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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 08 maggio 2014 alle ore 17:47

    Mettetevi al culo tutti i vostri gesti gentili, modi galanti e regalini addolcisci momento. Mettetevi al culo ogni parola detta per conquistare, per arrivare ai traguardi. Mettetevi al culo i vostri finti valori usati come copione solo nel momento del bisogno. Che tu sia uomo o che tu sia donna quando vivi con questo atteggiamento non varrai mai niente! Non servono gesti gentili, modi galanti e favole incantate per rendere felice qualcuno!  Serve amore! Sincerità e correttezza! Serve verità! Pura e sacrosanta verità! Per tanto uomo o donna che tu sia vai a giocare con la "Chicco" perchè con i sentimenti non ci puoi trattare e mi sa che devi ancora crescere e imparare tanto dalla vita... Ma purtroppo certi valori non si imparano o li hai o non li hai!

  • 08 maggio 2014 alle ore 16:57
    SEI IL MIO CUORE, TI AMO

    "SEI IL MIO CUORE,TI AMO" Ti penso sempre, sei la mia gioia,che belle serate insieme a te!Non ho parole per l'emozione che provo quando viviamo i nostri momenti da favola.Sai guardare i tuoi occhi,è come sognarti,respirare è,come vivere della tua anima,sorridere per viverti ogni giorno che passa.Sono innamorata di te amore mio,perché sei speciale,perché sai farti perdonare nel migliore dei modi,perche' mi piaci per come sei,edesidero solo te nel mio cuoreperché ogni minuto che passa lo rendi speciale.Non so come descriverti ma sei una persona fantastica, sei la parte di me e della mia vita. Ci sono momenti che, sono persa senza di te,ora che te ne andrai mi mancherà averti accanto, mi viene da piangere perché senza te non so stare è come vivere senza un mondo. Spero che quei giorni passeranno velocemente per non morire di te.Ti voglio migliore amico.VIVIANA ADDOLORATA CALABRESE POETA

  • 08 maggio 2014 alle ore 16:43
    Emozione(acrostico)

    E streme miserie
    M imetizzano profusioni di sentimenti in
    O mbre anonime nell'anima ricolma di sogni
    Z ucchero e fiele di ardori che
    I mbavagliano temperamenti sgombri di
    O rpelli a stipare e
    N ascondere nella paura
    E sperienze e istinti
    .
    cesaremoceo
     

  • 07 maggio 2014 alle ore 21:21
    J'accuse

    Voi che alimentate il freddo dei cuori
    con gelide trasparenze

    a far sentire i rimorsi delle coscienze
    nelle nostre riflessioni spontanee

    lasciandoci andare alla deriva

    e godete di questa aspirazione

    eccitante nell'arrogarvi il diritto
    di irrompere nelle altrui felicità

    ritrovandovi con l'anima
    terribilmente povera

    siete destinati a rimanere nel nulla 

    a vivere esistenze ignobili
    prive di verità e piene di drammi

    invischiati nella mediocrità
    e nelle bassezze giornaliere

    e nell'alibi di queste viltà

    sfuggite al richiamo della dignità
    propria dell'ansia di verità e di giustizia
    .
    cesaremoceo

  • 07 maggio 2014 alle ore 20:42

    Quando è il vuoto che irrompe dentro te... Puoi provare a non ascoltarlo e ad ignorare le lacrime che a fatica cacci indietro. Puoi sorridere asciugandole, ma l'amaro sulle labbra lo senti comunque. Quando credi che sei invisibile e mai "Abbastanza" alzi una barriera che in pochi riusciranno a penetrare. Sarai tu stesso a renderla più spessa ogni volta che qualcuno si avvicina. La paura che sia troppo sottile e che quel coltello chiamato "Delusione" possa ancora ferirti fa di te una persona quasi incomprensibile e apparentemente "Fredda & Insensibile"!

  • 07 maggio 2014 alle ore 19:55

    L'onestà e la bellezza dell'anima non si nasconde dietro gesti carini e paroline  giuste al momento giusto. L'onestà e la bellezza di un animo è qualcosa che senti costantemente sulla pelle... Qualcosa che sfiori e non vedi, ma di cui percepisci la grandezza e la concretezza! La bellezza di una persona non è fatta di ciò che "Appari", ma di ciò che "Sei" ogni giorno. Vale di più un abbraccio nel silenzio ma vero e sincero... Di tanti "Ti amo" e "Ci tengo" non dimostrati!

