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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 21 luglio 2014 alle ore 11:35
    La risposta

    Non amarti
    mi chiedo se sia possibile
    L'anima non fa harakiri!

  • 21 luglio 2014 alle ore 10:25
    Il Vento

     
     
     
    Alito del mio cuore
    Forte respiro
    Soffia
    Spazza via i grigi
    Disegni del cielo
    Placa la tua ira
    Fai ritornare il sereno
    Fai spuntare il sole
    Per riscaldare i cuori gelidi
    Disegna nel cielo il tuo arco
    Celati nel misterioso tramonto
    Respira la luna
    La marea di lucciole
    Per farla brillare con essa
    Apri il magico mantello stellato
    Oscura i mille pensieri dell'uomo
    E regalagli la dovuta
    E sospirata serenità.
     

  • 20 luglio 2014 alle ore 23:33
    pensieri in corsa

    per non perdere di vista e cogliere quel frammento di verità che noi siamo
     non occorre rallentare o andar lontano
    basta guardare appena oltre il cemento, 
    sotto le zolle di terra
    perchè è lì che affonda le sue radici
    un frammento di verità

    un frammento di verità,
    noi siamo salvi e siamo vivi e del tutto compresi in poche semplici cose,
    una lacrima e un sorriso
    e aspettar la sera con chi amiamo 

    non abbiamo nulla da temere
    perchè questa consapevolezza ci prenderà per mano,
     mentre noi corriamo e corriamo,
    e ci salverà
    ancora e per sempre
    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/07/pensieri-in-corsa.html

  • 20 luglio 2014 alle ore 21:52

    Se un amore lascia il segno dentro al cuore, difficile pensare che quel segno possa scomparire. Certo... Esso si allevia, si cicatrizza e sarà il marchio indelebile di un'esperienza in più. però c'è chi dice anche che a volte nella vita si può incontrare quel qualcuno capace di cancellare definitivamente, ferite, vuoti e lacrime.

  • 20 luglio 2014 alle ore 21:48
    Domenica di sole

    E' domenica
    e c'è il sole
    che mi riscalda
    e mi fa coccole

    Il blu del cielo
    mi rende gioia
    tutto è bello
    niente è noia

     

  • 20 luglio 2014 alle ore 21:08

    Prima di parlare degli altri serve un attento esame di coscienza. Prima di dire che siamo innocenti tra tanti peccatori serve esserne certi. E credetemi... Mai nessuno è santo o completamente innocente. Quindi prima di parlare, giudicare e puntare il dito contro qualcuno...GUARDATEVI DENTRO!

  • 19 luglio 2014 alle ore 20:43

    Sono caparbia e tosta, a volte anche stronza ed ho pure imparato a non guardare in faccia a nessuno. Quando amo lo faccio in modo smisurato, quando tengo a qualcuno sono pronta a difenderlo con le unghie e con i denti e quando sono certa di qualcosa punto dritto fino alla meta. La bugia e la menzogna non fanno parte di me, ma se devo usarla per fare in modo che la verità venga a galla, bene! Ho imparato a fare anche quello. Troppe volte ho visto e riscontrato che quando si trattava di me pietà non c'è stata e oggi ho capito che per chi merita pietà non deve esserci! Non si deve rispondere al male con il male, vero... Ma vivere lasciando che gli altri ci pestino i piedi non è comunque un buon insegnamento ne un buon metodo di sopravvivenza, ma solo un modo per suicidarsi. Non si fa del male volutamente, non si pesta ne si calpesta la vita di nessuno, ma pesta e calpesta la mia o quella di chi amo e non mi farò scrupoli a dare fuoco al tuo bel giardino fatto di menzogne.

  • 19 luglio 2014 alle ore 17:18
    luce, calore

    luce, calore 
    tra gli oggetti 
    persone

    oltre l'asfalto 
    fiori 

    luce calore in spazi di transito

    il più grave peccato 
    non riconoscerli

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/07/luce-calore.html
     

  • 19 luglio 2014 alle ore 17:04
    A te che sei lontana

    Ogni giorno
    all'alba
    mi porto sul terrazzo
    che guarda a oriente
    Mi giunge così
    la melodia delle tue parole
    nel mentre all'orizzonte
    s'alza il sole

  • 19 luglio 2014 alle ore 15:27

    Dopo aver trovato un pallido
    tentativo, infranto, di
    riscattarmi l' anima
    mi dondolai sulla
    giostra apassita della vita.

    I campi erano freddi e
    incolti, e tu ne rinnovavi
    gli alberi, i frutti ed i
    fiori con il tuo sguardo
    ammaliato e frustato
    dalle nebbie dei tempi.

    Ero confuso, il vederti
    mi ripercuoteva troppe
    volte, e poche ancora
    io ti nascondevo impaurito
    nel mio campo
    insensibile alla mattanza
    delle stagioni inerti.

    Eppure tu tacevi nuda,
    e ricoperta solo di un
    velo mitico di triste e
    solitaria riservatezza,
    inutile e strana.

