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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 21 dicembre 2017 alle ore 14:35

    Non sono più fatta per certe cose.
    Non sono più fatta per fare la mogliettina, accudire un marito come fosse un bambino, per servirlo e tutto il resto. Non sono più fatta per compiacere, adeguarmi e tanto meno accontentarmi. Sono ormai una Donna così lontana da questo mondo stereotipo. Sono ormai una forza indipendente, decisa, sicura di se' e spesso fin troppo fredda, dura e distaccata.
    Non sono più fatta per comprendere cavolate, ascoltare lamentele banali o sfoghi drammatici di chi non ha in realtà problemi concreti. Ormai vivo di poche cose e mi lamento solo laddove perdo veramente il senso dell'orientamento. Non sono più fatta per appoggiarmi o adagiarmi in attesa del miracolo. Sono ormai forza costante, una che ha imparato a stringere i denti e a darsi da fare senza perdere mai la speranza.
    Non ero un muro indistruttibile, per niente, anzi... Spesso crollavo per cose piccole, ma solo quando si parlava di sentimenti, affetti e legami. Mi perdevo e soffrivo in modo indescrivibile quando venivo ferita nell'animo, quando venivo tradita nella fiducia, quando mi accorgevo di non aver capito niente di chi avessi di fronte. Poi... Una botta e sei di nuovo in piedi... La seconda e con fatica torni a metterti di nuovo in piedi... La terza e devi imparare da capo come si prosegue, cosa sia dare di nuovo fiducia... La quarta ed ecco che non ci sei più. Li devi ricostruirti nuova, completamente... Si riparte proprio dall'inizio, come tornare ad imparare a camminare. Allora ci pensi a tutto questo durante il tuo percorso di ricostruzione interiore... Ci pensi e tanto. E pensi che in fondo imparare a lasciare andare con distacco è l'arma più potente che puoi avere tra le mani. Probabilmente non impedirà che tu abbia nuove ferite, ma sicuramente non permetterà di ingrandirle a tal punto da farle diventare nuove ferite costantemente aperte e difficilmente curabili. Ci pensi cazzo... Ci pensi a quanto sei stata male, a quante notti hai passato a contare i minuti, mentre chi ti aveva ferita dormiva sonni tranquilli. Ci pensi alle parole che non hai avuto, al silenzio che ti hanno regalato e a tutta l'indifferenza che subivi mentre il tuo dolore ti divorava e tu sola lo affrontavi! Ci pensi che non vale la pena, ci pensi che hai lo stesso diritto loro di stare bene. Allora rinasci, ma rinasci diversa!
    Eccoti... Di nuovo in piedi, forte e pronta a combattere. Pronta a puntare anche negli occhi di chi ti ha ferita senza paura, senza rimorsi e sorridere perché sai di avere molte cose in più. Eccoti, mentre cammini verso il mondo sicura e senza paure, perché sai di aver conosciuto l'inferno e di averlo attraversato. Eccoti, con le tue ferite rimarginate, ma appese all'anima come medaglie. Tanti punti dolorosi sparsi un po' qua e un po' là sulle pareti dell'anima, sulla pelle, dentro al cuore... Ora sai che unendo quei punti percorri la tua strada, il tracciato della tua vita, il tuo cammino percorso... Eccolo il libro della tua vita, eccole le parole non dette, eccoli i dolori non confessati, i sentimenti mai ricambiati, eccolo il tuo punto morto e la tua rinascita! Eccoti, sei tornata! Adesso fai tesoro di ogni punto e... Buon viaggio!

  • 21 dicembre 2017 alle ore 12:56
    Attesa

    Mi aspetti come il deserto 
    una goccia d’acqua
    e vivi respirando l’illusione 
    di un’oasi da raggiungere.
    Arsura di emozioni 
    che fermano il mondo
    ma il mondo sei te
    e non smetti mai
    di circondarti di me, 
    il tuo cielo.

