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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 17 febbraio 2014 alle ore 17:24
    Haihu

    Petali aperti
    Steli privi di foglie
    Bellezza nuda!

     

  • 17 febbraio 2014 alle ore 13:42
    Scriviamo

    Scriviamo senza esserne certi
    che la vita non si opporrà
    alla passione di un cielo
    che è stato scritto per noi
    con l'inchiostro in mano
    adoperando la tristezza
    disarmante, nascosta
    nel taschino dei ricordi
    Pensiamo che saremo lodati
    e sentiremo la pace
    trasformata in felicità
    riavendo il mare
    che ci conforterà

  • 17 febbraio 2014 alle ore 9:41
    Odorai la fragranza di una rosa

    Odorai la fragranza d'una rosa
    trasportata da un alito di vento
    nel mio cuore
    un fremito mi colse
    rimasi avvinto
    le chiesi di trattenerla
    per condividerla con te.

  • 17 febbraio 2014 alle ore 8:46
    Ti apprezzo e ti amo

    Ti apprezzo e ti amo. È bello quando mi sveglio la mattina e sento che ci sei.Sei il migliore di tutti, è bello averti, io con te mi sento al sicuro.Vorrei essere un angelo per accarezzarti,vorrei essere una colomba per portarti i doni, vorrei darti tutto quello di cui hai bisogno,ti ringrazio per le belle frasi,non smetto mai di pensarti,ci sono notti che non riesco a dormire perché penso a te, le ore e i secondi volano ma tu resterai sempre con me Amico mio mi dai la voglia di vivere,sei l'unico come migliore amico che mi ha trattato bene e anche se delle volte mi hai fatto soffrire ti sei fatto sempre perdonare anche perché non ho bisogno di una persona perfetta perché per me sei il battito del mio cuore.Sei diverso dagli altri proprio sei speciale.Vita mia ti voglio bene.Sei il mio mondo.

  • 16 febbraio 2014 alle ore 23:14
    Si rivedono

    Si rivedono le luci, le porte
    si aprono, ti danno
    quello spirito
    che non senti
    di avere
    in un crescente stupore
    di malinconiche manie
    che afferri e nel riprenderle
    ti stupisci, come fanciulle
    sognatrici, che pitturano
    scuri colori e li rendono chiari
    armonizzando la vita
    con pennelli speranzosi
    in fantastiche stelle

  • 16 febbraio 2014 alle ore 20:26
    Destino

    Guardavo un po’ il destino

    e lo sguardo mio batteva

    sul chiaro di una luna

    che ingannata colorava

    d’azzurro la sua ombra

    Confusa, poi pensavo

    che il colore conoscevo

    era quello dei miei occhi

    che lo sguardo tuo scioglieva

    Piangendo, ora mi fermo,

    d’un pianto senza sale

    né di lacrime fluenti

    Su un sasso grigio e fermo

    appoggio il mio silenzio

    lo fisso e lo rimiro

    d’azzurro non colora

    né dintorni né silenzi

    Gli sguardi che vedevo

    imprigionati e audaci

    sono mbre dei miei occhi

    che ciglia lunghe segna

    sul grembo mio dormiente.

  • 16 febbraio 2014 alle ore 18:10
    Anima morta

    In man tue affido

    la mia anima ormai già morta.

    Da anni vissuta per perire.

    Giacché fu l’unica ad aver

    la morte a seguito a un tuo sorriso.

    Ora, è tua…

    Custodiscila come un segreto 

    nel tuo segreto

    sporco di sangue.

    Sporco d’odio.

    Custodiscila 

    come avresti dovuto fare 

    ancor prima di ucciderla.

    Ora, è tua…, 

    come la morte 

    che tu mi donasti.

