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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 20 maggio 2014 alle ore 1:22

    Incateno all'anima le persone più belle. Le lego a me quasi con prepotenza, non per il bisogno di possederle, ma perché sono certa che le belle persone quando hai la fortuna di incontrarle meritano un posto privilegiato nel tuo cuore. Incateno a me attimi vissuti con loro, percorsi vicini, affini e anche diversi se sono stati condivisi, sostenuti a vicenda e superati. Incateno a me le cadute, quelle solitarie e quelle in comune perché in quelle solitarie ho trovato queste persone pronte ad aiutarmi a rimettermi in piedi e in quelle in comune ci siamo stretti forte l'uno con l'altro per riprendere le forze. Incateno a me momenti e emozioni che mi hanno lasciato qualcosa, parole che mi hanno fatto da insegnamento e anche lacrime che assieme abbiamo versato, condiviso e asciugato.

  • 19 maggio 2014 alle ore 22:24
    L'anima di un uomo son le proprie opere

    Come un'aquila che si isola

    in attesa che le ricrescano
    becco ali e artigli

    e con la muta
    ricomincia una nuova vita

    vivo arie ferme di gelide malinconie
    di sentimenti reclusi nei silenzi

    ferite che parlano all'anima
    implorando ricordi d'antiche essenze

    a permeare l'emozione
    d'ansimare in frammenti
    frantumati di tempo

    canti lamentosi
    che sembrano isterici pianti
    a sfociare in spasmodiche risate
     
    e dar voce alla profondità dell'intimo

    nell'amore che non s'adatta
    a tutte le circostanze
    .
    cesaremoceo

  • 19 maggio 2014 alle ore 17:14
    Luna

    Luna,che sfumi d'argento la mia strada, che tortuosa si presenta sui miei passi pesanti su questo ritaglio di terra,orme indelebili davanti al tuo cospetto.
    D'incanto mi vesti come un re, che dal suo trono dispensa onori e virtù.
    A testa alta, girovagando tra fantasia e realtà,così mi trovi sospeso tra i miei pensieri.
    Timida, ti nascondi tra una nuvola e l'altra,che dall'ultimo bagliore del tuo inconscio ti trovi prigioniera della tua stessa realtà.
    Luna,che dalla tua vanità fu creata la notte,dispensatrice di consigli e di false verità.
    Tu,che rubasti l'amore dalle bocche di tutti gli innamorati,facendo della tua bellezza misericordia e rifugio per ogni cuore affamato d'amore.
    Illumina il mio volto ancora una volta, affinché anche il mio cuore possa seguire la mia ombra ormai persa nel bagliore del suo sguardo,che anche stanotte non vidi riflesso nel mio.

  • 19 maggio 2014 alle ore 17:10
    Tra cielo e mare

    Come un'onda che s'infrange tra le rocce, che affilate, sferzano i loro colpi sulla dolce spuma nebbiosa,così vivo.
    Tra cielo e mare, ci divide l'orizzonte,costretto da un destino beffardo, a rincorrerti e a non prenderti mai.
    Incosciente illusione,che ti prendi gioco della mia condizione, concedi un po' di clemenza a questi occhi che di fiducia bruciano ardenti.
    E tu alba,e tu tramonto,che ingannate il tempo col vostro splendore, avidi degli sguardi dell'uomo,concedetemi un raggio per potermi aggrappare.
    Gabbiano,Mercurio traditore,che vivi così come si vorrebbe, padrone dell'acqua e dell'aria,che mai concedesti udienza alle nostre parole,adesso aspettami altrove.
    Nessun, fu più maldestro di te,distratto Creatore.
    Ed io son qui,tra cielo e mare, ad attender la pioggia per ritrovare l'estate.

  • 19 maggio 2014 alle ore 17:07
    Visionario amico mio

    Visionario amico mio,nel tintinnare delle tue idee la mia coscienza prende forma,e specchi d'acqua riflettono la tua sagoma che leggera accarezza il mio stupore.
    Tra blues e be bop ti vedo danzare ubriaco,innalzando quell'ultimo bicchiere come fosse la chiave per la tua beatitudine.
    Tu,decennale conquistatore di delicata imperfezione,non giudicare il mondo con così tanta insoddisfatta veemenza,mondo che un giorno fu tuo,e tu solo in esso.
    Assonnato viaggiatore di mille generazioni sconfitte,come un ancor più antico profeta anche tu fuorilegge,insegui il tuo destino.
    Silenzioso, un giorno fece fuoco quel dito puntato tra la tua determinazione e la mia arroganza,mistico portavoce del mio disagio,così ti sei fatto carico delle mie colpe.
    E adesso,notte che con la tua benevolenza hai dato voce alla mia penna,a te voglio dedicare il mio ultimo pensiero,che di balzo in balzo vola sui tetti della mia gioventù,tradita ormai da mille falsi ideali e utopiche idee di rivoluzione.                         Visionario amico mio,anche tu sarai redento.

