username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Filtri di ricerca
  • La poesia contiene la parola
  • Nome autore

Poesie

“Uno sguardo vergine sulla realtà: ecco ciò ch'io chiamo poesia”
Edoardo Sanguineti


Le poesie dei nostri autori sono tutte raccolte qui.
Se vuoi inserire le tue poesie in una pagina a te riservata, iscriviti ora e scopri come fare!

elementi per pagina
  • 20 ottobre 2013 alle ore 13:29
    Sei Cento Dodici

    Amabili le tue ossa sporgenti,
    alberi fuori sagoma segnalati
    da una gobba della pelle. 
    Ed tuoi piedi, freddi puntali sul
    pavimento, cacciati dalle decorazioni
    dei calzini, oltre il tunnel dell'ultimo
    paio di scarpe. Tutti conoscono
    il nitrito dei tuoi muscoli, zoppi
    purosangue destinati alla
    pallottola. Con te tutto è fine,
    penuria, magari, poi lusso, rinuncia,
    spina allunata sulla lingua dallo
    shuttle di un'occasione, fiotto di digiuni,
    spiccioli che fanno un capitale,
    ho mangiato e non soffro,
    ho lo stomaco randagio.
    Amabile il tuo petto, sfitta
    mansarda ventilata dagli
    spifferi, privè dove i piccioni
    trovano sempre come incastrare
    i becchi.  La tua attitudine è
    vestirti da pozzanghera, insignificante
    pancia scoppiata dalle suole
    levatrici: ma solo là dentro
    il cielo è alla toilette e
    tutti siamo più veri davanti ad uno specchio.

  • 20 ottobre 2013 alle ore 10:13
    Gli alberi

    Ma guardali con la loro voglia di cielo!

    E' una gara a chi va più alto
    a chi sfida i soffi di vento
    e sono tanti radicati nel mondo
    filtri che ce lo rendono vivo
    per l'aria che respiriamo.

    Sono gli alberi, amico!

    Giunti che siamo a febbraio
    col gelo che picchia di meno
    contro l'azzurro cristallo
    i verdi ed i brulli notiamo
    pennelli che lo ricamano.

  • 20 ottobre 2013 alle ore 3:24
    Incastro di pezzi

    C'erano solo pezzi.
    Tanti pezzi di me,
    e anche tanti di te.

    Li raccogliemmo e,
    senza accorgerci,
    li unimmo insieme.

    Ora ti tengo in me
    e tu mi tieni in te.
    Diventammo uno.

    Mi amo, tu ti ami,
    e così ci amiamo.
     

  • 19 ottobre 2013 alle ore 23:26
    haiku 123 (il vento sposta)

    il vento sposta
    le tendine di lino -
    gerani rossi

    4° classificato (pari merito) al concorso haiku 2013 Cascina macondo

  • 19 ottobre 2013 alle ore 20:07
    Piazzale Loreto

    folta torma di dimostranti
    si aggira sul piazzale,
    inquieta,plaudente,
    festante,sghignazzante.
    Rabbia ventennale repressa
    esplode ad alto potenziale.
    Tanti colpi si susseguono
    su un corpo vestito di orbace
    con sinistro scricchiolio.
    Quel cranio nudo
    e' morto giustiziato,
    ora pende rivoltato.

  • 19 ottobre 2013 alle ore 18:54
    Ferrea memoria

    Sempre ricorderò
    il tuo roseo viso
    il tuo dolce riso
    il tuo ceruleo occhio
    il tuo sincero suono
    il tuo dimesso tono
    il tuo forte impatto
    il tuo tenace temperamento
    il tuo continuo dinamismo
    il tuo nero capello
    il tuo violaceo labbro
    il tuo piccolo bacio
    Bacio appassionato
    lungo sospiro
    senza respiro
    per te tutto.
     

  • 19 ottobre 2013 alle ore 11:43
    Due vele

    Una coppia di vele l'azzurro trascorre 
    all'orizzonte sotto la linea dei monti.

    In parallelo vicini passano due cigni 
    come note a contrappunto animate.

