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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 27 dicembre 2017 alle ore 1:01

    Non mi basta avere qualcuno da amare. Non mi basta trovare qualcuno che la notte tenga calda la mia pelle. Non mi bastano le parole d'amore. Ho bisogno di amare qualcuno che mi ami con la stessa importanza e lo stesso rispetto. Ho bisogno di qualcuno che si preoccupa di scaldarmi la mente e il cuore per poter far godere anche la mia pelle. Ho bisogno che le parole prendano il largo, perché ad una certa età si fa spazio ai fatti. Non mi bastano i "Per sempre". Non mi bastano i "Ti amo" e nemmeno tutti quegli inutili "Sei speciale". Ho bisogno di vedere una costanza quotidiana che un per sempre lo costruisce giorno dopo giorno. Ho bisogno di essere rispettata, non annullata, non calpestata e tradita per sentire un "Ti amo" che va ben oltre le parole. Ho bisogno di essere ascoltata e compresa, guardata come qualcosa di unico e curata come qualcosa di raro e prezioso che non capiterà una seconda volta nella vita; perché io possa sentirmi speciale. Non mi basta più la favola, l'utopia e vedere i miei dubbi, le mie paure e le mie incertezze colmate da belle parole. Ho bisogno di stare serena, di potermi appoggiare e non di trovare il vuoto e il silenzio. Ho bisogno di sentirmi dentro una realtà che vale, che conta e soprattutto piena di concretezza!

  • 26 dicembre 2017 alle ore 20:27
    Affacciare ali

    Mi metterei fino all’epifania
    ad ascoltare i legni
    donandosi bruciare
    dentro muri di pietra il cuore
    nel non sentire i campanelli.
    Hanno portato nastri d’oro
    e vino, sarà comunque festa e chi
    non si stupisce della luce spezzata
    rompe noci e gioisce
    al dubbio dei contrasti:
    la notte quieta -sembra
    sotto una stella insanguinata
    d’oppio e sorrisi, ch’è fin troppo facile
    “l’amore è dentro te” se un nodo
    di dialoghi e silenzi implode
    idealizzato in verbi all’infinito
    -sentire, cogliere.
    Ma bisogna affacciare
    ali, liberare, correre.

  • Nato dal grembo di madre natura
    e gettato là
    tra insufficienti intelligenze
    a sguazzare
    nella confusione dei pensieri
    e negl'inganni della mente
    con verità d'imposizione
    a controllare le emozioni
    e accettate
    quale nutrimento dell'anima
    aspetto Te Gesù
    mio Salvatore
    che mi prendi per la mano
    e mi riporti a casa
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 25 dicembre 2017 alle ore 20:22
    Natale e tristezza

    Ricordo l'infanzia

    e quando la mia età
    era una primavera canuta

    sempre furente

    quando le amarezze
    si mescolavano ai turbamenti

    quando le mie passioni
    vivevano di rabbie

    nel lutto della vita

    E perdonatemi

    se vi porto in dono
    queste mie tristezze

    non ho vergogna
    dei miei Natali ciechi

    né del desiderio
    che ho adesso

    di non coprirli d'oblìo
    .
    Cesare [email protected]

  • 25 dicembre 2017 alle ore 20:19
    La mia ricchezza (addì il mattino del Natale 2017)

    Impatto amaro
    al risveglio ho trovato
    ai piedi di tutte le promesse
    in questo giorno del Tuo arrivo
    nel vedere ancora in Ognuno
    la nostra miseria
    compagna di strada e di cicatrici
    E sospiro alle mie tristezze
    facendone aria di vita
    nel perpetuarsi delle malvagità
    di cattivi eunuchi
    nel desiderio d'amicizia
    d'uomini umili
    chiave universale
    che m'ha aperto sempre
    le porte della libertà
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 25 dicembre 2017 alle ore 0:35
    Natale

    È Natale
    ed io non me n’ero accorta…
    Non lo sanno le terre
    che hanno fame
    e i ragazzini con una bomba in mano
    e nemmeno quel barbone
    stracciato a terra
    ha sentito il profumo
    di un banchetto che brinda.
    Non lo sanno quei matti
    rinchiusi nelle voliere.
    Forse non l’avrebbe capito
    nemmeno quel bambino nudo
    se non l’aveste messo
    in una grotta.

