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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 21 maggio 2014 alle ore 11:08
    Il dubbio

    Il dubbio attende
    quando in lontananza appare
    il buio, con i pensieri
    che vanno via, lasciando
    una scia, una tangibile prova
    mescolandosi fra riflessioni
    sfiorate dalla mente inconsueta
    dove un tormento aggredisce
    l'anima, ogni volta che trema
    Dispettoso si scaglia contro
    quel cuore offeso
    che al vento si abbandona
    in quella fangosa palude

  • 21 maggio 2014 alle ore 10:28
    Il Faro

     

     
     
     
    C'è chi veglia su di me!
     
    La mia prigione
    Il mio tormento
    Il patema del mio cuore
    È nel volare del tempo
     
    Che scorre risoluto
    Sui miei sentimenti
    Che si aggrovigliano
    E si dibattono dentro.
     
    La mia quiete è nel mare
    Su una barca senza remi
    Ed il mio cuore pure
    Che vuole fuggire
     
    E farsi guidare dal faro
    Dalla mia stella polare
    Verso la giusta rotta
    Per una quiete duratura.
     
    C’è chi veglia su di me!
     

  • 20 maggio 2014 alle ore 22:16
    Impulsi irrefrenabili

    Con l'angoscia rintanata in un cantuccio
    a fermentare bizze paranoiche

    m'incateno agli attimi liberi
    degli ingorghi della mente

    a girovagare tra fantasia e realtà

    Illusioni e verità
    a prendersi gioco di sentimenti errabondi

    e specchiare la coscienza
    nella riscossa dei pentimenti

    E creare lacerazioni e amputazioni

    senza smarrire mai la strada maestra
    tra euforie e complimenti 

    e il desiderio di rimpinguarmi
    di successo e di gloria
    .
    cesaremoceo

  • 20 maggio 2014 alle ore 21:35
    Quando la mia vecchiaia

    Mi spoglierò della realtà
    mi vestirò dei miei sogni
    dolce spensierata gioventù.
     
    Negli occhi il film della mia vita
    regista di illusioni
    attrice dei miei pensieri.
     
    Riempirò le rughe di ricordi
    riderò del dolore di un mancato amore
    che tanto mi fece soffrire
    e arricchiva il mio cuore.
     
    Oh! Lontana gioventù
    che fece di me una donna.
    Un sogghigno sulle labbra
    e una lacrima scivola via.

  • 20 maggio 2014 alle ore 21:09
    Speranza

    Dopo tante lettere
    finalmente
    mi hai dato risposte
    più precise
    Importante è
    continuare
    nonostante
    le distanze
    Aspettare
    qualche mese
    te vedere
    fra noi decidere
    Un’altra stagione
    deve passare
    tra noi l’amore
    non appassisce
    Lettere appassionate
    tra me e te
    dettate
    dal mio cuore ardente.
     

  • 20 maggio 2014 alle ore 20:59
    la vita vera in un palmo di mano

    la vita vera in un palmo di mano
    il sogno si alimenta
    nell'attesa che si spegne
    poco a poco
    poco a poco
    poco a poco
    ma la decisione è presa!
    in quest'epoca di iene, di avvoltoi e fattucchieri
    in quest'ora di falsi idoli di plastica, uomini soli al comando, predicatori multimediali e circuiti integrati,
    in questo spazio effimero di memorie virtuali, microchip, chiavi di accesso e password
    nel bel mezzo di questa giungla d'asfalto e cemento oltre e nonostante tutto,
    rimarrà incisa per sempre sul cuore una sola chiave,
    una sola melodia una sola preghiera, un inno alla gioia
    che grida nel vento
    mai più aspettare
    mai più aspettare
    mai più!
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    e che il sogno abbia inizio,
    la vita vera in un palmo di mano
    e così sia
    Marco Bo 
    presso le periferie del mondo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/05/la-vita-vera-in-un-palmo-di-mano.html

  • 20 maggio 2014 alle ore 15:52
    Verso una nuova alba.Raccomandata a.r.

    Illuminare al meglio l'anima 
    e pervadere gli scorci poco assolati

    del cuore e della mente

    rabbuiati dallo scorrere del tempo
    fatalmente infame

    Accendersi della propria natura

    percorsa e mutata
    da ancor vivissime vibrazioni

    a invitare a non barare

    guardare in faccia la realtà
    ed essere autentico nella verità

    e finalmente smettere d'essere sballottato 
    tra le onde impetuose dell'ansimare

    anche dentro colpe non commesse

    tra le chiazze esistenziali

    sparse nel sogno di una vita
    che non si è mai vissuta
    .
    cesaremoceo(c)

  • 20 maggio 2014 alle ore 11:22
    Il Faro

     

     
     
    C'è chi veglia su di me!
     
