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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 20 febbraio 2014 alle ore 2:30
    L'arco nudo

    Mi arriva un'oscurità 
    di sole e bergamotto,
    e labbra dischiuse ad occhi chiusi
    mentre ti inarchi,
    mentre mi tendi i sensi
    sotto le falangi mie che corrono
    sul filo di quest'estasi.
    Mi sei arciere e bersaglio
    scocco e trafittura
    della stessa freccia,
    bellissimo dolore
    che trafigge di piacere
    le nostre nudità.

  • 19 febbraio 2014 alle ore 23:23
    "Mi dispiace"

    Cosa vuol dire "Mi dispiace" 
    quando ogni carezza tace?
    È un pentimento?
    O un ripensamento? 
    Oppure è una confessione senza senso? 
    O ancora è come dire ipocritamente
    “ho fatto del male, ora mi pento?” 

  • 19 febbraio 2014 alle ore 23:20
    Nel suo cuore malato (Impressioni)

    Com'è difficile tollerare
    quando un essere
    è vuoto, nel suo cuore
    malato che non chiede perdono
    Com'è inutile lui, che non insegna
    nulla, e pretende di essere rispettato
    pentendosi poi, cercando di rimediare
    quando s'accorge d'essere sbagliato
    e con pacata ironia, chi lo aiuta distrugge

  • 19 febbraio 2014 alle ore 20:45
    Un cipresso lontano

    Spesso il mondo ci mette
    difronte a delle scelte
    che non faremmo mai
    se non fossimo decisi
    a rivivere quelle passate
    eludendo la nostra memoria
    ai confini degli sconfitti
    Lo lasceremmo perdere
    vincolandoci da lui
    e perseguire la strada
    evitando di incontrarlo
    per sparire nell'ombra
    di un cipresso lontano

  • 19 febbraio 2014 alle ore 17:19
    Lascio l'ultimo ballo per te

    Prepararsi ogni giorno a camminare
    tra le disgrazie del mondo

    liberi di professare
    le proprie vocazioni

    tra cicaleggi inframmezzati
    da spasmodiche risate

    miste tra viltà e marciume

    e finte premure asfissianti

    Andare su rigogliosi campi 

    sui quali ballare felici
    sotto le note limpide

    della profondità
    ognuno della propria anima

    e farsi comandare
    dalla sua voce

    nel susseguirsi di frenetici piaceri
    a soddisfare le velleità della vita

    E infine

    implorare il perdono
    e versare lacrime d'amore
     
    gocce d'oro
    in laghi d'acque stagnanti

    capire quanto possa essere dolce
    soffrire per le proprie idee

    accettare le svolte del destino

    e finalmente respirare la pace
    .
    cesaremoceo

  • 19 febbraio 2014 alle ore 17:07
    Haiku

    S'erge superba
    Veste stola di neve
    L'etna regina
     

  • 19 febbraio 2014 alle ore 16:59
    Sei Cento Settantasette

    C'è troppo mare da queste parti,
    troppo mare per non ricordarti.
    Mare fin sulle tegole e dalle
    narici dei bimbi, etciù etciù,
    mare sulle cotenne fredde
    dei poggi, fontane ammarate,
    sulle coperte anziane e tra
    le dita di tutte le mani.
    Perfino nei letti, pudica
    polluzione la brezza
    sfuggita dalla patta-sera,
    mare -vitiligine sulle ringhiere.
    C'è troppo mare: mare nei
    cassetti e dietro le porte,
    tra la biancheria, corredi
    e negligè, lavanda salmastra
    imbustata in fustini smeraldo,
    mosche sull'acqua e radiografia
    di zanzare; c'è mare fin dentro
    i garage, là parcheggiate intere
    genealogie e curiose razze
    di onde, come gli orchi
    dalle segrete condannate a raspare.
    C'è troppo mare da queste parti,
    troppo per non ripensare al mare
    che ti porti addosso, zaino targato
    '80, baie transennate dall'orizzonte,
    sabbie e giochi fra l'inguine -riva
    ed il perizoma della risacca risacca.
    C'è mare dovunque: dai muri-cantieri
    pungolati dagli operai al miracolo
    blu ( operai-soldati sul costato
    di Cristo cemento) verranno via
    sempre sale e l'insopportabile
    bile dei pesci Hulk sollevati
    alla morte. Il mare mi tiene
    sveglia: questo compito
    toccava a te. A te!
    Così mi dicevi: stare senza
    dormire, si, come il mare,
    perchè il mare, lo sai,
    non si mette a dormire.
    C'è troppo mare da queste
    parti ed io avevo bisogno di
    legno e di roccia, di alture,
    di fondali fatti di cielo dove non
    bisogna star zitti e trattenere il
    fiato per non deflorare ai polmoni
    la pia cuticola asciutta, dove al limite
    potevo anche urlarti per nome.
    E sputarti fuori, altissima spina,
    spina che sporchi la bianca mollica
    di branchie ormai all'alt.
    C'è troppo mare da queste mie
    parti ed ogni cosa mi riporta al
    mare e da te che dal mare sei
    venuto una volta e forse di mare
    sei fatto. Ricordo bene
    come prendesti il largo, figlio
    di tuo padre , e di lui
    più capace della stessa distanza.
     