    Matteo Cotugno
    01-07-2017

  • 21 dicembre 2017 alle ore 11:04
    Semplicemente Auguri

    Semplicemente Auguri
    alla terra e
    ai mari,
    ai cieli amari e
    alle stelle cadenti,
    ai perdenti
    ai potenti
    alle porte chiuse e
    alle aurore deluse.
    Semplicemente Auguri
    ai tramonti e
    alle lacrime
    agli alberi e alle vette
    alle fonti
    alle solitudini costrette.
    Semplicemente Auguri
    alla poesia,
    alla nostalgia
    alla malinconia 
    di rive perdute e 
    alla frenesia di
    di queste mani legate.
    All'uomo, alle sue dimore
    alla follia,
    all'utopia 
    di un mondo migliore.
    Alla notte e alle stagioni
    ai sovrani e ai giullari
    al silenzio dei fiori
    al vento di domani
    semplicemente Auguri.

  • 20 dicembre 2017 alle ore 21:59

    Ti guardano, ti osservano e ti giudicano.

    Le tue scelte, il tuo atteggiamento, i tuoi modi.

    Solo io so cosa abbiano significato, cosa abbiano lasciato e quanto sia stato alto il prezzo per superare certe situazioni.

    Non siete nessuno per "Etichettarmi" in base a ciò che pensate, vedete o credete. Io non mostro mai chi sono a chiunque. Se attaccare, giudicare e screditare vi fa sentire migliori sappiate che non lo siete affatto. Dipingere di negativo gli altri non vi pulisce la coscienza dal marcio che c'è in voi. 

  • 20 dicembre 2017 alle ore 21:30
    Una chiave nel silenzio

    In uno sguardo
    la confessione,
    un confine
    oltrepassato,
    una chiave
    nel silenzio,
    un dolore
    addormentato.
    Si riconosce
    il cielo
    e la strada
    di casa,
    si fa vivo
    il coraggio
    o parla
    la paura;
    in uno sguardo
    la solitudine scurisce
    il mondo intero,
    in uno sguardo
    vive l'amore
    imprigionato
    che non si riduce
    e si fa vero.

  • 20 dicembre 2017 alle ore 16:19
    Per la prima laurea (a F.)

    Io lo vedo
    il fiammeggiante calore
    prenderti gli occhi
    dal libro- meraviglia
    che hai imparato a leggere,
    e pagine che hai scritto
    d’amore per la chimica
    il dono alla ricerca
    che eleva l’uomo
    nella catena della vita.
    Ti ho vista, per mia fortuna,
    col camice tra i piccoli segreti
    del "tuo" laboratorio.
    È lì, l’orgoglio mai ostentato
    dopo una prova
    tra centrifughe e Bunsen 
    e il grafico che cresce in stime,
    la cura e anche il rovello
    di dare un senso
    ai segni infinitesimi.
    Perché tu tocchi l’intoccabile
    con le pinzette della mente
    dove le nostre dita no, non sentono.
    Molecole
    aggiunte e cancellate
    come parole in manoscritti
    come elementi d’arte
    che spiegano e rispiegano chi siamo
    noi natura, oggetti in movimento
    energia e vibrazioni
    virati in formule.
    E che nessuno dica “fredde”.

  • "Il mio vivere è qui,dove m'arrivano i pensieri più profondi" (Cesmo)

    Guardo
    nei miei giorni
    a lungo
    negli abissi del futuro
    sperando dentro al cuore
    che nel tempo
    qualche abisso
    mi rivolga il suo sguardo
    E mi sovviene spesso
    il desiderio di smettere
    di non voler più
    fare parte del "de profundis"
    in cui è sublime immergermi
    pur nel piacere di rifiutarlo
    E brividi di passione
    m'attraversano
    al pensiero di gettare la penna
    cancellarne l'inchiostro
    chiudere la porta ai versi
    mentre godo a ammirare la Natura
    avvicinarmi Lei
    coglierne l'essenza
    e viverci dentro
    nel reciproco rispetto
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 19 dicembre 2017 alle ore 21:15
    La beatitudine della solitudine

