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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 26 ottobre alle ore 17:46
    Graffi...

    Non puoi vedere il mio cuore.
    È nascosto troppo bene.
    Lí in fondo ci sono troppi segreti e misteri.
    Un cuore che ha sofferto e lottato, ma ancora leggero e ricco di emozioni.
    I graffi sono tanti, alcuni troppo profondi, altri sono già guariti, diversi non guariranno mai.
    E tu ci sei in tutto questo. Sottile e pungente. Amaro e dolce. Ma sempre presente...

  • 26 ottobre alle ore 17:44
    Malinconica nostalgia

    Mi chiedo dove ci siamo persi.
    Dove è finita la strada che percorrevamo e che ci ha divisi.
    Il sole continua a brillare, ma in due angoli diversi del mondo.
    Ti rivedo accanto.
    In quella camera spoglia, ma piena di noi.
    In quel letto profumato, ricco dei nostri desideri e delle nostre passioni.
    E la voglia di fare l'amore con te, facendo sesso , mi riassale.
    Il corpo s'infiamma di quel languido tepore a lungo assopito.
    Tutto ciò che ricordo, è un momento di estatico piacere...

  • 26 ottobre alle ore 15:26
    La speranza è il mio spinello

    Solitario e spregiudicato nell'arcaicitá del mio pensare con i pensieri mai certi del loro domani in questo presente talmente breve che in un attimo è giá passato mi accorgo dell'assenza ormai cronica di nuovi eroi nella delusione di questo tempo giá povero di tutto anche di veri uomini E non mi stanco mai di drogarmi con la speranza nell'ardore degli urli acuti emessi dall'anima con i miei scritti a esser effusioni quotidiane chiavi d'accesso all'inconscio soggiogato dai tormenti intrinseche volontà di fantasiosi ingegni coltivati per strada lungo i viali disseminati d'incertezza in cui pensano menti precoci a mitigarsi le sofferenze nella dimensione della fede e ascoltarsi nelle risposte che arrivano dall'interiorità E vivo memorie confuse alla ricerca di un'unica Verità andare oltre i limiti della solitudine patriota amica-nemica dei momenti pallidi e colorati che ammantano le notti e i giorni . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 26 ottobre alle ore 14:10
    Distrutte foreste

    La mano dell’uomo
    sta distruggendo tanta vegetazione
    soprattutto in Amazzonia
    creando tragici disequilibri
    fermiamo questo scempio
    e non roviniamo la natura
    e non favoriamo
    la speculazione edilizia.
     

  • 26 ottobre alle ore 14:05
    Gabbia dorata

    Lievi ed eterei pensieri nella rabbia che può esser d'ognuno raccontano intensità misteriose frantumate in voluttà Sedotto dai silenzi m'acquatto spesso dietro vetri opachi a ritrovar la calma e placare i sussulti del cuore Con i pensieri a fuggire dall'intimità dell'anima scandaglio la mia creatività per scuotere le coscienze al ritmo di versi diversi da declamare in compagnia e celebrare da soli a far da contrasto ai vizi della lascivia che all'imbrunire della vita chiama a sè le notti nere d'ogni tramonto E rinchiudo il cuore nelle celle di lillipuziani moralismi a far compagnia all'anima reclusa con la speranza di far divenire quella prigionia la mia libertà . cesaremoceo Proprietà intellettuale riservata Copyright

  • 26 ottobre alle ore 14:04
    Scalpellature della mente

    Scribacchino esiliato nei versi luoghi di pietà e di pace mi raccolgo e mi disperdo nel pensiero di un futuro nell'ombra convinto che i miei versi saranno letti nel tempo dell'utopia quì spesso la penna vorrebbe cadermi di mano sommossa d'inaridito inchiostro Mi scorgo avviluppato in antichi ceppi a viver ancor di spezzoni d'esteta e di fervorose sensualità adagiate con amore sulla pelle delle parole tra gli occhi timidi della mia diversità E in questi intimi piaceri mi narro entusiasta nell'inquietante realtà che m'attornia . Cesare moceo poeta di Cefalù Destrerodoc tutti i diritti riservati

  • 26 ottobre alle ore 11:54
    Pane e mascarpone

    Filippo mangiava
    pane e mascarpone,
    mentre Nino malediceva il nonno
    che per un vetro rotto
    ci bucò il pallone.