  • 24 dicembre 2017 alle ore 15:55
    Ci sono Mondi (Sonetto)

     
    Ci sono mondi, nella fantasia,
     sospesi in ogni battito di ciglia,
     son desideri d' una notte in veglia
     racchiusi in una bolla di poesia.
     
     Ci son disegni colmi d'armonia
     che sanno realizzar la meraviglia
     raggianti, in  madreperla di conchiglia
     spruzzati di sorrisi e di magia
     
    Ci sono storie, raccontate in breve
    fatte d' abbracci dati  nel perdono
    saldati da cristalli e bucaneve.
     
    Ci sono amori a sciogliere la neve
    a ricordar la vita, grande dono
    perché nulla è scontato e nulla deve.
     

     

  • 24 dicembre 2017 alle ore 0:07
    Natale

    Momenti scampati
    ad agonie di trambusti: 
    -assordanti-
    Momenti afferrati
    all'idiozia 
    d'accecate follie
    Momenti rubati
    Momenti rinati 
    Momenti d'incontro
    del Sé con il Sé
    d'altri sé anelanti
    S'accostan momenti 
    di assoluti silenzi 
    'sì vicini al Creato 
    d'amare ogni istante 
    scordando l'inutile
    strepitio del vanesio 
    È Natale
    scie di astrali silenzi 
    afferrano 
    in eccelsi cieli trasportano 
    nell'incontro uniscono.

  • 23 dicembre 2017 alle ore 16:01
    Vassoi offerti al Natale

    E se ora fossero più dolci
    i nidi in pastafrolla 
    in fila sui vassoi
    dopo che mani sbocciano
    profumi di finestre verso il cielo,
    in orli di campane un rilucere
    d’intonaci, un impasto di pietre
     
    Nelle ore di Natale, prossime
    d’abbondanza in mense
    se mandarini e resine
    sento bruciare
    nel timore dell’aria
    che ha assorbito colpe
    sotto astri d’ogni provenienza
     
    lo spirito brandisce la parola
    porta Betlemme in voce
    su terre aride
    a estorcere un palpito di bene,
    finanche il caldo
    dai nostri maglioni spessi
    esca allo scoperto
    in trama d’abbraccio 

  • 23 dicembre 2017 alle ore 9:44
    Buon Natale! (quattro mani con Giuseppe Iannozzi)

    Nella notte stellata una strada.
    E un sentiero ombreggiato di sogni
    mai rivelati alla luce del giorno;
    grandi alberi di rami mezzo spogliati,
    addobbati di fragili chiome argentate.
    E strade dorate di luce
    che al passaggio del vento
    si commuovono in amore;
    in essa la gente si specchia,
    peccato però non sappia
    riconoscersi
    se non in un buio riflesso.Vuol la Stella condurci
    in segreto, lontano dal mondo,
    dai cattivi che ci vivono attorno.
    Pastori tremanti, al momento
    estatici nell’ammirare
    il piccolo fagotto lor di fronte;
    il suo bel volto simile
    nostro riflesso nel sole al tramonto
    per un mistico incontro
    nel giorno più bello dell’anno.

    Vivere il dono di Dio
    nella meraviglia,
    nella gratitudine,
    nel distacco
    dai beni materiali.

    Quest’uomo nuovo,
    umile come i pastori,
    saggio come
    i Re Magi.

