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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 14 febbraio 2014 alle ore 18:20
    La stanza dell'Apocalisse

    La porta si chiude al mondo
    i circoli della mente spiralizzano 
    l'uno contro l'altro
    proiettili nell'acqua
    colpiranno la sabbia
    ma non faranno piu' male.
    Scie di morte rotonde ma dirette
    buio nel cielo
    calma nell'acqua
    vuoto nella stanza
    pesante etere cubica
    trafitta fino in basso
    fino alla mancanza d'aria
    dove tutto si spegne
    in tenere scintille
    un guizzo
    un tintinnio di fine.
    Finiva così.
    Una stanza in silenzio
    un'aria irrespirabile
    come un uomo appena nato
    in una camera iperbarica.
    Chiede aiuto per espugnar le mura
    prigioniero egli stesso
    del suo rifugio dalla paura.
     

  • 14 febbraio 2014 alle ore 18:13
    Due ciglia ( avvicinamento all'incredulità)

    Cadute dentro un libro dove tutto cade:
    un uomo
    un popolo bianco
    un popolo nero.
    Archi di luna 
    stanche.
    Ogni ora una crepa intorno agli occhi.

    E cadono petali 
    petali bagnati di un sogno
    sempre lo stesso

    Ogni respiro un pò d'aria in meno
    quasi apnea
    senza colori
    senza più sentire
    senza piu' guardare.

    Le ore piccole di una storia disumana

     

  • 14 febbraio 2014 alle ore 18:08
    a Bertold Brecht

    Tra gli schiaffi e i morsi di una gatta indifferente
    l'unico amo di felicità.
    Un porco
    i cannoni
    il tempo che fuggì
    e...goodbye amore
    hanno un posto stretto nella mia doccia
    mentre li canto
    unici alleati nella mia lotta.
    Ogni goccia è rossa d'amore
    respinge la melma che torna su
    come l'acqua con l'olio usato,
    non si mischia ma porta via.

    Un cappello bagnato di poesia
    sopra un corpo inzuppato di lacrime

  • 14 febbraio 2014 alle ore 18:06
    Lacrime da un film fiorite

    Lacrime da un film fiorite

    e dagli occhi miei cadute,

    lei lo lascia e lui ritorna

    i cuori si comprimono

    in un solo afflato:

    il sentimento

    E si baciano,

    fra tenerezza e lacrime

    dei tanti me

    che applaudono

    il loro amore consacrato

    Lacrime da un film fiorite

    da commozione nate

    per l’ amor vincente

    e per la paura sottile e silente

    dell ’esser soli e abbandonati.

  • 14 febbraio 2014 alle ore 17:15
    Haiku

    Vago tra onde al buio,
    attratto da scie di blu.
    Agogno il faro!
    ***
    (altra versione)
    Ali tra onde al buio
    attratte da scie di blu.
    Cercano il faro
     

  • 14 febbraio 2014 alle ore 16:23
    Forza di gravità

    Tra le latitudini del mio cuore
    dimori nello spazio senza tempo,
    continuamente, in questo amore che mi lega a te.

    Tra un meridiano e l'altro delle nostre vite,
    tempeste ed uragani sconquassano il nostro vivere,
    ma niente e mai nessuno, arriverà a spezzare
    la forza di gravità che imperterrita ci attrae.
    -- Anna Giordano 

  • 14 febbraio 2014 alle ore 11:55
    San Valentino

    Semplicemente una rosa
    vellutata sulle tue labbra
    profumata dalla tua pelle
    per un amore unico
    come lo sei tu.

  • 14 febbraio 2014 alle ore 9:46
    Inno Alla Donna

     
    Frutto  dell’azzurro mare
    Vestita di luna
    Bella
    Luminosa
    Baciata dal sole
    Bionda
    Dai lunghi capelli
    Pelle profumata di mimosa
    Misteriosa come una sirena.
    Il tuo respiro
    Dolce musica soave
    Come lo scroscio delle onde
    Mentre baciano gli scogli.
    Il mare
    L’aurora
    Il tramonto
    Ti fanno da cornice
    Quando nuda
    E trasparente
    Ondeggi vellutata.
    Le stelle
    Brillano festose
    E gioiscono
    E se svanisci
    Piangono raggi di luce.
    È bello immaginarti
    Nel buio della mente
    Nel calore del cuore.

