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Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


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  • 10 dicembre 2017 alle ore 14:59
    Strade d'inverno

    Lucidi nastri di vita
    graffi lasciati sul nevischio
    una traccia di neve polverosa
    una parvenza di respiro
    dietro le curve.
     
    Le strade di notte
    giocano a nascondino con le ombre
     
    ritrovano i ricordi
    lasciati
    dagli ultimi passi
     
    sbirciano sugli orridi
    profondi e cupi
    con le lunghe mani di ghiaccio.
     
    Le strade di montagna
    la notte
    mi avvolgono come un manto.
     
    Sono a casa. (Dal libro "Oltre la curva del tramonto", LietoColle 2014)
     
     

  • 10 dicembre 2017 alle ore 9:09
    Mezzo vuoto

    L’armadio mezzo vuoto
    dacché hanno smesso il mugolio
    gli abiti smessi e quella rosa
    di oggetti di te bambina.
    Un asilo svuotato,
    ora che dentro preme
    l’incavo dolce al sorriso
    serbo un profumo noto
    e tutto resta, da dialoghi invisibili
    nei giorni miei qui stesi ad asciugare.
    E penso piano, un gioco
    di fogli bianchi -ti messaggio
    che fuori è tempesta
    questa cosa che agita spazi
    poi l’ombra di neve, non posso
    far altro che sentire.  
     

  • 10 dicembre 2017 alle ore 8:46
    Vaghi rumori

    E’ rotto il tempo di questa sera
    dove nell’aria ferma sospesi
    i miei pensieri già fughe
    rimembranze:
     
    quei vaghi rumori di bambini,
    dentro e fuori questo respiro,
    non ancora scuro tatuaggio
    negli impauri
     
    luoghi dell’ombra ormai già sfalda
    del cielo. Qualcuno passa oltre
    il silenzio di questa isola
    strada e dietro
     
    increspa l’aria ora liquida
    d’oro e amaranto e all’improvviso,
    dentro una ruga, la quiete lenta
    di questa sera
     
    imbrunisce e nereggia la notte
    tra rive lontane e mi disseta
    il mondo che all’orizzonte muto
    già si sperde.
     
    E diventare uno nell’alito
    del buio dove china la luna,
    a me cara vertigine: è asola
    all’anima
    infine lo sfrontato affaccio
    di quei minimi soli sospesi,
    che di meravigliosa irrealtà
    inutili
     
    misteri attraversano e qui a me
    si fermano, come ombre sghembe
    di piccole cose dall’infinito
    illimite.

  • 09 dicembre 2017 alle ore 22:02
    Al tuo compleanno

    Un sorso di vino
    Un brivido percorre la tua schiena
    Ti accarezzo sotto la leggera camicia di seta
    Tu sospiri lentamen­te
    Ed io ti sussurro all'orecchio...
    Brinderemo più tard­i...
    Noi due, soli

  • 09 dicembre 2017 alle ore 20:00
    Con punte al carbonio

    Avanzi di spazi, vorrei
    disegnare dove vanno di sera
    il calore e la pietra
    la cenere e il fumo lungo 
    falcata di pensieri eucarioti.
    Vorrei, con punte al carbonio
    graffiare il vento dolente
    che da una gerla sparpaglia 
    segreti, come stracci qualunque.

  • 09 dicembre 2017 alle ore 10:57
    Segnali di fumo

    Segnali di fumo dall’ultima frontiera
    Ne posso vedere salire il rumore
    Come  il fruscio di parole spezzate
    Dal singhiozzo o da una risata

    Sali su quella barca che ti fa sognare
    Un posto migliore in cui puoi restare
    Sali su quella barca devi partire
    Non ha importanza il prezzo che devi pagare

    Arrivano dal mare, dalla sua tempesta
    Con facce di ebano, specchio del deserto
    Con piedi fragili e l’anima a frammenti
    Che traspare da occhi grandi e profondo

    La pelle si stacca cotta dal calore del sole
    La pelle marcisce bagnata dall’acqua del mare
    Non c’è neanche spazio per respirare
    Non hai più neanche la forza di pensare

    Si muovono sulla terra come sull’acqua
    Con paura, con sospetto, con dolore
    Sembrano non sentire l’aria attorno
    Che ricorda loro quanto sono distanti

    Donne bambini e vecchi buttati a mare
    Come sacchi vuoti senza alcun valore
    Non ci sono lacrime da poter sprecare
    Neanche la forza e il tempo per pregare
     
    Segnali di fumo dall’ultima frontiera
    Si può vedere anche da lontano
    Quanto il suo odore forte e acre
    Sia invece così vicino alla speranza