  • 23 dicembre 2017 alle ore 7:54
    Stamattina, divagando nel mio intimismo

    Se mai
    riuscissi ad arrivare al cielo
    vorrei che tu fossi con me
    a godere
    delle meraviglie della vita
    viste dall'alto
    da un'altra angolazione
    con lo sguardo della contemplazione
    E mi accingo
    alla grandezza del vivere
    sognando strade d'eremitaggio
    nel nostro cammino fiabesco e misterioso
    tra il cinguettio degli uccelli
    e le suggestioni dell'anima
    E mi aggiro in quei dintorni
    aspettando l'Ascesa
    .
    cesaremoceo
    proprietà intellettuale riservata
    Copyright

  • 23 dicembre 2017 alle ore 7:52
    Nel domani d'ogni domani

    Salgo con cautela gli scalini del mio vivere uno alla volta saltando con parsimonia i saperi illeciti del mio andare incontro a fantasie promiscue d'impulsi d'odio e sentimenti di ribrezzo E rimango fermo molte volte a metà strada senza saper se andar avanti o tornare indietro nel mio sognare senza speranza nella perenne attesa dolorosa e intensa di un miglior domani . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 23 dicembre 2017 alle ore 7:49
    Scrivo, dunque esisto

    Ho passeggiato camminato e corso su strade dissestate dove fossi pronti a inghiottirmi hanno costellato la mia strada Ho navigato in acque calme e in mari in tempesta dove la mia fede è stata zattera di salvataggio Ora immerso in futili pensieri non m'accorgo più dei giorni che passano e nel mio restare spoglio di fascino e di futuro e schiavo di me stesso e delle mie fobie scrivo per svuotare l'anima dalle torture subite negli anni . Da "La nuova vita" di Cesare Moceo @ Tutti i diritti riservati

  • 23 dicembre 2017 alle ore 7:46
    Io, che volevo una vita semplice

    Ardono fioche le fiamme perpetue fra le brine fredde di questo mesto inverno nel transitar dell'anima tra le fitte tenebre della terra avvolta in corone di spine e slanci di rimpianti ricchi di illusoria socialità e poveri di sacrificio in questo futuro che lascia agli uomini solo il tempo d'inutili sguardi all'orizzonte Nel silenzio d'attorno sento il dolore del mondo assurgere a padre delle follie e tutto al passar degli anni vive nella consuetudine di far divenire certi dolori pane quotidiano E m'immergo nella desolazione per sentire nel mio profondo qualche sintomo di pace . Cesare Moceo @ Tutti i diritti riservati

  • 23 dicembre 2017 alle ore 7:43
    Sogni senza speranze

    Attese continue dolorose Mi trascino nell'incertezza nel mio sognare senza speranza anzi nella certezza d'essere diventato solo un barattolo vuoto sballottato in tutte le direzioni da venti senza confini E aspetto ancora che qualcosa cambi . Cesare Moceo @ da "La nuova vita" di Cesare Moceo

  • 23 dicembre 2017 alle ore 7:40
    Il vero amore

    Giorni di festa nel piacere di ritrovare il mio minimalismo di tornare alla semplicità del mio voler essere invisibile Esco dalla lunga eleganza d'essere stato sempre in coppia con me stesso da quel desiderio di continuità ormai divenuta specie incolore del mio scrivere che per troppo tempo ho indossato e vissuto Son passati i giorni in cui rifulsero soli accecanti quando l'estro e la mente erano splendidi ora cerco solo punti di non ritorno momenti nei quali (con)fermo l'istinto e la passione . da " La nuova vita " di Cesare Moceo @ Tutti i diritti riservati

  • 22 dicembre 2017 alle ore 22:35
    I vermigli confini

    I vermigli confini 
    Oltre le nostre brevi notti 
    Foglie che sono partite
    Come un semplice gesto torni
    Nei miei dialoghi con il vento

