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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 30 dicembre 2013 alle ore 15:04
    Sognatore

    Perde la cognizione del tempo
    concentrandosi su se stesso
    senza avere una meta
    un punto di fermezza
    Un anno in arrivo
    lo accoglie riservandogli
    poca importanza
    dando per scontato
    che meglio non potrà essere
    migliore del passato
    di suoni sconfortanti
    colmi di rabbie infreddolite
    nel futuro incerto che suonerà
    una musica tramontata
    e mai più note ci saranno
    a rassicurar

  • 30 dicembre 2013 alle ore 9:55
    Stagioni

    Non perdiamoci
    di vista
    mi hai detto
    -e il tuo sguardo
    già
    mancava-.

    Dimmi come sarà
    il primo giorno senza me
    in inverno, quando il
    ghiaccio brucia
    gli occhi, e lenti
    avanzano i passi.
    Dimmi se ci sarai
    in primavera,
    quando nell’aria prendi
    rincorsa e ignori
    il coraggio degli occhi.
    Dimmi se ti amerò ancora
    d’estate
    nel frinire insonne
    delle cicale
    con l’ansia
    di finire un ciclo.

    E se in autunno cadrai
    insieme alle foglie
    scordarti voglio
    togliendomi dal cuore
    i falsi anelli
    posti a catena.

    Non c’è dunque nessuno
    -nessuno-
    che voglia semplicemente
    ascoltare?

    Lasciarmi andare
    per non lasciarti andare.

    E alla fine accogliere
    solo chi
    non ha fretta
    di chiudermi
    in parole che conosce.

  • 30 dicembre 2013 alle ore 0:46
    Negli anfratti di un mare distorto

    Parlami,
    parlami sempre
    che nella tua voce io mi sento,
    sul tuo sorriso io mi vedo.
    Largo e risacca son dimensioni
    d'un tormento solo
    andata e ritorno
    della mia inquietudine.
    Cercami,
    cercami e parlami
    nelle notti insonni
    in cui abbraccio la tua assenza 
    stringendo cuscini, distanze e dubbi
    mentre t'amo e temo.
    Temo altri occhi
    e tremo.

  • 29 dicembre 2013 alle ore 21:46
    Luci tremolanti

    Gemiti infantili
    invadono la mente

    a rintuzzare gli ardori

    dei giorni del martirio
    del nostro amore

    quando velenosi giudizi

    miravano a inquinare
    la brezza profumata

    che accarezza ancora oggi
    il tuo viso

    immerso nella pace silenziosa
    che ti porta lontano dai guai
    e dai dolori di questo mondo

    che aspetta solo e sempre

    la cecità per apprezzare
    la bellezza della luce

    oppure di essere travolti
    dalle sciagure

    per godere delle gioie della vita

    Arso dal desiderio
    di bere nei calici della vendetta

    cerco di scuotermi
    da quei turbinosi tormenti

    arrendermi alla mia coscienza
    colma d'incertezze

    e riscaldarmi al sole caldo del perdono
    .
    cesaremoceo

  • 29 dicembre 2013 alle ore 20:36
    Passaggio lento

    Cigola di gemiti
    la porta del tuo scrigno
    aprendosi al passaggio
    dei miei baci.

    E non c'è verso
    di zittire il cigolio sensuale
    ché i miei baci bagnati
    sui tuoi cardini
    la tua porta fan vibrare.

    Neppur lo cerco in verità.

  • 29 dicembre 2013 alle ore 11:02
    Di quest'oblio

    Di quest'oblio
    son le coltri nebbiose
    che avvolgono 
    distanti vicinanze
    come dismesse vesti
    su manichini senza ombra.
    Facciate fatiscenti 
    son le strofe che cantai
    perdutamente infrante
    sul crinale della sera
    come calici di cristallo
    esplosi contro il buio,
    rumori sordi e muti,
    affossati ed infossati
    negli intonaci del mai.
    Di quest'oblio
    restan parole scritte
    salvate all'imbuto 
    del vuoto cerebrale
    che le inghiotte
    mentre fuori e dentro
    si fa notte.

  • 29 dicembre 2013 alle ore 9:24
    Soffri perchè vuoi soffrire

    Soffri, perchè vuoi
    soffrire
    se guardassi
    da un altra prospettiva
    eviteresti tante sofferenze
    e voleresti nei pensieri
    combattuti, inclinando
    il capo, che viaggerebbe
    ad una velocità sostenuta
    evitando di guardare il nero
    ma solo il bianco, di una cometa
    che esplora piano, l'universo
    alle prese con i suoi turbamenti
    duri da digerire, in quella valanga
    di consumi sostenuti sempre
    da molteplici annunci pubblicitari
     

  • 28 dicembre 2013 alle ore 22:01
    Stasera

    Stasera fra stracci di nuvole
    fiorite viole sulla celeste volta
    è tornata a affacciarsi la luna
    splendida nel profilo sottile
    di bella fanciulla che cresce.

    La catturava il riflesso
    dell'acque a specchio del lago
    ed io a guardarla sognavo.

  • 28 dicembre 2013 alle ore 21:16
    Tu,amor mio

    Nella morbida sera

    con i teneri raggi del sole al tramonto
    e gli occhi dell'emozione a risplendere

    struggenti luci riflesse nell'anima

    ringrazio il Destino
    d'avermi trovato avvolto
    nella mia solitudine

    con il cuore vuoto e pronto all'amore

    quando l'hai trafitto a sirene spiegate

    Tu

    figlia della divina provvidenza

    mi hai aiutato
    a spiccare il volo verso la vita

    Adesso domini tutti i miei pensieri

    riempiendo con la tua Essenza
    le mie giornate

    rendendo felice quel volo

    e

    per quanto possa
    intrepidamente spiegare le ali

    assaporare il perenne piacere
    di ritrovarmi ancora
    dentro il cerchio magico del tuo amore
    .
    cesaremoceo

  • Dolce
    tremulo aprirsi
    candido pulsare di vento
    le tue ciglia
    sussurri di segreti infiniti
    la tua bocca.
     
    L’aria leggera
    sorregge
    i misteri del tuo tempo
    lungo il filo trasparente
    del tuo destino.
     
    Lieve si posa
    il mio bacio
    sul tuo dolce sonno.
     
    Da “Fiori di campo” 1993
     

  • 28 dicembre 2013 alle ore 9:27
    Nata Dal Mare

    In un alba di sole
    Da un bacio di luce
    Dal mare nasci tu
    E mentre ti guardo
    Al calare del sole
    Ti vesto di luna.
    Con i miei occhi ti fisso
    Con lo sguardo ti spoglio
    Per rivestirti di pioggia.
    Dai tuoi capelli al vento
    Nasce una musica soave
    Ed io ti canto la mia serenata.
    Figlia del mare sotto  le stelle
    Più ti guardo e più ti voglio
    Ti amo, ti amo, ti amo
    Sino all'eternità

  • 28 dicembre 2013 alle ore 9:09
    non pronuncerò invano quella parola

    non pronuncerò invano quella parola,

    come acqua di ogni minuscolo rivolo
    che scorre silenziosa verso un mare 
    immenso e libero

    come un lieve alito di vento 
    che muove la vela dell’anima
    dopo una notte di bonaccia

    come la flebile luce di un faro 
    che indica il giusto cammino
    mentre tutto intorno la tormenta infuria

    di questo e di mille altri minimi dettagli parliamo 
    quando parliamo d’amore

    amore
    costituito da minimi dettagli, minuscoli ingranaggi che compongono e muovono 
    questo unico ed essenziale motore dell’universo

    no,non pronuncerò invano quella parola
    oggi parlerò in punta di piedi
    per non muovere la polvere di stelle che ci ricopre e ci dà forza

    parlerò in punta di piedi
    e aspetterò le giuste risposte nel vento

    e il vento che mi avvolgerà lieve in questa notte d'inverno mi ricorderà ancora che
    l’amore è come un immenso mare
    composto da miliardi di piccole gocce d’acqua
     se manca una sola goccia, 
    l’amore non è
    l'amore
    non
    è

    Marco Bo

    http://cantidallaperiferiadelmondo.blogspot.it/2013/12/non-pronuncero-invano-quella-parola.html

  • 27 dicembre 2013 alle ore 14:55
    Memento

    Il vortice di polvere.
    Mille echi.
    Si cancellano dal cuore, dalla mente.
    Agli occhi svaniscono.

