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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 05 maggio alle ore 8:35
    Distopia

    Cercano 
    dov’è il possibile 
    con la speranza controvento
    parole caricate a salve
    che salvino dai cedimenti,
    dal viso grave di Madame
    donatrice di approdi 
    e viaggi di pietà. 
    Molto o poco il tempo
    ai fiori di palude 
    che petalo per petalo si danno
    colmando limbi d’incompiuto.

    Tu forse non lo vedi 
    qualcuno è qui ti veglia 
    un’orma lieve 
    scisma di corridoi
    dal cielo nero ti protegge
    sofferto coagulo di gelo. 
    Ci dissero
    di aver cura di noi 
    di chi andrà via per primo.
    Di uscire 
    quando eravamo pronti.

    (ispirata a "Non lasciarmi", di Kazuo Ishiguro)

  • 04 maggio alle ore 18:05
    L'aviatore

    Ignoto aviatore,
    tormentato dal rimorso
    venuto sul luogo del massacro.,
    con la croce sul dorso.
    Una giornata limpida
    non oppressa dalla nebbia.
    La nera croce
    non vidi
    scolpita sul tetto.
    Sganciai a volo radente,
    quella bomba assassina.
    Il pianto dei fanciulli
    risuona stridente.
    Ogni capello
    del mio capo,
    conosce la sofferenza.
    I cimiteri sono pieni
    delle mie colpe.
    Cadaveri inumati
    disseppelliti dal peccato.
    La condanna 
    di vivere in eterno
    lontano da Dio
    e dai fanciulli.

  • 04 maggio alle ore 9:50
    Vieni

    Sicuro arrivi
    hai preso la chiave sotto il vaso
    la porta, il solito soffio 
    quando vai lontano e quando torni
    un segno di congiunzione
    la voce del rumore che soli sentiamo
    in un modo liscio, come passare il vuoto

    Di spalle, mi attorciglio un boccolo
    sottilissimo -non sembra a te, siamo in un giro stretto-
    come se l'aria non dovesse muoversi
    per non diminuire il noi
    Sorprese, agguati, grandi bagliori 
    Insistono

  • 04 maggio alle ore 9:30
    Inutile eroe

    Via conclusa
    nel disonore
    di una disfatta.
    La truppa ammutinata.
    tanti soldati
    giacciono esanimi
    nella vallata.
    E i famelici lupi
    canteranno vittoria.
    Strazieranno quei corpi
    pezzo per pezzo.
    Festa baccanale,
    succulento banchetto.
    Il superstite catturato.
    Lungi interrogatori
    e torture.
    Non rivelano bellici 
    segreti.
    La vita erge monumenti
    agli eroi ignoti
    Ripudia 
    quelli in carne ed ossa.

  • 03 maggio alle ore 17:24
    La piccola rosa

    Una Voce nel Vento,non ha identità,non ha nome, rimane in Silenzio ad ascoltare la voce dell'anima. 
    Ferma in Silenzio ascolto le parole nel Vento,mi piace la rugiada all’alba e  il sole del mattino
    La piccola rosa é regina nell’angolo del suo
    giardino purtroppo non sapeva sognare, aveva bisogno
    che qualcuno sognasse per lei ammirandola.
    Vittima della felicità d’un attimo,
    il destino delle piccole rose che non
    hanno abbastanza musica nell’anima per sognare
    Le piccole rose devono sperare che i loro
    sogni siano così forti da trasmetterli col profumo,
    così chi le coglie lo fa con perché le ama
    perché la fantasia è il momento in cui possiamo consolarci
    e sognare a occhi aperti,immaginare il futuro che vogliamo
    annusando il profumo delle rose.

  • 03 maggio alle ore 16:39
    Ossa

    Ossa consunte
    riposano 
    in fredda dimora.
    In aperta campagna
    trovarono eterna sede.
    Qui neanche
    una stella per esse
    brilla.
    Nè un essere umano
    vuole passare
    feccia reietta dal 
    mondo.
    Ossa imperscrutabili
    all'ennesimo linciaggio.
    Violenza immane
    osa scalfire
    ciò che per tutti
    è un cane.
    Ossa entrate
    nella pace di Cristo,
    col cranio mirante il cielo.

  • 03 maggio alle ore 16:34
    I platani non se ne accorsero

     
    Mano d’alba talentuosa
    dipinse nuovissime luci
    su larghe chiome assonnate
    di platani assai infreddoliti.
     
    Avevano il respiro quieto
    di chi si aspetta l’abbraccio del sole.
     
    Ed era già mattino quando
    silenzio e fruscio di brezza
    colmarono da subito i vuoti
    tra un tronco e l’altro ancora brinosi.
     
    Fu, quella, tenera solitudine
    fino al primo grido d’arrotino.
     
    Poi si sentì un gran vocìo
    di bimbi o forse loro madri,
    il netto profumo di brioche,
    il fragore di una saracinesca.
     
    I platani non se ne accorsero,
    calde ormai erano le foglie.
     
     
    *
    Data di stesura 08/06/2013
     

  • 03 maggio alle ore 15:30
    Endiadi

    L'ho vista la tua casa:
    tre pianeti uno dopo l'altro
    come bambini tremendi
    a cancellare vie di fuga.

  • 03 maggio alle ore 11:25
    In marcia per la pace

    Due amici
    i viaggio per la pace.
    Ill treno di poche carrozze.
    I posti in piedi eran tanti.
    Si contesero i viaggiatori
    quei pochi spazi vacanti.
    Dalle parole sconnesse
    alle grida paurose.
    dalle minacce verbali
    agli oltraggi ignominiosi.
    Bastonate volarono
    tra i contendenti.
    I due amici
    restaron sani e svegli;
    <il locomotore marciava
    senza manovratore.
    Qualche mano anonima
    aveva sganciato dal treno
    tutte le altre carrozze.
    La stazione PACE
    attende invano
    l'arrivo di quel convoglio.

  • 02 maggio alle ore 21:18
    Ho incontrato un amico

    Non ho più cuori
    dove ficcarmi

    si lamenta
    la freccia scagliata da Cupido

    "Il mio andar è divenuto
    una corsa ad ostacoli
    a scansare odi e tradimenti"

    Spira bufere
    di finte passioni

    Io scirocco

    adducendo forte
    ogni emozione

    al cuore dolente

    mentre la mente gode
    sorretta dalla ragione

    e l'anima percossa
    sopporta acuti affanni

    con le sue lacrime
    a scorrer invano

    E le notti

    quando alle ore
    arse dal di già scorso

    la luna
    il fresco estivo infonde

    mormora d'azzurro

    il mare

    scintillando tra le grevi onde

    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 02 maggio alle ore 21:15
    Per amor vostro, non tacerò

    Ossessionato

    dal desiderio di ritornare
    a chi non ha avuto la mia stessa fortuna

    gran parte della passione che è in me

    getto fiumi d'inchiostro
    a destra e a manca

    su ciò che mi capita prima

    E così ritrovo dovunque
    fogliettini di carta

    sui quali ho annotato idee e pensieri

    firmando in momenti di scrittura
    il loro matrimonio

    e là manifesto la mia libertà

    in omaggio alle prese di coscienza
    che m'avvolgon l'anima

    in favore di altre anime
    dalle capacità intermittenti

    E se questo mio scrivere

    essenziale popolare
    reale e narrativo

    molte volte alternativo
    a dimostrare la mia vitalita'

    nella rinuncia ad ogni ambizione

    avrà commenti impertinenti

    esso stesso condurrà
    a pensare ragionare e convincere

    Ora io non so dove e con chi
    mi metterete in questi anni duemila

    col mio linguaggio

    aspirante al classico e al romanzesco

    l'unica cosa che so e' che i miei versi
    nel loro bisogno di divenire sogni

    sono le domande e anche le risposte
    che si pone e si da la mia coscienza

    ...per me... per voi... per tutti
    .
    CesareMoceo poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

    Dipinto di sublime significato sociale
    del Prof. Maestro Pittore Giuseppe ForteAltro...
     

  • Attingo

    dai libri d'un mio amico
    di qualche secolo fa

    l'insegnamento bellissimo
    d'amare la vita

    in cui non fosse spettacolo

    né il dolore della miseria
    né l'invidia della ricchezza

    E così

    nell'anima del fanciullo
    che vive ancora in me

    sopporto sentimenti

    che s'aggrappano dolorosamente
    ai tormenti quotidiani

    lezioni dure ma vitali

    a farmi comprendere
    gli insegnamenti necessari

    per viver ogni esperienza
    dentro aloni d'euforie

    e farmi divenire
    eroe del mio tempo

    anche se avvolto

    nelle candide nebbie
    delle false illusioni

    E in questo finto entusiasmo

    arrivano crisi esistenziali
    a ingannare le menti più deboli

    nel disprezzo
    di tutto ciò che è arte

    Là resto invischiato
    con demagoghi poco intelligenti

    che convogliano
    alla propria convenienza

    sbandati d'ogni ceto

    e in quella spietata realtà
    uccidono qualsiasi talento.

    E non mi resta altro
    che ringraziare questa disumanità

    perché nella mia solitudine

    la sua demagogia

    diventa povertà da ricordare
    quanto meno per non annoiarmi
    . © ®
    Cesare Moceo
     

  • 02 maggio alle ore 21:10
    Incroci d'effimera naturalezza

    Sguardi sotto le ciglia

    torvi

    parvi di felicitá

    nelle strane espressioni d'occhi
    raccolti tra le rughe imposte dalla vita

    Gioie e dolori

    a creare incroci
    di naturalezza effimera

    sentimenti di cuori angustiati
    imbarazzati dal non aver più amicizie

    che cercano con affanno
    àncore di salvataggio

    in ricordi d'armonie già vissute

    che nulla può distogliere
    dal plagiarne il vedere

    ebbrezze già finite

    spasimi d'odio

    a travolgere il ritmo mutevole
    dei pensieri e delle passioni

    che in sé si conchiudono e si placano

    e al di là di esse le verità dell'anima

    volutta' morbose
    e tormentati pervertimenti dei sensi

    traspaiono

    attraendo eccitanze e oscurità non riconosciute dalla coscienza

    E così " l'aria si incendia in splendori quasi irreali di luci e di tinte quando il giorno tramonta "
    . © ®
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
     

  • 02 maggio alle ore 21:06
    Volo ancora dentro al mio cielo

    Carattere difficile

    spirito polemico

    scrivo le mie azioni
    e il mio pensiero

    specchio che riflette
    la mia volontà insurrezionale

    sipario alzato
    sui quadri di luci intense

    della grande passione
    che alberga nel mio cuore

    E in questa varietá d'intenti
    conciliarne la pazzia e la saggezza

    Io rintanato
    nel mio castello di parole

    protetto da me stesso

    m'affaccio senza bruciarmi
    nel fuoco della mia memoria

    nei miei versi
    soffocati da certe polveri cancerogene

    che insudiciano il corpo e lo spirito

    E m'assalta ogn'ora la domanda
    “io,perché poeta in quest'epoca di miseria?”

    insidioso malinteso a cui rispondo

    con l'estremo piacere
    di conservare le tracce del mio spirito

    che è quello di tutta la mia vita

    nel ringraziamento a Dio
    d'avermi donato il fertile terreno

    nel quale coltivare la mia passione
    .
    CesareMoceo [email protected]
    Tutti i diritti riservati
     