    Scendi da quella barca forse hai finito di viaggiare
    sopravvissuto a un viaggio infernale
    una sofferenza enorme da non poter raccontare
    speri soltanto in un futuro migliore

  • 08 dicembre 2017 alle ore 21:04
    Presagio

    Lascia che ti scriva,
    una poesia davanti agli occhi, anima mia,
    mia anima fuori da me,
    mio cuore fuori da me,
    amor che mi fa persistere e resistere,
    ad ogni oscuro presagio,
    perchè più scuri ancora,
    e infiniti ancora,
    sono questi occhi che ora
    mi incantano.
    Sono senza dubbio,
    di cio che sei,
    per questo mio corpo disseminato di baci,
    foresta fragrante dove mi incontri,
    luogo nascosto nel cuor della notte,
    nell'anfratto ruvido delle tue mani,
    dove la pace esiste ed è eterna.

  • 08 dicembre 2017 alle ore 20:47
    8.12.2017

    Lettera a Gesù Bambino

    Vedo strade brulicanti
    di gente frenetica;
    negozi che pullulano...
    di persone assetate
    di acquisti e di regali
    da portare in case
    piene di tutto,
    ma senza Te!
    Cuori aridi
    che pulsano
    nella solitudine
    di deserti affettivi,
    soffrenti
    della Tua assenza.
    A Te,
    che dal cielo osservi tutto,
    in questa notte
    della nostra vita,
    fredda e buia,
    io chiedo,per favore,
    torna a mandare
    i tuoi angeli
    nei nostri cieli
    e riaccendi
    la stella cometa
    per guidare i nostri passi
    verso Te.
    Torna a farci stupire,
    come stupiti
    rimasero i pastori
    quando vennero
    alla Tua capanna.
    Caro Gesù,pensaci Tu.
    .
    cesaremoceo @
    Tutti i diritti riservati

    Foto di Cinzia Marsala del presepe allestito dalla stessa,con le barche e gli addobbi realizzati dal suo papà. Grandi padre e figliaAltro...
    [L'immagine può contenere: una o più persone, spazio all'aperto e acqua]
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    8210 Cristina Mencarelli, Lidia Gabriella Giorgianni e altri 8
    10 condivisioniCommenti[Lidia Gabriella Giorgianni]
    Lidia Gabriella Giorgianni Bellissima Cesare e bellissima anche la foto ��
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    · Rispondi ·
    11
    · 11 h · Modificato
    Gestire
    [Caterina Grasso]
    Caterina Grasso Caro Cesare, ho letto la bellissima poesia!
    Ho il.piacere di comunicarle che ho deciso, se lei me lo consente, di farla studiare ai miei alunni di V (sono una maestra).
    Piuttosto che poesie stereotipate, questa esprime con semplicità il vero significato del Natale e quello che ognuno di noi auspica dal profondo del cuore.
     

  • 08 dicembre 2017 alle ore 20:44
    La notte dell'Immacolata

    Fragori di tuoni
    accompagnano l'interiorità

    nel ricordo di giorni antichi
    passati in ore di giochi e di felicità

    momenti d'entusiasmo
    caldi e cristallini

    a picchettare l'anima e cullare la mente

    in mirabili attimi d'affetti
    che abbracciano ancor ora il cuore

    Adesso nuvole alte corrono su nel Cielo
    squarciate da fulmini e tormenti

    a donare al mondo tempeste di guai

    tra inganni morali pensieri malati
    e illusioni di ricchezza terrena
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 08 dicembre 2017 alle ore 18:50
    Replica

    Istanti ...
    Ogni istante è
    ogni istante sta
    ma
    il sorriso del tuo viso
    fermo
    nell'istante dello scatto
    danza leggero
    a raggiungermi
    scuote pensieri
    mescola emozioni
    è ...
    istante e molteplice
    miccia e favilla
    al fuoco d'artificio
    sorgente di luce 
    ai ciechi creatori
    di istanti
    infinite faville
    sorgenti di luce
    ai ciechi creatori
    di istanti
    infinite faville ...

  • 08 dicembre 2017 alle ore 17:45
    Il nero è questo spolverino

    Il nero è questo spolverino
    a forma umana
    che preme, sfiora le ossa,
    i fiori sbagliati in un unico stelo
    arrendevole alla più muta carezza.
    Rieccola la vita
    è una colpa sul filo. Tuttora
    spinge da un capo all’altro
    nel mancarsi da vene senza promesse.
    Principia col niente dei pori
    e fragranze ammucchiate
    nel tramonto, è il sonno che scioglie
    le immagini portando l’occhio
    cucito su un pezzo di buio.

