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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 17 marzo 2014 alle ore 11:48
    Fotoricordo

    I ricordi ďoltremare
    D'un viandante e il suo strumento,
    E la speranza di sfondare,
    Quotidiano suo tormento...
    Lascian spazio a melodie
    Di struggenti fantasie.
    Quelli fermi ad ascoltare...
    Eran tutti a contemplare.
    Una foto...ed ho goduto
    Quel ricordo mai vissuto

  • 17 marzo 2014 alle ore 11:43
    Folgore d'Inverno

    Folgore d'inverno!
    Pronta solo a metter pace
    Mentre il mondo intorno tace.
    Cambia il vento, se vi piace,
    Di quest'orrida commedia.
    Nel frattempo i benestanti
    Fanno chiasso nelle sale,
    Mentre io al capezzale
    Mi diverto in mezzo ai vili.
    Folgore d'inverno:
    Come sempre il tuo ricordo,
    Mi rammenta la follia.

  • 17 marzo 2014 alle ore 9:38
    Disperazione

     
     
     
    …nuvole incerte
    Dall’andare stanco
    Anno offuscato il cielo.
     
    Ed ora il vento respira forte
    In una sera senza fascino
    E su di un mare rumoreggiante
     
    Poi urla più forte sotto la pioggia
    È un mormorio insistente
    Sull’inquietudine stagnante
     
    E mentre la natura vuole sorridere
    Ed il sole sprizzare la sua gioia
    L’uomo avido del sapere…
     
     Si dispera.
     

  • 17 marzo 2014 alle ore 9:31
    Un'alba rivelata

    Intanto custodisco lo stupore,
    il rivelarsi del cerchio
    puro del corpo
    nell'incastro morbido 
    dove soffia l'amore.
    Un tempo perduto precede 
    questa dissolvenza acquea
    e qui mi chiamo quiete,
    bianca sentenza minerale
    dove si giace tra le radici prossime
    di un respiro comune.
    Tutto è sul punto di partire
    ed il ritorno prende un solo nome
    impronunciabile,
    umano e colmo di una moltitudine
    che tutte le soglie attraversa.
    Esco da me e da te
    con la purezza di una nuova forma,
    echeggia questo noi fatto di un soffio.
    L'anagramma di questi nuovi nomi
    è un'alba che perdura,
    un altrove intrapreso per caso.

  • 16 marzo 2014 alle ore 20:58

    Troppo spesso diciamo che non importa, che non siamo ferite ne deluse, ma in realtà dentro siamo distrutte e perse.  Noi, che pur di non dare soddisfazione a chi ci ha ferite mascheriamo tutto dietro sorrisi e parole rassicuranti. Non siamo finte, ma orgogliose di saper tenere alta la nostra dignità nei confronti di chi non meritava nemmeno di conoscerci. Ricordiamoci però che piangere, ammettere di stare male e di aver bisogno di un abbraccio di fronte a chi davvero ci è amico non è motivo di vergogna. Sfogarsi fa bene, aiuta a buttare fuori il dolore e a rinascere.

  • 16 marzo 2014 alle ore 15:41

    Di cosa mi dovrei vergognare? Di aver creduto in persone e sogni che poi sono risultate essere solo belle illusioni costruite e contornate di bugie? Oppure delle lacrime versate nel momento in cui si apre bruscamente gli occhi di fronte alla realtà. No! Io non mi vergogno di questo, perchè fa parte di me, sono solo stata vera, sono solo stata me stessa. Quando ho creduto, quando ho pianto e sofferto e anche quando mi sono arrabbiata regalando un sentito: "Vaffanculo"!

  • 16 marzo 2014 alle ore 13:17
    Ci sono malati

    Ci sono malati
    che conciliano il riposo
    con il dolce sentire del cuore
    che li abbraccia, tra diari
    e cartelle complete
    di una vita conclusa
    ad aspettare angeli
    bianchi, immersi
    in quadri definitivi
    nelle corse terminate
    dei parametri dismessi
    della morte arrivata

  • 16 marzo 2014 alle ore 10:32
    Sempre in cerca di qualcosa

    Cercare in tutti i modi
    di fingere arie indifferenti

    e avere lo sguardo e i pensieri

    attraversati
    dalle ombre dello sconforto

    sotto un cumulo
    di emozioni in putrefazione

    nel miscuglio delle angosce esistenziali

    con la speranza
    di immergersi in universi alternativi
    mille volte più piacevoli

    Scambiare riconoscenze
    con tangenti da chiedere

    nel mettersi a raccontare
    le proprie paure

    e credere che sia quello
    di cui si ha bisogno

    con la voglia di prendere consigli

    dimenticandosi di quel che si è

    nell'oblio del proprio
    e dell'altrui rispetto
    .
    cesaremoceo

  • 16 marzo 2014 alle ore 9:41
    Amica

     
     
