username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • 30 maggio 2014 alle ore 20:27
    Una bara rosa a forma di cuore

    Questa notte ho fatto un sogno,
    bizzarro, claustrofobico e reale,
    ero fermo immobile in un luogo
    tutto rosa, senza uscita, come un letto,
    vi dormivo.
    C’ è chi vuol dormire
    Su prati verdi pieni di fiori,
    c’è chi lo vuol fare
    su belle donne, chi i grandi alberghi,
    ma non io, io dormivo
    in una bara rosa a forma di cuore.
    In un luogo fatto per due persone
    Ero rinchiuso senza compagnia,
    e all’ esterno non vi era nessuno,
    ne un prete, ne un cane a versar lacrime.
    La bara scendeva lenta
    Nelle viscere del terreno senza arrestarsi,
    e nel frattempo ti pensavo,
    e piangevo e urlavo.
    Tu fatina, vieni a farmi compagnia!
    C’è abbastanza posto nella bara rosa a forma di cuore.
    Tu bambina, scendi all’inferno con me!
    Ci ameremo in eterno in questa bara rosa a forma di cuore!

  • 30 maggio 2014 alle ore 20:26
    Inquietudine notturna

    Perché guardare i tuoi occhi verdi
    Mi fa male nel fondo del cuore?
    Perché i tuoi morbidi riccioli
    Sono come spine nella mia mente?
    Possibile che accarezzare la morbida
    Curva dei tuoi fianchi e del tuo seno
    Era, per me, Toccare l’Infinito?
    Credibile che il sapore dei tuoi baci
    Fosse quello dolce dell’ ambrosia
    E nero dell’ assenzio, che placava
    Le inquiete nubi dei miei sensi?

  • 30 maggio 2014 alle ore 16:18
    Dialogo ancestrale

    Mi avvicino
    incuriosito
    a te
    come mosso
    da un istinto ancestrale
    ancora capace
    di riconoscere
    Qualcosa
    che era 
    prima di me
    e che chissà come
    da qualche parte
    resiste in me
    muovo passi lenti
    senza capirne il perchè
    l'istinto mi guida
    a non disturbare l'Eterno
    e me ne sto lì
    a contemplarti,
    Bellezza,
    come aspettandomi
    di non esigere
    nient'altro di più
    ma muovo a parlare
    nell'ancestrale silenzio
    "E tu,
    chi sei?"
    Lei sorride
    "Io non sono
    che una forma
    io sono la forma
    dell'essere creato"
    Mi poso,
    come alla fine
    di un lungo viaggio
    "Io ti ritrovo
    riconosco
    i tuoi occhi
    di stelle
    il tuo sorriso
    di bambino
    dalle tue parole
    respiro
    Verità"
    Lei mi guarda
    come una madre
    guarda il suo figlio
    pellegrino
    "Guarda che non sono io
    quello che vai cercando
    per mezzo mio
    conoscerai
    un luogo
    dove risiede
    la mia e la tua
    Origine"
    E in un momento
    come un mistero rivelato
    vai
    mi specchio
    nel fondo dell'essere
    per la prima volta
    e vado
    ma sento già
    la tua mancanza
    Bellezza
    tu, compagna
    del mio viaggio originale.
    Qui, nel mondo
    tutto ti riveste
    di mille pacchiane maschere
    tutto cospira
    a far tacere
    il tuo Mistero.
    Tu sei
    Mistero
    per il quale vivo
    e morirò.

