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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 23 marzo 2014 alle ore 18:05
    Sei Cento Ottantuno

    Già il mare si cambia. E' di bisonti -afa e bagnini,
    cavalieri investiti per dire alle donne come la carne
    va messa al bando, mercato di pulci mostruose,
    giganti. Sulle gambe la tempesta degli occhi- fuochi
    e le  portate ben disposte all'assaggio. Già il mare
    si cambia:  cresciuto, svezzato alla pubertà furente
    della signora -estate in prossimo arrivo.
    Lo guardo e lo vedo già adulto,
    dell'adultezza  che ha avuto il piede in
    te per sole due volte, sbriciolata di passioni
    soppresse, test da laboratorio- mortuario.
    Non ci volevano uguali, pur possedendo
    regolare permesso di portarci nel sangue
     la stessa rossa volpe agguerrita.
    Adesso che mi appare come un figlio
    mandato in collegio e tornato con le
    spalle irrobustite dai giorni di vita,
    con lo sguardo di chi vorrebbe già
    duplicarsi, adesso al mio mare
    che già si cambia e non si arresta,
    sussurro ancora il tuo indirizzo,
    comprensivo di numero civico e
    delusioni, indirizzo di piana, di
    cose che si aspettavano e non trovavano
    che grigie affissioni. Il mare si cambia
    e su dalla regia  mandano folate di zucchero
    e mitezza fuori concorso, come per ricordarmi
    che  tutto ritorna per tormentarci:  una foto
    dal cassetto dischiuso, uovo legnoso
    scoppiato per sbaglio dal volgare
    deretano della curiosità mai calibrata,
    un ritornello dalla bocca del passante
    passato per strapparci via dal
    petto il nome -errore.
    Già il mare si cambia: è
    tempo della stagione che non
    mi somiglia. E' tempo dei fuochi,
    dei giovani innamorati sulle moto
    come serpenti, è tempo della
    sera che non vuole finire.
    Mentre io gioco al mio letto con  il ventre inverno.

  • 23 marzo 2014 alle ore 14:13
    Arcobaleno

    Ti adagi nell'ebbrezza
    tormentata del cielo
    che oscura il sole
    ma quando ti mostri
    ritorna a sorridere
    un pallido azzurro
    settembrino fra ricami
    indefiniti che cercano
    lucidi occhi tristemente
    socchiusi, che si riaprono
    ad accoglierlo nell'anima
    in una cieca volontà
    Si abbarbica all'ottimismo
    tra le strisce di un arcobaleno
    come roccia rugosa

  • 23 marzo 2014 alle ore 13:54

    Impegnati a migliorare la tua di vita, invece di cercare di distruggere la mia. Troppo salda, vera e solida tesoro. La puoi solo sfiorare TU una vita come la mia! Impara a cavartela con la "VERITA'" smettendo di pararti il culo con la "MENZOGNA"! Impara a guardare il marcio che hai nel tuo quotidiano senza cercare di riempire di fango la mia persona. Quando avrai imparato questo allora forse; e ribadisco FORSE, potrai provare a "Giudicare" la mia persona, la mia vita e il mio "MODO"!

  • 23 marzo 2014 alle ore 11:40

    Ho visto persone mostrare intelligenza, dignità e classe pur restando in silenzio ed ho visto persone mostrare il peggio dell'essere umano pronunciando parole mediocri, senza senso e squallide. La bocca è un bellissimo mezzo di comunicazione, per parlare, confrontarsi e anche baciarsi... Ma se viene usata solo per giudicare, offendere e denigrare rende squallida, vile e meritevole di nessuna considerazione e stima la persona che in tale modo ne fa uso. 

  • 22 marzo 2014 alle ore 21:43
    Se non ti amassi Anima mia

    Saresti

    un bisogno di crescere

    Anima mia

    o solo vela dispersa

    su onde funeste.