    La mia prigione
    Il mio tormento
    Il patema del mio cuore
    È nel volare del tempo
     
    Che scorre risoluto
    Sui miei sentimenti
    Che si aggrovigliano
    E si dibattono dentro.
     
    La mia quiete è nel mare
    Su una barca senza remi
    Ed il mio cuore pure
    Che vuole fuggire
     
    E farsi guidare dal faro
    Dalla mia stella polare
    Verso la giusta rotta
    Per una quiete duratura.
     
    C’è chi veglia su di me!
     

  • 20 maggio 2014 alle ore 1:40

    Ti ho ascoltato nei momenti più difficili ed ho cercato di capire. Ti ho lasciato piangere, quando secondo me altra strada non c'era per farti vedere la verità. Ti ho lasciato solo quando ho ritenuto necessario farti imparare dai tuoi stessi errori. Ti ho sorretto, sollevato e trascinato con prepotenza e forza verso la luce quando ti ho visto affondare. Sembra, leggendo queste righe che io abbia compiuto atti inverosimili, impossibili e quasi straordinari, ma in realtà ho fatto la cosa più semplice del mondo... "Ti sono stata AMICA"!

  • 20 maggio 2014 alle ore 1:22

    Incateno all'anima le persone più belle. Le lego a me quasi con prepotenza, non per il bisogno di possederle, ma perché sono certa che le belle persone quando hai la fortuna di incontrarle meritano un posto privilegiato nel tuo cuore. Incateno a me attimi vissuti con loro, percorsi vicini, affini e anche diversi se sono stati condivisi, sostenuti a vicenda e superati. Incateno a me le cadute, quelle solitarie e quelle in comune perché in quelle solitarie ho trovato queste persone pronte ad aiutarmi a rimettermi in piedi e in quelle in comune ci siamo stretti forte l'uno con l'altro per riprendere le forze. Incateno a me momenti e emozioni che mi hanno lasciato qualcosa, parole che mi hanno fatto da insegnamento e anche lacrime che assieme abbiamo versato, condiviso e asciugato.

  • 19 maggio 2014 alle ore 22:24
    L'anima di un uomo son le proprie opere

    Come un'aquila che si isola

    in attesa che le ricrescano
    becco ali e artigli

    e con la muta
    ricomincia una nuova vita

    vivo arie ferme di gelide malinconie
    di sentimenti reclusi nei silenzi

    ferite che parlano all'anima
    implorando ricordi d'antiche essenze

    a permeare l'emozione
    d'ansimare in frammenti
    frantumati di tempo

    canti lamentosi
    che sembrano isterici pianti
    a sfociare in spasmodiche risate
     
    e dar voce alla profondità dell'intimo

    nell'amore che non s'adatta
    a tutte le circostanze
    .
    cesaremoceo

  • 19 maggio 2014 alle ore 17:14
    Luna

    Luna,che sfumi d'argento la mia strada, che tortuosa si presenta sui miei passi pesanti su questo ritaglio di terra,orme indelebili davanti al tuo cospetto.
    D'incanto mi vesti come un re, che dal suo trono dispensa onori e virtù.
    A testa alta, girovagando tra fantasia e realtà,così mi trovi sospeso tra i miei pensieri.
    Timida, ti nascondi tra una nuvola e l'altra,che dall'ultimo bagliore del tuo inconscio ti trovi prigioniera della tua stessa realtà.
    Luna,che dalla tua vanità fu creata la notte,dispensatrice di consigli e di false verità.
    Tu,che rubasti l'amore dalle bocche di tutti gli innamorati,facendo della tua bellezza misericordia e rifugio per ogni cuore affamato d'amore.
    Illumina il mio volto ancora una volta, affinché anche il mio cuore possa seguire la mia ombra ormai persa nel bagliore del suo sguardo,che anche stanotte non vidi riflesso nel mio.