  • 13 febbraio 2014 alle ore 22:18
    Specchio

    Se nessuno fossi tu

    io nessuno sarei lo stesso

    mentre in quel viale ti trovai

    avrei potuto non girarmi

    ma sentii di aver un nome

    dal momento in cui fui nella tua bocca

    perchè girandomi vidi me

    e tu vedesti te

  • 13 febbraio 2014 alle ore 22:17
    Le mie castagne

    Solo un grido puo' far polvere

    quel che tu mi hai rigettato,

    ti riempi la mano

    le stringi godendo

    molto hanno di speciale:

    il fatto d'esser chiuse

    in uno scrigno che fa male.

    Sarà misero, è il mio amore

    ma se Natura lo protegge

    vuol dir che misero è solo per te

    Mangio spine,

    mangia spine

    non vederne il cuore dentro.

    Se avrai fame

    non ci saro'

    castagne e spine non son speciali

    ma tonde e lisce come un cuore

    che hai inforcato senza eguali

  • 13 febbraio 2014 alle ore 22:16
    Ulisse

    Con un pezzo di legno

    ti trafissi il ventre

    non c'era fiato in quell'istante

    perchè gridasti ma aria non avevi

    un urlo di silenzio per orecchi che sentivano

    i miei occhi rizzati a supplicarti di non piangere

    perchè il dolore che ti feci

    udito umano non poteva ascoltare

    e come Ulisse con le sirene

    provai a non sentire.

    Ma quel corpo che mi hai dato

    sa bene quanto abbia voluto

    solo amarti solo amarti

    solo amarti per vederti

    sempre e solo, soltanto mia

    e se le lacrime hanno un potere

    è quello di unirsi al sangue

    perchè d'acqua e di sangue rosso

    quel costato gettava amore,

    il tuo antro buio e stretto

    da allora un nome sol grido'

    il mio con forza per avermi dentro

    e gettarti amore come in un pozzo

  • 13 febbraio 2014 alle ore 22:14
    L'intestino delle delizie

    Quando ti ho mangiata

    ti ho invitata a fare il piu bel viaggio della tua vita

    nei meandri delle mie viscere avresti

    visto una terra sconosciuta

    che mai nessuno

    ti aveva mostrato.

     

    Gli acidi che ti hanno digerito

    ti hanno bruciato la pelle

    ma per cambiartela

    non sapevi che piu' giu'

    nei sette metri del mio intestino

    avresti trovato nuovo nutrimento

    per rigenerarla

    e che a nutrirti ero io

    come un padre incinta.

     

    Un viaggio interrotto non è nulla

    se l'intenzione è già capire

    cosa c'è al termine

    le valigie che avevi preparato

    già pretendevano di sapere

    che stagione in quelle terra ignota

    avresti trovato

     

    tutto si porta per un lungo viaggio

    o nulla che serva davvero

    essenziale èil denaro

    per comprare abiti nuovi

    poichè nessuno sa, nessuno sa

    non sapevi

    ma volevi forzatamente sapere

    se avresti trovato sole

     

    nemmeno una formica sa quanto peserà la briciola che dovrà portare

    perchè tu volevi già sapere dove voler finire?

     

    7 metri di intestino

    di acqua, miele e fieno

    carne sangue e mandarini

     

    nulla hai mangiato

    digiuna, stupida diugina

    preferisci sederti

    sul cuore di una persona

    e conoscerne già il menu'

    come il bistrot dove paghi

    per avere cibo.