    Immobile è l'aria alle rive accaldate
    ove il sole scende a bagno coi raggi.

    Freschi offrono primizie di funghi
    boschi d'ombra dietro l'osservatore.

    Un cormorano dal tuffo riemerge
    nel becco un pesce con gli ultimi guizzi.

  • 18 ottobre 2013 alle ore 21:40
    Percezioni

    Ascoltare lunghi silenzi

    mentre il tempo scorre

    tra traditori di classe
    e imbroglioni di successo

    culturalmente infedeli

    tutti a sentirsi atleti

    pronti a vincere
    i più disparati  trofei

    elargendo frivoli sorrisi

    con l'anima di zucchero filato
    a lisciare coscienze spiegazzate

    Carezze di vento leggero

    risvegliano ricordi felici
    nella spensieratezza dei cuori

    pensieri di gioia
    che dondolano tra dolci sogni

    in un viaggio fantastico e irreale

    nella dolce melodia
    che culla le tristezze

    nei lampi delle paure
    che illuminano la realtà
    .
    cesaremoceo

  • 18 ottobre 2013 alle ore 18:46
    Il giardino dei pensieri

    I miei pensieri non sono i tuoi.
    assurdi criteri di ragionamento,
    forte smania di adottare certo portamento;
    frenesie che durano i l lasso di un momento.
    La tua sapienza soprannaturale e' cio che chiedo
    di ricevere.
    Mistero glorioso: si manifesta gratuitamente
    a chi lo invoca in totale raccoglimento,
    lontano dal frastuono delle sirene;
    distante dal clamore della gente;
    nei segni che effondi la verita' mi sforzo
    di intravedere;
    amore disinteressato palpita sempre per me
    nonostante non sia corrisposto.
    Il sussurro di fedele alleato bisbiglia alle mie orecchie
    e non posso far finta di non sentire.
    Uno sguardo al passato:amore sognato
    in cornice di concretezze;
    l'illusione motiva un'inutile esistenza, ma non serve
    a temperare l'impazienza.
    Mistero gaudioso:entita' di vita arcana,
    densa di incognite e speranze,ricca di superbe gioie
    e di vane lagnanze.
    Mistero divino: sacro spirito che aleggia su di me
    con battito soave e elggero.
    Sconfitto sembra per la sordita' degli empi,
    inviso per l'egoismo degli stolti:
    ma attende propizio per sfilare con passo trionfante.

  • 18 ottobre 2013 alle ore 18:02
    canzoncina

    dorre_miffa_solla_sido_remi_falla_solfa_mirre
    _similaresoldofa_faffafa_faffafa_uno_un_valzer_
    con_spritz_con campari_o_Pithecanthropus Erectus_o_So What_così era_
    grazie dei fiori_melensa poesia_torna a Surriento_
    si sta meglio a Seattle Jimi_ doremifasollasidooooooooo_
    Spike_fai la cosa giusta_ la musica ribelle_ now’s the time_
    che si ribelli_ che tutti si ribellino_ cocaine_cocaine_cocaine_
    il 2013 non è DOCG_ fa sbocciare la rosa finale O Bomba di Primavera_
    Yes Gregory_sboccierà_ oh yeah_ sboccierà_
    dorre_miffa_solla_sido_dadaumpa_dadaumpa_dadaumpa

  • 18 ottobre 2013 alle ore 17:08
    C'è una zingara...

    C’è una zingara
    A piazza del popolo
    Accanto a Canova
    Non chiedere di lei
    Lei chiederà di te

    C’è una zingara
    Che non invecchia mai
    Ha un sorriso seducente
    La zingara
    Gli occhi grandi di metallo
    E ogni volta che passo di la
    Si offre
    Per leggermi la mano

    ‘Ti porterò fortuna!’
    Mi grida dietro
    Come fossi un soldato

    Ma io non sono un soldato

    Le sorrido
    E vado oltre
    Con un gesto del braccio

    C’è una zingara
    A piazza del popolo
    Accanto a Canova
    Non cercare di lei
    Lei cercherà di te
    Se sei un soldato
    Mostrale la mano
    Ti porterà fortuna