    Immagini perdute e poi riprese.
    Come vestiti sotto gli armadi.
    "Che tanto non vanno più bene"
    Coperti di polvere.

    Inganni del tempo.
    Abbandonati sulla battigia,
    lasciati marcire al sole.

    Il cercatore ritorna.
    Ci sono quei giorni in cui
    "Quasi quasi si potrebbe..".

     

  • 27 dicembre 2013 alle ore 14:20
    La mia pace

    Avanzi tranquilla 

    tra le aggressive esistenze

    in un misto di curiosità
    e d'attrazione

    lanciandoti felice
    alla conquista del mondo

    a diffonderti
    tra i flutti dell'abbondanza
    e le povertà mortali

    abbracciandole del tuo silenzio

    Avvezza a dominare

    col tuo fascino

    il Tutto e il Nulla

    a intuire i gesti
    della degenerazione degli uomini  

    sforzandoti di raccogliere
    frammenti di dignità

    in mezzo agli scempi
    da loro stessi provocati

    e portare lampi di luce celeste
    in quelle vite avvolte dal buio
    .
    cesaremoceo

  • 27 dicembre 2013 alle ore 12:54
    Le mie poesie

    Le mie non son poesie.
    Sono pensieri che partono dal cuore
    e finiscono su di un foglio di carta.
    La poesia è anche questo; è soprattutto questo.
    I poeti non scrivono poesie,...no!
    Ma piccoli o grandi pensieri.
    Pensieri che rendono vive le parole.

    No…, le mie non sono poesie.
    Sono semplici frasi.
    Frasi che rendono la mia vita
    un po’ meno sofferente del solito.

     

  • 27 dicembre 2013 alle ore 12:00
    Nei tuoi quattro pensieri

    Rimani pure nelle tue quattro mura.
    Ho visto riti e persone,
    assaggiato storie 
    e liberato idee.
    Ho chiamato vita una sensazione..
    Tu resta in piedi dietro di me.
    Puoi andar via,
    se vorrai,
    nel tempo che rimane.
    Nelle tue quattro mura
    nei tuoi quattro pensieri.

  • 27 dicembre 2013 alle ore 11:49

    Come se nulla fosse accaduto,
    anche se è accaduto.
    Ed io, solo per un istante 
    certa di quel che ho veduto,
    cerco di persuadervi dal pensare 
    quanto vuoto era quel cuore.

  • 27 dicembre 2013 alle ore 2:25
    Nido di rondine

    (Sarà di luce
    e dolci chiaroscuri
    il tempo che fermeremo
    tra le mani).

    Avrà il profumo levigato
    dei tuoi fianchi nudi
    chiusi tra le mie braccia
    e dei tuoi seni sul mio petto
    il tempo che indugerà
    nei nostri occhi.

    Con le mani 
    chiuse nelle mani
    sarà musica ogni gemito
    e poesia ogni parola
    che ci sussurreremo
    contratta sulle bocche.

    (E nutriremo d'oltre
    questo oltre
    imboccando d'amplessi
    questo folle desiderio).

  • 27 dicembre 2013 alle ore 2:04
    Pecché sule a Natale? (Perché solo a Natale?)