    Giaci in terra, ricolma
    di doni che Madre Terra
    ti diede in passato;

    i tuoi seni sfiorano
    delicatamente le
    punte gelide del
    terreno, che piange.

    E ti guardo sempre,
    con occhio felino
    e schivo.

    All'alba, ti trovai morta,
    incolta e rattrapita,
    ed io solo so che vissi

  • 19 luglio 2014 alle ore 15:18

    Confondo vita, pensieri, vino
    in un principio che fui bambino.
    E nel mio mondo rinchiuso tenevo
    nascosto, il mio universo marino.

    E crescevo, le mie vesti si fecero
    putride e molli, in un camice becero
    che porto sudato e pensavo
    buttato in un solco, al macero.

    Ricolto da miti, fugaci passioni
    dove lo stretto cunicolo impervio
    combatte con me, in perdute tenzoni.

    E come calmo il mare, assolto
    nel girotondo corvino della memoria
    per il mio canto, che s'è dissolto.

     

  • 19 luglio 2014 alle ore 15:07
    Filosofeggiando (attimi di demenza)

    Nell'arco dell'esistenza
    all'apice della potenza
    tra teoria ed esperienza
    il filosofo dell'immanenza
    su di questa sostanza
    fece la sua conoscenza
    come una reminescenza
    dalla non trascendenza
    della sua intelligenza
    permeata dall'essenza
    di prevalente permanenza
    poggiante sulla scienza
    come fosse un'esigenza
    non su fiumi d'ignoranza
    di persone senza creanza
    e senza alcuna sapienza.
     

  • 19 luglio 2014 alle ore 10:07
    La campana vespertina

     
    Quando suona la campana vespertina
    rinascono nel cuor vecchi ricordi
    tempi passati che del suono la
    dolcezza e del giorno l’ora ti riportan
    scorrono alla mente visi cari e luoghi
    momenti emozion vissute e delusioni
    un fremito poi lacrime calde  all’occhio.
     

  • 18 luglio 2014 alle ore 11:07
    Nuvole

     
     
     
    Grigi pensieri del cielo
    Come capricci della mente
    Impazzite senza meta né speranze
    Scherzate con il sole
    Scherzate con la luna
    Giocate con le stelle
    Brave a dipingere capolavori fugaci
    Brave a regalare magie
    Abili ad appagare ogni malizia della mente
    Basta alzare gli occhi al cielo
    Ed ogni desiderio è realtà
    Come una fata regalate favole nuove
    Nemmeno il tempo di fissare nella mente
    Che i vostri dipinti svaniscono come sogni
    Amoreggiate con i monti
    Baciate l’immenso mare
    Lanciate messaggi luminosi
    Scagliate messaggi rumorosi 
    Ora nuvole capricciose
    Ora nuvole giocherellone
    Abili a burlare gli astri
    Esperte a burlare gli uomini
    Sapete piangere lacrime calde
    Sapete piangere lacrime fredde
    E lacrime sopra lacrime
    Elargite forti messaggi
    E paesaggi immacolati
    Per la gioia e la paura dell'uomo.
     

  • 18 luglio 2014 alle ore 9:14
    Ella

     
     
     
    Ella!
    La meraviglia del silenzio
    E' la natura, lei mi chiama
    E domina i miei sentimenti
    Vuole rafforzarmi l'anima.
     
    Ella!
    E' l'amica che vive in me
    Mi accompagna ovunque:
    Per le strade del bene
    Per i vicoli del male.
     
    Ella!
    Il più bel dono del creato
    Misteriosa e capricciosa
    Affascinante e passionale
    Basta saperla rispettare.
     

  • 17 luglio 2014 alle ore 20:59
    Raggi di sole al tramonto

    Mi specchio con gli occhi

    ancora a dardeggiare
    e zampillare tutte le Grazie

    nelle immagini contorte
    che ssorgo tra le lacrime dei ricordi 

    e la voglia di dissuadermi
    dal credere di volare ancora
    sulla cresta di effimere onde

    Inseguito dai fantasmi
    usurati dell'abbandono

    cerco tiepide felicità
    nell'intreccio perverso delle emozioni

    fingendo eterna giovinezza
    nella penombra degli anni che passano

    e nella cupezza di vivere quei disagi

    chiudermi in eterni adagi

    capirmi nei miei silenzi

    scaldarmi coi raggi del mio sole al tramonto

    ed evitare così
    gli schiaffi dell'incalzante senescenza
    .
    cesaremoceo(c)

  • 17 luglio 2014 alle ore 15:32

    Non siamo tutti uguali, per questo ci distinguiamo nella folla e tra la gente. Ognuno con le sue "particolarità", ognuno con i suoi modi e con le sue idee. Ma ci sono quelle piccole cose che dovrebbero farci assomigliare tutti: Correttezza, onestà e rispetto. Se queste tre cose fossero presenti in ognuno di noi, la diversità non sarebbe un "Limite"! La correttezza porterebbe l'uno verso l'altro ad agire in un determinato modo. L'onestà porterebbe a non fraintendersi, ad essere chiari e limpidi agli occhi di chiunque. Ed in fine il rispetto ... Quello porterebbe ognuno di noi verso un mondo migliore!

