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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 26 gennaio 2014 alle ore 21:07
    Mattino d'inverno

    Si levano i veli dei nuvoli
    per la mano calda del sole
    a scoprire le piante spoglie
    dal piano in alto ai declivi.

    Il cielo intanto si azzurra
    brillerà nitido a breve
    striato da fiocchi di nuvola
    che vorrà il lago mirare.

    Occhi del bello contenti
    stanchi mai di guardare
    s'accompagnano ai raggi.

    Dall'ovile celato un belare
    rivela presti gli agnelli
    al loro mattutino brucare.

  • 26 gennaio 2014 alle ore 18:00
    Grazia Infinita

    Chi sente Dio 
    con anima incandescente,
    cercherà... spesso e fortemente 
    il mare, simbolo 
    d'immenso amore. 
    Chi accoglie Dio 
    nel suo dolore 
    vivrà sempre 
    un giorno migliore. 
    Chi Dio avrà nella mente...
    sarà sempre in mezzo 
    alla gente, 
    con cuore accogliente, 
    con fare intelligente, 
    con premura e disinvoltura, 
    con grazia; 
    senza paura! 
    Chi Dio porterà in sua passione 
    giammai avrà esitazione..., 
    nel difficile cammino della vita che 
    accoglierà l' immensa
    grazia infinita.

  • 26 gennaio 2014 alle ore 12:25
    Haiku

    Stille di ghiaccio
    si sciolgono al tuo canto.
    Rara emozione.

     

  • 25 gennaio 2014 alle ore 23:29
    Senso di appartenenza

    L'anima che è in me
    arriva fino agli occhi e lì si posa,
    e io sono la sua casa.
    L'ho sentita nell' assenza
    profumare il vento con cui riempirmi il naso
    mescolarsi agli infiniti moti dell'esistenza
    a ristabilire equilibrio
    inconsapevolmente.
     
     
     
     
     

  • 25 gennaio 2014 alle ore 22:02
    Sanguinanti fantasmi

    Vedo ragazzi
    andare per il mondo

    seguendo raggi argentei
    di lune piene

    a vagare per sterili terre

    in compagnia
    dei loro sogni inceneriti

    poveri resti
    degli incendi della vita

    A risvegliarsi ogni giorno
    sotto quel pallido cielo

    e percorrere la propria strada
    come suggerisce la coscienza

    dimenandosi in continui corpo a corpo
    con la voglia d'amare

    e così mantenersi liberi e indipendenti
    a riaffermare la dignità 

    senza darla vinta
    a delusioni e ottusità 

    nella paura di compromettersi
    isolandosi nel silenzio
    assieme a sanguinanti fantasmi
    .
    cesaremoceo

  • 25 gennaio 2014 alle ore 20:24
    Viaggi

    Viaggia il fiume sotto il ponte
    lo passerà a breve il trenino
    nell'andirivieni entro la valle.

    Viaggia il pensiero al monte
    in vetta dalla nuvolaglia avvolto
    non sciolta al mattino dal sole.

    E' fermo il corpo pesante
    il cuore leggero nel viaggio
    fra i sassi segue la corrente.

    E' giorno d'autunnal veste
    ristagna afoso nel piano
    il fresco invita a cercare.

  • 25 gennaio 2014 alle ore 18:34
    Il Trionfo

    Questa sera
    I sentimenti
    Penetrano la notte
    Imprigionati
    In una nuvola
    Si dissolvono al primo sole
    Che acceca gli occhi
    Densi d'amore.
    Una mano lo copre
    Lo oscura
    Si fa buio
    E nella notte
    Trionfa l’amore.
     

  • 25 gennaio 2014 alle ore 14:40
    IRRIMEDIABILMENTE

    come rimediare ad un qualcosa,
    irrimediabilmente m'assilla il petto
    come farti capire che
    m'assilla il cuore
    il pensiero che di te 
    che m'odi 
    o d'indifferenza di me
    che d'affetto si muore,
    che mi piange il cuore.

  • 25 gennaio 2014 alle ore 13:48
    Sei Cento Settantuno

    Dovevi darmi della pazza,
    folle di follia, spurgata
    dal senno, una fogna ma
    verginale, virtuosismo da pozza
    risucchiata, da imene - pinocchio
    magicamente riacconciato:
    di qui mai passò nulla e nulla
    si formò, più in là cercate il danno,
    qui si sta chiusi in casa, come i
    cuccioli nella culla,
    solo che non vi è  culla!
    Dovevi darmi della matta,
    giocare i numeri giusti alla
    ruota -macinino, di mulini
    è pieno ogni rene della Costa,
    la sabbiolina accumula sotto
    i rodaggi esperti ed erosivi
    di questo fiumicello o quello,
    pipì di Dio. Dovevi darmi della
    fuoriuscita forse allora, quando
    il Cilento era madreperla ed i
    miei piedi blu la biglia esplosiva,
    pepita ben camuffata,dovevi fermarmi
    allora, accorgerti del guizzo, dell'intoppo,
    dell'alterco fra il mio cervello  e il mio,
    del santo diverbio fra cuore e cuoricino.
    Ma tu non ti pronunciasti su quanto
    fosse labile alla mia pelle il confine
    fra il  ricordo e la punizione,
    fra il morbo e l'assunzione,
    a piccole dosi, per carità,
    di ciò che mi gradiva non per sapore
    ma per consistenza.
    Di questa degenza sull'attenti,
    del decubito ben vestito,
    del sintomo accortamente
    lubrificato perchè del contagio
    fossi sazia ed intorno rinomata,
    quasi additata, così come si fa
    con la nuvola - toro o quella
    aquilotto: eccola là!
    La strana meraviglia!
    Ma attenzione, non è sana:
    tutta dentro è un via vai di
    tagli -camaleonti, trovarli
    è talento insperato.
    Mai visto il sangue così
    perfetto e perfettamente
    stipato aspettare l'urlo-
    tana per rispuntare.
     

  • 25 gennaio 2014 alle ore 12:59
    Haiku

    S'apre una rosa
    vermiglia e senza spine.
    Dolce eppur punge!
     

  • 25 gennaio 2014 alle ore 12:11
    Semplice, come una poesia.

    (a mia moglie Eva)

    Semplice è quel tuo sorridere.
    Quel tuo accarezzare le cose
    nel nostro quotidiano.

    Semplice, come una poesia 
    è l’amor che mi regali 
    toccandomi il cuore.

    E lo sento, quel battito frenetico; 
    quel ticchettio che m’accompagna giorno e notte
    e che mi riserva emozioni in codesto tuo vivere al mio fianco.

    Lo sento, il respirar del tuo cuore, 
    il respirar di quell’anima pura e sincera.
    Lo sento…, sento tutto questo nel mio vivere.

    E tutto è semplice, come una poesia.
    Come quando mi sveglio 
    e ti vedo li, ancora al mio fianco.

  • 24 gennaio 2014 alle ore 21:14
    Ai ladri del XXI secolo

    Brucia l'innocenza nei nostri sguardi 
    avvolti dal mantello di arcani dogmi

    con la purezza dei pensieri
    a tener testa agli eventi

    e la dignità straripante
    di voler sembrare eroi
    senza esserlo

    Esser usati come scudi
    per proteggere le vostre infamie

    nell'evasione dalla noia

    mentre nel Cielo volano
     
    stelle suicide
    impoverite della luce
    di fulminei idillii

    a sperperare la felicità
    nell'oscurità che nasconde
    i colori della vita

    e ricercarli nel desiderio
    di libertà dell'anima 
    consumata dai tormenti

    lontano dalle nebbie della mente

    nel dubbio che pure il cuore
    speculi su se stesso
    .
    cesaremoceo

  • 24 gennaio 2014 alle ore 20:57
    Sotto il sole...cenere

    Ha latrato ancora il vagone
    al suo arrivo
    questa notte.
    Come un cane rabbioso
    portava tra le fauci
    altra carne da macellare
    altre ossa da accatastare.
    L'ho udito forte
    quel malefico latrato
    nel vento di ghiaccio
    che soffiava libero
    sulle mie rovine.

    Quanto freddo questa notte...
    passata ad aspettare
    un altro giorno senza Dio,
    a fissare un cielo
    che si stendeva nero,
    come un sudario
    sui miei occhi e sulla terra.
    Ma già si affaccia,l'alba nuova,
    reca in bocca il sapore della morte,
    col suo cuore di nebbia
    avvolgerà il mio capo nudo,
    si plasmerà
    sulle mie membra agonizzanti,
    si insinuerà
    tra le striature di una stracciata identità.
    A goccia a goccia
    mi fu distillata questa vita
    ed ora...non sono altro
    che ombra tra ombre,
    consapevole di volar via
    ...domani...
    come cenere
    verso il sole.

  • 24 gennaio 2014 alle ore 19:02
    Pecore

    Placide pecore sul prato
    allo sfumare delle nubi
    sui colli intorno al lago
    stan solitarie o in gruppi.

    Sono uscite dall'ovile
    salendo su alla collina
    fino al chiuso limitare
    e un agnellino guarda.

    S'aspetta un sole pallido
    convalescente dalla pioggia
    che scaldi giù in basso.

    E rispunterà la montagna
    dietro il velame grigio
    segnando l'orizzonte candida.

  • 24 gennaio 2014 alle ore 18:07
    Corpo di mille soli

    Dea dagli occhi color smeraldo
    Corpo di mille soli tu sei
    che illuminano di luce purissima
    il profondo del mio cuore e della mia anima
    I tuoi raggi solleticano la mia mente
    e la cullano in pensieri di sublime dolcezza
    pensieri che mi portano lontano
    a camminare sul tuo suolo
    tu che sei pianeta lontanissimo da me
    e su cui cercherei rifugio
    alla mia tormentata esistenza
    nascondendomi all'ombra di una tua carezza
    sfiorandoti senza toccarti
    addormentandomi guardandoti
    avendo i tuoi occhi come ultima visione
    prima che il buio mi avvolga.

  • 24 gennaio 2014 alle ore 17:26
    our own silent song

    our own silent song

    the thunderous emptiness of the present silence 
    will tear away the mask of the past noise 

    sincere silence 
    false and misleading the noise 

    but we should not be afraid 
    we should be grateful 
    and look straight into the eyes of silence 
    and then challenge it 
    surround silence in the corner 
    crush it
    dance on it with passion 
    and build over it our own noise 
    our own silent song
    the sincere one
    the one that will never abandon us 
    the one that will  never betray us

    our own noise 
    our own silent song
    the rich, colourful joyful, new and sacred noise
    just like a  feast
    just like a symphony 

    nothing else is worth for our the journey 
      if not music and emotions to give away with both hands,
     to give out without fear, without hesitation 

    this is our own noise
    our own silent song 
    se clear and present
    so joyful and free! 
    and so be it

    Marco Bo

    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/01/our-own-silent-song.html

  • 24 gennaio 2014 alle ore 14:58
    Rosdiana

    Sul tuo volto un sorriso
    si allarga e brilla, sembri
    quasi un angelo con i tuoi
    capelli chiari e quegli occhi verdi.
    Sento il calore delle tue
    Soffici guance, la timidezza
    del tuo giovane sorriso,
    il tuo modo unico di dire
    grazie con lo sguardo per
    nascondere la tua voce.
    Eravamo fanciulli che
    giocavano a nascondersi
    nei reciproci abbracci, carezze, baci,
    affannati nello scoprire l’altro.
    Ti ricordo dolcemente, mia
    amica, primo tepore dell’anima.

  • 24 gennaio 2014 alle ore 14:56
    Futuro

    Caricando il software
    Che ci funge da cervello
    Osservando il mondo
    Con freddi occhi di vetro
    Guidati da impulsi
    Anziché ormoni
    Lottiamo per l’aria
    Che non possiamo respirare
    Perché è resa tossica
    Dai nostri cuori meccanici
    Che vanno a carbone
    Ed ogni essere viene liofilizzato
    Per poterci nutrire di esso
    Prima che piova ancora acido
    Come alcool che disinfetta
    Il mondo da noi tumori maligni

  • 24 gennaio 2014 alle ore 13:33
    Ogni pensiero (Impressioni)

