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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 31 luglio 2014 alle ore 8:52
    Le Mie Lacrime

     
     
     
    Una casa con pareti di fumo
    Per tetto una trapunta stellata
    Con le luci padrone dei sogni
    E di una notte  giocherellona
    Che si diverte girare le spalle
    Dispettosa consegna alla luna
    I pensieri scintillanti come lucciole
    Fortunatamente si affaccia il sole
    Bacia le maestose chiome del querceto
    E macula di ombre il prato fiorito
    Il fiume scorre lento e silenzioso
    La quiete e la frescura ti fanno gioire
    Nella mente una barca di sogni
    L'Infinito ed una pioggia di lacrime
    Lacrime amare e dense di dolore
    In sussulto perenne come moti della terra
    Lacrime avide di puri sentimenti
    Che muoiono a sera nel sonno della notte
    Lacrime messaggere e speranzose
    Da leggere come un libro di poesie
    Lacrime di miele prodighe d'amore
    Lacrime alla ricerca di aurore festose
    Che un giorno certamente arriveranno.
     

  • 31 luglio 2014 alle ore 2:56

    Donne pronte a tutto. Donne pronte ad amare e a donare se stesse nel rispetto e nella sincerità totale e donne pronte a mentire, a raggirare e ad usare per i loro scopi. Donne toste, piene di personalità e carattere, ricche di un'intelligenza raffinata e di una classe innata e donne stupide, vuote e superficiali e decisamente solo ed esclusivamente “Femmine”. E tu, che donna sei?

  • 31 luglio 2014 alle ore 2:32

    La dignità è qualcosa che non si tocca! La dignità è la parte più “Sacra” in ognuno di noi. Essa ci permette di camminare a testa alta tra milioni di persone. Ci permette di guardare negli occhi chi ci affronta, chi ci accusa e ci offende. Essa ci permette di confrontarci dignitosamente con chi tenta di sminuirci o di farci passare per chi non siamo. Quindi prima di provare a toccare o “Calpestare” la dignità di qualcuno pensateci.

  • 31 luglio 2014 alle ore 2:24

    A quel paese tutti quelli che si credono migliori di altri perché tanto non sono loro a decidere chi è o non è migliore. Sentitevici pure, tanto la convinzione è sempre stata una di quelle cose che la gente la fotte e non la rende certo migliore. A quel paese chi crede di decidere della vita degli altri, ognuno è padrone della sua per tanto pensate ad imparare a gestire la vostra e non quella degli altri. A quel paese chi gioca e usa sentimenti, persone a suo piacimento e convenienza. Ricordatevi che prima o poi ci sarà chi userà voi con altrettanta maestria. Ecco... Forse li capirete che nemmeno in questo siete stati i “Migliori”!

  • 31 luglio 2014 alle ore 2:10

    Dedichiamo tempo alle cose sane, a quelle che ci rendono migliori e felici. Dedichiamo tempo a persone che meritano le nostre attenzioni. Basta rincorrere chi non ci pensa un secondo a fregarsene di noi, a ferirci o a deluderci. Basta lasciare troppo spazio a chi non si ricorda nemmeno che esistiamo. La vita non va sprecata con chi è “Inutile”, ma va goduta con chi “Vale”.

  • 31 luglio 2014 alle ore 2:08

    Siamo magia a volte e nemmeno ce ne rendiamo conto. Siamo pura alchimia e chimica, siamo mari in tempesta e venti liberi. Siamo così immensi a volte che troppo spesso non ce ne rendiamo conto fino a quando non ascoltiamo il vuoto che quel vento che ha smesso di soffiare su quel mare che si agitava dentro noi non si perde nel silenzio di una magia ormai svanita.

  • 30 luglio 2014 alle ore 23:35
    Non Più

    Non correrò più incontro alla vita
    non sentirò più le tue braccia stringermi
    non ascolterò più le favole…
    Ma tu… raccontami
    Raccontami ugualmente
    di cosa scriverai del dolore
    dell’inutile mia  morte,
    della cattiveria umana
    raccontami, ti prego…
    di me, rimasto bambino
    a correre tra le nuvole
    nei miei tanti “perché” senza risposte….
    Disegnami con la tenerezza del tuo cuore
    per non dimenticare di esserci stato
    mentre  con gli occhi chiusi
    dal  sonno eterno
    sorrido agli angeli.
     
     (Da una libera ispirazione di un disegno di Gianluca Serratore)

  • 30 luglio 2014 alle ore 22:45
    L'aurora nasce

    L'aurora nasce
    conficcata nel cuore
    mentre il tramonto
    indebolisce le emozioni
    che si annidano
    in frammenti d'amore
    universali
    che prendono corpo
    discutendo del reale

  • 30 luglio 2014 alle ore 22:44

    Ti dono la mia fiducia perché mi hai dimostrato che ne sei meritevole. Ti dono la mia presenza perché ho visto che ti è gradita ed essenziale. Ti dono il mio sorriso perché riempie i tuoi occhi di una luce spaventosamente bella. Ti dono il mio cuore perché sai maneggiarlo con cura e con amore. Ti dono me stessa/o perché è la cosa più grande che puoi donare a qualcuno.