  • 21 dicembre 2017 alle ore 14:35

    Non sono più fatta per certe cose.
    Non sono più fatta per fare la mogliettina, accudire un marito come fosse un bambino, per servirlo e tutto il resto. Non sono più fatta per compiacere, adeguarmi e tanto meno accontentarmi. Sono ormai una Donna così lontana da questo mondo stereotipo. Sono ormai una forza indipendente, decisa, sicura di se' e spesso fin troppo fredda, dura e distaccata.
    Non sono più fatta per comprendere cavolate, ascoltare lamentele banali o sfoghi drammatici di chi non ha in realtà problemi concreti. Ormai vivo di poche cose e mi lamento solo laddove perdo veramente il senso dell'orientamento. Non sono più fatta per appoggiarmi o adagiarmi in attesa del miracolo. Sono ormai forza costante, una che ha imparato a stringere i denti e a darsi da fare senza perdere mai la speranza.
    Non ero un muro indistruttibile, per niente, anzi... Spesso crollavo per cose piccole, ma solo quando si parlava di sentimenti, affetti e legami. Mi perdevo e soffrivo in modo indescrivibile quando venivo ferita nell'animo, quando venivo tradita nella fiducia, quando mi accorgevo di non aver capito niente di chi avessi di fronte. Poi... Una botta e sei di nuovo in piedi... La seconda e con fatica torni a metterti di nuovo in piedi... La terza e devi imparare da capo come si prosegue, cosa sia dare di nuovo fiducia... La quarta ed ecco che non ci sei più. Li devi ricostruirti nuova, completamente... Si riparte proprio dall'inizio, come tornare ad imparare a camminare. Allora ci pensi a tutto questo durante il tuo percorso di ricostruzione interiore... Ci pensi e tanto. E pensi che in fondo imparare a lasciare andare con distacco è l'arma più potente che puoi avere tra le mani. Probabilmente non impedirà che tu abbia nuove ferite, ma sicuramente non permetterà di ingrandirle a tal punto da farle diventare nuove ferite costantemente aperte e difficilmente curabili. Ci pensi cazzo... Ci pensi a quanto sei stata male, a quante notti hai passato a contare i minuti, mentre chi ti aveva ferita dormiva sonni tranquilli. Ci pensi alle parole che non hai avuto, al silenzio che ti hanno regalato e a tutta l'indifferenza che subivi mentre il tuo dolore ti divorava e tu sola lo affrontavi! Ci pensi che non vale la pena, ci pensi che hai lo stesso diritto loro di stare bene. Allora rinasci, ma rinasci diversa!
    Eccoti... Di nuovo in piedi, forte e pronta a combattere. Pronta a puntare anche negli occhi di chi ti ha ferita senza paura, senza rimorsi e sorridere perché sai di avere molte cose in più. Eccoti, mentre cammini verso il mondo sicura e senza paure, perché sai di aver conosciuto l'inferno e di averlo attraversato. Eccoti, con le tue ferite rimarginate, ma appese all'anima come medaglie. Tanti punti dolorosi sparsi un po' qua e un po' là sulle pareti dell'anima, sulla pelle, dentro al cuore... Ora sai che unendo quei punti percorri la tua strada, il tracciato della tua vita, il tuo cammino percorso... Eccolo il libro della tua vita, eccole le parole non dette, eccoli i dolori non confessati, i sentimenti mai ricambiati, eccolo il tuo punto morto e la tua rinascita! Eccoti, sei tornata! Adesso fai tesoro di ogni punto e... Buon viaggio!

  • 21 dicembre 2017 alle ore 12:56
    Attesa

    Mi aspetti come il deserto 
    una goccia d’acqua
    e vivi respirando l’illusione 
    di un’oasi da raggiungere.
    Arsura di emozioni 
    che fermano il mondo
    ma il mondo sei te
    e non smetti mai
    di circondarti di me, 
    il tuo cielo.

    Matteo Cotugno
    01-07-2017

  • 21 dicembre 2017 alle ore 11:04
    Semplicemente Auguri

    Semplicemente Auguri
    alla terra e
    ai mari,
    ai cieli amari e
    alle stelle cadenti,
    ai perdenti
    ai potenti
    alle porte chiuse e
    alle aurore deluse.
    Semplicemente Auguri
    ai tramonti e
    alle lacrime
    agli alberi e alle vette
    alle fonti
    alle solitudini costrette.
    Semplicemente Auguri
    alla poesia,
    alla nostalgia
    alla malinconia 
    di rive perdute e 
    alla frenesia di
    di queste mani legate.
    All'uomo, alle sue dimore
    alla follia,
    all'utopia 
    di un mondo migliore.
    Alla notte e alle stagioni
    ai sovrani e ai giullari
    al silenzio dei fiori
    al vento di domani
    semplicemente Auguri.