     

  • 19 maggio 2014 alle ore 16:56
    In via delle rose

    Ed io vidi danzare tra me e il mare,il profumo esotico di una dolce ironia.

    Io vidi una notte danzare con me e il cielo,un tripudio di stelle seguendo la mia.

    Io vidi una notte danzare un barlume di luce,ovunque esso sia.

    Io vidi una notte danzare un sospiro di vento,infinita armonia.

    Io vidi una notte danzare il mio ricordo,risoluta pazzia.

    Io vidi una notte danzare tra sogno e realtà,ogni mia fantasia.

    Io vidi una notte danzare una nota assoluta,nella sua leggiadria.

    Io vidi una notte danzare,o che notte non sia,o di notte vissuta,o di notte natìa.
                                                                                                                       
    Magari notte non vista,o mia completa follia.

    Io vidi una notte danzare la tua mano,vellutata movenza di un'incessante euforia.

    Vidi una notte danzare ogni tua frenesia.

    Vidi quella notte danzare una strana alchimia,pur non avendo mai visto la tua sincronia.

    Ricordando soltanto un'incessante aritmia.

     

  • 18 maggio 2014 alle ore 21:16
    Tra Speranza e Libertà

    Riappropriarsi delle emozioni

    nelle atmosfere ovattate
    dei rapporti contrapposti

    che convergono
    nella fuga dalla realtà

    per tenere accesi i sogni
    tra Speranza e Libertà

    atti finali a stuzzicare
    e condensare il destino

    nella pienezza che si stempera

    a piegarne le velleità
    su strade di morbide consapevolezze

    riverberi e suggestioni nella redenzione
    della verità e della giustizia

    e rivelarsi in concretezze di perbenismi.

  • 18 maggio 2014 alle ore 19:01
    Ti aspetto

    Ti aspetto
    con lo stesso tremore 
    che afferra il mattino
    prima che la luce
    che sorge da oriente
    inondi di perle
    la fresca rugiada sull'erba

  • 18 maggio 2014 alle ore 13:21

    Ringrazio ogni lacrima e ogni dolore. Ringrazio ogni pugno nello stomaco e ogni pugnalata nella schiena. Ringrazio le bugie e le cattiverie subite. Ringrazio chiunque in modo sbagliato abbia incrociato il mio cammino, alcuni di loro rallentandolo e altri addirittura fermandolo momentaneamente. Perché si sa che il dolore spesso mette a terra, ma io dico “Grazie”! Dico “Grazie”, perché ora le mie gambe hanno la sicurezza dei loro passi decisi. Le mie mani hanno la certezza di sapere quali cose, persone e valori devono stringere di più e quali invece devono lasciare andare. Dico grazie perché è cosi che si diventa grandi, che si diventa uomini o donne con la piena consapevolezza di se stessi e delle proprie capacità. E' così che si impara ed è così che si diventa consapevoli di ciò che meritiamo!

  • 18 maggio 2014 alle ore 13:09
    Lacerati dentro

     
    Questa è vita
    non il vostro continuo lacerarvi dentro.
    Questa è vita
    non il vostro sputare addosso.
    Il sorriso è lealtà
    non l'agire scorretto.
    Questa è vita
    non il vostro
    lacerarvi dentro.
    Agite e non odiate
    vivete
    non giocate, adulti d'età
    infanti infantili
    grammaticalmente inetti.

