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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • La fortezza

    Sentinella di una fortezza nera
    nel crepuscolo dei giorni,
    un vento gelido colpiva le rocce dello strapiombo.
    I maghi invisibili porgevano messaggi infidi di pena.
    Strariparono i venti quando un angelo invisibile
    tese le mani verso la pietra malata.
    Il vento nero usciva dal villaggio corroso e non si fermava,
    cercava un sedile per spogliarsi del suo turbine vanesio
    e appuntava, appuntava verso loschi quaderni fuggenti.
    Siede l’angelo annerito nella solitudine della pietra,
    aspetta il fascio argentato dall’altezza impalpabile.
    Vinto l’oblio del villaggio,
    l’incantata rosa di angustie frantumava
    e franava l’acqua aggrumata di sale e silenzio.

    La fortaleza

    Sentinela de una fortaleza negra
    en el crepúsculo de los días,
    un viento helado golpeaba las rocas de los acantilados.
    Los magos invisibles alcanzaban mensajes infidentes de pena.
    Se desbordaban los vientos cuando un ángel invisible
    tendió las manos hacia la piedra enferma.
    El viento negro salía de la aldea corroída y no se detenía,
    buscaba un asiento para desnudarse de su turbulencia vana
    y apuntaba en confusos cuadernos huyentes.
    Se sienta el ángel pardo en la soledad de la piedra,
    espera un haz plateado desde alguna altura impalpable.
    Vencido el olvido de la aldea,
    el hechizo de la rosa de las angustias se despedazaba
    y se derrumbaba el agua grumosa de sal y silencio.

     

  • 08 marzo alle ore 9:22
    Ho baciato un'amica

    Parabole sui tetti, cena, pochi
    quelli che in giro si attardano
    feriti a vuoto
    coi baveri alla bocca,
    i rododendri volti
    verso divinità improbabili
    con i bottoni pronti ai fiori
    il marzo che vorremmo
    primavera live.
    Ho baciato un’amica
    e non so se mi riconosce
    la pelle, 
    ora che le distanze gocciano
    riverberi di nostalgia
    dentro uno sciame estraneo
    ci ritagliamo selve di profumi
    da tenere negli argini
    con il terrore di apnee
    e sospiri a mezz’aria.
    Con avvicinamenti
    retti solo dagli occhi
    e il desiderio di gravitare alti
    guardare come un film la folla
    all’ora del vento disperdersi
    in qualche fessura, col poco possibile
    e utopie, soprattutto magnifiche.
     
     

  • 07 marzo alle ore 10:44
    Amore mio

    Chissà per quanto tempo ancora
    potrò tenere dentro il mio cuore
    il mio amore per te
    agli altri celato
    il mio amore
    per te trabocca
    dalle mie parole
    e dalle mie azioni
    ed emozioni
    nonostante la mia timidezza
    o amore alberga nel mio animo
    come il ramo di un albero
    appena nato-
     

  • 06 marzo alle ore 15:11
    La barca dei desideri

     
    Deluso dagli approdi scelti noti
    che sicuri ritenevo nel passato
    questi ultimi miei pochi desideri 
    ad una nave anonima senza nocchiero
    ho da oggi per il futuro qui imbarcato
    lasciando così all’onde  al mare al caso
    quella sua ignota a me destinazione,
    or in attesa son di questo porto
    sconosciuto con la speranza che
    tali desideri come quelli tanti
    d’allora agognati non vadan poi perduti
    o pegggio ancor dal mare soffocati
     
     

  • 06 marzo alle ore 11:19
    Nel sonno della natura

    Tutto è freddo fuori,
    il gelo ricopre ogni cosa.
    Mentre la natura ancora dorme,
    piano, piano sta cambiando qualcosa,
    è un fremito, uno scalpitìo,
    quasi un saltello,
    non so di preciso cosa sia,
    ma mi pare bello.
    Lo sento ora crescere,
    diventare ogni giorno più forte,
    sarà presto in grado di combattere,
    di sfidare persino la morte.
    Sarà un fiore, sarà una rosa,
    sarà un albero di ulivo,
    non importa,
    quello che è importante
    è solo una cosa,
    che è anche per lui
    che io vivo.