    È sera inoltrata

    quasi notte

    In questo buio senza luna

    me ne vado assorto
    nella mia solitudine

    senza fronzoli
    e senza disperazione

    facendo la somma
    delle mie primavere

    e guardando
    col naso all'insù

    a quegli attimi in cui

    il Cielo terso

    punteggiato di stelle

    procura agli occhi
    visioni di assoluta felicità

    E così mentre passeggio

    non provo astio per alcuno
    per questo mio voler andar da solo

    che in questa mia vita
    è diventato desiderio del cuore

    un sentimento clandestino
    per continuare a riconoscermi

    anche se arido di parole

    ma indissolubilmente idilliaco
    e carnale insieme

    che non aspetta altro che vivere
    senza paura d'eremitaggi
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 19 dicembre 2017 alle ore 21:06
    Dolce terra mia

    Sensazioni d'intimita'
    intensa e profonda

    m'infondi

    dolce terra mia

    con questo tempo

    nell'anima soddisfatta

    Bagliori di complicità
    misti ad aure felici

    avvolgono d'eccitazione
    e di piacere

    il mio sguardo

    nel sublime fascino
    che l'accompagna

    nell'appagamento dei sensi
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 19 dicembre 2017 alle ore 21:01
    Le visioni del cuore

    Nel turbine di fulmini e saette
    che tagliano all'orizzonte

    il cielo scuro di pioggia

    sono qui a rimirare il mare

    felicemente abbracciato
    alla mia stupenda solitudine

    e all'inutilità dei lidi

    composti sulla spiaggia deserta
    e squadrati nel loro vuoto d'anime

    Ah!!! se il mondo fosse il piacere di un sogno...

    m'addormenterei in questo mio sguardo

    nel tempo che resta ormai
    al vivere che mi è stato concesso

    E non ho altro che questa luce
    e l'aria che respiro al suono di queste onde

    mentre lascio che la loro musica
    si sposi con le note soavi della mia anima
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 19 dicembre 2017 alle ore 21:00
    Sognare a occhi chiusi

    Disteso sopra
    le più morbide intenzioni

    a volteggiare con la mente
    in impetuose danze

    nel suono profondo
    dei sussulti interiori

    resto assorto nei miei pensieri
    d'abbandonati indugi

    ad affrontare supino

    i gorghi felici
    della furia dei sensi

    E m'inoltro
    con immediata allegria

    nella fitta boscaglia
    delle passioni nascoste

    E poi...
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 19 dicembre 2017 alle ore 20:57
    Poveri ma belli

    Volti pallidi e affranti
    di chi con le spalle ricurve
    e la camicia stazzonata
    va a quest'ora
    incontro alla sua sorte
    illumina l'alba con dolcezza
    E lascia dietro di Loro
    scie di messaggi
    di cui altre spalle
    ora sol tremolanti
    ne coglieranno
    l'essenza della speranza
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 19 dicembre 2017 alle ore 11:05
    Caro diario...

    Ho iniziato a scriverti per parlarti di me.
    E un po' anche di lui.
    Ti ho raccontato i miei sentimenti più intimi, tutti i miei dolori, le mie follie e anche le mie gioie.
    Tu hai conosciuto tutto di me.
    Ciò che ero.
    Ciò che sono.
    Ho riversato in te, tutta me stessa, semplicemente donandomi.
    E non ti ho nascosto nulla.

    Caro diario...
    In te ho riposto tutte le mie emozioni, appassionandomi, dilungandomi, tergiversando.
    Imperterrita ti ho raccontato di me.
    E di lui.
    Lui che è stato il mio sogno, la mia illusione, il mio tormento, la mia passione, la mia vita.
    Lui che è stato tutto.
    Lui che non finirà mai di essere lui.

