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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 09 gennaio 2014 alle ore 8:22
    Ecco l'alba del nuovo dì

    Ecco l’alba del nuovo dì
    sfavillio effonde nel mio cuore
    illuminando l’amore
    che provo per  te.
    I tenui colori nascenti
    sempre più intensi
    fortificano veementemente
    il sublime sentire
    che nutro verso di te.
    L’aria prima fosca
    la tua luce
    coi suoi fervidi raggi,
    o nobile alba,
    rende ancor più limpida e tersa
    bollendo
    le eccelse emozioni
    che stimoli nel mio cuore.
    Dolce e chiara
    m’appare la tua carità
    divina Mater Matuta
    che tanto fervore
    all’animo mio infondi.

  • 09 gennaio 2014 alle ore 0:18
    Un filo di sole

    Aquilone che si libra in aria,libero,il cielo,aria,un filo...
    Aquilone solo,un sospiro,cade,di nuovo la terra.
    La terra,e con lei la sua ultima emozione volata via con l'utlimo sospiro di sole,d'estate.
     

  • 09 gennaio 2014 alle ore 0:11
    Oro tra le tue mani

    Tieni oro tra le mani,come nuvole di passaggio tra le cime degli alberi in una fredda notte d'inverno.
    Tieni oro tra le mani,come l'ultimo raggio di sole che si addormenta dietro la montagna al perdersi del giorno.
    Tieni oro tra le mani,come la carezza di una madre al figlio prima di una lunga notte.
    Tieni oro tra le mani,come un bisbiglio detto all'orecchio tra due innamorati stanchi di essere osservati.
    Tieni oro tra le mani,come la pioggia che scivola lentamente a valle,per poi addormentarsi in mare,stanca!
    Tieni oro tra le mani,come una fiamma che tra due fuochi cerca la via più facile per nascere silenziosa.
    Tieni oro tra le mani,come il fumo che avvolge anche l'ultimo degli uomini più forti accogliendolo tra le sue braccia.
    Così,tra oro e fumo ti nascondi dentro me,timida,lucente emozione.

  • 09 gennaio 2014 alle ore 0:04
    Stella

    Quando un giorno alzai lo sguardo,e vidi quella stella tagliare il cielo
    Allora tutto prese forma,i colori divennero idee,e l'aria assorbì anche l'ultimo pensiero
    avvolto tra le mie mani.
    Lampi tra gli occhi,tuoni tra le mie dita.
    Passi tra le foglie d'autunno,ombre dietro gli alberi.
    Così la mia vita,così il tuo amore.

  • 08 gennaio 2014 alle ore 22:22
    Il parrucchiere dell'anima

    Sentire il dovere della lealtà 
    nel cercare
    la vera natura dei miei misteri 
    nelle notti d'insonnie
    e di discordie
    tra la testa e il cuore
    Mi rivolgo a Voi stelle del cielo
    nei muti lamenti
    dei miei brividi infernali
    coi pensieri
    che vagano pel cielo
    tra sentieri di ricordi
    senza ombre ne rimpianti
    a fantasticare e ansimare
    stanchi della vita d'ogni giorno 
    a evocare fragranze 
    e pettinare
    i silenzi colorati dei sogni
    arcobaleni racchiusi nell'anima 
    che profumano
    l'aria inquinata della solitudine
    nascosta nel buio
    e rischiarano i miei occhi
    rivolti al domani
    .
    cesaremoceo

  • 08 gennaio 2014 alle ore 21:58
    L'uomo d'oro

    Disegna ciò che immagini al dilà,
    quello che desideri trovare
    oltre il crinale
    prima di salpare.
    Se usi quei colori definiti
    che tanto brami e ami
    li troverai dall'altra parte
    tali e quali la visione
    al tuo attraccare.
     
    (Sei tutto ciò che pensi,
    sei tutto ciò che vuoi,
    sei tutto ciò che ami).