    Il mio cibo non lo puoi pagare

    te l'ho donato

    senza che tu me l'abbia chiesto

  • 13 febbraio 2014 alle ore 22:13
    Senza capire mai quel cane

    Una serpe di dolcezza

    mi ha morso sulla faccia

    non sapevo quanto veleno

    il suo sguardo nascondesse

    quanto puttana la sua mano

    quanto madre di ogni sfacelo

     

    da una strada mi prendesti 

    quanti morsi ho dato io

    senza il veleno che tu avevi

    poichè mordendoti da cane

    poi ti ho leccato come un figlio

    mai da te mi sono diviso

    il tuo veleno era assassino

    con la bava di chi lo inietta

    senza pensare poi alla putredine

    che mi mangiava

    eppur sognagli io ho sentito

    cobra acerrimo di vendetta

    senza capire mai quel cane

    che latrava di dolore

     tra una serpe ed un cane

    c'è una sola differenza

    il cane morde senza odiare

    lei morde per avere

    il cane affoga morso subito

    per quella serpe senza alcun rimorso

     

  • 13 febbraio 2014 alle ore 22:12
    A calci in culo

    Portati via il tuo culo affamato

    un bacino di capricci

    il cui peso ti ha fatto cadere

    portati via i tuoi seni tondi

    erano schiume di mare

    ora son solo campane

    portati via le tue gambe avvinghiate

    già portate ad un altro

    ora sembrano storpie

    portati via il tuo pube infetto

    era la vita

    ora solo un cassetto

    porta via la tua bocca

    mi parlava d'amore

    mi succhiava il fulgore

    ora muta e povera

    a baciare un orrore

  • 13 febbraio 2014 alle ore 22:10
    Tu sai perchè

    Se sai come cammino

    conosci dove vado

    se sai come respiro

    conosci chi respiro

    se sai cosa guardo

    mi hai visto negli occhi

    se sai che muoio

    sai perchè

     

  • 13 febbraio 2014 alle ore 22:09
    Ubriaco di te

    Gelida menta al mattino

    il sapore delle tue labbra

    che si chiudono e si contraggono

    per dire molte cose

    ma leccandole per berle

    divento sordo al loro dire

    perchè solo vogliono davvero

    essere morse essere immerse

    un sapore di fresco nel sentirti venire

    labbra di carne

    labbra di sangue

    menta fiorita mentre ora gridano

    un unguento celeste

    che disseta il mio berti.

  • 13 febbraio 2014 alle ore 22:08
    La bimba sporca

    Vidi quel letto pieno di sangue

    pensai di pulirlo

    poi lo nascosi

    era un reperto

    un reperto d'amore

    chi mai avrebbe saputo

    che in quel letto

    due amanti si erano sporcati

    se sporco è il sangue di un universo d'amore

    in soffitta lo portai dove tra cent'anni

    qualcuno lo avrebbe ritrovato pensando

    che ai miei tempi certe macchie non andavano via

    nessuno saprà  che facilmente

    avrei pulito

    cio' che ho voluto rimanesse sporcato

    perchè se sporco fu quell'amore

    allora sporca, tutta la vita,

    tutta la vita, io voglio essere.

  • 13 febbraio 2014 alle ore 22:07
    La famiglia

    Nel silenzio

    un sogno ancora

    svegliarsi sarebbe un aborto

    è cosi scalciante il figlio che hai in grembo

    la notte mi somiglia

    il blu trova spazio in qualcosa che già conosco

    non mi è nuovo

    non mi spaventa

    solo mi impedisce di gridare

    se svegliare il mondo avesse senso

    allora ti prego mondo non mi sgridare

    perchè stanotte posso urlare

    cio' che la notte conosce già

    un sogno vivo un sogno grande

    un sogno che mentre dormo mi rende vivo

    un volto un grembo il tuo sorriso

    accanto a me

    il Paradiso

  • 13 febbraio 2014 alle ore 22:05
    L'Orango , la principessa e la serpe

    Fantiano d'amore,

    tra le pietre, nera,

    una lunga serpe

    l'abbiamo vista sgusciare,

    da un albero d'ulivo

    strisciava veloce,

    nera paura,

    ma il mio Orango si'forte

    mi ha presa in braccio,

    l'una sull 'altro sembravamo un gigante:

    la povera serpe ,all'enorme visione,

    è divenuta sinuosa come una S,

    ha avuto paura

    si è ridotta a nulla

    e sibilando sue scuse

    vile è fuggita.

    Piccola serpe vestita di nero

    sputi veleno da gengive gonfie,

    entri nei sogni

    mordi le gambe

    entri in mente e infondi paura.

