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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 19 dicembre 2017 alle ore 20:57
    Poveri ma belli

    Volti pallidi e affranti
    di chi con le spalle ricurve
    e la camicia stazzonata
    va a quest'ora
    incontro alla sua sorte
    illumina l'alba con dolcezza
    E lascia dietro di Loro
    scie di messaggi
    di cui altre spalle
    ora sol tremolanti
    ne coglieranno
    l'essenza della speranza
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 19 dicembre 2017 alle ore 11:05
    Caro diario...

    Ho iniziato a scriverti per parlarti di me.
    E un po' anche di lui.
    Ti ho raccontato i miei sentimenti più intimi, tutti i miei dolori, le mie follie e anche le mie gioie.
    Tu hai conosciuto tutto di me.
    Ciò che ero.
    Ciò che sono.
    Ho riversato in te, tutta me stessa, semplicemente donandomi.
    E non ti ho nascosto nulla.

    Caro diario...
    In te ho riposto tutte le mie emozioni, appassionandomi, dilungandomi, tergiversando.
    Imperterrita ti ho raccontato di me.
    E di lui.
    Lui che è stato il mio sogno, la mia illusione, il mio tormento, la mia passione, la mia vita.
    Lui che è stato tutto.
    Lui che non finirà mai di essere lui.

    Caro diario...
    I ricordi si sono succeduti l'uno all'altro, fluendo vividi e appassionati.
    I ricordi di noi e di tutto ciò che avrebbe potuto essere e non è stato...

  • 19 dicembre 2017 alle ore 11:03
    L'isola che non c'è

    Sono partita su un aereo immaginario, verso lidi stupendi e meravigliosi, creati dalla mia mente.
    Luoghi fantastici e fantasiosi dove solo tu ed io esistevamo.
    Tu ed io.
    Noi.
    Lì, stesi al sole.
    Mano nella mano.
    Vicini.
    Indivisibili.
    In un mondo tutto e solo nostro.
    Creato soltanto per il nostro piacere.
    Dove vivere e viverci.
    Dove amarci senza riserve.
    Ho creato il nostro mondo, intimo e privato, solo per poterci amare.
    La nostra isola di paradiso.
    La nostra isola che non c'è...

  • 19 dicembre 2017 alle ore 11:02
    Un amore che finisce

    Così finisce qualcosa che sembrava grande.
    Resta solo un'immensa solitudine, una voragine attorno all'anima.
    Così finisce un grande amore, nel vuoto del silenzio, con parole mai dette.
    Un silenzio talmente rumoroso che urla tutto il proprio dolore.
    Ma è un silenzio che porta pace, la pace di un amore che finisce.

  • 18 dicembre 2017 alle ore 22:12

    Ho imparato a mettermi comoda mentre sparlate. A sedermi comodamente per aspettare la fine del vostro momento di ego infinito e frustrato. Ho imparato a sedermi comodamente controllando lo smalto mentre giudicate anche ciò che di me non conoscete. Comodissima nella mia coscienza pulita ascolto... Ascolto le mille storie, le parole offensive, le lezioni di vita che mi fate. Quante attenzioni senza muovere nemmeno un dito. Pensate... Tutto questo tempo, attenzione e considerazione stando comodamente seduta al mio posto. Del resto io al mio posto ci so stare... E sappiate che è imparando a stare al proprio posto che si impara poco a poco a farsi i fatti propri!

  • 18 dicembre 2017 alle ore 19:54
    Un lusso

    È un lusso
    lasciar che penda
    frugale e chiara
    una stilla, una nuova
    dal fondo.
    Si sporge un viso
    malgrado non volessi,
    cos’è, domanda muto,
    e sospetta che i treni
    per quello esistano
    -sempre qualcuno
    in mezzo alla folla che torna
    con un filo di freddo,
    perché.

  • 18 dicembre 2017 alle ore 18:48
    Tu

    Tu
    colore che sei
    non vedi ombre
    e resti incanto
    in questo mondo
    di anime perse
    costrette all'oblio
    dal vivere sparso
    come nuvole meste
    sospese e disattese

    tu
    colore che resta
    vivi nel fondo
    del mondo a rovescio
    e muovi quel tondo
    di terra sottesa
    al cielo bluastro
    impigliato di sole
    sorpresa d'inverno.

