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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 25 aprile alle ore 23:19
    Com'io sono

    Io sono come sono
    amabile imperfetta giudicabile
    forte fragile improbabile
    distruggibile
    Io sono come sono
    indistruttibile eterna
    illimitata
    diffusa in molecole
    mobili fisse effuse
    Io sono come sono:
    plancton nei mari
    suoni nell'universo
    granello avvolto dalla rena
    Io sono come sono
    attimo di spazio c'avvolge
    il Tempo d'un abbraccio
    lì, dove tu sei
    Io sono come sono
    uguale a quel che tu vedi
    quando guardi me
    dal qui in poi
    Io sono come sono
    e tu vedimi qual io sono
    c'altro non potrei
    né voglio essere
    Io sono come sono
    l'amabile imperfetta giudicabile
    distruggibible
    fragile e forte anima
    nell'universo tangibile.

  • 25 aprile alle ore 22:21
    La vita di tutti i giorni

    Impegno il mio ingegno

    per oltrepassare i ponti

    che i pensieri
    costruiscono tra loro

    ornati e decorati di valore
    per abbellire la vita

    E passo le giornate
    subendone la bonta' e il piacere

    aristocrazie importanti

    belle amicizie
    da tenersi strette

    per allenare la mente
    e ampliare il sapere
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 25 aprile alle ore 22:15
    Carisma e bizzarrìa

    Travestito
    da cio' che sono nella realta'

    carisma e bizzarrìa

    sono sempre pronto
    a rimettermi in gioco

    e assomigliare

    a un qualche piatto prelibato

    che va d'accordo
    con tutti gli ingredienti della vita

    e che piace a tutti i palati

    Questo e' il mio sogno
    nel cassetto del desideri

    conservato ancora integro

    e che riprendo con perspicacia
    in ogni alba che nasce
    .
    Cesare Moceo destrierodoc
    Tutti i diritti riservati

  • 25 aprile alle ore 22:13
    Le condizioni della mente

    Nel tempo

    calan nella mente

    desideri e passioni

    un inverno che arriva
    con tutte le sue tempeste

    E gia' viviamo spente giornate
    con l'anima cosparsa di rughe

    segnati

    pallidi

    stanchi della vita vissuta

    e esposti alla corrosione dei tormenti
    nell’anelito di infinito che la mente evoca

    E nella pochezza d'essa

    superare e trascendere
    da queste condizioni
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 25 aprile alle ore 22:11
    Oltre il mito (di Narciso)

    Padre fondatore della mia evoluzione
    coltivo il mito della mia arte
    nello scrivere e nella creativita'
    E non mi importa
    inventare costruzioni forzate
    per dar da mangiare a leoni famelici
    con letture biografiche
    ma riscoprirmi
    nei piaceri della mia intimita'
    e sentirmi rinascere nei viaggi
    che l'anima il cuore e la mente
    organizzano assieme
    nella loro semplicita' d'intenti
    a farmi sentire diverso dal mondo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 25 aprile alle ore 22:08
    Le passeggiate della mente

    Rimango ancora sorpreso
    di quanto fumo
    esce da pensieri stracotti
    che creano danni devastanti
    specialmente al cervello
    se recitati traviati al mondo
    piu' per sognare che per vivere
    Forti cambiamenti voluti
    a stravolgere la realta'
    a proprio piacimento
    tra i polverosi sentieri della mente
    dove passeggiare con diverso spirito
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 25 aprile alle ore 18:38
    Perfino le tue sillabe d'erba

    Trasmuterà, la bianca ruggine 
    ancora anello intorno ai colli di piumette 
    a gradazioni al blu,
    per intuizioni di giumelle 
    giadasmeraldo il fiume sbuca. 
    Perfino le tue sillabe d’erba 
    si allungano invisibili -non smetto di ascoltare
    ebbra al meato sporto a primavera. 
    Ma noi: non siamo
    avidi filamenti nel verde di fanghiglie? 
    Un ansito, il frinire d’acqua 
    sulle acacie, siamo?

  • 25 aprile alle ore 14:23
    Resisto

    Resisto all’abitudine di ascoltare
    Notizie a forza dal televisore
    False, ambigue, fuorvianti
    Dalla realtà troppo distanti
    Resisto alle bollette taroccate
    Alle gabelle esagerate
    Agli stipendi da precario
    Ai lavori senza orario
     