  • 17 luglio 2014 alle ore 12:01
    ninna nanna per la pace

    ninna nanna per la pace
    una mano salva e l'altra distrugge
    una mano cura e l'altra annienta e schiaccia
     chi è più debole indifeso e fragile
    una mano è un miracolo e l'altra è la fine

    ninna nanna per la pace
    ci stringiamo e ci teniamo per mano in questa lunga notte di paura 
    preghiamo che torni la luce tutt'intorno
    preghiamo che il nostro volto non ne sia privato 

    ninna nanna per la pace
    una mano salva e l'altra distrugge
    una mano cura e l'altra annienta e schiaccia
     chi è più debole indifeso e fragile
    una mano è un miracolo e l'altra è la fine
    e noi speriamo ancora 
    oltre e nonostante tutto
    ci addormenteremo cantando
     cantando in coro la pace, 
    e che pace sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/

  • 17 luglio 2014 alle ore 9:08
    Inno Alla Donna

     
    Frutto  dell’azzurro mare
    Vestita di luna
    Bella
    Luminosa
    Baciata dal sole
    Bionda
    Dai lunghi capelli
    Pelle profumata di mimosa
    Misteriosa come una sirena
    Il tuo respiro
    Dolce musica soave
    Come lo scroscio delle onde
    Mentre baciano gli scogli
    Il mare
    L’aurora
    Il tramonto
    Ti fanno da cornice
    Quando nuda
    E trasparente
    Ondeggi vellutata
    Le stelle
    Brillano festose
    E gioiscono
    E se svanisci
    Piangono raggi di luce
    È bello sognarti mia
    Nel buio della mente
    E nel calore del cuore.
     

  • 17 luglio 2014 alle ore 0:47

    Ricordati che tutto prima o poi finisce. L'unica cosa che non finirà mai sei TU.
    E' con te stesso che dovrai avere a che fare sempre, per tanto ti consiglio di trovare il modo di andarci d'accordo, di riuscire a capirti e a gestirti. Trova i tuoi limiti e ammettili, scova le tue paure e affrontale,mettiti in discussione senza "occhi di riguardo" e migliorati. Impara a scegliere, a confrontarti e a restare in piedi... tutto ciò che hai attorno a te può crollare, cambiare, svanire e ferire e tu DOVRAI SAPER RESTARE IN PIEDI!

  • 17 luglio 2014 alle ore 0:39

    Ho sentito persone parlare di onestà, ma non sapevo che il "tradimento" facesse parte di essa.Non conta quello che si dice, conta quello che si fa... E quando capita che qualcuno ti fa male non c'è cosa più squallida nel vedere che mentre tu muori poco a poco... Chi ti ha ferito invece come unico pensiero ha quello di mostrare al mondo quanto onesto sia e quanta ragione abbia...Chi ha la coscienza apposto non ha bisogno di dimostrare nulla ne di pulirsi culo e coscienza!

  • 16 luglio 2014 alle ore 19:06
    Amore, seme della vita

    Sei il seme della vita,
    e il sorriso della speranza.
    Allevi il dolore
    lungo la strada della vita.
    Il tuo amore
    è vivo e soleggiato.
    Il tuo amore
    è vivo come il desiderio.
    Il tuo amore per me
    è la mia vita.
    Nei tuoi occhi brilla la mia gioia,
    palpita il mio cuore,
    canta la mia poesia.
    I nostri cuori uniti
    proseguono il cammino,
    per le strade della vita
    che ci parlano di noi.

  • 16 luglio 2014 alle ore 15:52
    Madrelingua

    Guarda tra
    questi due mondi,
    il principio naturale che
    si fonde,
    intanto
    il peso delle ossa 
    ha un significato 
    terrestre, solo uno strascico
    del viaggiatore.
    Vertiginoso e 
    lucidissimo
    il filo appare, guarda
    il sistema dell'alfabeto,
    alchimia oceanica
    parola per parola, cerchio
    leggero e trasparente
    intorno al dolore.
    La madrelingua impura,
    sostanza immanente e felina.

  • 16 luglio 2014 alle ore 15:50
    La Palestina è la terra dei poeti

    La porta del mattino apre
    il suo appuntamento alla vita
    nonostante la morte e l'agonia,
    nonostante i bambini lascino il seno
    delle loro madri prima di averlo succhiato
    con un un giglio rosso tra le labbra
    e un sogno bianco negli occhi.
    Resistete amanti,
    cantate la vostra canzone,
    madri, siate le madri di ogni uomo e donna
    del popolo invisibile,
    dei limoni e degli olivi, 
    delle tenebre e del giorno.
    Sediamo con voi sulle stuoie,
    vestiamo di scarlatto,
    in cielo vediamo le isole delle nuvole
    formare una Palestina.
    La Palestina è la terra dei poeti.

  • 16 luglio 2014 alle ore 15:49
    Quiete

    Il tuo respiro 
    artefice della notte, 
    acqua oltre i margini, 
    quiete oscura. 
    -Sono nella tua bocca 
    dilagando anch'io, 
    attingendo al sonno 
    dopo l‘amore.