  • 18 ottobre 2013 alle ore 16:34
    lo specchio e la foto

    nello specchio si scorgeva una foto o, forse, nella foto c’era lo specchio di un anonimo bagno e poi c’era un terzo incomodo. quest’ultimo si rifletteva e, poi, guardava un bianconero di qualche lustro addietro. nello specchio si vedeva come da sempre, la foto lo condannava senza pietà. non sapeva a chi dar ragione, sapeva solo che uno dei due aveva torto marcio. si specchiò nuovamente e giunse alla conclusione che il tempo era una volgare finzione, una sfortunata coincidenza che si sovrapponeva all’immortale presenza di quell’attimo di umana assenza dove un rasoio elettrico fungeva da illusorio aratro.

  • 18 ottobre 2013 alle ore 15:48
    IL BACIO

    Ti bacio con gli occhi,
    con le labbra ti sfioro il cuore,
    mordo i sensi ,
    lascio il tuo sapore invadermi,
    il tuo odore unirsi al mio.
    Nel silenzio gridano le frasi mai dette,
    si lega la carne con l’anima ,
    non so più quando comincio io,
    quando finisci tu.

  • 18 ottobre 2013 alle ore 13:49
    Gherigli d'anima

    Ho sbriciolato le certezze a terra
    come Hansel e Gretel
    per ritrovar la strada.

    Per schiaccianoci ho usato la mia voce,
    urlo vicino di antica libertà,
    raccolta dentro i versi e le parole
    che come un dono porgo tra le mani.

    Potranno mai saziarti i miei gherigli d'anima
    che hai raccolto dal cammino e messo in bocca?
    I frutti del cuore li riproduco a iosa.
    Se ne vuoi ancora ne troverai di nuovi.

  • 18 ottobre 2013 alle ore 0:44
    A Pianavia, a la sua gente (Liguria)

    Fra le vergini terre

    addormentate eppur sveglie

    un rintocco appena

    di campana all'erta

    a rammentar che il tempo

    già vissuto è andato

    Non manca ora

    che di ricordar si scorda,

    e pur la mezza,

    per i disattenti!

    L'ho proprio qui

    sul capo mio il rintocco

    e sembra redarguirmi

    sottolineando

    che il tempo mio,

    che troppo tengo in mente,

    è in realtà finito

    e nuovo suono devo imporre

    a quel che troppo in fretta passa

    Or che l'ascolto, sento

    che l'onda del momento

    è assai lenta

    Per meglio pregustar l'presente

    d'essa m'innamoro

    e m' appartengo.

    Fra le vergini terreaddormentate eppur sveglie

    un rintocco appena

    di campana all'erta

    a rammentar che il tempo

    già vissuto è andato

    Non manca ora

    che di ricordar si scorda,

    e pur la mezza,

    per i disattenti!

    L'ho proprio qui

    sul capo mio il rintocco

    e sembra redarguirmi

    sottolineando

    che il tempo mio,

    che troppo tengo in mente,

    è in realtà finito

    e nuovo suono devo imporre

    a quel che troppo in fretta passa

    Or che l'ascolto, sento

    che l'onda del momento

    è assai lenta

    Per meglio pregustar l'presente

    d'essa m'innamoro

    e m' appartengo.

     

  • 17 ottobre 2013 alle ore 22:36
    IL SOGGETTO

    Nella circolazione
    seguendo il solco
    irretivo l'oggetto
    perdevo il controllo
    delle circonvoluzioni
    mi evase dal solco
    si rifugiò nel delirio
    di una libera circoncisione
    in gara col movimento
    di continue competizioni
    chiuse la circonferenza
    facendo oscillare
    le comunicazioni...
    tutto purchè si tornasse
    alle solite involuzioni

  • 17 ottobre 2013 alle ore 18:42
    Squatter

    anarchico ti professi
    nel deserto metropolitano.
    Orecchino sul naso
    capelli non piu' veri
    e tatuaggio sul petto:
    mini quadro allusivo
    di un occupante abusivo.
    Loquela rabbiosa e fluente;
    rifiuti il dialogo con chi ha promesso
    senza mantenere niente.
    Le leggi dello stato
    relegate nell'immondizia:
    turpiloquio sfoderi
    con grave dovizia.
    Cattivo,forse,
    ma anche vittima:
    di una famiglia
    che non ti ha mai parlato
    e ti ha solo sopportato;
    di un lavoro dignitoso,
    tanto cercato con affanno
    ma da altri accaparrato
    con inganno;
    di chi si professa cristiano
    ma si guarda bene
    di tenderti la mano.

  • 17 ottobre 2013 alle ore 15:19
    TRAGICA TRAVRSATA

    Per bara un sacco nero
    come quello che contiene:
    un uom che le sue pene
    porterà al cimitero.
    Lasciato ha la sua terra
    dove miseria regna,
    dove nessun lo degna,
    chè pensa a far la guerra.
    Su quelle vecchie barche,
    tanta miseria umana
    non sa qual sorte strana
    riserva a lor le Parche.
    Quasi è l'arrivo in porto!
    Mare liscio, vento calmo,
    la salvezza dista un palmo,
    nessuno è ancora morto.
    Il motore che si spegne
    e pochi che sanno nuotare.
    Come farsi allor notare
    in quel buio, senza insegne?
    S'accende, ahimè, un fuoco
    che tosto prende forza;
     di chi provar lo smorza
    rende vano ogni sforzo.
    Così la barca affonda
    con tutta sua miseria.
    Sarà soltanto Storia
    quella morte nell'onda?

  • 17 ottobre 2013 alle ore 11:46
    gridato all'universo

    Apro le mani!
    Disserro le mie braccia,
    tolgo quest'ombra mia dalla tua faccia.
    Volto lo sguardo ma non per non vederti,per non sentiri o
    per non saperti,
    volto lo sguardo  perchè non ti trattenga,
    perchè verso di me qualcosa nel tuo fondo
    ancora non ti spinga.
    Guarderò altrove se mai sarò capace
    là dove sgorga la luce della pace.
    Apro le mani, sciolgo ogni catena ,getto ogni chiave
    io non ti voglio in pena.
    Apro la vita per lasciarti andare
    perchè tu possa sentire un nuovo amore
    ma non voltarti , non farti spaventare
    anche se inonda il mondo
    il pianto della mia ferita.
    Se mai potendo , ti posso liberare
    ora lo faccio ,
    amato amore , io ti lascio andare.
    Và vola via  incontro a quel tuo cielo
    ove ti attira la passione tua,
    possa tu avere la gioia dell'incontro che
    non puoi avere  se io ti sono accanto,
    và, non tardare sei libera  mio amore
    anche se questo mi uccide di dolore,
    e voglio dire , lo grido all'universo,
    ricordami di queste mie parole se
    in un momento  di misera follia
    possa volere che tu sia ancora mia.
     

  • 16 ottobre 2013 alle ore 21:17
    Sporcizie

    Nella quotidiana esistenza

    anormale

    in cui il vivere è somigliante
    alle gerarchie di certe mafie

    alterare le percezioni della realtà

    con inedite visioni sgorganti dal Cielo

    Raggi di sole sfumati

    a disegnare intense varianti
    di variopinte fantasie

    nella negazione dell'Essere 

    e considerare illusorie

    le speranze di far nascere
    amicizie e sorrisi

    a dispetto della consapevolezza
    di ricercare ciò che fa eccitare
    .
    cesaremoceo

