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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 03 aprile 2014 alle ore 19:14
    Un' evasione

    Sono appena evasa
    -il tempo s'è fatto vela,
    la rete ha ampi fori-
    qui intorno era
    un'anestesia
    soffusa
    e in bocca, ora
    solo i sospiri hanno un senso
    rotondo e pieno.
    È vero,
    una sostanza inversa mi nasconde
    e della mia odissea mi rende
    quieta,
    la sponda che mi richiama
    non è cosa che 
    il giorno rivela,
    i magnifici lupi della notte
    insieme a me, il tiepido vento terrestre
    doma.
    Qui si ama, 
    è un continente marino e parallelo, 
    -è solo un gioco-
    privo di dolore.

  • 03 aprile 2014 alle ore 9:08
    C'era Una volta

     
     
    C’ero io
    C’eri tu
    C’era il cuore.
     
    C’era una volta il cielo
    Non c’erano le nuvole
    Il sole era libero
    Riscaldava
    Disegnava le ombre.
     
    C’era una volta la luna
    In compagnia delle stelle
    I sogni dipingevano gli amori.
     
    C’era una volta il sole
    Con le nuvole carceriere
    C’era la tristezza.
     
    C’era una volta la luna
    In compagnia delle stelle
    C’erano le nuvole
    Ad oscurare tutto
    Non c’erano i sogni
    Non c’era l’amore.
     
    C’ero io.
     

  • 03 aprile 2014 alle ore 9:06
    Cuori Giocati

     

     
     
    C’è un’aria strana quest’oggi
    La gente ha chiuso le finestre
    Non spira un alito di vento
    Gli alberi immobili e quieti
    Somigliano ad anime nude
    Il sole si finge artista
    Dipinge un giorno nervoso
    La luna scolpisce la notte
    E trafigge i cuori innamorati
    Ad ognuno gli regala una stella
    Inizia la partita della vita
    Che danza e avanza nell’aria,
    Come gioco del giorno appena nato
    Improvvisamente muta
    E si tinge di scuro
    Cme il mio cuore.
     

  • 02 aprile 2014 alle ore 23:58
    Gli stratagemmi di satana

    La mente bistrattata

    intumorata dai lampi
    che serpeggiano
    tra le grida della memoria

    tuoni roboanti
    di pensieri che non mi lasciano

    anzi implacabili m'ossessionano

    echeggiano a riaprire
    tutte le piaghe del mio vivere

    nella volontà di interpretare i simboli
    nascosti tra i geroglifici della vita

    con la voglia di scrollarmi

    i quintali di paure
    che pesano sulle spalle

    e perdermi negli abissi
    dell'anima silente.
     

  • 02 aprile 2014 alle ore 21:09
    ognuno di noi possiede mancanze che non sa

    e ci affanniamo, collezioniamo cose inutili
     affastelliamo tavole e rinforziamo con lunghi chiodi le pareti
    e più si aprono spazi e separazioni, crepe e voragini
    più chiudiamo la porta a chiave per sentirci sicuri 
    e più ci sentiamo soli,
    soli
    soli

    ognuno di noi possiede mancanze che non sa
    ma altre parole non ho, 
    se non che non è più tempo di avere paura

    è tempo di aprire le porte e le finestre del cuore in ogni direzione
    è tempo di amare le nostre mancanze e di trasfigurarle in vita!
    in vita nuova

    perchè da quelle voragini, da quelle crepe, da quegli spazi entrerà il calore, entrerà il sole nella bella stagione
    e durante l'inverno più duro,
     l'abbraccio di un buon amico ci scalderà e ci salverà ancora
    e così sia

    di null'altro abbiamo bisogno adesso
    ognuno di noi possiede mancanze che non sa
    e nel dichiararlo, nel considerarlo e nel cantarlo al vento ed ha chi ci sta accanto
    noi siamo già a metà strada verso casa
    a metà strada verso la salvezza,
     all'incrocio con la nostra vita nuova
    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/04/ognuno-di-noi-possiede-mancanze-che-non.html

  • 02 aprile 2014 alle ore 20:31
    Adesso vorrei

    Vorrei adesso
    esser triste
    per la vita mia silente
    per i lunghi tempi andati
    di colori assai mutati
    Poi mi fermo nel silenzio
    consapevole del tempo
    che la pelle
    ha disegnato e
    negli occhi ha colorato
    i suoi istanti musicanti
    Mi fermo
    ed acconsento
    alla pace della sera
    di cullarmi con la nenia
    antica e sempre attenta
    alle spalle forti e stanche
    di donna che fu mamma
    e che mamma
    più non ha.

