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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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elementi per pagina
  • 03 marzo 2014 alle ore 11:26
    In treno

    Un libro aperto 
    su pagine bianche
    la musica di Baremboin
    i miei pensieri-
    parole non dette -
    e
    il desiderio di te...

  • 02 marzo 2014 alle ore 22:39
    Uomo senza tempo

    Mille pensieri
    inseguono senza sosta
    umili intime certezze

    bussano al cuore
    divenuto sordo
    a lamenti e pianti

    Vado per nascosti sentieri

    in cerca ancora
    della mia àncora

    a intraprendere nuovi percorsi

    e cercare altri cambiamenti 
    in virtù dei bei tempi andati

    mentre il lento scorrere del sangue

    tra le rughe appassite
    e i grigi capelli

    addensa nell'anima
    nubi nere e tempestose 

    ancora nel piacere di amare
    .
    cesaremoceo

  • 02 marzo 2014 alle ore 16:15
    Viglio un marzo così

    Voglio un marzo dai mandorli in fiore
    un marzo dai tenui colori,
    dai prati cosparsi
    di margheritine e  viole,
    un marzo portato dal vento
    che inceda elegante
    con cesti di raggi di sole,
    che spazzi il grigior dell’inverno passato.
    Voglio un marzo dal cielo sereno,
    di promesse pieno
    e festosi gridi
    di rondini gaie che tornano ai nidi
    presagio di bella stagione
    che incanti ogni via,
    un marzo leggiadro che avanzi festoso
    togliendo dai cuori ogni malinconia.
     

  • 02 marzo 2014 alle ore 16:14
    Fra coriandoli e stelle

    Oggi no,
    non voglio sfogliare pensieri
    e affanni di ieri,
    desidero soltanto volteggiare
    leggera
    danzando sotto il sole
    fra coriandoli ed effimere stelle.
    Vestite di colori,
    in festa piazze e vie,
    io lascio dietro l’uscio le mie malinconie.
    E questi sprazzi d’allegria
    all’animo e alla mente dan ristoro,
    insieme all’altra gente
    fan ridere e cantare.
    Più lieto adesso è il cuore,
    il carnevale impazza,
    la banda è nella piazza,
    la musica assordante
    lazzi, schiamazzi e trilli
    divien più azzurro il cielo
    e tutto è più leggero.
    Così come da bimba
    oggi mi lascio andare
    magie del carnevale
    or posso ritrovare.
     

  • 02 marzo 2014 alle ore 15:44
    SENSAZIONI

    Nel mattin, lo splendore
    del sole nascente
    offusca delle stelle
    il notturno chiarore.
    Anche sfuma, al calore,
    quella nebbia leggera
    che, restando sospesa,
    riduceva 'l tepore.
    Poi che il sol è più alto
    nel cielo sereno,
    tutto questo, d'intorno,
    acquista più risalto.
    Nel bosco, la fronda
    stormisce nel vento
    che, intanto, s'è alzato
    e ingrossa pur l'onda
    che nel ruscello
    scorreva tranquilla
    ed ora più vispa
    appar d'un monello.
    Quste le sensazioni
    che a Primavera
    si posson provare,
    nonchè l'emozioni.

  • 01 marzo 2014 alle ore 21:13
    La luce c'è

    La luce c'è, se tu la vedi
    se arrichendoti di lei
    ti sommergi nei pensieri
    e li rendi unici come vuoi tu
    Ascoltala con il cuore
    in mano e abbandona
    il tramonto che si perde
    sotterrando nuvole
    dove il cosmo è sepolto
    dalle cattiverie che infondono
    il peccato, allargandolo
    dentro una nuvola vuota

  • 01 marzo 2014 alle ore 21:04
    UNICA

    Sei un arcobaleno colorato

    perché quando ti vedo mi fai scordare il più grigio temporale,

    sei un vortice impetuoso

    perché mi riempi di passione,

    sei una stella cometa

    perché m’illumini il cammino,

    sei una bacchetta magica

    perché mi fai vivere come in un incantesimo,

    sei una vera principessa

    perché hai un fascino sublime,

    sei una vera regina

    perché non c’è animo più nobile del tuo,

    sei un diamante raro

    perché non ho conosciuto ragazza più preziosa di te,

    sei una persona unica al mondo

    perché non potrò mai sostituirti.