  • 16 febbraio 2014 alle ore 17:52
    Soffocamento da uccello

    Talmente sento
    sgranocchiarti sotto i denti
    le mie ossa fresche
    che mi ricordi la vecchia nonna
    che gridava a Lorenzo il cacciatore
    di non dare a Helpy le ossa piccole del pollo:
    poteva stracannarsi la gola e morir soffocato.
    Allora è vero
    falso non sono
    quando voglio
    ardentemente voglio
    essere un uccello che si libra ridendo
    perchè semmai finissi sparato
    allora morirei godendo
    strozzandoti in un colpo
    mentre mangi, oh cagna,
    le mie ossa che un tempo volavano

  • 15 febbraio 2014 alle ore 20:01
    Glicine immortale

    E’ il mio sogno cullarti
    fra le mie braccia
    fare di te la mia ossessione,
    svegliarmi e guardarti
    mentre dormi,
    sogni
    e chissà quali mari navigherai,
    quali monti scalerai.
    Ed io al tuo fianco
    avrò anima di ferro
    coraggio di leone.
    Coltiverai il mio glicine immortale,
    il simbolo del nostro amore
    eterno
    che va lontano
    senza girarsi,
    senza ombre di dubbi,
    solo un oceano infinito da osservare insieme.

  • 15 febbraio 2014 alle ore 16:19
    Sulla spuma delle onde

    Mentre il vento lontano
    cantava le sue note
    sulla spuma delle onde
    il mio sguardo restava
    rapito dal silenzio
    Lento scivolava
    sulle cose del mondo
    e accanto a me sdraiava
    la sabbia del deserto
    calda e abbandonata
    che accarezzando lenta
    col suo dito la mia gota
    in un gemito muto
    piano piano inumidiva
    lacrime di sale sulla pelle
    Note di vento lontano
    sulla spuma delle onde.
     

  • 15 febbraio 2014 alle ore 15:35
    prenditi il tuo tempo

    prenditi il tuo tempo
    questa la risposta del mio amico
    al mio sguardo stanco

    prenditi il tuo tempo
    prenditi tutto il tempo
     pensa dolcemente
    e coccolalo il tempo 
    accarezzalo piano
    lentamente
    assaporalo
    cantalo
    suonalo
    e ascolta il vento del deserto
    che ti sta chiamando adesso
    adesso
    ascoltalo
    è un canto
    sacro

    prenditi il tuo tempo

    questa la risposta del mio amico
    al mio sguardo stanco

    prenditi il tuo tempo
    prenditi tutto il tempo
    assaporalo il tempo
    come questo piatto tipico
    come se fosse il primo e l’ultimo
    e poi respira a pieni polmoni
    i migliaia di attimi in apparenza uguali eppure unici, 
    sempre unici e irripetibili
    attimi che vedrai trascorrere davanti i tuoi occhi stanchi
    migliaia di attimi, frammenti di vita al vento
    come panni stesi ad asciugare
    panni stesi al vento
    al vento sacro del deserto

    prenditi il tuo tempo
    prenditi tutto il tempo
    pensa 
    e parla dolcemente

    così canta il mio amico 
    e poi versa il tè dall'alto 
    riempie i nostri  bicchieri
    e poi li svuota di nuovo e ancora nella teiera
    e torna a riempirli finchè quella sacra tisana
    canta ai nostri cuori stanchi 
    sono pronta!

    il tempo è così come questa teiera

    canta il mio amico al vento del Sahara

    e tuo sei come il tè, che scorre bollente 
    e lascia estasiato l’ospite desiderato
    quanto più ti spenderai 
    ti macererai e ti miscelerai con le foglie e le radici della vita
    tanto più sentirai nel profondo di aver vissuto 
    di aver vissuto pienamente
    come acqua corrente
     che compie il proprio destino e arriva al mare

    come acqua corrente 
    che compie il proprio destino
     e arriva al mare

    quanto più ti regalerai come benedizione all’ospite inatteso
    tanto più potrai dire di aver vissuto pienamente
    completamente

    il tempo è come questa teiera vuota 
    e tu sei la vita in essa contenuta
    tu sei la tisana sacra per l’ospite inatteso
     quanto più donerai te stesso
    tanto più potrai dire di aver vissuto 
    null’altro ci è dato di sapere per il momento
    sotto questo cielo immenso

    e allora amico mio 
    immergiamoci nel nostro tempo
    lasciamoci macerare dai sogni, dai desideri e dagli eventi
    siamo noi foglie di menta salvifica e santa
    siamo noi fini grani di sabbia nel vento
    prendiamoci il nostro tempo
    dolcemente, lentamente
    la nostra vita è come questa tisana sacra 
    un dono immenso e santo
    che dura un istante
    infinito
    sotto il cielo del deserto 
    che ancora e per sempre ci cullerà
    e così sia