    Accarezza la solitudine
    Quel fiore smarrito
    Nel prato di maggio
    E mai dolcezza protesse
    Avrei dovuto seminarti
    Nel giardino segreto
    Ma il vento di luglio
    Ti ha portato lontano
    Ai confini del tempo
    Spegnendo la tua vita
    Il futuro spalancato
    Nel pudore straziante
    Di sogni impalpabili
    E di stelle girandole
    Ti appare davanti.
    Dolce fiore smarrito
    Mordi questi attimi
    Senza ombre oscure
    E l'orma del petto
    Scalfita sul verde
    Da carezze del vento
    Ti faranno volare lontano.
     

  • 16 marzo 2014 alle ore 8:43
    Tracce d'Amore sul mio cammino

    Sul borgo dei pensieri
    in una calda mattinata d’estate
    una flebile voce bussa al mio cuore

    L’orecchio teso al suo parlare stanco
    ogni parola nota disperata
    Attonita
    l’accolgo nel cielo dell’anima

    Un tripudio di colori
    avvolge il momento

    Non si può vivere ed essere morti
    impedire i rintocchi dell’Ave Maria
    volevo dileguare il suo dolore
    sentirla felice donarle speranza

    Ma il mio viaggio non è ancora finito
    tracce d’amore sul mio cammino
    in silenzio seduta vicino a quel cuore
    e ai tanti cuori che non hanno amore

    Una lacrima come perla scende
    nostalgia e ricordo di un attimo nell’intimo.
    Serena abbraccio l’Infinito
    pace che avvolge la mia esistenza.

  • 16 marzo 2014 alle ore 8:30
    opinioni sulla pace e sulla guerra

    opinioni sulla pace e sulla guerra, nient'altro

     il punto è che il dolore lo provano sempre sulla loro pelle  donne uomini e bambini innocenti

    donne uomini e bambini innocenti trattati come carne da macello, 

    da sempre la partita a scacchi  della guerra va avanti

    e non c'è mossa vincente

    l'essere umano è così

    non ascolta la voce del cuore e della ragione

     ma noi non ci rassegniamo

     noi andiamo controcorrente 

    ed è un viaggio di sola andata

     proviamo a costruire la pace 

    senza biglietto di ritorno a casa

    prossima fermata speranza

    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/03/opinioni-sulla-pace-e-sulla-guerra.html

  • 16 marzo 2014 alle ore 8:07
    Ragioniamo d'amore

    Ragioniamo d'amore
    che è meglio
    dei fatti crudi di cronaca
    di mascalzona politica
    del cialtronismo mediatico.

    Fantastichiamo d'amore
    che sana
    contro i consigli dietetici
    il galoppare degli anni
    ed i capricci climatici.

    E colloquiamo col fiore
    rima graziosa del cuore
    a suggerirci d'amore
    rimedi per il dolore
    con le più dolci parole.

  • 16 marzo 2014 alle ore 0:36

    Ci chiamano stupide perché versiamo una lacrima di troppo. Ci dicono: "Che palle"! Se facciamo una domanda in più! Ci accusano di essere lunatiche e pesanti... Cari ricordatevi ogni tanto che chi è veramente innamorato, le lacrime non le ritiene stupide, ma aiuta a capirle e a fermarle. Una domanda in più può avere altre risposte, del resto domandare è lecito e rispondere è cortesia. Essere lunatiche e a volte pesanti sono difetti; e chi ama i difetti non li condanna.

  • 15 marzo 2014 alle ore 20:37
    Tre versi

    Amarti
    è portarti con me
    dentro l'anima

     

  • 15 marzo 2014 alle ore 20:20

    Se fai finta di non vedere tarderai solo la delusione e il dolore sarà più grande, più intenso e più potente dentro l'anima. Se fai finta di non vedere, passerai da stupido, senza renderti conto che mentre lo fai sarai pedina nelle mani di chi a suo piacimento ti manovrerà. Approfittandosi dei tuoi sentimenti, giocando con le tue fragilità e facendo leva sulle tue debolezze. Non sbagliare mai, non confonderti mai, non acconsentire mai, credimi... Questo non è l'amore.

  • 15 marzo 2014 alle ore 17:52
    Come la rondine

    Come astute melodie
    Che svolazzano randagie,
    La mia vita dentro un pugno
    Soffre il male della stretta;
    Se la lasci vola in fretta...
    E il pensier
    Va a la donna,
    Che non sai come pigliar.

  • 15 marzo 2014 alle ore 17:19
    L'Attesa

     
     
    La mattina di buon ora
    Nella quiete della stanza
    Un raggio di luce
    Trafigge il silenzio
    E nel buio senza voci
    L'ignoto domani
    Attanaglia il nuovo giorno.
     