  • 19 maggio 2014 alle ore 17:10
    Tra cielo e mare

    Come un'onda che s'infrange tra le rocce, che affilate, sferzano i loro colpi sulla dolce spuma nebbiosa,così vivo.
    Tra cielo e mare, ci divide l'orizzonte,costretto da un destino beffardo, a rincorrerti e a non prenderti mai.
    Incosciente illusione,che ti prendi gioco della mia condizione, concedi un po' di clemenza a questi occhi che di fiducia bruciano ardenti.
    E tu alba,e tu tramonto,che ingannate il tempo col vostro splendore, avidi degli sguardi dell'uomo,concedetemi un raggio per potermi aggrappare.
    Gabbiano,Mercurio traditore,che vivi così come si vorrebbe, padrone dell'acqua e dell'aria,che mai concedesti udienza alle nostre parole,adesso aspettami altrove.
    Nessun, fu più maldestro di te,distratto Creatore.
    Ed io son qui,tra cielo e mare, ad attender la pioggia per ritrovare l'estate.

  • 19 maggio 2014 alle ore 17:07
    Visionario amico mio

    Visionario amico mio,nel tintinnare delle tue idee la mia coscienza prende forma,e specchi d'acqua riflettono la tua sagoma che leggera accarezza il mio stupore.
    Tra blues e be bop ti vedo danzare ubriaco,innalzando quell'ultimo bicchiere come fosse la chiave per la tua beatitudine.
    Tu,decennale conquistatore di delicata imperfezione,non giudicare il mondo con così tanta insoddisfatta veemenza,mondo che un giorno fu tuo,e tu solo in esso.
    Assonnato viaggiatore di mille generazioni sconfitte,come un ancor più antico profeta anche tu fuorilegge,insegui il tuo destino.
    Silenzioso, un giorno fece fuoco quel dito puntato tra la tua determinazione e la mia arroganza,mistico portavoce del mio disagio,così ti sei fatto carico delle mie colpe.
    E adesso,notte che con la tua benevolenza hai dato voce alla mia penna,a te voglio dedicare il mio ultimo pensiero,che di balzo in balzo vola sui tetti della mia gioventù,tradita ormai da mille falsi ideali e utopiche idee di rivoluzione.                         Visionario amico mio,anche tu sarai redento.

     

  • 19 maggio 2014 alle ore 16:56
    In via delle rose

    Ed io vidi danzare tra me e il mare,il profumo esotico di una dolce ironia.

    Io vidi una notte danzare con me e il cielo,un tripudio di stelle seguendo la mia.

    Io vidi una notte danzare un barlume di luce,ovunque esso sia.

    Io vidi una notte danzare un sospiro di vento,infinita armonia.

    Io vidi una notte danzare il mio ricordo,risoluta pazzia.

    Io vidi una notte danzare tra sogno e realtà,ogni mia fantasia.

    Io vidi una notte danzare una nota assoluta,nella sua leggiadria.

    Io vidi una notte danzare,o che notte non sia,o di notte vissuta,o di notte natìa.
                                                                                                                       
    Magari notte non vista,o mia completa follia.

    Io vidi una notte danzare la tua mano,vellutata movenza di un'incessante euforia.

    Vidi una notte danzare ogni tua frenesia.

    Vidi quella notte danzare una strana alchimia,pur non avendo mai visto la tua sincronia.

    Ricordando soltanto un'incessante aritmia.

     

  • 18 maggio 2014 alle ore 21:16
    Tra Speranza e Libertà

    Riappropriarsi delle emozioni

    nelle atmosfere ovattate
    dei rapporti contrapposti

    che convergono
    nella fuga dalla realtà

    per tenere accesi i sogni
    tra Speranza e Libertà

    atti finali a stuzzicare
    e condensare il destino

    nella pienezza che si stempera

    a piegarne le velleità
    su strade di morbide consapevolezze

    riverberi e suggestioni nella redenzione
    della verità e della giustizia

    e rivelarsi in concretezze di perbenismi.

  • 18 maggio 2014 alle ore 19:01
    Ti aspetto

    Ti aspetto
    con lo stesso tremore 
    che afferra il mattino
    prima che la luce
    che sorge da oriente
    inondi di perle
    la fresca rugiada sull'erba

  • 18 maggio 2014 alle ore 13:21

    Ringrazio ogni lacrima e ogni dolore. Ringrazio ogni pugno nello stomaco e ogni pugnalata nella schiena. Ringrazio le bugie e le cattiverie subite. Ringrazio chiunque in modo sbagliato abbia incrociato il mio cammino, alcuni di loro rallentandolo e altri addirittura fermandolo momentaneamente. Perché si sa che il dolore spesso mette a terra, ma io dico “Grazie”! Dico “Grazie”, perché ora le mie gambe hanno la sicurezza dei loro passi decisi. Le mie mani hanno la certezza di sapere quali cose, persone e valori devono stringere di più e quali invece devono lasciare andare. Dico grazie perché è cosi che si diventa grandi, che si diventa uomini o donne con la piena consapevolezza di se stessi e delle proprie capacità. E' così che si impara ed è così che si diventa consapevoli di ciò che meritiamo!