    Marco Bo

    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.com/2014/02/prenditi-il-tuo-tempo.html

  • 15 febbraio 2014 alle ore 14:29
    Un giorno muore

    Quando un giorno muore la luce si attenua, sulle spalle degli anni, quelli che ascoltano, il nostro sentir
     

  • 15 febbraio 2014 alle ore 4:49
    Alle 4 e 46

    Alle 4 e 46
    che cosa vuoi?
    Lo stomaco è in bagno
    la mente per una strada
    le gambe attaccate al culo
    gli occhi ti finiscono dentro
    e quando piangi ti senti allagato.

  • 14 febbraio 2014 alle ore 18:44
    Maria Antonietta

    Cambiate i carati a un diamante!
    Metteteci le incredibili facce di una donna:
    i suoi soliloqui col sorriso
    l'anima doppia
    i dolori di un dialogo che non è un dialogo
    sostituite i mille volti della sua struttura chimica
    con i mille appartamenti di un cervello
    che da tempo
    è stato decapitato.
    Abbiate paura
    le zolle del pensiero si sfaldano
    le facce del diamante prendono tutti i colori della follia:
    il rosso, il nero, il blu.
    Un poliedro matto
    che lascia
    che perfino una regina abdichi
    alla sua maschera di perfezione
    finchè guardandosi allo specchio
    ella stessa non s'accorga di
    esser caduta per il suo stesso
    gioiello,
    impossibile da portare al collo. 
    Troppo pesante per un corpo senza testa
    che lasciandosi cadere come una
    borraccia d'acqua senza tappo
    fa venir fuori 
    l' anima pura di un corpo che sapeva amare.
    E non lo sà più.
     

  • 14 febbraio 2014 alle ore 18:20
    La stanza dell'Apocalisse

    La porta si chiude al mondo
    i circoli della mente spiralizzano 
    l'uno contro l'altro
    proiettili nell'acqua
    colpiranno la sabbia
    ma non faranno piu' male.
    Scie di morte rotonde ma dirette
    buio nel cielo
    calma nell'acqua
    vuoto nella stanza
    pesante etere cubica
    trafitta fino in basso
    fino alla mancanza d'aria
    dove tutto si spegne
    in tenere scintille
    un guizzo
    un tintinnio di fine.
    Finiva così.
    Una stanza in silenzio
    un'aria irrespirabile
    come un uomo appena nato
    in una camera iperbarica.
    Chiede aiuto per espugnar le mura
    prigioniero egli stesso
    del suo rifugio dalla paura.
     

  • 14 febbraio 2014 alle ore 18:13
    Due ciglia ( avvicinamento all'incredulità)

    Cadute dentro un libro dove tutto cade:
    un uomo
    un popolo bianco
    un popolo nero.
    Archi di luna 
    stanche.
    Ogni ora una crepa intorno agli occhi.

    E cadono petali 
    petali bagnati di un sogno
    sempre lo stesso

    Ogni respiro un pò d'aria in meno
    quasi apnea
    senza colori
    senza più sentire
    senza piu' guardare.

    Le ore piccole di una storia disumana

     

  • 14 febbraio 2014 alle ore 18:08
    a Bertold Brecht

    Tra gli schiaffi e i morsi di una gatta indifferente
    l'unico amo di felicità.
    Un porco
    i cannoni
    il tempo che fuggì
    e...goodbye amore
    hanno un posto stretto nella mia doccia
    mentre li canto
    unici alleati nella mia lotta.
    Ogni goccia è rossa d'amore
    respinge la melma che torna su
    come l'acqua con l'olio usato,
    non si mischia ma porta via.

