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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 27 dicembre 2019 alle ore 16:54
    Tsunami

    Cielo sereno di tepida giornata
    sotto le palme, sulle spiagge,
    a nuotare, a inseguir tintarelle
    nel dicembre australe di sole.

    Arriva l'onda.

    Dall'abisso squassato
    acquatico urlo s'abbatte
    su patinate coste d'Oriente.

    Boato e silenzio devastato
    morte, dolore incredibili e reali
    in onda nei telegiornali
    a scoprirci fragili.
     

  • 27 dicembre 2019 alle ore 16:31
    DNA

    Sono il ricordo
    della tua ultima visione,
    il calore trasmesso dai nervi al cuore
    da quell’abbraccio passato,
    la rabbia provata
    da quell’antica provocazione,
    il pugno che chiuse lo stomaco
    dall’eccitazione.
    Mi credono diperso,
    disintegrato, evaporato
    e invece non sono che perpetua eredità
    tramandata da un corpo ormai cadavere
    ad un altro e a un altro ancora
    per l’eternità.
    Di ogni me stesso troverai tracce
    ad ogni passaggio anche se non mi vedrai,
    somme belle e macabre
    appartenute a corpi
    ormai ridotti in polvere.
    Io esisto.

  • 27 dicembre 2019 alle ore 16:15
    Amor felino

    S'era invaghito il gatto
    ed era la prima sua volta
    di una gattina di casa
    vista dal giardino sbirciando.

    Lucertole ed altre delizie
    lasciava alla porta chiamandola
    doni a conquista di cuore.

    Altri voleva la micia
    muta al miagolante Romeo
    che sempre più s'infiammava.

    Era il rivale un soriano
    fu necessaria la lotta
    e Giulietta amò il certosino.

     

  • 27 dicembre 2019 alle ore 9:32
    Il passato rammenti

    Il passato rammenti
    con lui un'ora sola
    vivi in lettere di ricordi
    spenti, dove frammenti
    sopravvivono al calore
    di frangenti persi
    che ti incatenano
    scrivendo con timore
    ultime parole
    dettate dal vento
    e lunghissime scie
    Puoi leggerle
    come ultima spiaggia

  • 26 dicembre 2019 alle ore 19:07
    Senza veli

    Ti ho sognata...

    Eri vestita solo
    della tua pura
    nudità

    Ti desideravo
    così

  • 26 dicembre 2019 alle ore 10:52
    Barriere

    Se mai si proponessero dei riconoscimenti al Male
    un posto di rilievo certo il filo spinato meriterebbe

    per come a bassissimo costo riesce ad impedire
    che chi è rinchiuso possa mai fuggire

    che è barriera impervia all'uso comune delle terre
    che arrugginito lasciato ferisce chi vuole passare

    sì che lo vediamo simboleggiare la barbarie
    di guerre e violenze per popoli separare
    e uomini di libertà privare

    e quando elettrificato viene reti a intrecciare
    lo smascherano i cadaveri della folgorazione mortale.
     

  • 24 dicembre 2019 alle ore 7:22
    Gemme

    Sgomento m'assale
    quando m'arrivi 
    in sogno
    al risveglio (poi)
    d'estasi m'inèbrio

    Taranto, 10 giugno 2017.

  • 23 dicembre 2019 alle ore 21:03
    DATEMI UN'ALBA

    Datemi un’alba
    di quelle che vedevo tempo fa
    mentre passavo l’esca viva
    a Gino, mio fratello, 
    equilibrista sullo scoglio nero.
     
    Assicuratevi, però,
    che l’ora sia la più giusta
    che il mare sia protagonista
    col sole a fargli buona spalla
    ancor prima d’esser semicerchio.
     
    Mettete, se potete,
    la scia d’un vecchio gozzo in legno,
    i primi suoi riflessi in acqua
    e il viso asciutto d’un pescatore
    che chiamerete Peppe, e basta!
     
    - Peppe! Dov'è che vai questa mattina? -
    - Io vado dentro, dove lui mi porta.Poi butterò i cento e passa ami e aspetterò, caffè e sigaretta in bocca. -
     
    Datemi un’alba,
    di quelle che vedevo tempo fa
    ed io la fermerò,
    dovessi usare il chiodo d’oro
    al quale ho appeso nostalgie perenni!

     
    *
    Anno di stesura 2007
    Tratta da “Appena finirà di piovere” (Global Press Italia 06/2010)

  • 23 dicembre 2019 alle ore 20:47
    Il gioco di quella notte

    Vestita di rosso, quella sera, colorasti il tramonto. Seducenti carezze avrebbero a breve lasciato spazio alla disperazione. Noi ancora non lo sapevamo. Le tue lacrime quella notte bagnarono i miei pensieri.

  • 23 dicembre 2019 alle ore 11:07
    Buon Natale!!

    Oh, vieni, adoriamo Gesù, nostro Signore !!!
    Quanto è bello il presepe
    con le casine sparse sopra i monti
    le piccole luci intermittenti,
    i figuranti solleciti al lavoro
    ed in cambio ben in vista
    la capanna con il piccolo Gesù 
    con la Madonna, che appagata l'ammira
    e al più piccolo pianto lo consola, 
    lo accarezza,lo culla adagio
    gli asciuga gli occhi con un bacio.
    Resta con noi Gesù,aiutaci a vivere,
    a superare le cose brutte della terra
    rendi buoni i cattivi,fa che Natale
    infonda serena pace dentro i nostri cuori.

  • 22 dicembre 2019 alle ore 20:41
    Nord del sole

    Hai visto
    quanto muschio è cresciuto nel nord
    e chi cercava il sole
    ha girato l'ago del vento
    Sulle spiagge
    con le onde tuonanti
    a sbattere la saggezza
    come se il cuore non fosse più
    sua proprietà
     

  • 21 dicembre 2019 alle ore 21:19
    Frammento 53

    Voglio sorseggiarti...
    Goccia a goccia
    Come distillato
    di fragrante ambrosia

  • 21 dicembre 2019 alle ore 17:18
    Com'è che pregherò?

     
    Quando ci lasciasti la miglior preghiera
    e mani al Cielo indicasti a Chi era rivolta,
    io ero forse un po’ distratto, un po’ così…
    La Luce fu più capace delle Tue parole.
     
    Da allora, nulla ho imparato per salvarmi,
    neanche l’ansia di tramutarmi in sonno
    lungo i prati spettinati dalla Fede incolta
    o nelle mille arene della città smarrita.
     
    É freddo, l’uomo, dinanzi al Tuo progetto.
    Divide terra come pingue torta, a spicchi.
    Di qua una guerra brucia, di là un’altra pure
    e nell'impazzita crema paradisi improbabili.
     
    Allora, com’è che pregherò la volta in cui
    l’ultima pace starà per vacillare anch'essa,
    quand'anche in casa mia il dubbio monterà
    e il centro del mio cuore sarà solo carne marcia?
     
    Avvertirò paure così atroci da non avere poi
    nemmeno il tempo di ricredermi nel Giusto.
    Non mi accorgerò di cieli che si abbasseranno
    ad ingoiar peccati e bocconi misti a fiele.
     
    Dovrò ricominciare a carta di Vangelo,
    prestare gli occhi alla Tua Croce inevitata,
    riabituarmi a Dio, alla speranza, al credo
    e ritrovar la giusta rotta per la retta via.
     
    Allora, com’é che pregherò la volta in cui,
    Santiago in mezzo al mare, mi sentirò perduto?
    La supplica per l’ultima pietà non basterà.
    Basteranno le mie fredde mani giunte?

  • 20 dicembre 2019 alle ore 17:22
    Agape

    Presagio
    era
    o fuga contro il tempo
    trovarsi in bocca a un patto
    non pronunciato

    quel darsi e aversi
    dentro un'illusione
    impercettibile

  • 20 dicembre 2019 alle ore 17:09
    Presepe

    Eran venuti gli Angeli a cercare
    rifugio caldo contro il gel notturno.

    A Maria guida la Stella Cometa
    mostrò con un guizzo la capanna:
    d'asinello e di bue tepida stalla.

    Giuseppe accomodò la sposa
    a partorire pronta il figlio del Signore.

    A mezzanotte Luce si fe' in Terra
    sorrise nella greppia il Bambinello
    d'angelici canti i Cieli furon colmi
    ed i pastori primi ebber l'onore
    di render grazie a Cristo Redentore.

     

  • 20 dicembre 2019 alle ore 15:48
    Terraferma

    Sulla schiena dell’acqua
    scivola l'ultima riga
    di questo silenzio.
    Le vele dell'inverno
    scalciano il cielo fumoso
    mentre dalla terraferma
    giungono echi di eternità.
    Sotto la pioggia
    un bambino
    gioca a fare la guerra.