  • 07 maggio 2014 alle ore 18:44
    Il canto delle mie catene

    Nulla per cui lottare,
    nulla che abbia senso.
    E adesso io sto toccando il fondo
    di una solitudine, mascherata,
    di giorno.
    Non vedo ragioni
    per coltivare sogni
    che presto svaniranno.
    Rinchiusa
    fra queste quattro mura
    e tra barriere mentali
    che abbattere non so.
    Prigioniera di me,
    vita regalo a chi da me risucchia
    e affonda nelle carni mie
    l'avida bocca mai sazia.
    Nulla per me rimane,
    svuotata d'energia
    non so nemmeno piangere.
    A me dato non è d'essere felice,
    sto asservita a quel falso bene
    che toglie libertà e respiro,
    rassicurata da queste catene.
    Indispensabili ormai:
    non so più camminare
    senza udire, scandito
    al ritmo dei miei passi,
    il loro metallico canto.

  • 07 maggio 2014 alle ore 16:07
    Vanesia!

    Ti sei girata a guardare
    per vedere le mie lacrime
    dopo il tuo addio
    Così preziosa!
    Ti sei ritrovata
    coi piedi nella pozzanghera
    dopo la delusione.
    Così orgogliosa!

     

  • 07 maggio 2014 alle ore 13:13

    Su Facebook c'è una funzione che si chiama "Blocca". Una funzione che le persone intelligenti usano per evitare contatti con altre persone. Poi ci sono i mentecatti... Quelli che la usano tanto per paura, perche si cagano sotto o magari per darsi un contegno... Ma poi hanno la faccina di merda di venire a spiare il tuo profilo con altri profilini fake. A guardare, scuriosare e giudicare tutto ciò che fai.... Facciamo un bel sorriso a tutte queste personcine coerenti, intelligenti e soprattutto "furbe"! Su su.... in posa....3.... 2... 1.... chissssssssssssssssss
    CLICK  

  • 07 maggio 2014 alle ore 13:09
    Orchidea

    C’è stato un errore nella parola
    nel significato che mi hai dato tu!
    Credevi ti amassi, o che ammirassi ciò che sei?
    Non hai capito, che cosa sei tu per me,
    solo un antidepressivo, che prendo tanto per provare.
    Non esser nervosa, non ti agitare, dannazione,
    mi arrabbio anch’io e non voglio esserlo più,
    voglio stare cheto, come l’ acqua del mare, la giù,
    per questo ho dipinto nel mio cervello una stanza tutta blu.
    Credevi ti amassi! Che vana illusione infante mia.
    Non amo nessuno, non amo nessuno, eccetto me!!!
    Serpenti che strisciano, tra fulmini bianchi dentro me,
    attorno ad una orchidea, che resta schiusa e da vertigine!
    Tutti i ratti, tutti i ratti che ho dentro me,
    vogliono uscire dalla fogna, ridere e ballare,
    perché vedon la faccia odiosa e schifata che tu fai,
    te lo avevo detto sono solo un giullare, non ti fidar,
    lo hai scelto da sola, ti avevo avvisata, che vuoi da me.
    Ti credevi un genio, ma invece nelle mani ora cos’ hai?
    Nient’ altro che aria, che tra l’ altro puzza un po’ di me
    e della mia orchidea, che non mi fa smettere di ridere.

  • 07 maggio 2014 alle ore 13:07
    Asfissia

    Trattengo il respiro per
    guardare diretto l’oblio,
    per sporgermi sul baratro infinito.
    Un secondo, poi un altro, ancora uno;
    un minuto poi cinque,
    è questione di forza di volontà.
    Trattengo il respiro, quando sono
    stanco, è un lento piacere, quando
    si è affranti, accarezzare  il nero
    volto vellutato della fine.

  • 06 maggio 2014 alle ore 22:22
    Acrostinomio

    C om'e dolce concepire
    E mozioni intense che
    S 'insinuano sublimi nei sogni !
    A ssemblare amori e sofferenze nei
    R icordi del cuore
    E vivere la vita
    M ascherando i dolori e
    O sannando i sentimenti
    C onservandoli tra i sonni del cuore
    E quando si sveglieranno
    O mbre malvagie svaniranno
    .
    cesaremoceo(c)
     

  • 06 maggio 2014 alle ore 21:20
    La ciambella dell'amore

    Destino irriverente

    vivere con i sentimenti mascherati
    e lasciati prigionieri dei pregiudizi

    a impedire di afferrare
    l'Essenza della vita !
     
