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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 22 marzo 2014 alle ore 12:05
    fotocopoesia

    fotocopiesia
    questa è la sporca fotocopia di una poesia
    è uno schermo digitale con display che si accende e che si spegne

    on off, come il battito del mio cuore
    on off, come il contatto alla rete che va e viene
    questa è la sporca fotocopia di una poesia
      è il pilastro di cemento qui al mio fianco
    che vorrei rivestire con un panno bianco e un sorriso disegnato con un po' di fango

    questa è la fotocopia di una sporca poesia  di periferia, 
    sempre quella

    e invece di cantar
    vento al vento
    cuore al cuore
    amore all'amore e sentimento
    io grido sottovoce il mio scontento
     e declamo male e bene
    e schiaccio sotto i piedi la foschia delle mie pene
    tra le righe di questa fotocopiesia

    fotocopoesia
    il tempo è grigio in queste periferie
    ma
    il tempo per ridere è per sempre mio!
    ripiego e metto in tasca questa sporca poesia di periferia 
     volo via
    e così sia!

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/03/fotocopiesia.html

     

  • 22 marzo 2014 alle ore 11:10
    Il mio viaggio

    Lunghe strade ferrate

    separano la tua realtà 

    dai miei sogni.

    Veloce corre 

    il mio pensiero 

    rivolto a te.

    E non ha alcuna fermata

    questo amor mio 

    per te.

    Nessuna coincidenza

    per questo pianto 

    sacrificato al mio dolore

    Il biglietto di ritorno

    l’ho strappato,

    come ho strappato la mia vita.

    E prendendo quel maledetto treno

    mi sono allontanato non solo da te, 

    ma da me stesso.

    Per ritornar infine

    a quei sogni 

    che ancora oggi chiamo incubi.

    Sai, osservo ancora adesso 

    quelle lunghe strade ferrate

    che passano dalla mia vita 

    e arrivano dritte al cuore.

    E mi domando spesso

    se giungono a te 

    come una volta.

  • 21 marzo 2014 alle ore 22:56

    Vivere felici è impossibile, ci sarà sempre il momento di sconforto, un attimo di debolezza e quello di lacrime. La vera felicità sono brevi attimi che vivi con il cuore leggero, quando sei vicino a qualcuno che cancella tutto il resto, ma solo momentaneamente. La vera felicità è potersi guardare dietro e vedere che hai camminato tra buche e burroni, ma non sei caduta e malgrado spesso sei rimasta appesa al bordo del precipizio hai sempre raccolto le forze necessarie per risalire. La vera felicità è potersi guardare dentro, perché a guardarsi dentro siamo tutti bravi... C'è chi lo fa di sfuggita e chi non va mai troppo a fondo, ma "POTERSI" guardare dentro, fino in fondo all'anima e poter sorridere è felicità. Perché tra tutte quelle cicatrici, tra tutti quei ricordi un po ammassati tra la polvere, tra tutte quelle batoste non ancora dimenticate e tutte quelle ferite non ancora guarite naviga una coscienza pulita!

  • 21 marzo 2014 alle ore 22:34
    Haiku

    Scheggia di luce
    incide il mio pensiero
    Sgorga il sorriso

  • 21 marzo 2014 alle ore 16:19
    Comincia così

    Ti penso!
    Posso inondarti così
    dei semi testardi
    di un amore che nasce.
    L'immagine di te che mi guardi
    cogli occhi della ragazzina
    che arrossisce e sorride.
    Quanti anni son passati
    dai primi tremori!
    Nel silenzio afferri
    le risposte attese da giorni.
    Hai forse paura di sbagliare
    ancora una volta.
    Ti immergi fulminea
    nel sogno
    di una carezza sicura.
    Aspetti ch'io parli,
    ti chiamo, sussuro il tuo nome.
    Ti sfioro con le labbra la mano,
    tu l’apri pian piano.
    Senti a stento il respiro,
    vorresti quasi bloccarlo.
    Mi chiedi, che cosa?
    io sto per dirti di nuovo...
    Ti penso!
     