  • 30 maggio 2014 alle ore 13:20
    Il cammino di una cicogna al tramonto

    Restare sospeso
    a incontrare la storia

    con il tempo a soffermarsi
    su tristi congiunture

    e reagire a questi disagi interiori

    senza mollare mai
    la presa dell'autostima

    nel fosforescente arcobaleno della vita

    Chiaccherare con l'inchiostro
    e giocare con le parole

    assaporando il misterioso sentimento
    che fa credere d'esser divenuto
    celebrità trasversale

    e viaggiare lungo le strade dell'umiltà 

    alla ricerca degli istinti

    segreti e angosce

    amaro sarcasmo
    a rimarcare solchi profondi
    di intime ferite
    .
    cesaremoceo(c)

  • 30 maggio 2014 alle ore 12:12
    Senza eco

    Tornare a sognare
    Fa male 
    Sentirsi 
    Dentro
    Urlare
    Mentre 
    Non ti vedi tornare

    Ruotare 
    Allora 
    Si può

    Intorno al cielo
    Sentire
    Che il vento
    Non è più vento
    Ma solo l’aria
    Che muove
    Le facce
    E i contorni

    E tu ritorni
    Intanto
    Ma io 
    Ho già smesso

    Il mio canto
    Per te

    Quel che delude
    Mi  scolpisce 
    Granito

    In quel che resta
    Nel vuoto
    Non mi
    Sento tornare

     Non 
    Mi sento
    D’amare 

  • 30 maggio 2014 alle ore 8:55
    La vita

    Finché ci sei ti tiene legato
    il corpo muta nel crescere
    come gli specchi riflettono
    per poche gioie e più pene.

    Coltivi per diversivo lo spirito
    cerchi piaceri al tuo cuore
    fuggendo il tanto d'immondo
    con tue fantasie di parole.

    Esplori il nuovo col viaggio
    qualche amicizia ti prende
    con grazie amabili in dono.

    Trascorre il tempo del vivere
    durando quanto il pensiero
    che l'ultima tenebra spegne.

  • 30 maggio 2014 alle ore 0:19
    La classe dell'ironia

    Vago per cieli e terre sconosciute
    a cercar più allegre prospettive

    piccoli anfratti nel sapore dell'amore
    a riscoprire l'anima perduta

    ferita da folgorazioni
    che hanno lasciato tracce
    a dare corpo alle rabbie più intense

    cortocircuiti violenti

    misoginie isteriche delle abitudini
    intessute all'interno della mente

    nel mio peregrinare nel cuore della vita

    E risolvo viaggiando
    con la fantasia più spregiudicata

    e così raccontare la vita
    .
    cesaremoceo(c)

  • 29 maggio 2014 alle ore 20:30
    Solo ora

    Solo ora mi accorgo
    di quanto effimere siano
    le rotte del tempo.
    Trascinano a riva
    frammenti di età
    come fossero stelle marine,
    sterpaglia.
    Solo ora,
    ora che i rami son spogli,
    riesco a sorridere 
    dei miei autunni.
    Tu, 
    Padre
    non sai di me...
    ogni gesto di gratitudine
    è perso, naufragato
    nel pianto delle nuvole
    che,lettere di un quaderno ingiallito,
    ti raccontano alla rassegnazione.

  • 29 maggio 2014 alle ore 10:50
    Cuor Di Farfalla

     
     
     
     
    Candide emozioni
    Sentimenti puri
    Che ispirano sensazioni
    Di vita sognata dal cuore
    Ad occhi spalancati
    In un petto che sussulta
    Possibile e impossibile
    Come una farfalla
    Che non decolla
    Per il peso degli anni sulle ali
    E che vive a cuor leggero
    Ignara e sconsolata
    Dai sentimenti pensierosi
    Offuscati e percettibili.
    Un cuore muto e sorridente
    Eppur mai pago
    Per i pochi anni sulle ali
    Alla fine piangerà
    E singhiozzerà
    Il giusto e l’ingiusto
    Incurante degli eventi
    Una sola vita abitata a metà.
     