    Ogni pensiero è un ritorno
    un susseguirsi di parole
    uno strano sentire
    che va al di là dei sentimenti
    ripercosi dai ricordi
    dimenticati esternamente
    ma dentro ancora vivi
    come se vivessero nel presente
    non volendoci lasciare mai
    per riportarci indietro 

  • 24 gennaio 2014 alle ore 12:13
    Sei Cento Settanta

    E sei andato.
    Adesso della tua carne ho un
    ricordo appena  confuso e d'armeria,
    l'ippocratica città ha pagato tutto
    il conto, saldo, investimento e dai
    tavoli cinesi si alzano fumi leggeri,
    le seppie aperte come paraventi
    istoriati dalla profondità del mare,
    incisi  di catrame imbustato,
    liquida pistola proteggi piccoli.
    Ora la bandiera, segnalibro
    al mio peccato,  ha smesso
    d'insegnarmi dove girare
    per poi trovarti,  attesa e
    resa, alte quanto il muricciolo
    che non sapeva farci zitti,
    cancello -murena e spia
    prontamente decodificata
    dall'estivo, crudele ritorno
    in se. La casa igloo da spiaggia,
    gli Inuit svestiti son pescatori
    e le reti in putridume, cruciverba
    di cani a pancia
    a terra; e donne strane e strane
    coppie, e le boe birilli atterrati dall'onda
    giovane del pio Gennaio.
    Adesso della tua carne ho forse
    solo più stima ed è di me che
    perdo il senno. Ero forse io
    il gioco a bordo riva? Ero
    forse io a correre al riparo
    dall'urlo, sempre uguale,
    sempre uguale?
    La vita tua - diceva quella
    voce- cornacchia astuta
    mai migratoria - la vita
    tua è dove sta la palizzata
    rossa delle dune -case,
    la cordigliera autobus
    e curve serpente, cesario
    di montagne,  la vita
    tua è un corri a casa.
    E ripulita, un po' riassettata,
    i capelli riacconciati nel modo
    del primo mattino,  le mani
    lavate dall'amore che non
    viene sempre, ostetricia
    senza mai frutto, la voce
    segugio, fanale e posteriore,
    grillo luminoso ed urticante,
    i libri corso studi allineati,
    parata senza marcia.
    Torna a casa, a quella vita:
    statino, foto, sei la più
    brava. Anche il mare
    asciuga, se si fa caso:
    dove è passato con il
    piede sale resta poi
    l'istante secco.
    Spazio -pausa fra
    un rigo e l'altro della
    meccanicissima catena-
    stesura blu.

  • 24 gennaio 2014 alle ore 1:16
    Costernando fiocchi di neve

    Parole
    sfilano dentro pensieri
    Scrosci lievi
    dosi e ronzii per l’orecchio
     
    Una storia infinita…
    sento la voce narrante,
    ardita la recito
    come fosse la mia
     
    Oh, la danza dei fiocchi di neve,
    come va oltre
    i vostri gelidi sguardi!
     
    Mi perdonino,
    dimentico l’arte
    nel gioco di camuffare
    la blanda apparenza
     

  • 24 gennaio 2014 alle ore 0:15
    Delizia

    Riscrivi lentamente
    la mappa del mio petto
    lasciato in balia della tua bocca.
    La sensualità che prende forma
    si plasma alle tue labbra profumate
    come spicchi di mandarino
    tuffati nel cioccolato.
    E mi ritrovo perso
    nei tuoi profumi,
    nei tuoi occhi
    e i tuoi sorrisi.
    Deliziami.

  • 23 gennaio 2014 alle ore 23:37
    Haiku

    Senti piacere
    agli intrecci dell'eros
    Il corpo esulta

  • 23 gennaio 2014 alle ore 21:50
    Pensieri sparsi...

    Come acqua limpida
    il mio cuore
    tra le tue mani.

  • 23 gennaio 2014 alle ore 20:52
    Pensieri sparsi...

    E un bel giorno ti svegli
    ti guardi allo specchio...
    e guardandoti negli occhi
    ti chiedi il perchè
    di tutto questo amore sprecato che ti porti dentro.
    Mai dar voce al cuore.
    Mai lasciarlo in mano a chi non lo capirebbe.
    Impara a voltare le spalle
    ...e a dire addio.