  • 21 marzo 2014 alle ore 15:41
    Schiuma

    Acqua abbraccia aria
    con ardore
    e si fa schiuma
    schiuma su schiuma
    schiuma contro schiuma
    schiuma che s’avvoltola
    schiuma che schizza
    schiuma azzurra
    schiuma bianca
    schiuma spumosa
    figlia strenua di mare e cielo
    in duello vorticoso
    in scontro rovinoso
    in connubio impossibile.
    Impeto tumultuoso genera
    effimera schiuma
    aria fasciata d’acqua
    aria che s’espande
    aria che s’eleva
    aria che s’ammassa
    in bolle che s’ampliano
    dirompono
    sbottano
    esplodono
    finché dall’acqua
    aria si libererà.

  • 21 marzo 2014 alle ore 4:24
    Il cammino

    Vedo corvi e uccelli neri volarmi incontro
    e girarmi intorno sorridenti
    e girarmi intorno
    intonando canti strani e cupi.
    Ho scavalcato muri altissimi 
    come ostacoli sul mio percorso,
    gli ho scavalcati a mani nude
    con le mani incise che trasudavano sangue
    che doloranti reggevano tutto il mio peso.
    Vedo corvi e uccelli neri volarmi incontro
    e girarmi intorno sorridenti
    e girarmi intorno
    intonando canti strani e cupi.
    Ho continuato a camminare
    e non mi sono fermato
    e gli ho sorriso come a non temerli
    come a sfidarli,
    ho continuato a camminare
    e non mi sono fermato
    e gli ho sorriso
    come non temo gli amici
    come agli amici sorrido.
    Vedo corvi e uccelli neri volarmi incontro
    e girarmi intorno sorridenti
    e girarmi intorno
    intonando canti strani e cupi.
    Ho aumentato il ritmo dei miei passi
    e ai miei lati angeli combattenti,
    angeli incazzati ai miei fianchi,
    con tanto di elmetto e tute sporche,
    angeli combattenti ai miei fianchi.
    Vedo corvi e uccelli neri volarmi incontro
    e girarmi intorno sorridenti
    e girarmi intorno
    intonando canti strani e cupi.
    E poi gli angeli combattenti
    ed io cammino
    e loro attaccano i corvi e gli uccelli neri,
    spezzate le ali
    e ammutoliti i becchi
    silenziosi i versi,
    e i canti strani e cupi diventarono 
    fogli di carta e penne
    e inchiostro.
    Ho continuato a camminare
    e non mi sono fermato
    e gli ho sorriso.
    E non mi sono fermato.

  • 21 marzo 2014 alle ore 0:31
    L'odore del buio

    L'oscurità profuma
    dei tuoi baci fragranti
    versati sul mio petto
    come preziosa linfa
    che dal centro si allarga
    ad invadere sensi e pensieri
    per catturare un momento
    dai particolari preziosi
    circondato e braccato
    dai nostri corpi
    che si amano carnalmente
    e cerebralmente
    ad impedirne la fuga.

  • 20 marzo 2014 alle ore 23:16
    Rocambolesche peregrinazioni

    Perso
    nel confuso grigiore della vita

    col sangue a scorrere contro corrente
    e con l'urgenza di raccontarmi a me stesso

    finisco col vivere i miei giorni
    con la coscienza irrequieta

    e rinchiudermi
    nelle stanze segrete dell'anima

    In questa consapevole pigrizia

    focolaio di infezioni celate

    errabonde e rocambolesche
    peregrinazioni emotive

    a trasformarsi in malattie
    che scorrono mute sotto la pelle

    e manifestarsi soltanto
    nella controluce dell'anima

    si concretizzano
    nella paura della depressione interiore 

    a far uscire tutte le insicurezze
    e  far entrare malinconie e tormenti

    nella sofferenza di non piegarmi
    al vento dei brutti pensieri
    .
    cesaremoceo

  • 20 marzo 2014 alle ore 21:14

    Ho visto persone aprire la bocca con una tale leggerezza da far uscire parole mediocri. E ho visto persone tenere la bocca serrata da far uscire un silenzio quasi imbarazzante. Del resto l'intelligenza non è un "caso", ma una dote di natura. E' proprio la presenza di questa dote ad insegnarci quando è il caso di parlare o tacere!