    Eugenio Flajani Galli

    © RIPRODUZIONE RISERVATA.

  • 01 marzo 2014 alle ore 21:03
    INCANTEVOLE

    Nei tuoi occhi trovo la pace

    e guardandoli tutto intorno a me tace,

    nella tua voce l’armonia

    che mi satura di allegria,

    nel tuo sorriso la gioia

    che mi manda in paranoia,

    nel tuo profumo l’estasi

    in me tutta diffusasi,

    nella tua vicinanza la spensieratezza

    che mi avvolge come una leggera brezza,

    nel tuo calore l’affetto

    che in me ha un grande effetto,

    nel tuo viso la tenerezza

    mentre ti faccio una carezza,

    nelle tue labbra la passione

    che mi manda in confusione

    e in te tutta una creatura meravigliosa

    che ha reso la mia vita favolosa.

    Dott. Eugenio Flajani Galli
    © RIPRODUZIONE RISERVATA.

  • 01 marzo 2014 alle ore 21:02
    PERLA NERA

    Sei la fiamma che riscalda il mio gelido inverno,
    sei la scia elettrica che infesta le mie sinapsi,
    sei la luce che illumina i miei giorni più cupi,
    sei la figura più smagliante dei miei sogni più fervidi,
    sei la perla nera più preziosa che ho incontrato nell’oceano della vita.
    Una perla amena.

    Eugenio Flajani Galli

    © RIPRODUZIONE RISERVATA. 

  • 01 marzo 2014 alle ore 21:02
    INSIEME A TE

    Non c’è felicità più grande nell’universo di quella che vivo insieme a te,
    non c’è sentimento più forte in me di quello che provo insieme a te,
    non c’è posto più accogliente sulla Terra di quello ove mi trovo insieme a te,
    non c’è momento migliore al giorno di quello che passo insieme a te,
    non c’è ricordo più bello nella mia mente di quello ove sto insieme a te,
    non c’è dono più prezioso per me di quello di ridere insieme a te,
    non c’è lacrima più dolce per i miei occhi di quella che verso insieme a te,
    non c’è vita migliore al mondo di quella insieme a te.

    Eugenio Flajani Galli

    © RIPRODUZIONE RISERVATA.

  • 01 marzo 2014 alle ore 21:01
    SCONOSCIUTA

    Un semplice giorno piovoso

    hai trasformato in meraviglioso.

    Sedevi su un comune sgabello

    tu che eri l’essere più bello,

    la tua beltà incantata

    non passò inosservata:

    prima ho ammirato i tuoi rigogliosi capelli,

    e poi anche i tuoi graziosi anelli,

    e quindi il tuo sorriso smagliante

    e il tuo sguardo abbagliante,

    e le tue vesti sgargianti

    che eran le più eleganti,

    e la tua voce delicata

    era una melodia fatata,

    e quando il tuo dolce profumo ho inebriato

    a me parea di esser rinato:

    eri un fiore profumato

    che nella mia vita era appena sbocciato,

    e la tua soffice pelle color cioccolata

    era più morbida della seta più pregiata,

    e le tue folte ciglia arcuate

    sono state le più amate,

    e le tue labbra carnose e provocanti

    eran le più eccitanti,

    e da quando ho notato i tuoi brillanti occhi neri

    sei sempre nei miei pensieri,

    e quando ho stretto la tua calda mano

    ero più fortunato di ogni altro umano,

    perché da incantevole sconosciuta

    una grande sorpresa sei divenuta:

    la musa ispiratrice

    della mia poesia rivelatrice.

    Non mi scorderò mai di te,

    perché sarai sempre dentro di me.

     

    Eugenio Flajani Galli

    © RIPRODUZIONE RISERVATA.

  • 01 marzo 2014 alle ore 21:00
    LONTANO

    I miei occhi non possono mirare il tuo dolce sorriso,

    le mie mani non possono sfiorare il tuo candido viso,

    i miei timpani non possono udire la tua voce delicata,

    ma inevitabilmente il tuo ricordo mi scorre innanzi come una copiosa cascata.

    Ora sei per me come il sole splendente

    e come la luna brillante,

    come la brezza che posso sentire ma non afferrare,

    come la nebbia che mi avvolge ma non posso lambire,

    come la luce che tento di toccare invano.

    Ciò è quel che provo quando da me ti trovi lontano.

     

    Eugenio Flajani Galli

    © RIPRODUZIONE RISERVATA.

  • 01 marzo 2014 alle ore 20:59
    QUANDO SOFFRI

    In un semplice letto ora giaci senza conforto,

    ma anche l’iris più profumato si può trovar in un orto.

    Un laido male ora ti ferisce,

    ma anche la rosa più bella appassisce.

    La perfida malattia ti costringe alla sofferenza,

    ma anche il più superbo dei gigli perde la sua essenza.

    Non riesci che a pensare a codesto sciagurato male,

    ma anche il tulipano più vistoso può sembrare normale.

    Anche tu, come i più magnifici dei fiori, pati l’inverno.

    Rimembra però che non durerà in eterno:

    presto arriverà la primavera

    e sboccerai come una meraviglia vera.

     Eugenio Flajani Galli

    © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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  • 01 marzo 2014 alle ore 20:58
    SE STAI MALE

    Come fa il sole a sorgere dopo la sera?

    Come fanno le stelle a splendere in una notte nera?

    Come può l’arcobaleno sorgere dopo il temporale?

    Ricordati allora che splenderai ancor di più dopo questo male.

    Non ti abbattere per una passeggera sofferenza,

    presto riavrai la tua raffinata eleganza.

    Non te la prendere per una isolata disgrazia,

    presto avrai di nuovo la tua fine grazia.

    Nemmeno la più turpe amarezza

    può sottrarti la tua soave bellezza.

     

    Eugenio Flajani Galli

    © RIPRODUZIONE RISERVATA.

  • 01 marzo 2014 alle ore 20:54
    POLVERE DI STELLE

    Svegliatomi solo, nel cuore della notte, quando la città è silente, mi sporsi a mirare il cielo:

    miliardi di stelle brillando mi accecavano gli occhi,

    il loro albedo mi ha ridestato la veglia,

    la loro immensità mi ha fatto girar la testa,

    il loro candore mi ha abbagliato la retina,

    il loro sfavillare mi si è impresso nella mente.

    In quel momento, però, capii che mai, tutte insieme, rifulgevano quanto una singola stella: la stella più splendente che mi si è impressa dentro al cuore e che, illuminandomi la vita, mi riempie l’anima ed allontana ogni solitudine.

    Questa stella sei tu.

    Eugenio Flajani Galli

    © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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  • 01 marzo 2014 alle ore 19:07
    Al Sole amico

    Al Sole amico m'affido
    all'astro su nel cielo
    che vince sulle nubi
    fugandone i disturbi.

    M'inebria di splendore
    riflesso dalle acque
    che siano di lago
    o di bel mare calmo.

    La pioggia sarà buona
    ma danna quand'è troppa
    e l'anima m'appanna.

    E dunque al disco d'oro
    che fulgido sia al giorno
    conviene io levi il canto.

  • 01 marzo 2014 alle ore 18:02
    Regina Inconsistenza

    Fuori dalla
    conca annebbiata
    un castello di rabbia
    s'erge, assediato
    da lame di porcellana

    La regina 
    con il pungolo
    troneggia nell'opalescenza
    di questi ghiacci.

    Tra tappeti viscidi
    e quadri putridi
    veglia sull'esistenza
    annulla ogni forma
    ogni consistenza.

  • 01 marzo 2014 alle ore 17:59
    Reminiscenza

    Un sorriso abbozzato
    nel tuo abitacolo.
    Trapassi il presente
    e nelle ore umide
    quel giorno di
    cordogli e di pena puerile
    non scordi.