  • 16 ottobre 2013 alle ore 13:49
    Clara. Sei Cento Undici

    I bambini urlano all'uscita
    della scuola e le foglie fanno
    gli alberi. Le tane annacquate
    dai temporali,  gli anziani
    posteggiati dalla tosse,
    doppiafila di ossa retrò.
    Tutto è così uguale, questo ottobre
    monozigote di quello andato, gli confondo
    il naso, il mento è identico e ventoso,
    ereditaria la  couperose di funghi e spore.
    Forse l'altro però era più alto,
    il neo di un chiosco per differenziale,
    ma poi che prodigio questa cosa
    dell'essere siamesi. Eppure oggi
    in una casa manca un respiro:
    conta e conta ancora, sono rimasti
    in tre e per l'altro hanno aperto
    le ricerche.  Ecco, hanno portato
    i cani e la denuncia è in compilazione:
    sotto il letto le pantofole non si sono
    mosse, ha un alibi la polvere di
    domenica e le scope non parlano
    da ore. Ma non un testimone
    a dire della scomparsa,  quindi
    per favore accendi poi spegni
    la luce nel salotto, magari il
    colpevole è pure fluorescente.
    Signori miei, la morte è uno
    scalino: come grattarsi
    l'indice con l'anulare.

  • 16 ottobre 2013 alle ore 11:32
    Era novembre

    Era novembre
    alberi ammantati di foglie policrome
    destinate a coprire il suolo
    di un soffice manto
    alimento di odorose crittogame
    fonte di essenze apprezzate
    rendevano triste il mio animo
    solitario.
    Ramingo andavo
    quel dì di novembre
    in cui t’incontrai per caso
    fanciulla
    riservata e affabile
    mi feristi subito il cuore
    con i tuoi penetranti occhi
    come novello Eros
    e mi destasti 
    generando in me amore che cercavo.
    Era novembre
    quel dì
    immerso in un tetro grigiore monotono
    che ammantava il cielo
    e preannunciava
    pioggia e freddo
    ma il mio cuore impulsivo
    si riempì di contentezza
    e di passione per te.

  • 16 ottobre 2013 alle ore 10:47
    Dialogo con Morfeo

    E se ti dicessi o Morfeo,
    che di vivere sono stanco?
    Agonia di un pianto che sempre scorre,
    e tutto brucia al suo passaggio.
    e se ti confessassi che questa sera
    vorrei dormire profondamente
    e non svegliarmi piu'?
    Ma Morfeo tu leggi nei miei pensieri:
    il tuo capo non piu' ritto
    ma piegato, i tuoi occhi arrossati
    gonfi di pianto,
    le gote,prima rosse,
    tutto ad un tratto imbiancate;
    linee inequivocabili
    che non sei d'accordo con me.
    se io arbitrariamente scomparissi,
    dove troveresti un uomo
    a cui donare
    sogni appaganti,unici ed esclusivi,
    sonni ristoratori di ambasce??
    un collage di incubi ricorrenti
    e giocose fantasie?
    Perdonami, o Morfeo,
    la mia ora non e' ancora giunta.
    I rintocchi di morte
    ci sorprenderanno insieme
    per condividere una uguale sorte.

  • 15 ottobre 2013 alle ore 22:39

    TEMPESTE

    Tempeste
    distruggono
    case di cartapesta,
    raggiungono
    pensieri inviolati
    li lacerano
    in mille stracci
    che il fuoco rende cenere.
    Tempeste
    di colori ardenti
    si insinuano
    in un corpo fragile
    nei pugni chiusi
    e sputano scintille
    di spaventosi fulmini.
    Tempeste
    nelle vene palpitanti,
    sangue impazzito
    di paura.
    Aspettando la quiete,
    aspettando il pianto.

  • 15 ottobre 2013 alle ore 22:09
    Come tela di ragno

    Con flemma
    il ragno tesse la sua tela,
    vi è subdola maestria
    nel suo incessante movimento.
    Viscida
    la sua bava
    con sapienza va intrecciando
    ad ordire
    argentee e silenziose trame.

    Lavora di malizia
    l'abile stratega,
    e al centro
    di un ricamo ingannatore
    aspetterà la preda.
    Somiglia un pò
    al tuo gioco,
    quella tela....
    sottile lavorio
    a cercar di ripiegar pensieri
    come origami della mente.

    Nessuna preda
    cadrà nella sua rete,
    mi terrò lontana
    dall'indissolubile presenza.
    Conosco il ragno
    che non ha sentimento
    e solo da lontano
    ascolterò la trama
    della sua canzone.