  • 19 dicembre 2019 alle ore 7:19
    Circle

    -Saremmo- 
    liberi e pensanti
    fiamme e quiete indotta
    ai sensi grati, ma l'apice
    -dov'è?-
    il plasma non trova fughe
    impuramente
    ci colora le gote
    di ciliege

  • 18 dicembre 2019 alle ore 18:31
    A due passi da una storia sacra

    A due passi da una storia
    sacra,
    a due passi da una magia
    millenaria,
    a due passi arriva il mistero
    di chi ha sorrisi e gesti
    che hanno il sapore del pane,
    di chi si stringe per spezzare
    le catene
    e sentire il bene,
    di chi non parla molto,
    ma ha sempre parole di riserva
    nel cuore.
    A due passi scarto il regalo
    del tempo,
    mentre il cielo prepara
    la sua spettacolare stella,
    mentre un Dio con la sua eternità
    sta per toccare,
    come un uomo, la terra.

  • 18 dicembre 2019 alle ore 17:28
    L’autentico respiro del tempo

     
     
    Recluso nel mescolìo dell’oggi
    m’è di conforto l’azzurro aspetto
    del mare mio ultimo migliore
    quando, nei meriggi d’agosto,
    dell’acqua non vedevo i rimbalzi
    e, lamine perfette, le onde
    stillavano frescura alla battigia.
     
    Era - quello - l’autentico respiro
    del tempo che intanto scorreva
    quieto, generoso seppur lesto,
    a scandire ogni brivido nuovo
    in un cuore in balia delle emozioni.
    Volumi, curve e colori nella norma.
    Toni regolari, aritmie assenti.
     
    *
    Anno di stesura 2013
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     

  • 18 dicembre 2019 alle ore 15:30
    Basterebbe

    leggere un capitolo di addii
    tremare col pensiero
    prima e dopo

    chiedere alle statue
    dov'è nascosta la bellezza
    dopo che il muschio l'ha ossidata
     

  • 17 dicembre 2019 alle ore 22:33
    Con passi sotterranei

    In metrò le diottrie
    sono sempre meno,
    fondo il corridoio, scuro
    ventre di boa riempito
    di ogni sorta di bestiole
    frullate in bolo
    rapprese
    fino a schiuse sperate.
    Bocche, appendono il sorriso
    a odori di metallo
    opaco e incandescente
    come una lama asciutta
    sopra un fiore.
     
    I mitici lettori bevono
    capitoli, prendendo fiato
    in afoni intervalli.
    Sobbalzano a stridii
    ancora presi in loro coesistenze.
    Altro è
    il flusso d’inerti viaggiatori
    col nemico sul collo
    e ponti immaginari, fughe-  
    senza salvarsi mai.

  • 17 dicembre 2019 alle ore 21:11
    haiku n. 137 (caffè fumante)

    caffè fumante - 
    tamburella sui vetri
    pioggia d'autunno

  • 17 dicembre 2019 alle ore 21:08
    haiku n. 136 (vecchio sul molo)

    vecchio sul molo -
    con la pipa tra i denti
    guarda lontano

  • 16 dicembre 2019 alle ore 12:31
    Scriverò di te

     
    Scriverò di te
    quando l’ultimo gradino azzurro
    dietro di me perderà colore
    per frantumarsi sulla terra.
     
    Giunto alla regione estrema
    mi sdraierò sul feto di una nuvola,
    inizierò a girare il nastro
    e ti vedrò a colori.
     
    Scriverò di te
    sulle sfere del nuovo ossigeno.
    Narrerò del nostro amore
    e ne descriverò i colori.

  • 15 dicembre 2019 alle ore 19:04
    La vagina ("sora magna")

    La vagina, salt'imboccca
    ma non é alla "romana",
    fa goder se la si tocca
    anche una settimana.
    La vagina, beata lei
    porta vita a tutte l'hore
    se vogliam non dorme mai
    non l'anno però preti s'ille suore.
    La vagina: ella compagna
    in salute e malattia,
    che piacer se la si bagna 
    alla vergine com all'arpia.
    La vagina: in conclusione
    "sora magna" l'é dei buchi,
    un pertugio birbaccione
    da divertir anche gl'eunuchi!

    Taranto, 14 settembre 2016.