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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 11 luglio alle ore 20:40
    Poesia Tanka

    sguardo flebile alito gaio d'etra eco di stormo, schiudo glume sul muschio perle di tenue luce.

  • 11 luglio alle ore 12:48
    Il profumo di te

    Il letto disfatto.

    Sento ancora
    il profumo
    della tua pelle.

    E la tua voglia di restare.

  • 11 luglio alle ore 12:35
    Frammento

    Oggi
    il sole è in tutto il suo
    splendore

    Eppure c'è un neo...
    Tu non sei qui

  • 11 luglio alle ore 12:33
    Cercare o trovare?

    “Dimmi, cosa cerchi
    nei tuoi passi nel mondo?”
    “Non cerco più niente,
    neanche più una voce
    che mi dia conforto
    o, forse, spero che
    da qualche parte segretamente
    quella voce ci sia per me
    e che si materializzi
    e diventi consistente.
    Cerco qualcosa che non sia
    deludente,
    per questo in fondo
    non cerco più niente,
    ma posso sperare almeno
    di trovare,
    perché colui che trova
    è quieto e sereno,
    inaspettatamente gli appare
    quello che aveva perduto
    o quello che gli aprirà nuove porte.
    Colui che trova
    potrebbe avere più fortuna,
    ma in realtà non sa se troverà
    un sole all'orizzonte
    o una notte senza luna”.

  • Cammino, cammino,
    voglio raggiungere l'infinito
    che ho trovato nei tuoi occhi,
    mentre avevo il cuore sparso
    in frammenti
    e la voce chiusa
    in una ferita d'amore,
    col sangue infetto mischiato
    ad una pura illusione.
    Cammino e penso
    a quel bagliore accennato
    sopra al tuo viso,
    che sembra alternarsi
    alle ombre notturne
    di un paradiso.

  • 10 luglio alle ore 10:35
    Sotto la pelle

    Ho un'isola sotto la mia pelle.
    Correnti d'acqua
    scorrono attraverso le vene e le arterie
    mi portano a scivoli di silenzio.
    Sotto la pelle più dolce
    ci sono cascate di zucchero e sale
    La notte mi porta fermento
    Scorrono venti di carezze
    nelle ragnatele del desiderio 
    esplodono i sensi.

  • 09 luglio alle ore 19:38
    Finalmente il vento

    Mattino, a cantare in me stesso, come fan gli uccellini nei nidi, al sorger del nuovo sole. Annuso a ampio respiro l'odore salmastro del mare a rallegrarmi le narici, affacciato sull'uscio di casa, ciglio incerto del mio vivere, attesa bellezza dell'alba nel vento fresco finalmente a smorzare l'afa con la sua brezza intrigante e spazzare le delusioni vissute negli inutili ieri. E mi soffermo a pensare a come sarà il futuro, miraggio racchiuso negli occhi, ombra sfumata dei sogni nello sguardo lasciato sul mare. . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 09 luglio alle ore 18:18
    In assenza di parole

    In assenza di parole
    un amore può continuare
    nel suo angolo segreto,
    dove il cielo può avere
    nuvole bianche nel suo azzurro
    o pioggia che scende
    sopra i campi
    e sopra le malinconie
    accompagnate da un tramonto.
    In assenza di parole
    il silenzio ricopre
    stanze misteriose,
    in cui troviamo strati
    di emozioni e sentimenti
    che si riversano negli occhi.
    In assenza di parole
    può arrivare una solitudine
    che rivela quello che
    tra gli altri si tace e si cela.

  • 08 luglio alle ore 21:25
    Nel calore di questo meriggio

    Scrivo; e mi sembra di portare in spalla i miei versi, mentre mi vedo in equilibrio sopra una cordicella sospeso nell'aria senza rete di protezione. E nell'apprezzarmi in quella situazione, mi sento avvolgere da attimi di paura, pensieri intimi aggrottati che s'insinuano fino a farmi perdere la lucidità interiore. . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 08 luglio alle ore 21:22
    Noi Poeti

    Abbiamo tutti la stessa sfumatura d'elevatezza d'intenti che rende la nostra sensibilità profonda e commovente E non buttiamo mai qua e là a casaccio il nostro pane quotidiano, tanto per aver la bocca libera d'esprimere i sentimenti, vivendo i giorni straziati di viva malinconia, nella follia dell'anima, ossessionata e applaudita da quel che lasciamo al tempo inesorabile e infinito. . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • Oh!...ma buongiorno mia amata anima, spumeggiante e brillante incontenibile e unica; come te nessuna! Volutamente mi discosto da ciò che mi fa star bene per non soffrire ancor di più; belle e intense di verità sono le tue emozioni e piene d'amore verso chi hai d'importante nel tuo vivere. Così i miei battiti perdureranno sfuggenti la realtà, al fondo di ogni intimo sentire, qual fossimo assieme divenuti due abissi di vita, pozzi aperti a fissare il cielo. . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 08 luglio alle ore 21:18
    E se