     

  • 22 marzo 2014 alle ore 21:20
    Angelo

    Ramengo erro
    intonando canto
    il passato
    il futuro
    di un angelo
    Come m’innamorai
    fortemente sì
    che ancor adesso i cor nostri
    s’accendono uniti
    Come mia diletta
    nell’elevata mia poesia
    nella soave parola
    nella lode dolcissima
    vive ancora
    Beato amore
    arso calore
    sparso mare
    eterno ricordare
    eterno migrare.
     

  • 22 marzo 2014 alle ore 20:45
    Io animale

    Tempo d'assenza
    a compiacere legami,
    sfoggiare etichette,
    distillare buonsenso.
    La maschera migliore
    offerta in pegno
    a questo eterno carnevale.
    NO!
    Sopravvivere e lottare,
    nella selva
    l'anima è animale,
    la natura istinto e lampo,
    iniziazione,
    fragore sordo e genesi
    del mio Big Bang.

    2014©LeonardoPambianco

  • 22 marzo 2014 alle ore 20:08
    Graffi

    Un suonare sgraziato
    di strepitanti graffi
    parole che feriscono
    a volte più di fatti
    in questo tempo tristo.

    Difficile adattarsi
    a chi ha visto altro
    perfino gesti allegri
    in prevaler di bello
    fra pur spinosi anni.

    Però teniamo duro
    non serve rassegnarsi
    c'è luce dopo il buio.

    Ce lo cantano i fiori
    nel Sol primo di marzo
    e chiaro torna ai cuori.

  • 22 marzo 2014 alle ore 17:39
    D’animo buono e severità d’artista

    D’incontri d’arte
    è fatta la vita,
    d’animo buono e severità d’artista.
    L’uno seduto di bar in bar
    con la penna svuotava il cuore
    e con il bicchiere scolava la vita.
    Duro fuori, quasi roccia
    Quasi ghiaccio,
    poi in realtà tufo,
    morbido, buono,
    ghiaccio al sole.
    Pigro scriveva e sognando beveva.
    D’incontri d’arte
    è fatta la vita,
    d’animo buono e severità d’artista.
    L’altro di volo in volo
    e di treno in treno
    di teatri scuri
    e platee attente
    di amore per l’arte, di amore vero.
    Schietto, sincero
    duro e severo,
    ma di severità buona come quella di un padre,
    severità di cuore, di un cuore grande
    che guarda vicino vedendo oltre,
    avanti, lontano.
    D’incontri d’arte
    è fatta la vita
    d’animo buono e severità d’artista.
    E ti prende a cuore un rigo
    e spronando, 
    e un calcio in culo,
    e di durezza in durezza
    risvegliò il pigro.
    E di critica, 
    di elogi poi scovò i suoi pregi.
    E poi
    di sudore e notti insonni
    pur di realizzare ambiziosi i sogni.
    E di animo buono e di mano ferma,
    e con ferme parole
    riempii due calici
    di prosecco e amore.
    D’incontri d’arte
    è fatta la vita
    d’animo buono e severità d’artista.

  • 22 marzo 2014 alle ore 17:19
    Viaggio al di qua delle ombre

    Il profumo della primavera
    accende disincantate fantasie

    patetiche carezze 
    dell'anima ancora audace

    a riesumare ombre del passato 

    e ribellarsi agli accanimenti della vita

    nel ricordo
    degli spiacevoli vagabondaggi
    di una gioventù ormai andata
     
    E recitare ora sarcastici rosari

    nel sapiente gioco
    dei fermenti della vita 

    tra violente invettive
    e spietati atti di accuse

    divenuti versi di felicità

    in quel tuo donare
    tocchi di freschezza alla mente 
    e  sospiri d'amore
    nel profondo del cuore

    Tu che sei ovunque

    nel sole che riscalda

    nelle stelle che mi guidano

    nel vento che mi porta

    nel mare che mi culla

    nelle mie giornate ricolme

    nelle mie notti insonni

    a far naufragare i malvagi pensieri 
    in piacevoli attese
    .
    cesaremoceo

  • 22 marzo 2014 alle ore 16:40

    La vita presa di petto la maggior parte delle volte fa male. Quando aspetti che sia lei a venirti incontro spesso delude e l'attesa diviene vana. Semplicemente vivila. Valle incontro con ponderazione, ma non fermarti mai, non rinunciare... Lotta e sogna, spera e conquista. E se a volte perderai e cadrai, fa niente perchè tutto insegna. Imparerai ad essere più forte e più fragile allo stesso tempo. L'esperienza fa di te il punto di riferimento di un cammino che sarà per sempre dentro di te.