    Povera serpe, ancora non sai,

    quanto  misera sei

    sottil men di un dito.

    Vuoi aggredire?

    Io ti prendo la testa,

    davanti al mio volto

     sembri un lombrico,

    ti lanci a mordermi

    e io ti stringo il collo,

    come una matta rido superba

    e ti grido in faccia senza pieta':

    "Vai via serpe puttana ,

    non servi a nulla,

    volevi aggredirmi

    ma ti stacco la testa,

    sei molle sei brutta

    sei piccola e derisa.

    Ti stringo,ti strappo

    ti schizzo il veleno.

    Ti sputo in gola

    un unguento prezioso,

    del mio amato Orango

    tutto ho ingoiato,

    dopo l'amore l'ho conservato,

    il suo forte seme

    piu' forte di te

    mille serpenti ha dovuto schiacciare

    te lo sputo adosso

    e ne morirai.

    Il mio amato scimmione,

    pieno di luce,

    la forza piu' grande

    lui me l'ha data,

    di prendere serpi

    nere e sinuose

    e gridargli in faccia

    che chi comanda sono io.

    Ti faccio paura mia nera paura

    corri lontana

    piccola serpe,

    ne rido felice

    in braccio al mio Orango,

    poichè siamo vivi

    poichè siamo amore;

     faccio paura alla paura,

    poichè non esiste

    io sono piu' forte,

    era solo un'immagine

    nella mia testa scura,

    incenerire  terrori

    impaurire le serpi,

    farne un fiocchetto

    per pacchi regalo,

    lurida serpe

    adesso vai via.

    Ti ho fatto paura

    non sei piu paura.

    Il  mio Orango di luce

    mi ha ridato la cura

    liberare la mente

    renderla pura,

    ridere urlando

    ad ogni sospetto

    "Lurida serpe non sei che un laccetto" 

  • 13 febbraio 2014 alle ore 22:04
    L'Amazzone di nome Venere

    Un ramo

    un braccio

    una lancia di lucido ferro

    lo impugni sì forte

    che diventa la tua arma

    armati il corpo

    amazzone a cavallo

    impugnami e corri sulle montagne

    getta l'urlo della battaglia,

    nuda e calda che galoppi

    io ti inforco per il ventre

    tuo dio del fuoco e della mente

    tu mi impugni come Afrodite

    dea dei sensi

    schiava e perla delle mie dita

    mordo ogni tua fessura

    sfioro e domino il tuo respiro

    i cui sussulti fanno insieme

    gli accenti di una sinfonia

    canti mentre ti sfotto

    i tuoi piccoli seni rosa

    che ridono soli

    senza che lo vuoi

    diventano duri rubini rossi

    l'arma prendila

    ora è pronta

    puoi stringerla forte perchè non si spezza

    sali al galoppo del tuo cavallo

    grida ridendo che vincerai

    perchè in mano hai il fuoco acceso

    del tuo dio Vulcano che ti ha preso

    stringi ancora non ti fermare

    perchè è l'arma che fa impazzire

    fa vincere ogni assedio

    perchè porta a un grido antico

    un'amazzone son certo

    la sola che puo' impugnarlo

    eterea bianca tu

    piccola Venere di miele

     

    grida forte che solo tu ce l'hai

    ilfulgente ferro del tuo dio Vulcano

    ora si tu sei pronta

    per farne uscire seme e sangue

    insemina la terra

    perchè foreste nasceranno

    dove correre potrai

    splendida amazzone

    vittoriosa e mia

  • 13 febbraio 2014 alle ore 22:01
    l'Universo

    Sono scemo

    sono pazzo

    sono qui e non li

    sono in mezzo

    sono fuori

    sono a bere

    sono in cammino

    sono in un letto

    nella doccia

    mangio un caco

    ascolto quello

    parlo con loro

    vivo vestito

    faccio pipì e pupu'

    rido

    rido

    rido sempre

    sono giullare

    sono animale

    sono l'immagine di te

    faccio giochi

    giochi scemi

    solo un modo per vederti

    nessuno lo sa

    nessuno

    nessuno lo sa

    che l'unica cosa

    quello che sono

    quello vero

    quello che faccio

    stando fermo

    tutto dico

    stando zitto

    tutto vivo

    tutto sento

    è quello che è in te,

    mi calo dal tetto

    e vengo giu'

    tutte le notti

    non c'è luce

    non c'è voce

    solo noi

    noi due insieme

    a riempire l 'universo

    dell'unica cosa che vogliamo.

