglio 2014 alle ore 18:01
    Poche cose

    Poche cose
    Pochi attimi
    Spiriti inquieti
    Occhi di fuoco
    Su olivastri velluti di pelle
    Freschezza d'animo
    Voglia di vivere
    Nel pieno dell'attimo
    Riottoso e sensibile
    Anima sveglia
    In cerca di stimoli
    Grida di un cuore 
    Che vuole esplodere

  • 30 luglio 2014 alle ore 17:58
    L'ebbrezza

    Uomini appesi
    A gelidi aghi di cilicio
    Donne fertili come le terre bagnate
    Diluvi di lacrime
    Trascorsi innumerevoli
    Giorni aridi di deserto
    Figli lanciati al proprio destino
    Fiori grigi e secchi
    In un mattino d'autunno
    Occhi curiosi 
    Intenti a scorgere
    Luce dalla nebbia
    Mondi nascosti e impenetrabili
    Un colpo di fiato
    L'ebbrezza

  • 30 luglio 2014 alle ore 17:53
    Eternità

    Treni di desideri
    Carni misericordiose
    Capaci di tutto
    Gioie fugaci
    Come il tempo per l'uomo
    Alla ricerca di eternità
    Eterna è la bellezza
    Eterna è la casualità
    (Il caso che ci ha fatto incontrare)

  • 30 luglio 2014 alle ore 17:50
    Giù le maschere

    Presto un giorno le maschere cadranno
    Solo i palmi delle mani resteranno
    A cercare di coprirsi
    Ove prevalesse ancora
    La paura di mostrare
    Dei propri occhi
    La natura

  • 30 luglio 2014 alle ore 10:40
    La Vita

     
     
     
    Mai si apprezza ciò che si ha
    L’avidità di ricchezza
    Il desiderio di salute
    Regnano sovrane
     
    Nel quotidiano
    Si rubano amori
    Si arreca dolore
    E si riceve il male
     
    L’esteriorità per l’effimero
    Chiude i cuori alla riflessione
     
    Si fanno promesse
    Il peccato segue 
    La preghiera
    Dov’è il Divino?
     
    È la fine?
     

  • 30 luglio 2014 alle ore 10:38
    Nuvola Bigia

     
     
     
    Navigo sulle ali
    Di una nuvola bigia
    Nel cielo dondolo
    Come una barca
    In balia delle onde
    Macchiate di sole
     
    L’arcobaleno
    Mi rassicura
    E mi fa sognare
    Sotto le stelle
    E tra le lanterne
    Colorate di luna
     
    L’incantesimo
    Mi rapisce, e
    Mi consegna
    Alla notte per farmi
    Dormire e sognare
    Amori antichi e futuri.
     

  • 30 luglio 2014 alle ore 9:36
    Nel campo dei ricordi

    Quanto di buono come di cattivo
    fatto nel tempo del viver nostro
    qual opere gesta incontri scontri
    discussioni studio lavoro ed ozio
    giace lì nel campo dei ricordi
    sepolto negli anni a noi sta il
    tutto a luce riportare il terren
    smuovendo arando dissodando
    sol che la paura spesso frena
    questo qui sotto rivangare
    volendo solo le gioie ricordare
    e tener per sempre interrate
    le tristezze e le ore di dolore
     

  • 29 luglio 2014 alle ore 23:00
    Scrittura

    Isola a volte
    fra tanti pensieri
    di visi che si sentono
    smarriti, in quei cespugli
    riempiti di spilli
    che sbattono fortemente
    a ridosso di tempi impossibili
    da dominare, e scavare
    quando le onde odono venti
    facendosi cullare, dall'enorme mare

  • 29 luglio 2014 alle ore 18:54
    Paura Di Una Notte

     
     
    È notte!
     
    Dormono tutti
    Il sonno si nega
    Ai miei occhi
    Bagnati di pianto
    Nell’aria un silenzio tombale
    Il lugubre canto della civetta
    Il tic e tac dell’orologio
    La sola compagnia
    Il cane che abbaia
    La solitaria corsa di un auto
    Frantumano i tetri pensieri
    L’uccello del mal augurio
    Imperversa nella notte
    L’animo è in palpitazione
    La disperazione imperversa
    Sempre padrona della mente
    È la notte della paura
    E dei cattivi presagi
    Un brivido amico mi scuote
    Mi aiuta a desiderare l’alba
    Una camomilla
    Nuovi rumori
    Svegliano tutti
    Briciole di sogni
    Nella mia nuova vita.
     