    E se anche un giorno, dovesse accadere di non aver più fantasia e il grigio, ammorbare l'estro, di certo ne patirò nostalgie, non perché quel futuro potrà essere una vita frustrata ma perché nel tempo che verrà il mio passato, per quella soave mancanza, sarà la vita che più non avrò. E chiedo già fin d'ora a Dio di difendermi la mente dalle amarezze e anche dall'infelicità di quel probabile mio nuovo calvario. . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • Nullità tonante , cretino fosforescente! Effeminato poetino, ciarlatano, vermiciattolo. Eh si finezze prelibate i poeti del passato, sembran proprio vuoti a perdere! E non potè essere soltanto la gelosia a far conoscere al mondo certe loro intime genialità. Ed è finita così, con pesanti macigni a sovrastare le idee anche con termini meschini ed imbarazzanti! . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 08 luglio alle ore 21:16
    Futili fraintendimenti dell'interiorità

    Vorrei aver vissuto in un'epoca diversa, che forse sarebbe stata migliore proprio perché diversa, perché non avrebbe avuto nulla di moderno, di oggi, un'epoca inedita, di differenti valori. Vorrei, anzi avrei voluto, ma non è stato possibile, perché ogni epoca ha e sempre avrà lo stesso sole al sorger nell'alba e risplender quando si fa giorno, uguale tutti i giorni, e ha e avrà la stessa luna a brillar di notte quando la notte scende, uguale tutte le notti. . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 08 luglio alle ore 21:15
    Quando gli occhi piangono

    Siamo vetrina di speranze costrette a esporre falso ristoro, mentre nell'anima risuonano forti gli echi del soffrire; siamo conseguenza imposta di un comune inizio in una vita senza risposte, cerchiati tutti dalla stessa finta luce. E intanto il mondo va avanti, con i pensieri a spingerci ancora da qualche parte, là, dove ci portano i sogni, dove forse riusciremo a comprender col cuore, che solo l'occhio che le piange sa cosa nascondono le lacrime. . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 08 luglio alle ore 21:14
    Sigilli d'intimità

    Pensieri costernati, sopportati con avidità come sigilli interiori, scoprono presto il peso del loro valore al festeggiar dei giorni; intrepidità d'anima che portano la vita addosso a proteggerla e raccontarla. E appassirla di gentilezze nella volontà di capire cosa è veramente l'Inferno. . Cesare Moceo destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 08 luglio alle ore 18:37
    Il cavaliere templare

    La croce,
    la spada,
    la rivolta,
    il tesoro,
    la missione
    e la Terra Santa;
    il monaco e cavaliere templare
    combatte le Crociate
    con il Cristo nel cuore,
    rincorrendo segreti,
    reliquie e testi sacri.
    Vive d'onore nei suoi gesti,
    fedele e coraggioso
    s'avventura
    impavido e saggio
    nel tortuoso viaggio
    dall'Occidente all'Oriente,
    avanzando tra i popoli
    senza contraddizioni
    e si forma la Storia
    dentro le religioni.

  • 08 luglio alle ore 8:22
    Nella casa del sonno

    Nella casa del sonno
    mi ero smarrita
    e i tre figli di Ipno
    lì mi hanno ospitata.
    C'era Morfeo che di notte
    prendeva la forma delle persone,
    portando con se papaveri
    con cui sfiorava le palpebre
    di chi dormiva,
    provocando illusioni più che poteva.
    Poi, c'era Fobetore,
    colui che gli incubi personificava,
    dove animali arrivavano a fare paura.
    Infine Fantaso appariva
    ad animare gli oggetti e i paesaggi.
    Viaggiavo tra i miei sogni perduti,
    a volte, ero in un precipizio,
    a volte, in volo e cantavo
    sopra l'abisso.
    Ero rimasta a sognare
    per non tornare nel mio dolore,
    ma nella realtà avrei potuto
    ancora amare,
    con il coraggio che scorre nel petto
    ed un paio d'ali da indossare
    al giusto momento.