  • 20 dicembre 2017 alle ore 21:59

    Ti guardano, ti osservano e ti giudicano.

    Le tue scelte, il tuo atteggiamento, i tuoi modi.

    Solo io so cosa abbiano significato, cosa abbiano lasciato e quanto sia stato alto il prezzo per superare certe situazioni.

    Non siete nessuno per "Etichettarmi" in base a ciò che pensate, vedete o credete. Io non mostro mai chi sono a chiunque. Se attaccare, giudicare e screditare vi fa sentire migliori sappiate che non lo siete affatto. Dipingere di negativo gli altri non vi pulisce la coscienza dal marcio che c'è in voi. 

  • 20 dicembre 2017 alle ore 21:30
    Una chiave nel silenzio

    In uno sguardo
    la confessione,
    un confine
    oltrepassato,
    una chiave
    nel silenzio,
    un dolore
    addormentato.
    Si riconosce
    il cielo
    e la strada
    di casa,
    si fa vivo
    il coraggio
    o parla
    la paura;
    in uno sguardo
    la solitudine scurisce
    il mondo intero,
    in uno sguardo
    vive l'amore
    imprigionato
    che non si riduce
    e si fa vero.

  • 20 dicembre 2017 alle ore 16:19
    Per la prima laurea (a F.)

    Io lo vedo
    il fiammeggiante calore
    prenderti gli occhi
    dal libro- meraviglia
    che hai imparato a leggere,
    e pagine che hai scritto
    d’amore per la chimica
    il dono alla ricerca
    che eleva l’uomo
    nella catena della vita.
    Ti ho vista, per mia fortuna,
    col camice tra i piccoli segreti
    del "tuo" laboratorio.
    È lì, l’orgoglio mai ostentato
    dopo una prova
    tra centrifughe e Bunsen 
    e il grafico che cresce in stime,
    la cura e anche il rovello
    di dare un senso
    ai segni infinitesimi.
    Perché tu tocchi l’intoccabile
    con le pinzette della mente
    dove le nostre dita no, non sentono.
    Molecole
    aggiunte e cancellate
    come parole in manoscritti
    come elementi d’arte
    che spiegano e rispiegano chi siamo
    noi natura, oggetti in movimento
    energia e vibrazioni
    virati in formule.
    E che nessuno dica “fredde”.

  • "Il mio vivere è qui,dove m'arrivano i pensieri più profondi" (Cesmo)

    Guardo
    nei miei giorni
    a lungo
    negli abissi del futuro
    sperando dentro al cuore
    che nel tempo
    qualche abisso
    mi rivolga il suo sguardo
    E mi sovviene spesso
    il desiderio di smettere
    di non voler più
    fare parte del "de profundis"
    in cui è sublime immergermi
    pur nel piacere di rifiutarlo
    E brividi di passione
    m'attraversano
    al pensiero di gettare la penna
    cancellarne l'inchiostro
    chiudere la porta ai versi
    mentre godo a ammirare la Natura
    avvicinarmi Lei
    coglierne l'essenza
    e viverci dentro
    nel reciproco rispetto
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 19 dicembre 2017 alle ore 21:15
    La beatitudine della solitudine

    È sera inoltrata

    quasi notte

    In questo buio senza luna

    me ne vado assorto
    nella mia solitudine

    senza fronzoli
    e senza disperazione

    facendo la somma
    delle mie primavere

    e guardando
    col naso all'insù

    a quegli attimi in cui

    il Cielo terso

    punteggiato di stelle

    procura agli occhi
    visioni di assoluta felicità

    E così mentre passeggio

    non provo astio per alcuno
    per questo mio voler andar da solo

    che in questa mia vita
    è diventato desiderio del cuore

    un sentimento clandestino
    per continuare a riconoscermi

    anche se arido di parole

    ma indissolubilmente idilliaco
    e carnale insieme

    che non aspetta altro che vivere
    senza paura d'eremitaggi
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati