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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 05 marzo 2014 alle ore 16:12
    Haiku

    Gracchiano i corvi
    tra i rami dei cipressi
    L'ora dell'addio

  • 05 marzo 2014 alle ore 9:00
    Solitudine

    Cosa me ne faccio di quest'alba
    se abbiamo smesso di sorprenderci,
    cosa mi rimane di quest'universo
    se non ci sono più regni da conquistare.
    Delusi da tutto ciò
    che chiamavamo amore
    splende il confine ultimo
    di un silenzio afflitto,
    infilzato nelle tempie
    come il dolore più tenero...
    le foglie vanno a morire dove vuole il vento.

  • 05 marzo 2014 alle ore 8:55
    Malgrado noi

    Malgrado noi
    l'amore sarà sempre amore
    e altri cercheranno le parole giuste.
    Malgrado noi
    le stelle saranno sempre là
    ad aspettarci.
    D'immortale c'è solo il rimpianto
    malgrado noi.

  • 04 marzo 2014 alle ore 23:45
    Come nuvole

    Fuori dal vedersi sentirsi,
    smarrirsi e ritrovarsi.
    Come molecole
    instabili in un legame incerto,
    scindersi e fondersi.
    Dall'alba al tramonto,
    sempre diversi e uguali a se stessi.
    Così unici e mutevoli
    come nuvole
    noi.

  • 04 marzo 2014 alle ore 23:36
    Ricchezza d'animo

    Ricchezza d'animo
    sfavilla nel cuore
    desta una forte emozione
    che non si cancella
    donando allegria
    ai nostri compagni
    di vita voluta
    fatta nostra
    come la stella
    mattutina
    che ci guarda
    e sorride alla luna
    complice
    dei nostri pensieri

  • 04 marzo 2014 alle ore 19:56
    Ami senza dirlo

    Ami senza dirlo
    segretamente
    ripeti che non è vero
    che è solo un'impressione
    scoprendo dopo
    di non esserti sbagliata
    e vorresti lo stesso negarlo
    impostando un'altra verità
    per comodità, continuare
    la medesima vita, anche se
    quella vecchia non la sopporti più
    volendo fuggire e non farti
    ritrovare, con il solito umore
    che distrugge l'esistenza
     

  • 04 marzo 2014 alle ore 15:16
    Donna

    Vivo
    Ogni istante,
    Ogni emozione,
    Ogni respiro del cuore.
    Vivo
    Eppure a volte è
    Come guardare il mondo
    Dall'alto d'un cielo 
    Tutto mio:
    Aquila solitaria.
    Così mi chiedo 
    S'altri mai solchino 
    Quelle eteree vie
    Senza mai incontrarsi.
    Vivo
    E dall'alto osservo
    Quella follia che uccide,
    Quella follia che tormenta
    E nel silenzio tortura.
    Vivo
    E ricordo
    Un dolore anche mio,
    Passato,
    Come un temporale d'agosto
    Che tanto ha distrutto,
    Ma la Terra guarisce
    Sempre.
    Aquila
    Che studia la vita,
    Donna
    In ogni istante,
    In ogni emozione,
    In ogni cuore:
    Vivo.

  • 04 marzo 2014 alle ore 15:15
    Rapita e creata

    Ferite che forse mai guariranno,
    Cicatrici indelebili del cuore.
    Come un angelo
    La mia anima hai rapito
    Nel cuore della notte,
    Tra lacrime e disperazione
    La tua luce mi hai mostrato.
    Ali scure mi mostri,
    Macchiate dall'umana follia,
    Infangante dall'odio
    Che a te han scagliato
    Senza colpa,
    Senza un lamento.
    Sulle spalle porti il mio peso,
    Ennesima piuma da levar alta
    Su cieli di piombo e smeraldo,
    Sopra una terra divorata
    Da oceani d'acqua e fuoco,
    Fiumi d'acido e velenosi fumi.
    La tua luce diviene mia
    E una nuova lampada accendo,
    Ali di fuoco bruciano la mia carne
    Per volare al tuo fianco
    Guardando una terra morente,
    Attendendo di dar lei nuova vita.