  • Oggi voglio provare a raccontare un quadro:
    un uomo di spalle che si staglia
    su un misterioso orizzonte,
    dove si scorgono le cime di montagne
    e nebbia intorno
    a provocare l'occhio
    di chi meravigliato osserva.
    E' il viandante nella nebbia,
    il romantico viaggiatore
    che viaggia per scoprire dentro di se una strada
    congiunta a mille emozioni,
    è colui che attraversa luoghi impervi e sublimi
    e scala montagne
    per raggiungere sguardi diversi,
    sempre più alti,
    sempre più spirituali
    e che alle sue spalle dimentica
    le ombre nel cammino,
    puntando alla luce che
    al suo animo rivela il suo infinito.
    Il pittore conosceva strade segrete
    e orizzonti nascosti,
    venti di ebbrezza e solitari percorsi,
    dove ogni uomo col proprio impeto
    cercava di obliare l'oblio,
    lasciando simboliche tracce di eternità.

     

  • 07 luglio alle ore 14:01
    Mentre la vita passava

    Cercavo il cielo
    negli occhi dell'altro,
    cercavo un respiro
    di puro conforto.
    Il dolore che ho
    lo porto con me
    in ogni mio passo,
    non è per vanto,
    ma è per essere ebbra
    della verità di questo
    colpevole mondo,
    fatto di storie vere ed assurde
    o imbrattate di oro,
    corrotte, lucide e finte.
    Cercavo la strada giusta,
    mentre la vita passava,
    l'arcobaleno dietro la mia casa
    mi ricordava di una promessa
    che il cielo ha fatto all'essere umano
    dal male lontano.

  • 07 luglio alle ore 11:23
    Paesaggio

    Ascolto ciò che non ha voce.
    E questo mare.
    E questo cielo.
    Dimorano in me.
    Presto o tardi
    anch’io
    farò ritorno
    a casa.

  • 07 luglio alle ore 7:47
    Voglio provare a guardare la vita

    Voglio provare a guardare la vita
    dalla finestra che nascondi
    dentro il tuo mondo,
    voglio provare a scoprire
    un tuo sogno,
    riuscire ad ascoltare il racconto
    che hai narrato nel sole,
    nella pioggia e nel vento.
    Voglio provare a portarti
    sotto i disegni delle stelle
    e cercare di disegnare il tuo volto,
    voglio dormire al tuo fianco
    e affidarmi soltanto a quello che sento.

  • 06 luglio alle ore 15:41
    Dio ha parole

    Dio ha parole, stravolge pezzi 
    in versi, che son luminosi
    e necessari a volte
    apparire diversi dentro il tempo 
    dell'universo sottilissimo pensiero 
    divino
    Un libro da aprire e sfogliare è lui
    con tinte dai sapori caldi 
    di un padre presente
    e costantemente impegnato
    nei diari delle vite consacrate
    in passi azzardati 
    dietro amici del dolore che macabro è
    ma ammiratori ne ha
    distruttori, delle anime perbene
    nelle ombre, divenute silenzi

  • 05 luglio alle ore 13:19
    E così via

    E così via

    E’ quando ti volti indietro

    che accusi il tempo,

    che restituisci colore al colore

    odore all’odore

    e così via…

    Sensi o sensazioni,

    il rumore cupo del cuore

    che sbatte contro la ragione

    che ridona la vista

    ricorda la memoria

    smentisce ogni impegno

    in nome della semplicità

    delle piccole cose

    ...che hai vissuto inconsapevole

    e così via…

    Ho impegnato il mio tempo

    ignorandone il suo oceano

    come fossi un pesce

    interessato solo a nuotarci dentro

    dimenticando che

    la sua misura sono

    le trasformazioni.

    Si posano addosso, esse,

    come neve che si squaglia

    non appena decidi di utilizzarla

    e così via…

    Il tempo però che ho perduto

    per il mio amore

    per il nostro amore,

    ha reso importante il mio tempo

    ed è solamente...mio

    ed è solamente ...tuo

    e così sia…

    Luciano Capaldo

     

  • 04 luglio alle ore 23:39
    Stasera ho guardato le case

    Stasera ho guardato le case
    dalla strada percorsa nel vento,
    stasera ho sentito un qualcosa
    di malinconico e sereno
    nel guardare certe finestre
    addormentate
    o col bagliore di luci tranquille.
    Tutto intorno sembrava
    immerso in un profondo
    e dolce riposo,
    un richiamo al silenzio
    e, poi, alle voci
    di un celestiale coro.
    Tutto sembrava un dormiveglia
    sulla strada verso casa,
    l'estate mi aiuta a trarre più vita.