    Caro diario...
    I ricordi si sono succeduti l'uno all'altro, fluendo vividi e appassionati.
    I ricordi di noi e di tutto ciò che avrebbe potuto essere e non è stato...

  • 19 dicembre 2017 alle ore 11:03
    L'isola che non c'è

    Sono partita su un aereo immaginario, verso lidi stupendi e meravigliosi, creati dalla mia mente.
    Luoghi fantastici e fantasiosi dove solo tu ed io esistevamo.
    Tu ed io.
    Noi.
    Lì, stesi al sole.
    Mano nella mano.
    Vicini.
    Indivisibili.
    In un mondo tutto e solo nostro.
    Creato soltanto per il nostro piacere.
    Dove vivere e viverci.
    Dove amarci senza riserve.
    Ho creato il nostro mondo, intimo e privato, solo per poterci amare.
    La nostra isola di paradiso.
    La nostra isola che non c'è...

  • 19 dicembre 2017 alle ore 11:02
    Un amore che finisce

    Così finisce qualcosa che sembrava grande.
    Resta solo un'immensa solitudine, una voragine attorno all'anima.
    Così finisce un grande amore, nel vuoto del silenzio, con parole mai dette.
    Un silenzio talmente rumoroso che urla tutto il proprio dolore.
    Ma è un silenzio che porta pace, la pace di un amore che finisce.

  • 18 dicembre 2017 alle ore 22:12

    Ho imparato a mettermi comoda mentre sparlate. A sedermi comodamente per aspettare la fine del vostro momento di ego infinito e frustrato. Ho imparato a sedermi comodamente controllando lo smalto mentre giudicate anche ciò che di me non conoscete. Comodissima nella mia coscienza pulita ascolto... Ascolto le mille storie, le parole offensive, le lezioni di vita che mi fate. Quante attenzioni senza muovere nemmeno un dito. Pensate... Tutto questo tempo, attenzione e considerazione stando comodamente seduta al mio posto. Del resto io al mio posto ci so stare... E sappiate che è imparando a stare al proprio posto che si impara poco a poco a farsi i fatti propri!

  • 18 dicembre 2017 alle ore 19:54
    Un lusso

    È un lusso
    lasciar che penda
    frugale e chiara
    una stilla, una nuova
    dal fondo.
    Si sporge un viso
    malgrado non volessi,
    cos’è, domanda muto,
    e sospetta che i treni
    per quello esistano
    -sempre qualcuno
    in mezzo alla folla che torna
    con un filo di freddo,
    perché.

  • 18 dicembre 2017 alle ore 18:48
    Tu

    Tu
    colore che sei
    non vedi ombre
    e resti incanto
    in questo mondo
    di anime perse
    costrette all'oblio
    dal vivere sparso
    come nuvole meste
    sospese e disattese

    tu
    colore che resta
    vivi nel fondo
    del mondo a rovescio
    e muovi quel tondo
    di terra sottesa
    al cielo bluastro
    impigliato di sole
    sorpresa d'inverno.

     

  • 18 dicembre 2017 alle ore 12:38
    Bagliori di cristallo

    L’inverno è già iniziato:
    fredde giornate
    si ripetono
    monotone
    come alberi
    dalle foglie ingiallite,
    un pallido sole
    s’intravede tra le nubi,
    veloce se ne andrà un altro anno
    lasciando la compagnia di un rigido inverno,
    foglie secche per terra cadute
    come tappeto dorato
    annunciano il passaggio
    tra l’autunno e l’inverno,
    il futuro si sovrappone al presente
    introducendo la fredda stagione
    ormai alle porte,
    un altro inverno passerà
    lasciando spazio alla calda stagione
    dai fiori profumati,
    ricordi d’amore di un tempo passato
    che mai più ritornerà.
     