  • 20 marzo 2014 alle ore 21:10
    Concedimi una lacrima.

    Concedimi una lacrima,
    di commozione.
    Mia figlia,
    la più piccola,
    mi dice spesso che sono diventata facile all’emozione,
    ma è vero che lo sono sempre stata.
    Concedimi, mio Dio,
    che pur da qualche parte sei,
    se non in cielo,
    forse nelle speranze di una vita,
    concedimi un sorriso nel tenere tra le braccia,
    sospeso tra cielo e terra
    quel bambino nuovo
    un poco mio
    e molto del mondo che verrà.
    Concedimi di essere felice,
    che stia bene,
    che sia proprio così:
    un esserino pieno di risorse.
    Concedimi,
    però,
    anche una lacrima,
    che non ho versato,
    per quelle voci di un filmato:
    voci di chi al mondo
    proprio proprio “perfetto” non è nato,
    ossia come una mamma può avere desiderato,
    ma che,
    malgrado ciò
    è stato amato, forse più di altri più pefetti bambini
    appena nati o nati mai.
    Uccisi,
    violentati,
    segregati,
    usati, calpestati.
    Se tu davvero vedi,
    guardi al mondo con immensa pazienza,
    amico Dio,
    credimi, più di quanta ne abbia io,
    nel vedere quanto male sappia fare
    l’uomo di terra,
    che hai creato.

    20/03/14

  • 20 marzo 2014 alle ore 20:36

    La cosa più bella dei bambini è che non conoscono l'odio e il rancore. Loro litigano, si urlano e a volte si spingono e si picchiano, ma dopo 10 minuti eccoli di nuovo giocare assieme, condividere, ridere e cercarsi ancora. Proprio come se niente fosse successo. Per questo noi grandi se avessimo più umiltà e meno  orgoglio avremmo da imparare tantissimo da loro. Ogni tanto...RICORDIAMOCELO!

  • 20 marzo 2014 alle ore 19:39

    Abbiamo bisogno di qualcuno che ci dica che siamo bellissime al mattino appena sveglie. Abbiamo bisogno di qualcuno che ascoltando le nostre paure e insicurezze non ci prenda per stupide, ma ci prenda per mano e ci rassicuri. Abbiamo bisogno di qualcuno che anche dietro le più sciocche lacrime ci sorrida e ci dica: "Come farei senza di te"!? Siamo in gamba, forti e toste, ma siamo sempre e comunque donne...

  • 20 marzo 2014 alle ore 17:28
    Il Tempo

     
     
     
    Io sono la sera,
    Il preludio alla notte
    alla tua compagnia.
     
    Tutti dormono
    Ed io ti faccio sognare
    Tutto ciò che vuoi
    Un'amicizia impossibile
    Un’ amore possibile
    Sei il tuo padrone!
     
    La notte svanisce
    Nel nuovo giorno
    E tu aspetti la sera
    La notte fantastica
    Per riprendere
    I tuoi sogni interrotti.
     

  • 20 marzo 2014 alle ore 17:26
    Volo Nel Tempo

     
     
     
    Spunta il mattino
    Sull’alba brinata
     
    Incerto e smarrito
    Con tanto stupore
     
    E con lo spirito di pellegrino
    Cammino di prato in pascolo. 
     
    Tra un’odissea e una pausa
    Ormeggio tra sogni nascosti
     
    E nel rompere il peregrinare
    Ritrovo una calma esistenza.
     

  • 20 marzo 2014 alle ore 15:45
    Perchè tentar la lira?

     
     