    Resisto perché esisto,
    perché amo questo posto
    resisto, insito e poi ci resto
    e non me ne voglio andare
     
    resisto a tutti i falsi alternativi
    compagni finti progressisti
    agli arroganti senza faccia
    politici ignoranti e un po’ sinistri
    resisto agli amici degli amici
    ai loro sporchi interessi individuali
    all’ambiguo non non voler prendere posizione
    al volerci rendere stupidi e impotenti
     
    resisto perché esisto
    perché amo questo posto
    resisto insisto e poi ci resto
    e non me ne voglio andare
     
    resisto perché ho voglia di cambiare
    fosse anche solo con le parole
    questa violenza nel prendere e non dare
    e pretendere che tutto sia dovuto
    resisto per rispetto a chi in passato
    è morto per questa povera democrazia
    per garantirci tutti quei diritti
    chechi governa ora ci vuole negare
     
    resisto perché esisto
    perché odio stare al mio posto
    resisto insisto e poi ci resto
    e non me ne voglio andare

  • 25 aprile alle ore 7:13
    -tre fazzoletti di carta

    tre fazzoletti di carta
    Un leggero brusio
    Chiunque li può mettere in
    Tasca
    Sotto le lunghe maniche
    Dell’inverno
    A volte ne tocchiamo uno
    Allo scoperto
    Con il lembo terminale
    Piegato ai respiri del buio
    Nessuna rifinitura
    Tutti e tre si arrotolano
    Uno sull’altro
    Nel centro del pacchetto
    trasparente
    In avaria del tempo
    Tra i  piedi oncologici
    Che si spalancano sulla strada
    Del tempo
     
     

  • Tesoro mio_ potresti portare via
    Questo cadavere che scintilla
    Senza fare niente?
    Magari è lì da un sacco di tempo
    Pronto alle interiora che si rivestono
    In cerca di estranei
    Hai concimato la sua bocca?
    E il colletto dai lividi stazionari?

    Tesoro mio_ il sole si ingobbisce
    Nella notte accecante
    Le zanzare entrano
    Dalle palpebre del vuoto
    Con il ronzio
    Di un’eterna proboscide
    Mentre da principio
    Tutte le ore sembrano amputare
    Qualsiasi fiore cedevole
    Al cielo

  • 24 aprile alle ore 20:49
    Una vita in salita

    Una vita in salita

    Non finisco mai

    di combattere battaglie
    che non mi appartengono

    anche in quell'intimita'
    che soddisfa il silenzio

    Io soldato
    agli ordini di me stesso

    porto in dono alla Pace

    le donne e gli uomini
    della mia terra

    con i loro volti tumefatti

    e grondanti di sangue
    trasformato in amore

    e nei cui occhi
    brilla la luce della Liberta'

    grazie alla quale

    hanno imparato
    a accettare sereni

    afflizioni e tormenti
    di una vita in salita
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 24 aprile alle ore 20:48
    Felice destino

    Vivo appieno
    e nella mia lealta'

    senza fingermi altro
    se non quello che sono

    Scrivo la mia vita

    cosparsa dei fiori colorati

    che sbocciano
    lungo la strada del mio andare

    tra i miei passi

    avvolti dal calore
    di queste quasi estive giornate

    e nella loro tranquillita'
    che per me diventa bellezza

    E un filo di vento
    accarezza il mio corpo accaldato

    avvolto nelle vesti leggere
    del pudore palese d'un felice destino

    e del mio perdono

    donato col cuore
    all'incoscienza del mondo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
     

  • 24 aprile alle ore 20:44
    La solitudine dell'anima

    Notti insonni

    a parlarmi addosso

    a recitare i miei rosari
    e fingermi cio' che non sono

    tra lacrime immaginate
    in ricordi obbligati e tormenti taciuti

    E mi ritrovo nostalgico
    in questa mia fragilita'

    in queste emozioni

    affastellate nel caos
    di questi attimi di silenzio acuto

    dove solo la mia anima...vive
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 24 aprile alle ore 20:43
    29/09/1953... un parto fortunato

    Pazzo del tutto e subito

    e energizzato dal mio
    irrefrenabile spirito creativo

    appassionante e magico

    mi pervade la speranza del mondo
    in stimolanti e affascinanti forme d'arte

    con la promessa d'un miglior futuro

    Adolescenze di un sogno
    destinate a divenire adulte

    rendendo quella speranza

    la realta' che dovra' aiutare
    le sorti della vita

    e consolarmi nell'anima

    nell'inseguire sogni irrealizzabili

    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 24 aprile alle ore 20:41
    I sacrifici della senilità

    A meta' strada
    tra i sessanta e i settanta

    esprimo tutto “il mio male”

    l’inquietudine

    l’irrequietezza

    la malinconia
    del mio spirito ribelle

    contro questo finto vivere

    e i suoi momenti
    di falso romanticismo

    Animato da un fosco sconforto
    e da una disperata ribellione

    mi macero i giorni

    in nostalgici ricordi
    della mia anima che sogna

    e va serena per la sua verita'
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 24 aprile alle ore 20:39
    Il mio mare, la mia fede