  • 17 maggio 2014 alle ore 22:43
    Il profumo di te

     Il profumo di te
     E riemerge l'amore
     prepotente e testardo

  • 17 maggio 2014 alle ore 22:17
    Luci ed ombre della vita

    Nascosto sospeso
    negli angoli bui dell'infinito

    ad ascoltare
    i palpiti intensi di me stesso

    inseguo i pensieri
    che sfuggono alla mente

    con la voce dell'Io
    che urla afflitta

    a guardare il mondo
    con le sue maledizioni

    e con l'ansia a fronteggiare
    il ritmo del respiro

    sto a percepire distorte realtà

    che mi fanno credere
    d'esser nato sbagliato 

    Così precipito
    in vortici di sentimenti

    a gioire soffrire e vivere
     
    tra le luci e le ombre
    della bellezza della vita
    .
    cesaremoceo(c)

  • 17 maggio 2014 alle ore 10:34
    E se il mondo

    E se il mondo vagasse
    non resterebbe
    che un solo appiglio
    in certe notti folli
    non rimarebbe
    una speranza
    per un'ora di luce
    sola, nelle ali libere
    di alzarsi in volo
    senza timori
    restando fermi
    ad attendere la morte
    come un passaggio
    normale, che arriva
    accolto da angelici
    dolicissimi sorrisi

  • 17 maggio 2014 alle ore 1:34
    Gerbera

    Palco di petali
    e zucchero filato
    rimasto nel ricordo
    intrappolato.
    Avvolgo in un sorriso
    la sua mano
    che porge alla mia mano
    questo dono
    dove il mio naso
    scende le scalette
    e nei ricordi affonda.
    Veste i miei giorni
    il suo profumo dolce
    con queste note mute
    che mi suonano a comando
    nella testa.
    E mi allontano
    lasciando nella custodia il cuore
    mentre dentro e sulle corde
    è festa.

  • 17 maggio 2014 alle ore 1:05

    Quanto mi piace la notte... Li raccolgo quei piccoli spazi che non trovo durante le ore frenetiche del giorno.. quei silenzi che mi mancano per raccogliere le idee. Ecco che le 01:00 hanno scoccato e adesso finite le cose che il giorno impone, mi fermo e mi rilasso. Amo la notte, la amo perchè riesco a guardarmi un secondo dentro, a cercarmi e spesso a trovarmi. Sono a un passo da me stessa... Mi sfioro e mi prendo cura di me. Così, in modo semplice e delicato. semplicemente me... 

  • 16 maggio 2014 alle ore 23:05
    La sacralità della solitudine

    Eliminare gesti estremi
    e vivere nell'ordinario poetico

    usando baratti mediatici 
    tra il pensare e l'agire

    e mostrare le viscere
    per catturarne le trasparenze

    Subire pallidi colori di sentimenti

    suggestioni naturali
    a sfociare in drammi
    che interpellano la coscienza

    disagi sperduti
    nel vento nella paralisi dell'anima 

    che sembrano cercare
    i giusti equilibri

    tra le mille relazioni distruttive
    colme di emozioni anestetizzate

    che declassano le tragedie
    a banalità quotidiane
     
    risolte sempre con distratta arroganza

    in atteggiamenti fluttuanti
    adatti a creare onde di pezzi d'anima

    che accavallandosi su se stesse

    approdino sulle rive del cuore

    e accendano psichedeliche luci

    a pervadere le silenti atmosfere
    sospese nel vuoto interiore
    .
    cesaremoceo

  • 16 maggio 2014 alle ore 22:50
    Sei dentro me

    Ti ho rivista
    con la tua bellezza di sempre
    Vorrei tornare indietro
    per vivere il sogno
    di un amore mai nato

     

  • 16 maggio 2014 alle ore 17:31
    Estate

    Si sta avvicinando
    il momento
    del nostro incontro
    tanto desiato
    Ormai manca poco
    l’ultimo sforzo
    insieme compiremo
    insieme faremo
    Che bello
    ci rivedremo
    anche se solo
    per un giorno
    Poi aspetteremo
    un altro anno
    lunghissimo
    verso un roseo futuro
    Suoni echeggianti all’unisono
    allieteranno
    tu e io
    animeranno.
     

  • 15 maggio 2014 alle ore 23:43
    Raviello (Ravello)

    Raviello è una terrazza affacciata sul mare, 

    vive racchiusa dentro a due occhi azzurri

    nei quali è impossibile non precipitare.

    Raviello è un'ape Regina elegante

    posata sui suoi cento altari di fiori,

    opera d'arte dal sorriso cangiante.

    Raviello è sambuco e castagno,

    anima gotica, polmone barocco,

    bacchetta magica della Campania.

    Raviello è ripida quanto un'emozione,

    Festival del vento, torrente Dragone,

    Villa Rufolo, Villa Cimbrone.