    Quando con la biro in mano o battendo i tasti,
    dimentico del Croce e credendomi poeta,
    o se assennato qual mero scribacchin di versi,
    su vuoti spazi di carte virtuali o vere
    fisso i miei pensieri, i ricordi, le speranze
    del tempo passato, dell’oggi o del futuro,
    spesso mi domando: “Perché tormenti
    i bianchi o gli elettronici fogli? Perché
    li righi, li graffi, a qual pro lo fai, sì perché?
    Chi vuoi che legga le tue fantasie, gli attimi,
    i sogni i frammenti di una vita solo tua?
    E se mai letti i fogli chi ti potrà mai
    capire o compatire? Sarà il tuo dolore
    deriso e forse poi schernito? Chissà!
    Saranno poi le impresse lì tue gioie viste come fole?
    A chi importa sai se tu un tempo amavi Quella
    e Quella non t’amava, se per la morte di Rufus
    il gatto tu piangevi e se nel veder quel giorno
    quel monte di pace e di silenzi felice ti nutrivi?
    Se ieri lei t’amava e or non ti ama più? Mah!
    meglio sarebbe allora buttar via la biro e lesto
    come pur e per sempre non sfiorare i tasti?
    Se di poetar smettessi o meglio di scribaccare versi
    di certo non piangerebbe quella musa ad Ermes cara
    sia essa Calliope, Euterpe o la giovane Talia!
    Perché in questo artifizio arduo insisto? Lo spiego,
    primo: guai se per vanità scrivessi, triste sarebbe!
    Anche ad un badilante qual io sono e non orafo
    di versi accade qualche volta quel momento:
    “ Est deus in nobis agitante calescimus illo!”
    Se poi nessun leggesse le mie nugae poco male:
    quei miei pensieri, quelle illusioni, quei rimpianti
    rimarrebbero non smossi e fissi come nati,
    lì su quei fogli a man vergati o da lento ticchettio,
    quindi negletti e solo a me legati, sì, solo miei!
    Così sarebbe anche per chi lì soli li lasciasse
    dopo uno rapido sguardo e alquanto indifferente
    ma se agitando quei fogli con un dito o con la mano
    qualcuno li strappasse da questi e vi ridesse
    o peggio vi sputasse sopra nessun rancore,
    per lui solo sentir vari e contrastanti:
    lieto per averlo mosso al riso e allo sberleffo
    più lieto per una vita, la sua , di certo, bella
    vissuta, lieve e senza affanni ma triste sarei
    pure per lui per quel suo spazio vuoto
    di rimpianti, di sussulti e di emozioni, credo…
    ai pochi che si sono visti un poco in me
    e conoscono o hanno conosciuto se non
    con la Luisa, con Giulia o con Graziella
    quei sentimenti strani e opposti dell’amore,
    a chi ha capito il pianto per l’amico gatto
    ed è gioioso della gioia data dagli spazi
    ampi e dai silenzi che nascono dai monti,
    un grazie quale sprone a ritentar la lira,
    un caldo arrivederci una volta scoccata la scintilla!
     
     

  • 20 marzo 2014 alle ore 15:33
    Disinfezione dell'anima

    E pensare che ciò a cui aneliamo
    si trova al di la dei nostri turbamenti...

    Sto con la luce dall'amore sempre accesa
    e le porte del cuore socchiuse

    a far entrare chiunque abbia bisogno

    Gente disperata
    la cui vita cade a pezzi  

    con nessuno a cui rivolgersi
    e con i sentimenti
    a ripetere le sofferenze dell'anima

    A vivere il disagio
    in un innaturale evolversi e mutare

    scandalo e follia della vita stessa

    a simulare orgasmi
    nell'imbarazzo di vincere la malasorte

    costretti ad ansimare le loro purezze

    e raccogliere istanti di felicità
    in sorrisi fozati a occultare i dolori

    e onorare i ricordi
    con gesti crudi che disinfettano l'anima
    .
    cesaremoceo 

  • 20 marzo 2014 alle ore 11:08
    Ho sognato

    Ho sognato mio nonno Albero forte e silenzioso
    e noi eravamo rami di quercia sulle sue spalle
    Ho sognato un'allegria di festa Al di qua 
    senza maschere 
    Ho sognato l'amore senza condizioni 
    e la paura non era che coraggio
    un po' abbattuto
    Ho sognato Dio
    che somigliava a me da bambina
    La mente non è che acqua limpida
    e i profeti son marinai solitari 
    Il mare siamo noi 
    e questa corrente
    contraria
    son io
    Ho sognato di vivere
    volando
    Perché la paura
    è una sfida
    Perché la realtà
    non esiste

  • 19 marzo 2014 alle ore 18:10
    Pagine di un libro bruciate

    Pagine di un libro bruciate
    parole su parole organizzate
    offerte al vento
    parole dietro parole
    che esprimono bellezza
    senza senso
    parole con parole
    che nessuno mai conoscerà
    parole che racchiudono emozioni
    svanite nell’ombra
    di fumo che sfumerà
    parole ombre di sentimenti
    evaporati per sempre.
     

