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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 10 luglio 2014 alle ore 16:53
    Dedicata a Raju

    Possente ma impotente,
    eri la triste e pallida ombra di Ganesh
    perché umiliata era la tua natura
    di essere umano.
    Ma con una lacrima
    che tradiva gratitudine
    hai mostrato
    che per quanto si sottragga
    la dignità a un essere vivente,
    il nucleo originale resta sempre,
    pronto a rispuntare
    sotto mille coltri
    e in mezzo a mille patimenti:
    un nucleo fatto di puri sentimenti.
    È quel che ha distinto te, Raju,
    da chi ha sfruttato l'intera tua esistenza
    per farne convenienza!
    La tua grandezza non sta nella tua mole,
    tenero gigante buono,
    ma in quella piccola goccia di riconoscenza
    caduta quando, finalmente,
    libertà ti è stata resa.
    Non esiste più bel dono, Raju!
    Sia per te, dolce elefante,
    che per il più piccolo uomo!
     
     

  • 10 luglio 2014 alle ore 16:38
    Prima alba 2014

    Sembra uguale, il posto dove mi ritrovo
    attendo immerso nel scivolar d’ore
    per me, attento all’utile dettaglio
    mollemente avvolgente e luminoso.

    Chiaro sento l’eco dei miei passi
    quando istinti avventurieri
    accendevano nuove mete
    lontano nell’orizzonte del cielo.

    Il tempo mescola utili pensieri
    gesti rapidi più delle parole
    mutevoli come amori passeggeri
    nel, di maggio nuovo sole.

    Il fatto, che più mi piace
    sentire l’ansia del divenire
    tempi di giochi e nuovi amori
    nella gioia nell'essere vivo.

    Il tepore di questo ultimo sole
    riscalda questo mio riflesso
    nello specchio un volto
    non sarà mai più lo stesso.

    Scandisce l’ora il ticchettio del tempo
    mentre si inabissa nel suo stesso senso
    piano l’ombra prende a dilagare
    nell’oscurità si cancella integralmente.

    Buio triste, ma brevemente
    poi un tripudio sorprendente
    l’universo invade la mia stanza
    e la luna risalta tanto sfavillio.

    Il freddo luccichio
    scolpisce l’ombra vaga e misteriosa
    in realtà però m’appartiene
    nella gioia attento veglio.
    2014
    Il sole ha già incendiato il cielo
    in questo azzurro particolare
    nel tripudio mi commuovo
    abbraccio l’alba nel sereno.

    Bruno Gasparri
     

  • 10 luglio 2014 alle ore 16:25
    Paralisi ed. 2012

    Vorrei piangere ed inondare
    questo foglio bianco ed offensivo
    pei colori miei annebbiati
    Ho dentro il fuoco
    lento e nero
    di un vulcano addormentato
    Nelle viscere del mondo
    annega e strilla il mio dolore
    È un seno freddo
    sotto il palmo?
    È morte pronta ed annunciata
    dietro il corpo neghittoso?
    È una lacrima ghiacciata
    che si cela fra le ciglia?
    È un cuore
    da dolor paralizzato
    che spilla e spande lava
    e sangue nero congelato.

  • 10 luglio 2014 alle ore 10:40
    C'è stato un tempo

    C’è stato un tempo
    in cui l’aurora aveva il tuo sguardo
    e i miei occhi si specchiavano nei tuoi.
    Guardavamo benevoli
    le nostre vite inseguite dal destino.
    I tuoi desideri erano i miei
    e i miei un anticipo dei tuoi.
    Quel tempo è andato.
    Adesso il tuo sorriso
    ha i colori dell’aurora
    che annuncia il bel giorno.

  • 10 luglio 2014 alle ore 10:32
    Arabeschi di luce

     
    Nell’ombra del mio mattino:
    in ogni comparto
    penetra sommessamente la vita.
    Non me n’ero accorta,
    ma a poco a poco
    qualcuno aveva stampato in me
    magici arabeschi.
    I disegni variegati,
    le forme simmetriche,
    il chiaro, lo scuro
    s’alternano e incantano.
    La polverina sospesa
    nei raggi che tendono al cuore
    pullula freneticamente
    e mi rianima.

  • 10 luglio 2014 alle ore 9:49
    Albe

     
     

     
     
     
    Alba d’inverno
    con pochi sorrisi
     
    Alba d’estate
    Un raggio di luce
     
    Fra cielo e terra
    Penetra il mare.
     
