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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 09 aprile alle ore 10:26
    Gratis

    ‘A vita mia non m’é mai stata amica.
    ‘Ncoppa ‘a sta seggia tutte ll’ore meie sò passate
    pensanne e ripensanne chi sò stato,
    che m’aspetta, che mai vurria e sarà.
     
    ‘A troppo tiempo aspetto na carezza,
    nu poco ‘è sentimento scanusciuto,
    ca  pozzo sentì dinto assai sincero
    ma che mai nisciuno m’ha saputo dà.
     
    Aiere me sò ditto: basta!
    E p’‘o viale scuro songo juto.
    E proprio ‘mponta a tutto chello scuro
    na lengua ‘e fuoco aggio visto ‘e lampeggià.
     
    Tremmanne e c’‘o ll’uocchie tutte ‘nvuse
    aggio allungato ‘a mano cercanno cumpagnia.
    Ma dinto ‘o scuro na carezza aggio sentuto
    e po’... chello che nun me scurdarraggio chiù.
     
    Turnanno ‘n terra, ma c’‘o core ancora ‘ncielo,
    avrie vuluto subeto puté saldà sto cunto,
    ma pur’ Essa c’‘o ll’uocchie chine e lacrime
    m’ha ditto: -No! T’accumpagno e cà nun torno chiù -.
     
    BEGA, luglio 2005
     
     

  • 08 aprile alle ore 22:23
    Smarrimento

    Ho avuto un attimo
    di smarrimento
    Stavo per accarezzarti
    la mano
    Sentivo pulsare la tua anima…
    era assai vicina
    Non so se avrei sciupato
    l’intima sintonia
    sgorgata così, d'improvviso
    Se io l'avessi fatto
    t’avrei turbata
    e quella silenziosa melodia
    si sarebbe forse dissolta
    come la luce del sole
    ​al suo tramonto

  • 07 aprile alle ore 20:39
    Il segreto dei giorni

    Miei piccoli pensieri
    apparentemente banali
    si trovano reietti
    dentro l'emarginazione
    a recitare i loro misteri
    Segreti interiori rivoluzionari
    che s'impregnano di radicalismo
    avvolgendo i miei versi e le rime
    e trovando continuità
    nella loro vita nascosta
    avvolta delle tenebre
    di tutti i giorni vissuti
    E voglio entrare
    ancora nel mio passato
    per assistere in prima persona
    ai loro affascinanti
    colpi di scena
    e descriverne con piacere
    il loro delirio
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 07 aprile alle ore 20:37
    Io e il mio amico

    Due sedie all'aperto
    ci han visto incontrare
    amico mio
    dopo tanti anni
    da quando ci siamo conosciuti
    nella miseria e nella fame
    e con queste mancanze
    abbiam vissuto la nostra vita
    nella felicità d'aver compreso
    come accontentarci
    in quel nostro vivere
    e godere a piene mani
    di ciò che Dio ci ha donato
    Noi che ragazzi
    giurammo al mondo
    di vivere come se
    dovessimo morire subito
    e pensare come se
    non dovessimo morire mai
    confermando il tutto
    col sudore dei nostri pensieri
    E ora in questo nostro incontro
    riviviam le sofferenze passate
    e tutte le lezioni di vita
    che esse ci han dato
    facendoci diventare uomini veri
    e non inutili corpi vuoti
    rivestiti di voglie
    che non saranno mai appagate
    e di desideri
    che nessuno potrà esaudire
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 07 aprile alle ore 20:36
    Appigli

    Nelle mie notti

    a volte mi ritrovo
    con gli occhi dispersi nel vuoto

    a cercarmi nel mio silenzio

    in quel silenzio che per primo
    forgio' la mia mente

    e che ancora oggi piange
    il mio freddo passato

    E mi porta in volo tra quelle ombre
    dove mi vedo ancora servo del nulla

    tra luci spente e profumi di peste

    E ora che le fiaccole d'amore

    scaldano con il calore agognato
    il mio mondo e la vita

    con quel vuoto riempio
    i miei capricci e le mie rime
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 07 aprile alle ore 20:34
    Pensierino della sera

    Vivo tra le meditazioni

    facendo offerte al mio Dio
    contro la stupidità degli uomini

    Ogni giorno di tutti i giorni

    mai avrei immaginato
    un coinvolgimento così eccitante
    col mio scrivere

    al punto che potesse darmi
    una pace così profonda

    e insegnarmi a ringraziare
    i piaceri dell'anima

    A me figlio di nessuno

    fortemente autodistruttivo
    e lontano da ogni ribalta

    nel mio alveare di creatività

    il desiderio delle banalità
    ...dona la vita
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 07 aprile alle ore 19:01
    Ricorso a Francesco

    Pensier di desolati genitori
    corre a Francesco, nobil grande mastro
    che d’appianare  guai è sommo pilastro 
    capace di lenir tutti i dolori.
     