  • 02 maggio alle ore 21:04
    Ogni vivere ha i suoi vantaggi

    Sento nauseato
    nell'aria intorno
    quel vago senso
    d'illusoria saggezza
    che tormenta
    e rende piccoli piccoli
    E in quell'inganno
    mi vedo quasi spinto via
    senza alcun conforto
    nè lusinghe al cuore
    che nel suo battito discontinuo
    è diventato ospite desiderato
    lasciato al consenso
    di vivere di bizzarrìe
    nell'ostinazione a cui
    non vuole sottrarsi
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 02 maggio alle ore 21:02
    Compromessi e contaminazioni

    Rileggo i miei scritti
    nell'illusione di dar
    parziale risarcimento
    in dono alla mia vita

    per le notti insonni
    e le privazioni
    che in quel buio
    subisce la mia anima

    ferita nell'umiltà
    genuflesssa alla pietà
    e con lo sguardo al cielo
    a segnare il mio percorso

    Carezze di Dio sulle mani
    a impormi di scrivere
    nuove trame della vita

    nel conflitto eterno
    tra le passioni
    e il dovere di vivere

    E sorrido amaro
    pensando alla blasfemia
    di questo mio pensiero

    certezza del mio esistere
    e alibi inattaccabile
    delle mie sconfitte

    Nè mi rallegrano più
    i momenti di catarsi
    scaturite da epiche parole

    pronunciate nello strazio
    di un tempo che non è
    e che non tornerà più
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 02 maggio alle ore 21:01
    La libertà d'amare

    Aspetto il mio domani

    come dovesse arrivare
    il più bel giorno di festa

    e in quest'attesa fremente

    mi riempio di vita
    nel mio libero pensare

    nell'amore che m'apre gli occhi

    Si può aver accresciuto
    ogni conoscenza

    nella trascendenza dell'uomo

    a manifestarsi
    in rispetto di ciò che ci circonda

    attraverso mille pensieri
    di mille menti eccelse

    Ed è là però che si perdono
    la consapevolezza dei propri limiti

    l'obiettività e l'onestà intellettuale

    quella che dovrebbe
    farci prendere coscienza

    di sapere di non sapere

    E invece

    nel complesso rapporto
    che abbiamo con il mondo

    i giudizi sono diventati
    il nostro pane quotidiano

    che ci nutre il corpo e la mente
    nella cattiveria dei pregiudizi

    temporanei pensieri sul prossimo
    a demolire tutto il nostro Essere

    e assassinare l'anima

    E mi esalto d'acclamare
    quanto meno la libertà d'amare
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 02 maggio alle ore 20:59
    Potrò mai?

    Chi vive di poesia
    Non morirà mai di vecchiaia
    (Luisa Simone)

    Potro' mai udire
    il timore dell'indifferenza
    che cura il mondo
    e ne stravolge le menti ?
    Potro' mai sentire
    il rumore del silenzio
    che zittisce il mondo
    e ne determina le guerre?
    Potro' mai vedere
    nei volti degli uomini l'allegria
    che uccide tutte le incertezze
    e ne illumina le rughe?
    Potrete mai
    Voi ascoltare me
    che non dico piu'...potro' mai?
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù [email protected] Tutti i diritti riservati
     