  • 30 luglio 2014 alle ore 22:00
    Va gridato

    Mi sono arrampicato
    fin su la cima più alta dell' universo
    Ho gridato agli uomini e alle donne,
    ai venti, ai mari, agli astri
    che io amo te.
    Ho detto loro il dove
    è nato questo amore
    e verso dove vuole andare.
    Mi hanno chiesto a gran voce
    perché io avessi scelto te.
    Per quel sorriso luminoso
    che esalta la nostra essenza.
    Si son levate in coro le mani
    in pioggia di applausi...
    E' grande la fame di libertà!

     

    Si ha fame d'amore
    Per la libertà!

  • 30 luglio 2014 alle ore 21:02
    A Voi...menti illuminate

    Teste mozzate corpi mutilati

    e le orecchie a subire
    nell'intimo dell'Essere

    discorsi a "chiazze"
    nella selezione naturale delle parole

    con la falsità di maturare il talento
    e germogliare ibride verità

    E generare desideri d'odio estremo

    nelle immagini "racchiuse"
    tra le urla dei silenzi e i compromessi

    Atmosfere apocalittiche
    di cuori inondati da palpitanti emozioni

    a specchiarsi in menti "illuminate"
    che s'avventurano in viaggi d'interesse

    per impossessarsi dell'anima

    e far morire nella consapevolezza
    di lasciare in mani d'altri il proprio destino

    nel tempo che inesorabile
    china il capo a se stesso
    .
    cesaremoceo(c)

  • 30 luglio 2014 alle ore 19:22
    Stanco

    Stanco, come una musica
    suonata da troppi secoli.
    Stanco ma ancora in piedi,
    come uno ierofante ubriaco.
    Pago il riscatto ad errori
    fatti anni addietro, fatti
    innocentemente, come falena
    che tocca la fiamma e muore
    del suo medesimo capriccio.
    Soffiami via brezza marina,
    porta il mio pensiero lontano,
    ove la cella corporea possa
    infrangersi ed il sogno sia 
    libero da questo pesante sacello.
    Per ora son qui, steso sulla calda
    rena, con gli occhi chiusi e il cappello
    calato sul naso per non sentire il giorno, 
    la mente fissa in formalina onirica, stanco!

  • 30 luglio 2014 alle ore 19:21
    pensieri

    Stare fermi in attesa guardado gli altri

    passare, dagli angoli delle mie giornate lente,

    in cui un sole pallido irride i miei pensieri ed

    avvelena i figli storpi e gli aborti dei miei sforzi.

    Tempo e fatica profusi a tentere e a provare,

    evocando speranze ultime a morire ma prime

    nella fuga verso un orizzonte più limpido,

    verso un clima più freddo e meno amaro.

    Come vedremo noi il nostro domani?

    Saremo schiavi del nostro antico

    quietus immoto meridionale o, finalmente,

    ci svincoleremo da questa mentalità villica?

  • 30 luglio 2014 alle ore 18:28
    Pietre al cielo

    Giochi d'amore
    Tra anime sconosciute
    Passione inenarrabile
    Da fare male
    Intanto la vita scorre
    Su pieghe disperate
    Realtà che non difende
    Pietre al cielo
    All'oscuro
    Di te
    Della tua voce
    Di tutto il resto

  • 30 luglio 2014 alle ore 18:01
    Poche cose

    Poche cose
    Pochi attimi
    Spiriti inquieti
    Occhi di fuoco
    Su olivastri velluti di pelle
    Freschezza d'animo
    Voglia di vivere
    Nel pieno dell'attimo
    Riottoso e sensibile
    Anima sveglia
    In cerca di stimoli
    Grida di un cuore 
    Che vuole esplodere

  • 30 luglio 2014 alle ore 17:58
    L'ebbrezza

    Uomini appesi
    A gelidi aghi di cilicio
    Donne fertili come le terre bagnate
    Diluvi di lacrime
    Trascorsi innumerevoli
    Giorni aridi di deserto
    Figli lanciati al proprio destino
    Fiori grigi e secchi
    In un mattino d'autunno
    Occhi curiosi 
    Intenti a scorgere
    Luce dalla nebbia
    Mondi nascosti e impenetrabili
    Un colpo di fiato
    L'ebbrezza

  • 30 luglio 2014 alle ore 17:53
    Eternità

    Treni di desideri
    Carni misericordiose
    Capaci di tutto
    Gioie fugaci
    Come il tempo per l'uomo
    Alla ricerca di eternità
    Eterna è la bellezza
    Eterna è la casualità
    (Il caso che ci ha fatto incontrare)