  • 19 febbraio 2014 alle ore 13:39
    Lampione

    Sospeso in cielo un lampione
    spento alla luce del giorno
    stella artificiale nella notte
    dietro ha parete d'azzurro.

    Oltre è volata la rondine
    via da umido e freddo
    all'oasi con palme e sole
    dove la luna fa chiaro.

    S'allineano dorate le rive
    contorni dolci del lago
    e all'orizzonte violette
    filacce di nubi al tramonto.

  • 19 febbraio 2014 alle ore 8:52
    Vorrei

    Vorrei.. Vorrei dirti che non riesco a trovare le parole per esprimere quello che provo.Sei la mia stella,la tua dolcezza meravigliosa conquista il mio cuore ogni giorno che passa,ti penso,vorrei dirti che non dimenticherò mai i nostri momenti anche se quelli brutti restano segnati nel nostro cuore.I miei occhi si intrecciano con i tuoi,piango di gioia per la felicità,non voglio perderti, sei la cosa più bella che ho .Amico mio,sarei persa se fossi partito, avevo un dolore che solo ora ricordo,noi due così tristi ringrazio Dio per non averti fatto andare via,perché senza te non sono niente.Mi fai sentire speciale,ti amo.Ho molti ricordi di te,il primo è santa rita.Grazie a te ho capito cosa significa amare.Sei la mia gioia,sono la persona più felice del mondocon te.

  • 18 febbraio 2014 alle ore 20:34
    Aria di lago

    Acque ferme di lago
    ancora trasognate per la notte.

    Colline verdi specchiate
    coi primi rossi d'autunno.

    Nuvole lente ad aprirsi
    ad un debole Sole.

    Ed io in viaggio al solito.

    Ciò che mi dà ventura
    a decifrare intorno.

  • 17 febbraio 2014 alle ore 23:31
    Le fiamme dell'odio

    False opinioni

    che peccano in favore
    di convenienze personali

    Demoni ai quali

    non è dato intendere
    la voce dello Spirito

    che mietono sempre
    nuove vittime sacrificali

    di anime fedeli
    all'amare riamate

    Gesti che danno
    schiaffi continui alla coscienza

    nella miscredenza
    degli ideali d'amore e libertà

    fiori perpetui dell'essere umano

    colonna sonora della vita

    sfogatoio ingovernabile
    di ogni emozione

    fiotto vittorioso
    che fluisce nelle vene

    a innaffiare e rinverdire quei fiori

    appassiti al calore delle fiamme
    dell'odio e dell'amarezza
    .
    cesaremoceo

  • 17 febbraio 2014 alle ore 17:24
    Haihu

    Petali aperti
    Steli privi di foglie
    Bellezza nuda!

     

  • 17 febbraio 2014 alle ore 13:42
    Scriviamo

    Scriviamo senza esserne certi
    che la vita non si opporrà
    alla passione di un cielo
    che è stato scritto per noi
    con l'inchiostro in mano
    adoperando la tristezza
    disarmante, nascosta
    nel taschino dei ricordi
    Pensiamo che saremo lodati
    e sentiremo la pace
    trasformata in felicità
    riavendo il mare
    che ci conforterà

  • 17 febbraio 2014 alle ore 9:41
    Odorai la fragranza di una rosa

    Odorai la fragranza d'una rosa
    trasportata da un alito di vento
    nel mio cuore
    un fremito mi colse
    rimasi avvinto
    le chiesi di trattenerla
    per condividerla con te.

