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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 21 marzo alle ore 21:10
    Leggendo Alda

    Torno a leggere, versi
    a cui la quiete non ha resistito
    e legato indivisi tormenti
    con gli strati profondi del seno
    Le scritture a suo nome
    divise in pezzi di ragione
    petali arsi, in attesa
    di rivolte innaffiate d’amore
    Ecco, sbocciare ancora la voce
    da un parto gridato al vento di prigioni
    mentre gli occhi, grandi insonni
    saccheggiavano paesaggi
    oltre l’anima

  • 21 marzo alle ore 19:49
    La lettera

    E’ sul gradino grafia che sbava
    - lacrima di pioggia, breve.

    Il nome latita
    tra impronte piante.

    In piega un viottolo
    di righe incerte sul declivio.

    Curve di strascico, pallore
    fuori confine.

    Grido è il mio nome a voce che rantola:
    in cerchio il sangue spinge pugnali.

  • 21 marzo alle ore 5:11
    Primavera | mini poesia

    Sì, lei è la prima;
    lei è più che vera.
    Qui lei fa la rima;
    lei è la primavera!

  • Candido

    come solo un bambino può essere

    non ho più nessuna voglia
    di ricordare ciò che m'è successo ieri

    Preferisco rimanere qui

    come un ragazzino
    inquieto al tremore dell'adolescenza

    rinchiuso nel sogno
    d'una fanciullezza tardiva

    dove m'illudo
    di non aver ancora conosciuto

    il rancore e la cattiveria dei grandi

    e senza aver nel ventre
    alcun desiderio di crescere

    nella paura di specchiarmi adulto

    in occhi tormentati dal dolore
    e nel viso sgualcito dalle afflizioni

    E mi rifugio solitario nella mia mente
    smanioso di creare
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 20 marzo alle ore 20:56
    Siate... invece di apparire

    E non credete Voi
    che ognuno
    abbia il diritto di esprimersi
    come vuole
    nella seppur vana scrupolosita'
    che nutre la sua tristezza
    e così dimostrare
    la grandezza del suo Essere
    raccontando di sé
    con ironia e umorismo ?
    E se lo credete
    perché nelle vostre intime effusioni
    che dipingete con color d'Arlecchino
    tra singhiozzi e lamenti
    non vi crocifiggete da soli
    senza voler apparire
    angeli d'onore e parsimonia ?
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 20 marzo alle ore 20:52
    Un unico rispetto

    I miei umili scritti
    vorrei che fossero luoghi di cultura
    dove riflessioni profonde
    e momenti di ilarità
    mettessero in risalto
    la portata interiore dell'animo umano
    nella sua malinconia struggente
    e nelle sue passioni più sfrenate
    a tenerle in armonia con la vita
    donandole fascino e conforto
    e assimilarne i fini pensieri
    con le eleganti sfarzose diversità
    in un unico rispetto sinuoso e vivo
    E riuscire ad amalgamare questa fragilità
    sarebbe di per sé già stupefacente
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 20 marzo alle ore 20:49
    Anima e amore

    Abbracci stretti alla quiete

    nel sussurrìo dei desideri
    senza aspettative

    compensano i rimproveri
    che l'anima patisce

    nel piacere interiore
    di sfidare se stessa

    E rimane avvolta nella tristezza
    del suo rimanerci vincitrice e vinta

    in quelle sue nausee gravidiche
    che divengon portavoci

    di pensieri triviali e di sublimi dolori

    e fan da ricordo
    d'avventure e perdizioni

    svolte ciniche che nel tempo
    han regalato disillusioni

    nel suo voluto difetto
    d'essere solo...Amore
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 20 marzo alle ore 20:48
    I sogni non son più desideri

    Sofferenze

    insofferenze

    rinunce

    conquiste di sventata gioventù

    convincono i meandri
    più remoti dei cuori

    a sentirsi lusingati

    e credere ancora
    d'esser cieli di felicità

    dove provare le ali
    d'ogni aquilotto al primo volo

    E sembra loro nella mente

    d'essersi cercati da tempo

    senza ritrovarsi

    nei labirinti di quei cuori
    miti e incapaci d'odiare

    rimanendo senza vie d'uscita
    in quel desiderio di vita

    nell'illusione perenne

    frutto della fantasia
    ancora non offuscata

    di poter realizzare i loro sogni
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 20 marzo alle ore 18:59
    Eredità di donna

    Una donna
    in bianco e nero
    con i capelli di una vita
    al vento gonfio
    a ogni primavera più sottile
    la vedi, è lei
    madre di madre
    e di altra madre, un’antica te
    muove le mani 
    a far trecce dei seni,
    come un’eredità a perpetrare 
    il latte delle coppe
    dove ti nutri e nutri
    tutto il giardino di una mela
    colpevole di tronchi scorticati,
    di angeli cacciati.
    Tanto resistere ch’è stato e sempre
    che ancora soli sveli
    da cieli impalliditi.
     