  • 30 luglio 2014 alle ore 17:50
    Giù le maschere

    Presto un giorno le maschere cadranno
    Solo i palmi delle mani resteranno
    A cercare di coprirsi
    Ove prevalesse ancora
    La paura di mostrare
    Dei propri occhi
    La natura

  • 30 luglio 2014 alle ore 10:40
    La Vita

     
     
     
    Mai si apprezza ciò che si ha
    L’avidità di ricchezza
    Il desiderio di salute
    Regnano sovrane
     
    Nel quotidiano
    Si rubano amori
    Si arreca dolore
    E si riceve il male
     
    L’esteriorità per l’effimero
    Chiude i cuori alla riflessione
     
    Si fanno promesse
    Il peccato segue 
    La preghiera
    Dov’è il Divino?
     
    È la fine?
     

  • 30 luglio 2014 alle ore 10:38
    Nuvola Bigia

     
     
     
    Navigo sulle ali
    Di una nuvola bigia
    Nel cielo dondolo
    Come una barca
    In balia delle onde
    Macchiate di sole
     
    L’arcobaleno
    Mi rassicura
    E mi fa sognare
    Sotto le stelle
    E tra le lanterne
    Colorate di luna
     
    L’incantesimo
    Mi rapisce, e
    Mi consegna
    Alla notte per farmi
    Dormire e sognare
    Amori antichi e futuri.
     

  • 30 luglio 2014 alle ore 9:36
    Nel campo dei ricordi

    Quanto di buono come di cattivo
    fatto nel tempo del viver nostro
    qual opere gesta incontri scontri
    discussioni studio lavoro ed ozio
    giace lì nel campo dei ricordi
    sepolto negli anni a noi sta il
    tutto a luce riportare il terren
    smuovendo arando dissodando
    sol che la paura spesso frena
    questo qui sotto rivangare
    volendo solo le gioie ricordare
    e tener per sempre interrate
    le tristezze e le ore di dolore
     

  • 29 luglio 2014 alle ore 23:00
    Scrittura

    Isola a volte
    fra tanti pensieri
    di visi che si sentono
    smarriti, in quei cespugli
    riempiti di spilli
    che sbattono fortemente
    a ridosso di tempi impossibili
    da dominare, e scavare
    quando le onde odono venti
    facendosi cullare, dall'enorme mare

  • 29 luglio 2014 alle ore 18:54
    Paura Di Una Notte

     
     
    È notte!
     
    Dormono tutti
    Il sonno si nega
    Ai miei occhi
    Bagnati di pianto
    Nell’aria un silenzio tombale
    Il lugubre canto della civetta
    Il tic e tac dell’orologio
    La sola compagnia
    Il cane che abbaia
    La solitaria corsa di un auto
    Frantumano i tetri pensieri
    L’uccello del mal augurio
    Imperversa nella notte
    L’animo è in palpitazione
    La disperazione imperversa
    Sempre padrona della mente
    È la notte della paura
    E dei cattivi presagi
    Un brivido amico mi scuote
    Mi aiuta a desiderare l’alba
    Una camomilla
    Nuovi rumori
    Svegliano tutti
    Briciole di sogni
    Nella mia nuova vita.
     

  • 29 luglio 2014 alle ore 14:07
    La storia

    La storia, così falsata, della mia piccola vita,
    ciò che è avvenuto, è stato, che è soggetto
    a letture essenzialmente faziose, accresce
    l'indice al margine di un libro in cui s'assottiglia
    e acquista pregio quella parte che resta, la pagina bianca.
    Il tempo, è vero, usa inchiostri indelebili,
    e fra continui ripensamenti sono pieno di errori, refusi, cancellature,
    eppure in quel futuro che scema verso la soglia sempre mi proietto
    e quand'anche intravedessi un ultimo spazio atto a contenere non più d'una riga
    sento che un solo periodo può dotare di senso interi capitoli
    di vuota ostentazione e futili pretese
    e noia.

  • 29 luglio 2014 alle ore 13:17
    A ottant'anni

    A ottant’anni
    iniziare a scrutarsi dentro
    è come scendere una scala lunghissima,
    dalla soffitta fino ai cantinati,
    udendo ignoti piedi già battere sul tetto,
    ed è strano che in basso sia tutto così chiaro
    e illuminato laddove in alto c’è quella luce a sprazzi
    di un neon quasi scarico che pulsa,
    e in quell’andare lento con le mani strette
    alla ringhiera, ora mi chiedo,
    io che l’accompagno, se mai una risalita
    seguirà la discesa, o se ai vecchi si alleggeriscono
    le ossa come agli uccelli per essere da terra
    pronti a volare.