  • 17 febbraio 2014 alle ore 8:46
    Ti apprezzo e ti amo

    Ti apprezzo e ti amo. È bello quando mi sveglio la mattina e sento che ci sei.Sei il migliore di tutti, è bello averti, io con te mi sento al sicuro.Vorrei essere un angelo per accarezzarti,vorrei essere una colomba per portarti i doni, vorrei darti tutto quello di cui hai bisogno,ti ringrazio per le belle frasi,non smetto mai di pensarti,ci sono notti che non riesco a dormire perché penso a te, le ore e i secondi volano ma tu resterai sempre con me Amico mio mi dai la voglia di vivere,sei l'unico come migliore amico che mi ha trattato bene e anche se delle volte mi hai fatto soffrire ti sei fatto sempre perdonare anche perché non ho bisogno di una persona perfetta perché per me sei il battito del mio cuore.Sei diverso dagli altri proprio sei speciale.Vita mia ti voglio bene.Sei il mio mondo.

  • 16 febbraio 2014 alle ore 23:14
    Si rivedono

    Si rivedono le luci, le porte
    si aprono, ti danno
    quello spirito
    che non senti
    di avere
    in un crescente stupore
    di malinconiche manie
    che afferri e nel riprenderle
    ti stupisci, come fanciulle
    sognatrici, che pitturano
    scuri colori e li rendono chiari
    armonizzando la vita
    con pennelli speranzosi
    in fantastiche stelle

  • 16 febbraio 2014 alle ore 20:26
    Destino

    Guardavo un po’ il destino

    e lo sguardo mio batteva

    sul chiaro di una luna

    che ingannata colorava

    d’azzurro la sua ombra

    Confusa, poi pensavo

    che il colore conoscevo

    era quello dei miei occhi

    che lo sguardo tuo scioglieva

    Piangendo, ora mi fermo,

    d’un pianto senza sale

    né di lacrime fluenti

    Su un sasso grigio e fermo

    appoggio il mio silenzio

    lo fisso e lo rimiro

    d’azzurro non colora

    né dintorni né silenzi

    Gli sguardi che vedevo

    imprigionati e audaci

    sono mbre dei miei occhi

    che ciglia lunghe segna

    sul grembo mio dormiente.

  • 16 febbraio 2014 alle ore 18:10
    Anima morta

    In man tue affido

    la mia anima ormai già morta.

    Da anni vissuta per perire.

    Giacché fu l’unica ad aver

    la morte a seguito a un tuo sorriso.

    Ora, è tua…

    Custodiscila come un segreto 

    nel tuo segreto

    sporco di sangue.

    Sporco d’odio.

    Custodiscila 

    come avresti dovuto fare 

    ancor prima di ucciderla.

    Ora, è tua…, 

    come la morte 

    che tu mi donasti.

  • 16 febbraio 2014 alle ore 17:52
    Soffocamento da uccello

    Talmente sento
    sgranocchiarti sotto i denti
    le mie ossa fresche
    che mi ricordi la vecchia nonna
    che gridava a Lorenzo il cacciatore
    di non dare a Helpy le ossa piccole del pollo:
    poteva stracannarsi la gola e morir soffocato.
    Allora è vero
    falso non sono
    quando voglio
    ardentemente voglio
    essere un uccello che si libra ridendo
    perchè semmai finissi sparato
    allora morirei godendo
    strozzandoti in un colpo
    mentre mangi, oh cagna,
    le mie ossa che un tempo volavano

  • 15 febbraio 2014 alle ore 20:01
    Glicine immortale

    E’ il mio sogno cullarti
    fra le mie braccia
    fare di te la mia ossessione,
    svegliarmi e guardarti
    mentre dormi,
    sogni
    e chissà quali mari navigherai,
    quali monti scalerai.
    Ed io al tuo fianco
    avrò anima di ferro
    coraggio di leone.
    Coltiverai il mio glicine immortale,
    il simbolo del nostro amore
    eterno
    che va lontano
    senza girarsi,
    senza ombre di dubbi,
    solo un oceano infinito da osservare insieme.

  • 15 febbraio 2014 alle ore 16:19
    Sulla spuma delle onde

    Mentre il vento lontano
    cantava le sue note
    sulla spuma delle onde
    il mio sguardo restava
    rapito dal silenzio
    Lento scivolava
    sulle cose del mondo
    e accanto a me sdraiava
    la sabbia del deserto
    calda e abbandonata
    che accarezzando lenta
    col suo dito la mia gota
    in un gemito muto
    piano piano inumidiva
    lacrime di sale sulla pelle
    Note di vento lontano
    sulla spuma delle onde.
     