  • 29 maggio 2014 alle ore 7:01
    Rifugiato

    tu schernisci io tremo
    tu provochi io temo
    tu parli, io in silenzio affondo, annego
    in questo mare nostro della disperazione e morte
    tu cerchi inesistenti differenze 
    tu coltivi la discriminazione nel campo dell’esistenza
    io saldo le crepe
    tu mastichi procedure, sistemi metodi
    regolamenti e decreti che segnano con il fuoco
    con il marchio clandestino!
    io accarezzo il cuore
    io cerco un segno di pace
    dopo giorni e notti sotto cieli neri
    alla deriva senza speranza in questi dimenticati mari
    dopo incubi di morte e di bombardamenti  
    e tu carichi ancora la tua arma
    e tu usi e getti uomini donne e bambini alla deriva
    uomini donne e bambini dalle periferie del mondo
    io sogno di vivere per un momento
    io sogno di poter riposare libero
    io sogno rispetto 
    per me per te e per i nostri figli,
    e un solo sospiro
    libero
    adesso
    e così sia
     

  • 29 maggio 2014 alle ore 0:46
    Un altro amore

    E mi ritrovo ancora
    a percorrere
    la strada dei sogni.
    Sopravvissuto
    ai sentimenti alterni,
    mescolo attimi di lucidità infinita
    alla mia incoscienza.
    Sognare non costa niente....
    Non sarò più povero immaginando
    la tua luce riflessa
    su questi occhi stanchi
    di vuoto e di ombre.
    Il mio spirito
    si concede all'amore,
    incurante
    delle cicatrici che lascerà
    sulla pelle
    della mia esistenza.

    2014©LeonardoPambianco
     

  • 28 maggio 2014 alle ore 20:18
    E la notte non finirà

    Resta con me anche questa notte,sussurri,bisbigli,parole incompiute,sensazioni che affiorano nella mia mente.
    Indistinte figure sovrapposte tra i nostri mondi,disordinate preoccupazioni che volteggiano curiose tra i ricordi di un altra vita.
    Resta con me anche questa notte,candido il tuo stupore ha colto il mio,anch'esso travolto,sbattuto,tradito,abbattuto.
    Persi nel Serafico canto del tempo che corre incessante,ogni chimera smetterà d'infrangersi nei sogni che timidi si affacciano sulle tue labbra.
    E qui, perdersi dentro un innocente sorriso,che ogni tanto tarda ad arrivare,per poi esplodere in un trionfo di colori,lampi nel cielo grigio.
    La serenità di due menti che si intrecciano nella debolezza di un bacio rubato,reduci di mille battaglie,sospesi in aria come aquiloni.
    Resta con me anche questa notte,distratti dall'eco di mille paure che si insinuano come polvere nella luce del giorno,ora granelli invisibili.
    Resta con me,e la notte non finirà.

  • 28 maggio 2014 alle ore 18:14
    Rose di maggio

    Rose,
    rose di maggio,
    rose rosso scarlatto.
    L'intensità del momento
    in quelle poche e confuse
    parole pronunciate, o
    spesso solo sussurrate,
    che si perderanno nel tempo
    come le lacrime nella pioggia,
    ma che saranno sempre
    scolpite nelle nostre menti,
    e resteranno dolce ricordo
    nell'eterno dei nostri cuori.

  • 28 maggio 2014 alle ore 11:03
    Il Ruscello

     
     
    Il Ruscello
     
     
    Volano pensieri quieti
    Fra le verdi chiome
    Manovrate dal vento
    Che spandono nell’aria
    Una musica inedita
    È una nobile armonia.
    Muta l’atmosfera 
    Il respiro s’infuria
    Il ruscello mormora
    Le foglie generano
    Spartiti sgradevoli
    E frantumano passioni usate
    Stritolando l’armonia consueta.
     

  • 28 maggio 2014 alle ore 3:34
    Senza titolo

    E' in una delle tante notti come questa in cui mi rimane facile guardarmi dentro. Frugare tra le pieghe di un'anima spenta, ma piena di focolai ancora pronti ad accendersi. E' in attimi come questo, dove un po di musica mi porta lontano da quello che ogni giorno schivo in modo repentino portandomi così vicino a ciò che non posso cambiare o colmare. Sono attimi importanti, perché sono quei momenti dove sei tu ad essere a confronto con te stesso. Attimi dove sei tu a giudicarti e valutare se hai camminato giusto o sbagliato. Nella vita non basta andare avanti se ogni tanto non si ha il coraggio di fermarsi e guardarsi dentro. A me non fa più paura farlo, forse perché ora so che ho accettato ogni mio sbaglio, ogni mio fallimento e ogni mio limite. Ho dato voce a ciò che le parole non hanno mai pronunciato. E ho riempito ogni fallimento di nuovi tentativi e nuovi progetti!