    Un cappello bagnato di poesia
    sopra un corpo inzuppato di lacrime

  • 14 febbraio 2014 alle ore 18:06
    Lacrime da un film fiorite

    Lacrime da un film fiorite

    e dagli occhi miei cadute,

    lei lo lascia e lui ritorna

    i cuori si comprimono

    in un solo afflato:

    il sentimento

    E si baciano,

    fra tenerezza e lacrime

    dei tanti me

    che applaudono

    il loro amore consacrato

    Lacrime da un film fiorite

    da commozione nate

    per l’ amor vincente

    e per la paura sottile e silente

    dell ’esser soli e abbandonati.

  • 14 febbraio 2014 alle ore 17:15
    Haiku

    Vago tra onde al buio,
    attratto da scie di blu.
    Agogno il faro!
    ***
    (altra versione)
    Ali tra onde al buio
    attratte da scie di blu.
    Cercano il faro
     

  • 14 febbraio 2014 alle ore 16:23
    Forza di gravità

    Tra le latitudini del mio cuore
    dimori nello spazio senza tempo,
    continuamente, in questo amore che mi lega a te.

    Tra un meridiano e l'altro delle nostre vite,
    tempeste ed uragani sconquassano il nostro vivere,
    ma niente e mai nessuno, arriverà a spezzare
    la forza di gravità che imperterrita ci attrae.
    -- Anna Giordano 

  • 14 febbraio 2014 alle ore 11:55
    San Valentino

    Semplicemente una rosa
    vellutata sulle tue labbra
    profumata dalla tua pelle
    per un amore unico
    come lo sei tu.

  • 14 febbraio 2014 alle ore 9:46
    Inno Alla Donna

     
    Frutto  dell’azzurro mare
    Vestita di luna
    Bella
    Luminosa
    Baciata dal sole
    Bionda
    Dai lunghi capelli
    Pelle profumata di mimosa
    Misteriosa come una sirena.
    Il tuo respiro
    Dolce musica soave
    Come lo scroscio delle onde
    Mentre baciano gli scogli.
    Il mare
    L’aurora
    Il tramonto
    Ti fanno da cornice
    Quando nuda
    E trasparente
    Ondeggi vellutata.
    Le stelle
    Brillano festose
    E gioiscono
    E se svanisci
    Piangono raggi di luce.
    È bello immaginarti
    Nel buio della mente
    Nel calore del cuore.

  • 13 febbraio 2014 alle ore 22:18
    Specchio

    Se nessuno fossi tu

    io nessuno sarei lo stesso

    mentre in quel viale ti trovai

    avrei potuto non girarmi

    ma sentii di aver un nome

    dal momento in cui fui nella tua bocca

    perchè girandomi vidi me

    e tu vedesti te

  • 13 febbraio 2014 alle ore 22:17
    Le mie castagne

    Solo un grido puo' far polvere

    quel che tu mi hai rigettato,

    ti riempi la mano

    le stringi godendo

    molto hanno di speciale:

    il fatto d'esser chiuse

    in uno scrigno che fa male.

    Sarà misero, è il mio amore

    ma se Natura lo protegge

    vuol dir che misero è solo per te

    Mangio spine,

    mangia spine

    non vederne il cuore dentro.

    Se avrai fame

    non ci saro'

    castagne e spine non son speciali

    ma tonde e lisce come un cuore

    che hai inforcato senza eguali

  • 13 febbraio 2014 alle ore 22:16
    Ulisse

    Con un pezzo di legno

    ti trafissi il ventre

    non c'era fiato in quell'istante

    perchè gridasti ma aria non avevi

    un urlo di silenzio per orecchi che sentivano

    i miei occhi rizzati a supplicarti di non piangere

    perchè il dolore che ti feci

    udito umano non poteva ascoltare

    e come Ulisse con le sirene

    provai a non sentire.

    Ma quel corpo che mi hai dato

    sa bene quanto abbia voluto

    solo amarti solo amarti

    solo amarti per vederti

    sempre e solo, soltanto mia

    e se le lacrime hanno un potere

    è quello di unirsi al sangue

    perchè d'acqua e di sangue rosso

    quel costato gettava amore,

    il tuo antro buio e stretto

    da allora un nome sol grido'

    il mio con forza per avermi dentro

    e gettarti amore come in un pozzo