  • 22 marzo 2014 alle ore 14:02

    Una mamma è una semplice donna pronta a mettere da parte se stessa. E' una persona che raccoglie ogni giorno granelli di forza per metterli in un angolo di se perché non possa trovarsi mai sprovvista di essa nei momenti peggiori. E' una donna che lotta e dona il suo tempo senza chiederlo indietro mai. E' una donna che non conosce altra voce che quella dell'amore. Una mamma ha la pace nel cuore quando vede la felicità e la tranquillità negli occhi di suo figlio.

  • 22 marzo 2014 alle ore 12:05
    fotocopoesia

    fotocopiesia
    questa è la sporca fotocopia di una poesia
    è uno schermo digitale con display che si accende e che si spegne

    on off, come il battito del mio cuore
    on off, come il contatto alla rete che va e viene
    questa è la sporca fotocopia di una poesia
      è il pilastro di cemento qui al mio fianco
    che vorrei rivestire con un panno bianco e un sorriso disegnato con un po' di fango

    questa è la fotocopia di una sporca poesia  di periferia, 
    sempre quella

    e invece di cantar
    vento al vento
    cuore al cuore
    amore all'amore e sentimento
    io grido sottovoce il mio scontento
     e declamo male e bene
    e schiaccio sotto i piedi la foschia delle mie pene
    tra le righe di questa fotocopiesia

    fotocopoesia
    il tempo è grigio in queste periferie
    ma
    il tempo per ridere è per sempre mio!
    ripiego e metto in tasca questa sporca poesia di periferia 
     volo via
    e così sia!

    Marco Bo http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/03/fotocopiesia.html

     

  • 22 marzo 2014 alle ore 11:10
    Il mio viaggio

    Lunghe strade ferrate

    separano la tua realtà 

    dai miei sogni.

    Veloce corre 

    il mio pensiero 

    rivolto a te.

    E non ha alcuna fermata

    questo amor mio 

    per te.

    Nessuna coincidenza

    per questo pianto 

    sacrificato al mio dolore

    Il biglietto di ritorno

    l’ho strappato,

    come ho strappato la mia vita.

    E prendendo quel maledetto treno

    mi sono allontanato non solo da te, 

    ma da me stesso.

    Per ritornar infine

    a quei sogni 

    che ancora oggi chiamo incubi.

    Sai, osservo ancora adesso 

    quelle lunghe strade ferrate

    che passano dalla mia vita 

    e arrivano dritte al cuore.

    E mi domando spesso

    se giungono a te 

    come una volta.

  • 21 marzo 2014 alle ore 22:56

    Vivere felici è impossibile, ci sarà sempre il momento di sconforto, un attimo di debolezza e quello di lacrime. La vera felicità sono brevi attimi che vivi con il cuore leggero, quando sei vicino a qualcuno che cancella tutto il resto, ma solo momentaneamente. La vera felicità è potersi guardare dietro e vedere che hai camminato tra buche e burroni, ma non sei caduta e malgrado spesso sei rimasta appesa al bordo del precipizio hai sempre raccolto le forze necessarie per risalire. La vera felicità è potersi guardare dentro, perché a guardarsi dentro siamo tutti bravi... C'è chi lo fa di sfuggita e chi non va mai troppo a fondo, ma "POTERSI" guardare dentro, fino in fondo all'anima e poter sorridere è felicità. Perché tra tutte quelle cicatrici, tra tutti quei ricordi un po ammassati tra la polvere, tra tutte quelle batoste non ancora dimenticate e tutte quelle ferite non ancora guarite naviga una coscienza pulita!