  • 08 dicembre 2017 alle ore 14:13

    Sono una di quelle donne che si arrabbia, ma che dico... Io mi incaz...o proprio! Perché quando qualcosa non mi sta bene il ferimento al cuore va di pari passo all'oscuramento della ragione. Perché sono stanca di render felice il resto del mondo, di assecondare per non discutere e di tacere per non ferire! Il mio volere, i miei bisogni, valgono quanto quelli altrui. Il mio essere e il mio benessere hanno la stessa priorità. Quando non trovo rispetto dove viene preteso, quando non trovo comprensione dove viene chiesta io sono una che si incazz....a! Sono una di quelle persone che se ne va. Sono una di quelle donne che sa voltare le spalle, una di quelle che lotta fino a morire per questo quando dice basta non ha rimpianti. Sono una di quelle donne che ha imparato a scegliere se stessa, ma senza egoismo. Resta umile, buona, paziente e comprensiva, ma attenta! Si, sono una di quelle donne attente a molte cose. Poco conta cosa mi racconti se poi quello che fai è completamente opposto. Sono attenta a tutto, sono un libro aperto e per stare vicino a me si deve essere "Puliti" e parlo di animo pulito. Un animo pulito, arredato solo di valori, principi e sani concetti illuminati da un'umile sincerità. Si! Io sono una di quelle donne che definite "Ingestibili", ma del resto una donna intelligente la sa gestire solo un Uomo altrettanto intelligente, vero e soprattutto con le palle! Quindi sappiate che il mio essere per alcuni "Ingestibile" è motivo di orgoglio. Io sono una di quelle Donne che non è per tutti e ambisco ad un uomo a cui non "Vanno bene tutte"!

  • 07 dicembre 2017 alle ore 20:35
    Metafore

    Disteso sui pensieri

    gli occhi pazientano pigri
    sulle pagine aperte dell'anima

    mentre uno spicchio di luna ingrigito
    campeggia dentro il quadrato di cielo nero

    disegnato dalla finestra spalancata sulla notte

    E in questo quadro d'ignota mano

    manifesto l'inconscio desiderio
    d'esser io stesso la verità dei miei versi

    cogliendone col cuore

    l'essenza della loro alba e del loro tramonto
    quale metafora del mio vivere
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 07 dicembre 2017 alle ore 20:33
    Il bianco e il nero della vita

    Venti di paure
    scuotono le nubi e le menti

    avvolgendo le anime
    di freddo pungente

    nell'inutilita'
    di mostrarsi col capo velato

    a professare false illusioni di pace

    Brividi di prostrazione
    agitano i cuori

    al cospetto di follie contagiose

    dentro cui si annidano
    suggestivita' mal conservate

    e intanto bocche dal sorriso corrucciato
    sentenziano docce gelate

    che all'impatto

    hanno la violenza dei pugni

    E noi stiamo ancora a parlare
    del bianco e nero della vita
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 07 dicembre 2017 alle ore 20:32
    Dio, vienimi incontro

    Una tortorella solitaria avanza
    spulciandosi col becco sotto le ali

    muovendo la testa or di qua or di là

    a cercare con gli occhi il suo futuro

    s'avvicina pian piano

    laddove il mare lambisce la riva

    speranzosa di trovar un po' di cibo

    adagiato lieve dalla cresta dell'onda morente

    Così io m'avvio lungo la mia via

    scrutando lontano l'orizzonte
    e cercando il mio cibo nell'immensita' del Cielo
    .
    Cesare Moceo @
    Proprietà intellettuale riservata
     

  • 07 dicembre 2017 alle ore 18:05
    E adesso piove

    aprimi il fiore
    che esonda di rugiada e il giorno spinge
    in alto il sole
    sui petali, s’arresta
    l’affondo dentro nuvole
    e adesso piove

  • 07 dicembre 2017 alle ore 11:34
    La pace dell'anima

    Disorientata tra le nebbie dei ricordi, mi trascino in un mondo che non mi appartiene.
    Girovago solitaria tra i miei mille pensieri contrastanti, cercando lidi di pace
    La pace dell'anima, il riposo dei pensieri, dopo giorni bui e silenziosi.
    Attimi rubati ad un amore che non tornerà ma che continua a tormentare il cuore, in assordanti sinfonie di ricordi.