  • 04 marzo 2014 alle ore 15:14
    Voci di sangue

    Nera terra di rosso tinta,
    sangue ancor caldo
    che le pietre imbratta.
    Sol questo resta
    a memoria della mia storia.
    Sol questo resta
    qual tangibile segno
    della mia esistenza.
    Ma ciò che gl'occhi vostri
    mai vedranno
    saranno i fantasmi
    delle vite che ho preso,
    da oggi miei compagni.
    Voci che ogni notte
    al mio orecchio sussurreran
    morte e dolore,
    vendetta o giustizia.
    Il loro respiro ho preso
    e in me li ho accolti
    guardando la loro luce
    spegnersi in un soffio
    e discender nel nero abisso.
    Le loro voci:
    voci di sangue,
    la mia ombra divengon.

  • 04 marzo 2014 alle ore 15:13
    Oltre le nere porte

    Così spalanco
    Le porte del mio Inferno
    Prigione di anime perdute
    Che urlano al cuore
    "Non sei all'altezza!".

    Diversità palpabile
    Diversità incompresa
    Diversità condannata

    Buio che nei pensieri scivola,
    Nero più del nero,
    Pesante come piombo,
    Bruciante come ghiaccio.

    "Non sei all'altezza!"

    Così spalanco
    Le porte del mio Inferno,
    Apro le braccia alla Luce
    "Brucerai donna!".

    Il cuore involve nel suo dolore,
    Come schiacciato dal peso di sé
    Per una realtà illusoria
    A cui non sembra appartenere,
    A cui non sente d'appartenere.

    "Brucerai donna!"

    Apro le braccia alla Luce,
    Alle spalle il vostro Inferno:

    Brucerò 
    Come il Sole,
    Come Stella senz'eguali,
    Gridando
    La mia Libertà!

  • 04 marzo 2014 alle ore 15:11
    La Luna del Lupo

    Un mare in tempesta che s'infrange su neri scogli. 
    Il tuono irrompe nel silenzio dell'Anima, 
    un fragore come onda violenta che tutto spazza.
    Ricordo violento,
    Storia scritta tra sangue e passione,
    Amore e morte.
    Memorie di un ultimo canto.
    Memorie di un Lupo che al cielo grida il suo dolore,
    Lo strazio della Luna che in silenzio l'osserva.
    Storia scritta tra sangue e passione.
    Dolce melodia di questo mare mai calmo
    E il fragore d'un cuore che vive d'istinto,
    Di unghie che affondano nella carne
    E zanne che accarezzano labbra lontane,
    Impalpabili.
    Ululato che scuote la notte
    Alla ricerca della sua pace
    Che lassù splende
    In un richiamo Eterno...
    Non mi lasciare mai
    Perché tu sie la  mia casa nel mondo
    La  mia guida nel buio
    Il mio amore senza fine...
    Non mi lasciare mai
    Perché tu sei l'unica Madre che ascolto,
    L'unico volto che un Lupo
    Sogna
    Desidera
    Cerca...
    Perché tu sei la mia Luna,
    rossa di sangue o d'argento splendente.
    Tu sei la mia Luna.

  • 04 marzo 2014 alle ore 15:06
    La tredicesima fata (ovvero la Ragione)

    Ogni scelta comporta una rinuncia
    che poi sia quella giusta  non sappiamo
    fin quando il cuore chiama e rispondiamo
    né si pronuncia la ragione 
    tagliata fuori dal giudizio
    tredicesima ospite sgradita
    della Bella Addormentata
    al banchetto a lei negato delle fate.
    Solo sul tardi entra di soppiatto
    e ci aiuta silenziosa a sparecchiare
    conservando le briciole
    quasi fossero vivande ancora calde
    da gustare un po' per volta
    quando il rimpianto ci fa uscire dalla tana
    come il lupo dal bosco per la fame.