  • 02 aprile 2014 alle ore 10:57
    Capelli Al Vento

     

     
     
     
    Il mare non si agita più
    Sotto la frusta del vento
    Ha smesso di respirare
    Il silenzio sveglia la notte
    Stringe compagnia alla solitudine
    Che m’appartiene
    Il giorno inesorabile avanza nel buio
    Tu sotto un insipido sole mattutino
    Capelli al vento
    Fuggi in un campo di grano
    Lasciandoti alle spalle
    Una lunga scia di vuoto
    Adesso l’usignolo
    Non canta la solita serenata
    Gli uccelli cinguettano  meno
    Le rondini si sono fatte da parte
    E la mia solitudine ricca e muta
    Per colpa del destino
    Ha portato lontano i miei sogni
    Il  cuore  vaga per vicoli solitari
    Alla ricerca di un nuovo furtivo padrone
    Per impedire ai miei occhi di lacrimare
    E dire quello che il cuore non osa.
     
    Quasi quasi morirei!
     

  • 01 aprile 2014 alle ore 22:03

    Reagisci DONNA! Reagisci sempre, ribellati sempre. Davanti ad ogni violenza fisica, verbale  e psicologica. Reagisci! Nessuno ha il diritto di denigrarti, terrorizzarti o ridurti "Niente"! Ribellati ad ogni gesto di troppo, ad ogni parola di troppo. Reagisci e lotta. Lotta non perché è giusto da fare, ma lotta per TE STESSA! Lotta per le donne "Come te", per tutte quelle che hanno paura a farlo. Dimostra loro che reagire e ribellarsi si può. Che non è solo "Spegnersi" la soluzione, ma tornare a VIVERE si può!

  • 01 aprile 2014 alle ore 21:50
    Non so dirvi altro

    Nella morte che non è morte

    affrontare nuove libertà
    del corpo e dello spirito

    con l'entusiasmo di percorrere
    itinerari arricchiti di novità

    Ubriacarsi di piacevoli tremiti d'angosce

    rimuovere la polvere
    che il tempo adagia sull'anima

    ricacciare i cattivi pensieri
    in fondo allo stomaco

    farsi spazio nel grigiore
    del mondo

    e in quel buio che non è buio
    tornare alla vita
    .
    cesaremoceo

  • 01 aprile 2014 alle ore 20:23

    Combatto con me stessa a volte anche in modo molto violento. Mi rimprovero, mi accuso e spesso mi dico che sono "Sbagliata"! E' sbagliato?! Non lo so. Quello che so che questo mio modo di guardarmi dentro mi ha aiutato a crescere. Mi ha aiutato a valutarmi e a giudicarmi. Ad ammettere errori, quei maledetti sensi di orgoglio che spesso ci impediscono di fare il primo passo. Mi ha aiutato a capire che un buono e sincero esame su se stessi è alla base di una buona maturità .

  • 01 aprile 2014 alle ore 15:21

    Non è mai facile ricominciare. Non è mai facile riaprire le porte del cuore a qualcuno dopo che te lo hanno fatto a pezzi. Rimettersi in piedi non è semplice e quando ci riesci metterti in gioco di nuovo è molto dura.

  • 01 aprile 2014 alle ore 14:35

    Impariamo a non soffrire più per chi ha saputo regalarci solo delusione. Pensiamo e riflettiamo sul fatto che chi ci ha solo fatto soffrire non ha nulla che ci potrà mancare. Non può mancare il dolore, le batoste, le bugie e qualcuno che c'è ma non c'è. Riflettiamo su noi stessi, abbiamo il coraggio di guardarci dentro un solo attimo e con sincerità: Siamo a pezzi! E per chi?! Per coloro che non ci hanno detto la verità? Che senza scrupoli ci hanno deluso e tradito? Per chi si è ricordato di noi solo quando non aveva di meglio da fare?  Allora impariamo! Impariamo ad esserci per chi merita e a piangere per chi ci ha dato e lasciato qualcosa di indelebile. A soffrire per chi ha dato alla nostra persona la giusta attenzione e ciò di cui era meritevole. Il resto non è cosa per cui soffrire, ma qualcosa da mandare semplicemente a "Fanculo" per continuare a vivere come meritiamo.