    Raviello è una poesia, il cielo è la sua pagina, 

    finestre dagli occhi sempre aperti 

    leggono di misteri mai scoperti.

    Raviello è un uomo lungo lungo 

    dalla spina dorsale in corallo

    vestito d'alba e tramonto.

    Raviello è i palazzi, convertiti in alberghi,

    come realtà tramutate in sogni,

    giorno scalda notte che bagna il cuscino dei desideri.

    Raviello è una musica che batte dolcemente,

    quanto il cuore di una fanciulla silente 

    che tutti guardano ma nessuno la sente.

  • 14 maggio 2014 alle ore 14:43
    Invocazione

    La poesia,
    pur se tra sbarre
    forgiate dal buio,
    inneggi alla libertà.
    ***
    "La poesia"

    La poesia
    pur se tra sbarre
    forgiate dal buio
    inneggia alla libertà-  modifica del 28 Giugno 2014

  • 14 maggio 2014 alle ore 12:14
    Se tu sei vivo adesso

    se tu sei vivo adesso
    metti in dubbio il più è il meno
    scappa da ogni condizionamento
    sfida i maestri dell'inconscio
    che dicono di sapere tutto
    dei tuoi sogni e dei bisogni e delle tue più recondite paure

    se tu sei vivo adesso
    sorridi e prendi in giro il "così deve essere"
     ti accuseranno di 
    poesia!
    e tu non te ne curare
    continua a trasgredire
    se tu sei vivo adesso
    continua a cantare la tua colpevole e inutile poesia
    per le vie e le periferie del mondo e dell'essere umano
    perchè non è questo il tempo di portare a casa 
    è tempo di lasciar tutto lì sulla strada
    che forse a qualcuno servirà

    che forse
    a qualcuno 
    ancora
    servirà

    e così sia

    Marco Bo

    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/05/se-tu-sei-vivo-adesso.html

  • 14 maggio 2014 alle ore 11:16
    Casa Mia

     
     
     
    Dal terrazzo dell’ospedale
    Con i guai dentro la stanza
    Ed un pensiero nella mente
    Nei miei occhi uno scorcio di paesaggio
    Una campagna metà nuda metà vestita.
    Pensieri, mucchi di cose sfumate
    E man mano che lo sguardo s’accorcia
    L’indefinito diventa definito
    Familiare ed amico.
    Uno sguardo a casa mia
    Con le sue luci e le voci di dentro
    Ed il mio cuore che batte, batte
    Sempre più forte.
     

  • 13 maggio 2014 alle ore 23:56

    C'è un tempo per vivere e uno per sopravvivere. C'è un tempo per sorridere e uno per piangere. C'è un tempo per correre e uno per fermarsi. Ma posso assicurarti che in qualsiasi tempo tu ti stia trovando non ci sono ne ripide discese ne serene pianure. L'esperienza mi ha insegnato che spesso, troppo spesso la vita è una perenne salita. Una dura salita fatta di piccolissimi attimi di serenità e tanto tanto sacrificio. Devi lottare per farti ascoltare e per far valere i tuoi diritti. Devi lottare per vivere, per camminare e a volte anche per respirare. Devi lottare in ogni momento e quando sprofondi in momenti in cui la forza viene a mancare ricordati che non conta quanto fonda sia la fossa o quanto lungo sia il tunnel in cui ti senti prigioniero... Perché se guardi in alto dal fondo di quella fossa o se guardi davanti a te in fondo a quel tunnel la luce c'è! Deve esserci! E non conta quanto lontana essa sia, ma conta che ci sia e che tu abbia la voglia e la volontà di raggiungerla!

  • 13 maggio 2014 alle ore 23:22
    Slancio vitale

    L'edera
    tra le crepe di roccia
    levigata dal vento
    urla in silenzio
    la voglia di vivere

     

  • 13 maggio 2014 alle ore 21:27
    Sacrario

    Ciao, cara amica,
    ci incontriamo per
    perderci ancora l’uno
    nel respiro dell’altra.
    Risplendi, mia adorata,
    delle mille perle salate
    di cui è matida la tua pelle.
    Esplodi, dolce quiete,
    nel tuo gemito d’amore,
    urlo ancestrale della
    calda madre, che porti dento.
    Sei tu il sacrario a cui
    mi dedico con cieco ed
    estremo fervore in questa
    calda notte estiva.