    Estimator di nobili valori,
    con dentro cesto figliuolo biancastro,
    smunto padre s’avvia, pensier ver l’Astro
    certo d’aver di Quei d’amor bagliori.
     
    A vista sconcio sì cotanto grande
    prende il gran Santo ‘n braccio ‘l piccoletto,
    e con calor lo stringe sul Suo petto;
     
    al posto d’occhi santo sputo spande,
    e vivaci brillano  due pupille.
    Un segno ancora  sopra quella pelle
     
    ed ecco splender bocca a bel sorriso,
    mentre Francesco l’alza al Paradiso.
     
     
    “A stupir qui, Natura, Egli t’invita,
     Informe volto a disegnar s’accinge:
     Ad imagine sua, qual Dio, lo pinge;
     Sputo è ‘l color, e son pennel le dita”
     
    (San Francesco dà forma al volto del bimbo nato mostro.)

     
     
     
     

  • 07 aprile alle ore 14:34

    - STUPIDA -
    Non lo sono stata quando ho creduto nelle persone sbagliate, quando ho perso il mio tempo a rincorrere qualcuno o quando ho dato l'anima per essere capita, creduta e ascoltata. Non sono stata stupida quando ho amato in modo totale qualcuno che l'amore non sa nemmeno cosa sia, quando fidandomi sono stata tradita o quando di fronte all'evidenza ho continuato a credere alla buona fede di qualcuno. No... In quei casi non ero stupida, ma una persona che amava e viveva nel nome della verità, che ascoltava con il cuore e non con subdoli interessi, io ero solo una una persona trasparente ed estremamente PULITA!
    Però...
    C'è stato un caso in cui sono stata stupida.
    Quando mi sono sentita sbagliata solo perché qualcuno non mi accettava per come ero. Per ogni persona che non mi accetta, da qualche parte ce n'è sicuramente una pronta a farlo ed io l'ho dimenticato! Perché una sola persona che non mi accetta, una a cui non vado bene come sono e mi "scarta" per altro non può e non DEVE cancellarne 10, 100, 1000 che invece mi amano per quello che sono, che mi rispettano e mi apprezzano... Persone che non mi scarterebbero mai e non mi cambierebbero con nessuno altro al mondo! Lì sono stata stupida, quando piangendo per chi non mi apprezzava, ho dimenticato chi mi voleva bene senza "se" e senza "ma", senza "Forse" e "chissà"...
    ESATTAMENTE LI' sta il mio errore ed è esattamente in quel momento che sono stata STUPIDA!

  • 07 aprile alle ore 13:17
    I fiori rosa di pesco

     Il pesco in fiore
    rallegra il prato
    all’inizio della stagione primaverile
    con i suoi leggeri e tenui colori
    quanti ricordi
    affollano la mia mente
    volta ai sentimenti
    di gioia e d’amore
    per la natura
    tra poco l’estate
    stenderà sulla tela
    altri colori
    ma il ricordo di te
    per sempre rimarrà.
     

  • 07 aprile alle ore 13:02
    Profumo d'orme

    Amo vederti arreso alla gioia
    tra le ciglia e le vette
    nel vano aperto dell’estate
    come a cogliere more, persi noi
    lontani dai condomini.
    Lingue morbide, risa azzurrine
    nelle braccia troppo larghe
    di questa poesia
    al presente fantastico
    dalla voce trascesa a fil di pelle.  
    Il prima e il poi
    che esce dal silenzio
    le stesse cose, intatte
    da accaderci una nell’altra
    via dalla terra.
    Nel dire vieni, attesa
    molle di ossa
    al profumo d’orme.

  • 06 aprile alle ore 20:02
    Con le mani nelle mani

    C’era la traiettoria della luna
    quella fredda, quella più calda 
    la conca del sonno 
    la scia del pensiero

    non c’era bianco, non la carta: 
    scrivemmo ugualmente 
    tante parole in fila
    posandole dagli occhi come un mare
    attraversato da una partenza 
    e poi l’arrivo mai

    spostavamo il domani 
    per continuare il viaggio

    noi andiamo dove conduce l’ispirazione
    con le mani nelle mani,
    le porte lasciate aperte
    e tante vie per riconoscerci

  • 06 aprile alle ore 10:50
    Poesia della vita

    Bisogna essere felici di nulla,
    magari di una goccia d’acqua
    oppure di un filo di vento.

    Di un animaletto che si posa
    sul tuo braccio o del profumo
    che viene dal giardino.