  • 15 febbraio 2014 alle ore 15:35
    prenditi il tuo tempo

    prenditi il tuo tempo
    questa la risposta del mio amico
    al mio sguardo stanco

    prenditi il tuo tempo
    prenditi tutto il tempo
     pensa dolcemente
    e coccolalo il tempo 
    accarezzalo piano
    lentamente
    assaporalo
    cantalo
    suonalo
    e ascolta il vento del deserto
    che ti sta chiamando adesso
    adesso
    ascoltalo
    è un canto
    sacro

    prenditi il tuo tempo

    questa la risposta del mio amico
    al mio sguardo stanco

    prenditi il tuo tempo
    prenditi tutto il tempo
    assaporalo il tempo
    come questo piatto tipico
    come se fosse il primo e l’ultimo
    e poi respira a pieni polmoni
    i migliaia di attimi in apparenza uguali eppure unici, 
    sempre unici e irripetibili
    attimi che vedrai trascorrere davanti i tuoi occhi stanchi
    migliaia di attimi, frammenti di vita al vento
    come panni stesi ad asciugare
    panni stesi al vento
    al vento sacro del deserto

    prenditi il tuo tempo
    prenditi tutto il tempo
    pensa 
    e parla dolcemente

    così canta il mio amico 
    e poi versa il tè dall'alto 
    riempie i nostri  bicchieri
    e poi li svuota di nuovo e ancora nella teiera
    e torna a riempirli finchè quella sacra tisana
    canta ai nostri cuori stanchi 
    sono pronta!

    il tempo è così come questa teiera

    canta il mio amico al vento del Sahara

    e tuo sei come il tè, che scorre bollente 
    e lascia estasiato l’ospite desiderato
    quanto più ti spenderai 
    ti macererai e ti miscelerai con le foglie e le radici della vita
    tanto più sentirai nel profondo di aver vissuto 
    di aver vissuto pienamente
    come acqua corrente
     che compie il proprio destino e arriva al mare

    come acqua corrente 
    che compie il proprio destino
     e arriva al mare

    quanto più ti regalerai come benedizione all’ospite inatteso
    tanto più potrai dire di aver vissuto pienamente
    completamente

    il tempo è come questa teiera vuota 
    e tu sei la vita in essa contenuta
    tu sei la tisana sacra per l’ospite inatteso
     quanto più donerai te stesso
    tanto più potrai dire di aver vissuto 
    null’altro ci è dato di sapere per il momento
    sotto questo cielo immenso

    e allora amico mio 
    immergiamoci nel nostro tempo
    lasciamoci macerare dai sogni, dai desideri e dagli eventi
    siamo noi foglie di menta salvifica e santa
    siamo noi fini grani di sabbia nel vento
    prendiamoci il nostro tempo
    dolcemente, lentamente
    la nostra vita è come questa tisana sacra 
    un dono immenso e santo
    che dura un istante
    infinito
    sotto il cielo del deserto 
    che ancora e per sempre ci cullerà
    e così sia

    Marco Bo

    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.com/2014/02/prenditi-il-tuo-tempo.html

  • 15 febbraio 2014 alle ore 14:29
    Un giorno muore

    Quando un giorno muore la luce si attenua, sulle spalle degli anni, quelli che ascoltano, il nostro sentir
     

  • 15 febbraio 2014 alle ore 4:49
    Alle 4 e 46

    Alle 4 e 46
    che cosa vuoi?
    Lo stomaco è in bagno
    la mente per una strada
    le gambe attaccate al culo
    gli occhi ti finiscono dentro
    e quando piangi ti senti allagato.

  • 14 febbraio 2014 alle ore 18:44
    Maria Antonietta

    Cambiate i carati a un diamante!
    Metteteci le incredibili facce di una donna:
    i suoi soliloqui col sorriso
    l'anima doppia
    i dolori di un dialogo che non è un dialogo
    sostituite i mille volti della sua struttura chimica
    con i mille appartamenti di un cervello
    che da tempo
    è stato decapitato.
    Abbiate paura
    le zolle del pensiero si sfaldano
    le facce del diamante prendono tutti i colori della follia:
    il rosso, il nero, il blu.
    Un poliedro matto
    che lascia
    che perfino una regina abdichi
    alla sua maschera di perfezione
    finchè guardandosi allo specchio
    ella stessa non s'accorga di
    esser caduta per il suo stesso
    gioiello,
    impossibile da portare al collo. 
    Troppo pesante per un corpo senza testa
    che lasciandosi cadere come una
    borraccia d'acqua senza tappo
    fa venir fuori 
    l' anima pura di un corpo che sapeva amare.
    E non lo sà più.