  • 29 luglio 2014 alle ore 14:07
    La storia

    La storia, così falsata, della mia piccola vita,
    ciò che è avvenuto, è stato, che è soggetto
    a letture essenzialmente faziose, accresce
    l'indice al margine di un libro in cui s'assottiglia
    e acquista pregio quella parte che resta, la pagina bianca.
    Il tempo, è vero, usa inchiostri indelebili,
    e fra continui ripensamenti sono pieno di errori, refusi, cancellature,
    eppure in quel futuro che scema verso la soglia sempre mi proietto
    e quand'anche intravedessi un ultimo spazio atto a contenere non più d'una riga
    sento che un solo periodo può dotare di senso interi capitoli
    di vuota ostentazione e futili pretese
    e noia.

  • 29 luglio 2014 alle ore 13:17
    A ottant'anni

    A ottant’anni
    iniziare a scrutarsi dentro
    è come scendere una scala lunghissima,
    dalla soffitta fino ai cantinati,
    udendo ignoti piedi già battere sul tetto,
    ed è strano che in basso sia tutto così chiaro
    e illuminato laddove in alto c’è quella luce a sprazzi
    di un neon quasi scarico che pulsa,
    e in quell’andare lento con le mani strette
    alla ringhiera, ora mi chiedo,
    io che l’accompagno, se mai una risalita
    seguirà la discesa, o se ai vecchi si alleggeriscono
    le ossa come agli uccelli per essere da terra
    pronti a volare.
     
     

  • 29 luglio 2014 alle ore 9:28
    Donna

     
     
    Cascata di riccioli dorati
    Sul suo volto splendente
    Occhi di sole
    Pupille di luna
    Schizzi di mare
    Sulla pelle chiara
    Magica
    Incantevole
    Divina
    Regina dell’universo
    Mistura di bellezza
    Tra luna e sole
    Scivolata dall’iride
    Nel misterioso infinito
    Rapita dall’uomo
    Per guidarlo a nuova vita.
     

  • 29 luglio 2014 alle ore 9:27
    Un Volo

     
     
     
    Domina nella brughiera
    Il gigante solitario
    E ai suoi piedi
    La sete del conoscere
    Inizia la scalata
    Sino alla vetta
    Là dove governa
    L’immenso orizzonte
    E non mi basta
    Vorrei penetrare l'anima
    Palpare oltre la vita
    Ma fra un pensiero l’altro
    Osservo e vedo una foglia
    Navigare nell'infinito
    Per perdersi nel vuoto…
    Mi viene voglia di volare
    Ma come un aliante in avaria
    Giù a picco alla deriva
    Ho capito che
    Vicino alla morte
    Si ama di più
    E molto intensamente.
     

  • 28 luglio 2014 alle ore 23:16
    La strada

    Trasporta i passi
    consumati dalle suole
    pensierose, ascoltando
    tutto quel che succede
    alla mente disturbata
    fra vie affollate, di occhi
    che spiano il muoversi
    delle labbra asciutte
    mentre l'aria origlia
    le giornate offuscate
    e l'andare senza una meta
    precisa e convincente

  • 28 luglio 2014 alle ore 21:35

    Ho conosciuto persone che hanno saputo fare delle mie "cadute" delle grandissime vittorie, che hanno saputo farmi vedere quanto si possa imparare da esse, quanto si possa essere fortunati nel cadere e nell'imparare a rialzarsi. Ho conosciuto anche persone che hanno fatto delle mie vittorie delle penose storie di sconfitte. Delle futili chiacchiere dettate dall'invidia... Ma in realtà non ero io la persona sconfitta...