  • 04 marzo 2014 alle ore 14:36
    Dedicato a chi non perde mai la speranza

    Dedicato a chi non perde mai la speranza, a chi sa guardare ad un domani migliore, a chi crede sia possibile un mondo piu' coerente e piu'sensibile alle sofferenze del prossimo. Dedicato a chi con forza e determinazione si rialza sempre ed ha sempre una parola di conforto per il prossimo. Dedicato a chi anche se cade ha tanta voglia di vivere, di farcela, di ricominciare. Dedicato a chi ha tanta voglia di amare, di sognare, di lottare. Dedicato a chi nonostante tutti gli ostacoli, i pianti e le delusioni continua con dignità il suo cammino per raggiungere la felicità!!

  • 04 marzo 2014 alle ore 12:41
    Il fiato caldo dell'amore

    Sentirsi un quadro che mal s'adatta
    alla propria cornice
     
    e dedicar domande al bravo pittore
    senza mai trovar alcuna risposta

    Vivere tra sconcerto
    e delusione

    la costanza del male

    consolidata dalla presenza
    di novelli stregoni

    che appaiono
    e spariscono a piacimento

    nel teatro quotidiano della vita

    Comprendere
    la consunsione della bontà

    a far entrare la gioia
    nell'anima insofferente

    Presentarsi ogni giorno all'altare 
    a rinnovare il saluto a questa terra

    e soffiarLe sul collo
    il fiato caldo dell'amore

    per alleviarne il dolore
    .
    cesaremoceo

  • 04 marzo 2014 alle ore 12:11
    Tragico poeta

    Le parole non sono niente
    in confronto a ciò che vorremmo dire
    ed appianare il nostro sentire
    dilungando discorsi
    nel ritrovare quei sensi perduti
    ritrovando piena armonia
    rotta, in quell'animo straziato
    con canti di poesie
    che si offrono ad una malinconica
    notte, pensatore infinito
    di un tragico poeta

  • 04 marzo 2014 alle ore 11:12
    Chiazze d’azzurro.

    Vi sono, nella vita, chiazze d’azzurro,
    laddove, all’improvviso,
    nell’anima che cresce
    si apre una breccia di felicità,
    quasi impensata, inaspettata, lieve.
    Nella mia vita,
    a cui concedo la gioia
    quando mi piove addosso repentina,
    vi sono anche tranquilli laghi di tristezza.
    Convivono con me, ma non ci annego:
    li navigo, quando li trovo sul percorso.
    Pozze di nero ed intimo dolore
    ho, chiuse, in me.
    Le ho recintate, per tema d’annegarvi,
    ma le conosco.
    Nessuno, penso, sia esente dal dolore,
    fa parte della vita, ci appartiene.
    Quel dolore ci rende umani e vivi
    e più capaci di apprezzare il bene.
    A volte,
    ho rischiato di annegare,
    in quelle pozze dense, buie, melmose,
    ma mi sono salvata con l’amore.
    Per me, per altri,
    per tutte le cose.
    Godo le chiazze del mio azzurro breve
    e porto dentro l’animo, serrato,
    anche la sofferenza ed il dolore.

  • 03 marzo 2014 alle ore 19:39
    Adultescenza

    Fantasie falsamente rimosse
    eppure sempre là

    con la truccata volontà
    di alimentare curiosità e tradimenti

    passioni e nostalgie

    E volere rimanere
    soggiogati dall'infanzia

    e con essa fare i conti

    con l'alibi di riconoscerle
    un potere indiscusso

    nell'inquietante groviglio
    tra subdoli desideri di crescita

    e contraffatte angosce
    per quella paura

    Inventarsi il piacere
    di provare nuove emozioni

    insincere geometrie della mente

    nel non conosciuto
    d'andare a conoscere 

  • 03 marzo 2014 alle ore 19:10
    Pensiero

    Qui ricordo te
    fra le cose più semplici.
    Nelle carezze che la sera
    dedica alla fatica,
    nelle parole che il vento
    insegna al mare.
    Qui mi vieni in mente
    distante da gioie indiscrete,
    riflesso d'ombre
    che spaventa il mattino,
    ferita inferta
    per lacrimare in eterno.
    Qui torni a trovarmi
    tra le cose più belle
    quei giorni
    dove non sono più.