    Berto lanciava le rane dal terrazzo
    mentre Paolino urlava come un pazzo.
    La sua Superga
    sopra un chiodo,
    come Cristo in croce,
    Checco glielo levò
    e la mamma di Paolino
    perse quasi la voce.
    Per lo spavento
    quasi svenne,
    mentre nella casetta di legno
    si tenne
    una riunione importante.

    Era un pomeriggio
    d’estate o d’inverno
    non importa.
    Lì il tempo era sempre lo stesso.
    Si usciva dopo fatto i compiti;
    Berto faceva sempre presto.

    Erano gli anni dove il vento
    soffiava sempre leggero,
    un piccolo mondo
    un piccolo paese dei piccoli,
    il nostro regno per davvero.

    Giocavamo a calcio,
    ci prendevamo a calci,
    ci aiutavamo come fratelli,
    eravamo belli
    per quanto ci volevamo bene,
    per quanto ci divertivamo insieme.

    Tutto questo
    nel nostro cortile,
    poi il sogno si spezzò
    quando a Gabriele venne in mente
    di parlar dell’avvenire.

  • 26 ottobre alle ore 8:03
    Proiettili volontari

    Istinti d'istinto filosofie empiriche che più scavano e più profondi trovano infidi abissi emarginati e eliofobici oltre la soglia di questa gioventù già vecchia da dimenticare se stessa in abbracci mortali . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre alle ore 16:42
    Campi

    Piangono morenti i campi
    e le foglie
    in un ultimo addio
    lente si mischiano al silenzio
    e scompaiono.
     
    Tra i colori dell’autunno
    ecco il bianco dell’inverno.
     
    (Inedita)
     

  • 25 ottobre alle ore 12:56
    Clausura spensierata

    Sento dentro l'anima il piacere di tradurre in versi tutte le ispirazioni che mi passano per la mente affinche' chi dovesse leggermi colga la fisicita' del mio dire Quella realta' anche spirituale che realizza momenti d'interiorita' e di creazione di prediche scritte e lette e che nella loro bellezza possano divenire ambasciatrici di passioni a durare nel tempo E vivo la mia clausura spensierata in questa eta' ormai strumento naturale per regalare al mondo la mia pace . Cesare Moceo poeta di Cefalù [email protected] Tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre alle ore 12:54
    La lunga notte di un poeta (dopo la festa)

    Scorrono piano le ore nella notte mentre il buio s'avvolge alla mente e una dolce cascata di stelle discende davanti agli occhi rivolti al cielo Sono qua seduto con lo sguardo perso senza fiato nella gola con la bocca asciutta e la penna in mano che non sa cosa fare "Meglio che vada a fare una bella dormita" mi dico mentre rifletto se andare o rimanere ancora lá a guardare il nulla E mi sento quasi un personaggio scomodo nei miei versi che potrebbero essere fermati e invece scrivo convinto come sono che l'inchiostro della penna gettato su un foglio sia l'unico elisir a esaltare la mia liberta' . Cesare Moceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre alle ore 12:51
    ... e Vui durmiti ancora...

    Mi basta un'immersione d'anima, per veder l'universo (Alda Merini) Mi diletto nel dondolar felice sulle altalene che costruisce il cuore nei suoi angoli di luce soffusa dal profumo di vita e d'amore E occhi torvi strizzano il guardare dissimulando invidie e reazioni guardando sottecchi a far finta di niente a sparlare al mondo d'amori confusi cresciuti in fretta da scarne amicizie o da inutili labili contatti che portano al tacere e all'ansimar di stelle ormai quasi spente nelle illusioni di sospiri profondi e nel piroettar dei sensi Luci flebili incorniciate di grigio candore a illuminar sentimenti e saettar piaceri in perduti silenzi Mi sembra di regalare al mondo la misura del mio imbarazzo quando dinamico e intelligente sento il soffio dell'indifferenza brutale e dissacrante sui miei scritti di luce e di ragione come tali da trasmettere ai posteri E nella furia di quel tormento in contrasto con la mia ironia abdico il mio prestigio e piacere in favore di una nuova era di passioni di emozioni di idee . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre alle ore 12:50
    Cettina