  • 01 aprile 2014 alle ore 13:08
    Incantesimo

    Adesso Marte caduto velenoso
    tra pensieri sospesi e retti
    nelle fitte trame d’uno sguardo
     
    Poi avvolgersi di malinconica brezza
    volando indietro sino all’alba
    con l’animo ebbro di calicanto
     
    Oh moti non scritti del pensare!
    lasciate a Passione le vicende
    d’amor pregne e di carezze
     
    Voi che siete giullari d’un secondo
    levate il nocivo ordigno
    innescato tra un dubbio ed il sogno
     
    che il bacio nel remoto donato
    non teme il picco e la caduta
    perché solido resta impresso
    nella mente sibillina del cuore.

  • 31 marzo 2014 alle ore 19:56
    Venere

    T'avrei donato il più sacro dei fiori:
    il silenzio.
    T'avrei regalato il più limpido dei mari:
    il mio pensiero.
    T'avrei amato con un amore incondizionato:
    la mia presenza.
    Infine
    t'avrei svuotato da ogni dimensione:
    venerandoti.
    Ma
    le misericordiose aspettative 
    con te
    hanno svuotato i miei occhi.

    Siddharta-Asia Lomartire

  • 31 marzo 2014 alle ore 14:20
    L'attesa

    Mi accorgo sempre più spesso

    che nella vanità dell'effimero

    le parole divengono pretesti
    per elogiare le occasioni della vita

    facendole da colonna sonora

    nella necessità di viverla
    col poco che  possiedo

    l'eccitazione a darsela a gambe

    e qualsiasi barlume
    di desiderio spazzato via

    chiudo sovente
    tutte le cerniere della mente

    come se così facendo
     
    mettessi a tacere tutti i pensieri

    E in questa muta gioia
    entro nel silenzio e aspetto
    .
    cesaremoceo

  • 31 marzo 2014 alle ore 13:28

    Ricominciare a lottare e a credere è un po come imparare di nuovo a camminare. La vita ci insegna a stare in piedi ma a non cadere non impareremo mai. Dalle cadute impari a rialzarti, ma questo non ti proteggerà da nuove delusioni e ferite. Una prima vittoria l'avrai tra le tue mani nel momento in cui pur cadendo ti rendi conto che non solo sei stato capace di rialzarti, ma hai anche trovato la forza e la voglia di credere ancora in ciò che hai di fronte, nelle persone che incontri e nei sogni che hai.

  • 31 marzo 2014 alle ore 12:36
    Mezzanotte

    Ridono le ombre,
    lontane danzano,
    volteggiano gonne nere
    e bianche di luce
    lente come le lancette
    di un pendolo,
    che solitario
    non batte più
    mazzanotte.

  • 31 marzo 2014 alle ore 12:35
    Baciami

    Baciami, baciami, baciami, mia rosa!
    Fallo adesso che la passione è ancora calda,
    sbrigati perché gli attimi passano e il vento dell’ incertezza
    porta seco il futuro, che ingrato ci muta nei valori e nello spirito.
    Baciami, baciami, baciami, mia tenera silfide!
    Perché l’innocenza che hai nello sguardo mi chiama
    Con un canto ostì dolce che par inevitabile,
    E la mi bocca chiede il tuo dolce sapore oscuro.
    Baciami, baciami, baciami, mia succube!
    Ne ho più bisogno di quanto tu creda,
    ne va della mia salute e della mia vita,
    poiché quando sei lontana anche l’anima mi abbandona,
    dunque baciami, baciami, baciami!

  • 30 marzo 2014 alle ore 20:47
    L'anima sceglie il suo doppio

    L’anima sceglie il suo doppio
    poi chiude la porta.
    Celata ad estranee presenze
    serra  le imposte come fossero pietra.
    Da quel punto
    non fa più paura la morte
    la passione cammina danzando
    leggera
    sullo scricchiolio della scala
    il silenzio un fedele mansueto compagno.
    La sua voce è un’eco
    alle domande risposta
    soluzione al dubbio
    certezza all’incerto.

    L’anima sceglie il suo doppio
    di fronte allo specchio
    con la prima pennellata di neve sui capelli
    e un riflesso d’ombra al suo fianco.