  • 21 marzo 2014 alle ore 22:34
    Haiku

    Scheggia di luce
    incide il mio pensiero
    Sgorga il sorriso

  • 21 marzo 2014 alle ore 16:19
    Comincia così

    Ti penso!
    Posso inondarti così
    dei semi testardi
    di un amore che nasce.
    L'immagine di te che mi guardi
    cogli occhi della ragazzina
    che arrossisce e sorride.
    Quanti anni son passati
    dai primi tremori!
    Nel silenzio afferri
    le risposte attese da giorni.
    Hai forse paura di sbagliare
    ancora una volta.
    Ti immergi fulminea
    nel sogno
    di una carezza sicura.
    Aspetti ch'io parli,
    ti chiamo, sussuro il tuo nome.
    Ti sfioro con le labbra la mano,
    tu l’apri pian piano.
    Senti a stento il respiro,
    vorresti quasi bloccarlo.
    Mi chiedi, che cosa?
    io sto per dirti di nuovo...
    Ti penso!
     

  • 21 marzo 2014 alle ore 15:41
    Schiuma

    Acqua abbraccia aria
    con ardore
    e si fa schiuma
    schiuma su schiuma
    schiuma contro schiuma
    schiuma che s’avvoltola
    schiuma che schizza
    schiuma azzurra
    schiuma bianca
    schiuma spumosa
    figlia strenua di mare e cielo
    in duello vorticoso
    in scontro rovinoso
    in connubio impossibile.
    Impeto tumultuoso genera
    effimera schiuma
    aria fasciata d’acqua
    aria che s’espande
    aria che s’eleva
    aria che s’ammassa
    in bolle che s’ampliano
    dirompono
    sbottano
    esplodono
    finché dall’acqua
    aria si libererà.

  • 21 marzo 2014 alle ore 4:24
    Il cammino

    Vedo corvi e uccelli neri volarmi incontro
    e girarmi intorno sorridenti
    e girarmi intorno
    intonando canti strani e cupi.
    Ho scavalcato muri altissimi 
    come ostacoli sul mio percorso,
    gli ho scavalcati a mani nude
    con le mani incise che trasudavano sangue
    che doloranti reggevano tutto il mio peso.
    Vedo corvi e uccelli neri volarmi incontro
    e girarmi intorno sorridenti
    e girarmi intorno
    intonando canti strani e cupi.
    Ho continuato a camminare
    e non mi sono fermato
    e gli ho sorriso come a non temerli
    come a sfidarli,
    ho continuato a camminare
    e non mi sono fermato
    e gli ho sorriso
    come non temo gli amici
    come agli amici sorrido.
    Vedo corvi e uccelli neri volarmi incontro
    e girarmi intorno sorridenti
    e girarmi intorno
    intonando canti strani e cupi.
    Ho aumentato il ritmo dei miei passi
    e ai miei lati angeli combattenti,
    angeli incazzati ai miei fianchi,
    con tanto di elmetto e tute sporche,
    angeli combattenti ai miei fianchi.
    Vedo corvi e uccelli neri volarmi incontro
    e girarmi intorno sorridenti
    e girarmi intorno
    intonando canti strani e cupi.
    E poi gli angeli combattenti
    ed io cammino
    e loro attaccano i corvi e gli uccelli neri,
    spezzate le ali
    e ammutoliti i becchi
    silenziosi i versi,
    e i canti strani e cupi diventarono 
    fogli di carta e penne
    e inchiostro.
    Ho continuato a camminare
    e non mi sono fermato
    e gli ho sorriso.
    E non mi sono fermato.

