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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 04 gennaio alle ore 18:59
    Lo specchio nella mente

    Sorgeva uno specchio
    nella mia mente,
    se mi guardavo
    non ero più io,
    ma una immagine distorta di me
    che vedeva la gente.
    Mi domandavo se qualcuno
    riuscisse a guardare
    la mia vera essenza,
    poi, mi disperavo
    per aver creato quello specchio,
    che difendeva e confondeva
    le ombre e le luci
    del mio volto segreto,
    nel tempo diventato simile
    al ritratto di un pagliaccio
    con il trucco imbrattato
    e le lacrime nere segnate
    sono le tracce di chimere spezzate.

  • 04 gennaio alle ore 18:31
    Genio E Sregolatezza

    Da bambino io sognavo
    Un ruscello
    Adagiato sul suo letto
    Nel Vallone Del Reale
    Dolce e buono scivolava.
    Ora il regime
    Delle acque ribelli
    Come un dittatore
    Si è fatto prepotente
    È nutrito da:
    Fogne e rigagnoli
    Si è rafforzato
    E travolge tutto ciò
    Che l'uomo ha edificato.
    É una vera furia
    Minacciosa e distruttiva
    Irrispettosa
    Delle regole di vita.
    Vittima di una dinamica
    Della memoria storica
    Geologica del paese.
    Meno male che c'è
    Chi veglia su di noi
    Prodigo di bontà
    E dal facile perdono.

  • 04 gennaio alle ore 17:52
    Eclissi

    Giocano gli astri
    Nel cielo celeste
    E nell'oscurità
    Del nostro cosmo.
     
    Scherzano
    Complottano
    S'intrecciano
    Si lasciano andare.
     
    La luna
    Lancia segnali
    Chiaro scuro
    Agli innamorati
    Agli uomini in cerca
    Del giusto equilibrio.
     
    Ma questi
    Avidi da sempre
    Non hanno capito
    Che la natura tutto può
    Gioca con i fenomeni
    Incurante dell'umanità.

  • 04 gennaio alle ore 16:33
    Attese

    È quasi giorno sulla strada grigia
    dietro i vetri di questa camera d’ospedale.
    Le figure del popolo dell’alba si stringono nei loro cappotti,
    e si confondono con il cupo di una giornata uggiosa.

    La notte appena passata mi ha lasciato un non so che d’indefinibile,
    dopo essere stata catapulta improvvisamente in questa condizione di precarietà.

    Guardare attraverso uno schermo ti permette di vedere tutte le cose nella loro interezza.
    La mia attenzione cade su un albero addobbato solo da piccoli pacchetti con fiocchi colorati.
    Immagino racchiudano la speranza.

    Dopo una lunga notte insonne riposo gli occhi,
    e tutto scivola nei gesti ordinari di una routine ospedaliera.

    I pensieri si affiancano alla sospensione di attimi che non trovano ancora risposte.
    Un continuo andirivieni, tentennamenti, tutti e tutto si confonde con la nuova realtà.

    Disagi. Attese.

  • 04 gennaio alle ore 7:40
    Pulviscolo di zucchero amaro

    Limpide mattinate rincorse verso novità a estraniare dalla storia, non lontano dai pericoli legati all'attualità E sembrano quasi comparse d'artisti, con le lacrime agli occhi impregnati di pulviscolo di zucchero amaro, ricca polvere di stelle lucenti, scintille agro-dolci d'eccitazione che aiutano a superare le paure nel loro gusto di speranze e di virtù vibranti d'incanto, celate nel sapore relativo della passione e del sentimento. Cesare Moceo vecchio ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 03 gennaio alle ore 19:00
    Il custode della giostra del mondo

    C'era un custode della giostra del mondo,
    vedeva salire uomini e donne di tutte le età,
    che cercavano un limpido giro di felicità.
    Lì, sulla giostra il tempo scorreva
    al contrario,
    si percorreva il passato
    e si poteva guardare,
    per un giro di giostra,
    la versione esatta dei giorni vissuti
    senza lacrime, senza errori,
    senza più provare dolore.
    Il custode della giostra
    non chiedeva gettoni per salire,
    ma solo due battiti di cuore,
    per arrivare a cento
    e portare tutta questa emozione
    a quelli che ignorano
    che la vita è anche dolce memoria
    e che sulla giostra si conquista
    uno sguardo d'amore guarito.

  • 03 gennaio alle ore 13:27
    Madre Natura

    Non sono un geologo
    Non un vulcanologo
    Non un esperto tellurico
     
    Per asserire
    L’utilità del pianeta
    La bontà dell’universo
     
    È terribile
    È doloroso
    Stuzzicarlo
     
    Violentarlo
    Tiranneggiarlo
    Farne uso e abuso.
     
    L’egoismo umano:
     
    Infrange lo spazio
    Trivella gli oceani
    Squarta le viscere
     
    Il pianeta è paziente
    Brillante e generoso
    Dona, toglie e punisce.

  • 03 gennaio alle ore 13:21
    Il Gabbiano

    Vola libero nel cielo
    Il gabbiano solitario
    Sorvola il mare blu
    Alla ricerca di cibo.
    Si riflette nell’acqua
    Calma e trasparente
    Dall’odore salmastro
    Quando gioioso gioca
    E si rinfresca il petto
    Tra le onde spumose.
    Serpeggia nel porto
    Fra le vele variegate
    E le prime lampare
    Che allietano la sera.
    Scompare nello scuro
    Privo della sua ombra
    Tra le stelle della notte
    Per riapparire aitante
    Nella tenera mattinata
    E riprendere rafforzato
    La scorta al navigatore
    Nel nuovo dì che danza.

  • 03 gennaio alle ore 13:14
    Venosa Mia

    Terra di Venosa
    Florida e gioiosa
    Suolo di Orazio.
     
    Lo grida ogni valle
    Lo grida ogni pendice
    Lo mostra ogni arbusto.
     
    Tutto questo lo dice
    La voce del nostro dotto
    La voce ribelle di Orazio:
     
    La verde terra, l’aria il cielo
    Le immature audaci fanciulle
    Dalle bionde chiome ed occhi neri.
     
    A Venosa ognuno onora
    La grandezza di Orazio
    Perche tutto parla di lui.
     
    Orazio:
    Dice il vento sussurra
     
    Risponde: Orazio:
    Mormora sui frutti
     
    Orazio! Orazio!
    Il canto degli uccelli.

  • 02 gennaio alle ore 23:09
    Erede di parole

    Remote distanze mi cadono dentro,
    sono principio e fine di una strada
    dove ho incontrato l'amore nel mezzo.
    La mia solitudine deriva da un cielo
    che guardo di sera alla finestra,
    distinguo poche stelle,
    frammento pensieri e memorie
    nell'erranza infinita della mia mente.
    Erede di parole,
    compongo i miei versi
    con i miei perfetti errori
    dentro imperfetti sentimenti veri,
    propongo vedute universali
    tra ferite solitarie,
    scrivo per ricordare il bene
    e per estirpare il male.
    La vita può avere la forma di una chiave
    che chiude e apre la tua percezione,
    la vita puoi espanderla
    o lasciarla in una stanza
    e chiuderla a chiave.

     

  • 02 gennaio alle ore 19:25
    Arriva la neve

    Fare i conti con la vita,
    quando si chiude la porta
    dei sogni
    e si stringono i pugni
    per proseguire.
    Vuoi guardare ancora il mare
    da quell'angolo
    incatenato alla tua storia,
    al sacrificio dentro ogni giorno,
    sembra che ti hanno
    rubato le ali,
    mentre dormivi
    in un sonno profondo.
    Ti svegli
    e non ricordi più
    il tuo dolore,
    arriva la neve
    e la vita, per un momento,
    si copre di bianco,
    una tenera immagine,
    che aspettavi
    mentre piangevi in silenzio.

  • 02 gennaio alle ore 16:59
    Frammento

    Solo quell'attimo
    stamane
    Il caso ha voluto assecondare
    il mio desiderio

    E io mi sono perso
    nel vortice dell'eternità

  • 01 gennaio alle ore 23:06
    Siamo quelli che...

    Siamo ancora
    quei vecchi ragazzi
    che credono al sole
    che resta negli occhi,
    nonostante le piogge improvvise
    e le fitte nebbie.
    Siamo quelli che guardano
    la cera sciogliersi delle candele,
    quelli che giocano ancora
    dopo tante partite sbagliate,
    siamo quelli che ricordano
    il profumo di un'estate,
    diventata mito
    per tutta la vita,
    siamo, a volte, dentro
    una giornata infinita
    che non fa riposare,
    siamo quelli feriti,
    che aspettano di andare
    verso la realtà
    di una poesia d'amore.

  • 01 gennaio alle ore 16:10
    Tra insidie e pericoli

    Mi ritrovo a parlare da solo, immune al mio fascino e alle esigenze della mia normalità. Ascoltarmi, mi svuota di ogni energia e mi tira fuori certe insicurezze, emozioni tentazioni e paure che nemmeno io conoscevo. E mi sento esausto come uno che, tra le ombre, abbia cominciato a correre e ansimare ancor prima d'aver imparato a camminare e respirare. . Cesare Moceo vecchio ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • Poi, il giorno prima, tra i dolci e chiari raggi della sera, pensi che domani è un altro anno; là, come d'incanto, sembran tacere i sentimenti, accolti da spiacevoli sonni, e già devi sforzare la mente per tenere a bada l'inquietudine, al saper che tanto nel giro di qualche ora il tempo avrebbe disperso i buoni propositi, il vento avrebbe portato lontano le migliori intenzioni, il nuovo sole avrebbe bruciato tutte le anime e i giorni sarebbero tornati alla loro monotona cattiveria. E così ricominciare a subire le paure e mettere a repentaglio il vivere. . Cesare Moceo oggi ancor più vecchio ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 31 dicembre 2021 alle ore 16:30
    Un giorno attraversato da uno strano silenzio

    Un giorno ti alzerai
    e vedrai le cose in modo diverso,
    porterai i tuoi occhi
    su orizzonti impensati,
    spettri all'alba parleranno
    di una primavera,
    dimenticando la notte
    fatta per loro.
    Quel giorno ti avvicinerai
    sempre più all'immagine
    che vuoi di te stesso,
    cercherai di andare oltre
    al tuo sbiadito riflesso allo specchio,
    avrai voglia di un caffè
    pieno di conoscenza,
    vorresti bere e ingoiare
    verità e saggezza,
    ma bevi e mandi giù
    quel sorso di vita
    che tra i denti bestemmia.
    Un giorno attraversato
    da uno strano silenzio,
    lascerai andare
    il dolore e la rabbia
    che opprimono il cuore,
    sarai libero di cantare,
    senza più abbassare gli occhi,
    senza più chiudere il cielo
    fra le tue parole d'amore
    scritte su un foglio a quadretti.

     

  • 31 dicembre 2021 alle ore 16:18
    haiku n. 141 (casa di nonna)

    casa di nonna-
    un bambolotto stinto
    sulla poltrona

  • 31 dicembre 2021 alle ore 16:14
    haiku n. 140 (persiane chiuse)

    persiane chiuse -
    soffocato rumore
    del primo tranvai

  • 30 dicembre 2021 alle ore 20:06
    Eroe della libertà

    Se l'anima si perderà sarà solo per colpa nostra; e già si staglian negli sguardi lunghe discese, di colpe ignare, che voglion trasportar per ampie distese, dove pensieri d'egual misura tremolano di paura; là potrai solo pregare e se anche non ricorderai le tue preghiere, ti basterà alzare gli occhi al Cielo e parlare di libertà e giustizia. E recitar versi dell'uom di Recanati a ridestar nell'anima virtù e spiriti addormentati. "Tu dal mar cui nostro sangue irriga, candida luna,sorgi,e l'inquieta notte e la funesta all'ausonio valor campagna esplori" . Cesare Moceo vecchio ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 30 dicembre 2021 alle ore 18:34
    Il sentiero dei desideri realizzati

    Cercavo il sentiero che porta
    alla realtà dei desideri,
    provai a cercarlo con quella mappa
    disegnata dentro ai tuoi occhi.
    Arrivai ai piedi di grandi radici arancioni,
    lì si posavano i tramonti dei giorni felici,
    quello era l'albero che da millenni
    assiste al passaggio dell'uomo perduto,
    in cerca di un desiderio realizzato,
    per ritrovare una parte di cielo
    su questa terra da un lungo
    e tetro sonno oscurata.
    La tua mappa letta d'incanto
    quasi di nascosto,
    mi aiutò a orientarmi l'anima
    e quel sentiero una volta trovato,
    condanna gli uomini a celarlo
    in una profonda memoria
    e da lì ritorna un nuovo desiderio,
    che vuole prendere sostanza e forma.

  • 30 dicembre 2021 alle ore 18:32
    Consapevolezze

     
    Occhi densi di bei tramonti
    Pochi da dimenticare.
     
    All'improvviso spunta
    Una sera bugiarda
    E se ci penso bene
    Non è poi tanto bugiarda
    Anzi è profeta di verità.
     
    Come neve che si posa
    Il tempo s'accumula sulle spalle
    E lo spessore degli anni
    Grava sempre più
    Con la consapevolezza
    Che logora lentamente
    Mentre il corpo si ribella
    E nulla può
    Contro i fiocchi della luna.
     
    Vorrei tornare indietro
    Fermare il tempo in un attimo
    Sbriciolarlo in tutta allegria
    Sotto un unico cielo
    Ed un solo orizzonte.

  • 30 dicembre 2021 alle ore 16:20
    Anno Nuovo Vita Nuova

    Anno Nuovo Vita Nuova Nasce dal grembo dell'esperienza il mio precetto quest'oggi nella sua lezione alle perle di sudore! Bottino astratto agrodolce trasmutato in una nuova giara di saggezza da adagiare e custodire lungo il boulevard di rose di rovi del mio sentire a senso unico! Mentre spirano addosso le vecchie cellule al sapor di accaduto che una storia a suo tempo ha creato lungo andando per la mia inesplicabile via per aggiungerla nel bagaglio della vita di quest'anno che nel suo addio mi accarezza l'anima adiaforo galoppando mentre mi lascia incotrastato a passo lento! Ma che non porterò mai nel futuro mescolando quei tralci della antica vite colti con mani fertili coi frutti acerbi che maturi diverranno al tempo del suo reale, sotto al ciel propizio delle opportunità da cogliere con mani di speranza affinché il vino vecchio non si mescoli col vino nuovo! Poiché di acre terra infeconda è la sua sintesi ormai nello spartito del passato della mia anima che vuol cantar solo Oro e Argento da partorire sulla soglia del nuovo anno in cui rinasco ritemprandomi nel suo rigenerante riproduente volto dai sui multiformi colori mentre intingerà ancora la mia vita oltre al grigio della cenere di cui il mio cuor si specchia nella pozzanghera del controvertibile per riflettere brillante come fiore di loto nel futuro sognante di questo nuovo anno che mi attendete e che blanda ammaliata fiduciosa abbraccio nel rammentare il vecchio detto dei miei avi Anno nuovo... Vita nuova! ©Laura Lapietra 30/12/2021

  • 30 dicembre 2021 alle ore 7:34
    È proprio vero... a volte ritornano

    Mi sembra d'esser tornato bambino; in quel mondo pieno di pidocchi e di fame che ho già vissuto, riavviluppato in quei ceppi dei quali ho fatto tanta fatica a liberarmi. Adesso,in questo vivere, carico d'inquietudine e d'angosce, mi risuonan dentro l'anima tutte le sfiducie e i tormenti sofferti in quel tempo, nella mia infanzia. . Cesare Moceo vecchio ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • Tracce di disperazione con il conforto a perir negli affanni, intridono promesse dichiarate e non mantenute, a spiegar meste l'assenza di privilegi alla mente persa nei rimpianti nel tempo utile a consumar la vita, asperso nella memoria ancora lucida dei ricordi di Verità e amore. E saremo così tanto stanchi, da non voler piangere sul passato nè sul nostro presente, ma, in una finta condizione regale, avremo pronte solo scuse, nel vivere che non lascerà scelte, da usare a piacimento nella speranza malcelata che arrivino gradite a buon fine. . Cesare Moceo vecchio ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

  • 29 dicembre 2021 alle ore 19:51
    Cielo di vetri e perle

    I vetri sporchi
    di graffi di pioggia arrabbiati
    opachi
    come quelle perle
    che giaccion d’accanto lo specchio
    Cosa dice il cielo
    - così confuso di dolente furore -

    e il mio specchio
    - che triste riflette
    perle anelanti il collo -
    da fregiare di onde
    di vita furente

    Cosa dice la pioggia
    graffiante nello specchiarsi
    su vetri dolenti
    e perle di vita agognanti?

    Urla desio di esistenza vivente
    Graffia d'attesa momenti
    Vagisce embrione di luce
    d'agognato sconosciuto presente