    Albe: …
     
    Il tempo procede
    E muore nel buio
     
    Svolazzano gabbiani
    Negli anni che volano
     
    Le onde  ci urlano
    La storia che corre.
     

  • 10 luglio 2014 alle ore 1:26

    Feriscimi! Se ti aiuta a stare meglio, feriscimi. Quando non si ha forza e maturità per ammettere le proprie colpe, i propri limiti si finisce per accusare gli altri. Si finisce per auto convincersi che non è nostra la colpa di un fallimento, di una cosa che si spezza, di qualcuno che se ne è andato. Feriscimi, ma non cambia il fatto che io saprò ancora camminare forte, decisa e sicura di me e tu resterai solo in compagnia delle tue paure e dei tuoi limiti.

  • 10 luglio 2014 alle ore 1:11

    Puoi sentirti diverso quando ti rendi conto che il mondo naviga ormai  contro corrente. Quando vedi persone agire per interesse, pensieri fatti di maliziosa malignità e sopraffina cattiveria. Puoi sentirti diverso, quando noti che i sentimenti sono ormai paragonabili a parole dette con leggerezza e sostituiti a un momento di piacevole compagnia. ma per quanto diverso tu possa sentirti se ancora il tuo essere rimane aggrappato con coerenza e decisione a certi valori non volere mai "Essere diverso"!

  • 10 luglio 2014 alle ore 1:04

    Facciamo programmi e progetti con il sorriso, cerchiamo un sentiero sereno verso una vita migliore. Meraviglioso raggiungere un obbiettivo, anche se piccolo... Perché la soddisfazione che senti dentro ti fa acquistare fiducia e stima verso te stesso. 

  • 10 luglio 2014 alle ore 0:56

    A volte si ha semplicemente bisogno di qualcuno che ci accarezzi il viso. Che ci sostenga con un sorriso lasciando che quelle lacrime cessino. A volte si ha solo bisogno di qualcuno che veramente ci sia. Perché esserci veramente non è una questione di presenza fisica, ma ci capacità di capire stati d'animo, paure e bisogno. esserci veramente è ascoltare, comprendere e restare accanto a qualcuno anche in silenzio solo perché hai avuto la percezione che quello è uno momento buio.

  • Un tenero vagito è il suo saluto al mondo
    mentre un gioioso pianto inonda il viso
    di chi, dall’Everest della felicità,
    lo avvolge in un abbraccio senza fine,
    in cui c’è dentro tutto…amore, tenerezza, riconoscenza.
    La vita non sarà più la stessa:
    una piccola luce appena accesa,
    ma già splendente,
    illuminerà l’esistenza per sempre.
    È lo spettacolo della nascita
    che replicandosi con soave magia
    avvince chi, incredulo, vi assiste.
    L’amore è universale, non appartiene a un genere…
    Un seme prezioso diverrà presto pianta,
    non importa quale mano lo alimenti,
    non importa quale fonte lo disseti.
    Di scempi e scempi si macchiano i “coltivatori eletti”
    a cui semina e raccolto son concessi
    senza scatenar dibattimenti.
    Ma non è il “contenitore” a far sostanza!
    È il contenuto!
    È quel che serve a mutare un tenue raggio di sole
    in un bagliore che irradia tanto calore
    quanto ne riceve…
    un calore che scalda le lacrime di gioia
    sgorgate senza dighe per sancire il trionfo
    di una vita nuova.
    Amore è dare.
    Amore è ricevere.
    È questo ciò che conta.
    È questo ciò che la foto racconta.

  • 09 luglio 2014 alle ore 14:49
    some call it poetry

    a wail in the night 
    a ray of light in the darkness 
    the darkness that assails you and seize you in 

    a trail,  
    a safe passageway to the clear sky after the heavy rain
    the quietness after the hurricane 
    and a thousand of other images illusions and mirages,
     memories of other worlds, other lives, other dimensions 
    sailing in our hearts adrift dreaming of home coming 
      this is what happens if you give voice 
    to a single and fragile wandering living being
     through the peripheries of the world 
      some call it poetry 
    and so be it

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/07/some-call-it-poetry.html

  • 08 luglio 2014 alle ore 19:12
    Virgola

     
    Più non gioca il vecchierello con la sua
    gattina morbo crudel spense quel sorriso
    quel correr lesto alla ciotola il mattino
    quel ripetuto  gesto alla buonanotte
    vuota la stanza vuoto quel cestino
    deserto il sasso là in fondo nel giardino
    dove al sol d’estate sonnecchiando stava
    libero quel cantuccio riparo dalla pioggia
    dalla neve nel volger dei mutamenti vari
    del tempo dei mesi e dello scorrere degli anni.
    Il vecchio guarda ricorda rivede e forte piange.
     