  • 21 marzo 2014 alle ore 0:31
    L'odore del buio

    L'oscurità profuma
    dei tuoi baci fragranti
    versati sul mio petto
    come preziosa linfa
    che dal centro si allarga
    ad invadere sensi e pensieri
    per catturare un momento
    dai particolari preziosi
    circondato e braccato
    dai nostri corpi
    che si amano carnalmente
    e cerebralmente
    ad impedirne la fuga.

  • 20 marzo 2014 alle ore 23:16
    Rocambolesche peregrinazioni

    Perso
    nel confuso grigiore della vita

    col sangue a scorrere contro corrente
    e con l'urgenza di raccontarmi a me stesso

    finisco col vivere i miei giorni
    con la coscienza irrequieta

    e rinchiudermi
    nelle stanze segrete dell'anima

    In questa consapevole pigrizia

    focolaio di infezioni celate

    errabonde e rocambolesche
    peregrinazioni emotive

    a trasformarsi in malattie
    che scorrono mute sotto la pelle

    e manifestarsi soltanto
    nella controluce dell'anima

    si concretizzano
    nella paura della depressione interiore 

    a far uscire tutte le insicurezze
    e  far entrare malinconie e tormenti

    nella sofferenza di non piegarmi
    al vento dei brutti pensieri
    .
    cesaremoceo

  • 20 marzo 2014 alle ore 21:14

    Ho visto persone aprire la bocca con una tale leggerezza da far uscire parole mediocri. E ho visto persone tenere la bocca serrata da far uscire un silenzio quasi imbarazzante. Del resto l'intelligenza non è un "caso", ma una dote di natura. E' proprio la presenza di questa dote ad insegnarci quando è il caso di parlare o tacere!

  • 20 marzo 2014 alle ore 21:10
    Concedimi una lacrima.

    Concedimi una lacrima,
    di commozione.
    Mia figlia,
    la più piccola,
    mi dice spesso che sono diventata facile all’emozione,
    ma è vero che lo sono sempre stata.
    Concedimi, mio Dio,
    che pur da qualche parte sei,
    se non in cielo,
    forse nelle speranze di una vita,
    concedimi un sorriso nel tenere tra le braccia,
    sospeso tra cielo e terra
    quel bambino nuovo
    un poco mio
    e molto del mondo che verrà.
    Concedimi di essere felice,
    che stia bene,
    che sia proprio così:
    un esserino pieno di risorse.
    Concedimi,
    però,
    anche una lacrima,
    che non ho versato,
    per quelle voci di un filmato:
    voci di chi al mondo
    proprio proprio “perfetto” non è nato,
    ossia come una mamma può avere desiderato,
    ma che,
    malgrado ciò
    è stato amato, forse più di altri più pefetti bambini
    appena nati o nati mai.
    Uccisi,
    violentati,
    segregati,
    usati, calpestati.
    Se tu davvero vedi,
    guardi al mondo con immensa pazienza,
    amico Dio,
    credimi, più di quanta ne abbia io,
    nel vedere quanto male sappia fare
    l’uomo di terra,
    che hai creato.

    20/03/14

  • 20 marzo 2014 alle ore 20:36

    La cosa più bella dei bambini è che non conoscono l'odio e il rancore. Loro litigano, si urlano e a volte si spingono e si picchiano, ma dopo 10 minuti eccoli di nuovo giocare assieme, condividere, ridere e cercarsi ancora. Proprio come se niente fosse successo. Per questo noi grandi se avessimo più umiltà e meno  orgoglio avremmo da imparare tantissimo da loro. Ogni tanto...RICORDIAMOCELO!

  • 20 marzo 2014 alle ore 19:39

    Abbiamo bisogno di qualcuno che ci dica che siamo bellissime al mattino appena sveglie. Abbiamo bisogno di qualcuno che ascoltando le nostre paure e insicurezze non ci prenda per stupide, ma ci prenda per mano e ci rassicuri. Abbiamo bisogno di qualcuno che anche dietro le più sciocche lacrime ci sorrida e ci dica: "Come farei senza di te"!? Siamo in gamba, forti e toste, ma siamo sempre e comunque donne...