  • 28 luglio 2014 alle ore 21:15

    Non si appartiene a nessuno, apparteniamo solo a noi stessi. Ricordiamocelo quando per troppo amore, per troppa generosità e bontà ci dimentichiamo quasi che esistiamo. Quando per gli altri ci mettiamo da parte, senza renderci conto che il tempo scorre e noi restiamo li a prenderci cura di qualcuno che non si preoccupa nemmeno di dirci: "Ehi, ma tu... hai bisogno"!? Ricordiamocelo...

  • 28 luglio 2014 alle ore 20:35

    Non serve qualcuno per essere in pace con il mondo o con se stessi. Non serve qualcuno per donare amore e riceverne. Ci sono cose che di base appartengono semplicemente a noi. La prima pace da trovare è proprio quella con noi stessi... Questo permette di donare amore e di amare ogni piccola forma di vita, comprese le persone e di riceverne in ogni momento e in qualsiasi modo... 

  • 28 luglio 2014 alle ore 20:28
    Raccolta Al Asor

    Dall'almanacco esposto
    dei miei momenti migliori,
    prelevo sangue superfluo
    ed esilaranti imprese.
    Ricorda sovente
    che il simbolo
    fa la differenza:
    linguaggio arcano
    metastasi indecifrabile
    piu' loquace
    di cento lune
    e cento notti.

  • 28 luglio 2014 alle ore 19:59
    L'acqua

    Quando al genio che creo' il mare
    si sostituirà un altro genio,
    quello che creò le lacrime,
    allora si potrà parlare di verità.
    Perché solo gli occhi
    che si sanno riempire di entrambe le acque
    possono parlare
    senza nemmeno dire una parola
    certi di sapere cosa c'è dietro il carnevale di un cuore
    che non sa più amare
    ma solo mentire a sé stesso.

  • 28 luglio 2014 alle ore 16:46
    Haiku

    Gli occhi velati
    Ricordo di un amore
    Dolce tristezza
     

  • 28 luglio 2014 alle ore 8:36
    Senza poesia

    Silenzi interrotti dalla pioggia. Logore bisacce a perdere stille d'azzurro. Creta di mari smunti plasmati per ammassare solitudini. Voglia il tempo con le sue ragioni richiamarci all'amore quando soli avanziamo nel buio senza più paura senza più morire stanchi viandanti per un infinito d'argilla e loto.

  • 28 luglio 2014 alle ore 1:55

    Dicono che il saluto sia educazione, che il rispetto sia fondamentale e che la gentilezza sia una grandissima dote. Vero... Anch'io lo penso, ma se tutto questo viene usato perché si pensi che siamo delle persone vere, educate e per bene allora potete mettervele al culo le buone maniere. Preferisco persone schiette, più grezze ma vere. Persone dirette e senza mezzi termini a quelle che mi leccano il culo per interesse. Non serve fingere educazione e eleganza, tanto quando sei ignorante e cafone, falso e cattivo prima o poi esci allo scoperto. Per tanto vestiti solo di abiti che sei capace di indossare per tutta la vita, bagnati di lacrime sincere, sporcati di parole vere e sentite e sarai comunque una "Gran bella persona"!

  • 28 luglio 2014 alle ore 0:41
    il poeta è un tale che gira in bicicletta

    il poeta è un tale che gira senza fretta
    sulla corsia d'emergenza dell'autostrada in bicicletta 

     ogni tanto si ferma  salta oltre le barriere corre si inginocchia e scava
     riposa per un istante le mani sotto le zolle del campo e aspetta,
     si guarda intorno, respira
      e poi torna in sella

    torna per tentar di convincere quelli che corrono senza posa 
    sulla corsia di sorpasso
    che là oltre le barriere del così deve essere c'è ancora vita, 
    c'è ancora terra
    terra
    sole
    luce 
    pioggia

     a volte
     qualcuno si gira,
     rallenta 
    e ascolta

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/07/il-poeta-e-un-tale-che-gira-in.html

  • 27 luglio 2014 alle ore 18:10
    I bambini

    E viziamoli un poco i bambini!

    E' tempo breve l'infanzia
    che dagli altri dipende
    poi prende peso la vita.

    Dolcezza rimarrà ai cuori
    custodi di coccole care
    da centro delle attenzioni.

    Allora da madri e da padri
    ai figli daranno le cure
    memori dei lor mille baci.