     

  • 18 dicembre 2017 alle ore 12:38
    Bagliori di cristallo

    L’inverno è già iniziato:
    fredde giornate
    si ripetono
    monotone
    come alberi
    dalle foglie ingiallite,
    un pallido sole
    s’intravede tra le nubi,
    veloce se ne andrà un altro anno
    lasciando la compagnia di un rigido inverno,
    foglie secche per terra cadute
    come tappeto dorato
    annunciano il passaggio
    tra l’autunno e l’inverno,
    il futuro si sovrappone al presente
    introducendo la fredda stagione
    ormai alle porte,
    un altro inverno passerà
    lasciando spazio alla calda stagione
    dai fiori profumati,
    ricordi d’amore di un tempo passato
    che mai più ritornerà.
     

  • 17 dicembre 2017 alle ore 18:47
    Santa Sabina

    Liscia
    di pietre, acqua e brezza
    armonia rilucente
     
    un osanna blu
    privo di appartenenza.
     
    Solo l’alba assorta, la torre
    i lineamenti dei gabbiani,
    solo linee di pace
    nel canone dell’eternarsi.
     
    (Il tempo)
    il tempo posa qui
    ma non dimora
    è rituale di sponde
    mappa reale, rarefatta
    che spinge a noi i Balcani. 
     
    E sembra siamo nati al largo
    tutti
    limitrofi d’immensità
    uniti i tratti: quei monti
    con le dune nostre
    scolpiti in ruggia d’onda
    al fianco stretto del Mediterraneo.
     
    E siamo nati qui sicuro
    in una lingua barbara
    più larga.

  • 17 dicembre 2017 alle ore 18:35
    Epifania

    L’incedere separa
    il cielo dall’abisso.
    Negli occhi ti s’accorda
    l’universo, che stringe
    l’archetto sulle corde
    dell’aurora. L’adagio
    risuona il tuo sorriso
    nel vento di rugiada
    e il canto si fa coro
    d’iberide sul muro.

  • Non solo quiete d’estati antiche
    o verde nell’azzurro
    né a largo slarghi di mare scuro
    dove in eterno è l’affondare.

    Non il vagare al vento avvolto
    o il sale in faccia 
    né abbraccio d’acqua, rifugio nero
    - orgia d’assoli, silenzio, nulla, e tutto.

    Non navi bianche al porto
    approdo a luci vive
    né sguardi verso l’Ellade 
    deviati dal timone.

    Ma quelle mille barche a traboccare
    il popolo più antico
    cacciato dalla terra al mare amico
    nell’Europa 
    dimentica, già allora
    secca di sangue d’anima.

    Ma quelle mille bocche tutte lorde
    illiri o non illiri - incerto ceppo -
    a terra occhi-Balcani
    quegli occhi neri su mani molle,
    e tre parole da mille antenne 
    torte di là dal mare, strozzate in gola.

    Barriera e sfogo, via-ponte-fuga
    - un mare madre che accoglie e mescola.
    Come la terra mia
    è un impeto mai pago
    misericordia memore
    d’unione primordiale.

     

  • 17 dicembre 2017 alle ore 14:08

    Non rimpiango niente... non rimpiango te e non rimpiango noi. Rimpiango solo il tempo, rimpiango di non aver dato a me stessa la possibilità di non sentirsi così sola. Odiarti? Mai... Troppo l’amore che ho provato. Troppo il bene voluto e dimostrato, a differenza del tuo, in modo sincero. Malgrado tu mi abbia voltato per l’ennesima volta le spalle con fare vigliacco, ti auguro ogni bene. A te lascio le bugie a cui non credo più... le lascio lì nel vento mentre corro verso una vita nuova e migliore di quella avuta fino ad oggi... Saró sempre migliore di te... SEMPRE! 

  • 17 dicembre 2017 alle ore 10:29
    Davanzali

    Un morbido violino, senti come
    si spande sulle cose che profumano
    su davanzali perenni: saremo albe anche poi
    che la voce volterà il vento dei vissuti,
    a goccia sul silenzio 
    del tempo vivo dei suoi passi,
    anche dal verde del giardino onirico
    canta l’alloro delle promesse
    diventate fiori

  • 16 dicembre 2017 alle ore 12:42
    Calda...