  • 02 maggio alle ore 20:56
    L' ancora salvifica

    Mi dondolo

    fermo

    su questa sdraio

    seduto col mio libro in mano
    aperto a pagina sessantacinque

    a leggermi nel mio fare
    per sfuggire al tormento dell'Essere

    col rispetto pasciuto

    d'apprezzare ogni confidenza
    con l'anima e le sue ragioni morali

    nel suo superbo contegno

    specchio appannato

    del "bizzarro" stare a contatto
    a ansimanti respiri

    E mi tengo lontano dai desideri

    ormai ammaestrato alla vita
    e all'accettazione

    della schiavitù che comporta
    questo sentirmi libero nel buio del mio dire

    Fiumi amari a scorrermi dentro

    rimpianti coperti da coltri d'emozioni

    a condannare all'oblio
    il cuore impazzito

    che batte ancora
    tra le pagine aperte del godere

    in nostalgie d'altri tempi
    a far capire dove è andata la vita

    Io aquila reale
    sempre in volo a cercar la verità

    con i sentimenti a farmi da corona

    plano rapace su di voi ogni dì

    anime benedette del mio vissuto
    ornato da pensieri e parole

    ricevute in dono e divenute
    placide onde su cui naufragare

    Voi che siete

    alimento naturale
    d'ogni mia calma interiore

    E a tutti voglio dar ristoro e conforto

    abbeverandovi

    alla linfa inesauribile della mia passione
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservatiAltro...
     

  • 02 maggio alle ore 20:54
    Quel che resta dei giorni

    "Rimangono così le parole,
    a rotolarsi tra i giorni"(Cristina Gangale)

    Mischio per mia natura
    ciò che mi giova
    a ciò che mi nuoce
    nella memoria
    di tumultuose passioni
    Giorni d'intermezzo
    a intrattenere il vivere
    in raccoglimenti umilianti
    a sbollire ebbrezze già scorse
    e far della sopportazione
    la miglior religione
    che potrà apparire al mondo
    degna di stima
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 02 maggio alle ore 20:52
    Al di là di un'ombra

    Fasci di luce
    perdono lucidita'
    all'insorgere del tempo
    senza rancori ne' rimpianti
    felici anzi
    d'avere piu' spazio
    per manifestare
    la loro ombra
    e le sue passioni
    Allegre grigerie
    a esaltare emozioni e desideri
    nel piacere di specchiarsi
    in quell'evanescenza
    e brillare ancor di piu'
    al di la' di quell'ombra
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
    Foto di Cinzia Marsala

  • 02 maggio alle ore 20:49
    Cosi è...

    Aggiorno convinto
    d'espormi a lodi e critiche

    tra frivole incisioni d'etichette

    a far da cornice
    alla mia già consumata ironia

    Accetto
    certi capricci di gelosie

    scevre di passione
    e pregne di torbidi piaceri

    a stuzzicare le mie ore
    e guardar con disprezzo i giorni

    e il mio vestir di semplici fantasie

    E compatisco
    negli occhi intrisi di vita

    in lacrime silenti
    di desideri e sospiri

    Ma tant'è...senza rimpianto
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 02 maggio alle ore 20:48
    Non bevo più "Vecchia Romagna"

    Nel tempo

    calan nella mente

    desideri e passioni

    un inverno che arriva
    con tutte le sue tempeste

    E gia' vivo spente giornate
    con l'anima cosparsa di rughe

    segnato

    pallido

    stanco della vita vissuta

    e esposto alla corrosione dei tormenti

    negli aneliti di infinito che la mente evoca

    E nella pochezza d'essa

    superare e trascendere
    da queste condizioni
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati
     

  • 02 maggio alle ore 20:46
    Signori... a Voi l'indifferenza

    Ideali

    perduti nel tempo

    mutilazioni dei pensieri

    ad angustiare il dire
    fino a lusingarne i difetti

    cercando di guarirli
    mettendoli in bella vista

    per apprezzarne il valore

    È in questa irritazione

    preferire di starsene da soli
    e godere tranquilli

    della libertà d'infischiarsene
    ...del mondo
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • Dove non arrivo con i gesti,ci pensa la fantasia

    Sveglio

    a pensare e sentire dentro
    tutta la caducità della vita

    ascoltandone le musiche stonate

    con la mente
    a soffrire sventure suggestive

    timori e speranze

    che a un certo punto
    crescono nell'aridità dei giorni

    perdendosi
    in oscure indifferenze

    E piacevoli volontà
    irrompono immediate

    a dar silenzio a quei pensieri

    mentre nuovi stimoli

    sobillano la coscienza
    invitandola a distrarsi da se stessa
    .
    Cesare Moceo poeta di Cefalù
    Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati