username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • 15 aprile alle ore 21:06
    Pan xe sempre pan

    Panini caldi che la muleria
    gusta sporcandose le man
    ma resta sempre pan

    panini de gelato, i esisti per bon....
    ma se no te se movi se squaia
    e te rovina la festa....
    ma sempre pan resta

    toast magnadi de furia,
    formagio che fondi e fila
    sarà anche fatti col pan quadrato,
    che el peck  gà fato pian pian
    e quindi resta sempre pan

    ndemo in gita a far pic-nic!
    cossa portemo ? un dò panini!
    De crudo, cotto e formaio,
    xè più san,
    ma il pan xè sempre pan

    per impanar fetine
    bisogna farlo gratà,
    ma anche se prima iera un toco intiero
    sempre pan xe restà

    per merenda de picio
    i me dava pan ,zuchero e buro
    provèlo, xè bon sicuro.....
    anche se lo fazè col pan duro!
    se po' el pan xè ssai duro,
    alora i lo taia e i lo brustola in forno:
    vien fora fetta biscottata
    e sora ghe và la marmelata.....
    per i miei fioi xè tuto una ridada
    meter la marmelata per tuto,
    meno che sulla fetta biscotada
    ma no voio perder el fil del discorso:
    anche se xe la feta
    pan iera e pan resta

    no fa differenza gnanca el tipo de pan:
    pol eser un bon filon
    ma anche la schioppetta o l’integral
    no fa mai mal
    xè logico che la zavata no xè per far panini
    e no se gà mai visto far tartine co le bighe o le sfogliatine
    el pan caldo se sposta  nelle varie tratorie
    presto, la matina
    e co te vol merenda
    el se compagna con un poco de porzina
    insoma
    che sia panini o  toast,
    pan grattà o fette biscottate
    xe sempre uno il grande protagonista
    semplice o vestido a festa
    gira e missia
    sempre pan resta...

  • 15 aprile alle ore 13:40
    La Mezza Luna

    Datemi una penna
    Un foglio di carta
    La solitudine
    Il silenzio
    E vi regalerò una poesia
    Più o meno bella
    Frutto del cuore.
     
    Con un nodo in gola
    Dall’emozione ardente
    Si fermerà nella mente
    Il tempo passato
    E le speranze vissute.
     
    Una storia di vita
    Di tempo sciupato
    Fra ombre furtive
    E segreti celesti
    In squassanti silenzi.
     
    L’animo sognerà
    Quello che c’è
    Quello che non c’è.

    Dolcezze amare
    Candidi desideri
    Lancinanti dolori
    Nel sole che vive.
     
    Nelle vene bollenti
    Il sangue della verità
    Ispirerà quello che c’è.
    Nel sole duraturo.

  • 15 aprile alle ore 13:39
    Notte Solo Mia

    La neve ha smesso di fare silenzio
    Il nuovo sole si è addormentato
    Alzo gli occhi al cielo
    Desideroso
    Di penetrarlo per vedere Dio.
    Mi viene sete, mi viene fame
    Ho fame e sete di buio e d'amore.
    Ormai la vita dei vivi volge al termine
    Aspetto che tutti dormono
    E che nasca il buio.
    Sento che questa notte e mia.
    È la mia notte.
    Pigiama di luna sulla pelle
    E via per i miei vicoli deserti
    Voglio ritrovare l'amore perduto
    E mentre cammino con i miei pensieri
    Una dolce voce mi penetra il cuore
    Comincio a sentire le pene dell'amore
    Inizia una notte di malattia
    Che piange amore da ogni stella.
    Ho ritrovato l'amore
    Ora che l'ho ritrovato
    Vorrei arginare il fiume della gioia
    Per non farlo trascinare verso il mare
    Insieme ai miei sogni rinati
    Vivi negli occhi
    E nel cuore dell'anima.

  • 15 aprile alle ore 13:39
    Notte Solo Mia

    La neve ha smesso di fare silenzio
    Il nuovo sole si è addormentato
    Alzo gli occhi al cielo
    Desideroso
    Di penetrarlo per vedere Dio.
    Mi viene sete, mi viene fame
    Ho fame e sete di buio e d'amore.
    Ormai la vita dei vivi volge al termine
    Aspetto che tutti dormono
    E che nasca il buio.
    Sento che questa notte e mia.
    È la mia notte.
    Pigiama di luna sulla pelle
    E via per i miei vicoli deserti
    Voglio ritrovare l'amore perduto
    E mentre cammino con i miei pensieri
    Una dolce voce mi penetra il cuore
    Comincio a sentire le pene dell'amore
    Inizia una notte di malattia
    Che piange amore da ogni stella.
    Ho ritrovato l'amore
    Ora che l'ho ritrovato
    Vorrei arginare il fiume della gioia
    Per non farlo trascinare verso il mare
    Insieme ai miei sogni rinati
    Vivi negli occhi
    E nel cuore dell'anima.

  • 15 aprile alle ore 13:37
    Angelo Per un Attimo

     
    Ogni stella figlia del cielo
    Partorisce un angelo
    Dipinge l’arcobaleno
    E lo veste di sole e di luna.
     
    Io
    Ladro assetato
    Rubo e brillo
    Vivo e sorrido
    Nei loro colori.
     
    Io
    Volevo te
    Tu
    Volevi me.
     
    Credevo di essere un Re
    Lo sussurrava il vento.
     
    Traditrice realtà.
     
    Illusione di un’estate
    Vestita d’inverno.
     
    Inferno tutto mio
    E nei tuoi occhi.
     
    Un amore trafitto
    Da una saetta.
     
    Scoccata a ciel sereno
    Da un destino già segnato.

  • 15 aprile alle ore 10:23
    ARLECCHINO MIO

     
    Le toppe gialle, quelle azzurre
    e le altre, verdi bianche e rosse,
    ogni santo giorno si scolorano.
    La luce del sole non le sceglie più.
     
    Spacciatore di magie, io piango.
    É inutile che spolvero e rispolvero.
    Solo una sola cosa mi rimane:
    buttare tutto e darmi un po’ da fare.
    Cavi d’acciaio e lucenti chiodi
    io li potrò trovare dove voglio.
    Per assemblarli, basterà un minuto
    e uno smalto suggerito dallo spot.
     
    Il tempo della fantasia è ormai finito
    ed anche quello delle belle attese. 
    Mi dicono che è l’urgenza delle cose
    e… non importa quali cose.
     
    Alla maniera di un infermo grave,
    sul mio comò lui ora non si muove.
    E fallisce ahimè l’estremo tentativo
    di farlo vivo al lampo dei miei occhi,
    di ricordargli da ore ed ore i sogni
    dei quali gli sono eterno debitore,
    di scuoterlo al forte battito del cuore
    perché mi doni l’ultimo suo exploit.
     
    Poi, d’improvviso, risorgono i colori
    ma è il riflesso del tramonto rosso
    che insieme ad Arlecchino mio
    dà l’ultimo sussulto. E muore.
     
     
     
     
    *
    Pubblicata sull’Antologia del Premio Belmoro VII Ed. 2009

  • 14 aprile alle ore 20:06
    Il bacio

    Una sera
    mentre si ballava
    accarezzai le sue labbra
    con un bacio

    Esso riaffiora ogniqualvolta
    ci incontriamo
    È lì
    nei nostri sguardi

  • 14 aprile alle ore 19:43
    Diogene ed il sonetto

    Diogene e il sonetto
    Ah, se vita mia fosse
    un classico sonetto,
    un incalzar di giorni
    in rima baciata,
    ed altri, in intervallo, per
    esser poi uniti... logicamente!
    Ma invece ogni mio giorno ... un’apocope!
    Così, somigliano a realtà troncata
    ogni mio dì, a venire.
    Retoriche giornate,
    vuote romanticherie,
    ampolloso sviscerare
    di frasi e di concetti,
    rimbombano nei cassetti
    d’una vita fatta
    di bugie e tanti, tanti
    gli attor distratti.
    Menzogne veritiere
    catturano l’orecchio
    ma non un sofferente
    cuore esperto.
    Continuo invano a cercar
    con lanternino vita
    che mai potrà trovar
    rima baciata,
    ormai costretta a rimaner
    serie di giorni o versi
    fra lor... tutti diversi.
    Anacoluto o dissociato mondo!
    Luciano Capaldo
    Oggi sempre più il bisogno che uno “schiavo ” sia venduto al “padrone” perché questi venga istruito!!!
    Il prezzo di scambio di uno schiavo è un uomo di governo, per poterlo ammaestrare- Diogene docet

  • 14 aprile alle ore 18:54
    Dovranno i muri cadere

    Dovranno i muri cadere,
    i nodi alla gola
    sciogliersi in parole di dolore
    e gli occhi dell'amore brillare
    come astri in una notte di magia,
    dimenticata da quegli uomini
    senza più memoria,
    con addosso soltanto
    una smorfia replicata,
    in un teatro dove applaudono
    mani di gesso scolpite
    da un oscuro demiurgo.
    Dovrà la vita uscire dal suo inganno
    e con l'autunno inizieranno
    le vere e candide malinconie
    e le bugie si disperderanno nel vento,
    mentre il mistero dell'uomo
    ribelle al Fato,
    verrà un giorno dai profeti rivelato.

     

  • 14 aprile alle ore 13:39
    Portami al mare

     
    Portami al mare
    in questo intenso autunno.
    Fa’ che dal vivo io risenta
    dell’onda il suono sullo scoglio
    mentre la pioggia fitta di novembre
    non si discosta e anzi mi confonde.
     
    E non lasciarmi poi da solo,
    seduto ad assaggiare un sogno.
    Vienimi accanto ad ascoltare
    quell’emozione che mi prende
    al breve, ingenuo tuffo nell’eterno.
     
    Non ti spostare appena sembra
    che l’acqua inghiottir ci voglia.
    É solo un segno d’accoglienza,
    una catarsi che ci viene offerta
    per ripartire appena spunta il sole.

  • 13 aprile alle ore 19:55
    L'Angelo Perso

    Oltre l’infinito
    L’angelo puro
     
    La fanciulla perduta
    Nel mare dell’universo
     
    Fra tante speranze
    E molte sofferenze
     
    Aspettative perdute
    Nei molti sentimenti

    Desiderosa d’amore
    Bisognosa d’affetti
     
    Quel cuore sempre fanciullo
    Cresciuto in un campo di fiori

    Ringrazia il suo contesto
    In attesa di un sole futuro.
     
    Donna e fanciulla
    Dall’animo altalenante
     
    Che tanto ha dato
    E poco ha riscosso
     
    Dal mondo convulso
    Dai valori superflui
     
    Il suo destino scottato
    Nella sabbia rovente.
     
    L’uomo comune che tutto calpesta
    Ignora la sensibilità di chi è diverso.

  • 13 aprile alle ore 19:05
    Nelle tasche una lettera d'amore

    Un giorno decisi di andare,
    le mie colpe alle spalle,
    i miei sogni feriti nelle scarpe,
    nelle tasche una lettera d'amore
    per rincorrere una storia
    che ricorda il mare,
    i monti e le notti stellate,
    i deserti, le valli e gli alberi
    in ogni stagione,
    una storia per voler esistere,
    non solo nella solitudine,
    dove l'amore parla al dolore,
    dove l'anima si anima
    e riesce finalmente a cantare,
    dopo un silenzio come di neve.
    Una lettera d'amore
    per dichiararsi,
    per donarsi
    lo sguardo più profondo.

     

  • 13 aprile alle ore 19:04
    Cercami in una parola

    Cercami in una parola che scrivi,
    quando i tuoi specchi
    li fai diventare segreti,
    cercami se senti un dolore
    che ricorda una casa senza sole,
    dalle stanze buie.
    Cercami in una parola
    che vorresti dire,
    urlare o sussurrare,
    cercami e forse potrò
    ridurre il male.
    Domani i nostri sguardi
    si fermeranno a guardare
    un sole arancione,
    tra gli alberi
    di una campagna profumata
    e per un tempo saremo
    senza tempo,
    senza penitenza,
    senza rabbia.

     

  • 13 aprile alle ore 11:16
    La mia dimora

    E’nei solchi del carro.
    Ha rami e radici nel vento
    odora di pioggia.
    E’ in cammino,
    come me non ha messo foglie.
    Appartiene all’indulgenza della sera
    sulle colline rivolte al mare.
    La mia dimora è sola
    orme di lacrime
    che nessuno ha visto cadere.

  • 12 aprile alle ore 19:29
    E se vedevo il cielo

    La terra era scura alle mie spalle
    e i miei occhi erano stanchi
    a furia di cercare quel sentiero,
    che in un altro tempo percorrevo
    per non perdere il passo sicuro,
    ma il mio passo, invece, tremava
    e si smarriva in un luogo
    senza primavere,
    il mio incedere mi portava
    nella solitudine
    e se vedevo il cielo
    piangevo,
    perché troppo lontano.

  • 12 aprile alle ore 16:16
    Elisir Di Una Madre

    Si addormenta delicatamente il tuo cuore sul mio animo emozionato, e il tuo dolce respiro si confonde col battito del candore della mia sensibilità. Or sogna dolce angelo gentile, affinché tra le mie braccia materne culla sincera puoi trovar per il tuo succedere nell’avvenire, che il destino ti ha preordinato. Or sogna dolce angelo innocente, che tra le mie braccia ristoro sicuro puoi trovar per la tua consolata tranquillità. Or tutto tace, ma il rumore è assordante quando nella quiete mi converto alla tua dolce presenza, puro dono prezioso disceso dalle mani di Dio per dilettare i miei giorni intrecciati coi tuoi. Or tutto tace, ma il rumore è assordante quando nell’auspicio di un nuovo domani tra i tafferugli delle incertezze si fanno strada paure, e monili di gioie vere da portare orgogliosamente sul cuore nella via della vita, mentre intessono quel tuo futuro che un giorno vivrai solo con le sole tue forze rendendoti uomo fra la ressa indifferente del mondo. Sogna oh puro e limpido angelo mio, serafico e chiaro nella tua ingenuità inconsapevole lasciati cullare dall’amore della tua mamma, tuo inconfondibile inestimabile mantello d’oro che eternamente proteggerà la tua essenza vitale su questa terra tra le tempeste e soleggiate della realtà, che la vita stessa ti preparerà come una beffarda ragnatela su cui lottare incessantemente per potersi salvaguardare. Ma or sogna figlio mio affinché il tempo faccia il suo percorso in te, oh sincera speranza del mio cuore. E sogna dolce angelo mio, il tuo mondo che verrà. ©Laura Lapietra

  • 12 aprile alle ore 13:50
    Imponderabilità

    Convinzioni personali, forgiate in forza di ciò che ognuno vuol credere, plasmano opportunità che permeano il decoro a ogni propria fantasia, ricercata nel presente che abbia la capacità di riassorbirsi in se stesso e suddividersi all'infinito in passato e futuro, nel loro spazio temporale. Ed è proprio da quegl'istanti frazionati senza tempo intenti a sporzionare il presente in passato e futuro, che nonostante il vissuto, ancora urti tremendi e cantonate del destino sbattono l'anima di qua e di là, tra i labirinti del cambiamento. . Cesare Moceo ragazzo del 53 Poeta di Cefalù destrierodoc @ Tutti I diritti riservati

  • 12 aprile alle ore 8:37
    ALFABETO

    B
     
    Bacerò una pietra nel cammino della luna,
    bellezza cercando in un precetto di giustizia.
    Benedico il trascorrere enigmatico,
    braccio tenace di pietà,
    bocca di tenerezza,
    bacchetta magica di bene sotto una
    babele di ferro e deliri di corvi e serpi. È
    bizzarro il tuo silenzio onnipresente.

    Besaré una piedra que relumbra en el camino,
    bajan abrazos blancos de la luna grisácea,
    busco los preceptos de tu Justicia velada.
    Bendices el transcurrir enigmático,
    brazo tenaz de piedad.
    Boca de ternura.
    Brote de bien y belleza,
    bajo puertas de hierro y cuervos y sierpes.
     
     

  • 12 aprile alle ore 0:14
    Scrivo

    Scrivo del cielo con i suoi lampi
    che si riflettono stasera nei miei occhi,
    scrivo di un Dio che ho invocato
    tra gli alberi di misteriosi boschi
    e le paludi del suo stesso Creato,
    scrivo del Fato,
    questa forza che si ostina a decidere
    il passo di ogni uomo,
    scrivo dell'amore che brucia
    come fuoco dentro al petto,
    quando trova il coraggio e si confessa,
    quando trova
    quello stesso sguardo innamorato
    che ti cerca.
    Scrivo quando la vita riapre ferite,
    scrivo e nuova vita
    si aggiunge alla memoria,
    scrivo e nella solitudine
    riassumo la mia storia,
    tra le lacrime e l'avorio
    di un'alba che nasce,
    dopo una notte inerme,
    passata a migrare sogni
    in segrete terre.

     

  • 11 aprile alle ore 19:28
    Solita Routine

    Un brivido
    Mi sfiora la pelle
    Quando esili pensieri
    In un’alba colorata
    Emigrano lontano
    Fra nuvole rossicce
    Che accarezzano
    Quel sogno
    Radicato nell'anima
    Prima di svanire
    Nell’aurora avanzata
    Come neve al sole.
    Quel sogno materializzabile
    Stregato nelle notti di luna
    E partorire con l’ultima stella
    Per un nuovo mattino
    E nella luce dei giorni nuovi.

  • 11 aprile alle ore 13:41
    Guardo la terra

    Guardo la terra con i suoi alberi,
    che resistono al vento che cambia,
    lascio andare via la rabbia,
    porto nella mia voce
    un filo di dolore
    che si spezza e si ricompone,
    quando penso al delirio d'amore
    che dorme segreto nelle mie vene.
    Guardo nel silenzio
    case di campagna,
    mentre il cielo respira una stagione
    che vuole una nostalgia elevare,
    è la stagione dove lo spirito
    vuol parlare nelle sere,
    senza doversi difendere,
    dimenticandosi delle sue catene.

  • 11 aprile alle ore 13:10
    All'Ombra Della Vita

    Curiosa esistenza
    Il respiro della vita
    Vissuta all'ombra
    Come uno spettro.
     
    È una lotta continua
    Nel silenzio della mente.
     
    È un mare tempestoso
    In una notte intermittente.
     
    È un fiore in declino
    Predestinato a morire.
     
    Meglio reagire e vivere
    Una vita calma e serena
    Anche se vissuta all'ombra
    Ma con tanta utilità sociale.

  • 11 aprile alle ore 8:55
    Sulle pagine del tempo

    Con le favole non si gioca ma perchè ci si prova dimenticandoci che le parole hanno un suono battute dai gesti di certi sentimenti alcuni intensi ed altri meno, il perdono poi cos'è è una parola grossa che va pesata a secondo di com'è, abbiamo timore quando dobbiamo perdonare a volte facile e all'inizio impossibile sembra ed un pugno allo stomaco senti, svuoti l'anima riconoscerla non vuoi esasperata ti consoli mostrandoti infelice, sfogliando album che ti portano a ricordare momenti in cui pensavi di vedere solo pessimi ricordi e che dimenticata sarai col tuo nome inciso, sulle pagine del tempo nell'inchiostro terminato

  • 10 aprile alle ore 13:08
    Alla Ricerca

     
     
    È da un poco di giorni
    Che la luna non si fa vedere.
    C'è un velo che offusca
    Ogni speranza.
    Addio emozioni lasciate
    Da ritrovare nella coscienza
    Lungo la strada aspra
    E meno battuta da percorrere.
    Per fortuna che all'improvviso
    Schizzano fuori
    Le luci della notte
    Ed io che ci sono dentro
    Mi ritrovo in lei
    E con lei la guida dell'anima.
    Ora il fiume del tempo
    Fluisce lento
    Ed ha ripreso a sussurrare
    La serenità perduta.

  • 09 aprile alle ore 15:54
    Rumori dentro

    Rammenta il sogno dell'universo
    rammenta i passi fermati, ci sono ricordi che ti incatenano
    ti impediscono di fare anche un solo passo
    aspetti treni persi nelle ore mancate lacrimare ti han fatto
    arrivano i sogni e aprono il cielo ad un tramonto ferito
    sotto gocce di pioggia acida
    quando bagnano rinfrescano
    scivolare addosso le senti
    che piacere sentirle dimentichi tutto
    leggera sei voli con la fantasia lontana ti trovi
    dal male di mille parole odiate
    hai iniziato a trasformarle in ciò che volevi
    schiacciandole forte sentire la pressione che esercitavi
    mentre le scacciavi dalla tua testa spenta
    solamente il vuoto intorno a te ed inutili pensieri
    annientati dai rumori dentro