    Distesa,
    leggera,
    sospiri di passione.
    Corpo caldo,
    vibrante,
    che anela solo a languide carezze.
    Seni nudi,
    offerti a mani possessive,
    piene di un desiderio che toglie il respiro.
    Corpo fluido e malizioso,
    che aspetta solo di essere appagato, in una erotica danza senza tempo, che trascina i cuori in un vortice di deliziosa passione.
    E solo i sospiri, racconteranno tutte le parole mai dette...

  • 16 dicembre 2017 alle ore 12:35
    Mi manca

    Mi manca tanto l'uomo che pensavo che tu fossi.
    Quello che avevo idealizzato,
    quello che sapeva prevenire i miei desideri.
    Quello che sapeva coccolarmi, assecondarmi, accontentarmi.
    Quello che era presente anche senza esserlo.
    Quello che mi cercava, mi desiderava, mi faceva sentire importante.
    Quell'uomo che all'improvviso è scomparso nel nulla, rivelandosi, purtroppo, simile a tanti altri.
    Quell'uomo che ha smesso, senza saperlo, di essere la presenza fondamentale della mia esistenza.

    E adesso mi manca.
    Come l'aria.
    Come l'acqua.
    Come tutto ciò che ci aiuta a sopravvivere.
    Mi manca quell'uomo  che è stato mio, e che non smetterò mai di cercare.
    Perché so che non mi accontentero' di nessun altro.

  • 15 dicembre 2017 alle ore 23:58

    Prima piccoli e poi grandi. Per crescere si deve cadere e rialzarsi. Prima bambini, poi ragazzi e successivamente uomini. 
    Per essere grandi uomini bisogna imparare a lottare, a credere in se stessi, ad essere forti e soprattutto a non darsi sconfitti mai. 
    Sei un uomo ormai e come ogni uomo che vale saprai rialzarti, lottare e trovare la giusta strada per essere ogni giorno un uomo migliore.

  • 15 dicembre 2017 alle ore 20:53
    Conferme d'esistenza

    Viaggio leggero
    nello stupore di me stesso

    isolato volontario

    in una dimensione
    in cui non mi ritrovo

    E m'accompagnano ancora
    le ombre della mia gavetta

    quelle passioni oltre la verità

    arcobaleni d'orizzonti

    che nel fascino unico
    dei loro colori

    lasciano all'anima

    il piacere di sentire
    il cuore che parla e dice:-

    qualunque cosa tu farai
    io sarò sempre nel tuo petto
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • "Il mio vivere è qui,dove m'arrivano i pensieri più profondi" (Cesmo)

    Guardo
    nei miei giorni
    a lungo
    negli abissi del futuro
    sperando dentro al cuore
    che nel tempo
    qualche abisso
    mi rivolga il suo sguardo
    E mi sovviene spesso
    il desiderio di smettere
    di non voler più
    fare parte del "de profundis"
    in cui è sublime immergermi
    pur nel piacere di rifiutarlo
    E brividi di passione
    m'attraversano
    al pensiero di gettare la penna
    cancellarne l'inchiostro
    chiudere la porta ai versi
    mentre godo a ammirare la Natura
    avvicinarmi Lei
    coglierne l'essenza
    e viverci dentro
    nel reciproco rispetto
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 15 dicembre 2017 alle ore 20:49
    Scrivere... scrivere

    Nel desiderio di parlare
    a chiunque abbia voglia d'ascoltare

    colgo al volo le occasioni
    per esaudire questa mia innata sfrontatezza

    E vado in giro
    sempre con la penna in mano

    a raccontar di cuori e d'occhi dolci

    e di sofferenze e d'allegrie
    nella volontà di sapere

    e nella resa definitiva del mio godere

    a questo desiderio che s'insinua dentro
    e s'infrange in mille emozioni di piacere

    a permeare il cuore e la mente
    nell'abbraccio d'ogni sentimento

    diffondendosi nella voce
    al singhiozzo rauco della passione
    .
    Cesare Moceo @
    tutti i diritti riservati
     

  • 15 dicembre 2017 alle ore 20:47
    Anziani alla villa comunale

    Vado
    per le vie del giorno

    incontro a visi corrucciati

    espressioni oscure

    con le luci del cuore
    a spegnersi una dopo l'altra

    e le emozioni
    a farsi sempre più rare

    nel sentire nell'anima

    sempre più forte

    i tumulti del loro passato

    Stravaccati sui pensieri

    nell'afflizione degli occhi stanchi

    vivono le ire furenti di questo presente
    e il rapido esaurirsi delle antiche passioni

    conseguenza di un'eleganza perduta

    nella nobiltà d'interiori timidezze

    rivestite ancora d'abiti d'umilta'