  • 30 marzo 2014 alle ore 18:29
    Il Vulcano

     
     
     
    La montagna dorme
    La montagna sogna
    La montagna freme
     
    Non vuole svegliarsi
    Ma lancia messaggi
    Agli abituali tiranni
     
    Il mare bolle ai suoi piedi
    Con i suoi aromi benefici
    Stregando vive fantasie
     
    Il vulcano ozia minaccioso
    Alimenta preoccupazione
    Ai suoi cittadini arroganti

    Che stregati dal suo incanto
    Sognano la siesta nel tempo
    Sperando nella sua dolcezza
     
    Poco vicino a Sud nell’Isola
    Il gemello incita la sua furia
    Con boati e spruzzi di fuoco
     
    E zampilla le tipiche lacrime
    Simili a fontane pirotecniche
    A lingue infuocate sovversive
     
    Oh!
    Eletti dei paesaggi della terra
    Siate maestri di tutto l’universo 
    Affinché l’incanto viva perenne!
     

  • 30 marzo 2014 alle ore 17:47

    Fanculo tutte le paure, le lacrime e le delusioni raccolte fino ad oggi. Fanculo tutta quella gente ignorante e falsa che abbiamo incrociato. Fanculo chi ha provato a fregarci con bugie e calunnie. Fanculo a tutti... Perché la vita è una sola ed è fatta per essere vissuta, non per stare fermi a pensare a quanto siamo stati sfortunati, delusi e ingannati. Fanculo... Oggi è toccato a me piangere e a voi ridere, ma domani sicuramente sarò io a ridere e magari voi a piangere!

  • 30 marzo 2014 alle ore 17:34

    Non siamo il tempo perso di nessuno. Non siamo un gioiello da indossare a momenti. Non siamo il "giusto" nei momenti di vuoto. Siamo persone e meritiamo un posto in prima fila nella vita di chi dice di amarci. Siamo anime e meritiamo il giusto nella vita di chi ci dice che siamo importanti. Se non siete questo, ma lo siete solo a momenti non abbiate paura di andarvene perchè credetemi non sarà mai un errore... L'errore sarebbe restare ad addolcire i momenti di vuoto di chi quando vuoto non è se ne frega di noi.

  • 30 marzo 2014 alle ore 12:26
    la scatola del tempo

    se mi guardo indietro
    non ci trovo più nessuno
    son spariti tutti quanti, tutti quanti insieme a te
    sono sempre più sfocati
    più lontani e più invecchiati
    sono come un vecchio libro, che non leggi da vent'anni
    le sue pagine ingiallite
    sono storia ormai passata
    come gente nella metro che ti ha già dimenticato

    il tuo sangue sarà duro come una vecchia roccia
    nella scatola del tempo hai fatti conti con la morte

    non c'è neanche più un ricordo
    nel profondo di un bicchiere
    mezzo vuoto del piacere, del piacere ormai perduto
    quelle notti son finite
    quando tu mi hai detto addio
    quando ho perso quella terra in un paese senza vie
    ora sopra alla mia fronte
    un'altra ruga clandestina
    guardo il volto di mio figlio e rivedo solo te

    il tuo sangue sarà duro come una vecchia roccia
    nella scatola del tempo ho fatti conti con la morte

     

  • 30 marzo 2014 alle ore 10:30
    Con le luci sempre accese

    Nella certezza di essere
    ancora sensibile
    ai richiami della vita
    trasformarsi
    in un sindacalista della vita
    a far brillare di propria luce
    le emozioni dell'anima
    E non sbiadire i colori dell'amore
    nel raccontare il proprio passato
    ma scavare tra quelle origini
    per arricchire i sentimenti
    In questi pensieri
    ritrovare le spiritualità perdute
    e così venir fuori dalle violente
    ed esasperate solitudini
    che attanagliano la mente
    nella ricerca di nuove verginità
    di cui fasciarsi
    .
    cesaremoceo

  • 29 marzo 2014 alle ore 21:31
    Desideri al di là dei sogni

    Gemono i miei passi
    nel lento cammino tra le emozioni
    che si sparpagliano nelle vene
    e vorticano turbinose nel cuore 

    E ostentare profonde
    inedite timidezze 
    con la voglia di vivere
    pienamente l'immediatezza
    e una gorgogliante rabbia
    d'affrontare il futuro
    senza il sapore della rassegnazione

    e sognare arcobaleni di luce
    tra le nebbie che oscurano l'anima

    Ora respiro il silenzio intorno a me
    .
    cesaremoceo