  • 06 marzo alle ore 0:14
    Nevose frali

    Neve scende
    fra frali
    di lemmi incompiuti
    Di ovattata pace
    avvolge ogni silenzio
    del cuore
    Ed è neve
    neve candida
    sul cuore.

  • 05 marzo alle ore 15:56
    Ti offro

    Ti offro
    il sillabare di parole sazianti
    e l’eco di abbracci caldi
    intrisi di silente armonia
    quando sul mio petto
    posi le tue paure
    e tutto scompare
    solo per pochi attimi
    mentre la tua spensieratezza
    fruga tre le mie inquietudini
    e la furia di un amplesso
    diventa Apologia dell’estasi.
     
    Come sono possenti i colori
    che amalgamano le tonalità del noi
    e le tue cosce sono stazioni
    di una via crucis senza chiodi né fiele.
     
    Ti offro
    le pause tra un respiro e l’altro
    Io
    che ho amato solo l’aria che respiro
    leggo in te
    le sillabe della follia
    e m’innamoro degli spazi
    che la tua assenza riempie di dolore.

  • 04 marzo alle ore 14:24
    100 volte grazie

    Grazie per esser venuta 
    al mondo
    grazie per aver gioito
    e sofferto
    ogni giorno
    grazie per aver colto
    l'attimo...
    a tutto
    tondo
    grazie alle tue
    mani
    che hanno stretto
    altre mani
    giovani e vecchie,
    di uomini e donne
    di ieri e di oggi...
    senza un perché,
    quelle senza
    domani
    grazie ai tuoi
    occhi
    che hanno osservato
    il trascorrer del tempo
    la vita e la morte
    nelle cose, delle 
    persone
    ed hanno pianto
    loro
    e sorriso
    per il brutto
    il bello e guardato
    la luna, la pioggia, il sole
    grazie alle tue 
    gambe
    che hanno camminato
    tanto anche quando
    eri stanca
    di giorno e la
    notte senza piangere
    loro, senza farsene
    vanto sorrette
    dai tuoi piedi forti
    come rocce scolpite
    nell'oro
    grazie al tuo viso
    che ha donato
    un sorriso anche quando
    eri triste e sola
    alla tua bocca
    che ha scambiato
    parole a volte 1000
    tante, a volte una sola
    che ha lasciato gioia
    dolore, regalato
    un bacio ed un'ora
    d'amore
    grazie alle tue
    braccia
    che hanno abbracciato
    il mondo
    che han sollevato
    montagne e grattacieli
    che hanno scavato
    la terra in pace
    per uomini e donne
    uccise in guerra
    grazie a te
    grazie al tuo cuore
    che ha amato
    e si è fatto amare
    grazie a te
    per aver vissuto
    ed esser andata
    via senza far rumore
    grazie a te
    100 volte grazie.

    Taranto, 2 marzo 2020.

     

  • 04 marzo alle ore 11:52
    Cuore trafitto

    La mia anima
    è unita a te
    così tanto  che
    senza di te non posso
    far niente
    quando non ci sei
    sente la tua mancanza
    come vuoto bicchiere
    non lasciarmi mai
    stai accanto a me sempre
    come un ricordo
    impresso nella mia mente.
     

  • 03 marzo alle ore 23:06
    Controfigure di angeli smarriti

    Controfigure di angeli smarriti
    siamo
    quando arriva
    un abbandono.
    Svaniscono i sostegni,
    tramontano i sogni,
    ci lasciano gli incanti,
    si cela la poesia,
    si aprono gli abissi.
    Il tempo può fermarsi
    lontano da uno sguardo
    che avevamo amato,
    c'è ancora tepore
    tra queste mani
    che dichiarano la resa,
    negli occhi una storia finita
    che si finge oltrepassata,
    le nostre ali sono pesanti
    per un volo verso l'alba
    ed il vento addosso è quasi
    una fuga per dimenticarsi.

  • 03 marzo alle ore 22:16
    Febbre di neve

    Febbre di neve,
    in bufere di giorni mai avuti
    siamo condensa al vetro opaco
    predestinato inverno
    siamo odore di tracce dove
    anche il corpo si regge rampicante.
     
    Empirei,
    empirei d’istanti da non colmarsi
    siamo pelle che s’interseca e trema
    un occhiello di rosa
    nel bruno insano che sciupa la notte.

  • 03 marzo alle ore 19:45
    Vele

    In turbolenza la nave oscilla,
    spiana le vele e doma il vento;
    il marinaro fissa la rotta,
    il suono della chitarrina del mozzo dilaga in poppa,
    guarda il mare.
    È lì che navigherai.
    È lì che ti perderai. 
     

  • 03 marzo alle ore 19:42
    Nocturno

    "Le sue labbra scarlatte, coloravono il mio cuore
    e nella sua corvina essenza, era la più fiorita.
    Pareva un campo, il più cupo che ho veduto;
    eppur mi sarei tinto di lei se avessi avuto, in almeno un occasione,
    una tela nella quale disegnare il suo volto schiarito.
    E non sarebbe bastato così poco tessuto ad impremerla;
    avrei potuto fare dei miei occhi uno spettatore così illuso da creare la linea del suo volto con il sangue ed una goccia d inchiostro;
    e di lei, il nulla più vi sarebbe stato, se non il mio perire nero, di uomo perduto. "

  • 03 marzo alle ore 11:49
    Distici Crepuscolari

    Ne distinguo appena i contorni
    albeggianti di stupore.
    Strappo l’inferno del cielo
    in mille, dannate
    scintillanti verità
    mentre il silenzio
    sottintende la follia.
    La speranza è un rancido pasto!
    Coraggio uomini,
    issate le vele
    nutritevi di quegli orizzonti
    che dilaniano il giorno;
    ci è dovuta la salvezza
    ci è permesso morire
    solo se impareremo
    a non farci trovare.

  • Rapsodia in blu di acque di fiume
    nella magia di una notte di luna piena
    la scena è tutta per quel lume
    che accende gli amanti, voci di sirena
    al suono di violino sul vascello
    della dolcezza, il canto del menestrello
    è rintocco diffuso dall’eco. La vena
    dell’artista nel tocco delle piume
    del gallo rosso: Bella è la falena
    svanita, in vita solo in quel barlume.
     

  • 02 marzo alle ore 13:41
    Tra le braccia dell'oggi

     
    E son qui, col peso degli anni
    che greve al crepuscolo appare
    e lieve diventa al sorgere del sole.

    Qui - tra le braccia dell’oggi -
    conquisto le ore del declino
    in esse versando aria frizzante.

    Aprirò tutti i pori al pensiero
    di volerli riempir di frescura,
    ossigeno del nuovo sogno.
     
     
    2010
    (Poesia dedicata al poeta e scrittore Danilo Mar)
     

  • 28 febbraio alle ore 22:45
    Sotto l'ombra di quel salice

    Continuo ad essere
    sotto l'ombra di quel salice,
    in quei pomeriggi
    di respiri semplici
    con pensieri malinconici.
    Continuo a chiedere
    la Verità, l'essenza,
    continuo a vivere il destino,
    l'assenza,
    continuo il sogno
    con le lacrime,
    continua il mio amore
    a crescere.
    Sotto l'ombra di quel salice
    ho sorriso alla vita
    con un sorriso dimezzato,
    con il cuore da ferite
    già tracciato.
    Continuo ad essere ombra
    sotto l'ombra di quel salice,
    dove nascondo la mia voce,
    dove s'intravede un Dio
    con il suo cielo.

     

  • 28 febbraio alle ore 18:29
    Da punte di ali, lo sguardo

    Dal nido dell’aquila

    dalla punta d’ala

    guardo

    il tuo volo planare

    su onda bassa increspata

    - sui suoi ricci

    il cuore lasciare -

    Dalla cima del monte innevato

    dalla punta dell’ala

    ti guardo

    - lascio piume sull’onde -

    Fui sirena

    - invitante

    in crespi d’onde maliziose -

    Ti rapii

    nel mentre in onde salate

    lavavo il mio canto di vita

    E tu osservavi

    da cime innevate

    Ti persi

    nello scambio di cime

    per onde salate

    Son ora gl’orizzonti lontani

    riflessi di canapo e d’onde

    e nidi di aquile e gabbiani

    - da punte di ali -

    a guardare.

  • 28 febbraio alle ore 14:41
    Divento

    Divento terra
    per conservare le tue orme,
    divento vento per cullare
    i ricordi con le lacrime
    e quelli dolci
    come un tuo ritorno.
    Divento pagina bianca
    quando cambia il tuo umore,
    divento preghiera
    davanti al dolore,
    divento strada e orizzonte
    per fuggire altrove,
    divento voce
    se non trovi tu le parole,
    divento alba,cielo e stelle
    nel tuo stesso pensiero,
    divento profonda tristezza
    senza il tuo sguardo d'amore.

     

  • 27 febbraio alle ore 18:14
    Isolamento

    E anche questo vuoto
    di scaffali mi entra in testa,
    tarlo mattiniero,
    fedele compagno di solitudine
    più scelta che imposta.
    Mi muovo appena,
    non respiro quasi
    incontrando chiunque
    e lasciandolo distante,
    semmai vicinanza
    ci sia mai stata prima.

    E' il mio habitat ideale,
    da tempo
    quasi lo aspettavo
    ed ora che ci sono dentro,
    penso alla follia
    di ritrovarmi isolato
    in un mondo spolpato
    dalla paura
    dell'incontrollabile.

    Lucido spettro
    di egoismi creati
    là fuori
    per farti fuori.

  • 26 febbraio alle ore 16:04
    Lo sguardo del rumore del mare.

    Non è facile cominciare il giorno,
    offrendo nelle mani,
    illusioni e ricordi
    per ritrarre lo sguardo
    di chi veste del mare, il rumore
    nel candore dei raggi del sole.
    Sono un po’ disegnati
    i suoi occhi di cobalto
    in un paziente sorriso danzante,
    quasi un faro d’inverno,
    per dirigere diversi passi incerti.
    Sono occhi che evadono le parole,
    mai seri, un po’ leggeri,
    ma quando essi celano l’anima,
    l’eguale sentimento indifeso
    pare solo vivere,
    ancora, di un unico attimo eterno.
    Poiché più non sono ombre,
    gli amanti che guardano
    camminare il presente
    alla finestra l’una dell’altro.

  • 26 febbraio alle ore 13:39
    Innamorato

    O Milly
    la nostra unione
    continua come
    se non si fosse
    mai interrotta
    ed anzi aumenta
    la sua grandezza
    la nostra comune passione
    per la poesia ci ispira sempre nuovi versi
    i nostri cuori formano un unico suono
    vivremo insieme per sempre
    perdonandoci  a vicenda dei nostri errori.
     

  • 25 febbraio alle ore 17:58
    Piano le gocce e noi

    Piove così sottile
    molto in silenzio
    piove di sole spento
    piove perché
    anche il grigio parla una lingua
    e sporca le rose
     
    Piovono sassi sul fogliame
    una cenere nuova fa distanza
    È marcia la terra
    spariscono orme
    di quando si aspetta un raggio
    un bagliore un fuoco
    un “quanto mi scaldi”

    un come
    vaporizzato
    dalla meccanica dei fluidi
    così che va
    tutto ciò che abbiamo
    che siamo
    -e ora come stai?-
    dalla terra in su
     
     

  • 24 febbraio alle ore 16:16
    [Nacqui...]

    Nacqui in una tempestosa notte:
    brulicante assai di forti scosse, tuoni e saette;
    mia madre d'un tanto travagliò, anzi,
    di molto sofferse nel mentre del parto
    ma mi condusse poi con sicura mano
    e tranquilla lungo lo strano e fascinoso viaggio:
    attraversando, cioé, le malsane strade
    e strette assai della vita!

    Taranto, 13 febbraio 2016. 

  • 24 febbraio alle ore 11:59
    Svelato dai tarocchi

    Si è nascosta al nostro sguardo
    lo spicchio di luna del mattino
    al primo riflesso della luce,
    come la notte precedente dietro
    nubi a perdita d’occhio. L’azzardo
    è stato affidarle quel destino
    bugiardo, nello scontro veloce
    tra due universi. E se il metro
    puro di ogni scelta è la passione,
    potremo assolverci, vento di mare
    e acqua di rupe sullo stesso fianco
    d’orizzonte. Che siano i rintocchi
    dell’età a rapirci, picchi d’emozione
    in diretta di giorni da abitare
    nell’amore e quell’abito bianco
    di chiffon svelato dai tarocchi.