    E l'universo è contento,

    quanto ride,

    come un scemo pure lui,

    tutto blu che sembra grande

    invece solo questo mi ha detto:

    "non voglio molto, prendi lei e portamela,

    una stella mi basta, tutte le altre sono inutili,

    riscaldala e falla tua perchè ogni notte io vi aspetto,

    le stelle che vedi cadere sono le mie lacrime,

    universo di attesa

    che ogni notte aspetto che mi porti solo lei"

  • 13 febbraio 2014 alle ore 21:59
    Il canto del ghepardo

    Non era il momento

    per farmi cadere

    sono un ghepardo aggrappato a liane

    salito su un albero per cantarti piu vicino

    scivolato per delle foglie avvelenate

    ho tirato fuori gli artigli

    perchè sotto c'erano sabbie mobili che potevano soffocarmi

    ma forse sarebbe stato meglio che rimanere intrappolato

    tra rami scivolosi fatti per gattini e non per un felino

    che ruggisce cantando un amore ormai inutile

    non era il momento

    per farmi cadere

    per vedermi le unghie saltare

    con un rumore schietto

    come se un masso sulle zampe le schiacciasse in mille pezzi

    le unghie che mi han fatto salire su un albero immenso

    dove ti vedevo a dormire

    piccolo uccello del paradiso

    salito per leccarti e farti addormentare nel calore del mio pelo

    difenderti dalle belve che vogliono mangiarti

    non era il momento per

    per farmi cadere

    ogni giorno risalgo

    ogni giorno ricado giu' tra le liane

    e pur affannoso di risalire a cantare per te

    poi senza respiro rimango appeso a sbrogliarmi e girovagare

    un ghepardo sciocco

    ancora credo tu voglia il mio canto?

    basta un tuo battito d'ali

    per vederti volare dove non vorrei

    dove mai vorrei

    non era il momento

    per farmi cadere

    guardo le sabbie

    tre unghie ad una sola zampa mi sono rimaste

    le piu forti che avevo nascoste

    il mio ruggito è un canto d'amore

    che non comprendi che deridi e non ascolti

    non era il momento

    per farmi cadere

    per accarezzarmi da solo

    sentire il mio pelo che vuol riscaldarti

    e sentire che non ci sei

    tutto cio' che il mio ruggito ti dice

    è che qui hai cio' che non riesco a dirti

    che mi vedi scivolare perchè olio mi butti sui rami

    getti massi per spezzarmi le unghie

    ogni giorno ricado

    e ogni giorno risalgo

    un ghepardo che ama 

    col pelo caldo in un gelido inverno

    da rifugio a te, uccellino

    che nemmeno ascolti il mio canto,

    o lo ascolti dall'alto e batti le ali

    come l'applauso di circostanza

    ad una voce ormai stonata

    Eppur tra liane nessuno mi batte

    laddove tutti si son lasciati cadere

    il mio canto arriva perfino nelle notti piu' fredde

    sol se lo ascolti mi puoi vedere

    ho bevuto tutto l'olio bollente che potevi buttarmi

    tutto il mio pelo si è sporcato

    vorrei solo che ora tu canti

    perchè qui aggrappato

    qualcunosta per tagliare le liane

    per vedermi morire per sempre

    in sabbie che mai piu mi faranno risalire.

    E riderà,

    riderà ,perchè lo vedo ridere sempre,

    riderà perchè un ghepardo che voleva accudire un uccellino 

    è una favola che non si sa leggere.