  • 08 gennaio 2014 alle ore 14:24
    L'immaginazione

    L'immaginazione di un viver
    bene, ti porta ad esser felice
    ma è soltanto un momento
    uno stupido istante
    che ti illude e ti fa star male
    da non poter più sopportare
    discorsi buttati al vento
    quel vento
    che finge di rinascere per te
    tramontando quando apri
    gli occhi, svegliandoti da un sogno
    trasformato
    in un incubo vero

  • 08 gennaio 2014 alle ore 11:01
    Un anno di Bene per Tutti

    Anno nuovo giungi in me, 
    ma non so se tu sarai

    altezzoso o ambizioso,
    bilioso e bellicoso,
    affettuoso o coraggioso
    fiducioso e giudizioso.

    Vorrei per tutti... un anno bello!

    senza fame e carestie,
    senza male e... antipatie,
    senza guerra ed euforia;

    con giustizia ed amicizia,
    in amore ed in letizia,

    con dolcezza e tanto affetto
    verso amabil mio fratello
    che mi tende la sua mano
    per un gesto caldo e umano.

    Dona amore, anno nuovo...!
    fa che sia tu.. migliore.

    Porta cuore, pace e bene
    al figliol che a te appartiene.

  • 07 gennaio 2014 alle ore 21:57
    Chi non ha peccato scagli la prima pietra

    Malvagiamente

    dici di provare rincrescimento 
    per queste immoralità

    dilaganti tra arroganze e presunzioni 

    mentre al contrario sei coinvolto
    al punto di considerarle
    tacche nella cintura

    scalpi da appendere
     
    e calcolare il tutto
    come una pregustazione erotica

    nella felicità di soddisfare
    curiosità che non  riesci a dominare
     
    senza fare a meno
    di ostentare il successo
    delle tue prestazioni

    Perche quando ti chiedono,Uomo,
    come ti chiami
    rispondi sempre:il mio nome è Nessuno?
    .
    cesaremoceo

  • 07 gennaio 2014 alle ore 21:12
    Circumnavigazione dell'anima

    E perdermi nei tuoi occhi
    per il resto dei miei giorni

    e cercare qualche segnale
    di conferma
    che questo è il mio posto

    Vado

    nel mio viaggio intorno all'anima

    a ricercare il senso del bene

    in mezzo all'illusorietà
    che mi coinvolge

    e alla mancanza di coraggio
    per abbattere i limiti della coscienza

    Nella vanità delle parole

    cercare i motivi
    che  mi allontanano dal futuro

    e trovare le risposte

    per tornare ad essere
    il fulcro di me stesso

    tra scintille che accendono la memoria

    rileggere il racconto di me

    correggerne le angosce
     
    per tornare ad essere
    padrone dei miei pensieri

    e credere fermamente
    d'aver davanti un luminoso futuro
    .
    cesaremoceo

  • 07 gennaio 2014 alle ore 15:12
    Sono solo una foglia agitata dal vento

    Con la ragione dispersa
    tra i ghiacciai della coscienza 

    e l'incertezza
    che genera la mia mediocrità
     
    affondo le radici nel  passato

    mai dimenticato

    a chiedermi cosa potrei desiderare
    che non abbia già avuto

    scuotermi fino a scaldare l'anima
     
    e riprendere confidenza col mondo

    addolcirmi il palato
    con le parole e i gesti
    conservati nel tempo
    nello scrigno della bontà

    essere ancora fruitore d'affetti
    e continuare a sorridere 

    dimenticando crudelta' e sofferenze

    tramandate dai tristi momenti vissuti 

    quando tutto era sempre uguale

    grigio anche nei giorni assolati

    e sublimare quegli attimi per sopportare
    il peso di colpe non commesse

    adesso che vado al galoppo
    nell'ippodromo della vita

    col bisogno di sapere cosa Sono
    per continuare ad esserLo

    non farmi travolgere dal traviamento

    tra le speranze
    che il mondo da a se stesso

    e soffrire
    per accomunare gli altri alla mia verità
    .
    cesaremoceo
     

  • 07 gennaio 2014 alle ore 13:37
    Notte estiva

    Lente e lunghissime  ombre
    la candela proietta sulle pareti,
    stanze bianche, sedie di legno.
    Suonano violini immaginari
    in queste lunghe notti afose,
    scorrono piano, come gocce.
    Tutto precipita verso un oblio
    sublime, mistico, infinito tormento,
    piacere lento ed estatico che stringe
    come un nodo, che stinge come
    zucchero  nel forte nero assenzio.