    Pecché sulo a Natale
    n’ce vulimmo cchiù bene
    facimme comme si tutto
    fosse pace e carità.
    Pecché sentimmo dinto
    na luce ca ce schiara
    pe vedè chistu munno
    cull’uocchie d’o perdono?
    Pecché sulo a Natale
    facimme chesti cose?
    Putesseme fa tante si sulo
    n’ce pensasseme
    ca’ ‘o core è sempe ‘o stesso
    e si putesse essere
    ogni juorno Natale,
    facesseme e stu munno
    nu paraviso…
    e basta!
     
    Perché solo a Natale?
    Perché solo a Natale
    ci vogliamo più bene
    facciamo come se tutto
    fosse pace e carità.
    Perché sentiamo dentro
    una luce che ci rischiara
    per vedere questo mondo
    con l’occhio del perdono?
    Perché solo a Natale
    facciamo queste cose?
    Potremmo fare tanto
    se solo noi pensassimo
    che il cuore è sempre lo stesso
    e se potesse essere
    ogni giorno Natale
    faremmo di questo mondo
    un paradiso…
    e basta.

  • 27 dicembre 2013 alle ore 1:38
    il Cielo

    Con umiltà,
    nel buio.
    Senza che nessuno lo potesse vedere
    piegava la testa 
    e piangeva,
    il Cielo.

  • 27 dicembre 2013 alle ore 1:16
    Sul terrazzo.

    Ho preso una stanza grande 
    da quando non ci sei 
    per star più larghi quando ritornerai.
    Potremmo andare a vivere all'ultimo piano di un grattacielo.
    Amarci in ascensore.
    Far l'amore sul terrazzo.

  • 27 dicembre 2013 alle ore 1:14
    Testamento alla Luna

    Metterò sul fuoco il caffè,
    così quando la stanza avrà raccolto tutto il suo aroma
    saprò che tu sei sveglio.
    Saprò che cammini in quella camera.
     
    Lascerò la finestra aperta
    la sera prima di addormentarmi,
    perché potrò sempre contemplare il cielo
    anche da dentro una stanza
    anche quando il cielo è sotto ai piedi.
    La lascerò spalancata
    perché un giorno, la Luna,
    si accorgerà di quanto lei mi somigli:
    entrambe sole.
     
    Avrò timore nel chiudere gli occhi la sera,
    perché quando lo si fa,
    si è vicini alle cose che si ama
    e che sono nella maniera più sbagliata
    lontane.
    Ne soffrivo.
     
    Avevo promesso di dimenticare,
    di sognare,
    di dimenticare di sognare.
    Quando sapevo farle tutte insieme queste cose
    ero libera.
    Ero felice.

  • 26 dicembre 2013 alle ore 17:26
    Canne della battaglia

    Nel tempo di pace
    dal campo scompare
    dell'ossa il biancore.

    Adesso fra le spighe
    grevi del grano
    gli occhi stanno 
    dei fiordalisi

    e palpitano i cuori
    dei papaveri.

  • 26 dicembre 2013 alle ore 15:03
    L'alba di un nuovo giorno

    E' l'alba di un nuovo giorno

    nell'ozio piacevole 
    che impregna la fantasia

    tra il sonno e la veglia

    mille pensieri
    s'insinuano in quell'abbandono

    angosce 

    grigie penombre
    che s'alternano
    a flebili raggi d'aurore

    ombre in tumulto
    a flagellare i sensi

    accrescere i frastuoni del cuore
    e condensare folte nebbie nell'anima

    emozioni straripanti

    ad abbattere i vincoli col passato

    futili sogni ormai vuoti

    Lasciarsi dietro le illusioni 

    fissare nel cielo                                                                                                                     lo splendore delle stelle

    e godere dell'infinita pace
    del loro futuro
    beffare il carceriere ch'è in me

    evadere da quel torpore
     
    e nella bramata libertà
    ritornare a sognare
    .
    cesaremoceo

  • 26 dicembre 2013 alle ore 13:52
    Povero vecchio attende

     
    Povero vecchio che si piscia addosso
    oggi baldo studente che t’ammirava
    un tempo e tu sdegnosa sbeffeggiavi:
    donagli se puoi oggi un tuo sorriso
    vecchia tu pure un piede nella fossa