  • 03 marzo 2014 alle ore 19:05
    Se piango per te

    Ho preferito ali d'Icaro
    ai passi del grano
    imparando la danza degli inverni
    solo per abbandonare gli dei.
    Così
    se piango per te
    è colpa della luna
    della sua tristezza.
    Vuole scrivermi
    lettere discrete
    da nascondere
    allo sguardo dei sapienti.
    E' colpa del vento
    che riesce a trovarmi
    quando smarrisco
    la strada di casa
    per soddisfare
    i piaceri della ragione.
    Se piango per te,
    Madre mia,
    è per questi mari
    che riposano
    soli
    nei versi dei poeti
    illudendosi
    d'esser ancora vivi.

  • 03 marzo 2014 alle ore 14:04
    Una pallida luna

    Il sentimento ci appartiene
    ma se nel cuore non c'è più
    una speranza tutto muore
    e con lei anche gli ultimi rintocchi
    di una pallida luna, che si nasconde
    agli occhi del suo sole

  • 03 marzo 2014 alle ore 11:26
    In treno

    Un libro aperto 
    su pagine bianche
    la musica di Baremboin
    i miei pensieri-
    parole non dette -
    e
    il desiderio di te...

  • 02 marzo 2014 alle ore 22:39
    Uomo senza tempo

    Mille pensieri
    inseguono senza sosta
    umili intime certezze

    bussano al cuore
    divenuto sordo
    a lamenti e pianti

    Vado per nascosti sentieri

    in cerca ancora
    della mia àncora

    a intraprendere nuovi percorsi

    e cercare altri cambiamenti 
    in virtù dei bei tempi andati

    mentre il lento scorrere del sangue

    tra le rughe appassite
    e i grigi capelli

    addensa nell'anima
    nubi nere e tempestose 

    ancora nel piacere di amare
    .
    cesaremoceo

  • 02 marzo 2014 alle ore 16:15
    Viglio un marzo così

    Voglio un marzo dai mandorli in fiore
    un marzo dai tenui colori,
    dai prati cosparsi
    di margheritine e  viole,
    un marzo portato dal vento
    che inceda elegante
    con cesti di raggi di sole,
    che spazzi il grigior dell’inverno passato.
    Voglio un marzo dal cielo sereno,
    di promesse pieno
    e festosi gridi
    di rondini gaie che tornano ai nidi
    presagio di bella stagione
    che incanti ogni via,
    un marzo leggiadro che avanzi festoso
    togliendo dai cuori ogni malinconia.
     

  • 02 marzo 2014 alle ore 16:14
    Fra coriandoli e stelle

    Oggi no,
    non voglio sfogliare pensieri
    e affanni di ieri,
    desidero soltanto volteggiare
    leggera
    danzando sotto il sole
    fra coriandoli ed effimere stelle.
    Vestite di colori,
    in festa piazze e vie,
    io lascio dietro l’uscio le mie malinconie.
    E questi sprazzi d’allegria
    all’animo e alla mente dan ristoro,
    insieme all’altra gente
    fan ridere e cantare.
    Più lieto adesso è il cuore,
    il carnevale impazza,
    la banda è nella piazza,
    la musica assordante
    lazzi, schiamazzi e trilli
    divien più azzurro il cielo
    e tutto è più leggero.
    Così come da bimba
    oggi mi lascio andare
    magie del carnevale
    or posso ritrovare.
     

  • 02 marzo 2014 alle ore 15:44
    SENSAZIONI

    Nel mattin, lo splendore
    del sole nascente
    offusca delle stelle
    il notturno chiarore.
    Anche sfuma, al calore,
    quella nebbia leggera
    che, restando sospesa,
    riduceva 'l tepore.
    Poi che il sol è più alto
    nel cielo sereno,
    tutto questo, d'intorno,
    acquista più risalto.
    Nel bosco, la fronda
    stormisce nel vento
    che, intanto, s'è alzato
    e ingrossa pur l'onda
    che nel ruscello
    scorreva tranquilla
    ed ora più vispa
    appar d'un monello.
    Quste le sensazioni
    che a Primavera
    si posson provare,
    nonchè l'emozioni.