    "La vita è breve ed alla mia età si ha voglia soltanto di abbracci che scaldano il cuore e di sguardi che senza dir nulla ti fanno sentire sempre al sicuro" ( Concetta Cerniglia ) Nel mio bisogno di ricariche di solitudine esco con me stesso a far lunghe passeggiate solo con un libro sottobraccio come se sentissi dentro un bisogno naturale di rincontrarmi d'abbracciarmi e di parlarmi Ritrovo così il mio centro dove sono libero da vincoli a saltellar felice nel mio spazio gustar la bontà dei miei sapori e l'onestà del mio giudicarmi E mi giro e mi rigiro nei miei sguardi di passione fra sentimenti d'impotenza e desideri di felicità rivolgendo il mio pensiero alla coscienza che mi spinge con repentini scatti e nella pietà della mia sorte alla ribellione senza apatia con la volontà vincere le angosce e nutrirmi ancora della mia giovinezza E continuare a leggermi dentro nel puro piacere di farlo . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre alle ore 12:48
    I soli del mio Essere

    Grande allegria impregnata di riposo si risveglia umilmente con me al mattino sorprendendo l'intimità dell'anima sempre avvolta nelle sue ferite inferte dal sentire la futilità del vivere e dall'avvertire in coscienza di sé stessa il suo offuscarsi e dissolversi in sedimenti di quieta inquietudine E si struscia in quella brezza di piacere che la rende felice e calda d'amore e con lei tutto il miscuglio di soli che illuminano il mio Essere . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre alle ore 12:48
    Internamento libero

    Rifugiato tra le insenature della spiaggia in riva al mare sale l'incertezza dell'abisso incostante nel prestigio dei pensieri accesi E mi costringo a intraprendere ancora una volta il mio viaggio in fuga dalle persecuzioni dell'anima inseguendo le orme di sopravvivenza alle intemperanze dispettose della mente condizioni testamentarie a donare crudeltà senza salvezza e apolidismi ad anticipare lotte e grandi disagi intolleranze e esecuzioni E cerco la terra promessa nel mio internamento dove finalmente libero nelle mie intime risonanze vivo tranquille parentesi di felicità . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • Sfavillanti sfilate di supereroi ammaliano la mente in una sovrabbondanza di ferimenti a esalare ultimi respiri e rendere omaggio al mio fare guerriero per il quale ho perso tante battaglie con onore e dignità E apprezzo nuvole e saette ricurvo su pensieri sciancati a ricordare solerte com'era la vita quando vivevo il mio mondo da piccolo incosciente Venti d'odio infuocato arroventati in fornaci d'onore soffiano adesso dai deserti del Nulla a condannar nel disprezzo e rallegrar le buone coscienze alleggerite dei sensi di colpa E comunque basta dire ancor che in me leggete solo malinconia io dico di quel che m'accade nei modi che voglio e raccontarlo oltre che un orgoglio per me è anche un dovere Cesare Moceo © ® poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre alle ore 12:46
    Giorni d'autunno

    Son bui i giorni d'autunno d'un pulsare diverso a far scorrere nelle vene la noia mista al piacere nell'attesa di nuove sorgenti di spasimi nella coscienza di altre emozioni lacrime e passioni forze d'instabilità interiore affanni a assecondare pensieri fluttuanti di nuove felicità E continuo a camminare incontro ai tormenti sotto la pioggia senza alcun margine di riparo con la sola voglia di aprirmi ai desideri e credere ancora alla Luce del mondo . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre alle ore 12:45
    Notti

    " È Dio che stabilisce le difficoltà del cammino che conduce al suo dolce Amore " Notti, immerse nel silenzio, dove le ore scorrono lente, ad aspettare insonne e intriso d'angosce che sanno di compassione, un'alba che sembra non arrivare mai. Stigmatizzato, in quest'oscurità che esalta il vivere sfrenato, vittima mio malgrado di questa dolce violenza, donatami dal buio in un impeto di pietà melliflua con un inganno che non si vede, resto a struggermi e a pensare qua,in questo silenzio d'amaro amore, dove la vita viene risucchiata...asfissiata...sfinita E chiamo a raccolta i sentimenti . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre alle ore 12:44
    "... Oh! che spettacolo di gioia..."