    In questa luce tremula
    Sogni senza fine
    Abortiscono
    Nel cuore disabitato.
     
    Oh come vorrei
    Che fossero lunghe
    Queste nuovi notti dell'esistere
    Fatte di tempo senza tempo
    E che lo sguardo smarrito
    Ora …privo di appigli
    Uscisse dalla nebbia
    Con ali di farfalla…!
    "La danza del vento…
    Ci doni sempre stelle vive".
     

  • 15 marzo 2014 alle ore 13:44

    Dal libro della nostra vita si dovrebbero cancellare tutti gli errori fatti con la "testa degli altri". Tutte le parole dette per rabbia e rancore solo perchè le cose non erano come le volevamo. Tutte le persone a cui abbiamo dato tempo inutilmente. Tutte le lacrime versate e non meritate. Tutte le cadute perchè abbiamo messo cuore e sentimenti avanti all'istinto e al sesto senso. Però se facessimo tutto questo in fondo ci renderemmo conto di non aver imparato niente e quel qualcosa chiamato: "Esperienza" non sarebbe mai esistito.

  • 15 marzo 2014 alle ore 13:37

    Quando ti diranno che hai sbagliato tutto, che ciò che hai fatto, percorso e detto non era la cosa giusta da fare... Tu guardali e rispondigli: "Troppo facile dire dopo cosa fosse giusto o sbagliato, meno facile per chi lo vive, per chi è coinvolto scegliere la strada giusta, le parole giuste e indovinare il giusto modo perché tutto vada bene"!
    Per questo, dato che sono io che ho vissuto e sentito; sono io che ho scelto e se ho sbagliato mi dispiace, ma sappiate che anche gli errori riguardano solo me.

  • 14 marzo 2014 alle ore 23:42
    Memorie tattili

    Mi ucciderai 
    col tuo veleno dolce
    somministrato
    negli strati di memoria.
    Mi ucciderà il ricordo
    della tua pelle morbida
    sotto le mie dita
    che nella stanza
    lontano da ogni mondo
    si legava 
    all'odore tuo che amo
    e che non so scordare.
    Sarà il ricordo della pelle
    che sotto le coperte
    ci scambiammo
    a farmi agonizzare
    e che lentamente
    mi farà morire. 

  • 14 marzo 2014 alle ore 23:34
    Quando la mente non c'è più

    Con lo sguardo perso
    nel vuoto maledetto

    dove il nulla la fa da padrone

    scorgo fragili volti
    rattristati da angosce segrete

    che non sanno più ridere
    in modo spontaneo

    e non cercano più abbracci d'amore 

    per godere di dolci speranze

    e rinnovare la certezza
    d'immaginare gioiosi pensieri 

    triste condanna senza appello

    Eppure fragile è l'anima di tutti!

    Fragile e persa

    sempre in cerca d'aiuto e di carezze

    senza osare un incontro 
    un cammino

    E rassegnati nella loro libido

    morta come una pianta
    che nessuno innaffia da tempo

    e non diffonde più la sua fragranza

    sembrano essersi trasformati
    in androidi asessuati

    col cuore gonfio di finte euforie

    custodite nelle visioni astratte
    relegate ormai
    nel fondo delle loro anime inaridite
    .
    cesaremoceo

  • 14 marzo 2014 alle ore 20:12

    Sono una di quelle persone difficili. Una di quelle che non sono mai dove le cerchi e non fanno mai ciò che ti aspetti. Sono una di quelle persone che amano essere libere di poter dimostrare al mondo chi sono, senza preoccuparsi del giudizio di chi le osserva. Senza vergognarsi mai di quello che pensano, perché non diranno mai una cosa per un'altra solo per farti un favore e non conta cosa  tu possa pensare che hanno espresso il loro pensiero.

  • 14 marzo 2014 alle ore 17:13
    Haiku

    Come api in cerca
    si assaggiano gli odori.
    Carne alla brace

  • 14 marzo 2014 alle ore 16:54
    Cannolo siciliano

     
    Con le mani consce
    d’amorosa cura
    delicatamente un cannolo pigliai
    aveva la scorza bollosa
    coperta d’una patina zuccherosa
    che avvolgeva
    un ripieno d’ovina ricotta
    candida e cremosa
    con gocce di cioccolata tenebrosa
    Spontaneamente
    quella curiosa vista
    la gola conquistò
    sicché la bocca
    quel colpevole cannolo reclamò
    liberando un avido morso
    che uno  scricchiolamento generò
    Il  continuo masticamento 
    una sensazione sublime provocò
     a tal punto che un altro ne gustai.

  • 14 marzo 2014 alle ore 16:37
    Haiku

    M'inebrio di te
    Le tue labbra socchiuse
    Nel sogno sei mia