    Tra gli spazi verdeggianti dell'anima
    distendo il mio vivere al mare

    splendido testimone fedele
    del mio gia' scorso passato

    E coltivo la' le mie croci
    sotto i raggi cocenti del sole

    nel silenzio segnato dagli anni

    innaffiando di lacrime e amore
    la mia fede
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 24 aprile alle ore 20:38
    Insofferenza mattutina

    Come un'onda impetuosa

    il mio pensare

    raccolto povero
    dalle mille sfumature

    dei campi incolti della mente

    si leva alto

    testimone d'amore
    e d'odio silente

    a parlar con le stelle

    E stringo tra le mani la vita

    sporca

    d'ingarbugliato tormento
    e d'un insano soffrire

    libero e prigioniero io stesso
    dei miei vuoti interiori
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 24 aprile alle ore 20:34
    La ricerca della Verità

    Siamo animali molto feroci

    noi umani

    naufraghi su questa terra

    sulle sue coste
    frastagliate dagli egoismi

    di chi non si assume
    la responsabilita' del futuro

    e rimane inerme

    fragile

    figura controversa

    a creare fragilita'
    e celebrare la morte del suo prossimo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 24 aprile alle ore 20:33
    Il mio viver d'amore

    Traccio rime
    quale pellegrino in adorazione

    nonostante nulla

    neanche una misera ombra

    il mio andar

    dona al mio viver d'amore

    Esso rimane là

    lucente e fresco
    come appena sgorgato

    a non temer rivali

    oltre al cuore

    con le sue parole

    a innamorarsi di me
    e del mio esser

    riflesso sui fogli
    della sua stessa passione

    E la'

    ho il destino d'essere soltanto la tela
    su cui dipinge i suoi sogni
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 24 aprile alle ore 20:32
    Momenti di pace

    Leggo

    e rimango immobile
    dentro ai miei sogni

    dov'e' immediato
    il fare amicizia con la passione

    prima che al loro avverarsi
    piu' non accada

    La' io sento
    note di musiche lontane

    rimasugli di antiche afflizioni

    spinte dal vento dell'odio

    la' io vedo il mio sorriso
    a richiamar la bellezza del sole

    e farne scintille d'amore
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 24 aprile alle ore 20:30
    Aprirsi al mondo

    Incontrarci

    dialogare

    raccontarci tra noi
    la nostra esperienza

    nella scelta curiosa
    che diviene sorpresa

    a opporre resistenza

    alla difficolta' d'avere pazienza
    con chi erge la vita

    a copertura delle frustrazioni

    E vivere dell'incontro fra anime
    con interiorita' spiccate

    anche violente

    riempiendole di gioia

    poiche' e' quella
    che permette di aprirsi al mondo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 24 aprile alle ore 20:29
    Lacrime inaridite

    Cammino

    col passo pomeridiano
    e gli occhi fissi sul passato

    a srotolare le mie ombre e i ricordi

    Il mio pensiero va
    a chi non puo' starmi piu' vicino

    nel rimprovero che mi faccio

    per la scarsa comprensione
    che la vita non e' eterna

    sbriciolando richieste di perdono

    per traguardi non raggiunti
    e inquietudini mostrate

    E vado

    solo con me stesso
    mano nella mano

    a condividere ancora
    il tempo concessomi

    e ringraziando Iddio
    per non essermi perso

    Ma inutile e' il mio pensare
    impregnato ormai di lacrime inaridite
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 24 aprile alle ore 20:27
    Uomo, perché?

    Pensieri macabri e teneri
    attraversano lucide follie
    e intenti di giustizia sommaria
    Lunghi viaggi negl'inferi
    in compagnia di se stessi
    e dei propri malesseri
    nella solitudine che coltiva
    fissazioni sempre verdi
    e aneliti d'amore non corrisposto
    E perdersi e lasciarsi andare
    macchiandosi l'anima
    di quei ricordi e quei profumi
    che arman le mani
    di volonta' assassine
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 24 aprile alle ore 19:21
    Un tappeto di amaranto

    Non dormo
    di ronda a strali esistenziali
    sobillatrice di torpori 

    del bisogno respinto
    margine di prolassi remoti
    adorno visioni -fugacemente 

    Si desta sollievo, una polvere 
    di riguardosa concupiscenza:
    vite immaginate, dai crampi intatti 
    mai messe al bando
    mai quanto l’urgenza 

    come segno semplice 
    mi troveranno, albina
    sotto un tappeto di amaranto

  • 24 aprile alle ore 19:16
    Frammento 5 "Solchi"

     
    I solchi nel deserto
    sono le carezze del vento
    sui sottili granelli di sabbia
    I solchi nell'anima
    sono le tue parole che cantano
    la bellezza divina dell’amore