    Ci vuole un animo sublime

    per capire il senso di una belva innamorata

    che ruggisce per dire ti amo

    e che fa dormire accucciato tra le sue grosse zampe

    un essere cosi fragile che per dire ti amo

    cinguetta e sorride con la sua dolce vocina

    sparge piccole piume per colorare di bianco il manto del grosso felino

    ed insieme dormono sulle cime piu alte di un albero che nessuno puo' raggiungere

  • 13 febbraio 2014 alle ore 21:58
    Tango nudo

    Le loro ombre

    sinuose e sfuggenti,

    che l'occhio non le seguiva,

    disegnavano in terra i loro corpi veloci

    ballavano i sensi di un tango indiavolato

    solo le vesti li dividevano

    lui di ferro come un colosso argentino

    lei tigre raggiante di un eterna savana

     

    mai s'era visto un tango di sangue

    ad ogni chiave di gambe insinuanti

    lui l'avvolgeva lei lo guardava

    una lotta tra sguardi di fuoco

    bocche erano per sbranarsi i vestiti

    mai s'era udito tanto respiro,

    ad ogni accento di una chitarra bollente

    qualcosa accadeva oltre quel ballo,

    era amore passione e amplesso

    di due amati che mentre danzano

    vengono insieme e solo a loro è concesso.

     

    Di sentirla gemere

    di sentirlo premere

    di sentirlo padrone

    di sentirla regina

    di un ballo di fuoco

    di nuda passione

    di un uomo e una donna

    che danzano nudi 

  • 13 febbraio 2014 alle ore 21:56
    il letto tondo

    Uscire da un tempo in cui tutto è già previsto

    prendere un'auto qualsiasi

    riempirla di carburante e avviarsi senza un luogo scelto ma sentito.

    Si capisce di essere arrivati quando ci si ferma.

    E la notte nelle ore tutte uguali

    seguire la Luna che verso sinistra mi guida

    con la pace nel suo volto,

    per un po' regalarle la mia mente e far decidere lei,

    sentirsi cosi svuotato ma libero senza freni

    di giungere forse in un posto, proprio quel posto li,

    dove se chiudo gli occhi desidero essere e mi ci vedo.

    Il mondo ingabbiato sprigionerà un tale calore

    che milioni e milioni di gradi scioglieranno tutte le sbarre,

    non ci sarà piu spazio per dogane e confini metallici,

    la mia auto sarà libera di andare e fermarsi

    dove sentiro'd'essere arrivato,

    farmi scendere e venire li,

    su quel pianeta sconosciuto,

    addormentarmi sulla sua Luna bianca

    la cui luce mi aveva guidato.

     

    Arriverà cosi per noi l'alba del grande Sole,

    come se per la prima volta ci fossimo conosciuti.

  • 13 febbraio 2014 alle ore 21:53
    La mia barca blu

    Salendo su una barca,

    la notte,

    nulla voglio sapere da te,

    t'ho fatta salire

    e questo ora mi basta.

    Ho fatto venire tanti pesci per saziarti,

    ho ordinato al mare di mantenersi calmo per cullarti,

    ho invitato una sirena per cantare.

    Tu preoccupati che la luna sia abbastanza piena per sapermi vedere,

    perchè la mia barca non è uguale ad un'altra

    e non sale chiunque.

    Nulla voglio sapere da te,

    ma guardami bene mentre reggo il timone,

    senti se il tuo navigare con me stanotte è sereno,

    mangia,

    ascolta cio' che nessun altro puo' dirti,

    nulla voglio sapere,

    questo ora mi basta.

    Abbi cura di come sali sulla mia barca,

    non sbatterci i piedi,

    non scendere o salire come su una zattera

    solo perchè mi riconosci,

    perchè non mi conosci abbastanza

    per sapere quanto io abbia fatto per crearti il mare, i pesci, le sirene e la luna,

    chè se li consideri come qualcosa che già di me conosci,

    o con un pennello li ricopri di nero mutandoli in macchie,

    in un attimo io devo farli scomparire,

    dipinti per accoglierti come dama del mio regno,

    non posso vederli ridotti a inutili  incompresi.

    Di questo quadro che dolcemente ti invita a salire

    io ne sono l'autore, il timoniere e il capitano,

    ho un cappello nuovo,

    stupisciti mentre mangi e ascolti,

    perchè non conosci ancora di me

    quanto mare blu io ti sappia far navigare.

    Per la prima volta sali.

    Ti ho acceso la luna,  ora mi puoi guardare

    ed anche io ora posso rivedere chi sei.