  • 17 dicembre 2017 alle ore 18:47
    Santa Sabina

    Liscia
    di pietre, acqua e brezza
    armonia rilucente
     
    un osanna blu
    privo di appartenenza.
     
    Solo l’alba assorta, la torre
    i lineamenti dei gabbiani,
    solo linee di pace
    nel canone dell’eternarsi.
     
    (Il tempo)
    il tempo posa qui
    ma non dimora
    è rituale di sponde
    mappa reale, rarefatta
    che spinge a noi i Balcani. 
     
    E sembra siamo nati al largo
    tutti
    limitrofi d’immensità
    uniti i tratti: quei monti
    con le dune nostre
    scolpiti in ruggia d’onda
    al fianco stretto del Mediterraneo.
     
    E siamo nati qui sicuro
    in una lingua barbara
    più larga.

  • 17 dicembre 2017 alle ore 18:35
    Epifania

    L’incedere separa
    il cielo dall’abisso.
    Negli occhi ti s’accorda
    l’universo, che stringe
    l’archetto sulle corde
    dell’aurora. L’adagio
    risuona il tuo sorriso
    nel vento di rugiada
    e il canto si fa coro
    d’iberide sul muro.

  • Non solo quiete d’estati antiche
    o verde nell’azzurro
    né a largo slarghi di mare scuro
    dove in eterno è l’affondare.

    Non il vagare al vento avvolto
    o il sale in faccia 
    né abbraccio d’acqua, rifugio nero
    - orgia d’assoli, silenzio, nulla, e tutto.

    Non navi bianche al porto
    approdo a luci vive
    né sguardi verso l’Ellade 
    deviati dal timone.

    Ma quelle mille barche a traboccare
    il popolo più antico
    cacciato dalla terra al mare amico
    nell’Europa 
    dimentica, già allora
    secca di sangue d’anima.

    Ma quelle mille bocche tutte lorde
    illiri o non illiri - incerto ceppo -
    a terra occhi-Balcani
    quegli occhi neri su mani molle,
    e tre parole da mille antenne 
    torte di là dal mare, strozzate in gola.

    Barriera e sfogo, via-ponte-fuga
    - un mare madre che accoglie e mescola.
    Come la terra mia
    è un impeto mai pago
    misericordia memore
    d’unione primordiale.

     

  • 17 dicembre 2017 alle ore 14:08

    Non rimpiango niente... non rimpiango te e non rimpiango noi. Rimpiango solo il tempo, rimpiango di non aver dato a me stessa la possibilità di non sentirsi così sola. Odiarti? Mai... Troppo l’amore che ho provato. Troppo il bene voluto e dimostrato, a differenza del tuo, in modo sincero. Malgrado tu mi abbia voltato per l’ennesima volta le spalle con fare vigliacco, ti auguro ogni bene. A te lascio le bugie a cui non credo più... le lascio lì nel vento mentre corro verso una vita nuova e migliore di quella avuta fino ad oggi... Saró sempre migliore di te... SEMPRE! 

  • 17 dicembre 2017 alle ore 10:29
    Davanzali

    Un morbido violino, senti come
    si spande sulle cose che profumano
    su davanzali perenni: saremo albe anche poi
    che la voce volterà il vento dei vissuti,
    a goccia sul silenzio 
    del tempo vivo dei suoi passi,
    anche dal verde del giardino onirico
    canta l’alloro delle promesse
    diventate fiori

  • 16 dicembre 2017 alle ore 12:42
    Calda...

    Distesa,
    leggera,
    sospiri di passione.
    Corpo caldo,
    vibrante,
    che anela solo a languide carezze.
    Seni nudi,
    offerti a mani possessive,
    piene di un desiderio che toglie il respiro.
    Corpo fluido e malizioso,
    che aspetta solo di essere appagato, in una erotica danza senza tempo, che trascina i cuori in un vortice di deliziosa passione.
    E solo i sospiri, racconteranno tutte le parole mai dette...