    Bisogna camminare su questa terra
    con le braccia tese verso qualcosa che verrà
    e avere occhi sereni 
    per tutte le incertezze del destino.

    Bisogna..

  • 06 aprile alle ore 10:27
    Chiudo gli occhi

    Sussurra una voce, di te mi dice d’Amore
    quando viene sera insieme ad un sospiro 
    sento che ci sei
    e tutto ciò che è intorno scompare
    mi sdraio su una nuvola azzurra
    in un cielo rosa
    e riesco a vedere te
    che cavalchi l’immenso cielo.
    rubo gli ultimi raggi di sole
    ed i primi della luna
    nel riflesso dell’acqua del mare ti ritraggo,
    le onde fanno svanire tutto
    chiudo gli occhi
    e ti vedo correre verso di me.
    Un giorno
    nella costellazione più bella
    riuscirò a leggere il tuo nome.

  • 05 aprile alle ore 23:38
    Sono il cugino buono di Adolf Hitler

    Sono il cugino buono di Adolf Hitler,
    la sera mi corico
    e penso al cielo lindo,
    alla Madonna dei Pozzi,
    a come vorrei che fossi
    al Palla Strozzi
    a Benedetto da Maiano,
    a come la malinconia
    mi avvolge piano piano.

    Suono melodie,
    faccio follie
    da artista squattrinato,
    nato e cresciuto
    insieme al cugino che stimo
    e che odio da sempre.

    Son sempre stato
    un tipo strano:
    coltivavo rose nere
    giocavo a scacchi con un passero
    e mi sentivo sereno
    nelle notti senza stelle.

    Sono il cugino buono di Adolf Hitler,
    non vogliatemi male
    non l’ho voluto io.
    Sono il cugino buono di Adolf Hitler,
    non vogliatemi male,
    poteva andarmi peggio:
    potevo essere
    il cugino del pulcino
    Pio.

  • 05 aprile alle ore 20:44
    Noi... umili

    Loquacita' versate su fogli bianchi
    che si colorano di pensieri
    a incutere apprensioni
    Debolezze d'attimi
    che mettono alla prova l'ingegno
    rinchiuso tra le pareti
    scorticate della vita
    E leggo e scrivo
    e scrivo e leggo
    e parlo con gli amici
    nella nostra virtualità
    e nei nostri virtuosismi
    che c'immergono
    nella realtà e nei sogni
    e insieme viviamo
    nel correre più veloci
    del tempo che c'insegue
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 05 aprile alle ore 20:42
    "Vile incenso ho dato in povero rito"

    Ho navigato per anni
    nel mare delle tempeste interiori

    sballottato tra onde
    impetuose di passioni

    ignare della loro complicità
    con il mio soffrire

    finché esausto

    la marea dei tormenti
    mi ha arenato

    sulla spiaggia dell'anonimato



    la mia solitudine
    non mi ha fatto poi tanto male

    come quanto il ricordo
    dei miei occhi senza luce

    spenti di volontà

    che m'avvinghiavano

    stritolandomi l'anima

    e vile incenso
    davo in povero rito

    per dare spazio
    ai demoni e ai silenzi

    Ora voglio esser

    cantandomi

    l'amico di tutti

    e Voi tutti
    che con me canterete

    miei amici rimarrete
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 05 aprile alle ore 20:40
    Auspici

    Lasciarsi andare

    e vivere il mondo
    per il mondo

    con la sua luce
    a splendere in eterno

    Ansimare

    e ritrovare un bene da perseguire
    desideroso di riaverlo

    nel piacere di soffrirci assieme

    nella bontà della sua lussuria

    E restare come perso
    in quella costanza

    senza delitti nella coscienza

    attorniato da mille scintille di grazia
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 05 aprile alle ore 20:38
    E così nutro il cuore

    Forse non si capirà più di tanto
    in quello che dico

    ma sappiate che non mi sento
    mai tanto bene

    come quando scrivo

    E diviene
    momento di buona sorte

    il mio scrivere

    che d'un canto mi livella
    e dall'altro mi èleva

    specchio pulito
    che riflette il mio Essere

    nel felice incontro
    con la conoscenza di me stesso

    dove non posso barare

    E oltre va l'anima

    nel passaggio d'aria commossa
    dai seni mentali

    avvolto dalle sensazioni
    che placano gli spiriti

    e tengono a bada
    i sentimenti malvagi

    nel sentiero che esalta la vita

    e mi dona giorni memorabili
    sui quali riflettere e agire
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 05 aprile alle ore 20:36
    Io, Caino e Abele della mia passione

    Isolato in questa visione

    mi lascio andare
    agli abbracci della vita

    inebriato da brividi pungenti
    in questa vista mattutina

    Io succube della tua bellezza

    Caino e Abele
    della mia passione

    rimango qui estasiato

    quasi incantato

    a parlare con te mia Cefalù

    e a raccontarti i miei dolori
    e le mie allegrie interiori

    E Tu

    pura fonte d'amore

    mi accogli nella tua gloria

    e in quella
    sottobraccio mi conduci
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 05 aprile alle ore 13:13
    Il bimbo mostro

    Giovane  blasonato di casato
    Rocchi,  potente stirpe di Cosenza,
    sposa donzella di bella presenza
     a compimento d’amore bramato.
     