  • 18 maggio 2014 alle ore 13:09
    Lacerati dentro

     
    Questa è vita
    non il vostro continuo lacerarvi dentro.
    Questa è vita
    non il vostro sputare addosso.
    Il sorriso è lealtà
    non l'agire scorretto.
    Questa è vita
    non il vostro
    lacerarvi dentro.
    Agite e non odiate
    vivete
    non giocate, adulti d'età
    infanti infantili
    grammaticalmente inetti.

  • 17 maggio 2014 alle ore 22:43
    Il profumo di te

     Il profumo di te
     E riemerge l'amore
     prepotente e testardo

  • 17 maggio 2014 alle ore 22:17
    Luci ed ombre della vita

    Nascosto sospeso
    negli angoli bui dell'infinito

    ad ascoltare
    i palpiti intensi di me stesso

    inseguo i pensieri
    che sfuggono alla mente

    con la voce dell'Io
    che urla afflitta

    a guardare il mondo
    con le sue maledizioni

    e con l'ansia a fronteggiare
    il ritmo del respiro

    sto a percepire distorte realtà

    che mi fanno credere
    d'esser nato sbagliato 

    Così precipito
    in vortici di sentimenti

    a gioire soffrire e vivere
     
    tra le luci e le ombre
    della bellezza della vita
    .
    cesaremoceo(c)

  • 17 maggio 2014 alle ore 10:34
    E se il mondo

    E se il mondo vagasse
    non resterebbe
    che un solo appiglio
    in certe notti folli
    non rimarebbe
    una speranza
    per un'ora di luce
    sola, nelle ali libere
    di alzarsi in volo
    senza timori
    restando fermi
    ad attendere la morte
    come un passaggio
    normale, che arriva
    accolto da angelici
    dolicissimi sorrisi

  • 17 maggio 2014 alle ore 1:34
    Gerbera

    Palco di petali
    e zucchero filato
    rimasto nel ricordo
    intrappolato.
    Avvolgo in un sorriso
    la sua mano
    che porge alla mia mano
    questo dono
    dove il mio naso
    scende le scalette
    e nei ricordi affonda.
    Veste i miei giorni
    il suo profumo dolce
    con queste note mute
    che mi suonano a comando
    nella testa.
    E mi allontano
    lasciando nella custodia il cuore
    mentre dentro e sulle corde
    è festa.

  • 17 maggio 2014 alle ore 1:05

    Quanto mi piace la notte... Li raccolgo quei piccoli spazi che non trovo durante le ore frenetiche del giorno.. quei silenzi che mi mancano per raccogliere le idee. Ecco che le 01:00 hanno scoccato e adesso finite le cose che il giorno impone, mi fermo e mi rilasso. Amo la notte, la amo perchè riesco a guardarmi un secondo dentro, a cercarmi e spesso a trovarmi. Sono a un passo da me stessa... Mi sfioro e mi prendo cura di me. Così, in modo semplice e delicato. semplicemente me... 

  • 16 maggio 2014 alle ore 23:05
    La sacralità della solitudine

    Eliminare gesti estremi
    e vivere nell'ordinario poetico

    usando baratti mediatici 
    tra il pensare e l'agire

    e mostrare le viscere
    per catturarne le trasparenze

    Subire pallidi colori di sentimenti

    suggestioni naturali
    a sfociare in drammi
    che interpellano la coscienza

    disagi sperduti
    nel vento nella paralisi dell'anima 

    che sembrano cercare
    i giusti equilibri

    tra le mille relazioni distruttive
    colme di emozioni anestetizzate

    che declassano le tragedie
    a banalità quotidiane
     
    risolte sempre con distratta arroganza

    in atteggiamenti fluttuanti
    adatti a creare onde di pezzi d'anima

    che accavallandosi su se stesse

    approdino sulle rive del cuore

    e accendano psichedeliche luci

    a pervadere le silenti atmosfere
    sospese nel vuoto interiore
    .
    cesaremoceo