     

  • 19 marzo 2014 alle ore 17:46
    La Mia Canzone

     
     
    Occhi che guardano
    Per non essere visti.
     
    Ti amerò mio sogno!
    Non ti dimenticherò!
     
    Amore quieto sempre vivo
    Solitario nella mia anima.
     
    Canterò la mia canzone
    Sapendo che ti piacerà.
     
    Dalle tue lacrime capirò
    Per quanto potrò averti.
     
     
    Sarai una pietra  miliare
    L’incendio del mio cuore.
     

  • 19 marzo 2014 alle ore 17:26
    Il Mio Dilemma

     
     
     
    In questa giornata di festa
    Seduto davanti alla chiesa
    Con il cuore in fermento:
    Varcare o non varcare
    Quella benedetta porta?
    Pensandoci sinceramente
    Consapevole e sicuro
    D'essere ancora qui
    Con le mie incertezze
    E sia pur vedendo Lui
    Anche se dall'esterno
    Mi decido ed entro
    Sia pur con il carico
    Delle mie domande
    E delle mia risposte
    Sapendo già cosa farò.
    Pregherò…
    Ancora pregherò
    Lungo il cammino
    Della mia strada dritta
    E sicuro di appagare
    Il sogno d'amore per Lui
    E per questa nostra umanità.
     

  • 19 marzo 2014 alle ore 15:49

    Alla gente che non ha un cazzo da fare, che trova sempre tempo per farsi i cazzi degli altri, di guardare e giudicare la vita altrui... Io gli darei un mutuo da pagare, bollette, un figlio da sfamare, da correre dalle 7 del mattino alla sera tra palestra, catechismo, lezione impegni vari e pensieri i veri pensieri quelli di una famiglia, con delle responsabilità.. Poi vediamo se avrebbero ancora tempo di contare le mosche che volano sopra la loro merda!

  • 19 marzo 2014 alle ore 11:52
    Buio

    Smettila di far rumore
    e di battere così forte,
    mio dannato amico!
    Fa che i tuoi sussulti
    siano lievi e silenti,
    siano i passi di ballerina.
    Lasciati riempire di una
    vaga rugiada emozionale,
    della malinconia dei riflessi
    di uno specchio infranto nel buio.
    Contraiti si ritmicamente,
    ma non pompare se non aria
    sporca e avvelenata di notti
    fatte di sonni senza sogni.

  • 19 marzo 2014 alle ore 11:50
    Amici

    Tutti i giorni incontro
    un mondo randagio,
    che bastardo mi attacca,
    passo il mio tempo in difesa,
    proteggendo ciò che ho
    e ciò che riesco a conquistare.
    Cammino basso,
    guardando in faccia
    chi mi si oppone,
    mentre il vento soffia
    sabbia bianca
    sul mio volto
    ed il sole freddo
    adombra il mio spirito.
    Avanzo verso la sera
    per dormire e per trovare
    chi mi sappia comprendere
    almeno accettare.
    Sembra che guardi
    un fratello
    quando incontro
    coloro che amo
    e che so dove sono,
    attendo il mio tempo
    e che la corrente passi
    nel fiume della vita
    per vedere i miei amici,
    che uccidono la mia rabbia
    e mi sento rinascere
    in un paradiso terreste.
    Rilassandomi come un crisantemo
    Al momento della schiusa,
    trovando l’equilibrio
    e la voglia di capire
    chi cerca di capirmi
    credo di amarli!

  • 19 marzo 2014 alle ore 7:51
    Aedo

    C'era l'aedo a corte
    i banchetti a allietare
    delle omeriche imprese
    con nobiltà d'emozione.

    Vibravano le note
    delle eroiche storie
    consegnate a memorie
    nei poemi cantate.

    Oggi c'è il conduttore
    affiancato dall'attore
    a promuovere il niente.

    E' rimasta la corte
    democratica di nome
    e grata suona l'adulazione.