    E agonizzare nell'anima
    travolti dalle onde dei compromessi

    e continuare a lottare in quei flutti
    tra lo smarrimento e le esitazioni 

    Riemergere con forza
    aggrappati alla ciambella dell'amore

    a riaversi e ammassare le speranze 
    in quel piacevole male
    da cui non si guarisce

    rintracciarne le tracce
    nell'imperitura memoria 
    custodita nel cuore
     
    e non rischiare di cadere nell'oblio

    per la crudeltà dei gesti
    che oseremmo compiere
    .
    cesaremoceo(c)

  • 06 maggio 2014 alle ore 18:53
    Futuro

    Sogno di restare
    sempre con te
    mia fioca luce
    mia piccola mite
    Mi sveglio ora
    confuso ancora
    dalla tua bellezza
    intatta ancora
    Non so ornar
    per te il mio amar
    per te il mio poetar
    per te il mio lodar
    Come da piccolo seme
    un albero nasce
    sì un piccolo chiarissimo rosa tenue
    imperla le tue gote
    Fiore bianchissimo
    cuore insanguinato
    amore ricambiato
    promettere scambiato.
     

  • 06 maggio 2014 alle ore 17:05
    Per una semplice ragione

    Non posso stancarmi
    di amarti
    Dovrei soffocare
    ogni respiro
    Prosciugare fin nell'intimo
    ogni cellula
    Svuotare la mia mente
    d'ogni pensiero
    Negare l'anima
    che mi da la vita
    Non posso rinunciare
    ad amarti
    Per un' innegabile ragione
    ti amo!
     

  • 06 maggio 2014 alle ore 12:48
    Cocktail del mattino

    Cocktail del mattino
    questo accadimento
    di terra ed acqua
    congiunto al respiro,
    questo stupore
    popolato da versi umani.
    La luce incerta incede
    verso la forma
    ed asseconda il cerchio
    del cielo definito dalle finestre,
    -mostrami il mondo capovolto
    dove non è d'obbligo il vestito,
    mostrami la virtù del tempo sospeso,
    l'indicibile che schiocca tra le labbra,
    mostrami l'entità che emerge 
    tra le cose inscritte 
    negli altri cieli-
    Mostrami il verso acuto
    che si scrive nel vento
    e che avviene dalle lontananze
    e nel lontano torna.

  • 06 maggio 2014 alle ore 12:46
    Nulla di male

    Ho lasciato un'impronta sul fiume, 
    -il fiume ha lasciato un segno su di me-. 
    Come potrei? Lasciare i girasoli! 
    Ho metà cuore in una tempesta, 
    - metà del mio cuore - .
    Le ore siderali sono giù, 
    lungo le rive illuminate, 
    metà del mio cuore è vivo.
    A chi rivolgersi?
    Lasciare un intero battaglione di girasoli
    lungo il fiume, per metà cuore.
    Non c'è nulla di male ma
    non vorrei morir(n)e.

  • 06 maggio 2014 alle ore 12:44
    Vento notturno

    Noi sappiamo
    assecondare il vento,
    l'acme della sua opera imprescindibile
    dalla notte che coagula,
    con tutto ciò che vive nei respiri
    abbiamo un ritrovo segreto.
    Di questa emersa verità
    contiamo le ombre,
    la materia specifica del buio
    dissipa l'immagine del mondo
    e ruba le parole
    di dio.
    Ciò che esiste veramente
    è il circolo dei corpi
    che riconoscono le curve e gli anfratti
    come unica dimora,
    affacciati alle vertigini del sonno.

  • 06 maggio 2014 alle ore 12:34
    Recital

    Condannato immobile
    ad affrontare continui viaggi

    fuori e dentro di me

    utilizzo i pensieri
    negli accordi e disaccordi
    delle mie radici e dei miei domani

    E nell'alternanza
    di fratture e momenti di lucidità

    con le voci di dentro
    a rimestare nella cattiva coscienza

    sviluppare il coraggio
    di affrontare lunghi calvari
    nel dialogo con Dio

    accettare le passioni
    trasformate in forti sofferenze

    e annegarle nel fascino morboso dei dolori

    Infiammarmi in questa fantasia

    a mangiarne i frutti dell'immaginazione

    raccontare i sogni
    alla ricerca di qualsiasi carezza

    e fantasticare
    vestendo l'anima di luci e di colori

    nello straordinario palcoscenico che è la vita

    risolvendo così l'intrinseco dubbio
    che mi rende differente dalle bestie
    .
    cesaremoceo(c)

  • 06 maggio 2014 alle ore 1:00
    Ieraticità

    Fatalità di un attimo:

    così gli adulti chiamano il gioco delle

    parti,

    ma poi torni,

    torni sempre.