    Brividi freschi di maestrale percorrono sensazioni ancora da realizzare ombre dell'Essere sogni d'amore tremuli tra le creste dell'onde sorridenti allo sguardo e all'anima sola con se stessa E in questo sentire s'addormentano i tormenti e fuggon le paure . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre alle ore 12:43
    Io, il mio gemello sbagliato

    Sfilo i sandali ai pensieri con cui ho affrontato le mie ripide salite, lasciandoli ancora andare completamente scalzi, a percorrere le strade invisibili del calvario che conduce in sé le sembianze di un sogno. Veli d'emozioni leggeri nell'attenzione dei sensi scendono a coprire colori e luci, esaltare le ombre e scaturire chiaroscuri nell'anima in sublime trascendenza verso fremiti e sofferenze per nubi che offuscano il mio sole e mi donano l'aspetto del mio gemello sbagliato . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre alle ore 12:42
    All'improvviso... il buio

    E sopporto pusillanimi gesti colmi di rabbia e d'invidia di silenzi che uccidono subdoli inganni di uomini che non m'appartengono Voi che godete di effimere luci che rabbuiano il cuore e illuminano l'ira Io invece a germogliare seme della mia follia... . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre alle ore 12:40
    Lo spettacolo della natura

    Alzo gli occhi al cielo, attirandomi le antipatie di nuvole e gabbiani, gelosi del mio sguardo a regalarmi alla vista quasi una rabbia nel loro muoversi al vento, a lodare se medesimi, per l'illusorie piroette e non l'orgoglio di libertà che la natura ha lor concesso. Ascolto inerme i dialoghi senza lacune che nell'alto garrire confermano quel dramma immaginato E danzano in quei vortici, mischiandosi gli uni alle altre disegnando coreografie di vita, mentre creste d'onde benefiche sorridono a quel vivere nei loro abbracci alla riva e al cibo che in essa apparecchiano . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre alle ore 12:39
    Letargia e risvegli

    Morbosa letargia prende i pensieri trascinandoli lenti alla deriva dolce cullare d'apatie malsane inutilità della mente colpevole della loro sorte a lasciarli vuoti gusci privi di sostanza D'improvviso d'incanto vibrazioni intense amazzoni redivive scaldano stramberie a spargere passioni profonde emozioni dolci intuiti gentili a ritrovar calore e verità . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre alle ore 12:38
    E mi aiuto a trovar parole

    Desiderio di passare per stupido mi prende quando leggendo i Grandi gusto la crema dello scrivere divenuto piacere diabetico in me consapevole nella percezione della mia malattia E scrivo per Chi ne sa di più con le mie cadute di stile folgoranti a entusiasmare la fantasia spiritosamente a amar il racconto senza ombre segrete della mia umiltà nella fede affermata e confermata di venire incontro a scambi dialettici senza farli diventare scontri tra titani . Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati

  • 25 ottobre alle ore 12:37
    Fremiti

    Non oso guardare al di là dei miei segreti e preferisco l'indugio d'ingannare me stesso in immaginarie eccitazioni dei sensi magie che avvolgono i pensieri a farli risplendere come diamanti lastricati d'oncie d'oro luccicanti E quegli attimi risvegliano contro ogni resistenza dell'anima inquietudini e aspirazioni nei gesti che mi perseguitano senza alcuna tregua rivelando tutte le mie debolezze In questa consapevolezza lascio a Voi la libertà di valutare l'intensità del mio Essere e preparare la dimora che ospiterà i miei versi e le loro assurde Verità Ma potete Voi disporre di un così alto intento? Da Voi che percorrete le vostre vie al pari delle mie e fate volare le emozioni alla stessa altezza delle mie mi lascio cullare nel mio abbandono per nulla timoroso dell'incenso che brucia i miei pensieri ancorché felice che il suo profumo nella sua fragranza colma di profondità dove incantesimi di speranze fluttuano felici al risuonare del nostro futuro ci avvolga e c'infiammi sempre e ancora insieme. E amarci nell'Eternita' Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ tutti i diritti riservati