  • 28 maggio 2014 alle ore 3:20
    Senza titolo

    Fanno presto a dirti che non si deve rispondere al male con il male. Fanno presto ad insegnarti a sorvolare e passare oltre. Però quando mi si toccano determinati affetti, la mia dignità e mi si copre di false accuse e descrizioni io altro che passare oltre! No! Mi dispiace, ma appartengo a quella fascia di persone che due calci in culo dati bene, 4 schiaffoni senza possibilità di fiatare e qualche “Vaffanculo” detto col cuore fa sempre bene! Fa bene a chi lo riceve per guardarsi un attimo e capire lo “schifo che fa” e fa bene a chi ha subito! L'unica regola importante da ricordare è il non perseverare! Fatelo una sola volta, fatto bene e poi lasciateli solo una lunga e profonda scia di silenzio e indifferenza!Certe persone sono degne solo della risposta che meritano! Mai della vostra costante attenzione, del vostro tempo e tanto meno non meritano il vostro dolore!

  • 28 maggio 2014 alle ore 2:45

    Potrei affermare che tu sei una delle persone più inutili all'umanità, ma in realtà non è esattamente così... Anzi! Sei una delle persone più utili al prossimo. Utile a far capire quanto povero sia capace di essere l'animo di alcune persone. Utile a rendersi conto di quanto spoglio di sentimenti e arido di umanità sia il cuore di alcune persone. Utile a capire quali siano gli atteggiamenti da non dover mai imitare e prendere d'esempio. Utile a vedere e riconoscere meglio da chi ci dobbiamo difendere. E' si, sei una di quelle persone che quando le incontri nella vita sono utilissime a farti capire ciò che non vorresti mai essere e a chi mai vorresti assomigliare.

  • 28 maggio 2014 alle ore 1:03
    Nero salmastro

    Ho scorto le tue labbra marine
    scostando piano con la mano
    i veli della notte
    mentre il vento salmasto
    al suono dolce delle onde
    mi agitava il petto.
     
    Era l'oscurità di sale
    a farla da padrona,
    scenario gitano fermo sulle ore,
    mentre di risacca e tira e molla
    mi risucchiavi il cuore.

  • 28 maggio 2014 alle ore 0:29

    Abbiamo ali immense per volare, sappiamo spiegarle e darle una decisa inclinazione verso la meta. Abbiamo la capacità di rallentare il volo, di scendere in picchiata pieni di paura e risalire più forti e coraggiosi di prima. Molto spesso però durante il volo si può precipitare e schiantarsi al suolo … Ecco è in quel preciso istante che ti vengono strappate le ali e si prosegue certi di non poter volare mai più. Beh... Non è così, per volare ancora basta un nuovo sogno, un nuovo “Credo” ed ecco che le ali tornano ad aprirsi al cielo della vita.

  • 27 maggio 2014 alle ore 16:16
    Terra languente

    Terra diletta de li Padri antichi,
    Terra d’illustri e nobili casati,
    Terra d’apprezzati e dotti antenati,
    Terra di colli e di monti aprichi.
     
    Terra di faggi ed ontani infiniti,
    Terra d’azzurro mar, d’onda schiumosa,
    Terra verdeggiante ed ubertosa,
    Terra d’ulivi e rampicanti viti.
     
    Dolce mia Terra! Terra! Terra mia!
    Tutte le doti tue sono languenti
    per susseguire di tristi eventi,
    colpa di spettri ch’ ànno in petto alchimia.
     