    Lumi di candele

    sui quali ci soffi,

    cera,

    una volta 

    all'anno.

    L'ora di religione:

    fecondatrice di disattenzione,

    profanatori sacerrimi 

    di coscienze

    incontaminate.

    Fatalità di un attimo:

    l'attività di un bambino,

    il lavoro nero di un adulto.

  • 06 maggio 2014 alle ore 0:53
    Incomprensioni

    Il fulmine è la stampella del tuono,
    nubifragi d'odio,
    schizzechea di perdono.
    Morire d'amore è disoccupazione,
    tris di donne, senza cuori,
    full di vagabondi davanti a una stazione.
    Piedistalli divaricati, a calpestare
    equilibri modificati
    dall'insostenibile leggerezza
    del masticare.
    Proprietà privata,
    serenate di gatti
    dinnanzi all'uscio di una vedova
    dimenticata.
    Quotidiani del giorno dopo
    a predire un passato
    privo di qualsiasi scopo,
    rami depredati
    dall'autunno in calore,
    fogli posseduti
    dall'incapacità di comunicare.

  • 05 maggio 2014 alle ore 22:09
    Senza urgenza di morire

    Vivere il mondo fino in fondo
    sfuggendo alla quotidianità

    con i rimorsi a giacere tra i ricordi 

    e la speranza di non crescere
    e rintanarsi nella propria follia 

    a costruire l'alibi del proprio inganno

    accettando d'essere diverso

    anche dentro l'innato
    senso di violenza represso

    provocato da sorrisi impertinenti

    a manifestarsi nella voglia di rivalsa 

    sospinta dall'anelito di combattere
    il destino ormai segnato
    d'assaggiare l'acre sapore dell'astio

    disgusto della vita

    intrisa di pianti e d'utopie
    .
    cesaremoceo(c)

  • 05 maggio 2014 alle ore 19:38
    Insonnia

    Costruisco una casa di cartone
    Un muro col cuscino 
    Un recinto di piumone
    In mezzo al fumo col fiatone
    Ti ho sbranato in un boccone

    Ingoio lame 
    colazione con pane e salame
    Non mi guardo mai i piedi
    Non lasciare che ti spieghi

    Costruisco le mie armi 
    Mentre mi dò non voglio darmi
    E mi nascondo nel cassetto con in mano quel gessetto
    Mi manco già da un pò
    Non so cosa farò 
    Già sò...non dormirò...

    Costruisco il mio alibi al cartone
    Mi tuffo a fondo nel piumone
    Soffoco la ragione
    E mi regalo la mia unica ossessione

  • 05 maggio 2014 alle ore 19:36
    Esplode quasi

    Mi esploderà il cuore a forza di rimandare
    a forza di questo continuo trasformare.
    sono come uno di quegli animali che sà cambiare colore
    che pur di non farsi acchiappare, pur di non morire, sa cambiare.
    ed io mentre diventò altro inizio un pò a morire
    non mi basto più, lo senti il ribollire?
    mi manco....
    e riesco a mancarmi persino nello specchio
    non riesco a sputarmi
    non sento niente
    è indecente
    non sono niente
    è incombente

    mi esploderà il cuore
    senza far rumore
    e sembreranno artifici lontani
    d'un paese in festa
    visti da dietro una finestra

  • 05 maggio 2014 alle ore 18:29
    Volo Spezzato

     

     
     
    Sogni e speranze
    Consumate
    In un campo di calcio
    Fra la gioia giovanile
    E l’attesa futura
    Alla testarda ricerca
    Di desiderate speranze
    Coltivate nel mitico mese
    Che festeggia Maria
    Calcando l’antica erba
    Con lo sguardo fra passi
    E giochi di gambe
    Vicino al pallone
    Scorgo  uno spaurito
    Canarino selvatico
    Negato a liberi voli
    La preda sicura
    Color  verdognolo
    Preda sicura
    Si regala con gioia
    Alle mani protese
    Per abitare la mia casa
    In compagnia guaritrice
    Delle sue e altrui ferite
    Per poi essere restituito
    Alla libertà dei cieli
    Con i suoi gorgheggi
    E tantissimi viaggi
    Verso future speranze.