  • 07 gennaio 2014 alle ore 11:22
    Mi incammino

    Mi incammino nella speranza
    di una notte che finisce
    oltre rugose occhiaie
    di sporgenze infinite
    che tagliano il tempo
    urlandogli in faccia
    momenti sofferenti
    colmi di nostalgia
    e sogni che altro non sono
    in questo solitario universo
    silenzioso, dove tenerezza
    non c'è, nel vivere male
    dell'eterna imperfezione
    dell'umana condizione

     

  • 07 gennaio 2014 alle ore 11:11
    Passaggi segreti

    La lontananza di questo
    oro del giorno che misura il cielo
    sulle frontiere di marmo
    è diventata viva come
    una montagna invincibile.
    La mia voce ha lavato il confine
    con una seconda lingua
    e dice dell’incolore del tempo
    e delle carcasse dei meli,
    dei mari lasciati nel viaggio
    in un incompiuto di
    passaggi segreti.
    Da ogni fonte scaturisce
    la siccità molteplice delle distanze,
    il giorno passerà con le sue ali di roccia
    e infine il fiume
    parlerà con la mia voce
    tra le sue
    correnti di nostalgie.

  • 07 gennaio 2014 alle ore 10:35
    Paura Di Amare

    Intensa la paura
    Dell’andare incerto
     
    Tra le rocce sconnesse
    E una pioggia violenta
     
    E confidare nell’ardente
    Tragitto luminoso e lieto
     
    Lontano dalla solitudine
    Tra Profumi del prato
     
    Nei cuori cercati orizzonti
    Vicino al faro guida celeste

    Che protegge le fife del buio
    E l’insaziabilità delle voglie
     
    Nel quotidiano vivere la luce
    E l’amare fatto di semplicità

    Con nuovi propositi futuri
    E molte riflessioni d’amore

  • 06 gennaio 2014 alle ore 21:39
    Il richiamo

    Non guardo mai il cielo,tranne quando c'é il richiamo,
    l'eterno appuntamento con la luna
    non guardo il cielo per avere una mappa
    non mi guidano le stelle sono troppo belle
    e la bellezza sconvolge e inganna....
    questo mare scuro ,questi percorsi difficili
    questi sentieri pieni di ostacoli dove spesso annego
    sono il mio percorso.
    inganni e ostacoli sono due cose diverse .
    Sono arrivata all'appuntamento
    ci sei tu ad attendermi
    ma non avevo tutta questa certezza...
    alcune stelle non sono presenti dalla vergogna;
    C'é una grande differenza tra certezza e fede.
    Sai,non ha mai stonato il mio canto d'amore

  • 06 gennaio 2014 alle ore 20:13
    Onde di silenzio

    Il silenzio dice tante cose.

    Dice chi sei, perché soffri.

    Avvolge misteri dentro ai quali noi

    abbiam dimora.

    Avvolge momenti indimenticabili.

    E, in codesto silenzio,

    il nostro ascoltar diventa armonia.

    E, in codesta armonia, noi,

    ci ritroviam diversi se vogliamo.

    Ma in fondo siam sempre noi.

    Il silenzio dice tante cose,

    ma chissà come mai tace sempre.

  • 06 gennaio 2014 alle ore 18:07
    presto partirò

    presto partirò
    ho un appuntamento
    un appuntamento con un sorriso al crocevia dei sogni
    un appuntamento alla stazione della compassione

    il mio treno non aspetterà per molto, non aspetterà in eterno, no
    il treno ad alta velocità e intensità di emozioni non attenderà i ritardatari 
    e non farà eccezioni, no
    il controllore chiederà di vedere il biglietto
    il lasciapassare che noi tutti abbiamo inciso dalla nascita sul cuore
    e mentre il treno correrà veloce in un senso 
    io lo camminerò in senso contrario sino all’ultimo vagone
    è lì che un frammento del senso della vita e del mondo sarà alloggiato
    in attesa, a riposo 

    e all’arrivo al capolinea forse l’avrò raggiunto,
     forse l’avrò colto e assaporato,
     forse no
    ma poco importerà
    l’importante è partire
    l’importante è essere coscienti che
    mentre la vita scorrerà sempre e solo a senso unico 
    verso lo stesso capolinea per tutti noi passeggeri paganti e non
    la nostra anima prima o poi cercherà la ragione di questo viaggio, sempre a ritroso sempre alla fonte originale
    nella culla del cuore da dove noi tutti siamo partiti un tempo
    sempre là all’inizio del nostro pellegrinaggio
    e il senso della vita ci attenderà nell’ultimo vagone 
    a noi indovinare la giusta direzione
    nella tormenta nell’indecisione nella confusione
    che sempre ci accompagneranno
    a noi annusare la polvere nel vento 
    nel mezzo della tormenta, nell'occhio del ciclone
    e indovinare la giusta direzione

    presto partirò
    e così sia

    Marco Bo
    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2014/01/presto-partiro.html

  • 06 gennaio 2014 alle ore 16:23
    Il giorno prima dell'addio

    Non mi amerai 
    come i misteri
    di spine e rovi
    Celanti dentro
    del mondo 
    il segreto

    Non ti amerò 
    distante 
    Pensato
    Creduto vicino
    E le ciglia umide
    sotto i capelli 

    Non scalerò 
    i gradini del tuo corpo
    Incostante di luna
    Caldo e nobile principe

    Per poi tramutarti
    in terra sconosciuta

    Non mi amerai paura
    di cambiare
    D'esser piccolo
    Fragile giocattolo
    fatto di specchi

    Ti amerò 
    Per sempre
    Allora 
    Libertà dell'attimo

    Albatros e rondine
    Come mistero 
    ineffabile

    Sogno proibito
    d'avere due ali

    Rinuncio a D(io)

    Perfetto in me

    Poiché io
    ho ancora
    qualcosa
    di 
    Te 

  • 06 gennaio 2014 alle ore 13:15
    Alle terme

    Claudicanti, curvi, col bastone andavano avanti
    non si sarebbero fermati se non là alla fonte
    quella della giovinezza ai vigorosi corpi rinnovati
    col magico liquore per i fuochi amorosi del cuore.

    Era la promessa dell'acqua nei contenitori
    cantava dai putti danzanti con ninfette bionde
    sull'etichetta a prova d'irresistibili imbonitori
    certo agli stanchi vecchi piacevole illusione.

    Un'orchestrina allietava coi suoi suonatori
    alle terme i balli e le conversazioni nel salone
    e camerieri impeccabili passavano fra i tavoli.

    Arrivava di tanto in tanto qualche dottore
    sorridente condiscendente ai facoltosi
    e nelle pause sul silenzio gorgogliava il fonte.

  • 06 gennaio 2014 alle ore 9:34
    La serietà

    La serietà è bellezza
    rara, se non esistesse
    scoppierebbe un pandemonio
    ed il mondo continuerebbe
    a vacillare, senza sostegni
    per attaccarsi a pali forti
    che reggono gli umani
    indeboliti da raffiche di vento
    spaventose, su convogli
    provvisori, che attendono
    sostituzioni, e finire
    temporaneo servizio

  • 06 gennaio 2014 alle ore 2:39
    Sette lune di vetro

    Sette lune di vetro
    ti veglieranno il sonno
    come sentinelle appostate
    sull'altana del mio sguardo.