     
     

  • 08 luglio 2014 alle ore 14:35
    Ulisse

    Eri faro e scogliera.                                  
    Ogni volta che raggiungevo le tue coste il vento mi riportava in alto mare.
    Ogni volta che portavo il tuo peso sulle spalle, arrivato in cima, questo ritornava a valle.
    Ogni volta che le mie ferite guarivano i tuoi artigli erano pronti a riaprirle.
    Mi davi un senso di disordine particolare, quello in cui sapevo dove trovare ciò che cercavo, ma non ciò che mi serviva.

  • 08 luglio 2014 alle ore 14:34
    Sfumature

    Sarà che questa cosa della prospettiva non l'ho mai davvero capita, ma in qualunque posizione ci trovassimo sembravamo sempre allineati. Sarà che lascio sempre le finestre mezze chiuse per illuminare solo i tuoi passi e mai i tuoi sguardi.
    In questo quadro non c'è cornice, i colori li abbiamo usati tutti, non ci resta che sfumarli con le dita.

  • 08 luglio 2014 alle ore 14:33
    Segno

    Ad ogni inverno mi dimenticavo com'era l'estate. Ma la nostra ultima estate non la volevo dimenticare, cosi ti feci un segno vicino l'ombelico per ricordarmi fino a che punto ti avevo letto.

  • 08 luglio 2014 alle ore 11:21
    MEMORIA

    Nella trama del tempo
    l'immaginazione rompe il passato
    e la passione viene travolta
    dalla pienezza del ricordo
    che
    felice del suo gioco
    circola libero
    quale esigenza di spazio -
    nelle vie tortuose del cuore
    Anche l'amore ha i suoi difetti
    ma il rischio è l'oblio
    Amore
    - maledetta parola -
    in edizione numerata
    non è da prendere sul serio
    Bisogna berlo goccia a goccia
    fino alla fine
    e riciclare la bottiglia vuota

     

  • 08 luglio 2014 alle ore 9:43
    Neve Sul Paese

     

     
     
     
    Neve ai monti
    E neve alla collina
    Neve sul Divino
    E su Don Bosco.
     
    Neve a sera
    Neve rosa
    Si posa sul paese.
     
    Fiocchi candidi e vaporosi
    Dietro un sole che non riposa
    Neve di bufera a primavera
    Che non sia poi tanto nera…
     
    Neve amica sul paese!
     

  • 08 luglio 2014 alle ore 9:42
    Nell'Ombra

     
     
     
    Il chiarore dell’alba avanza
    Ed il sole danza nella stanza
    Si proietta su di me
    Come quadro contro il muro
     
    L’ombra corta
    L’ombra lunga
    Manda via la malinconia
     
    Mi affaccio alla finestra
    E vola via la tristezza
    Esco fuori dalla porta
    E di nulla me ne importa
     
    Per sfuggire alla pigrizia
    Corro subito nel cortile
    a governare le galline
     
    Si fa giorno
    Si fa sera
    Si fa notte
    Nella luce della stanza
     
    A piedi scalzi sul mio letto
    Borbottando me ne torno
    Girandomi e rigirandomi
    Il nuovo giorno si fa avanti
     
    Per fuggire dall’ambiente
    Con solerzia
    La valigia ho preparato
     
    In sostanza
    Sono pronto
    A partire
    Per tutt’altra lontananza.
     

  • 07 luglio 2014 alle ore 23:17
    Dedica

    A te ogni mio pensiero
    a te ogni mio ricordo
    a te ogni mio mattino
    a te ogni mio momento
    a te ogni mio scritto
    Ancor non dispero
    sul nostro incontro
    fiducioso attendo
    l’ora pregustando
    del tuo arrivo
    tanto sospirato
    Ancora un periodo
    per poco
    come amico separato
    come amico lontano
    come amico intimo
    come amico sincero
    A te svelo
    intero tutto
    il mio animo
    di te innamorato
    di te affezionato
    di te appassionato. 
     