    Sei nel tubulo amaro
    nel tempo che 
    ruba avaro i 
    frantumati resti.

    Questa è la sfida agrodolce
    della vita, nel pensiero
    che non volge più
    al passato.

  • 01 marzo 2014 alle ore 17:55
    Teatro fantasma

    Il teatro fantasma
    intona una lirica
    più stonata di me,
    e le note non sanno
    di gloria, ma di una
    ripetuta scoria

    Che fra questi spazi 
    un po' desolati
    io mi ci trovo.
    Ma dentro la lirica
    suona ancora
    il violoncello.

    Ho un posto
    tra questi spazi
    vuoti, tutto fumo
    intorno a me.

  • 01 marzo 2014 alle ore 17:49
    Grido in un tumulo, nessuno mi sente

    Valico le porte 
    della luce salvifica,
    ma quelle si chiudono
    il tamburo risuona
    col suo clangore.

    Scendo, poi risalgo 
    dalle scale 
    così, spossessato 
    dal suono dei passi
    che lentamente giungono
    fino al calore inesauribile 
    delle mie orecchie
    incendiate.

    Non è sorte di
    dolore quella che sento,
    ma è gioia di un pezzo
    che a malapena 
    s'allontana.

    Scendi giù,
    ma nessuno ti sente.

  • 01 marzo 2014 alle ore 17:44
    Esplosione in un campo di merli

    Quanta macabrosità
    celata in un
    attimo, si spiega
    allegramente 
    in una frenesia
    ottenebrante.

    Vendi le tue 
    membra, mentre
    con lo sguardo
    la tua faccia
    uccide.

    Spegni l'interruttore
    che la miccia esplode.
    Marciume ovunque
    in questo campo
    di merli stecchiti.

  • 01 marzo 2014 alle ore 17:44
    È Carnevale

    È Carnevale
    lode vetusta
    del giovane figlio di dio
    elogio di caos che si fa cosmo
    ora maschera  
    ch’invadi l’animo
    e lo sciogli
    in scherzo che rincuora
    in sfrenatezza che rinnova
    in liberazione dalla cella della severità
    È Carnevale
    alias  carnem levare
    latore d’allegria
    che cogli l’essenza
    che  liberi i sensi
    che estasi la mente
    che trasformi l’odio
    in naturale complicità
    Evviva Carnevale
    che ogni beffa
    fai valere
    a beneficio dell’ilarità.

  • 01 marzo 2014 alle ore 17:42
    Torre solitaria

    Mi impegno spesso 
    per non essere 
    me stesso
    Vivendo nel cumulo
    della finzione.

    Improvviso la mia parte
    ovunque vada,
    un'abitudine
    ormai.

    Ci si sente una torre
    solitaria,
    con i mattoni di sabbia
    pronta per crollare.

    Se non mi guardassero
    con quell'espressione infante,
    mi sentirei protetto
    e meno solo.

  • 01 marzo 2014 alle ore 17:39
    Perché tu pelle, mi contagi

    Perché tu pelle
    mi contagi
    ho i miei rifugi
    su questi aneliti
    scarlatti che ondeggiano

    Con il 
    morbido ologramma
    sulle mie labbra
    lambisci
    i miei istinti

    Perché tu pelle
    contatto, affezione
    mi stampi
    il tuo nome
    mi corrispondi 
    al centro, perchè tu
    pelle miri

    Con decisione
    ora tocchi
    il mio apogeo,
    la mia Terra, 
    la mia gravità.

  • 01 marzo 2014 alle ore 17:35
    Il disgelo nelle vene

    Con la schiena reclinata
    preghi che questa 
    mestizia 
    sia andata

    Hai la polvere negli occhi
    che invera 
    le tue insicurezze
    E' il disgelo, oggi
    è un tripudio di amarezze

    Si sciolgono le tue iridi
    ancora ti stancano
    le debolezze.

    Le stalattiti
    rimangono 
    intatte, primeggiano
    sul tuo volto 
    marcato.

    Fermati!
    è avvenuto il disgelo.
    Ma non lo vedi?
    Sei ancora in piedi.