    Si svestirà la sera
    dai panni d'imbrunire
    e indosserà Poesia
    e i colori della notte.

    Sette lune di vetro
    sfumeranno all'alba
    sciogliendo i cristalli
    in un inchino
    prostrandosi alla bellezza
    dei tuoi occhi
    dischiusi dentro ai miei.

  • 06 gennaio 2014 alle ore 0:51
    -LO SCRITTORE PAZZO-

    Questa è la strana storia
    di uno scrittore pazzo 
    che voleva raccontar la sua folle vita.
    Di corvi neri sulla sua testa a volteggiar felici
    di carrozze al galoppo
    di funebri episodi, 
    di mari agitati e
    di cuori rotti
    di cuori in cocci,
    frantumati,
    ma il folle non aveva fretta.
    Lui scriveva
    e intorno a lui
    fumo di sigaretta.
    Questa è la strana storia 
    di un uomo affranto
    rideva di gusto ma assaporava il pianto,
    voleva mille e più distese di felicità infinite
    voleva sognare
    di oceani 
    di deserti
    di amicizie mai finite.
    Questa è la strana storia
    di lui e della sua penna
    di una amata figlia
    e di una amica musa,
    di bevute amare e salivazioni mute
    di occhi rossi e occhiaie nere
    di notti insonni e di molte candele,
    di fogli strappati
    di libri scritti
    di libri finiti e
    e poi bruciati e pianti odiati.
    Questa è la strana storia
    di un visionario d'amor
    che per resister allo stress
    narrava storie,
    che per riempire i vuoti
    cantava di luppolo e
    e
    scriveva di cuor.

  • 06 gennaio 2014 alle ore 0:13
    -VINTI-

    Abbiamo fatto vincere l'invidia
    la mala gente, la malvagità,
    abbiamo fatto vincere i cattivi sui buoni
    i malpensanti 
    i mentecatti
    i ricchi sui poveri
    i prepotenti.
    Abbiamo fatto vincere il malcostume
    la cattiva politica
    l'Italia piccola su quella enorme,
    abbiamo fatto vincere l'inettitudine sul merito
    il male sul bene
    i rancorosi sui buoni amici
    i pensieri cattivi su quelli positivi.
    Abbiamo lasciato il campo alla merda
    abbiamo calpestato i fiori e il profumo d'erba,
    abbiamo chiuso gli occhi sui delitti evidenti
    gli abbiamo riaperti quando ormai i fari erano spenti.
    Abbiamo fatto vincere la noia sulla voglia di fare
    un bicchiere mezzo vuoto su uno mezzo pieno,
    il vomito 
    il delirio sulla ragione,
    abbiamo pianto al posto di sorridere per ore
    abbiamo fatto vincere il lamento sul fare
    la malattia
    l'aria inquinata
    la tastiera sulla carta d'inchiostro bagnata.
    Abbiamo fatto arricchire chi già lo era
    impoverito chi le lacrime neanche aveva
    la sudditanza sulla propria coscienza.
    Abbiamo, abbiamo fatto
    e lo rifaremo
    poi non lamentiamoci del cattivo pensiero,
    abbiamo, abbiamo fatto
    e lo rifaremo
    poi non piangiamo sul nostro stesso veleno.

  • 05 gennaio 2014 alle ore 15:43
    Un giorno al finire

    Lento un velo

    dal mare s’innalza

    Pennellata distratta

    di blu

    l’orizzonte esalta

    Ali si spiegano

    a tagliare la linea, lì

    dove il mondo finisce

    Resta fermo lo sguardo

    sul velo pudico

    che il viso del sole

    lentamente occulta

    Son occhi quei cirri

    a tergo d’ un tiepido vento

    che scemando, accarezza

    e con cura disegna

    languidi occhi

    di un giorno al finire.