  • 07 luglio 2014 alle ore 23:15
    Haiku

    Carezze nel buio
    Sintonia di silenzi
    Melodia pura
     

  • 07 luglio 2014 alle ore 18:13
    Sul far della sera

    S'attarda il passo
    lungo il crinale
    a quest'ora della sera.
    Poca e livida
    la luce piove
    su angoli di pietre,
    e tra le ciglia
    punge come ortica
    l'abbaglio di un ricordo.
    Sulla pelle
    polvere di un assolato giorno
    sollevata da folate di rimpianto
    e nel petto
    il cuore ancora guerriero.

    Anche oggi, l'orologio
    ha perso la sua ora
    e in tasca non restano
    che pochi spiccioli di tempo.
    Sul crinale,
    a quest'ora della sera
    si sta come vigili stambecchi
    pronti a sparire
    tra solitari dedali
    di una notte senza luna.

  • 07 luglio 2014 alle ore 17:14
    Aspettarti...

    Lo so che non verrai
    eppure sto ad aspettarti
    con la stessa emozione
    di quel primo incontro.
    Lo so che non verrai
    eppure non smetterò d'aspettarti
    per non cancellare
    dai miei pensieri il tuo sorriso...
    Lo so che non verrai
    eppure ti aspetterò
    perché non svanisca l'amore
    che da sempre mi lega a te
    f.m. 7/7/2014
     

  • 07 luglio 2014 alle ore 15:58
    La bicicletta

    Cammino per strade dove sono stati tolti i palazzi,
    ritornano angoli e appezzamenti di terra
    le cui geometrie mi ricordano vecchie foto,
    quadri colorati di pallido e seppia
    ed una bici passa accanto me
    di colore verde acqua.

    Mi sembri tu
    e ti guardo passare
    il cuore si stringe in una morsa senza tempo
    mentre la foto diviene cosi reale 
    da portarmela al mio risveglio

    Ti ho vista da lontano
    ti sei voltata
    seduta tra mille teste
    che mi hanno dimenticato
    mi guardavi con l'anima
    senza tradire agli occhi indiscreti 
    il tuo filo che unito al mio mi parlava di te 
    ed ignoravi che eri parte di un sogno.

    Troppo vero per una foto
    troppo vero per un sogno
    sono steso su un letto a guardare
    ed ancora non riesco a svegliarmi 
    per quella immensa stretta al cuore.

    Molte volte ho fatto quel sogno
    di case tolte e vuoti improvvisi
    dove è il nulla a raccontare tutto
    e dove passi guardandomi, amore,
    dove io mi strappo ogni vestito
    per rimanere in brandelli
    a divenire quel vuoto io stesso.
     

  • 07 luglio 2014 alle ore 15:49

    C'è gente che sta sempre incazzata... Che spara veleno a raffica. Gente che piange l'amore perduto e  dopo 3 giorni grida amore a un'altra persona. C'è chi fa la "grande"  donna o chi fa il "grande" uomo e poi parlano da soli, con loro stessi, con le loro mancanze e frustrazioni. C'è gente che scrive stati disperati e pieni di valori, ma poi li conosci troppo bene per non metterti a ridere di fronte a certe sceneggiate. Ma vivere essendo se stessi, non è la cosa migliore?! Ma chi se ne frega se siamo single,  se abbiamo paure e dolori nell'animo. Perché nascondere le fragilità e i dubbi. Perché mostrarsi per forza persone con le "Palle" quando poi non siamo capaci di (Come si dice da noi a Pisa) "levarci un baco di culo"!  Questa è Facebook da un po di tempo a questa parte... 
    NON MI PIACE! Non provo vergogna nel dire che sono single, che ancora non ho trovato la persona giusta, non sento il bisogno di mettere stati impegnati con Fake del cazzo. Non ho paura di mostrare la mia fragilità, le mie paure e i miei limiti. Non sento il bisogno di fare la "GRANDE"  l'unico bisogno che ho è quello di essere me stessa, con i miei pregi e i miei difetti. Di circondarmi di chi mi accetta e mi apprezza per quello che sono. Di chi non sa dirmi solo brava ma anche di chi mi da una scossa quando serve e mi fa capire che sto "degenerando"! Viva la semplicità e la capacità di restare se stessi , senza maschere e senza falsi castelli che crollano sotto le "risate"  di chi osserva e capisce.