    Sprofondi sempre più nel tuo languore,
    più ‘l tempo scorre e più la melma s’alza,
    e la soglia del dolor sempre più incalza
    e lo splendore tuo scema colore.
     
    Oggi, però, ‘l sole di sua luce inonda,
    delle passate nebbie è tutto sogno
    e chete son del mare le sue onde:
    donale, podestà, ora, il tuo segno.

     
     

  • 27 maggio 2014 alle ore 15:55
    Sento

    Il tuo silenzio,
    il mio,
    due vuoti
    nell'assoluto d'un bianco,
    nella vertigine d'un niente,
    il baratro di pensieri che si fa carne
    nel salto
    e nel salto svanisce
    lasciandoci abbracciati
    a noi stessi,
    culla di voci
    mai emesse.

    tratta da "InVersi" - Youcanprint editore 2014

  • 27 maggio 2014 alle ore 11:11
    Dedicata a mia nipote Gelsomina Fasano

    I luoghi dell’anima
     
    Permangono,
    mi dice mia nipote Gelsomina,
    ti restano nell’anima quei luoghi
    che hai vissuto da bambina
    e tornano, nei sogni,
    a ricordarti
    che tu non sei più tu
    e loro più non sono ciò che erano per te.
    Ma restano,
    presenti
    e ti richiamano a momenti assenti
    dalla vita che vivi
    giorno per giorno
    in altri nuovi luoghi della mente.
    Sì,
    un giorno il mio fantasma potrà correre
    trasparente, impalpabile
    errante,
    tra i campi del Cilento
    che non ci sono più.
    Tra le immense vallate,
    sotto i monti,
    non ancora serrati da recinti.
    I miei piedi percorreranno Droro,
    quello che più non è.
    Senza la roccaforte costruita dall’uomo
    che, silenziosa sovrasta,
    vuota di sogni e di ricordi belli.
    Soltanto ulivi, verdi
    e grigio-argenteo nelle foglie
    picchiettate del bruno delle olive,
    del verde screziato,
    dalle reti rosse
    e bianche,
    stese in terra
    e fermate da chiodi di ricordi,
    tenute assieme dal passato.
     
     
     
     
     
     
     

  • 26 maggio 2014 alle ore 21:35
    La fiducia manca

    La fiducia manca
    quando non la vediamo
    quando cammina senza
    girarsi e guardare la terra
    che ha bisogno di lei
    sotterandoci nella nostra
    più piena indifferenza
    minacciosa, che disperata
    vorrebbe cantare
    per non essere strappata
    al suo egoismo, trasformandosi
    in un labirinto nero, dove
    uscita non c'è, nel buio
    più canceroso, delle sue gallerie

  • 26 maggio 2014 alle ore 20:51
    Un passo indietro

    Nutrito dalle congetture

    nella memoria di chi avversa la vita

    e assediato dalle ostilità
    nella cattiveria che mi dimora accanto

    mi rifugio nel pensiero dei miei affetti

    per supplire alla carente
    manutenzione dell'anima

    innanzi a una platea
    di sentimenti contrapposti

    che lasciano trasparire
    appunti e disappunti

    e applaudono ai consumi cruciali

    Reagire al letargo della mente

    e maniacarmi fino a bere
    il mio stesso sangue

    nella negligenza di scorrerie verbali
    e violenze represse

    in un'altalena che divora l'anima

    E nei lampi della ragione

    voler credere fermamente
    che fare un passo indietro

    possa aprire la strada al futuro

    a correre nel mio domani
    fino all'ultimo distacco.
    Dal mondo.
    .
    cesaremoceo(c)

  • 26 maggio 2014 alle ore 17:13
    Prerogativa

     

     
     
     
    La notte
    Solo nel buio
    Respiro con Dio
    Governo i miei sogni
    E depuro la mia anima.
     
    Desumo di possedere
    Il privilegio di un angelo
    Devolvo ai meno fortunati
    Di questo mondo famelico
    Quello che il divino mi da.