  • 20 marzo alle ore 11:08
    Fior di pesco

    Fiori di pesco
    annunciatori di primavera
    segno d’amore fra due amanti
    saranno scambiati fra due persone
    reciprocamente
    con grazia, gratitudine e zelo
    memori della gentilezza ricevuta
    fiori di pesco
    fioriti in silenzio
    prima di tutti gli altri fiori
    addobbate i prati con i vostri petali
    ancora una volta.
     

  • 19 marzo alle ore 22:58
    Se un giorno

    Se un giorno
    accarezzerò le tue labbra
    e bacerò i tuoi occ­hi
    potrò dire
    di aver toccato la tua anima

  • 19 marzo alle ore 20:30
    Il dono

    Sento i miei passi in casa
    come un suono che si perde
    dove 
    il sole si ripara.
    L’anima buia indovina
    sequenze di pagine.
    D’isola in isola
    vivo cornici
    di mogano liscio
    tocco l’impronta
    sul vetro, stringo
    la luce che mi placa
    di foglie dentro il nero.
    Sotto la rosa di velluto
    si schiude un fiore
    eterno che vi dono.

  • 19 marzo alle ore 20:28
    Sorriso di mimose

    Tinge l’aria 
    l’odore di limoni
    al mareggiare, pinnule
    e capolini
    e un sorso d’alito 
    nello scrollìo di fiabe.

    Trionfa il grembo
    che tutto l’anno tace
    sbiadita alle carezze l’ombra
    ritorna 
    su gote accese
    sorriso acerbo di mimose. 

  • 19 marzo alle ore 20:10
    Di freddi sussulti

    Svuotate,
    vuote di luce
    solo acri guizzi
    parche le ampiezze
    le tue pupille di mota
    nelle mie notti
    interrotte, sentieri disastrati
    ai tuoi avvicinamenti.
    Di freddi sussulti
    si trema al fianco
    del tuo spirito
    appeso a una gruccia.

    Rimetto alla memoria
    i margini dell’essere,
    nessun fiore odoroso
    al di là della porta.
    E dormo su ossa di alabastro,
    è una buca il declino
    ma basta il nero che prevale
    a raschiare te dalla pelle.

    Nero colmo di sale.
    Tu non parli più,
    t’ho mandato un ronzio
    di farfalla nella testa.
    È piccola la salvezza, volevo ringraziarti
    per aver acuito la figura del sole,
    domani.
     

  • 18 marzo alle ore 21:50
    Il mare calmo del mio silenzio

    Capace nel mio ruolo

    oggi interessante più che mai

    di entrare in contatto

    con qualche mente superiore
    protagonista dell'ascolto del vuoto

    mi sento spinto
    e quasi obbligato dall'anima

    a cercare spiragli di respiro

    e aprire le porte giuste
    per far entrare me stesso

    attraverso la mia interiorita
    nella sua possibilità d'affascinare

    nelle vibrazioni umane

    E mi tuffo nel mare calmo del silenzio

    nelle sue profondità

    con l'Infinito per salvagente
    e il Finito per approdo
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • Profumi speziati accolgono
    attimi di silenzio

    in affettuosi abbracci
    a mascherare inganni

    dove lo stingersi
    delle loro essenze originarie

    fin oltre
    il loro sbiadire ed evaporare

    lascia ai sensi
    secche scorze vuote

    nel sublime umorismo
    del tutto inanimato

    che diffonde sfumature
    dal significato precoce

    a rappresentare false
    indicibili bellezze agognate

    E io che nelle mie
    riflessioni senza giudizio

    in fondo all'anima

    avrei voluto una vita normale
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 18 marzo alle ore 21:47
    Il mio prima, il nostro dopo

    Nel pensare
    al dopo che porta all'oblìo

    mi accetto nella consolazione

    che il mio prima
    non sia stato ignorato

    nonostante la stranezza
    a volte anche imbarazzante

    d'allegorie che avrebbero potuto
    nella mente dei più

    significare il Nulla

    E m'immagino nel mio dopo
    in un coro di anime

    che prima o dopo
    potrebbero rinascere

    e che abbiano

    già relegata nell'interiorità

    la voglia di rivivere
    e riportare nei fiati

    in quel prima dove hanno vissuto
    il loro esuberante desiderio di vita
    .
    Cesare Moceo
     

  • 18 marzo alle ore 21:45
    Io e la mia insipienza

    M'accingo

    innocente e innocuo
    nella mia sfera d'immaginazione

    a raccontare ogni giorno
    i moti della mia anima ribelle

    partendo dalla mia insipienza

    che il tempo rende ancor più
    meritevole di stima

    E nel suo risplendere
    che mi seduce e mi esalta

    accetto il mio Essere

    nel piacere di dar gradimento
    alla mia dignità

    e così per questo

    non rammaricarmi

    di canzonature irriverenti
    o insolenze gratuite
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati
     

  • 18 marzo alle ore 21:43
    16 marzo1978

    Fate che si accorgano
    che stanno morendo

    così ancora dite

    dopo secoli di battaglie
    per la conquista della libertà

    E sottili giochetti

    tra l'immaginario e il reale

    sono stati organizzati
    a cavallo dei secoli

    per stimolare l'illusione
    di concessioni fintamente raffinate

    Caligolevoli pensieri

    creste sanguigne
    che galoppano nella modernità

    adesso che siamo tutti affamati

    frullano in certe menti

    mettendo in soggezione altre menti
    e celebrandone le sconfitte.
     

  • 18 marzo alle ore 11:23
    Monastero di Spezzano

    Poscia da Paterno eccolo a Spezzano,
    chiamato ad altra casa dar di piglio,
    ed essere di popolo consiglio
    col Suo parlare docile e nostrano.
     
    Principia Monastero su altopiano
    loco coperto d’odoroso tiglio,
    e accosti innalza chiesa e Suo giaciglio,
    ove accudisce nobile e villano.
     
    Nel poco tempo che nessun credeva
    ultima chiesa e pure monastero, 
    largando Sua Figur viepiù mistero.
     
    L’ampia chiesa, consolo di Suo cuore,
    consacra all’Altissimo  con l’ardore
    cocente, che ‘n docile petto ardeva.
     
    Di beni in quel periodo è carestia,
    e di indigenti a Lui ne sono tanti;
    ha poco: ma consola tutti quanti,
    mentre a Dio volge appello d’amnistia.
     

  • 18 marzo alle ore 3:11

    Oggi mi definisco una persona "Incapace di amare". Privata di ogni risorsa e di quei dolci modi che mi distinguevano dagli altri, oggi sono una persona incapace di innamorarsi ancora. Credo ancora che una vita senza amore sia una vita senza senso, ma IO l'amore l'ho provato, conosciuto e mi ritengo fortunata perché riuscire a trovarlo e riconoscerlo è un grandissimo regalo. Non ho niente da recriminarmi, mi dispiace per chi l'amore non lo ha mai nemmeno sfiorato, perdendosi la meravigliosa sensazione che dona mettere il tuo cuore dentro il petto di qualcun altro e scegliere di lasciarlo li... PER SEMPRE!

  • 16 marzo alle ore 20:46
    Le ali della sofferenza

    Nel divenire della mia vita

    celebro la mia età
    nelle rughe del mio viso

    e nell'espressione di voluttà
    avvincente come un mosaico raffinato

    vista soltanto nell'eloquenza
    di chi mi ama e mi desidera

    E non m'accorgo più

    delle tentazioni rimaste ferme
    sulla soglia della coscienza

    che oggi trovan
    quella porta sbarrata

    nella sua volontà di rigetto
    trascinata dalle pulsioni dell'anima

    divorata dalle passioni
    e dalle sue trame

    dalle quali trae il tornaconto
    di tradurre in libertà le emozioni
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 16 marzo alle ore 20:44
    La mia bellezza interiore

    Narcisismo

    tu che per cattiveria
    e per dispetto mi seduci

    senza farmi amare dal mondo

    e mi proponi fughe impensabili

    per abbandonarmi poi
    nel pieno travaglio dei versi

    in un barlume d'amore
    che muore appena nato

    travolto dalla sua melma d'aridità

    Tu che vivi in me

    nella vergogna mortificante
    della mia anima dispiaciuta

    e acconsenti nel tuo cinismo
    alla sua disperazione

    A te dedico queste parole

    mentre brucia
    al calore delle tue fiamme

    la mia intima ricchezza
    ...la mia bellezza interiore
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 16 marzo alle ore 20:42
    Il mio equilibrio

    Seduto qui

    al rumore soave
    di queste onde

    cerco il mio equilibrio

    dando libero sfogo

    ai moti incalzanti
    della mia interiorità

    a cui continuo a contrapporre

    il pensiero malinconico
    della mia povertà

    Qui

    resto dentro
    la mia miseria d'uomo

    a disegnare il mio cielo variopinto
    di suggestioni e d'armonie

    e avvolgerle in questa pace

    che a dispetto della mia
    non più giovanissima età

    lascia ancora intravedere
    l'eco delle mie struggenti passioni
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 16 marzo alle ore 20:41
    Trasporti

    Cos’hanno gli occhi tuoi
    collisi con l’acqua?
     
    al parossismo di una mezza luce
    falene da ardere
    che nemmeno l’estate
    freme di tante spezie.
     
    Lume, trasporti nelle crepe
    -dimentico i miei quadri
    di nature morte-
     
    da prima di anticamera
    vedo ortensie lì
    ad attendermi
    le ossa germogliate
    sotto i miei volti
    alterni
    da uno stupore di epiglottide
    a nostalgie mesmeriche
     
    e già divento ciglio alato
    su transiti di assenze
    le mie care ombre
    di quando il sole è calmo
    e un antro, seppia.