    La coppia attende bel frutto  pregiato
    per loro unione che di fede è essenza, 
    e sempre più pressante è l’esigenza
    stringere al petto ‘l figlio già adorato.
     
    Ma qual stupor! Qual immenso dolore
    in creatura veder figur di mostro,
    da viso informe, che ne dest’ orrore.

    Annientati di grande sì disastro
    petto di pena e lacrime trabocca,
    che non son occhi in egli e manco bocca.
     
    Tiene parvenza sol d’informe mostro.
     

  • 04 aprile alle ore 20:49
    Devi essere forte

    “Devi essere forte”

    E allora piango quando nessuno mi vede.

    Piango in auto mentre ascolto la musica 
    dalle casse rotte e stridenti,
    come tutto il resto in questi giorni.
    Piove di più. Ovunque.

    Piango all’ospedale
    quando mamma non è con me.
    Ti accarezzo il viso anche per ore.
    Ti bacio il naso come facevi tu.
    Cade una lacrima sul tuo braccio e scivola sul tubo a mescolarsi con la morfina.

    “Devi essere forte”

    Piango nei sogni.
    Quando mi sveglio sul cuscino bagnato. 
    Il letto vuoto come il cuore.
    Chiudo gli occhi.

    Piango fiumi, 
    che diventano laghi e poi mari.
    Ti piaceva nuotare al mare. 
    Uscivi la mattina, rientravi la sera.

    E allora tu nuoti nei mari,
    attraversi i laghi,
    risali i fiumi,
    mi entri negli occhi, 
    sali nella mia mente,
    e scivoli nel mio cuore.
    Ti siedi là. 
    Stanco ma sorridente

    E cominci a parlare.
    ‘Ciao Micetta’
    Sento chiaramente quello che vedo vorresti dirmi 
    quando a malapena apri gli occhi per guardarmi.
    Quando muovi le dita perchè vorresti toccarmi.
    Quando biascichi parole tra lamenti rassegnati
    frustranti per me e per te. 

    Sei qui nel mio cuore, papà.
    Ti ascolterò per sempre, amore mio.

  • 04 aprile alle ore 20:25
    In calici del vento

    In calici del vento
    forme al confine con le nostre
    aria e materia
    tutt’uno imperturbabile
    si librano
    al tempo ritrovato
    libere
    dalle afasie del vuoto.
     
    Scaliamo le montagne col pensiero
    meraviglia d’essere in due "qui"
    antipodi riuniti in foci azzurre
    a un sole esteso
    che asciuga le paure.
    Che ci trattiene dal cadere.

  • 04 aprile alle ore 18:36
    Andare avanti

    Imporre l’ordine

    dove il caos

    ha trono…

     

    pur sgranellandosi

    nella furiosa tempesta

    che maledetta avanza

    con trionfante incedere.

     

    Piantare semi

    nella roccia dura,

    mostrando fieri

    la tenacia

    dell’erica.

     

    Diluire a dismisura

    le gioie raccolte

    goccia a goccia

    nell’arsura.

  • 04 aprile alle ore 17:00
    Un giorno

    La calda cenere un giorno si poserà lieve,
    sul manto blu dell'amico di sempre,
    né fiori né fiammelle,
    ma ci saranno anemoni e conchiglie,
    sole e stelle,
    danzerò con i delfini,
    avrò la compagnia di una moltitudine di anime,
    ma la più importante,
    mi terrà per sempre per mano. 

  • 04 aprile alle ore 16:56
    Caro papà

    Mani grandi,
    mani forti,
    mani delicate come una piuma,
    per proteggere con dolcezza e avvolgere con amore ciò che è tenero.
    Sguardo intenso,
    occhi scuri,
    occhi ladri che catturavano l'anima,
    li definiva così la mamma,
    l'altra metà del mio cuore,
    occhi che mi appartengono,
    i miei come i tuoi,
    avrei voluto dirti tante cose,
    raccontarti di me,
    però la spensieratezza di una bimba,
    non può fare i conti con la vita,
    ma c'è il mare che ancora oggi mi ascolta.