    E ci sono giorni in cui
    a nulla serve il sorgere del sole
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 15 dicembre 2017 alle ore 20:45
    Tra noi nessun segreto

    Quante volte
    mi sono affacciato
    a questa balaustra
    e viver d'emozioni
    nel mio scrutar lontano
    E ogni giorno
    e in tutte le sue ore
    conservi ai miei occhi
    lo stesso mare
    e lo stesso profilo
    immutato nel tempo
    a baciare a oriente
    e a occidente
    le linee vermiglie
    delle albe e dei tramonti
    Tu piccola grande terra
    dove Io uomo
    venuto dall'ovest
    collezionista di visioni proibite
    condivido il tuo respiro
    a viver giorni da favola
    e con essi
    tutti i difetti che amo di te
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 15 dicembre 2017 alle ore 20:43
    E qui lascio la mia visione del mondo

    Sono qui
    come ogni mattina
    con il mio Noel

    immerso nell'immenso piacere
    di contemplare il mare
    con il suo bellissimo colore rosa
    che m'invita alla vita

    a immaginare in questo vivere
    orizzonti di confine
    tra il limite del mio sguardo
    e il mistero che si cela oltre il mio visibile

    Emozionato come tutti i giorni
    mi pervade la sensazione
    d'oltrepassare i miei pensieri
    che corrono in quest'infinito

    a illuminare l'aldila'

    questo mondo oscuro
    che mi attrae e mi respinge
    nell'ebbrezza della paura
    e nella sublimazione dei tormenti

    E mi rasserena
    il mio amore per l'Universo
    quale garanzia per il futuro
    a confermarmi che c'è vita oltre la morte
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 15 dicembre 2017 alle ore 20:40
    Come se non ci fosse un domani

    Non è la storia scontata di un eroe la mia

    che s'avventura ogni giorno

    nei percorsi tortuosi dell'anima

    intestardita d'arrivare alla conoscenza
    del fascino antico sprigionato dal sapere

    No... è tutt'altra cosa...

    Convinto nel mio Essere

    che qualcosa di oscuro e d'ineffabile
    stravolge l'ordine dei pensieri

    vivo la sensazione d'essere immerso
    nel fondo di una sorgente

    da cui sgorgano astruse intuizioni

    E penso a Voi

    che date ai figli solo comodità superflue

    sottraendovi al dovere
    di essere i migliori esempi viventi

    come se nel vostro vivere
    non dovesse esserci più alcun domani
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 15 dicembre 2017 alle ore 20:38
    Cuori oltre la vita

    Espressioni di tenerezza
    dipingono i nostri visi

    quando al mattino
    i raggi del sole fanciullo

    scivolano felici
    sui nostri capelli scarmigliati

    mentre gli occhi
    emettono la loro dolcezza

    nello sguardo alle nostre bocche
    ansiose d'incontrarsi

    E viviamo da sempre sotto quel sole

    illuminati nei cuori dai desideri morali
    che anticipano le nostre voglie convulse

    riuscendo ancora oggi a comprendere
    l'interiorita' dei nostri pensieri

    senza nasconderci al mondo
    nelle nostre passioni

    e rivelando a noi stessi e agli altri

    tutta la Verità Celeste
    che c'ispira la mente

    a lasciarla felice eredità
    nel piacere di poterne godere
    .
    Cesare Moceo destrierodoc (c)

  • 15 dicembre 2017 alle ore 19:22
    Insegnate ai bambini a sorridere

    Insegnate ai bambini a sorridere
    A colorare il mondo di un colore nuovo
    Ad accarezzare il cielo con le mani e l’erba verde con il cuore.
     
    Insegnate ai bambini a sorridere
    A giocare felici con la vita
    A costruire un paese diverso
    Fatto di note lievi, musica e felicità.
     
    Insegnate ai bambini a sorridere
    Ad abbracciare ogni loro istante
    A dormire sereni su cuscini di nuvole
    Avvolti da lenzuola fatte di fiori e farfalle.
     
    Insegnate ai bambini a sorridere
    A sognare elfi e fate
    A danzare leggeri con gli alberi.
     
    Insegnate ai bambini a sorridere
    Sorridendo loro
    Sorridendo alla vita