  • 06 dicembre 2017 alle ore 20:58

    In realtà io preferisco restare la persona piccola e semplice che sono. Di persone che si credono infinitamente superiori ne ho conosciute fin troppe. Persone assai saccenti, convinte e pronte a definirsi migliori di altre. Io sono stanca di frasi del tipo: "Fidati di me... Io non sono così... Io non lo farei mai... Credimi"... Ecc... Scusate, ma sorrido ormai. Sono adulta, cosciente che per "Essere" bisogna dimostrare e non dire.Queste persone che si coprono di lodi, hanno in verità, lasciato solchi profondissimi nell'animo delle persone. Spesso di fronte al dolore che hanno causato hanno regalato indifferenza e strafottenza fino a distruggerle. Le persone semplici come me avranno a sfavore il fatto che ci mettono cuore e verità e quindi investono e se falliscono soffrono e tanto... Però hanno a pro loro che sanno rialzarsi, che hanno una forza indiscutibile ed una capacità di ricostruirsi migliori che supera l'immaginabile. A voi lasciamo la convinzione che le parole bastano, ma sappiate che siamo tutto ciò che i nostri gesti dimostrano, che le nostre azioni costruiscono. Siamo tutto ciò che lasciamo dentro alle persone e se non sapete lasciare altro che dolore, amarezza, delusione, menzogna e schifo non potete essere sicuramente "Belle persone"! 

  • 06 dicembre 2017 alle ore 20:37
    Le pagine bianche d'un poeta fallito

    Entro nei giorni

    a bighellonare in stanze
    arredate nelle maniere più bizzarre

    e passo là il mio tempo
    a parlare agli altri

    anziché a me stesso

    nella sciatta stesura
    di ore trascorse a oziare

    pensando a ciò
    che avrei dovuto fare

    senza alcuna volontà di farlo

    acume e ingegno perduti nel nulla

    e aspettando anzi
    l'ora del ritorno alle mie follie

    senza darmi eccessiva pena

    E poi solo a sera

    nell'intrigo di quelle trame
    senza sforzi della ragione

    m'accorgo

    della pagina non scritta della mia vita
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 06 dicembre 2017 alle ore 20:37
    Il richiamo della vita

    Quando

    al richiamo della vita

    la mente riporta i pensieri
    fra i freschi prati delle emozioni

    e l'anima madida d'essenza
    cerca lo zampillar del cuore

    ci ritroviamo

    ogni giorno anime gemelle
    affacciate alla stessa finestra

    a contemplare il mondo
    .
    Cesare Moceo @
    Tutti i diritti riservati

  • 06 dicembre 2017 alle ore 20:35
    Sgorghi d'istinti

    Cresciuto a pane(duro) e carosello

    tra i marosi delle discordie
    che da sempre sono state

    le interpreti principali
    della mia tragicommedia

    sono stato un bambino
    con un fascino di riserva

    divenuto adulto nel ribollir di passioni

    che han plasmato la vita
    e ne hanno accompagnato le svolte

    E racconto con versi
    imbevuti d'infinito

    le mie discese agli inferi

    e nelle mie risalite

    sogno la luce calma
    di un tramonto sereno
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 06 dicembre 2017 alle ore 20:33
    Ho sempre qualcosa per cui gioire

    Ogni giorno di buon'ora
    me ne vado solitario per la strada deserta

    assaporando il piacere celestiale
    del godere mattutino

    quando la striscia rosa dell'alba nascente

    irrora di luce
    le onde del mare e il mio andare

    E lentamente da quaggiù

    dal mio lungomare

    si stagliano in lontananza

    le linee magiche della grande Madre
    che si dona al mondo

    definendo le vestigia della sua maestosità

    mentre le luci dei lampioni
    che hanno accompagnato la notte

    a turno si spengono

    e il paese pigramente ricomincia il risveglio
    al barrire dei gabbiani

    arrivati ad allietare l'aria frizzante
    inventando balletti d'allegria

    E rinasce la vita
    .
    Cesare Moceo destrierodoc @
    Tutti i diritti riservati

  • 05 dicembre 2017 alle ore 21:11
    Desiderarti

    Desiderarti
    è averti dentro
    l'anima

  • 05 dicembre 2017 alle ore 20:09
    Avvicinati

    Ti devi avvicinare a me
    per sentire il mio profumo,
    per cogliere i miei pensieri.
    Da lontano tutto è irreale,
    sembra la stessa cosa,
    ma non lo è.
    Le distanze distorcono,
    illudono,
    mentono,
    ingannano.
    I pensieri lontani, a volte, occupano spazi che andrebbero lasciati vuoti.

  • 05 dicembre 2017 alle ore 17:47
    Onde di vetro

    Onde di vetro in una lettera,
    unghie di un tempo raggelato
    da tacermi. Le luci ciondolate
    al piano del respiro: mancamenti.
    E la memoria nutre, avvampa incensi
    a spazio vivo. D’illogico principio
    legare passaporti al vento
    sinusoide che torna
    dalla prima rosa d’inverno.